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Frightfest 2012: Tulpa

Vi ricordate, verso maggio, quando uscirono le convocazioni di Prandelli per gli Europei? Cioè… scusate, ogni tanto me lo dicono “guarda che non tutti gli italiani seguono il calcio”, però per quanto mi sforzi è un concetto che proprio non mi entra in testa. Insomma, ve lo ricordate no? Sfido a trovare un solo ottimista fra di voi. Era un panorama desolante. Eravamo spacciati. La nostra più grande speranza era un tizio più famoso per motivi extra-calcistici… Eravamo talmente spacciati che non ho guardato le partite di qualificazione. Ma questo non significa che io non tifi Italia, ma scherziamo, significa solo che ero depresso e pessimista e vedere che eravamo ridotti a contare su un colpo di genio del bollito Cassano nonostante gli fosse venuto un infarto pochi mesi prima, e convocare persino gente che giocava in Serie B come Ogbonna, con tutta la grande tradizione che abbiamo da decenni, fa venire voglia di darsi al cricket. Poi invece abbiamo accumulato risultati utili, e abbiamo superato il girone. E allora lì ho ricominciato a guardare le partite. Niente per cui strapparsi i capelli, eh? Ma abbiamo fatto il nostro dovere, abbiamo resistito, abbiamo messo a segno colpi incoraggianti, quello famoso per motivi extra-calcistici ha smentito chi lo riteneva inutile piazzando un paio di bei guizzi decisivi… e vai a sapere, ci siamo ritrovati in finale (questo metaforone potrebbe o non potrebbe essere brutalmente tirato per i capelli, non chiedetemi di andare più in là di così).
C’è poco da fare: le cose vanno male e si fanno battutine, si sfotte, ci si atteggia a superiori: ma quando iniziano ad andare meglio si risveglia la passione, sale da dentro una fotta sempre più incontenibile, e quando arrivi in finale, per di più una finale così, contro avversari che fino a poco prima sembravano imbattibili ma ora paiono attraversare un momento di stanca mentre noi al contrario siamo in forma crescente, non puoi fare altro che correre in curva col bandierone e la faccia dipinta a urlare a squarciagola “spacchiamogli il culo” (spagnoli, francesi, non cambia). È un errore, bisognerebbe tifare sempre. Ma siamo umani. Siamo italiani.
Abbandoniamo il fragile e stiratissimo metaforone: come già detto nel post introduttivo al festival, se “gli Europei” sono in generale le ultime stagioni del cinema horror internazionale, il Frightfest 2012 – e precisamente lo slot delle 21 di sabato nello schermo principale – era decisamente la Finale. Un evento che al cinema italiano di genere non capitava da decenni. E se la “squadra” della scena horror italiana ultimamente non era esattamente paragonabile a quando schieravamo Freda/Bava/Argento/Fulci/Deodato/ecc…, la squadra di Tulpa capitanata da Federico Zampaglione è al contrario più che attrezzata per le grosse occasioni: la leggenda Dardano Sacchetti a dare man forte in sceneggiatura, la Gerini, Placido, la rivelazione di Shadow Nuot Arquint… E uno può fare tutta la tara che vuole al nazionalismo, ma quando Alan Jones, organizzatore del Frightfest, da trent’anni uno dei maggiori critici horror internazionali nonché uno dei massimi esperti mondiali di gialli all’italiana, sale sul palco a dichiarare letteralmente che quello è uno dei momenti per lui più emozionanti delle 13 edizioni del Frightfest messe insieme per poi tagliare corto ed esclamare “Three words: giallo is back”… che fai? A te che sei in curva/poltrona viene onestamente la pelle d’oca.

I always feel like - somebody's watching meee

Tulpa è così: è un giallo all’italiana girato come se fossimo ancora nel ’76. E non lo dico per dire. Quando gli americani recuperano un loro vecchio genere di successo, o il genere di successo di qualcun altro, che siano passati cinquant’anni o cinque, non resistono mai, MAI alla tentazione di citare, omaggiare, strizzare l’occhio, piazzare un bel cartello con scritto “oi! sono uno di voi! mi piacciono i film di questo genere! ne avrò visti almeno… almeno tre!” e ostentare una certa degradante superiorità. L’approccio di Zampaglione è diverso: non rispolvera, non omaggia, semplicemente si mette in scia, fa come se non avessimo mai smesso e segue rispettosamente le regole classiche aggiornando i tempi e aggiungendo ovviamente i suoi gusti e le sue varianti personali. Può sembrare una sfumatura, ma è già di per sè una cosa che fa stare bene.
Quando inizia il film, e lo fa ovviamente con un omicidio, e lo fa con quell’omicidio lì che non vi racconto se no vi tolgo il divertimento ma che mostra già un bel mix di quanto Zampaglione rispetti gli standard (l’assassino in nero con guanti di pelle) e ci metta del suo (sesso, tanto tanto sesso), fossi stato io il titolista avrei scritto “TULPA, MOTHERFUCKERS!” grosso così.
E il gioco è quello: gli omicidi pazzi e fantasiosi come una volta, l’ambientazione spettacolare in questo club privato in cui un intensissimo Nuot “Mortis” Arquint ti ipnotizza a partecipare ad orge per raggiungere il nirvana, la Gerini che regge tutto il film sulle spalle con esperienza e ammirabile coraggio, Placido che è il solito fuoriclasse, l’attrazione di Zampaglione per certi corpi particolarmente cinematografici come Arquint e la culturista che fa da security per il club (e se vogliamo pure la comparsata psichedelica di Simoncino che suona i bonghi) e il suo gusto nel costruire atmosfericamente le scene di sesso e morte, la notevole colonna sonora degli Alvarius (= Francesco Zampaglione e Andrea Moscianese) che – esattamente come per i Goblin a suo tempo pur facendo qualcosa di ben distinto – lascia la sua profonda e personale impronta. Sangue, torture, tre (TRE) scene lesbo, un threesome… è un film da stadio, e il pubblico del Frightfest l’ha preso subito come tale. È un film che proprio per questa raffica di momenti spettacolari offre più di un motivo per farsi ricordare, di sicuro un gran passo avanti rispetto al più metaforicamente ambizioso Shadow. A proposito della reazione del pubblico del Frightfest: mentirei se dicessi che hanno riso e applaudito solo nei momenti giusti, perché Zampaglione ha il buon senso di non spacciare la Gerini e Placido come madrelingua inglesi ma ahimé la povera Michela Cescon sì, e un orecchio anglofono queste cose non se le beve (dettagli che tutto sommato non ci riguardano), ma mentirei soprattutto se dicessi che di tutti film mostrati al festival questo non è stato quello che ha provocato le reazioni immediate più calde e le maggiori discussioni a fine proiezione. Infine qui è dove, stando ai miei tweet dal Frightfest, avrei dovuto dire che nella seconda parte il film si distrae un po’ troppo sui dialoghi e sulle pure indagini e perde il ritmo, arrivando al classico twist finale dopo qualche evitabile lungaggine che ne smorza l’effetto, ma Zampaglione fa già sapere che si trattava del primo cut ultimato con l’urgenza della premiere e che il tutto verrà snellito. Tanto per l’uscita italiana, prevista per gennaio 2013, c’è ancora tempo.
Per me la via indicata è buona: non rimane che da premere sull’accelleratore e fare proseliti.

That's me and Mortis, bitches

DVD-quote:

“La mamma di Zidane è una puttaaanaaa
La mamma di Zidane è una puttaaanaaa
La mamma di Zidane
La mamma di Zidane
La mamma di Zidane è una puttaaanaaa”
Nanni Cobretti, giornalista, i400calci.com

>> IMDb

P.S.: le foto dal festival sono state scattate da Blood and Tears

P.S. 2: il mio ricordo preferito del festival quest’anno è stato origliare per qualche secondo Michele Placido mentre spiegava La Piovra in inglese a uno degli avventori

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86 Commenti

  1. BellaZio

    Fontolino non si tocca. Grande idolo. Ecco, Seno, quello era una supermerda.
    (io non sto guardando la faccenda da interista, non so se è chiaro)

  2. Schiaffi

    @BellaZio
    No spe, un po’ di chiarezza: Sino è saltato fuori nel 2009 con un pezzo che parlava di lui che ti rubava il motorino se lo parcheggiavi male tra Milano e Garbagnate e non era neanche male come traccia. Probabilmente all’internet stava sul cazzo vedere un minorenne smilzo che si attaggiava da guappo, boh non so, fatto sta che dopo che si è preso una marea insulti, anzichè perseverare e dimostrare qualcosa, ha preferito eliminare ogni sua traccia dalla rete. Purtroppo di lui ci resta soltanto questa foto:
    http://lacaricadeibelli.files.wordpress.com/2009/12/sino-spadino.png
    Trucebaldazzi no, seppur faccia bene a fottersene degli haters, è un cazzo di fenomeno da baraccone tipo Giuseppe Simone. Cose improponibili.
    Simoncino bah, scarso, scrauso e antipatico come tutta la sua crew di energumeni.

  3. BellaZio

    @Schiaffi
    mah… quella foto non promette bene. Trucebaldazzi ha seri problemi mentali, è chiaro, però è della mia zona, quindi mi è giunto alle orecchie.
    Comunque ora che ci penso mi ricordo qualcosa su un motorino e uno che lo rubava, solo non riesco a connettere bene i punti nel cervello per ricordarmelo abbastanza bene.

  4. Volevo dare merito a Zampaglione per la sportività ed educazione con cui è intervenuto.
    Il film non lo ho visto, ma quel che è giusto è giusto.
    Ciao gioie.

  5. babaz

    ho come tipo già il biglietto in tasca.
    Nanni, non sei un recensore SEI UN VENDITORE DI SOGNI

    tnx Zampaglio’

  6. vespertime

    Ma infatti un grazie a Zampaglione per l’educazione e il commento. Non è la prima volta che lo becco che scrive tra i comuni mortali cogliendo pareri e critiche per migliorarsi. Tanto di cappello. E poi il suo discorso mi ha convinto. E pure quello di Nanni che per quanto fottesega del calcio ho molto apprezzato e molto riso perchè alla fine gli Europei ce li siam visti tutti e alla finale ha roso il culo pure a me anche se poi “no ma del calcio non me ne frega niente” ma se vincevamo risate e gomitate a qualsiasi straniero avessi incontrato in qualche locale da li a due anni. Ora però mi avete fatto venire delle aspettative tante e aspetto Tulpa con tantissimo interesse io che farei santo subito Marione Bava e tutto i suoi amichetti. Tranne Argento che per quanto tutti Mestro per me rimane il figlioletto di altri registi ben più grossi e anche perchè da vent’anni ha deciso di cambiar genere e darsi al comico.

  7. John Who?

    Io mi ero immaginato un omaggio (un po’ paraculo) ai primi Argento, che soffrono di qualche dialogo sopra le righe e di una direzione degli attori non eccezionale. Sono contento così, ci vuole coraggio ad ammettere i propri errori, onore a Zampaglione.
    @Nanni. L’altra frase che hanno riportato in tanti riguardava un ermafrodita e, se è DAVVERO come l’ho sentita raccontare, meriterebbe la stessa sforbiciata solitamente prevista per gli ermafroditi suddetti.

  8. @john who: Zampaglione parla di segare tre/quattro battute, e siccome le piu’ citate sono due direi a braccio che sono entrambe incluse

  9. @babaz: grazie mille, mi piace un sacco, me la giochero’ la prossima volta che mi diranno che le mie recensioni fanno schifo ;)

  10. BellaZio

    Vado Off Topic per un attimo.
    Nessuno dice nulla sul trailer di Savages (Le Belve), o nessuno lo ha visto (anche se temo sia uscito solo in USA per ora)?
    Detto che a me nemmeno il libro è piaciuto, quali sono le vostre aspettative/prime impressioni se avete visto il trailer?

  11. Mr.POP

    Io adoro il genere giallo italiano di tanti anni fa, aspetto questo film con grande attesa da quando è stato annunciato e dopo aver letto la tua rece Nanni, credo non resterò affatto deluso.

  12. Stanlio Kubrick

    @BellaZio, poi usciamo dall’OT: se sei un ultrà di Stone potrebbe anche piacerti, ma Le belve è un po’ un pastrocchio senza senso alla fin fine. Non è neanche granché da Calci, secondo me. Poi non è che faccia schifo perché schifo è un’altra cosa, ma si vive anche senza.
    Da noi esce il 25 ottobre.

  13. Con il dovuto rispetto, io non capisco per quale motivo difendere a spada tratta un film italiano, innanzitutto perché italiano, sia comportamento nobile, mentre la critica (usando gli stessi parametri che si usano per i film stranieri) sia provinciale, seccante, inopportuna, ecc. Ci manca solo di mettersi a fare il tifo per i film in base alla nazione di provenienza.
    Senza contare che su Tulpa si è scatenata una campagna sinceramente imbarazzante, con il 95% dei siti a riprendere in maniera completamente acritica i comunicati stampa, facendo passare per capolavoro un film che sembra avere più di qualche limite. Se si montasse un po’ meno l’hype (“Tulpa ha reinventato lo stile del giallo”, “Zampaglione nuovo re dell’horror”, “Tulpa destinato a diventare un cult internazionale”, dal comunicato stampa, ripreso un po’ ovunque dai siti italiani) e si fosse un minimo più obiettivi forse non si attirerebbero critiche così feroci, quando poi la gente sbatte il grugno contro la realtà di un film. Basta cercare “Tulpa Zampaglione” su Google per trovare una divaricazione netta tra i commenti dei siti italiani e quelli dei siti stranieri, divaricazione a tratti imbarazzante.
    Sul film in sé, non avendolo visto, non mi esprimo, e la mia opinione su Zampaglione regista (avendo visto sia Shadow che Nero Bifamiliare) la tengo per me, ma la campagna promozionale è vergognosa.

  14. @luca09: ho visto anch’io in giro quello che dici e che piaccia o no e’ prevedibile/normale.
    Personalmente: la cosa sul calcio era anche ironica, e faccio il tifo principalmente perché sono un fan di questo genere di film, di certo non mi metto a fare l’ultra’ affinché ritornino i film italiani di merda.
    Il problema con le recensioni che girano ora su Tulpa su molti siti italiani e’ quello che dici tu, anche se non capisco se mi stai accusando di fare la stessa cosa perché tifo a parte l’unico hype che ho riportato e’ quello uscito letteralmente dalla bocca di Alan Jones, nessuno di quelli che tu hai virgolettato, e nemmeno me la sono presa con chi ha mosso critiche.
    Pero’ e’ anche vero che in questo caso le recensioni sui siti stranieri sono altrettanto fuorvianti perché influenzate da problemi di doppiaggio che sono tutti inglesi, e che quindi a) non riguardano noi, e b) si risolvono al volo appunto rifacendo il doppiaggio (che tra l’altro riguarda una sola attrice), cosa che Zampaglione ha gia’ detto che fara’.
    C’ero, ho visto tutto prima e dopo, non sto negando che il pubblico ha riso e non sto negando che questo ha spezzato l’atmosfera e rovinato il film per parecchia gente, ma ho anche visto quando rideva e se ci fossero stati altri problemi oltre all’inglese buffo (come ad esempio nel caso di Giallo di Argento) l’avrei detto.
    Se hai altre domande non farti scrupoli.

  15. @Nanni
    Non ti accuso di nulla, perché la differenza tra ciò che ho citato e il tuo approccio mi sembra evidente. Prendo ad esempio Alan Jones, che è quello che a Trieste ha paragonato Valhalla Rising a 2001 e a difeso a spada tratta Zone of the Dead (per dire che i trent’anni nel genere non sono sempre una garanzia). Tu non hai sposato le sue parole, hai raccontato la tua emozione di quel momento e questo fa tutta la differenza del mondo (a meno che uno non voglia mettersi a sindacare su ciò che gli altri provano).
    Ciò detto, se uno mi dice “Sai cosa? Per essere una birra da un euro a bottiglia la Printz non è niente male”, ci sto dentro, ma se mi dice “No, cioè, la Printz ha ridefinito il concetto stesso di birra”, mi girano giustamente le balle. Questa campagna – che proviene dall’ufficio stampa del film e che è ormai una costante per l’Italia – rischia di provocare più danni che benefici, e questo sarebbe ancora più grave se Tulpa fosse davvero un buon film.
    Considerando la durezza con cui avete giustamente denunciato altre marchette imbarazzanti (tipo quella del TG2 su In The Market, per cui sto ancora ridendo), e considerando che non c’è nulla di scontato in un settore che racconta balle spacciandole per promozione, o in un sito che fa passare un comunicato stampa per una critica (ribadisco: cosa che voi non avete fatto), penso valga la pena spenderci due parole, tutto qui. Se riuscissimo a liberarci di questo approccio – questo sì provinciale – forse sarebbe più semplice rifondare un minimo di industria di genere, cosa che sarebbe goduriosa, oltre che positiva. E forse si uscirebbe dal “Qui è tutto una merda” Vs “Sapete solo lamentarvi e smontare ogni prodotto”.
    A leggere le recensioni dei siti stranieri, i problemi segnalati sembrano un po’ più estesi e rilevanti del doppiaggio e di qualche battuta, ma io non posso esprimermi non avendo visto il film. Posso però pesare le opinioni e se, quelle italiane sono TUTTE positive – incredibilmente positive – è normale che uno avverta almeno un minimo sospetto.
    Ribadisco: sarò il primo a rallegrarmi se Tulpa si rivelerà un buon film, ma ciò non toglie che a giustapporre i due approcci (italiano e straniero) si avverta un po’ di tristezza e che tutta questa campagna ci si stia mettendo di impegno per togliermi ogni voglia di vederlo.
    Tutto qui, senza alcuna volontà di polemizzare, anzi.

  16. BellaZio

    @Stanlio.
    E poi chiudo. Il libro, di base, sarebbe anche da calci. Dei due protagonisti uno è un maniaco violento ex navy seals, ecc. Di momenti tosti nel libro ce ne sono parecchi (il problema del libro è la storia piatta e scontata, non lo stile o le singole trovate e singole scene) e l’azione è forsennata. Il film, effettivamente, visto il trailer, tradisce parecchio, mette lei protagonista e pare robetta insulsa. Non so, mi aspettavo qualcosa solo in virtù del libro e del fatto che, comunque, anche solo nel trailer, ci sono più esplosioni che in tutto The Girl Whit The Dragon Tattoo (oltre ad essercene di più nel libro).
    No, non sono un fan di Stone. Anzi.
    Passo e chiudo.
    Riguardo Tulpa: fare un po’ il tifo per la roba di casa nostra mi sembra anche fisiologico.

  17. Stanlio Kubrick

    @BellaZio e chiudo anch’io: il film l’ho visto e t’assicuro che è da Calci solo tirandolo per i capelli e in virtù del fatto che Stone prova un pochino a fare il selvaggio pop tipo Natural Born Killers riuscendoci male.

  18. @luca09: innanzitutto apprezzo davvero molto il tuo commento.
    In quasi trent’anni da spettatore ho imparato che, volenti o nolenti, i film italiani sono inevitabilmente, fisiologicamente una categoria a parte. Ci sono troppe cose in ballo che è impossibile trattare con neutralità, perché siamo influenzati da cose che sappiamo sull’autore, l’ambientazione, la cadenza del parlato e altre cazzate più o meno grosse che per i film stranieri non abbiamo e che condizionano la visione e fanno sì che perdoniamo un mediocre film americano molto più facilmente rispetto a un buon film nostrano. È la cosa più normale di questo mondo. Da critico (critico da meno di trent’anni…), e ancor di piu’ da tifoso degli action/horror all’italiana che da anni chiede a Babbo Natale di resuscitare la nostra industria di film di genere, questo non rende le cose facili come sembrano.
    La marchetta di Rai 2 su In the Market era clamorosa perché a conti fatti In the Market era un indifendibile film amatoriale che trattare cosi’ non giovava davvero a nessuno. Se uno mi spacciava quello per capolavoro horror io uscivo bruciando tutti i cinema del quartiere. Tulpa e’ ovviamente tutta un’altra storia, e questo trattamento che riporti da’ comprensibilmente fastidio a te che te ne intendi, come da’ fastidio a me, ma se gente come me e te che ce ne intendiamo si fa ancora influenzare dai giudizi di Rai 2… capisci che voglio dire?
    Nessuno qua vuole farti credere che Tulpa sia Profondo Rosso, ma come ho messo nell’ultima frase, finalmente abbiamo imboccato la strada giusta e per me si tratta solo di proseguire, accellerare e sperare di moltiplicarsi.

  19. @luca09: mi spiego un attimo meglio sul discorso promozionale. Io da qua (abito a Londra) non la vedo la differenza di trattamento della stampa generalista tra Zampaglione, i cinepanettoni, Garrone, Virzi’ ecc… a meno che qualcuno non me la racconti, e l’unica cosa che so e’ che per il genere che tratta Zampaglione ha effettivamente bisogno di piu’ spinta degli altri. In linea di massima, considerando che quelle cose si rivolgono a un pubblico casuale di non esperti che chissa’ con cosa gli fai alzare il culo dalla poltrona, la cui presenza in sala e’ fondamentale per avere numeri significativi e che alla fine il peggio che possono fare e’ uscire dal cinema pensando “non sono d’accordo” ma avendo comunque un gran numero di scene da ricordare/raccontare (a differenza non solo di In the Market ma anche di un Paura 3D), onestamente non saprei che obiettare.

  20. Il discorso mi è chiaro, come chiara è la sensibilità sottesa, che non posso che apprezzare. È ben vero che giudicare il cinema italiano è un gran casino, sia per i motivi che citi, sia perché dopo un po’ diventa dura superare un certo scetticismo di partenza. Ma va fatto, e va fatto bene. Credo infatti che qui in Italia stia agli amanti delle cinematografie minori impostare un lavoro critico che esca dalle dinamiche post Sessantotto (oh, perdona, oggi mi ‘sto sul cazzo da solo per come scrivo, ma va così) che hanno ridotto la critica italiana a un grumo di babbuini che si sparano le raspe chiusi in gabbia, ignari di tutto quello che succede oltre le sbarre. Questo lo si può fare solo se ci si libera da certi vezzi e da certe cattive abitudini (quelle che hanno reso il Fantasy Award di Orvieto una parodia, tanto per non fare nomi). Poi, certo, si impara a sbattersene e a muoversi in autonomia, ma non sarebbe male vivere in un paese in cui anche al livello appena superiore all’underground più totale (leggi pezze al culo), si riesca a riconoscere un minimo di onestà intellettuale e di deontologia professionale (a ridaje). Penso che le due cose siano strettamente collegate. Poi, ovvio, al primo frame della prima scena tutto questo va dritto giù per il cesso e resta il film e quello che ha da dire, sperando che valga la visione e sperando davvero che si possa accelerare e moltiplicarsi.
    Sul discorso promozionale, io credo che sia necessario stare molto attenti. Faccio una premessa: oltreoceano, il genere sta vivendo un buon momento (come numeri, senza entrare in un dibattitto sulla qualità), e lo sta vivendo grazie a una serie di registi che partono – o fingono molto bene di falro – dal livello del fandom: i vari Del Toro, Abrams, Whedon, ma anche Tarantino, sanno porsi al livello dei loro spettatori.
    Questo è importante, è un messaggio di rispetto per gli spettatori. Non ricordo se fosse tua, ma quando ho letto la vostra recensione di The Dark Knight Rises mi sono riconosciuto in alcune considerazioni. Nolan infatti fa l’opposto, Nolan ha tutta quella spocchia da “regista che ne sa”, che una volta aveva Ridley Scott, e questo fa sì che quando non sa che pesci pigliare, ripiega su una soluzione “alla cazzo”, perché tanto è convinto che il suo sia un pubblico di adolescenti leggermente ritardati. Questo è molto pericoloso, oltre che completamente idiota secondo me: magari ti paga sul breve periodo, ma a lungo andare, se ti giochi la fiducia del tuo pubblico, quello ti si incula.
    La promozione di Tulpa corre lo stesso rischio, moltiplicato per diecimila visto che la comunità degli appassionati di genere italiana è minuscola. Tra le righe, quella promozione dice a chi vorrebbe convincere: “Io di te me ne sbatto, perché tanto sei un coglione. Vieni a vedere il film, e se poi non è quello che ti aspettavi, chi se ne frega”. Come quel servizio famoso del TG2 (con le dovute differenze). Quella comunicazione non è fatta per il pubblico, è fatta per l’amico che ha lavorato per il film, paro paro alle interviste ai politici: lo scopo non è informare, è fare un favore.
    Se tu imposti una campagna prendendo – più o meno – per il culo la gente, ti giochi la credibilità e se ti giochi quella sei fottuto. Le persone non si limitano ad uscire dal cinema pensando “Non sono d’accordo”. Una quota rilevante di quelle persone si attiverà per lavorare contro di te, e questi saranno proprio quegli spettatori che ti dovresti coccolare, che dovresti conquistare, perché potrebbero lavorare PER te. Considerando come stiamo messi, direi che non è il caso di giocarsi alcun supporto, soprattutto non questo.
    Detto questo, e per quel poco che vale, riconosco e apprezzo ciò che cercate di fare qui sul sito, nonché la possibilità di avere uno scambio civile. Non è poco.

  21. @luca09: ci sarebbero tante cose da dire, permettimi di sintetizzarle con “92 minuti di applausi”

  22. Stanlio Kubrick

    @Luca09: mi permetto di intervenire, visto che ho spesso a che fare con le dinamiche che citi. Quel che dici è molto giusto in molte parti, MA mi permetto di farti notare questo.
    Tu scrivi:

    La promozione di Tulpa corre lo stesso rischio, moltiplicato per diecimila visto che la comunità degli appassionati di genere italiana è minuscola. Tra le righe, quella promozione dice a chi vorrebbe convincere: “Io di te me ne sbatto, perché tanto sei un coglione. Vieni a vedere il film, e se poi non è quello che ti aspettavi, chi se ne frega”. Come quel servizio famoso del TG2 (con le dovute differenze). Quella comunicazione non è fatta per il pubblico, è fatta per l’amico che ha lavorato per il film, paro paro alle interviste ai politici: lo scopo non è informare, è fare un favore.

    e questo è vero, anche se spesso il favore viene fatto prima a sé stessi (= parlo bene della persona X perché me ne viene in tasca qualcosa, in termini di contatti, prestigio e in ultima analisi svanziche sonanti) che all’artista coinvolto. Poi però dici:

    Se tu imposti una campagna prendendo – più o meno – per il culo la gente, ti giochi la credibilità e se ti giochi quella sei fottuto. Le persone non si limitano ad uscire dal cinema pensando “Non sono d’accordo”.

    e qui io dico no: nella maggior parte dei casi chi va a vedere un film non ha idea (e giustamente, visto che non è il loro lavoro) di come funzionino i meccanismi di promozione in Italia e all’estero. E quindi se vede un articolo in cui il film X viene dipinto come un capolavoro e poi scopre che è una merda non pensa «guarda che stronzi questi dell’ufficio stampa di [insert name here] che hanno impostato una promozione disonesta cercando di conquistare l’interesse di noi gonzi con promesse fallaci» ma piuttosto «giornalisti dimmèrda!», e magari smettono di comprare la rivista/leggere il sito/seguire il blog dove hanno letto le cose incriminate. Invece che domandarsi come mai siano nati certi articoli, certi slogan, certe bugie.
    E con questo non voglio difendere la categoria dei giornalisti/critici/scribacchini, sulla quale ci sarebbe comunque molto da dire, ma semplicemente dire che nella tua critica salti un passaggio, ed è un saltare un passaggio molto diffuso e che in parte consente a chi costruisce il genere di promozione che tu insulti di continuare a farlo indisturbato.
    Non so se mi sono spiegato, ho un sonno che non hai idea e mi vanno insieme gli occhi.

  23. @Stanlio Sì, su questo hai ragione.

  24. remo87

    Ragazzi sono andato a leggere svariati commenti stranieri su Tulpa in rete e sono arrivato a questa conclusione : il film ha diviso la critica, alcuni lo hanno apprezzato altri affatto. Viene comunque sempre menzionata tra le cose negative il doppiaggio e alcuni dialoghi e tra quelle positive l’ aspetto visivo, il sesso e gli omicidi. Francamente tra i primi e i secondi sono piu’ interessato ai secondi. Total Film ha inserito uno degli omicidi di Tulpa tra le 5 morti piu’ belle di tutto il festival. Poi ha assegnato al film dello Zampa l’ Award per la frase piu’ assurda…nel bene o nel male se ne sta parlando in maniera incredibile e i quasi 80 commenti a questo articolo,ne sono la conferma. Trattandosi di un film di genere non posso che essere contento. Tra l’ altro leggevo su un intervista che ZAampaglione ama sia fans che haters, perche’ parlano entrambe di lui e lo rendono piu’ popolare…e poi diceva che ad alcuni era piaciuto ad altri aveva fatto cagare (ALLA LETTERA) cmq tutto cio’ significa che il genere fa ancora discutere e attira l’ interesse di nuovo e questo e’ bene !!!!!!!

  25. Schiaffi

    Ma Tulpa cosa sarebbe? Un nome proprio? Un dialetto strano?

  26. sara.simi

    E’ VERAMENTE UNA BELLA NOTIZIA. HO ASPETTATO IL RITORNO DELL’ HORROR ITALIANO PER ANNI !!!! TULPA … FREMO PER VEDERTI !!!!!

  27. amospal

    scusate, ma avevo sentito una intervista a Zampaglione dove diceva che Tulpa sarebbe stato recitato in italiano. perchè doppiarlo? perchè non mostrarlo con i sottotitoli?

  28. @amospal: Tulpa presenta un misto di personaggi italiani e inglesi, per cui tra una scusa e l’altra e’ recitato al 70% in inglese per motivi giustificati dalla sceneggiatura.

  29. Hitler Ledger

    Chissà lo Zampaglione chi avrà copiato in questo film, Shadow era la pallida copia di vari film di genere.
    Se questa è la rinascita del cinema italiano di genere, beh, allora siamo morti e sepolti.

  30. Morg

    OT
    Per fortuna di Sino Spadino qualcosa si trova ancora.
    Ti pippa il motorino come non mai.

  31. fre.

    Prima le cose importanti:
    @Stanlio, daresti uno schiaffo da parte mia al Giovine77 ? Gridando ”Tu lo SAI chi ha corso sulla tua fascia, ed hai la faccia da hulo di pensarti degno della maglia?”
    Poi:
    Tulpa al cinema? Magari, con la riduzione…sono un tipo semplice, gli ammazzamenti lesbo-sessuali tirano più di un carro di peli.

  32. Oneiromante

    Ho visto TULPA all’anteprima presentata nella serata finale del
    Fantafestival. La sceneggiatura è a dir poco ridicola, la fotografia
    degna della peggiore fiction televisiva, le interpretazioni sotto i
    livelli di guardia, i famosi omicidi “visionari” sono in realtà uno più penoso dell’altro (in uno dei “migliori” l’assassino usa un tegame d’olio caldo che l’attricetta di turno aveva inspiegabilmente messo a friggere subito uscita dalla doccia…) e come se ciò non bastasse il film è diretto da un completa analfabeta del linguaggio cinematografico. Noia sotto vuoto spinto e risate nei punti sbagliati (tipo nel momento della “clamorosa” rivelazione dell’identità dell’assassino/a – peccato che io l’avessi capito fin dal trailer…) Se è questo film che dovrebbe risollevare le sorti dell’orrore italico siamo messi male…

  33. flower

    Spazzatura senza pudore, siamo in zona Paganini horror e Il Bosco

  34. Alzheimer Tv

    Visto ieri sera a Udine dopo l’ottimo Oltre il Guado: film indecente, imbarazzante, ignobile. Risate in sala e spettatori che abbandonavano la proiezione. Trash ridicolo e triste. Bello l’omicidio con la giostra? Non prendiamoci in giro.

  35. Marlon Brandon

    Visto finalmente scaricato dalla lista horror di amazon prime, dai non è male. Zampaglione sta lavorando su qualche altro progetto?

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