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Ricercati ufficialmente morti: SPY (Renny Harlin, 1996)

donne con pistole

1996

Il mio film preferito con Sly Stallone è Cliffhanger. Ho tra i diciannove e i vent’anni e la cosa si accompagna ad un lungo spiegone teorico in merito al fatto che il cinema di Sly Stallone dà il meglio di sè nel momento in cui elimina il contesto umano intorno al protagonista, e questa cosa nell’uomo che scala una montagna diventa esperienza limite del cinema come sfida alle asperità dell’esistenza, perchè il cinema VERO è un cinema sofferente nel momento in cui viene prodotto e riempire i coglioni di tutti quelli che conosci con queste menate. Non è ben chiaro cosa pensi quando hai vent’anni, e ne passano altri dieci prima di decidere di eliminare alcool e droghe dal tuo organismo. Il regista di Cliffhanger è Renny Harlin, un nome che ricordo anche dentro al secondo Die Hard e questo in un mondo come il mio basta e avanza a metterlo tra i primi della lista tra un Kiarostami e l’altro. La seconda metà degli anni novanta è un periodo in cui gli eroi smettono di essere professionisti e iniziano a diventare gente casuale e priva di fascino. Il film precedente di Renny Harlin si chiama Corsari e lo sono riuscito a recuperare in videocassetta dopo una recensione presa benissimo su Rumore. Nel 1996 Rumore è la mia rivista preferita in assoluto: parla di musica, ma la sezione cinema è colonizzata da Giona A. Nazzaro che è in botta per tutta la gente giusta: Ferrara, Clint Eastwood, Carpenter, Brian De Palma e via di quelle cose lì. Le recensioni di Nazzaro su Rumore sono continue sfide ad un fantomatico establishment fatto di stronzi che insozzano il cinema con i loro film noiosi/boriosi e ricalcati su quello che vuole la gente dei festival, e/o gli idioti senza cervello che si sparano kolossal senz’anima à la Emmerich. I film che piacciono a Giona A. Nazzaro sono quelli che ci salvano la vita fino alla mattina dopo. I due terzi dei film recensiti da Nazzaro e dal compare Andrea Tagliacozzo non passano per le sale della mia città, con la significativa eccezione di una che per il non insignificante fatto di aver nutrito i miei sogni di ragazzo si becca un capoverso apposta.

donne con fucili

Il cinema Metropol/Caracol di Gambettola (FC, che ai tempi era ancora FO e tra un po’ chissà che sigla avrà la provincia di Forlì) è l’unica struttura che mi verrebbe in mente di nominare se dovessi descrivere la differenza tra andare a vedersi un film al CINEMA e farsi rincoglionire in un parco a tema che sfoggia dieci proiezioni di film quasi tutti privi di motivi d’interesse. Il cinema Metropol/Caracol esiste e resiste tutt’oggi. Si tratta di una ex balera o un ex teatro, composto di due sale immense con i sedili che rientrano e uno spazio di un metro e mezzo tra una fila e quella davanti: si potrebbe dire che sia uno spreco di spazio, ma l’unica volta che l’ho visto pieno è stato quando proiettavano Titanic, gente in delirio che faceva la fila un’ora prima e si menava per i posti. Dice che negli anni belli ci veniva a suonare Battisti e quella gente lì. Al Metropol/Caracol puoi vederti i film stendendo le gambe in avanti e sprofondando sulla sedia senza che nessuno sia infastidito un briciolo dalla cosa. Potenzialmente è possibile guardarsi il film da stesi, ma non ho mai provato a portare un cuscino. Il cinema Metropol/Caracol, come tutte le sale fuori città, proietta film in seconda visione. Negli anni di cui stiamo parlando, al cinema Metropol/Caracol i film nuovi escono il sabato sera. Stanno su il sabato, la domenica (al pomeriggio un cartone animato), martedì e mercoledì. Il lunedì è chiuso. Giovedì e venerdì sera ci sono un porno nella sala di destra e un film d’essai in quella di sinistra. I film d’essai in realtà sono semplici film la cui distribuzione nelle sale italiane può essere definita opinabile o inesistente, più qualche titolo per appassionati generici tipo Woody Allen. Vengono raccolti in rassegne di sette film l’uno: al primo film puoi comprarti una tessera a diecimila lire e vederteli tutti. A metà del secondo tempo, spesso, entrano alcuni solitari che hanno finito di vedersi il porno e non si vogliono far sgamare dai gambettolesi. Di tanto in tanto torno al cinema di Gambettola, anche se ora le sale dei centri commerciali si beccano tutto il pubblico di stronzi e i pochi fan rimasti devono accontentarsi di un’unica proiezione alle 21. Il biglietto costa ancora la metà di un biglietto normale. il BAR è ancora una dozzina di lattine di Pepsi calde che ti vende la tizia che fa i biglietti. Ogni volta che varco la soglia mi sento come il bambino di Last Action Hero.

L’autore dello script di The Long Kiss Goodnight, tra l’altro, è appunto quello che ha scritto Last Action Hero. Incidentalmente ha scritto anche Arma letale e L’ultimo boyscout. Si chiama Shane Black. Gira voce da tempo di questa sceneggiatura, per la quale si parla di una lotta a suon di quattrini tra gli studios per accaparrarsela e del fatto che sia stata pesantemente riscritta durante la lavorazione al punto da diventare oggetto di svariate polemiche. Il film porta a casa i soldi a fatica, viene comprato da qualcuno per l’italia, ribattezzato Spy  e buttato in qualche magazzino a far la fine di quelli che recuperano i soldi a forza di passaggi su Raidue. Spy lo riesco a vedere in una rassegna a Gambettola che già il film è uscito in VHS. Passo due ore con tutti i crismi: ho un’infatuazione per Geena Davis, conosciuta ai tempi di Thelma & Louise e della celeberrima scena in cui sodomizza e si fa sodomizzare da Brad Pitt con un panetto di burro e nel finale si scopre che in realtà Brad Pitt sono io (a volte su queste cose la mia memoria fa cilecca e l’immaginazione riempie i buchi). So che è la moglie di Renny Harlin e ci ha fatto assieme Corsari, portando a casa un eroe femminile da togliersi la feluca in eterna adorazione a dispetto di una delle peggiori pagelle critiche che io ricordi e di quello che finì nel guinness dei primati come il più grande flop commerciale della storia del cinema USA. Basta e avanza per farmi ringraziare Dio di poterlo vedere per culo al Metropol a un terzo dei soldi che spenderei per noleggiarlo. Spy racconta di una madre di famiglia che non ricorda nulla della sua vita fino a otto anni prima. Un incidente, un detective fallito (Samuel L.Jackson) e l’arrivo di alcuni assassini nella cittadina innevata in cui vive la aiuteranno a ricostruire il suo passato di spia. Nel frattempo il campo di battaglia è cambiato un po’, i vecchi nemici son diventati alleati e viceversa. Cose che succedono. Mi diverto come un matto a vederlo, ma non riesco ad ossessionare nessuno dei miei amichetti dell’epoca perchè lo vadano a vedere a loro volta: il giorno dopo esce qualcos’altro e i miei amici hanno comunque molto di meglio da fare. Nicchiare e passare oltre: sembra strano poter raccontare di aver fatto un’esperienza di cinema underground con un film che è costato sessanta milioni di dollari, ma le cose non vanno sempre allo stesso modo. Specie negli anni novanta.

2012

donne con mitragliatori

Sembra un po’ stupido da dire così, ma Spy è sostanzialmente l’ultimo film di Geena Davis. Dopo Spy la vediamo solo (o anche no) nella saga di Stuart Little e in qualche altra cosa di quelle che non metti nel CV. Pare che dopo Spy abbia provato un’avventura olimpica di tiro con l’arco (giuro), e wikipedia dice che sta nel 2% delle persone con il QI più alto al mondo (giuro). Il matrimonio con Renny Harlin è finito poco dopo l’uscita di Spy. Renny Harlin ha continuato ostinatamente a fare film, Blu Profondo e Driven i più riusciti, senza guardare in faccia a nessuno e senza cercare il favore della critica. Shane Black si è rintanato nel suo guscio, ha scritto il suo film-manifesto e per l’occasione si messo per la prima volta dietro la macchina da presa. Ne è uscito Kiss Kiss Bang Bang, uno dei film più belli degli anni duemila. Lo rivedremo come autore di Iron Man 3. Non ho più rivisto Spy da quella sera a Gambettola: lo riprendo in mano per ordine diretto di Nanni Cobretti e scopro che il titolo originale The Long Kiss Goodnight fa riferimento al fatto che dopo questo film quasi tutte le persone coinvolte nella realizzazione faranno i bagagli e sceglieranno di fare altro. Il titolo italiano invece appartiene all’ormai lunga tradizione di film in inglese rititolati in Italia con un altro titolo inglese che non c’entra nulla con l’originale tipo Interceptor Sex Crimes o che cazzo ne so, Easy Girl.

donne con autotreni

L’unica cosa che ricordo chiaramente di Spy è la scena in cui Geena Davis cambia aspetto in una camera d’albergo tamarrissima. Ho un altro flash legato a lei che spara con un mitra appesa a un cavo, sul finale, in un modo molto goffo. Ci sono entrambe le scene. L’azione, nei film di Shane Black, non è il punto debole ma quasi. C’è Samuel L. Jackson in uno dei ruoli meno cagati e più decisivi della sua vita, c’è Brian Cox che azzera il cinema la prima volta che apre bocca (ve la ricordate la prima scena di Brian Cox in Spy? Io avevo pensato per anni a quel dialogo con la vecchia senza riuscirmi a ricordare dove l’avevo visto), c’è Geena Davis molto in parte sia come mamma che come spia. Vabbè. Le spy story di questi anni sono tutte ambientate nella risacca della guerra fredda, da Goldeneye a Ronin passando per Spy è tutta una questione di gente che cambia bandiera per pagare la bolletta del gas. Non c’è niente di meglio al mondo che un film in cui le spie cambiano bandiera per pagare la bolletta del gas. I russi sono CATIVI, gli americani sono CATIVI, i buoni sono CATIVI ma non verso i bambini e gli animali, anche se a un certo punto Geena Davis un po’ ci pensa a fare esplodere la testa alla bimba con un fucile di precisione –e se dava retta a me l’avrebbe fatto davvero. C’è un anticlimax pauroso, in Spy. Tutti i personaggi sembrano agire in preda a una specie di pulsione suicida della trama secondo la quale –per dire- è perfettamente normale per un marito spedire la moglie a rintracciare il suo passato assieme a un detective negro con fama di rapinatore, e per un cattivo machiavellico sigillarti dentro una cella frigorifera e aspettare che tu muoia congelato mentre realizzi il tuo piano invece che spararti due colpi in testa ed evitare PER CERTO che tu mi metta i bastoni tra le ruote. Credo sia una specie di anticlimax voluto, in qualche modo, per mettere sulla bilancia dei buoni e dei cattivi che di fatto fanno continuamente a gara su chi sia il più figlio di troia e senza che nel finale si capisca bene a che pro (in realtà si capisce, è che in questo particolare momento non mi va di parlarne). Ecco, quello che voglio dire è che Spy è un film che ti ritrovi ad amare più per i suoi difetti che per le sue qualità, che ovviamente ci sono e sono tante a partire da dei dialoghi che sembrano scritti da Shane Black. Recuperatelo e diamoci le pacche sulle spalle.

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29 Commenti

  1. Gonzo Kent

    La Multisala Abbondanza (Metropol/Caracol) di Gambettola (ora in provincia di Technogym) è ancora lì. E tranne i porno che non fanno più è ancora così.
    Adoro.

  2. Jean Pieri

    in quegli anni li anch’io ero ossessionato da Geena Davis. mi ricordo di averlo prenotato nel videonoleggio della mia città mesi prima che uscisse: non c’erano cazzi, dovevo essere il primo a vederlo. il noleggiatore mi fece un’occhiolino come a far intendere “tu si che ne capisci di cinema”.
    mesi dopo mi confermò che fui l’unico ad averlo noleggiato, nonostante 4 vhs belle lucenti in primissima fila tra le novità…

    comunque del film non ricordo quasi più nulla, neanche ricordavo più la presenza di Sam Jackson. l’unica scena che mi è rimasta è quella di Geena in vestaglia bagnata (!!!) legata in uno scantinato. vedrò di recuperarlo per una serata nostalgia

  3. Gigos

    Pregasi riportare integralmente il dialogo con la vecchia.

  4. Gigos

    Squali?

  5. John Who?

    Harlin è l’autore del blooper più geniale della storia del cinema: la risata maniacale di Frank all’inizio di Cliffhanger, mentre la ragazza cade nel vuoto

    http://www.youtube.com/watch?v=XOW1rhZCTmg

    Me ne sono accorto intorno alla terza/quarta visione e mi ha messo addosso un terrore allucinante. Altro che Lynch.

  6. @Gigos – non se ne parla. c’è di mezzo un cane comunque.

  7. Potrei prendere la prima parte di questo post e farlo mia semplicemente sostituendo “Corsari” (anche questo un titolo italiano del cazzo: l’originale è il molto più figo “L’isola dei Tagliagole” e nel film ci sono solo pirati, di corsari manco l’ombra) con “Spy” (che non ho mai visto) e Gambettola con il mio paesello.
    Stessa passione per Geena “Thelma” Davis, stessa aria da film rovinacarriere.

    Mai capito l’odio di tutta la critica unita per quell’innocua e colorata baracconata. Ma va beh, a me mi hanno rovinato i Goonies, che da 25 anni c’è l’ho la fissa per pirati, tanto che considero il film di Polanski sull’argomento uno dei capolavori più sottostimati della storia del cinema.

  8. a me per dire piacciono anche i primi tre pirati dei caraibi, e questa è un po’ la mia lettera di dimissioni da questo posto credo.

  9. I prime tre Pirati dei Caraibi sono una figata, altroché.

  10. blueberry

    ma geena è brutta dai. solo per thelma e louise e brad pitt (mentre giovanni mantiene la scala: nel mio idioma selvaggio pitt sta per pittare, dipingere…. sipario!) ma a ‘sto punto non eran meglio i famosi “poppatoi”, per dirla alla stewie, della susan?

  11. Gigos

    1) Eddaaai Wim, tanto non me lo vedrò comunque tutto il film. Scrivici spoiler, no? No mi puoi lasciare così. Wikiquote mi ha abbandonato…

    2) Visto il tono della discussione dirò che l’altra settimana in un cinema estivo all’aperto (la migliore istituzione mai concepita dall’uomo, dopo forse le biblioteche pubbliche) ho recuperato Pirati! della Aardman e concordo con il mio amicone Capitan Ovvio, il quale sostiene che mangia in testa a Giacomo Passero e compagnia bella. Se non ci credete, sappiate che neppure gli sforzi congiunti di Christian De Sica e di Luciana Littizzetto riescono a scalfirlo. Lunga vita alla claymation! Verbinski datti all’animazione! (ah è vero, l’ha già fatto).

    PS di Capitan Ovvio: Anche Rango mangia in testa a Giacomo Passero.

  12. Gigos

    blueberry, evidentemente non hai mai visto Tootsie (il che è male).

  13. Gigos
  14. @wim: più che una lettera di dimissioni è un “ah sì? allora appena esce ti mando a vedere il quinto” (e poi non lo pubblico)

  15. @Gigos – beh immagino il problema sia tuo, non me ne posso far carico. scrivimi un’email e ti giuro che non te lo dirò comunque.

    geena davis mi piace di più di susan sarandon, nonostante susan abbia fornicato sul tavolo con Kevin Costner in bull durham e questa cosa è molto contemporanea.

  16. blueberry

    eh che aggia fa (=che te lo dico a fare) a me non piace oh! e non ho altro da dire sulla faccenda che devo andare a trovare jenny

  17. Woody Hallenbeck

    Io Spy l’ho visto come buona parte degli italiani: millemillesima visione su “Quelli un po’ meno bellissimi” di ReteQuattro ad Agosto, al mare…

    Mi sento di dar credito alle voci di sceneggiatura rimaneggiata in quanto io non sono riuscito ad amare i suoi difetti. Sapendo ora chi è lo sceneggiatore è facile persino tracciare dei paralleli con “L’ultimo Boy Scout” (l’impossibilità di capire chi è “il cattivo”, la pulsione suicida di ogni personaggio a partire dal protagonista) ma ritmo e caratterizzazione mancano proprio.
    Geena Davis si porta sulle spalle l’intero film. Samuel L. Jackson è irriconoscibile nella parte di spalla-quasi-comica e si vede che ci patisce. Gli altri personaggi neanche mi ricordo chi fossero… non è un bell’indizio.

    Si salvano solo alcuni dialoghi ed alcune situazioni… principalmente quelle in cui Geena Davis prima inconsciamente (e poi consciamente) rischia di far fuori la sua famiglia. Quelle sì che portavano il marchio di uno sceneggiatore con i controca…

  18. “decidere di eliminare alcool e droghe dal tuo organismo” – questa mi ha messo tristezza.

    Geena Davis alle Olimpiadi me la ricordo! Non ha avuto il podio ma non era andata male. Mi è molto simpatica per questa storia dell’arco, molto più simpatica di quella Joan Baez del cinema che è la secchissima Sarandon.

  19. Tutta la storia di Renny Harlin e di Corsari è tipo uno SPOILER di tutto quel che sarebbero stati i blockbuster dal 2000 in avanti (solo con più sesso tra regista e protagonista).
    Comunque a me Renny Harlin sta simpaticissimo.

  20. Gigos

    Insomma Giona Nazzaro fancalcista ante litteram.

  21. Cicciolina, non so cosa ti ricordi, ma Geena non è riuscita a qualificarsi per le olimpiadi. :)

  22. Ah sì? Allora ho fatto bene a non eliminare alcool e droghe dal mio organismo :-D

  23. Lazy Rebel

    Questo è IL film manifesto dei passaggi su raidue… Se ripenso alle prime uscite serali con le compagnie in motorino, tra F10, F12 e Fifthy, ho l’immagine di me che rientro a casa la sera e ci sono i miei sul divano con il finale di questo film in tv. Sempre la stessa scena sul ponte mi becco… praticamente ogni 3 mesi…
    Mi pare che poco tempo fa l’hanno ritrasmesso…

  24. Anakin Rossi Stuart

    @wim: non sei solo, quando Nanni ti manderà a vedere i Pirati dei Caraibi 5 se vuoi posso darti man forte… però mi sa che devi riconsiderare la tua posizione su alcool e droghe o potresti non superare la visione

    Comunque Spy ce l’ho lì da vedere da un po’, stasera me lo sparo e poi mi do delle pacche sulle spalle

  25. pirati dei caraibi 5 credo che non lo vedrò, mi ha fatto troppo cagare il quarto. non è vero, naturalmente, lo vedrò la prima sera chiedendomi a fine visione come mai mi presto ancora a uno spettacolo così triste et patetico.

  26. Anakin Rossi Stuart

    è che uno vede che ci sono dei pirati e pensa che non potrà essere così male… poi si dice che non ci cascherà un’altra volta… poi vede che ci sono dei pirati e pensa che non potrà essere davvero brutto… poi si dice che questa è davvero l’ultima volta, vaffanculo, è l’ultima… poi vede che ci sono dei pirati e così via… tipo come coi dinosauri

  27. Michael Jail Black

    Geena Davis che taglia verdure a buffo? Ma è quello?

  28. Mi sembra che la qualità delle recensioni sia cresciuta. Dico sul serio non parlo solo di quelle di Nanni, che sono una garanzia da sempre, quella di Casanova su Contraband ad esempio era stupenda e adesso questa qui su Spy mi è sembrata altrettanto stupenda, non so magari sono io che per ora ho più tempo libero e leggo le recensioni con l’attenzione che meritano. Tutto questo si riassume in: complimenti per la trasmissione.
    Sul film però io ho dei ricordi differenti. Mi fu regalato in DVD da un mio amico più grande, una persona intelligente sul serio, ma quando lo vidi non riuscii a dirgli che non mi era piaciuto per niente. Mi aveva annoiato mortalmente e seppur ora mi ricordo che la Davis era discretamente figa l’unica cosa a cui penso e sto detective nero che canta una canzoncina idiota per ricordare dove ha messo la pistola. Magari me lo rivedo e ne parliamo.
    Ciao

  29. Axel Folle

    Questo Spy lo vidi diverse volte in passato in seconda serata su rete4 (mi pare). l ho rivisto oggi, The Nice Guys mi ha fomentato tanti che ho deciso di rivedermi tutta la roba sceneggiata da Black. Me lo ricordavo piacevole e la recensione di Wim centra il punto in pieno. Nonostante i difetti e le cazzatone offre uno spettacolo gustosissimo, la sceneggiatura è frizzante e offre bei dialoghi e personaggi interessanti, la Devis e Jackson sono in palla alla grande e quel cazzone di Harlin ci mette la sua visione tamarra ma ruspante e quando arriva l azione è sempre un divertimento grosso. Una goduria sto film è come disse Nanni in altri lidi chi non si diverte è pazzo.

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