Crea sito

CREEP VAN: Quel furgone qua devi metterlo là

 

The Curse of Miike. Chapter 3: Morituri te salutant

@fabio_log gentile ospite della The Curse of Miike

 

Nel 1804, con l’Editto di Saint-Cloud, viene resa d’obbligo la sepoltura extra-moenia. Nasce così il cimitero. Per dare libero sfogo alle famiglie facoltose di poter esprimere la loro grandeur anche nella morte, il luogo sepolcrale arriva a trasformarsi in edificio monumentale, smette di essere campo santo e diventa “campo di scontro” dove ognuno può affermare la propria ricchezza e buon gusto mediante tombe costruite e progettate dagli architetti e artisti di grido del momento. Il cimitero si trasforma quindi in luogo d’arte: le tombe esprimono realtà architettoniche differenti per tempo e provenienza, o addirittura, esperimenti sulle novità e le nuove correnti. Liberty e assiro-lombardo, metafisica e barocco, linee e curve. Sotto il peso dei marmi e delle decorazioni, i morti scompaiono e con loro anche il senso del luogo. Mutatis Mutandis credo che questo, più o meno, è quello che sta accadendo al genere horror. Si sta perdendo, giorno per giorno, pellicola dopo pellicola, il concetto di “film fatto con tutti i crismi”. Non c’è più autoritas per le regole e per i contenuti, il genere diventa semplice scatola vuota in cui ciascuno appone, frappone, riunisce influenze, stili o intere situazioni mutuate da altre realtà cinematografiche. E così sotto il peso di comicità slapstick, battute da college comedy o rom com, innesti demenziali (ma anche il melò, la tragedia shakesperiana o la catabasi di Ionescò) l’orrore scompare. E il genere non diventa più funzionale privato, com’è, sia l’elemento catartico sia quello metaforico/allegorico finalizzato alla critica sociale. L’horror, insomma, da quel che mi è dato vedere, si è trasformato in un’occasione, per ogni regista che ci si confronta, di “stravolgere” il genere nel tentativo (vano? Ai posteri l’ardua sentenza) di dire qualcosa di nuovo o forse solamente alla ricerca della gloria effimera derivante dall’originalità a tutti i costi -nella speranza di poter, in futuro, fare altro-. E se da un lato manca quasi totalmente il rispetto per il genere e le sue regole, dall’altra -e questo è ciò che fa più male- manca completamente L’AMORE per il genere.

In sintesi (per te che leggi solo i titoli delle home page di Repubblica): Creep Van.

SIGLA

Eh mio caro Slug bella domanda. Ma bella davvero. Il problema è che non c’ho capito niente. Ho rivisto il film tre volte e ancora alla terza volta non sono riuscito a comprendere quale fosse la trama. Al che sconsolato getto la spugna, allargo le braccia, sospiro e dico: ragazzi, non c’è. Non esiste. L’unica cosa è “c’è un furgone customizzato abbestia per uccidere chiunque ci salga sopra”. Il furgone va in giro guidato da un pazzo. Il pazzo fa salire le persone. Il pazzo preme un pulsantino alla Bond che fa scattare un meccanismo che uccide gente. Perché? Boh. Qual è la storia dei protagonisti del film? Boh. Come mai il Creep Van uccide solo sbarby carine e con personalità mentre la sciacquetta, il cui aspetto induce a retropensieri ambigui sulla sua appartenenza al genere femminile, campa fino in fondo e muore con una chiave a brugola in gola per mano del protagonista imbecille?  Boh. Come mai a un certo punto dovremmo ridere e invece boh? Boh.

 

 

Sì era proprio Kaufman in un cammeo incentrato sul Viagra. Zero trama ma tanta Troma quindi? Piacerebbe, piacerebbe tanto. Eppure anche l’affetto per il citazionismo che viene buttato senza vasella qui non funziona, mischiato come è con tutto e con niente, affogato da quintali di altre viscosissime melme secondo il brocardo per cui la qualità di ciò che stai mangiando è inversamente proporzionale al condimento che ti ci piazzano sopra (più salsa = più vibrione). Ci sono le tette, tante, anche belle, e generose, ricche di dettagli. Tutto ciò salva il film? No. Non lo salva. Il pavlovismo erotico non è la cura per il cinema horror con buona pace di Zampaglione.

RECE NELLA RECE
Il ritorno del Cavaliere Oscuro
L’opinione di Miike:
Se #Occupy la borsa di Gotham io che sono ricco arrivo con il mio jet privato e ti faccy un culo cosy.
(Batman si veste di nero perché sfina e soprattutto perché quando c’era lui i treni arrivavano in orario).

FINE DELLA RECE NELLA RECE

 

La bella del film

Tutto da buttar nel gabinetto? A esser generosi uno potrebbe tirare in ballo il fatto che un Fiorino addobbato a macchina di morte, con airbag chiodati, finestrini a ghigliottina, cinture assassine potrebbe -dico potrebbe- essere pure divertente. E che le morti delle varie comparse (niente di più: appaiono, muoiono, scompaiono nel nulla. Pretesti per i fiotti) siano anche ingegnose, siano anche divertenti e a tratti dotate del minimo di gore necessario a pensar che non è tutto da buttare nell’umido. E che lo slime rosso al posto del solito sciroppone abbia anche un suo perché. O del fatto che nel cast appare un attore che si chiama Erik Porn. Eppure no, non riesco proprio ad accontentarmi di un film deprivato di una ragione per cui esser girato, non riesco nemmeno a ritenere goliardicamente sopportabile il fatto che alcune scene possano essere state improvvisate sul momento. L’accettare tutto questo porta a un perverso gioco al ribasso, per cui alla fine ci troveremo troppi ragazzi che si chiamano Jeff, guidano un Dodge Durango e ridono fragorosamente al cinema di fronte ai film di Romero sputazzando pop corn semi masticati sul nostro coppino. E alla fine i produttori faranno uscire film che si intitolano Paura 3D.

Eh sì, solo una buona birra sarda ti permette di digerire questo polpettone scaduto, recitato in maniera inguardabile e con poche, davvero poche, scene degne di essere anche solo menzionate. Alcuni potrebbero trovarlo “spassoso” nella sua totale evanescenza. Spassoso come un Häagen Dazs con praline al mou comprato al Blockbuster. Blockbuster che però, guarda caso, è fallito. E certe cose dovrebbero essere segnali inequivocabili sul fatto che devi metterci qualcosa DENTRO (ehi, non quello che pensi tu). E mi dispiace che questa recensione sia molto giocata su tutto ciò che avrebbe dovuto essere questo film (e l’horror girato da esordienti) ma che non è. Ma proprio in quanto non è è difficile da recensire. Da valutare. Anche perché è stato quasi tutto detto da Slug in chiusura di pellicola.

 

 

DVD-Quote suggerita

Zero trama, poca Troma

Bongiorno Miike, i400calci.com

 

IMDb | Trailer

Tags: , , , , , , , , ,

26 Commenti

  1. Zambo

    Ma davvero hai visto il film 3 volte per capirne la trama? Va bene la professionalità ma qui si esagera!

  2. Eh sì… volevo capire.

  3. Stanlio Kubrick

    «Va bene la professionalità ma qui si esagera» è la frase del giorno! Rece a parte.

  4. @Stanlio: siamo pro. molto pro

  5. Stanlio Kubrick

    I 400 calci stanno al cinema come i sudcoreani a Starcraft.

  6. Ma quindi non va bene nemmeno per il LOL?

    Allora cosa è? Una riflessione involontaria sulla banalità del male (cinematografico)?

    Vado totalmente off topic: leggo i400calci 9 volte su 10 dal cellulare e una delle cose che mi piace di più della nuova grafica è la frase che introduce ogni post e l’iconcina accanto. Anche perché è una cosa che si può vedere solo leggendo dal cellulare. Vi prego, non privateci delle iconcine; il logo è fighissimo, ma anche l’impatto che danno i vari post ciascuno con la sua immagine simbolo non è da sottovalutare.
    Ciao

  7. Slug-es

    BONUS QUOTE 1: La “bella del film” è stata oggetto di controversie per tutta la durata del film, secondo me in realtà è il cantante degli AFI: http://images.fanpop.com/images/image_uploads/AFI-afi-176671_470_379.jpg

    BONUS QUOTE 2: Considererei questo film come critico nei confronti della critica alla società, “a hidden metaforone”…

    …ah…non è vero!

    BONUS QUOTE 3: i dialoghi sono pallosi e inutili, ma il regista dice che servivan per meglio gestire la metrica del film…

    …ah…non è vero!

    BONUS QUOTE 4: Non son state spese sufficienti parole negative sul montaggio assurdo e inconcepibile

    QUOTE FINALE in un mio tweet:
    “@BongiornoMiike a 26 minuti di film te lo devo dire: #thecurseofmiike è una punizione eccessiva, io son sempre stato bravo con voi”

    PS: tanta stima per Miike..ottima rece e vederselo 3 volte è roba da torture game

  8. @pillole: vedere le cose per il LOL è anche tempo di basta

  9. Credo di non avere capito.

    Dici che non si devono vedere le cose per il LOL in generale oppure è proprio l’espressione LOL che non va bene?
    Oppure è ancora un altro il discorso ed io non l’ho afferrato?

  10. Intendo dire che troppi prodotti cinematografici ormai si salvano, o addirittura diventano culto per bruttura e sciatteria, anzi ho come l’impressione che molti registi puntino proprio a questo, al “buttarla sul ridere”. E questo è davvero un brutto male per il cinema horror. Anziché provare a fare il meglio con pochi soldi (le produzioni, è vero, sono estremamente risicate) si prova a fare il “più peggio”. E questo davvero non è più tollerabile. Rivendico un ritorno dei pomodori e dei fischi in sala.

  11. Michael Jail Black

    Ma che poverata. Massimo rispetto per il maestro Miike.

  12. Terence Hell

    Il Fiorino con i trappoloni mortali però era un ottimo spunto, peccato per l’ennesimo horror “cioè guardiamolo perchè troppo figo, fa riderissimo!”
    W i pomodori e i fischioni!

  13. BellaZio

    Dai, ok la professionalità, ma se non ci fossero state molte tette a 3 visoni non ci saresti arrivato. Confessa!

  14. Darrick Aronofsky

    Chi riesce a capire la trama (ammesso che ci sia) vince qualcosa?

  15. @Bongiorno Miike: ho capito cosa intendi ed hai ragione. Hai detto cose giuste in poche parole.

    Io però pensavo a qualcosa di diverso. Fermo restando che se un prodotto deve essere preso a fischi e piriti bisogna prenderlo a fischi e piriti, può anche darsi che a volte si possa riderne e deriderlo senza però per questo farlo assurgere a prodotto di culto. O a dire che il regista è un figo.

    Non so se hai presente il premio Maccio Capatonda di Kekkoz, ma io pensavo ad un tipo di LOL di quel tipo, non a quello costruito per andare dritto dritto a Stracult fra 10 anni. Non so se mi spiego.

  16. babaz

    cmq alla “Rece nella Rece” fin qui al nostro negata dal Capo, piazzata lì a tradimento in mezzo al nulla cosmico, sono esploso in un tripudio di cose e ho definitivamente eletto i400calci mio sito DI SEMPRE.

    Ragazzi, il 5 per mille lo prendete voi sì?

  17. Matteo Pascal

    @pillole, i premi Maccio Capatonda comunque riguardano i trailer, e per quanto sia un’iniziativa divertente ammetto che non so se reggerei la visione per intero di uno dei vincitori…

  18. @Matteo Pascal: certo, riguardano i trailer e non c’è dubbio che la vita è troppo breve per guardare di proposito un film di merda per potere dire: Hei ieri ho visto proprio un film dimmerda, ma poi c’è pure Peppino Di Capri che muore male in una scena patetica. Mi ha fatto ridere per quanto era atroce.

    Io mi riferivo al tipo di LOL che scaturisce dalla visione. Tenuto conto del fatto che guardare un film brutto è un’esperienza comune a molti spettatori, guardare un film brutto godendosi la bruttezza è un’esperienza ai limiti della coprofagia.

  19. «Guardare un film brutto godendosi la bruttezza è un’esperienza ai limiti della coprofagia.»
    Ebbravo!!!

  20. Mr.POP

    @Miike io e il mio gruppo di amici scemi stiamo dedicando un giorno alla settimana alla visione di un film merda, roba come “Soft Air”, “In The Market”…roba così insomma. Questo posso infilarcelo in questa categoria?

  21. Bongiorno Miike

    @Mr. Pop: se sono davvero tuoi amici, non li vorresti mai sottoporre a una visione del genere. Comuqnue spero che durante le vostre visioni settimanali fabbrichiate bamboline antropomorfe con le fattezze dei rispettivi registi e le infilziate violentemente con lunghi spilloni arroventati

  22. Bongiorno Miike

    BTW: Chi si candida alla prossima Curse Of Miike? Cerchiamo volontari.

  23. Mr.POP

    @Miike, in realtà è una gara a chi riesce a far vedere il film più merdoso in assoluto, adesso abbiamo in lista tali “Manos the hand of Fate”, “Carnosaur”, “Quattro Carogne a Malopasso” e “I Predatori dell’anno Omega”. Comunque, quando abbiamo visto “In the Market” ti giuro che stavo per mettermi a piangere, non ne potevo più…
    Durante la visione di “Soft Air” almeno ci è scappata qualche risata, minchia che mondezza! Però si ecco, i registi sono stati ampiamente maledetti entrambi.

  24. Nikita Kitano

    scusate l’off topic, ma Soft Air è quell’obrobrio con i tizi doppiati in maniera improponibile che vanno a giocare nei boschi e si trovano la gggente che ( giustamente oserei dire ) gli spara per davvero?
    ma vi volete male se lo avete visto per intero!!!

  25. Mr.POP

    @Nikita ebbene si. Non esiste fermare la visione, chi abbandona perde l’onore. Praticamente stiamo cercando il film merda definitivo e ti dirò…Soft Air è cacca fumante, ma come ho già scritto, ti strappa qualche risata, per ora è in testa In the Market, che giuro mi sono venuti un paio di attacchi isterici durante la visione, sudorazione fredda e voglia di spaccare la faccia all’amico che avevo vicino. Grandi momenti.

  26. Bongiorno Miike

    I have four words for you: Suicide Girls Must Die.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.