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Frightfest 2012: The Thompsons

Parliamo un attimo degli assunti che il cinema horror moderno sembra ormai aver deciso essere inopinabili e sacrosanti e quindi sempre corretti, sempre adatti, sempre giustificati in qualsiasi contesto e, soprattutto, sempre in grado di giustificare qualsiasi contesto. Parliamo di cose come gli zombi, i nazisti, i vampiri: se uno di questi elementi è previsto in un film sembra che, di base, questo sarà figo, che qualsiasi trama o situazione, anche molto improbabile, sarà giustificata, che la loro presenza faccia scattare la levetta della sospensione dell’incredulità e dell’intelligenza, così come quella del rincoglionimento. Parliamo degli assunti per cui lo zombi fa paura perché è uno zombi, per cui il nazista fa brutto perché è un nazista, per cui i vampiri sono fighi perché sono vampiri e se poi il vampiro è anche nazi o il nazi è anche zombi m’esplode l’assuntometro, ma parliamone riferendoci non a chi il cinema lo guarda ma a chi il cinema lo fa. Noi, spettatori, di grazia, siamo sempre più criteriati di chi ci propone certe porcate, siamo in grado di giudicare quello che ci viene proposto e mandarlo a mangiare merda senza tanti problemi; ne siamo in grado e ne abbiamo il diritto, ma chi fa cinema, chi scrive, dirige e produce certi film sembra avere davanti agli occhi delle intere mortadelle, marce, che puzzano di morto, ed il risultato di questa salumiera cecità sono solo gli innumerevoli film del cazzo che ci troviamo davanti ogni giorno, quell’ultraproduzione di film orrendi che seguendo l’onda del “fa figo” sembrano dimenticarsi che i film dovrebbero essere anche belli. Il punto, semplicissimo, è che nulla è figo a prescindere se non è figo il modo in cui lo si tratta. È ovvio, è logico, è banale; per questo gli zombi non faranno paura perché zombi se inseriti in un film come se si scrivessero da soli e non ci fosse bisogno di alcuno sviluppo o alcuna caratterizzazione, i nazisti non faranno brutto solo perché i nazisti sono di quanto più mostruoso l’umanità sia riuscita a concepire e i vampiri non saranno fighi solo perché vampiri dal fascino immortale del succhiasangue pallido e misterioso con uno spocchia che fa più paura del resto. Se non li sai scrivere e non sai scrivere un contesto in cui giustificarli non saranno mai l’elemento sui cui basare la figaggine di un film ma, piuttosto, quello su cui decidere su come mandare a morire il regista.
Tutto questa premessa per dire che The Thompsons, purtroppo, è esattamente questo: un film che parte dall’assunto che i vampiri siano fighi poiché tali e su cui è stata scritta sopra una storia totalmente inutile e pretestuosa che di buono ha solo quello che vi dirò nel paragrafo dopo la sigla. Sigla!

The Thompsons! Il nome che viene dato ai Simpson quando entrano nel programma di protezione testimoni e devono nascondersi da non mi ricordo chi, un riferimento voluto e chiaro se consideriamo che i Thompson del nostro film non sono altro che gli Hamilton di The Hamiltons, buon film di cui questo è il sequel dove ci viene presentata la famiglia di vampiri attraverso un twist (È UNA FAMIGLIA DI VAMPIRI! – così) e nel finale è costretta a cambiare nome da Hamilton a Thompson per poter nascondere la loro identità e far finta di vivere una vita normale. Se non c’era il capo non me ne sarei mai accorto. Bravo capo, sei troppo il capo. I registi sono Mitchell Altieri e Phil Flores, altresì noti come The Butcher Brothers, quelli The Violent Kind, una roba pazza che mi piacque molto perché fuori di testa e uscita molto bene perché girata con consapevolezza e convinzione; sono due che ci credono duro, forse pure troppo, ma finché credono duro in cose matte è solo un pregio, quando invece iniziano a farlo per cose come The Thompsons la cosa finisce per giocare a loro sfavore.
In breve: i Thompson hanno fatto un casino in America, sono ricercati e fuggono in Inghilterra alla ricerca di quello che sembra essere un altro clan di vampiri. Troveranno segreti ed il belloccio di turno (Cory Knauf – anche co-sceneggiatore insieme ai registi) nonché narratore e protagonista troverà l’amore nella giovane non-vampira della famiglia di vampiri. Esatto, tipo Twilight, ma con la pretesa di essere un film figo con vampiri fighi che fanno cose fighe da vampiri fighi tipo scarnificare colli in modo figo E INVECE NO. O meglio, sì, qualche collo viene scarnificato, qualche faccia pure, e facendo due conti forse arriviamo al minuto totale di screen time, ma i restanti 86 minuti sono un sequela di noie carrellabili in: intro narrato FLASHBACK, vampiri che parlano facendo finta di non essere vampiri, vampiri che parlano con altri vampiri che non sanno che loro sono vampiri, vampiri che fanno le orge gotico decadenti burlesque perché sono vampiri e quindi secondo loro possono ma invece no, narratore che “forse mi sono dimenticato di dirvi che” META FLASHBACK, vampiri che fanno i fighi quando non lo sono e vengono sparati male, FLASHFORWARD SUL FLASHBACK, vampiro figo fa il broccolone con non-vampira figa, FLASHPRESENT, vampiri parlano con un sacco di vampiri SCONTRO FINALE CGI DI MERDA NOIA COME MORTE E DISTRUZIONE E AMORE E VAFFANCULO. C’era un sacco di potenziale, c’erano un sacco di cose da fare, gente da ammazzare, famiglie da sterminare, ma si è deciso di scegliere la noia e l’introspezione vampira, il disagio dell’essere mostruoso che vuole la normalità quando l’essere mostruoso è una persona superficiale e ottusa che indossa occhiali da sole di cattivissimo gusto. S’è scelto lo sbaglio, e lo sbaglio non perdona.
Provassi a difendere in qualsiasi modo l’operato dei fratelli Bucio sarei un incredibile bugiardo: dura 87 minuti ma annoia come la versione estesa di The Tree of Life, la narrazione è estenuante e di un enfatico insensato, una roba che sembra si stia raccontando la guerra in vietnam dal punto di vista dei vietnamiti e invece è solo una storia noiosa e pretenziosa, e in generale qualcosa di buono c’è anche, tipo farsi pochi problemi a sporcarsi la faccia di sangue anche se in troppe poche occasioni, ma i fratelli Bucio ci mettono così tanto impegno e convinzione nel girare scene e dettagli insignificanti e fastidiosi che viene un attimo il dubbio se questi due non siano un po’ rincoglioniti e un pelo sopravvalutati dal sottoscritto. Probabilmente sì.

Qualcosa di buono.

DVD-quote:

“The Thooompsoooooooooons”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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8 Commenti

  1. Michael Jail Black

    La locandina è figa pero.

  2. Boh, è successa sta cosa. Leggendo la recensione di sto film mi sembrava un film figo, leggevo che faceva cagare e invece io non riuscivo a convincermene. Poi ho capito.
    Leggevo la rece con Nightcall di Kavinsky in sottofondo (piuttosto pompato) e mi sono montato tutto un altro film.
    Ma quindi non gli do manco una possibilità? Manco per l’orgia Burlesque?
    Oddio temo che mi costringerò a vederlo.
    Brutte cose.

  3. i simpson scappano da telespalla bob.. una delle puntate più divertenti della storia, si chiama “il promontorio della paura” ed è ispirato ovviamente all’omonimo film..

    la scena di homer con motosega e maschera da hockey fa venire voglia di limonarsi matt groening

  4. IlBalordo

    Come sfaccimma è bella questa gif.

  5. Scusate l’OT… :-(
    Ma, ieri in quel di Tokio, hanno stirato Koji Wakamatsu.
    E’ (era) un regista da 400calci?
    Beh, sesso, violenza e calci non mancavano davvero nei suoi film, quindi magari qualcuno interessato alla notizia in questi paraggi c’è.

  6. Biscott Adkins

    annoia come Tree Of Life? veramente o è un’esagerazione?

  7. Cassio D'Oro

    Ce n’è di figa ?

    Il primo, Gli Hiltons, era tremendo.
    Violent Kind, invece, m’è piaciuto tanto.

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