Crea sito

Killer Joe: quattro di quelli e una Pepsi, grazie

Ho questa teoria che un regista dia il meglio di sè tra i 60 e i 70 anni.
È una teoria piena di buchi da tutte le parti, ma il fondo di verità è che se arrivi fin lì dopo decenni di carriera alle spalle, la voglia di vivere e di raccontare intatta, il cervello integro e un budget adeguato, giri come nessun altro sa girare.
Vale, ed è valso, per tante persone. A caso: Carpenter, Cronenberg, Romero, Hill, Lumet, Frankenheimer, Eastwood, Tony Scott.
Quando vedo un grande vecchio che si mette dietro la macchina da presa mi emoziono come pochi.
A quell’età, con quell’esperienza, hai già il mestiere nel sangue, e arrivi al cuore delle cose con una facilità che solo un genio o un coetaneo può sperare di eguagliare. Ogni vezzo, ogni indecisione, ogni dettaglio superfluo viene eliminato perché sai perfettamente cosa vuoi e come ottenerlo, l’hai fatto per tutta la vita e ti viene naturale.
Figurarsi quindi se uno come Billy Friedkin fa eccezione.
Il braccio violento della legge, L’esorcista, ecc…
Di Killer Joe ne aveva già parlato a dovere Cicciolina quando uscì a Venezia un interminabile tempo fa, ma in occasione della sua recente uscita nelle sale italiane (ultimi anche stavolta, ma non è un film facile e ha colpevolmente tardato un po’ ovunque) vale ribadire il concetto.
Rapida sinossi: Chris, indebitato durissimo, convince il padre Ansel ad ammazzare la madre per intascare l’eredità. Per fare ciò ingaggiano l’uomo noto come Killer Joe, il quale normalmente accetta solo pagamento anticipato, ma nel loro caso fa un’eccezione e accetta la sorellina 12enne Dottie come caparra. Seguono problemi di varia natura.
Killer Joe è un film che riassume il concetto di “poche chiavate”.
Ogni scena è necessaria, o ipnotica, o esilarante, o traumatica, o contiene sangue e/o nudi integrali di finte 12enni a gratis, ed è interpretata da un gruppo di attori in stato di grazia o in alternativa da Emile Hirsch che ce la mette tutta.
Anzi, facciamo questa carrellata. Un Emile Hirsch che è il meno talentuoso del gruppo ma ci mette la grinta dell’occasione irripetibile e riesce a non sfigurare. Una Gina Gershon che dimostra di essere un’attrice e una donna come ce ne sono pochissime e che dopo una carriera dedicata al raccattare i ruoli che nessuno voleva (Showgirls, Bound) infila pure questo, dove non si vergogna di apparire sfatta, rifatta male, e pesantemente maltrattata. Un Thomas Haden Church nel delicatissimo ruolo del redneck apatico e imbecille, estremamente facile da trasformare in caricatura, ma che lui porta a casa con grande misura e carichi infiniti di esperienza, che frasi come “I’m never aware” dette da chiunque suonerebbero come una barzelletta ma lui la trasforma nella battuta dell’anno. Juno Temple, che per essere un nano di 32 anni costretto a interpretare una 12enne fa acrobazie impressionanti e ci mette un coraggio d’altri tempi.
E Matthew McConaughey. Qui vi volevo.
Io credo di non aver mai visto un attore dalla carriera così tragica ribaltare così radicalmente l’opinione che si aveva su di lui con un ruolo solo.
Ma questo è quel ruolo.
McConny è enorme: ipnotico, terrorizzante, e con un carisma che basta per un film e mezzo.
Nel frattempo, la classe di Billy Friedkin si riassume tutta nel momento in cui gli bastano 5 minuti e un pollo fritto per umiliare 100 minuti nella Casa del diavolo.
Miracolo nel Texas.

 

Tutti a casa

DVD-quote:

“Mille di questi film, Billy”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

P.S.: e io sono uno di quelli che della Casa del diavolo ha il poster in camera

Tags: , , , , , , , ,

77 Commenti

  1. @williamKatt: da parte mia, teoria respinta in blocco.
    1) Non c’è un solo secondo fuori posto, è un film che dimostra esperienza e classe infinita
    2) Non vedevo un film di Friedkin da secoli (L’albero del male, forse) ed è stato dopo aver visto questo che sono rincasato e ho ripescato tutto quello che mi mancava.
    3) È uscito ovunque quasi un anno dopo l’esordio a Venezia, alla faccia dell’attenzione

  2. Cecco

    Sto anch’io col Team nuova trilogia di Romero! E io con i suoi zombi come critica alla società moderna ci ho fatto pure la tesi di laurea!

  3. Schiaffi

    Non me ne vogliate ma per me è unaMMerda, ce l’ha fatta a farmi addormentare e l’ho tolto al minuto 40. Boh, che dire, mi son fatto 2 coglioni così, ma vabbè.

  4. Steven Senegal

    troppe chiacchiere?

    troppo corteggiamento prima delle botte?

  5. Non dico che le scene siano fuori posto. Ma non sono nemmeno memorabili. E’ vero che Friedkin vuole dare l’idea di un’America, o meglio, di una famiglia di rednecks diseredati, squattrinati, ignoranti e senza scelta, ma davvero questi non ne fanno una giusta. Trovo che a tutte le scene importanti manchi qualcosa: o profondità del personaggio, o qualche battuta da ricordare, o qualche lungaggine di troppo. Ad esempio il confronto finale con Gina Gerson: sappiamo da mezz’ora che lui sa ciò che noi sappiamo. Trovo proprio cretino il modo in cui McConny cerca di tirare fuori la verità da quella MILF colossale. Sempre le stesse domande ripetute mille volte, gli stessi fraintendimenti di sempre. La cifra sbagliata che è quella giusta. Se sai fracassale quella testa e non tirarla lunga. Stesso discorso per Emile Hirsch: non ne combina una che sia una giusta. Tutto il contrario di ciò che farebbe uno sano di mente. Compreso il colpo di tosse quando è inseguito dagli sgherri.

    L’atmosfera generale ci sta, la storia ci sta. Ma trovo che molte cose siano forzate e fuori posto. La scena del pollo che come dicono tanti sconcerta per la durata…non è sconcerto. E’ che è effettivamente una scena forte e il nostro termometro dell’imbarazzo aumenta man mano che la scena prosegue. Poi il finale-finale è assurdo. Se devo buttarmi su cose così preferisco: Severance -tagli al personale- per il lato più humour nero. Oppure Tyrannosaur per il lato più ‘sociale’. Ma c’è anche quel film della ragazzina che vuole sapere dove siano i resti del padre farabutto, girato nella suburbia americana. Non mi ricordo il titolo. Insomma Friedkin sì ma con riserva.

  6. Il Reverendo

    io con la critica sociale di romero mi ci pulisco bellamente il culo. non voglio essere scurrile ma in ”diary of the dead” c’è una scena dove i ragazzetti entrano in una villa e lasciano il cancello aperto. LASCIANO IL CANCELLO APERTO!!! BRUTTISTRONZIDIMERDA!!! C’E’ UNA FOTTUTISSIMA INVASIONE DI ZOMBI E QUESTE FACCE DA CAZZO LASCIANO IL CANCELLO APERTO!!!! (e infatti poco dopo la villa, che fino a quel momento era stata un luogo sicuro, si riempie di zombi.) ora io mi chiedo come diamine si fa a provare ancora interesse per un film dopo che i protagonisti si dimostrano dei coglioni del genere? e non mi si venga a dire che la trama è poco importante perchè il concetto fondamentale è la CRITICA SOCIALE. sono 40 anni -QUARANTA CAZZO DI ANNI- che romero smena il cazzo con la stessa identica critica sociale per cui i veri morti viventi siamo noi con la nostra società. bene, bravo, cambia argomento. e poi c’è la scena dove mangiano vivo l’amico e il tizio che riprende rimane lì a riprendere e tante, tante altre scene che non starebbero in piedi nemmeno se dietro ci fosse la critica alla ragion pura. non c’è meta testo che tenga, quello è un teen movie delle balle.
    e survival non sono riuscito a vederlo tutto. davvero, non ci sono riuscito. allo zombie che andava a cavallo mi sono fermato. e dire che romero è uno che si è incazzato con gli zombi che corrono perchè (parole sue) ”gli zombi sono dei cadaveri, i loro tendini sono putrefatti e quindi non possono correre!” grazie george, hai detto la tua. e dire che avevo resistito alla scena del porto, quando ci sono tre marinaretti in una casupola coinvolti in una sparatoria con i protagonisti, e tra le due fazioni una folla di zombi. allora un marinaretto accende un candelotto di dinamite (con la scritta acme sopra), lo lancia verso i nemici ma uno zombie lo prende al volo e camminando lentamente torna verso la casupola. scoppia la facciata della casupola e -GIURO SU DIO- si vedono i tre marinaretti, ancora in piedi, con la faccia annerita. CHE CAZZO ERA QUELLO??? una colta citazione a wiley coyote?? una sottile critica sociale all’incapacità di costruire casupole e utilizzare dinamite da parte dei marinai? E PASSI, ma lo zombi a cavallo no.
    scusate lo sfogo, non odiatemi. ho amato molto la notte e l’alba dei morti viventi, anche se di quest’ultimo preferisco il montaggio di dario argento. ho dovuto dire la mia.
    invece su killer joe devo dire che a freddo, ragionandoci un po’ su mi è piaciuto molto di più. e ho apprezzato molto l’interpretazione di Steven Senegal sullo stupro della cultura yankee. molto vero. scusate ancora, a presto.

  7. Steven Senegal

    @ WilliamKatt

    Boh, per come la vedo io dipende anche un po’ dalla prospettiva.

    S P O I L E R

    Nel confronto finale con Gina, anche se preferisco nettamente quello iniziale con le sue pudenda, ho due teorie.
    La prima è quanto di più semplice: Killer Joe è ritardato anch’esso. Non si spiega la bramosia per quella là.
    La seconda, come dicevo, ha a che fare con la prospettiva e la sintetizzo, non me ne voglia l’amico da cui prendo in prestito la nomea, con

    “la sindrome di Schiaffi”

    (Schiaffi ti voglio bene non prendertela, ricordati che t’ho pure chiesto di cresimarmi e mia madre mi dice sempre che se torno a casa picchiato lei mi ripicchia perché me le sono fatte dare.)
    La sindrome di Schiaffi altrimenti detta “poche chiacchiere”, ovvero subito le botte e vaffanculo.
    Ti dirò, pure io la penso così. Però secondo me lì ci stava un minimo di corteggiamento, un minimo di pourparler. Iddio, iniziare subito con le pizze e poi ciucciare il pollo faceva pure un non so che di eiaculazione precoce.

    Di Emile Hirsch non parlo. Non si Può avere Bruce Willis come padre, chiamarsi TRUELOVEEE e morire di diarrea, tutto in una stessa carriera. Roba che Departure di Rimbaud…

  8. D’accordo con Steven.
    Joe dimostra in piu’ di un’occasione che gli piacciono i preliminari fatti in un certo modo ben preciso, nel sesso come nella violenza, e ci tiene a umiliare tutti per bene prima di malmenarli e arrivare all’orgasmo totale. E’ tutto un gran crescendo.

  9. BellaZio

    Ora che l’ho visto devo dire che mi ha deluso un pochino. Troppo statico, molta noia, ottimo Mcconny, male gli altri (tranne la ragazzina). Coi Coen secondo me c’è un abisso (‘sto film a me non ha fatto nemmeno sorridere quasi mai)… Molte cose non hanno un gran senso, moltissime soluzioni sono scontatissime. E’ un film sufficiente, ma io mi aspettavo un filmissimo!

  10. @bellazio: a me però sembra che confrontarlo con i Coen c’entri abbastanza poco a meno che qualcuno non abbia un meccanismo automatico “crimine organizzato male = Fargo”… È tutto un altro modo di raccontare. Ci sono due o tre tocchi di humour, ma aldilà di cosa scrivono sul poster non è una commedia.

  11. Steven Senegal

    @BellaZio

    Vabbè sono io che ho parlato di “puzzadiCoen” ma senza voler fare a gara a chi c’è l’ha più grosso con Friedkin. La puzza deriva dal Texas+soldi+riscatto sociale di diseredati+la peggio moralità+killer.
    Ridarola grottesca, te ne viene per me.
    Poi, oh, per me lo spin-off di Chigurh, ci stà che è una bomba! Tipo che lui racconta a Tommy Lee J:
    -Quando mia madre ha detto a mio padre che ero nel suo utero, mio padre aveva appena sfasciato la faccia a mio zio con i pomodori pelati e mia madre aveva sparato a mio nonno dopo che mio padre aveva ucciso mia nonna bruciandola viva. Ti piace il pollo fritto?

  12. Steven Senegal

    merda! SSSSSS PPPPPP OOOOOO IIIIII LLLLLLL EEEEEE RRRRRR

    l’ho dimenticato!

  13. Mi sono violentato e l’ho visto su uno schermo piccolo.

    Il dibattito è interessantissimo ed io non ci sono riuscito ad aspettare di trovarlo in dvd usato da qualche parte.

    E’ un film che appena finito di vedere ti lascia perplesso, poi ti lascia un bel sapore.

    Qualcosa però stona, io non riesco a capire cosa ma secondo me non tutto torna a dovere. E’ la sensazione in generale che non mi convince, mentre se vedo le singole cose invece mi stanno bene.

    SPOILER

    Nudità a gogò (specie quella di Gina)

    Lo stupro della cultura Yanqui di cui parlava Steven Senegal

    Il fatto che Joe in realtà disintegrando una famiglia ne voglia costruire una sua su quelle macerie.

    La scena del pollo? Il Reverendo ha detto bene: perché non un pompino vero? Perché la pantomima? Questo è il mio dubbio.

    Comunque tutto sommato si fa vedere alla grande e come film è decisamente sopra la media.

  14. Schiaffi

    @Senegal
    l’ho finito di vedere ed è talmente una merdata che solo pensarci mi fa cagare incudini.

  15. Steven Senegal

    @Schiaffi

    “poche chiacchiere” rulez

    sono altre le tue pellicole, uomo!

  16. Woody Alien

    Thomas Haden Church è enorme nel suo ruolo. McConaughey inizia a dimostrare di essere un attore per davvero; ma ci sono già stati un paio di film in cui avevo iniziato a sospettarlo (in particolare Reign of Fire – che non mi è piaciuto particolarmente ma in cui Matt si fa notare parecchio).

  17. Gianluca Odinson

    Un noir di altri tempi è stato un film che mi ha stupito , la scena del pollo è già cult , l’attore Matthew McConaughey ha una performance straordinaria.

  18. may

    Finito di vedere il film (due tranches separate purtroppo).
    E’ bello, non eccezionale come avevate prospettato ma bello.
    Impressioni a freddo: Ogni tanto sarebbe stato il caso di “allegerire” il filtro blu, nel complesso però (dall’alto della mia incompetenza) posso dire che sia uno dei film più “visivamente riusciti” che ho visto ultimamente, mai una macchina piazzata male. La sceneggiatura è più che buona ed è resa bene dagli attori. Su tutti Church.
    Opinioni sfuse:
    I personaggi sono un ammasso di cretini non c’è dubbio e quegli “schizzi” di morale che vengono piazzati in bocca ad ognuno di loro (ovviamente al momento sbagliato!) li rendono esilaranti.

    McConaughey non l’ho visto bene come voialtri. Ma forse è un mio pregiudizio.

    La scena che mi rimane (più di quella del pollo) è quella del pre-pestaggio del personaggio di Hirsch, quando il cravattaro gli fa capire che comunque lui gli sta simpatico. Bella tanto.

  19. Mohamed TSIL Bruce L

    Filmone, teso, asciutto, cazzuto.

    Bellissimo.

    E me è piaciuto pure Hirsch che fa il cretino totale.

  20. Marlon Brandon

    Magari non aggiungo niente, ma siccome la recensione di Nanni mi aveva messo addosso una tale aspettativa e anche sviato per il discorso della dodicenne che non lo e’ ( con quelle cosce va bene che e’ un film ma c’e’ un limite )…devo dirlo, il finale mi ha fatto cagare!

  21. Zambo

    Per me filmone, anche solo per quando Haden Church dice SPOILER “I’m never aware…”

  22. Danilo

    ma come fate a fare recensioni se non capite neanche la trama? juno temple NON INTERPRETA UNA DODICENNE, tant’ è vero che in una scena del film afferma di essere stata innamorata di un ragazzo IN TERZA LICEO. Nella scena della cena con Joe dice di avere 12 anni e Joe risponde: “come me” quindi è chiaro che era una sorta di gioco perverso che stavano facendo. Ad ogni modo non direi affatto che Hirsch sia stato il meno talentuoso credo abbia interpretato a dovere il suo ruolo…

  23. mska

    @danilo
    Non so nella versione italiana ma in inglese lei dice third grade, che corrisponde alla terza elementare. In più stiamo parlando di redneck texani, gente che tromba senza problemi le proprie sorelle, zie, cugine e nonne, quindi non penso possa essere distante dalla realtà ingravidare una dodicenne. La prossima volta, prima di accusare gli altri di non capire un film, cerca di prestare più attenzione tu stesso.

  24. danilo

    in inglese non l’ho visto ma nel doppiaggio italiano lei dice “terza liceo”, mi sembra un errore troppo clamoroso… e poi se avesse 12 anni perchè padre/madre/fratello dovrebbero stupirsi del fatto che sia ancora vergine? (saranno pure dei redneck ma mi sembra comunque esagerato)
    inoltre si nota chiaramente che tutti i personaggi la reputano un pò una ritardata, il che mi sembra strano poichè se avesse 12 anni il suo sarebbe un comportamento completamente normale

    probabilmente me lo rivedrò in inglese

    PACE

  25. Sparo a caso perché non ho informazioni al riguardo, ma non mi stupirei se, più che un errore clamoroso, fosse una scelta voluta, per eliminare una battuta giusto un pelo controversa.

  26. BellaZio

    Giudizio definitivo mio: molto meglio killing them softly. Parleranno pure troppo e ci sono i metaforoni e la politica. Pensare però a volte non fa male eh… Kts ti snocciola 2 minuti finali che bastano a salvare tutto quello che è noia prima. Questo è una roba che vorrebbe infastidire e non lo fa, vorrebbe far sorridere e non ci riesce. Dominik almeno vuol far pensare e ci riesce.

  27. Cosmo Vitelli

    Grande film. Ed ottimo dibattito il vostro alle 4 botte. Mi ha così colpito la copia di mio cuggino che me lo sono andato a prendere in BD appena arrivato in Europa (di una versione doppiata non ne voglio proprio sapere). Lsvorqndo in mezzo a tossici piagnoni e truffatori ho GODUTO dello sviluppo spietato del personaggio di Hirsh. Uno che vende la sorella e tira pacchi e male non può petmettersi rigurgiti morali. Credo che i colpi di scatoletta in faccia significassero questo e battevo le mani dal ridere. Chapeau a Friedkin ed ai suoi sessant’anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.