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La memoria del pesce rosso: “The Devil’s Advocate” (Taylor Hackford, 1997)

Il lato negativo di Internet è che ci fa credere di sapere tutto. Così finiamo per rimuovere i dettagli-chiave dei film. Oppure, al contrario, ci restano in testa solo cazzate. In questa rubrica un redattore lo stagista a tempo indeterminato Quantum prova a ricostruire un film visto qualche anno fa senza usare Wikipedia per riempire i buchi.

La locandina giapponese, per dare un tocco esotico alla faccenda!

La premessa: è il 1997 e qualche genio del male di Hollywood che fa il produttore perché non avevano più posti liberi giù al mattatoio, decide che è di nuovo quel periodo dell’anno in cui si prende un attore giovane, “sulla cresta dell’onda”, lo si affianca a un vecchio grande e si confeziona un intero film sulla contrapposizione tra i due: il dualismo, la dicotomia, le due scuole a confronto e altre baggianate del genere. La trama, vabbè, per quella ci inventeremo qualcosa. Le vittime sacrificali prescelte sono Al Pacino, fresco di cose appena appena enormi come Heat o Donnie Brasco (e non è neanche tanto distante l’Oscar per Scent of a Woman), e Keanu Reeves, pure lui, a onore del vero, con un curriculum già lungo come il mio braccio, ma passabile come “giovane” perché Trinity non ha ancora preso la sua verginità in Matrix. Dirige Taylor Hackford, sul quale, a parte che ha fatto Ufficiale e gentiluomo ed è sposato con Helen Mirren, non ho nessuna storiella buffa da raccontare.

Il plot: Keanu Reeves è un avvocato superbravissimissimo che non ha mai perso una causa in vita sua e ce lo rinfaccia indossando degli occhialetti da perfetto stronzo, come a dire “non mi importa quello che pensate di me, tanto sono bravissimo”.

“E chi mi ammazza più con questi occhialetti da stronzo”

Nonostante un lavoro che dà grandi soddisfazioni e una moglie ninfomane (questo dettaglio potrei averlo aggiunto io per catturare la vostra attenzione) con la faccia di Charlize Theron, Keanu sente che manca qualcosa nella sua vita (Patrick Swayze) (scusatemi, era servita su un piatto d’argento), ma tutto cambia quando una prestigiosa firma di New York guidata da Al Pacino gli offre uno stipendio da capogiro e un appartemento grande come un campo da calcio per andare a difendere i pluriomicidi della Grande Mela. Un’ora e mezza d’opo tutte le allusioni sul fatto che gli avvocati sono Il Male non sono più allusioni: Al Pacino è proprio il Diavolo, tutti gli avvocati sono demoni, Keanu è l’anticristo e gli studi legali servono per trollare Dio. Alla fine (SPOILER) Keanu esercita il libero arbitrio sparandosi in testa per evitare l’Armageddon, ma invece di morire torna indietro nel tempo a quando non aveva ancora accettato di andare a New York: Dio gli ha dato una seconda possibilità o qualcosa del genere, ma attenzione, il Diavolo è sempre in agguato.

Dettagli cruciali:

  • C’è un momento preciso in cui il film passa da mediocre parabola sui chiaroscuri della professione dell’avvocatura a Gigantesca Puttanata, ed è più o meno quando Charlize Theron inizia a notare che tutte le persone che la circondano SONO DEMONI.

Au revoir monsieur metaphor

  • A un certo punto Pacino fa una dissertazione sul valore del prendere la metro invece dell’auto per spostarsi in città ed io ero tutto “vai così, Al Pacino uno di noi” perché mi ero appena fatto l’abbonamento dei mezzi.
  • Ricordo un quantitativo, non eccessivo ma certamente rilevante, di poppe al vento — cosa che nel 1997 sospetto abbia catalizzato la mia attenzione impedendomi di mettere a fuoco alcuni punti fondamentali, tipo il fatto che stavo vedendo un film veramente, veramente brutto.

“Vedi qualcosa che t’interessa?”

  • Anche se il film dovrebbe parlare di come l’altrimenti puro — al massimo un po’ vanitoso — Keanu venga lentamente corrotto dall’influenza di Diavolo Pacino, il film inizia che lui difende un pedofilo e lo fa assolvere da tutte le accuse dopo aver ridotto in lacrime la vittima che lo aveva denunciato per cui, mh, possiamo dire che il Diavolo si è trovato la strada già un po’ spianata?
  • La voce della ragione è affidata al personaggio della madre di Keanu, una vecchia cacacazzi super bigotta che pare sputata da un movie of the week di Lifetime Television, che comunica solo attraverso citazioni dalla bibbia, mette in guardia il figlio dai pericoli della città peccaminosa e professa idee avanguardistiche sul ruolo della donna tipo che non va mica bene che si metta in testa queste pazze idee tipo avere un lavoro e non volere figli. E tu sei lì che te le ridi e pensi anvedi sta matta E INVECE ALLA FINE HA RAGIONE LEI e il messaggio del film è che se non vuoi finire nella merda devi andare in chiesa tutti i giorni.

Sodoma e Gomorra

  • Alla fine si scopre che il Diavolo è il padre di Keanu. Non ricordo se la madre di Keanu c’era stata o se lui l’ha violentata. Però sono sicuro che poi violenta la moglie a Keanu. E cerca di convincerlo a scopare con sua sorella. Che prima si era scopato pure lui. Dite quello che volete, ma a me ‘sto Diavolo me pare un sacco il Conte de Gli occhi del cuore.
  • La madre di Keanu ha da ridire sul fatto che il figlio vada a vivere in città (= peccaminosa), che la nuora lavori (= svergognata) e, se solo le avessero dato l’occasione, anche su questa storiaccia che vogliono levare i crocefissi dalle aule, ma non sembra avere alcun problema col fatto che il figlio difenda i pedofili.
  • Per amore della sottigliezza, l’alias del Diavolo (sarebbe stato grandissimo se tutti si fossero rivolti a lui come “signor Diavolo”) è JOHN MILTON e riesce anche a infilare in una frase l’evergreen better reign in hell than serve in heaven.

Film con cui viene scambiato più facilmente: Il Socio. anche perché questo film è Il Socio con i demoni aggiunti in post-produzione. Angels in America, perché pure lì Al Pacino faceva l’avvocato cattivo.

Segni che è stato visto nel 1997: ricordo tanta pubblicità, e parecchio insistente, che puntava a vendere il film come qualcosa di grandioso, epico e definitivo con due attori che levati. All’uscita è seguito un lungo silenzio imbarazzato.
Probabilmente mi avrebbe dato molto meno fastidio se l’avessero promosso per quello che era, un horror sovrannaturale parecchio caciarone, invece di cercare di farlo passare per il Faust.

Al Pacino dopo aver letto lo script

Però in realtà no, più ci penso più me lo ricordo come una cagata pacchianissima, moralista e sessuofoba (c’è un sottotesto tette = perdizione ogni, tipo, 11 minuti), probabilmente mi sarebbe stato sul culo comunque.

Titolo sorprendentemente più calzante dato al film per i mercati ispanofoni: “Pactar con el Diablo” (Spagna), che se ci pensate ha enormemente più senso de “L’avvocato del Diavolo” originale, dal momento che l’avvocato è il Diavolo.

Opinione esemplare trovata sul message board di IMDB: WTF?? People From Florida Don’t Sound Like This!!!

Lo rivedresti? Un mese fa, mi pare, lo stavano facendo su rete 4, ho resistito 20 secondi prima di mettere su The Good Wife.

DVD-quote suggerita:

John Grisham incontra Supernatural
Quantum Tarantino, i400calci.com

Contiene effettivamente Satana
Dolores Point Five, i400calci.com

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67 Commenti

  1. skorpio

    la cosa veramente strana?
    quando ho letto il titolo dell’articolo mi son detto “ma dai che stavolta recensiscono un film che mi piace, chissà quanto ne parleranno bene, magari con un po’ d’ironia che non guasta mai ma senz’altro bene!” e poi mi sono trovato davanti una stroncatura… :-(

    @ quantum: mi fa piacere che l’hai presa sportivamente per il false friend, su un altro sito (col quale peraltro anni fa collaboravo, e infatti ho smesso…) del quale non faccio il nome, per aver corretto un “feud” tradotto con “feudo” (in realtà andava tradotto “faida”) manca poco mi prendevano a male parole…

  2. Sampoo

    Io giuro che proprio non mi ricordo nulla tranne le tette e i demoni che sbucavano a random, spesso in stretta connessione con le tette. Quindi si, nella mia scala di valori doveva essere una gran merda con delle ottime tette..

  3. jena123

    @ QUANTUM TARANTINO Hai una memoria pazzesca,io l’ho visto una volta tipo 10 anni fa e non mi ricordo una mazza,la mamma di keanu???Non mi ricordavo manco di questo personaggio,ho degli strani ricordi su strane piscine,poi se non erro Al pacino fa sesso con madre e figlia di un suo discepolo ma forse confondo questa scena con quel film di Schwarzenegger boh. Mi sa che me lo rivedro con tanto di director’s cut.

  4. Matteo Pascal

    Dissento totalmente dalla recensione, film visto per la prima volta al liceo durante l’ora di religione (e col senno di poi: che culo, quanti di voi avevano prof di religione che sbattevano in faccia agli studenti film con un tale livello di patonza?) e rivisto volentieri più e più volte in inglese e in italiano, obbligatorio l’acquisto del dvd. Non è per fare l’avvocato del diavolo (ahahah……) ma personalmente la Gigantesca Puttanata è ben compresa tra due singole scene, pochi minuti in tutto, ovvero (SEGUE SPOILER PER CHI NEL 2012 ANCORA NON L’HA VISTO) tra il momento in cui Al Pacino rivela al figlio la sua missione di generare l’anticristo con la sorella (ma che, davèro?) e la trasformazione di Keanu in angelo (ooooooh……esticazzi). Per il resto, belle le vituperate trasformazioni in mostri, bella la New York deserta, magistrali le interpretazioni dei 3 protagonisti, bello il doppio twist finale (a parte quanto sopra), insomma datemi altre puttanate di questo tipo e mi renderete felice.

  5. blueberry

    io l’ho visto sull’allora telepiù. m’innamorai senza ritorno di charlize theron. al punto da appenderne più foto in camera. al punto di scoprire che mi ero già innamorato di lei quando in bianco e nero si alzava dal tavolo dopo aver sorseggiato il martini e il vestitino le si scuciva lentamente e quasi le veniva fuori il sedere. al punto da andare a cinema a vedere aeon flux. al punto di vedere qualche scena di “la casa nel sidro” o simile.
    keanu lo conoscevo già. per point break, per reazione a catena, per johnny mnemonic, speed, dracula, il profumo del mosto selvatico (sì all’epoca amavo lui e kurt cobain. lo confesso), piccolo buddha. mi piaceva. poi suonava nei dog fighter o una cosa simile.
    al pacino beh veniva da serpico, scarface, heat, ma soprattutto donnie brasco e insider.
    il film me l’han venduto così.
    la scena dell’acqua santiera va completata comunque: lui infilava il dito al funerale della famiglia di un pluriomicida che se la faceva con la sua stessa segretaria. ridendo solleva lo sguardo sui dipinti presenti in chiesa. mentre al viene avvolto dal fumo dell’acqua santiera gli angeli dipinti si trasfigurano in volto mostrando espressioni di dolore. e al ride.
    a me piace ancora. e non per le nudità.
    cioè, charlize mi piace anche vestita completamente.
    ma si lasciava guardare.
    tipo:
    keanu e al che vanno a china town e al parla cinese dove pure io ho gridato “al uno di noi” anche se ad un certo punto speravo in un “keanu sali sulla cazzo di metro che te le dico a fare”.

  6. milian

    Io lo vidi al cinema e ricordo risate generali in sala (e pure qualche mavacagher) per il finale resettante che rispediva Keanu all’inizio del film.
    Concordo con la recensione di Quantum. Forse, se all’epoca avessi avuto 15 anni o anche meno, invece di 26 suonati, l’avrei apprezzato di più, invece mi sembrò un’accozzaglia male assortita di cose già viste (e meglio) altrove. A ‘sto punto meglio “Le streghe di Eastwick”.
    Comunque è così eccessivo e sgangherato che ogni volta che passa in tv cedo al richiamo del trash e ne riguardo qualche scena (di solito quelle con Al Pacino) e le trovo meno fastidiose della prima volta (forse perchè ora sono preparato. O forse perchè non sto pagando per vederle).
    Ma ancora non mi spiego come Keanu potesse essere attratto da Connie Nielsen (che, tette a parte, trovavo troppo secca) quando era sposato con la Theron (allora in carnissima).

  7. Dembo

    Del film non ricordo granchè, tipo la theron tutta graffiata brutto e presa malissimo dopo lo stupro, il monologo e poi la mia scene prefe: quando pacino chiama il ragazzo da lontano “sussurandolo” e il tizio va sotto l’autobus.
    Cazzo grandissimo.

  8. Michael Jail Black

    @milian
    Le streghe di Eastwick? Ma davvero?

  9. milian

    @Michael Jail Black
    Beh, Le streghe di Eastwick è quello che è (una commedia horror) e non vuole essere altro. L’avvocato del diavolo cerca d’essere tante cose (cambia continuamente registro, passando dall’horror d’atmosfera al legal thriller, al grottesco, all’horror effettistico) e non riesce ad esserne nessuna.
    E tra Jack Nicholson e Al Pacino è una bella gara di gigioneria.

    Oh, poi Le streghe di Eastwick, al contrario de L’avvocato del diavolo, l’ho visto a sedici anni… magari dipende da quello :-D

  10. Neutron

    ricordo un monologo di Pacino mentre una tipa lo succhia da sotto il tavolo tipo..che praticamente omaggia gli uomini brutti perchè le donne non si aspettano un cappero poi,quando scopano bene ci rimangono male.
    Era una parabola bellissima che poi ha trovato riscontro verosimile nella vita reale.Ma senza la tipa che succhia sotto il tavolo.
    Pollice alto.
    Pacino dovrebbe essere il diavolo anche nella vita vera

  11. Michael Jail Black

    @milian
    Sra per quello, infatti come molti non oso riguardare il film(The Devil’s Advocate) oggi.

  12. Nikita Kitano

    + mille punti stima per aver dichiarato di seguire The Good Wife, che è una gran serie!

  13. Karinzio

    Me lo riguardo sempre volentieri perchè mi piace la parte iniziale/preparatoria che troppi regali e troppi appartamenti regalati a tua insaputa hanno un prezzo da pagare.
    Vorrei precisare che con questo incipit ci hanno costruito una nuova serie dal titolo “666 hotel park avenue” o na cosa del genere.
    L’inizio del film è sputato all’inizio del primo episodio.spiaccicato proprio

  14. Il Presidente

    Io me lo ricordo bello :D

  15. ciccio pasticcio

    è un filmone, altro che palle.
    se non vi piace, è perché non l’avete capito.

  16. Film stupendo, ma di che parlate?

  17. Meritorio il doppiaggio di Pacino, identico all’originale
    http://doppiaggiitalioti.wordpress.com/2011/03/05/quel-diavolo-di-giannini/

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