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The Bay. Non so se ce la faccio.

Amici, vi voglio molto bene, lo sapete? Talmente bene che, per poter parlare di questo film, mi sono dovuto fare una cultura su alcune delle cose che mi fanno più schifo nel mondo. Ce ne sono tante di cose che mi fanno schifo, eh? Adesso, non vi sto a fare una lista che altrimenti non andiamo veramente più a casa, ma se c’è una cosa che proprio difficilmente riesco a vedere sono gli insetti. Tutto qui? Chissà che mi pensavo io. No, no, a me fanno veramente schifo gli insetti. Posso vedere tranquillamente The Human Centipede II senza batter ciglio, poi mi metti davanti a uno di quei filmetti horror americani dove a un certo punto la protagonista stammale, c’ha le visioni e, guardando nel suo piatto, si immagina di vedere tutto marcito e quindi vede l’arrosto che brulica di vermi. Ecco io lì chiudo gli occhi. Chiudo gli occhi, sto male, faccio le scene, stringo le braccia di chi mi è vicino, comincio a fare dei versi… Una cosa assolutamente indecorosa.

Indecoroso così. Ma per davvero, eh?

Indecoroso così. Ma per davvero, eh?

Ecco, allora immaginate uno nella mia condizione che si guarda un film un po’ a priori e poi scopre che non solo si parla di insetti, ma si parla del terrore più grande legato al macro argomento insetti: i parassiti. Quegli insetti che sembrano alieni, che ti entrano nel corpo, che ti depositano le uova, che si moltiplicano e crescono dentro di te… I racconti che più hanno segnato il mio passaggio dall’infanzia all’adolescenza sono due. Nel primo io ero in prima media. Tutti quelli della mia scuola erano innamorati di una di terza. Ella era bella, bionda, con occhio azzurro e con le tette molto, ma molto grosse. A fine anno ogni annata – prime medie, seconde e terze – passavano una giornata al campo sportivo. Il giorno dopo che era toccata a quelli di terza arriva un mio amico tutto trafelato e mi racconta questa cosa.  Non sai cos’è successo! C’erano i 100 metri femminili e c’era pure Ella che gareggiava, no? e stava correndo senza reggiseno! E sai cos’è successo? Le è uscita una tetta dalla maglietta che l’ha colpita in faccia ed è svenuta.

Quei modelli di Bellezza che ti segnano. Fin dall'infanzia.

Quei modelli di Bellezza che ti segnano. Fin dall’infanzia.

Ogni tanto ci ripenso alla bellezza di questo racconto e non posso fare altro che ammirare moltissimo il mio amico che si inventò questa cazzata. Ella che corre e che viene schiaffeggiata dalla sua stessa tetta talmente forte da svenire. Svenire per un’autotettata in da la fazza. Geniale. L’altro racconto che mi ha cambiato la vita era molto differente. C’era questa portinaia che stava pulendo i carciofi. Si punge, come’è normale che sia. Poi vede che su quel dito c’è una ferita un po’ brutta: tutta gonfia e un po’ infetta. La cosa non accenna a diminuire, per cui dopo una settimana la portinaia va dal medico. Che incide la ferita dalla quale escono MILIONI di insetti! Perché, ovviamente, tramite il carciofo che non era pulito bene era entrato un primo insetto che aveva depositato tutte le uova e quindi… E io non riuscivo a non pensare a quella cosa. Alle tetta gigante che ti faceva svenire e agli insetti, ai MILIONI di insetti, che ti vivono nelle ferite.

Poi vi spiego il perché di questa foto orribile...

Poi vi spiego il perché di questa foto orribile…

Barry Levinson è un vero e proprio Uomo di Cinema. Ha fatto la Storia a Hollywood: ha lavorato con Mel Brooks, con Sydney Pollack, con Richard Donner. Ha scritto, diretto o prodotto dei megafilm. Vi faccio dei titoli a caso: A Cena Con Gli Amici, La Seconda Guerra Civile Americana, Bugsy, Sleepers… Ha vinto un Oscar con Rain Man e, cosa più importante di tutti, è ancora lì. Barry Levinson ha oggi 70 anni e  ha prodotto la serie Copper che è una bella bomba, sta scrivendo un film su John Gotti che molto probabilmente dirigerà e ha da poco portato nelle sale statunitense un horror. Già, un regista che a 70 anni si scopre regista horror. Non solo: un regista che a 70 anni si butta sul genere e che lo cavalca, decidendo di realizzare il suo primo horror utilizzando il found footage. Poi vai a vedere chi figura tra i produttori di questo The Bay e leggi i nomi dei terribili fratelli Strause (quelli di AVP2 e Skyline) e da Oren Peli. Tanto di cappello, amico Barry.

Barry TVB.

Barry TVB.

Che poi, non so voi, ma se io leggo di uno di 70 anni che dirige il suo primo horror di una lunga carriera e  che per farlo s’è messo nelle mani di alcuni tra i registi più scarsi del pianeta, qualche dubbio mi assale. E invece Barry Levinson sa il fatto suo e in un’oretta e mezza manda a casa praticamente tutti quelli che hanno deciso di scommettere sul found footage. Veniamo alla storia: il film ci viene raccontato da una giornalista sopravvissuta ai tragici eventi accaduti durante i festeggiamenti del 4 luglio nel piccolo e felice paesino di Chesapeake Bay, nel Maryland. Le acque che bagnano la simpatica cittadina, come scoperto da due ricercatori francesi poi trovati morti, uccisi da quello che sembra essere (ma non è) uno squalo, sono incredibilmente inquinate. Talmente tanto che un parassita che normalmente vive in quelle acque, il Cymothoa Exigua, s’è trasformato in qualcosa di differente. Apriamo a questo punto la parentesi schifo, quella che dimostra il fatto che vi voglio molto, ma molto bene. Questa merda di Cymothoa Exigua è una bestia di raro schifo. Trattasi di parassita crostaceo della lunghezza media di 3/4 centimetri che entra nei pesci attraverso le branchie. Una volta all’interno comincia a succhiare il sangue del suo ospite, causando fondamentalmente la perdita della lingua. E cosa fa quindi la Cymothoa Exigua? Cristo. Si sostituisce alla lingua del pesce. Mamma mia, non so se ce la faccio. Perché mentre sto scrivendo queste righe, sto anche cercando delle foto di questo cazzo di parassita e non avete idea di cosa salta fuori. Tipo questa roba qui che non so manco sia vera o finta ma a un certo punto arriva uno e dice che questo esemplare l’hanno trovato mentre tentava di entrare in un sommergibile che aveva scambiato per una balena. Cristo. Siamo tutto morti.

stro caricansdo quettsa foto s4mza guardato iò cpèuter

stro caricansdo quettsa foto s4mza guardato iò cpèuter

Ok, ci siamo. Le acque di Chesapeake Bay sono inquinatissime e questo causa uno sviluppo totalmente anormale del simpatico parassita che vedete qui sopra che ovviamente va ad attaccare l’uomo. E quindi, ciao. Chi entra in contatto con l’acqua non fa una bella fine: facce marcite, arti amputati, insetti che ti mangiano gli organi interni per poi uscire dal collo. Guarda, una roba che non si può vedere. Il tutto è raccontato attraverso diversi punti di vista, creando un racconto corale che riesce ad interessare molte persone. Ci sono le riprese dela giornalista di cui sopra, ci sono le conversazioni in skype tra il medico del paese e il centro malattie infettive, ci sono le riprese amatoriali di chi partecipava alla festa del Giorno dell’Indipendenza, le riprese effettuate dalle camere di sicurezza delle macchine della polizia, il diario video dei due oceanografi francesi, il blog di un ecologista preoccupato per la situazione, ecc…

a lei c'è marcita la fazza.

a lei c’è marcita la fazza.

The Bay ha moltissimi pregi. In primo luogo è un film che ha il coraggio di ritirare fuori dal cilindro la paura della Natura. Manco fossimo nei ’70, ci sono i politici cattivi che insabbiano per il loro tornaconto le scoperte di poveri medici e scienziati che volevano salvare il popolo. E dietro c’è una Natura ancora onnipotente che tramite un insettino piccolo così ti manda a monte i piani e ti fa marcire la faccia. In secondo luogo The Bay riesce a gestire molto bene tutti i punti di vista che abbiamo elencato qui sopra: da una parte si riesce a dare un quadro completo della situazione, dall’altra si costruisce e si fa montare una suspense che solitamente manca nei found footage. Solitamente nei film di questo genere non succede un cazzo di niente per il 90% del film e poi, negli ultimi dieci minuti, si scatena l’Armageddon. Qui invece la tensione è ben spalmata su tutto il film con picchi che spuntano dal nulla e ti schiaffeggiano forte in fazza. Insomma, un gioiellino. Era prevedibile? Secondo me anche no e questo rende il tutto ancora più bello.

Dvd-quote:

“Uno di quei film che poi ti prude ovunque e c’hai l’ansia.”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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60 Commenti

  1. Jean Pieri

    credo che dopo aver letto la recensione e sbirciato alcune immagini postate nei commenti non farà mai più il bagno in vita mia. mai. più.

  2. vespertime

    Quello sciroccato di “the host” è Joon-ho Bong che ha fatto solamente capolavori.

  3. solero

    appena visto e so che finiro su facesofmeth.us

  4. Zambo

    @Nanni: questo The Host? :-)
    http://www.imdb.com/title/tt1517260/

  5. michelle pate'

    Mi e’ piaciuto. Ma io amo questo genere di film (apocalittico-pandemico-famosemale). Casanova, grazie.

  6. orange forever

    Bel film……ne ho visti di peggio…..anche se ci sono alcune parti classiche da ‘americanate’…..comunque storia che ti prende….certo però che i sindaco è il più sfigato di tutti eh!!

  7. Marlon Brandon

    Veramente i due ricercatori non sono entrambi francesi anzi il ragazzo che e’l’americano dei due ha questa cattiva abitudine di correggere continuamente i difetti di pronuncia della ragazza…praticamente quello che ho fatto adesso io mi sono appena reso conto…

  8. aleXistenZ

    Sopravvissuto alla visione, mi complimento con me stesso.
    Ero titubante perché su IMDB non raggiunge la sufficienza -ma se sempre lì danno quasi 7,5 a World War Z che è una boiata pazzesca posso ritenere con cognizione di causa che sia infestato da recensori che non capiscono una sega- per cui vergine (ehm) delle vs. succose (brrr) anticipazioni non avevo idea alcuna che si trattasse di un “found footage” o di ne fosse realmente il protagonista (non certo la sciatta tenutaria del blog di informazione, quindi) doppiata con una voce irritante più del parassita.

    Dopo che sono passato all’audio originale sottotitolato, anche la sospensione dell’incredulità ha toccato ben altre vette, per cui non posso che consigliarlo a tutti.

    Per aggiungere SPOILER a SPOILER, una spiegazione della contaminazione diffusa tra tutta la popolazione (ma in realtà viene detto che qualcuno non accusò i sintomi..) potrebbe essere:

    L’impianto di dissalazione della cittadina, che non serviva solo a dissetare l’allevamento di polli agli steroidi, ma a riempire piscine, fontane e che era considerata potabile secondo le autorità e squisita secondo il sindaco bastardo. E ci viene anche suggerito che, sì, i parassiti adulti non possono passare dalle griglie dell’impianto ma per le larve è tutto un altro discorso..

    A me, a parte qualcosa sul finale, è piaciuto perché la storia di fondo è plausibile, come gli errori umani e gli insabbiamenti per interesse che -letteralmente- INGIGANTISCONO il problema. A patto, come detto, di virare verso la traccia audio originale, cosa che ai calcisti verrà sicuramente naturale come…bere un bicchier d’acqua.

  9. Anonimo

    Comunque il parassita grosso messo tra le foto dell’articolo non è un cymothoa ma un trilobita e non è neanche un parassita ;)

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