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La memoria del pesce rosso: “1408” (Mikael Hafstrom, 2006)

Il lato negativo di Internet è che ci fa credere di sapere tutto. Così finiamo per rimuovere i dettagli-chiave dei film. Oppure, al contrario, ci restano in testa solo cazzate. In questa rubrica un redattore dei 400 Calci l’apprendista stregone Quantum prova a ricostruire un film visto qualche anno fa senza usare Wikipedia per riempire i buchi.

La locandina thailandese, per dare un tocco esotico alla faccenda!

La premessa: è il 2007, quindi praticamente l’altroieri, in America esce il primo iPhone, in Europa la PlayStation 3, in Russia il Bond villain Vladimir Putin minaccia il mondo con un raggio laser spaziale e Samuel L. Jackson sta ancora raccogliendo i cocci di Snakes on a Plane (2006), esperimento clamorosamente fallito di film creato a tavolino per essere un “internet sensation” e costruito unicamente attorno al fatto che a un certo punto Samuel Jackson avrebbe riassunto in modo ilare e in una sola frase la trama del film usando la parola con la f. All’improvviso un produttore di Hollywood, forse Frankie Tre Dita, ha un’illuminazione: ci vuole un nuovo film in cui Samuel L. Jackson riassuma in modo ilare e in una sola frase la trama del film usando possibilmente la parola con la f.

Il plot: “It’s an evil fucking room”. In italiano qualcosa come “è una fottutissima camera del male”, non ne sono sicuro perché quando l’abbiamo visto io e mio fratello Quasar Tarantino siamo scoppiati a ridere così forte che non abbiamo più sentito niente per i successivi 20 minuti. E non era uno di quei casi in cui ridi *con* lui.

“I dare you, I double dare you, motherfucker. Say what one more goddamn time.”

Il plot, più nello specifico: John Cusack è uno scrittore che sputtana i fenomeni paranormali, carriera per cui nutro grandissimo rispetto e che tengo sempre in considerazione come Piano B, a meno di non scoprire di trovarmi in un horror found footage, in quel caso NO, non va mai a finire bene nei found footage a quelli che vogliono sputtanare un fenomeno paranormale. Comunque, un giorno a Cusack gli arriva una cartolina anonima (LOL) che gli dice “vieni a visitare la stanza 1408 dell’albergo Sarcazzo”, lui ci va e chi ci trova a fare il manager dell’albergo se non Samuel L. Jackson. Jackson cerca di dissuaderlo ma Cusack entra nella camera, succedono un sacco di cose innegabilmente paranormali e molto pericolose, ma alla fine lui si salva. O muore. Vanno bene tutte e due.

Dettagli cruciali:

  • Il cognome del regista si scrive con dei caratteri buffissimi: Mikael Håfström.
  • C’è il sovrannaturale, c’è “il male” come un concetto assoluto e onnipotente, il protagonista è uno scrittore sbevazzone che una volta ha scritto qualcosa di buono ma ora tira a campare scrivendo roba che lui per primo considera merda: questa roba urla così forte Stephen King che avrei giurato che era tratta da un libro di Stephen King pure se Stephen King veniva a casa mia (cosa che fa molto meno spesso di quanto vorrei) e mi giurava di no. Effettivamente 1408 è tratto da un racconto breve di Stephen King.
  • L’unica parte sopportabile del film è il duetto Cusack/Jackson all’inizio in cui i due se la chiacchierano sorseggiando scotch come due vecchi amici e giocano a chi la spara più grossa. Poi Jackson esce di scena e torna alla fine per dire UNA battuta. Affidare la quasi totalità del film al solo Cusack che, sostanzialmente, parla da solo per un’ora e 10 è un’idea interessante, ma anche no, e anche che palle.

“Fottute macchie di umidità nella fottuta camera del male”

  • Samuel L. Jackson, che ovviamente sta nei titoli di testa e nel poster tutto fotoscioppato e con lo sguardo da cattivo del film, NON è il cattivo del film, e compare complessivamente per sei minuti.
  • Come tutti i protagonisti di horror che di mestiere sputtanano fenomeni paranormali (settore che tira davvero UN-CA-SI-NO), Cusack lo fa perché gli è morta la figlia e un po’ è arrabbiato con lo spiritualismo e un po’ — sotto sotto ma non vuole ammetterlo — vorrebbe la prova che i fantasmi e l’aldilà esistono.
  • Chiaramente sul subito Cusack è molto scettico sulla paranormalità della stanza 1408 ed è tutto un “è solo un trucco” e “probabilmente me lo sono immaginato” per la prima mezzora di film; inizia a convincersi che POTREBBE esserci qualcosa di strano più o meno tra LO TSUNAMI CHE ESCE DA UN QUADRO e quando la camera gli suggerisce di suicidarsi.

Johnny C. is not amused

  • Ecco alcune cose sovrannaturali che accadono nella stanza 1408 e mi ricordo: nevica al chiuso; skype si apre da solo e chiama la tua ex; esce l’acqua da una quadro che raffigura il mare; Cusack prova a scappare uscendo sul cornicione ed entrando nella finestra della stanza accanto, ma si trova di nuovo nella 1408. Questa in effetti era fica.
  • Tra le varie cose matte matte matte che succedono c’è anche che Cusack viene attaccato alle spalle da un maniaco col martello. Tale maniaco è interpretato dallo stunt coordinator del film, amico personale di Cusack e suo istruttore di kickboxing, il campione imbattuto di arti marziali Benny “The Jet” Urquidez. Un applauso per Benny “The Jet” Urquidez.

Benny “The Jet” Urquidez, in una scena del film, senza trucco.

  • Alla fine Cusack dà fuoco alla stanza e a quanto pare così facendo la esorcizza. Ne esce un po’ ammaccato ma vivo e si riconcilia con la sua ex.
  • Esiste un finale alternativo, che in realtà è il finale originale del film, sostituito con quello di cui sopra perché non aveva riscosso abbastanza successo negli screen test: Cusack muore nell’incendio MA esorcizza la stanza. Dopo il suo funerale Samuel Jackson sale in macchina e per un attimo vede il cadavere carbonizzato di Cusack nello specchietto retrovisore; stacco sui resti della stanza carbonizzata, il fantasma di Cusack si riunisce alla figlia.
    Per scrupolo filologico, allego qui sotto i video di entrambi:

    A me sembrano tutti e due delle grandissime cazzate.

Film con cui viene scambiato più facilmente: Snakes on a Plane, Samuel Jackson dice parolacce e questo dovrebbe farci ridere, perché siamo delle pecore; Alta fedeltà, John Cusack è cinico e trasandato; Don’t trust the Bitch in Apartment 23, il titolo ha dentro il numero di una stanza; Shining, c’è Stephen King e c’è un albergo; 1984, è un numero.

Segni che è stato visto nel 2007: nei commenti di entrambi i finali qualcuno ha scritto “preferivo l’altro”; ma in realtà questo prova solo che hanno visto entrambi i finali, il resto del film può tranquillamente essere passato inosservato.

Lo rivedresti? Per come l’ho visto la prima volta, cioè in sottofondo su Rai4 mentre facevo altro, credo di sì. Anche se mentre faccio altro le brusche impennate di volume tipiche degli horror tendono a disturbarmi un po’, quindi ora che ci penso no, nemmeno così. Ma se qualcuno vuole farmi un montaggio di Samuel Jackson che dice “evil fucking room” a nastro per un’ora e mezza, lo guardo volentieri.

DVD-quote suggerite:

“It’s an evil fucking film”
Samuel L. Jackson, attore e manager di alberghi infestati

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63 Commenti

  1. Capitan Impallo
  2. vespertime

    Boh per me il film non è così male. Riesce a divertire un minimo e John Cusack da solo si porta a casa la sufficienza. Una specie di giostra che ti dimentichi quando finisce ma che per quel poco comunque diverte. Ovviamente per me.

  3. E'Stev'o

    Boh… a me It sia film che libro (che lessi -wof!- in 5 giorni stando sveglio pure la notte) mi pare una cagata pazzesca!
    Ma ti pare che -SPOILER- il mostro alieno cazzutissimo venga ucciso da 4 ragazzetti diventati vecchi che scavano con le mani nel suo corpo fino a fargli scoppiare il/i cuore/i?!? -FINE SPOILER-
    Il povero Lovecraft si ribalta nella tomba al solo pensiero! Ma mi sa che il buon Howard Philip era uno abbonato a questo genere di cose…

    @Tommaso: grazie per il listone. Ti odio!!! :-P Nel senso che mi hai fatto ricordare quanto avessi aspettato con fotta alcuni di quei titoli, che poi si sono rivelati immani cazzate… e quindi anche quanto sono vecchio… cmq la mia personale distribuzione di film è molto più concentrata verso il basso…

    @Nanni: Thanks for the Straight (grazie per la dritta!)… Quei posti li ho sentiti nominare ma non credo di esserci mai passato… cosa intendi per non c’è un cazzo? Tipo che nell’aria non si avverte quella strana sensazione per cui potresti essere sgozzato da un momento all’altro non mi sembra poi una cosa così negativa! Cmq grazie!

  4. @e’stev’o: non c’è un cazzo tipo che per farti una birra devi prendere l’autobus

    @tommaso: dai su, togli Le ali della libertà dagli obbligatori che non siamo mica su IMDb

  5. E a proposito di “non siamo mica su IMDb”: ancora nessuno ha ricordato che Benny “The Jet” Urquidez fu protagonista di quello che è forse il miglior combattimento di sempre di Jackie Chan -e di conseguenza anche della storia del cinema- in Cena a sorpresa. Mi fate piangere.

  6. @Capitan Impallo cazzo, grazie.

    Tommaso paradossalmente a King piacque molto di più la miniserie di Shining che non il film di Kubrick, troppo poco fedele al romanzo e troppo personale.

  7. Bizy

    Boh a me piacque ma non mi ricordo niente, mi ricordo solo alla fine la scena della spiaggia in cui lui potrebbe o non potrebbe essere ancora nella stanza.
    Samuel l’avevo completamente rimosso, ormai e’ tipo una parte della scenografia in ogni cagata possibile. Lo trovi dapertutto in ruoli del cazzo in film del cazzo che fanno cagare il cazzo. Quando capii che era teenpenny in San Andreas cominciai a ridere nervosamente perche non ci credevo. Il mio sogno e’ andare in aereo e trovarlo nel ruolo di Hostess che mi dice di allacciare le cinture e mi minaccia di stare seduto in caso di turbolenze. Io lo vorrei come narratore del film sulla mia vita.
    Tutto questo per dire quanto questo film rimanga impresso nella memoria

  8. Ugo Piazza

    @E’Stev’o
    Scordi la Tartaruga e il rito di Chud!
    Cavolo, una volta sarei riuscito a difendere IT alla perfezione. Una volta. Adesso mi limito a dire: grande scrittura, grande introspezione, bla bla bla cose che non interessano a nessuno. Rimane comunque un signor romanzo, un giorno mi ricorderò anche il perché.

  9. vespertime

    Ho sempre pensato che le due parti (quelle trasmesse in tv) di IT fossero dirette da due persone diverse. La prima parte dell’infanzia la ricordo come una cosa bella con alcune scene di paura a modino mentre quella da adulti la ricordo come un epic fail dopo l’altro con zero tensione fino al finale che tipo PERCHE’? Ma la delusione fù talmente tanta che non lo rividi mai più.

  10. E'Stev'o

    @Nanni: eh no, caro Nanni… il caro Urquidez nel film di Jackie Chan l’ho citato subito nel mio primo post… usando il titolo internazionale: Wheels on Meals…
    Tu mi dirai, “Scemo, magari intendevi Means on Wheels!”… e invece no! Proprio Wheels on Meals: pare che i produttori della Golden Harvest avessero strizza a produrre un altro film il cui titolo iniziava con la M dato che gli ultimi altri 2 erano stati dei flop colossali… quindi hanno invertito le parole, con buona pace di tutti! Comunque “Cena a Sorpresa”, a.k.a. “Il Mistero del Conte Lobos” (titolisti italiani… meh!), a.k.a. “Wheels on Meals” è uno dei migliori film di sempre e basta che lo vedevo su Italia 7 di domenica pomeriggio quando ero un cinnazzo ed è bello per forza e basta! (Twinkle twinkle little star… e via dicendo… ah, che tempi!)

    @Nanni: cazzo, dover prendere l’autobus per una birra è una brutta bazza… hai ragione!

  11. Anakin Rossi Stuart

    ogni citazione di Lo Hobbit verra’ respinta al grido di “Morte ai falsi nani”

    …beh, ma quelli de Lo Hobbit sono una cosa diversa, è che Tolkien non aveva idea di cosa fosse il politicamente corretto e dato che erano bassi li ha chiamati nani, quindi l’uso degli effetti speciali ha senso come per gli hobbit…

    (si sistema gli occhiali sul naso spingendoli con un dito mentre imbraccia la copia del Signore degli Anelli che in realtà non ha mai finito di leggere… poi inizia a correre riparandosi la testa tra le braccia, gridando “Gesù Gesù Gesù” mentre intorno è tutto un BUDDA!BUDDA!BUDDA!)

  12. Gargaros

    E’ un film di merda perché è tratto da King. King per arrivare in celluloide con un buon risultato deve essere filtrato dall’occhio autoriale. Di base King è un merdone, ma finché restano sulla carta certe cazzate che scrive sono digeribili. Trasposte in film essudano tutta la loro insopportabile cazzosità. Per questo ci vuole l’autore che sa espurgare le cazzate e lasciare solo la sostanza meritevole.

  13. esponja88

    King è un grandissimo, altro che merdone, solo che la grandezza dei suoi libri sta in cose (soprattutto lo stile letterario, lo scavo psicologica dei personaggi, la riflessione su determinate tematiche…) che è difficile tradurre nei film. Togli a It l’introspezione sull’adolescenza o a Misery la riflessione sulla creazione letterario, e ne escono delle storielle horror abbastanza standard.
    I film da King io li divido in due categorie. C’è l’artigianato dei mestieranti più o meno bravi che si limitano a tradurre in immagini la trama, con risultati spesso scadenti, talvolta onesti, qualche volta ottimi (The Myst, Misery non deve morire, L’ultima eclissi e pochissimo altro) ma senza mai superare la gabbia del film di genere “standard”.
    E poi ci sono quelli col “filtro autoriale” di cui parla Gargaros, dove il regista ci mette del suo. Da Kubrick, che di Shining per la verità ha preso solo un paio di spunti, a De Palma, che invece con Carrie è riuscito ad accontentare tutti conciliando alla perfezione kinghismo e depalmismo.

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