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Mass Effect The Movie. O: Joseph Koso ci riprova con Oblivion (c’è un trailer)

Vi ricordate TRON: Legacy? Io no; non perché fosse esattamente un brutto film, ma perché non era un film, piuttosto uno showcase di talento visivo del regista Joseph Kosinksi. Ora, io sono convinto che “Kosinski” sia un cognome finto, da film di Fantozzi, o la versione sovietica dei nomi storpiati delle Sturmtruppen. Tipo alle elementari i compagni di classe di Joseph non si ricordavano del suo vero cognome (che per la cronaca è Koszejgvetierkiszw) e dicevano «ma sì, Joseph quello lì, Kosinski o come cazzo si chiama». I bambini sanno essere crudeli.

Koso, comunque, è (era) un regista di videoclip e spot pubblicitari di buon/ottimo livello, tipo

questo, che con TRON: Legacy ha sfondato il muro del mainstream facendosi affidare il sequel di uno dei più grandi film di fantascienza degli anni Ottanta. A scriverglielo, pensate un po’, uno che ha lavorato a Lost, Edward Kitsis. Se solo avessimo saputo prima di Prometheus, forse non saremmo rimasti così delusi. A conti fatti l’unico che ci ha guadagnato da quel pastrocchio coloratissimo e, ehm, psichedelico è il buon Casanova: sua moglie Olivia è diventata una star – controprova: vi ricordate il nome del protagonista maschile del film? – e da allora la Nutella gli manda a casa una fornitura mensile che sfamerebbe un piccolo Stato africano a caso.

Sopra: Kosetto fugge dagli inferociti commentatori di Rotten Tomatoes.

Comunque. TRON: Legacy. Deluso e scottato («E io che mi ero sbattuto così tanto con le lucine blu!») dall’accoglienza ricevuta, Kosazzo decide che, per il suo prossimo film, è meglio fare le cose da solo. O quasi: per Oblivion, così si intitola il progetto di cui tra poco vi mostreremo il primo trailer, Kosauro ha coinvolto l’amico (suppongo) William Monahan, uno che ha scritto The Departed e diretto un filmetto sconosciuto ma per me adorabile come London Boulevard, ma che d’altra parte ha anche la colpa di aver buttato giù quelle tre/quattro righe che sono la sceneggiatura di Le crociate. Mony e Kosy si sono così messi di buzzo buono e, a quattro mani, hanno steso la storia di questa cosa qui:

Ora, lo so che esagero e il titolo del pezzo è fatto più per attirare l’attenzione che per effettiva aderenza del soggetto in questione con una nota saga videoludica (anche perché è chiaro che Kosochief qui vuole citare più che altro Halo), ma io, a fronte del fattore inganno dei trailer odierni che sono in grado di far sembrare figa qualsiasi cosa, sono moderatamente entusiasta e/o comprato. Da quel che si capisce leggendo in giro, Oblivion è la storia di un riparatore di droidi che viene spedito a calci in culo su un altro pianeta per sterminare una razza aliena; da quel che si capisce guardando il trailer, gli alieni stanno nell’ombra, il riparatore di droidi è uno che si fa un sacco di domande, la verità non è quella che sembra, c’è Morgan Freeman

e, per la vostra gioia, Olga Kurylenko

Ma c’è, soprattutto e in special modo, tanta fantascienza caciarona. Astronavi, paesaggi alieni, un pianeta che sembra la Terra ma non lo è, imponenti strutture di fabbricazione extraterrestre (o forse no), mostri che si aggirano nel buio, esplosioni e sparatorie, armi di vario genere. Poi c’è l’elefante nella stanza, ovvero il protagonista con la faccia di Tom Cruise, la voce di Tom Cruise, lo sguardo di Tom Cruise e la presenza fisica di Tom Cruise. Se non fosse per la striscia di film con gli spari che ha infilato ultimamente, si farebbe fatica a credere che sia davvero Nano Nasone a imbracciare il fucile al plasma e fraggare alieni in Oblivion. E invece è proprio lui! E ha anche imparato (circa) a giocare a basket:

Sopra: tecnica di tiro pessima, Tom.

Da noi, Oblivion arriva l’11 aprile.

Possibili pro: se Kosucchio è riuscito a scrivere un film, dovremmo esserci.

Possibili contro: la CGI è invadentissima e spesso sembra uscita da un videogioco (che non è un contro in assoluto, ma ci siamo capiti). Comunque il look sembra classico il giusto, ma con più di un tocco di personalità che mi farà rimanere in testa questi due minuti scarsi. C’è da sperare che, a fronte di 140 milioni di budget, si mantenga un minimo di decoroso senso della misura.

Considerazioni oziose basate sul nulla: la storia dell’uomo solo che viene spedito su un pianeta sconosciuto e ne scopre gli sconvolgenti segreti è un trope della fantascienza d’esplorazione degli anni Cinquanta/Sessanta, nel senso che se prendete una qualsiasi raccolta di Premi Hugo e la aprite a caso* ci sono buone probabilità che vi ritroviate di fronte a una variazione sul tema, che sia Mutazione di Silverberg o La montagna senza nome di Sheckley. Teoricamente è un’idea che non ha alcuna cittadinanza nella sci-fi del 2012, equamente divisa tra “le baracconate” e “i film sui Grandi Temi“; da quel che si intuisce in questi due minuti, Oblivion dovrebbe essere l’ideale incontro delle due istanze, un po’ come il promettentissimo Elysium. Questo potrebbe o non potrebbe essere un bene, e immagino che tutto si giocherà su quello che Tom Cruise scopre sul pianeta XYZ666: sarà interessante? O anche: Tommaso Crociera riuscirà a convincerci che stiamo guardando qualcosa di interessante?

Sopra: un esempio di “qualcosa di interessante”.

Un’altra considerazione oziosa basata sul nulla: per parte mia ho un problema con l’approccio della sorpresa: come già ci ha spiegato Darth poco tempo addietro parlando di acquari (il link è sopra, all’altezza di “Grandi Temi”), la bellezza di un film sci-fi sta nella sua coerenza interna, nella sua capacità di costruire un sistema interessante funzionale e autocontenuto. Piazzare la rivelazione sconvolgente a metà film – poi magari non succede così, ma comunque – è di solito l’anticamera di un pastrocchio, perché nel tentativo di stupire si aggiungono elementi sempre più grandiosi e shockanti e si perde di vista il summenzionato acquario. Dal punto di vista di un fan della fantascienza, era il problema più grosso di Avatar: OK le meduse bioluminescenti che illuminano a giorno la radura dell’amore, OK l’uccello gigante di fuoco che non si fa montare da nessuno tranne che guarda caso dal protagonista, ma arrivati all’albero spirituale che riunisce tutte le anime dei Na’vi ma solo quelli che abitano tra gli alberi perché quelli del mare hanno boh una barriera corallina dell’anima?, una medusa elettrica pandimensionale?, si sfociava nel campo della fantasy brutta alimentata a risurrezioni di Sigourney Weaver. Tutto questo rant per dire: spero che l’incontro tra un videoclipparo che ama flashare e stupire e un eccezionale dialoghista** possa a sorpresa rivelarsi non un baraccone sparatutto, ma un bell’esempio di science fiction esotica e awe-inspiring.

Nota a margine: se volete approfondire, Kosinho ha anche scritto un fumetto che fa da base al film. Nel caso, se doveste leggerlo, fate sapere.

Sopra: not a potato.

*o ancora meglio, andiate nella sezione dedicata alla fantascienza d’esplorazione, ecco.

**insieme a un tizio che ha scritto Little Miss Sunshine, non volevo dirvelo per non scoraggiarvi.

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22 Commenti

  1. vespertime

    convincente se pur non super esaltante. ma un certo tipo di fantascienza è sempre bello e se sapranno giocarsela bene porteranno a casa il risultato. basta che si alzi leggermente da cose tipo “io robot” però.

  2. ANCHE IL MIO ANO PELOSO SI ELEVA DAL LIVELLO DI IO, ROBOT.
    Scusa, ora recupero un contegno.

  3. Ryan Gossip

    il tizio di Little Miss Sunshine ha scritto anche Toy Story 3 (un abbraccio per questo) e pare stia dietro a Star Wars Episodio VII. Speranze?

  4. La cosa della scrittura hollywoodiana è che lo stesso tizio può fare x e il contrario di x nel giro di un paio d’anni, il che aiuta noi che ne scriviamo perché possiamo scegliere nella sua carriera solo quello che ci è utile a motivare l’affermazione che stiamo cercando di motivare.
    Resta il fatto che non ho mai capito come faccia uno a passare dalla fantascienza allo strappalacrime alla commediola indie ai cartoni animati senza soluzione di continuità.

  5. Phoenix

    Olga.

  6. Schiaffi

    Mah, si vede solo il buon tom vestito da prima comunione mentre continua a andare in puntamento sparando ai sassi.

  7. Past & Fasul

    la parte sci-fi sembra un pò prometheus,misto al design apple…mentre quella survivor mi ha ricordato io sono leggenda…a proposito di io sono leggenda,ecco la fetecchia 2013:

    http://www.badtaste.it/articoli/ecco-il-trailer-di-after-earth

  8. Rainer Werner Fassbender

    Però dai, Tommino che fa Wall-E + Olga potrebbe pure piacermi, dipende anche dal livello della prezzemolata di Zio To… Morgan Freeman.

    A dire il vero mi sono convinto da solo con Olga.

    Olga. In tuta di latex.
    Non vedo l’ora.

  9. vespertime

    Comunque il buon Tom alla fine ha naso (scusate) per queste cose. Alla fine tranne rari casi non riesco a trovare qualcosa che abbia fatto che sia davvero così orrendo (non urlate “Rock of Ages” tutti insieme).

  10. Matt Goemon

    Il tizio di Little Miss Sunshine è quello che deve scrivere SW episodio VII. Stanlio da te mi aspetto solo riferimenti a Little miss sunshine nella recensione del suddetto, nel 2014.

  11. Past & Fasul

    comunque il mondo è finito ma comunque tom frequenta 2 figone…W il cinema USA!!!

  12. @Matt: tu dai per scontato che io SW lo vedrò.

  13. Steven Senegal

    Boh, sono perplesso. Troppo bianco, troppa pulizia. E il poster rilasciato? L’ho già detto, basta edifici storti presi dal basso verso l’alto perdìo.

  14. Michael Jail Black

    Il trailer prommete bene; i tablet giganti, le astronavi fiche, fucili futuristici, Olga Kurylenko. Ma puo essere che sono di bocca buona e che mi ingriffo appena c’è un accenno alla fantascienza.
    After earth credo che sara una merda solo perche c’è questo uomo qua a dirigerlo: M. Night Shyamalan.
    Ah, mercoledi esce il trailer di PACIFIC RIM(grida di gioia come una bambina)!

  15. Ivan Dracula

    Mmm…Due ore del dentone vestito da gelataio spaziale con un fucile incollato alle mani.Anche no.
    Però se Charlize in tuta ha salvato Prometheus forse Olga…

  16. lo avevo visto un paio di giorni fa ed anche a me Tom ha ricordato wall-e.
    Io con i trailer mi gaso quasi sempre e anche stavolta sono comprato di brutto.
    Già da prima di vedere Olga.
    Piuttosto speriamo che siano riusciti a costruire un buon acquario.

  17. nicholas eymerich

    beh, il “tizio” ha anche scritto toy story 3, quindi mi fido.

  18. Giovi 88

    Anche io sono fiducioso. A me questo trailer è piaciuto, spettacolare e ci fa intravedere una trama interessante. A proposito della trama: solo io ho notato che è ambientato sulla Terra? Non mi pare si tratti di un pianeta alieno! A me è sembrato così e dalla sinossi pare che sia stata distrutta/conquistata da una razza aliena, che nel trailer di intravede appena. Mentre i pochi umani rimasti (Tom compreso) vivono in strutture che fluttuano nel cielo, tranne M.Freeman che si puó permettere di restare a terra. In quanto a Kosazzo per me ha le potenzialità per fare bene, potenzialità già mostrate con Tron Legacy che non mi è affatto dispiaciuto.

  19. blueberry

    a me ricorda più fallout altro che halo.
    comunque per me alzo il livello di fiducia. e tron legacy ancora non l’ho visto perchè ho paura. tron lo ricordo con troppo amore sebbene fossi piccolinissimo

  20. saputello

    l’amico William Monahan, prima di scrivere The Departed, nel 2002 è andato al cinema (più probabilmente emule) si è visto Infernal Affairs ha sostituito dove stava scritto roba brutta tipo Oriente con roba figa tipo “‘merica, fuck yeah!”, si è pappato tanti complimenti e tanti milioncini e poi ha indossato una delle fazze da culo più mastodontiche mai viste ed è andato a ritirare l’oscar per la sceneggiatura (non originale per lo meno).

  21. alessandro

    Titolo: Oblivion
    Dopo aver visto il trailer scommetto 10mila lire che hanno fatto il lavaggio del cervello a Cruise, stile Atto di forza.

  22. Magdalena

    Anche a me piace molto London Boulevard, per questo ti perdono l’inganno del titolo.
    Alieni, sci-fi, un titolo di Elder Scroll che non c’entra niente ma è sempre figo… Mi avevi già convinto al “fraggare”.

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