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Natale a morire ammazzati: Silent Night

Vi ricordate di Steven C. Miller?
Onestamente nemmeno io me lo ricorderei se non mi fosse capitato di vedere ben tre suoi film in meno di sei mesi. Il primo era The Aggression Scale, di cui vi ha parlato il paziente Quantum. Il secondo era Under the Bed, che non era mica male. Il terzo è questo, remake del classico Natale di sangue.
La cosa buffa è che tutto ciò è più che sufficiente per notare punti in comune e la predilezione del Miller per un tema abbastanza specifico, ovvero quello degli adolescenti problematici con famiglia instabile. Natale di sangue, con la sua storia di un bambino traumatizzato dall’uccisione dei genitori ad opera di un tizio vestito da Babbo Natale che crescendo diventa a sua volta un killer psicopatico vestito da Babbo Natale, calzava splendidamente a pennello. Immaginate quindi la mia sorpresa quando ho scoperto che Silent Night era il raro caso di RSA (Remake Socialmente Accettabile), forse pure troppo, nel senso che non solo cambia completamente la storia ma persino la mitologia, diventando in tutto e per tutto un film completamente diverso che come unica cosa in comune ha appunto il costume del killer. E non ha nulla a che fare con adolescenti in paranoia. È un po’ come se il remake di Halloween non avesse come protagonista Michael Myers ma un altro tizio, con tutt’altra storia e la stessa maschera, con la parziale attenuante che ok, Natale di sangue ha avuto ben quattro sequel di cui uno diretto addirittura da Brian Yuzna, ma non ho mai visto nessuno difenderlo alla morte. Anzi diciamolo: io me lo ricordo per una scena sola, ovvero quella in cui Linnea Quigley sta trombando su un tavolo da biliardo e poi esce a cercare il gatto indossando solo gli short in jeans, per poi imbattersi nel killer e finire infilzata alle corna di una testa di cervo impagliata. Che è effettivamente un bel picco da superare, ma non basta da sola a trasformarlo in un cult intoccabile. Certo però che non le fanno più le Linnea Quigley di una volta.
Silent Night 2012, che prende le prime distanze dalla fonte già dal titolo abbreviato (l’originale si chiamava Silent Night Deadly Night), parte invece da Jaime King, che la costumista vede come una versione gnocca di Frances McDormand in Fargo, e gli omicidi sono già iniziati. Lo slasher classico insomma, con l’assassino mascherato, la polizia ignara e il flashback esplicativo lasciato alla fine là dove l’originale era invece uno di quei rari casi in cui si sceglieva di seguire la storia del killer in ordine cronologico, dal trauma infantile al progressivo scoppio della follia omicida. La sensazione è di per sè piacevole, perché uno si prepara a fare confronti e invece viene spiazzato fin dall’inizio. Poi effettivamente inizi a chiederti se sia davvero un remake, perché vigliacchi se c’è una sola scena simile, e infine con molta calma la scena simile arriva, ed è quella del vecchio comatoso che si sveglia di colpo solo per mettere in guardia da Babbo Natale. A quel punto allora tu (ma proprio tu) dici “battimi Linnea Quigley se hai il coraggio”, e a sorpresa Silent Night il coraggio ce l’ha e a suo modo ci prova davvero, infilando un lungo inseguimento in cui la vittima è una fotomodella in topless che fa una fine truculenta, che non ha nulla della classe della Quigley ma -in controtendenza con il remake mainstream medio- passa molto più screentime con le tette al vento, e sento che a questo punto avete smesso di leggere e siete andati a procurarvi il film. Fate bene, va.
Comunque, per quelli di voi a cui non piacciono le tette al vento, proseguo.
In realtà questo Silent Night è volenteroso, allegramente sanguinoso come se Scream non fosse mai esistito, ma anche parecchio, parecchio grezzo. È un visibile passo indietro rispetto a Under the Bed, al punto che viene da chiedersi se non sia stato in realtà girato prima, perché sono tutti problemi imputabili a Miller: attori che recitano a caso, ritmo approssimativo, e persino Malcolm McDowell, che normalmente in un film del genere si mangerebbe qualsiasi scena in sonnambula, qua appare infilare il pilota automatico in modo particolarmente poco convinto. Non giova una trama il cui unico pregio rimane purtroppo quello di ignorare completamente la fonte facendosi però per assurdo più classica e meno interessante, il cui unico guizzo -quello sì copiato da Scream– è l’idea di riempire il paesotto di tanti Babbi Natale da centro commerciale che confondono e movimentano un po’ le indagini.
Speravo che il buon Steven C. Miller diventasse un piccolo nome da tenere d’occhio: non è così, o perlomeno non lo è ancora, ma se ci si prepara a bypassare una confezione piuttosto mediocre rimangono comunque diverse scene capaci di intrattenere il giusto durante una serata con zero pretese. Se non lo conoscete, però, date prima una chance all’originale.

zan zan zaaan…

DVD-Quote:

“Sangue, tette al vento e poca convinzione”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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9 Commenti

  1. Steven Senegal

    Ha dentro personaggi di rara ignoranza inversamente proporzionale al minutaggio in video. Nonostante ciò, alcuni bei momenti divertenti, si passano.

    Tipo all’inizissimo: tizio legato in scantinato dal Santa. Tizio è convinto che il Santa sia il cornuto:-Scusa, è vero sono andato a letto con tua moglie ma è stata lei ad implorare il mio cazzo!

    Che, come voi vecchi filibustieri certamente sapRete, è il metodo migliore per venire fuori da una torture scene da adulterio.

    Le tette della modella? Lo metto SPOILER che tanto voi gli spoilers non li leggete, vero?

    “hanno la consistenza di due bisacce colme di miele cristallizzato” (cit. Luotto P. 21.11.2012).

    FINE SPOILER

  2. Fatevi un favore: mettetevi comodi e cliccate sul link che ho messo per Linnea Quigley.

  3. Jaime King? SRSLY? Ha l’abbonamento ai remake di slasher anni Ottanta?

  4. Michael Jail Black

    Steven sei uno troppo giusto!
    Nanni: Moar!

  5. BigZo

    questa è stata la mia settimana di calci preferita di sempre*!!! tanta roba di qualità un giorno dopo l’altro

    *escluse le settimane dei vari sylvester, che quelli sono i periodi piu belli della mia vita in generale

  6. Jean Pieri

    @Nanni: grazie per il link di Linnea Quigley. finalmente le gif animate hanno un senso.

  7. Naccio Jai Fox

    Considerando che oltre a questo devo ancora vedere sia Sint che Rare Exports, quale dei tre mi consigliate per un Natale tudofado con i regaz?

  8. Naccio Jai Fox

    @Nanni: gentilissimo, ma l’avevo già fatta. Speravo in un confronto più diretto…

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