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Ricercati Ufficialmente Morti: Sotto shock

Sigla (The Dudes of Wrath – Shocker):

1989
Non ricordo precisamente il perché, ma nel 1989 Sotto shock è il mio hype dell’anno. Questo anche se nel 1989 la parola “hype” non era ancora stata inventata.
Innanzitutto le premesse artistiche: nel 1989 la saga di Nightmare era sull’orlo del quinto episodio, e questo a Wes Craven rodeva da impazzire perché i diritti gli erano stati soffiati già dal primo capitolo e non stava vedendo un centesimo. Ma l’anno prima aveva infilato il suo film migliore, Il serpente e l’arcobaleno, per cui era un ottimo momento per vendicarsi e provare a lanciare una nuova icona horror. La sua idea era Horace Pinker: elettricista con l’hobby del serialkillaggio, una bella tuta da carcerato arancione pre-Slipknot, la faccia da schiaffi di Mitch Pileggi, pesante zoppia al piede sinistro e il potere magico di entrare dentro la tv. Insomma: una figata senza se e senza ma. La sceneggiatura, ovviamente, se la scrive tutta lui.
Ma ad alimentare l’attesa del flim aveva largamente contribuito un altro episodio.
Succede che da bravo 12enne, con la mia sudata paghetta, esco a comprarmi il primo album di Elio e le Storie Tese, che mi faceva ammazzare dalle risate perché dicevano le parolacce. Succede anche, in modo abbastanza random, che al mio rientro mia madre Xena Cobretti mi blocca all’ingresso chiedendo di ispezionare il contenuto della sportina di Tosi Dischi. Succede che legge l’etichetta che avvisa della presenza di testi sconci, e che di conseguenza decreta senza possibilità di appello che io debba restituirlo. Rispondo “uff” e me ne torno da Tosi Dischi. Frugando in giro, trovo la colonna sonora di Shocker, freschissima, l’uscita italiana del film distante ancora mesi. Alice Cooper, Iggy Pop, Megadeth: affare fatto. Giunto a casa metto su la cassettina e osservo meglio i credits: trattasi di compilation curata dal leggendario Desmond Child, capitanata dai misteriosi “The Dudes of Wrath” che non sono altro che un supergruppone formato da Paul Stanley (Kiss) e Child alla voce, Vivian Campbell (Def Leppard) e Guy Mann-Dude alla chitarra, Rudy Sarzo (Whitesnake) al basso, Tommy Lee (Motley Crue) alla batteria e, per non farsi mancare nulla, Michael Anthony (Van Halen) ai cori. Con l’esclusione di una terribile ballata dei Saraya (con Steve Lukather dei Toto ospite alla sei-corde) e dello zio Alice che si cimenta in un’improponibile specie di rap in coppia con Mitch Pileggi, si rivela essere un gioiellino di tamarrissimo hair/thrash metal anni ’80, trascinato da gentaglia come Dangerous Toys e Bonfire. Finisce immediatamente in furiosa heavy rotation nel mio stereo. Tempo che esce il film conosco ogni brano a memoria e ho una fotta gigantesca.
Poi mi vedo il film. Per l’occasione potrei o non potrei aver costretto mio padre a venir via prima da un matrimonio per portarmici nel preserale della domenica.
Obiettivamente, la mia spinta era troppa per uscirne con un parere equilibrato. Mi bastava sentire le canzoni o quasi, e quelle erano ben distribuite. Noto qualche lungaggine eccessiva nell’arrivare al dunque, ma la grinta di Mitch Pileggi è encomiabile, e lo scontro finale dentro la tv è una bomba. Esco sufficientemente esaltato, a tempo debito mi procuro la VHS, me la ripasso un’altra manciata di volte e poi la lascio lì.
Ladies & Gentlemen, direttamente dalla pregiata colonna sonora di Shocker ecco a voi i Megadeth in una cover del classico di Alice Cooper No More Mr. Nice Guy (video ufficiale):

2012: NOW
La soundtrack di Shocker si è spostata dal mangiacassette all’ipod, ma è sempre in heavy rotation. Ad oggi, l’unica persona che conosco che la ama come me è Adam Green. Il film invece non me lo riguardavo dal 1992 circa, e l’ho ripassato per voi. E manco a farlo apposta, sono rimasto davvero sotto shock: fondamentalmente, mi sono ritrovato di colpo davanti a uno dei più sfacciati esempi di sceneggiatura pigra a cui abbia mai assistito, con tutto il campionario delle più vigliacche scorciatoie narrative che potete immaginarvi e che comunque ora vi elenco.
Il protagonista, Jonathan, ha poteri di veggenza guadagnati dopo aver sbattuto fortissimo la testa mentre giocava a football: trova il killer sognandolo e leggendo insegne ed indirizzi nel sogno. Un radiogiornale in voice over racconta tutto il background necessario. Ci sono spiegoni messi continuamente in bocca senza motivo a chiunque. C’è Wes Craven che si confonde e in una scena mette il protagonista che si addormenta per trovare il killer e chiede a un amico di sorvegliarlo e svegliarlo a una determinata ora, come in Nightmare. C’è il fantasma della morosa morta che consiglia l’eroe spiegandogli tutto quello che il film non ha voglia di mostrare. Ci vuole mezzora prima che Horace Pinker finisca nella sedia elettrica: in quella mezzora ci sono almeno un paio di scene inutilmente uguali in cui Jonathan lo rintraccia sognandolo, lo confessa al padre tenente di polizia, il padre si fida al volo e lo porta con sè e soltanto all’ultimo riescono ad arrestarlo. Prima dell’esecuzione, Pinker si collega alla tv della sua cella (!) tramite cavi, dopodiché strani poteri magici escono dalla tv e gli dicono “You got it, baby” (giuro). Sulla sedia elettrica, Pinker decide che le sue ultime parole famose debbono essere un megaripassone a beneficio degli spettatori in cui spiega di essere il vero padre di Jonathan e di zoppicare perché fu proprio il nostro eroe a spaccargli un ginocchio quando aveva sette anni, prima di finire in adozione. E una volta morto, il suo potere NON È quello di entrare nella tv, bensì il classico espediente a costo zero di possedere le persone. E il suo punto debole è – tenetevi stretti – un amuleto magico multidimensionale a forma di cuore. Quando finalmente infila l’antenna parabolica siamo già al minuto 80: nel frattempo, la mitologia su cui si “regge” la trama si è fatta estremamente confusa. A quel punto quindi Wes rinuncia anche agli spiegoni: di colpo il nostro eroe sa perfettamente cosa fare, non ha il minimo senso nè appiglio con qualsiasi straccio di coerenza interna ma funziona. Quando parte Demon Bell dei Dangerous Toys è finalmente il momento per cui avevamo pagato il biglietto: Jonathan e Pinker fanno a schiaffi tra un canale e l’altro in un travolgente e – questo sì – riuscito montaggio che include Jonathan che urla a Colin Clive / Dr. Frankenstein di chiamare il 911. Dopodiché la soluzione finale, di nuovo, non ha il minimo senso.
Ladies & Gentlemen, i Dangerous Toys:

Insomma: se c’è un film capace di distruggere in una mossa sola l’etichetta di “genio” che qualcuno ancora si ostina ad applicare a Wes Craven, è questo. Certo, di puttanate ne ha fatte in abbondanza per oscurare i suoi occasionali capolavori, ma se diverse le ha disconosciute dichiarando di averlo fatto solo per la grana, su questa al contrario ci puntava seriamente. Horace Pinker sarebbe dovuto diventare il nuovo Freddy Krueger, il suo Freddy Krueger. E invece eccolo che Wes sbaglia tutto dalla prima all’ultima riga, prende le scorciatoie più stronze, va fuori tema per l’80% del film e produce in pratica un lungo e sconclusionato prequel di una storia di cui giustamente la gente non ha voluto sapere il proseguimento.
Però va detto che a 12 anni, nonostante un’inguaribile predilezione per certo innocuo hard rock di seconda fascia, non ero del tutto rincoglionito. Ok, Wes ci promette un film su un tizio che entra nella tv e invece ci rifila un remake di L’alieno che era roba di appena due anni prima (e diretto dal regista di Nightmare 2, per di più), e che a sua volta non era per forza l’idea più originale e stimolante dell’Universo ma una semplice specie di variazione sul tema L’invasione degli ultracorpi. Però si può sempre contare sulla sua esperienza di mestierante, e Sotto shock, nel suo mare di pacchianissime cazzate, fila via bello svelto, può contare su uno scatenatissimo Mitch Pileggi e se si sorvola sull’impresentabile script ci si diverte. Dopotutto, ancora oggi esiste qualche coraggioso estimatore.
Comunque: la carriera del Pileggi si salvò in corner grazie al ruolo di Skinner in X Files, e ad oggi conta ruoli ricorrenti in Stargate: Atlantis, Sons of Anarchy, Medium, Supernatural, Grey’s Anatomy e chi più ne ha più ne metta. Jonathan era invece interpretato dal giovane Peter Berg, QUEL Peter Berg oggi noto come Peter Berg Autore (e Wes Craven stenta ancora a crederci). Westie invece continuò ad alternare buone cose a cazzate micidiali e nel 1996 indovinò finalmente un franchise da rovinare liberamente con le proprie mani: Scream. Qua e là nel film compaiono a vario titolo anche la famiglia Craven quasi al completo, Heather Langenkamp, Kane Roberts, il buon Ted Raimi e nientemeno che Timothy Leary nel ruolo di predicatore televisivo.
Nel 1992, Wes commissionò un treatment per un potenziale sequel di Sotto shock allo scrittore di belle speranze Nicholas Grabowsky: il risultato si trova gratuitamente in rete, e ovviamente l’ho letto per voi. Indovinate? È orribile e sbagliatissimo. L’idea portante è quella di affiancare a Pinker un secondo cattivo con poteri identici, dopodiché è di nuovo la stessa solfa con ingresso nella tv limitato un’altra volta agli ultimi 10 minuti. Ci è andata bene.
Nel 2009 infine, Wes minacciò di produrre un remake sia di questo che di La casa nera, poi (per fortuna?) si dedicò a Scream 4.
Quanto a me, piuttosto preferisco riguardarmi Frequenze pericolose. La soundtrack invece, rimane al suo posto.
Come nel film, titoli di coda sui Bonfire (video ufficiale):

DVD-quote:

“Da insegnare nelle scuole come esempio di Sbaglio”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

P.S.: per qualche strana ragione, Shocker dei Dudes of Wrath viene usata anche in The Skull 2

P.S. 2: per qualche strana ragione, esiste The Skull 2

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26 Commenti

  1. Kairos

    Qualunque cazzata faccia, uno capace di due film come Nightmare e Il serpente e l’arcobaleno merita la mia stima imperitura. E il mio giudizio su di lui (ma anche su Argento, per dire) rimane complessivamente tarato sul suo meglio, non sul suo peggio. Detto questo, ero un po’ più grande di te quando uscì Sotto shock, e non mi piacque per niente già allora.

  2. All’epoca ci fu l’Almanacco della paura di Dylan Dog (ai tempi preziosissimo) ad avvertirimi che si trattava di una nightmareata loffia e senza sugo. Quando due o tre anni dopo recuperai su Italia 1 non potei che constatare che si trattava in effetti di una mezza vaccata. Neanche terribile in realtà, ma se proprio devo salvare qualcosa del Craven minore preferisco parlare di “Dovevi essere morta” o de “La casa nera”.

    Io non sono uno di quelli che davanti a film con ritimi e pettinature diversi da quelli odierni sbotta subito con un “Datato!”. Anzi, esattamente l’inverso.
    Però constato che i film Craven non tendono ad invecchiare benissimo. Neanche i migliori. Tanto che “Il serpente e l’arcobaleno”, film che mi sconvolse letteralmente, non lo rivedo da secoli proprio per il timore di restare scottato.

  3. David Kronenbourg

    io me lo ricordo con un po’ di affetto dal suo primo passaggio in tv ma da allora non l’ho più cagato e grazie alla tua recensione mi sa che passerà del tempo prima che mi azzardi a rivederlo. Apropos, visto che l’hai citato, io avevo visto la casa nera ad uno dei dylan dog horror fest e non mi era sembrato malaccio, ma anche quello, mi sa che dopo 20 anni rischia di essere diventata una bella ciofeca, o sbaglio?

  4. Siccome nell’89 ero un po’ più piccolino, mi ricordo che solo la copertina di ‘sotto shock’ mi terrorizzava. Ma quella peggio di tutte era la copertina vhs de ‘La Cosa’ di Johnnie Bello: http://www.alexvisani.com/pic_film/lacosa.jpg

    INCUBI & DELIRI. Ho aspettato di essere più grandicello per vedere certe cose.

  5. David Kronenbourg

    @Tommaso, invece secondo me “Il Serpente…” è il classico controesempio ed uno dei suoi pochi film a tenere ancora botta, forse perchè c’era poco di soprannaturale ed era legato a fatti storici, oltre ad avere un attore sopra la media dei suoi film.

  6. C’ero anch’io a quell’Horror Fest! E pure io non mi ricordo orrendo La casa nera. :)

  7. “La Casa Nera” è carino, dai. Niente per cui strapparsi i capelli, ma con una salutare influenza lynchiana e una tostaggine politica quasi carpenteriana.

    Io anche il pallino di “Dovevi essere morta”. Assolutamente un filmetto di serie B, deludente se visto come un horror, ma che ha un suo perché se inserito nel cinema fantastico per e con ragazzi di quegli anni.

    @David Kronenbourg
    Lo spero. Ma ho già avuto delle cocenti delusioni rivedendo certi classici di Craven che consideravo impossibile da mettere in discussione…

  8. Schiaffi

    Questo era uno dei 4-5 film in palinsesto sulla defunta TMC2, penso che lo dessero almeno 10 volte al mese. Ricordo solo che era una merda e ad un certo punto verso la fine appariva la tipa morta in vestaglia che lo aiutava sparando 2 cazzate.
    Non si può neanche dire che fosse un film truce, no era proprio una merda talmente BBrutta che penso sia l’unico horror degli anni 80/90 che non ho più visto. Rispetto a Nightmare 2 questo è comunque un capolavoro.

  9. Ma non sapete quanto io sia stato contento quest’estate di aver rivisto con voi Nightmare per 400tv e confermato il suo status di capolavoro.
    Poi ho provato a riguardare Dovevi essere morta ed era francamente inaffrontabile, tipo un Giffoni di terza fascia virato horror, e quel cazzo di robot parlante che non ha senso ed è insopportabile. Ho spento dopo 20 minuti nonostante la mia predilezione per quella biondina senza carisma che è Kristy Swanson.
    Della Casa Nera ricordo un alternare di scene ispirate e altre terribili, ma complessivamente migliore di questo.
    Il serpente e l’arcobaleno è il prossimo che ripasso, ma credo sia più o meno come dice Kronenbourg.

  10. Il Reverendo

    io non ho visto il serpente e l’arcobaleno, nightmare mi è ovviamente piaciuto, ma wes craven lo considero abbastanza un coglionazzo.

  11. momenti di abraxas

    Nanni scusa l’ot dopo quanto posso cominciare a preoccuparmi per il ritardo della maglietta?

  12. abraxas: per gli off-topic, come sempre, c’è la mail

  13. Craist

    Anche io andai allora al cinema gasatissimo; avevo 16 anni ed ero rimasto totalmente flashato dal trailer e dal fatto che fosse un film del regista di Nightmare, ma rimasi “sotto shock” dalla delusione per una settimana…

  14. Biscott Adkins

    Elio no e i Megadeth si?

  15. SEI MERAVIGLIOSO.

  16. Antonio MZ

    Ahahahahahaah quoto su tutta la linea! Anche io lo vidi quando non ero neanche adolescente e divenne uno dei miei horror preferiti.
    Ricercato con ansia pochi anni fa e dopo essere riuscito (con non poca fatica) a recuperarlo, a fine visione avevo la tipica espressione del meme “poker face”. E ci sta un lol.

  17. Antonio MZ

    E la colonna sonora rulla anche nel mio lettore comunque.

  18. .pony

    Bella rece, piena di retroscena piccanti. Mi fa voglia di rivederlo. E la batteria di Tommy Lee suona esattamente uguale alle pizze in faccia tirate da Bud Spencer in un film qualsiasi di Bud Spencer.

    Guerra.

  19. Steven Senegal

    Questo qua quando l’ho visto mi son cagato addosso forte. Ci ho sempre avuto lo spavento della corrente e sì che ero molto più piccolo del Nanni quando l’ho visto in pieni ’90 e quindi con questo, ciao eh. Secondo me come idea, Pinker, aveva del potenziale. Peccato.

  20. Past & Fasul

    per me craven non è molto diverso da hooper.

  21. malintenzionato

    past e fasul sono d’accordo con te

  22. Rainer Werner Fassbender

    No, Hooper è peggio.

  23. Non lo so Hooper, alla fine ha pur sempre un Poltergeist nella manica.

  24. Past & Fasul

    l’unica differenza tra i 2 è che craven ha avuto un rilancio perlomeno di immagine con quella cagata di scream…

  25. ugo piazza

    Tutti a prendersela col povero piccolo Scream…io non capisco…il primo i suoi pregi ce li aveva. In quanto al rilancio dell’immagine, credo che quando uscì era già abbastanza chiaro che Wessino fosse un cialtrone.

  26. Debiruman87

    Vidi questo film a 9-10 anni, e risi dall’inizio alla fine (la scena dell’inseguimento nel parco, con Pinker che, prima possiede un poliziotto e poi una bimba, e quella in cui, dopo aver posseduto il patrigno del protagonista, prima rivolge al suddetto un ghigno demoniaco e poi parte all’inseguimento, con tanto di pezzo heavy metal come soundtrack, per poco non mi hanno causato un attacco di cuore, per le risate). Che dire, Craven, come molti suoi colleghi, spesso altalena capolavori (Nightmare, L’Ultima Casa a Sinistra) a filmetti senza infamia ne lode (questo) ad altri assai mediocri (The Cursed).

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