The Frozen: SPOILER

Ve lo scrivo perché poi se no vi lamentate: SPOILER. Questa recensione contiene SPOILER. Ma non spoilerini su dettagli secondari ma proprio uno SPOILER, bello, enorme, tutto maiuscolo con la O che ti ci puoi anche apparecchiare dentro per cinque. Quel tipo di SPOILER, insomma, che ti spiega tutto tuttissimo, ti scarica il twist in faccia e ti depriva dell’unico interesse che potresti provare per il film. E non vi avviserò nemmeno nel momento in cui esso arriverà. A un certo punto della recensione ve lo beccate. Al volo. Così. Mica faccio come il postino che ti suona e ti dice “C’è da firmareeee” e tu sai già quello che ti aspetta. No. Io non te lo dico.  E allora: o tutto o niente. O rinunciate qui e vi vedete il film. O leggete e non lo vedrete più. Perché lo faccio? Perché preferisco rovinarvi la sorpresa piuttosto che la serata.

Solo che.

Solo che.

Partiamo dall’inizio: Mike e una stronza bionda che potesse morire Emma sono una coppia in crisi. Ma in una crisi di quelle brutte. Quelle crisi in cui lei è da mesi che lo vuole lasciare, non lo sopporta più, quando lui parla, lei lo guarda come se fosse un barattolo di sugo andato a male con la crosticina verde muffosa tutta sopra. Lui invece non si è accorto di niente, come sempre accade nelle crisi brutte-brutte: lui le dice “ti amo”, lei gli risponde “mi fai schifo” e lui accenna, con gli occhi come due litchi, un timido “passerà, davvero, lo supereremo insieme”. E se tutto questo non bastasse sappiate che lei scopre di essere pure incinta.

 

In questo idilliaco contesto lui, che non si è accorto di nulla, ma proprio di nulla, decide di fare una vacanza romantica con lei. Mica per rinsaldare la coppia (v’ho già detto che non si è accorto di nulla no?). No… lui vuole proporle di sposarlo. E decide di organizzare questo viaggio in un posto che lei odia. Lontano da qualunque forma di civiltà. Senza neanche un locale dove eventualmente potersi rintanare a bere il Duelitri Dellacasa. O un bicchiere di Skrakks (l’inimitabile grappa mossa).

E mentre noi pensiamo che l’umiliazione a cui andrà incontro rientrerà nella categoria “farsi vedere su chatroulette mentre si lecca il sotto della ciambella del water di un autogrill in provincia di Catanzaro” lui muore. Con lei. In motoslitta. Stanno viaggiando per arrivare alla tenda, lui vede una cosa strana -che poi non verrà spiegata-, piglia un dosso e muore.  Sul colpo. E arriviamo quindi al punto: questo è un film giocato sull’ennesimo cliché del “siamo morti e non sappiamo di esserlo” che viene rivelato nel sorpresone finale. Di positivo c’è che il film non vi tiene in ballo per 7 anni con orsi polari, isole deserte e dimensioni parallele prima di addivenire a questa conclusione del cazzo. Di negativo c’è la conclusione del cazzo. Appunto.
Adesso respirate un po’.

 

Come va? Tutto bene? Fa ancora tanto male? Possiamo proseguire? Vi domanderete l’esigenza di fare questo. Di rivelarvi subito tutto. È molto semplice: la rete pullula di recensioni su The Frozen che “non potendo svelare troppo” si rivelano quasi del tutto positive, invogliandoti alla visione. Peccato però che non li si riesca a vedere, questi maledetti recensori, mentre, nell’atto di vergare le parole “non posso rovinarvi la sorpresa”, stavano sghignazzando amabilmente con la faccia di uno che si sta allontanando dopo che ha dato fuoco a un sacchetto di carta ripieno di merda di cane davanti alla porta di casa tua. Perché, amici miei, la sorpresa è proprio di quel tipo. Di quelle che poi devi sfregare a fondo per tirare via.

solo che

Solo che.

E infatti, prescindendo per un solo istante dall’orrendo finale e ragionando sul film nel suo 90%, The Frozen è davvero un film “decent” -carino, gradevole-. La storia di Mike e Emma, coppia sperduta in un bosco d’inverno, in mezzo alla neve, a 15 km da qualunque forma di civiltà, a migliaia di miglia da un ripetitore che mandi un qualunque segnale telefonico e soprattutto braccati dalla presenza di un “cacciatore silenzioso” (ma con il taglio dei capelli fatto di fresco) è già vista ma gradevolmente sorbibile come un brodino con la pastina a forma di lettere (con cui scrivere “cacca”) in una fredda sera domenicale. Seppur lo schema a tre personaggi (lui/lei/l’altro) ci venga riproposto qui nella sua forma più canonica, senza innovazioni, senza grossi stravolgimenti, senza variazioni sul tema che spingano minimamente in una direzione innovativa, il film si lascia guardare come un gradevole esempio di cinema di genere. Siamo di fronte, sostanzialmente, alla versione minimal e depotenziata di La Mano sulla culla con cui, caso vuole, The Frozen condivide i nomi dei protagonisti Mike ed Emma.

 

Solo che.

Solo che.

Un thriller più che standard, condito da qualche innesto onirico pretestuoso per inserire una manciata di peek-a-boo e farti saltare un paio di volte sulla sedia. Tutto questo è male? Per dio, no! Il giovane Andrew Hyatt (che qui firma, oltre che la regia -ahilui- anche soggetto e sceneggiatura) ha una gestione dei tempi più che invidiabile e il suo lavoro lo sa fare, specie nella composizione dell’immagine con momenti  d’ispirazione nipponica a volte davvero realizzati. Ben riuscita anche la gestione degli attori, anzi dell’attrice (l’unica presenza davvero con un minimo di rilievo in tutto il trio), quella Brit Morgan di True Blood che, forse per dote naturale o forse per un particolare stato di grazia, è una credibilissima e detestabilissima Emma stronza bionda che potesse morire. E quindi? E quindi va bene finché va bene, noi ci guardiamo un comodo DTV senza battere il proverbiale ciglio e godendoci qualche simpatico siparietto zittopetardi.

 

Ci sono un paio di ingenuità tutto sommato veniali (come l’ennesimo time lapse con le nuvole: quando lo capiranno i registi che mezzo minuto di nuvole che corrono velocissime corrispondono a otto ore e non a cinque minuti?), qualche passaggio farraginoso nella sceneggiatura ma nel complesso la tensione è abbastanza sostenuta. Solo che. Solo. Che. Solo che.

Solo che.

Mi aiuterò con una metafora. Immaginate di esservi gustati una sugosissima mela dolce e matura. Arrivate all’ultimo morso e notate che -orrore- c’è mezzo verme dentro. L’altra metà? Dov’è l’altra metà del verme? DOVE È L’ALTRA FUCKING META’ DEL VERME?

Hai un bel da dire: proteine. L’istinto è quello che neanche una lavata di denti con lo scopino del water può farti dimenticare l’orrido pensiero. E della voluttuosa esperienza papillifera appena provata non rimane niente. Niente.

 

Ecco il finale di questo film è proprio il mezzo verme: in 3 minuti il giovane Hyatt ci dimostra non solo di non aver avuto uno straccio di idea su come giustificare la quantità di roba che ha buttato nella pellicola (fantasmi dagli occhi bianchi, fiaccolate mortuarie, il fatto che le animacce riescano a far legna e a accendere fuochi oltre che a mangiar banane), ma riesce anche a infilarci un bel happy end antiabortista, filocattolico e protorepubblicano. Il cacciatore cattivo in realtà è un angelo di Dio venuto per aiutare Emma la stronza bionda che potesse morire la fidanzata di Nek (mentre lui sta risalendo come una carpa il fiume) a raggiungere il paradiso dove l’attende la sua bambina di 3 settimane.

E così tutto va terribilmente in mona come neanche il peggior Shyamalan e il thrilling e l’emozione vengono travolti da uno tsunami di taralluci e vino. E merda. Tanta merda.

DVD-Quote suggerita

Se frenava un attimo prima era meglio. Invece così deve cambiarsi.

Bongiorno Miike, i400calci.com

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BONUS TRACK:

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27 Commenti

  1. blueberry

    è per questo che io le noci le estrapolo completamente dalla scorza prima di iniziare a mangiarle… perchè il verme si nasconde bene nelle pieghe!

    posso solo dire complimenti per antonio rezza

  2. Io v’ho estrapolato la noce. Sono il vostro degherigliatore cinematografico

  3. Lazy Rebel

    Quindi se mi riguardo il video di Zetareticoli dei meganoidi mi risparmio un ora e mezza ed è pure più cattivo!

  4. Alla carpa che risale il fiume, m’è subito partito in testa Mangoni. E alla fine me la ritrovo in bonus track. Miike sempre una garanzia musicale!

  5. Fortebraccio

    Mangoni, idolo.

  6. Confrontare la versione originale con la versione di Mangoni e scoprire che Mangoni ci mette più pathos ed è meno ridicolo di Nek.

  7. Steven Senegal

    Povero Miike. Sacrificatosi nella visione, verrà mal cagato a causa una discussione infinita (ove presto si paleseranno anche i secessionisti di ogni minoranza linguistica) e a causa dell’imminente e probabile post su Fast 6.
    Poeta. Maledetto. Martire. Esteta.

  8. Cristoforo Nolano

    Cioè non ho capito… in paradiso la patata è attesa dall’mbrione? E lo sgarzolino che fine fa?

  9. @cristoforo: me no parlare tua lingua. Me Anulu.
    @steven: io sono così. nella penombra sto. Incatenato alla vita.

  10. Cristoforo Nolano

    @Miike:
    Nel film la scena in cui la fidanzata di Nek incontra la figlia di tre settimane (e in caso affermativo, che aspetto ha il feto) è solo sottointesa? Il fidanzato che fine fa?
    Spoiler per spoiler, in base alle risposte potrei decidere di vedermelo comunque.

    P.S. Peccato non sia un seguito di Frozen… i giovanotti con le gambe rotte e i lupi alla gola non bastano mai.

  11. @Cristoforo: speravo anche io fosse quel The Frozen e invece… ciccia.
    Il finale è l’angelo della morte con camicia di flanella che le dice “Emma, sei morta, morta, kaputt. Ora ascendi al signore dove ti aspetta lei, la tua bimba”
    Ed Emma si commuove dalla gioia.
    MEZZOVERMEMEZZOVERMEMEZZOVERME

  12. Un martire immolato alla causa.
    Ora hai immolato anche tutti noi che passeremo mezza giornata a pensare ALLE PROTEINE di quel fottuto mezzo verme, per noi intendo me.
    La cosa positiva? Ce l’avevo pronto per la visione e l’ho appena fatto volare nel cestino. YAY. Almeno questa volta non addento il frutto de lo dimonio.

  13. l.Wonka. Se ci vuoi provare… almeno senti che sapore ha

  14. Bizy

    Lost mi sta sulle balle da meta seconda stagione in cui l’istinto mi disse che si trattava di cagata. Certo i personaggi erano fighi ed era anche ben scritto, ma no, quel finale era un presa per il culo. E mi ha sorpreso ancora di piu che nessuno si sia incazzato di piu’, parlando di storia di personaggi, non di misteri.
    Ma fanculo.
    Il pretenziosometro Delonghi impazzisce quando si parla di persone morte che nn sanno di essere morte. Perche a quel punto la trama va a puttane e si butta dentro il simbolismo random che tanto “Gianniii, sono morti che vuoi che ti dica-”

    Pero’ dai, lei alla fine ha abortito, morendo, ma comunque ha abortito. Il messaggio e’ chiaramente che se abortisci morendo pur essendo una troia vai diretto in taverna paradiso servita da silvester stallone

  15. @Bizy: e invece no. Lei alla fine il bimbo lo tiene (anzi la bimba che chiamerà Sophie LA MOOOOTO VENDERUOOOOOO). Ed è contenta di trovarla nell’aldilà. Comunque qui non si fa discussione sull’aborto (gomito a gomito con l’aborto) ma sul pretenziometro Delonghi. Dove si compra?

  16. Bizy

    Al Eurospin.
    Comunque sono pericolosi perche piu’ il film e’ finto intellettualoide aprezzato da pirloni che fanno finta di non annoiarsi piu’ si carica.
    Per dire a me con funny games alla scena del rewind e’ esploso in mano. Pero’ tranquilo. C’e’ la versione full optional con voce incorporata che manda affanculo il regista e lo sceneggiatore prima di esplodere.

  17. barbaxas
  18. Grazie Barbaxas. Mi ha tolto dall’imbarazzo di citarlo nella recensione. Ho passato tutto il giorno a pensare se fare o meno il paragone. Poi ho lasciato a vostra discrezione citare. Grazie. P.S.= molto simile. molto.

  19. Michelle Pate'

    A me è successo con una ciliegia, bleah! Dunque, questo sembra essere uno di quei film che definisco ‘un classico mortaccioni’. Assolutamente da vedere se sono a casa con l’influenza. Grazie Mike.

  20. BellaZio

    grazie per aver spoilerato tutto, un finale del genere mi avrebbe tenuto incazzato col mondo e voglioso di bruciare chiese per una settimana, tra l’altro, per qualche motivo a me ignoto, stanotte ho sognato il Papa (quello prima di questo) e io vivevo con lui per qualche motivo, segni?
    Ma perchè se li annaffi i morti non ricrescono?

  21. @Michelle: diamo ai lettori una definizione di “classico mortaccioni” per favore.

  22. Io mi sa che candido Mangoni ai prossimi Sylvester come Miglior Canzone anche se non e’ vero. L’anno di Drive avrebbe vinto lui.

  23. babaz

    @bongiorno

    ma per “mangiare banane” intendi… quelle banane?
    questo rivaluterebbe anche il verme, se del caso…

  24. Nessuno

    Ma se la stronza finisce in paradiso il fidanzatino d’america servo della gleba tanto buono e comprensivo precipita all’inferno? Se si c’è una morale in tutto questo, se apri le cosce ti si apre il portone di S. Pietro, se apri il sedere sempre in culo lo prendi.

  25. Bongiorno Miike

    @babaz: gialle che si sbucciano. Conosci altre banane?

    @nessuno: del fidanzatino non si hanno notizie. Continuano le disperate ricerche. Ma tanto è morto. SPOILER.

  26. Akira

    In lost sono tutti morti ? LOL, non hai proprio capito un cazzo, oppure hai letto la spiegazione di uno che non c’ha un capito un cazzo, in ogni caso hai scritto una cazzata immane. Se qualcuno ci credesse ancora: http://www.televisionando.it/articolo/lost-il-finale-spiegato-da-uno-degli-sceneggiatori-sul-forum-di-darkufo-traduzione/26971/

  27. Effetto botte

    Pensavo fosse Frozen e invece era The Frozen. Verso il minuto 38 ho abbandonato l’idea che comparisse una fuckin’ seggiovia, e niente. Ma mi sono detto: c’è la neve, c’è una vaga tensione, ci sono nuvole che corrono veloci e ramoscelli fuori fuoco, guardiamolo tutto va. E faceva cacare. Personaggi insopportabili, teste che si voltano improvvisamente e scopri che hanno la carnagione grigia (orrore!) e un righino di sangue sullabbocca, e un finale che hai descritto come meglio non si poteva. Uno strazio totale, un insulto all’idea stessa di avere un’idea.

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