Crea sito

Chinese Zodiac, o anche: go home Jackie Chan, you are drunk (or not drunk enough)

Non so se lo definirei “d’oro”, ma, beh, quello che sta attraversando l’action negli ultimi anni è un periodo niente affatto male. Un periodo cui puoi andare al cinema (al cinema!) a vedere una roba come Olympus Has Fallen, un film la cui sceneggiatura – sceneggiatura, non trama – è “Gerard Butler ammazza un sacco di terroristi”; un ritorno di fiamma grazie al quale nel giro di 12 mesi abbiamo visto tornare alla carica più o meno tutti gli energumeni del cinema di spara-spara picchia-picchia di 30 anni fa, prima tutti assieme, poi uno alla volta.

Certo, ci sono un sacco di ma e di se e di circostanze che andrebbero analizzate meno superficialmente ma, vaffanculo, è un periodo niente affatto male. L’unico problema, per quel che mi riguarda, è che mi ci sto abituando, ho messo l’asticella troppo in alto e ovviamente mi sono lasciato gabbare come un coglione.

Non sono esattamente il biografo di Jackie Chan, non è che lo vada a vedere durante gli allenamenti per controllare che sia ancora in forma (lo è) o lo chiami a casa per chiedere come stanno i figli, e ammetto di averlo perso un po’ di vista dopo il cartone animato che facevano su Rai2 (che poi ho pure scoperto che neanche si doppiava, roba da matti!). Però, beh, scusatemi se ho pensato che nell’anno in cui Sylvester Stallone e Jean-Claude Van Damme si sono presi a catenate per un quarto d’ora, il suo primo film di arti marziali da protagonista da, tipo, Rush Hour 3, poteva essere non dico una bomba ma una cosa appena appena più… audace.

Questo è audace!

Questo è audace!

Invece, purtroppo, non solo Chinese Zodiac NON È il remake cinese di Zodiac di David Fincher (con Jackie Chan nel ruolo di Mark Ruffalo, ca va sans dire), ma non è neanche un film divertente da guardare. Che potesse essere una cagata l’avevo messo in conto (per dire, secondo me pure Olympus Has Fallen è una cagata, e lo rivedrei anche domani), ma annoiarmi al punto di spegnere il televisore dopo 30 minuti è stata una vera sorpresa.

La randomness di questo poster rispecchia quella del film.

La randomness di questo poster rispecchia quella del film.

Trama: Jackie Chan ha 60 anni e non ce la fa più, ma invece di seguire l’esempio dei suoi colleghi d’oltreoceano e farcela lo stesso, si imbarca in una action comedy di cui è anche regista e “sceneggiatore” dove interpreta un super ladro alla Lupin III che, forte di una tecnologia il cui livello di sospensione d’incredulità richiesto è “ok siamo in una fanfiction”, riesce a fare tutto senza fare effettivamente niente.

Per farvi un esempio, la scena che ce lo introduce, che servirebbe a farci sapere quanto è agile e spericolato il ladro gentiluomo “JC” (giuro che è il suo nome nel film), lo vede con addosso un… tutone pieno di rotelle. Per capirci, una specie di calzamaglia che ha uno skate cucito sulla pancia e 18 paia di pattini a rotelle su braccia e gambe: grazie a questo sofisticatissimo device tecnologico JC schettina da sdraiato (quindi restando in realtà perfettamente immobile) per mezza Cina, superando in velocità automobili e proiettili. Per correttezza ho aspettato almeno di sapere di cosa parlava il film, ma la tentazione di uccidermi immediatamente era forte.

Jackie Chan ieri.

Jackie Chan ieri.

Jackie Chan oggi.

Jackie Chan oggi.

Incaricato da Oliver Platt (..?! ok.) di recuperare 12 sculture di bronzo raffiguranti le teste degli animali dello zodiaco cinese, Jackie viaggia per il mondo assieme alla sua gang secondo uno schema a metà tra il videogiocone di avventura e l’heist movie: ogni scultura è un livello diverso, con setting, cattivi e personaggi accessori tutti suoi, slegato dal precedente e di interesse progressivamente minore.

Ah ah, va' che simpa! Nel livello dei caraibi c’è il sosia di Jack Sparrow!

Ah ah, va’ che simpa! Nel livello dei caraibi c’è il sosia di Jack Sparrow!

Struttura che di per sé potrebbe anche funzionare, se non fosse per i contenuti che sono sonnifero puro: Jackie non può più permettersi di fare il matto come una volta, il problema è che non lo permette neanche agli altri! Il suo ego è troppo grosso per dividere con qualcuno (o addirittura cedergli) l’inquadratura, per cui assistiamo a scene di una malinconia infinita in cui lui, 60enne, esegue acrobazie di scarsissimo impatto come saltare da una finestra al piano terra (il piano terra, Jackie? sul serio?) mentre il suo staff di 20enni se ne sta sul retro del furgone attaccato ad un laptop a, che cazzo ne so, decriptare codici o roba del genere.

A onor del vero si tiene per la fine (basta arrivarci svegli) un paio di scaramucce “alla Jackie Chan”, divertenti il giusto e ben coreografate — nonostante in una di queste l’uso innecessario e francamente ridicolo, nel 2012, del fast forward per dargli un senso di maggiore velocità — più un bell’inseguimento in caduta libera di chiara ispirazione pointbreakiana. Ma il resto si divide tra momenti di ridere che non fanno ridere e — non riesco a crederci neanche dopo averlo visto — politica!
L’intero finale, per esempio, ruota attorno a una polemica che interessa solo a Jackie Chan sulla circolazione delle opere d’arte nel mondo, una generica condanna della speculazione selvaggia su di esse che rivendica i diritti dei paesi in cui queste opere sono state create e si scaglia contro le collezioni private dei ricchi; anche se il meglio è già nella prima metà, quando una francese e una cinese si mettono a litigare sull’annosa questione de crimini di guerra commessi dagli inglesi durante l’occupazione britannica della Cina nel XIX secolo finché Jackie, con tanto di musica drammatica in sottofondo e il primo piano più intenso della sua carriera, non arriva a fare da paciere dicendo, sostanzialmente, Ragazze, non ligate… Avete ragione tutte e due.

Quel democristiano cerchiobottista di Jackie Chan.

Quel democristiano cerchiobottista di un Jackie Chan.

Mi prendo parte della responsabilità, mi sono gettato a pesce su Chinese Zodiac sapendo solo che doveva essere un film di arti marziali e che era di Jackie Chan. Avessi letto tipo mezza critica in giro per gli internets (il film è stato unanimemente smontato da chiunque avesse accesso a carta e penna o una tastiera) mi sarei potuto evitare l’inculata. Non riesco comunque a nascondere la delusione: ritrovare sullo schermo un grande maestro del cinema di arti marziali che non fa arti marziali è un brutto colpo, che questi si presenti come un vecchio cascatore che senza un briciolo di autoironia (o autoconsapevolezza) pretende ancora di essere il figo della situazione facendo un decimo, neanche, un centesimo di ciò per cui era famoso una volta è il colpo di grazia. Per tanto così non c’è bisogno di attraversare l’oceano, qui abbiamo già Steven Seagal.

DVD quote:

”Anche per un gigante come Jackie Chan è arrivato il momento di farsi da parte”
Quantum Tarantino, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

BONUS. Qui c’è la bella intervista fatta a Cannese dal Nostro Jackie Lang al Jackie Nazionale mentre promuoveva, senza farlo vedere a nessuno (logicamente), questo filmaccio. Indizi della sua inadeguatezza al panorama action contemporaneo già si evincono da frasi come “non farei The Expendables“.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

54 Commenti

  1. The Spew

    ma un resume for dummies per gli ultimi aggregati? un bigino? un qualcosa per capire che è ‘sta storia? che a vederla così, anche riprendendo i commenti a Drive Harrycoso pare solo un caso umano che poi vuol pure fare il simpa della cumpa e allo stesso tempo quello che ci mette l’ultima parola… ma mi sa di strano che vi esprimete con cotanta acredine nei suoi confronti e tanta preoccupazione per la community se fosse solo ‘sta roba…

    @Harrycoso, te ce l’hai il twitter? il blog? perché ora se non c’hai il twitter sei nessuno.
    Se c’hai il twitter ti mando alcune foto mie che faccio a cavalcavia, cartellonistica, rotatorie e sensi unici, per un parere di un esperto eh, mica per altro.

    @Schiaffi il giubbotto l’hai poi preso?

  2. Minchia, mi ero perso tutta la coda. La sagra del facepalm.
    Due cose rapide, per quelli preoccupati:
    a) Harry continua a comportarsi come se non sapesse che mi basta un click per distinguere le sue personalita’ multiple da chiunque altro, e a volte non ho bisogno nemmeno di quello, e a quanto leggo tutto sommato neppure voi, per cui non so esattamente chi dovrebbe cascarci.
    b) che gli vuoi dire? E’ l’unico a fare cosi’, la gente gli risponde al massimo una volta su dieci, e’ in un mondo tutto suo e alla fine per me non da’ nemmeno tutto ‘sto fastidio.
    Se vi scappano dei dubbi comunque scrivetemi pure in privato.

  3. Fra X

    “Vi dico solo che Jackie Chan partecipa alla riunione principale del Partito Comunista Cinese”

    Ma veramente!?! °_O Oh, mamma!
    Al Pachino non esagerare però con tutto il rispetto. Queste cose peantissime comunque vagliele a dire in faccia e non nascosto dietro un nick.

  4. Fra X

    Senza offesa eh! Che si scherzi o meno, sono cose pensanti che non andrebbero dette a mio avviso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *