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Erode per caso: la recensione di Come out and play

Come out and play è un filmetto inutile che nessuno di voi dovrebbe vedere.
Ciao.

Dvd-quote suggerita:

«Un filmetto inutile che nessuno di voi dovrebbe vedere»
Luotto Preminger, i400calci.com

>> IMDb/Trailer

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No, OK, dai.
Fosse per me la chiuderei davvero qui, ma ho comprato dieci gettoni di internet e sarebbe un peccato sprecarli.
Quindi.
Come out and play.
Pfff.
Facciamo così: intanto vi parlo un po’ del regista di Come out and play, così vi fate un’idea. Il regista di Come out and play è un tizio misterioso che si nasconde dietro un nome misterioso: MAKINOV. Di lui si sa poco o nulla: pare che sia bielorusso, nessuno sa che faccia abbia, nelle pochissime apparizioni pubbliche indossa un passamontagna e c’è persino chi giura che se ne stia mascherato anche durante le riprese dei suoi film (storia vera). Quindi figata, no? L’incognito, il mistero, il subcomandante Marcos dei registi, giusto? Sbagliato. Primo indizio che questo Makinov è un mona: lo pseudonimo. Fateci caso, tutti i registi che si sono scelti un nome d’arte monoverbale sono dei mentecatti: i primi che mi vengono in mente sono McG e Pitof. Poi ricordo YUSRI, regista di un film malese che ho visto qualche anno fa sull’aereo e che ogni tanto ancora me lo sogno la notte e mi sveglio di soprassalto con la faccia accigliata. Poi c’è l’indonesiano EDWIN. Poi c’è altra gente del cazzo. Ma chi siete? Come mai avete un nome solo? Giocate nel Brasile? Who are you, Seal? Fateci vedere la carta d’identità e abbiate il coraggio dei vostri filmacci di merda. Secondo indizio del fatto che Makinov è un mona: il suo VIDEOMANIFESTO. Vi prego in ginocchio, guardatelo adesso:

Allora. Prima di tutto notate che l’account YouTube di Makinov si chiama “onegodmakinov”. Seconda cosa, Makinov, una pregunta: quanti registi di merda ci vogliono per sparare in due minuti una serie impressionante di trollate, predicozzi e puttanate veteroadolescenziali da artista tormentato del nichilistocazzo con la voce distorta? Risposta: uno solo. TU, Makinov, TU che dai tuoi account di YouTube e di Twitter mi vieni a dire che la tecnologia è il male, TU, unico faro, TU che mi indichi l’autentica via del pessimismo e del dolore grazie all’opre tue illuminanti. Ma parlami un po’ del tuo film, Makinov, parlamene come solo tu sai fare, dal tuo nero rifugio disperato nella nera disperata foresta. Pronti:

Bè, ma a questo punto io ho una voglia incontrollabile di vederlo, questo film! Questo lucidissimo j’accuse che ci fa pensare alla morte, l’opera struggente di un formidabile genio che si autoreclude nelle foreste per protestare contro la vanità della vita mondana! Quale radicale, originale, brutale lungometraggio avrà mai partorito un artista tanto privo di compromessi?
La risposta è: il remake fiacco e senza idee di un horror spagnolo degli anni Settanta. Benvenuti in Come out and Play.

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Trama: due turisti – lui fessacchiotto, lei odiosa incinta di sette mesi – decidono di passare una vacanza su una sperduta isola al largo delle coste del Messico. Arrivano, trovano il villaggio deserto, si aggirano perplessi per mezz’ora. Poi, sorpresa: i bambini dell’isola sono diventati TUTTI MATTI la sera prima e hanno iniziato a trucidare gli adulti per divertimento. I pochi adulti superstiti, dal canto loro, non riescono a reagire: dopotutto, chi potrebbe mai uccidere un bambino? E così i piccoli stronzi repellenti macinano massacri con le loro impassibili faccette di cazzo. I due turisti non restano a guardare. Segue prevedibilità.

¿Quién puede matar a un niño? era proprio il titolo del film originale del 1976, firmato da Narciso Ibáñez Serrador: non un grande classico dell’horror ma un film solido e originale, piuttosto scioccante per l’epoca, che si è costruito una nicchia cult tra gli appassionati (so che la cosa non gioca a suo favore, ma Eli Roth lo piazza al secondo posto tra i suoi film preferiti di sempre). Un horror atipico, piacevole e intrigante, con una bella idea di fondo, inevitabilmente datato nel ritmo e nel gore, ma con qualche bello sprazzo di classe, soprattutto per la scelta di ambientare le scene di tensione sempre di giorno, all’aperto, in pieno sole. Insomma il film perfetto per un remake: l’idea c’è già, l’argomento controverso pure (bambini che ammazzano! Bambini da ammazzare!), basta accelerare il ritmo e calcare la mano sul gore pediatrico. Dai, dai, che i tempi sono maturi per trucidare frotte d’infanti sul grande schermo. Che ci vorrà mai? Ci vuole un regista, ecco cosa ci vuole, e non un guerrigliero della minchia.

E invece Makinov, da palese incompetente qual è, fa la cosa più triste di tutte: ricopia il film originale quasi scena per scena, senza aggiungere niente, senza un minimo di personalità, aggrappandosi a uno stile (ovviamente) guerrilla, tutto banali Parkinson-cam e zoomatone rapide di rara bruttezza. Non c’è un minimo tentativo di svecchiare il materiale, e quello che trentacinque anni fa era accettabile adesso è irrimediabilmente datato: vederselo riproporre pari pari in un film del 2012 decuplica la portata dei difetti (ritmo, ingenuità di trama) senza che ci sia una qualsiasi novità a bilanciarli, una qualsiasi idea per ricontestualizzare il film al giorno d’oggi, dargli un senso e mantenerne la forza perturbante. Non è un omaggio citazionista, non è post-ironico, non è nemmeno un’operazione concettual-qualcosa tipo Psycho di Van Sant: è proprio un film del 2012, con un look da film del 2012, ma uguale identico a un film del 1976.

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Bambini di inseguire

Certo, Ibáñez Serrador aveva contribuito a piantare i semi di un certo tipo di horror, però cristo, era quasi quarant’anni fa: nel frattempo questi semi sono germogliati, sono cresciuti, hanno messo foglie, prodotto frutti, sono appassiti, marciti, sono diventati compost, e questo compost è stato usato per concimare dei campi e questi campi sono stati cementificati e sul cemento sono stati costruiti dei multisala in cui da vent’anni si proiettano film che parlano di quei semi, di quei frutti, di quei campi, e dei tanti modi in cui si possono mangiare quei frutti e seminare quei campi, e ora tu, Makinov, non puoi arrivare e far finta che non sia successo niente, per di più atteggiandoti a messia col passamontagna. Non puoi fare, nel 2012, un film in cui il protagonista dice “O fidanzata incinta di sette mesi, ti lascio un attimo qui da sola mentre fuori infuriano i bambini assassini perché io ho l’impellenza di perlustrare quelle stanze inquietanti”. Non puoi costruire la suspense a suon di sparate di musica dissonante ogni volta che s’intravede un bambino dietro una finestra. Non puoi tirarti indietro di fronte alla violenza e cercare di confonderci con un montaggio confusionario. Se non fossi così presuntuoso, la tua ingenuità fuori dal mondo farebbe quasi tenerezza.
È come se io domani registrassi una cover pari pari di questa canzone, cantandola con la mia voce, risuonando le basi col Fruity Loops che fa tanto modernità, senza minimamente considerare che nel frattempo ci sono stati gli Avalanches e trent’anni di musica, e poi mi mettessi il passamontagna e mi affacciassi da Piazza San Pietro annunciando che con la mia arte dirompente voglio far innamorare tutte le coppie del mondo alle feste yé-yé. V’immaginate che pernacchioni? Appunto.

Il mio consiglio è: lasciate Makinov nella sua foresta e recuperatevi il DVD del film di Ibáñez Serrador. Non sarà il più grande classico dell’horror ma è una bella chicca, con tanti bambini assassini, tanti bambini assassinati, un bel po’ di dilemmi morali risolti a mitragliate, una disturbante scena di sanguinacci ginecologici e tante altre cose che sarete più che disposti a perdonare a un film del 1976 e che invece non perdonereste mai a un odierno cretino incappucciato privo di talento.
Ecco, ho quasi finito i gettoni dell’internet. Ciao a t

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40 Commenti

  1. Schiaffi

    Applausi alla rece con le mani amputate delle vittime della foresta dei disperati, anche se non ho capito perchè sono stati postati 2 video di un signore che fa il cosplay del comandante cobra

  2. Rocco Alano

    ‘Sto Makinov mi ricorda Beppe Grillo quando sfondava i computer a mazzate- magari tra qualche anno metterà su un blog in cui esalta il mondo digitale e ambirà a diventare nuovo dittatore della Bielorussia (o da dove cazzo viene quest’altro minchione).

  3. Barga

    Ma quest’uomo è di una tristezza disarmante.

  4. BellaZio

    Eh ma i lupi gli hanno mangiato il cane. Capisci anche tu che è un problema serio, che poi mica ci vuoi andare negli Hotel di Beverly Hills dove il tuo nuovo cane avrebbe mangiato caviale e vissuto un esistenza completa e lunga.
    Questo tizio è il Re dei buffoni.

  5. Jean Pieri

    già con la prima parte di recensione mi avevi convinto durissimo, la seconda non ha fatto altro che confermare
    Lu8 for president!

  6. Luotto Preminger

    Sono contentissimo di vedervi così accaniti contro Makinov. Ma dovreste vedere il film per capire quanto è buffone. Fate conto che sull’inquadratura finale c’è un fermo immagine, e compare la scritta “MADE BY”, e poi, una a una, le lettere di MAKINOV a caratteri cubitali, ognuna accompagnata da un rumore BOOM.
    Roba che Gaspar Noè in confronto fa i titoli di testa di Woody Allen

  7. Steven Senegal

    Sorvolando sul cineasta (del quale presto diverrò follower per trollarlo come se non ci fosse un domani), il vaffanculo più grande, il film, se lo deve prendere per il montaggio confusionario, la park cam e il non mostrare la violenza quando deve. Altro che errore del non svecchiare.
    Dal trailer parrebbe che per metà film è “riprese belle calme” di una coppia che arriva in villaggio vacanze fuori stagione per risparmiare.
    Poi, solo inquadrature di stronzetti in attesa e casino.

    Erode era uno dei miei personaggi preferiti di quel/la graphic novel.

  8. vespertime

    Che poi pure il cappuccio è una merda. Ma che è. Un raso rosso tagliuzzato pure male. Roba da tirargli ripetutamente diversi calci nel culo.

  9. vespertime

    Comunque Bloody Disgusting gli da 3/5 che non è neanche pochissimo. (ma io credo a voi mica a quelli là che diverse volte mi hanno fatto passare per buona certa merda..)

  10. Mi fa particolarmente ridere che un tizio cosi’ invasato, mentre e’ li’ che sta girando un remake pari pari all’originale, decida di tirarne via proprio la parte piu’ politico-moralistica.

  11. Zambo

    Wow, non sapevo che Adam Kadmon si fosse dato alla regia.

  12. BellaZio

    @Rocco Alano

    Stavo contando i secondi prima che qualcuno dicesse “Beppe Grillo” a sproposito, scrivi per Repubblica?
    Comunque non voglio parlare di politica.

  13. Rocco Alano

    @ Bella Zio, e allora non tirare il sasso e nascondere la mano. Se te lo aspettavi, si vede che non era tanto a sproposito.

  14. Rocco Alano

    P.s. No, io scrivo per “Libero”, perchè nell’ufficio del “Fatto Quotidiano” non c’era una scrivania libera e, così, mi hanno spostato nella stanza a fianco.

  15. Ma dai non ci credo che esiste uno così, secondo me non è neanche… boh… russo?… ma è un buontempone dell’Illinois che prende per il culo.

    Leggendo la prima parte della (bellissima) recensione mi aspettavo avesse tirato fuori chissà che roba estrema con la metaforona allegata… e invece ha fatto il solito remake-fotocopia di un bel film degli anni 70 come l’ultimo degli schiavetti di Hollywood.

  16. BellaZio

    @Rocco

    Non sono un grillino convinto ma non sono neanche un anti-grillino. Con questo rispondo a tutte le domande possibili. Non voglio parlare di politica ma secondo me è un commento a sproposito, calzante ma sbagliato. Me lo aspettavo.

  17. Rocco Alano

    Dopo il “ma anche”, il “ma neanche”.

  18. Pensavo la rece fosse quella frase iniziale, sono IMPAZZITO. Poi mi son reso che continuava sotto. Adesso leggo tutto però quell’incipit lì resta geniale.

  19. Luotto Preminger

    @Tommaso: ma sì, possibilissimo che non sia bielorusso e che prenda per il culo… dopotutto il nome Makinov può essere una deformazione di makin’of o che cazzo ne so…

    fatto sta che, troll o meno, i film non li sa fare

  20. Past & Fasul
  21. Makinov

    Eccene avete messo di tempo!
    Io volevo bullarmi di ‘sto nome: cazzeggiavo col mio socio al pub l’altro giorno e..BOOM!
    Making of > makin’of > MAKINOV > dai cazzo, è un taglio, me lo sono pure tatuato e l’ho scritto col piscio sui muri.
    Allora dovevo trovarmi un lavoro che desse un senso a questo sagace calembour. Il film sì, boh, è una cagata, ma non è che posso fare tutto io, poi ho studiato agraria, mica film.
    Makinov, ihihihih.

  22. Luotto Preminger

    @Part & Fasul: minchia, l’ho consumato quel disco. Oddio, a risentire adesso certi pezzi si capisce che ci sono già i germogli della merda successiva tipo americana give it to me baby uh uh uh uh, però cazzo, che disco formativo. Ora metto Bad Habit.

    @Makinov: è un onore averti qui, tanto di cappuccio. Il detto “braccia rubate all’agricoltura” non è mai stato così appropriato

  23. Steven Senegal

    Vorrei che il notaio mettesse agli atti che ho appena puntato 15 € alla Stanley sul reale autore del commento a nome “Makinov”.
    Notaio, a lei.

  24. Lazy Rebel

    Sulla locandina il commento riguardo al film mi fa ridere:
    “I loved come out and play. I really really dug it. In fact, at this point in the fest, it’s my favorite i have seen.”
    E non sarebbe nemmeno una palla se il tizio che la dice avesse visto SOLO il film di Makinov!

  25. notaio

    @SS
    “reale”?

    Le scommesse hanno chiuso ore fa.
    Ci si compri un pastrano, di legno.

  26. Steven Senegal

    Caro notaio.
    Amminculo lei e il suo lavoro.

    La Stanley conferma la giocata. Ho appena vinto l’over.

  27. D.

    Visto quest’anno al Torino Film Festival.
    Confermo. Inutile. “Filmetto” è già un complimento.

  28. Bread Beat

    recensione gustosa. Non conoscevo il film vecchio ma la trama ha una suo potenziale che andrebbe sapientemente sfruttato da qualcuno più ok

  29. Milos Corman

    Il rumore di motosega in sottofondo al video sarà voluto? Serrador che lo sta cercando per dirgli cosa ne pensa del remake?

  30. Ryan Gossip

    ma nessuno loda il Luotto per il titolo? Ammetto che me ne sono reso solo alla seconda lettura (sì l’ho letta 2 volte)

  31. Andreataglio

    ciao, ehi.
    Mi pare di aver visto 3 anni fa già un remake del film coi bambini. Inglese. Mi pare si intitolasse “children” e, tutto sommato, mi era sembrato funzionante (apparte qualche maccosa e qualche spaventerello).
    Voi esperti potete confermare l’esistenza di questo mio ricordo?
    era passabile come me lo ricordo?

    And

  32. Luotto Preminger

    @Ryan: mi dai soddisfazione, grazie

    @Andreataglio: non mi dice niente… ma sei sicuro che fosse proprio un remake del film di Serrador?

  33. @andreataglio: il film inglese “The Children” di cui parli non ha mezza virgola in comune col film di Serrador a parte l’essere incentrato su bambini assassini, ma era carino. Qui la rece:

    http://www.i400calci.com/2009/04/the-children-e-chi-ci-pensa-ai-bambini/

  34. Inoltre: ma quanto straminchia è goffa la quote che hanno deciso di mettere in locandina? Mi fa schiantare dal ridere.

  35. Evil Harry

    @Lu8
    Sono tornato.
    A questo, e all’emozione susseguente e persistente, devo aggiungere che dopo essermi ripresentato a Nanni presso cvesto mirabile articolo con commenti incorporati:
    http://www.i400calci.com/2013/03/the-baxley-trilogy-2-arma-non-convenzionale-1990/
    devo aggiungere, dicevo, che il mio ritorno era proprio necessario. Sì, insomma, il livello delle recensioni è sempre più alto, ma a livello di commenti ormai è lo sfacelo. Quindi, mio malgrado, cercherò di riprendere il mio lavoro maietuco di redenzione. Inoltre devo recuperare l’amicizia con l’Uomo migliore del mondo. E questo richiederà impegno e dedizione.
    La fazenda dei bambini inchiappettatori mi ha intrigato al punto che mi sono ricordato del mezzo stupro anale di Zabrieskie Point perpetrato da bimbi gnostici ai danni della bionda in odor di Santità. Sono peraltro indotto a sperare che presto vorrai recensire anche un film dalla prospettiva inversa: ovvero Dolph Lundren sterminatore di bambini caucasici (con impiego di mitragliatrici e bombe a grappolo).
    Nel rinnovarti i complimembri totali per il tuo status di fuoriclasse, ti ricordo che da quando io ho iniziato a chiamarti Lu8, altri si sono presi questa confidenza senza destare alcuna tua rimostranza.

  36. Evil Harry

    ( @Nanni Non è per dire: ma abbiamo postato all’unisono. Nello stesso minuto primo. Se non è amicizia questa, dimmi te. )

  37. Luotto Preminger

    Ciao Harry. Mi pare ovvio che, dopo che te ne sei andato, ho benevolmente consentito agli altri graditi commentatori di chiamarmi Lu8 perché mi ricordavano te, che non c’eri più. Molti però si ostinano a pronunciarlo “Elle u otto”.
    E sì, hai ragione, ti ci vorrà un po’ a riconquistare quella fiducia e quella confidenza che gettasti al vento come foglie secche in un tempo ormai lontano ecc. ecc. Sono molto ingrassato nel frattempo, adesso peso 118 kg contro i 77 di un anno fa, quindi c’è tutta un parte di me che non sa nemmeno chi sei.

  38. Effetto botte

    Luotto ti voglio tutto bene, sei tanto pop e mi insegni tante cose nuove. e gli avalanches l’ultima volta che li avevo ascoltati c’era bertinotti e sapevo chi ero.

  39. alessia

    E uffa!!!è finito e nn ha spiegato nulla!!!!ma perchè sta febbre ha fatto diventare matti tutti i bambini facce di cazz??? mica lo spiegano e che caspio! cmq personalmente avrei ammazzato ragazzini sin dall’inizio del film invece di pormi dilemmi morali, aiò mors tua vita mea no? tonnellate di visioni di film horror nn hanno ancora insegnato nulla manco agli stessi protagonisti dei suddetti film???

  40. Very interesting details you have mentioned , thanks for posting . “Women have been trained to speak softly and carry a lipstick. Those days are over.” by Bella Abzug. find great prom dresses http://journals.fotki.com/lift99leek/splitting-reports-goo-388/entry/gwkrfrstdtww/

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