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La memoria del pesce rosso: The Ring (Gore Verbinski, 2002)

Sopra: a quale orribile ordalia s'è sottoposta la povera Naomi! Tagliuzzata dentro una N!

Sopra: a quale orribile ordalia s’è sottoposta la povera Naomi! Tagliuzzata dentro una N!

La premessa

È il 2003, il mio primo anno di università.

Anzi, è il 2002, per apparecchiare la tavola: finisce il liceo, la mia maturità e tutto quel che ne segue è segnata da Maldini che si fa superare in salto da un coreano, da una compagna di classe che mi prende in giro perché ha preso un punto più di me (io 98, lei 99), da una serie di scazzi tra alunni e professori e tra alunni e alunni, dalla allora fidanzata che mi molla per un surfista (true story, più o meno), dalla mia neonata condizione di pendolare. Una lunga e rovinosa scivolata verso il 2003, appunto, anno in cui mi sentivo figo perché ascoltavo 100th Window quando il resto dei miei colleghi ci davano di Vasco prima delle lezioni di Botanica sistematica. Per dire che è difficile pensare di battere chiodo: da un lato lo straniamento, dall’altro il legame non del tutto reciso con i compagni del liceo, con i quali ancora ogni tanto si esce a sorseggiare, schifati, una birra che sa di routine. Eppure il rito conosce, ogni tanto, qualche deviazione dallo standard: per esempio, si va al cinema tutti insieme, e sai mai che qualcuno porta la sua nuova collega di università che è simpaticissima, e magari, magari, questa è la volta buona che arriva la donna della tua vita. Non succede mai.

Quantomeno ogni tanto si va a vedere qualcosa di diverso dal solito; io ero uno di quelli che si faceva trascinare a vedere Castaway e The Million Dollar Hotel, motivo per cui l’ingresso di The Ring nell’immaginario collettivo – e quindi necessariamente nel nostro ben più intimo immaginario provinciale – è un toccasana e, nel mio minuscolo, una novità. Parentesi ancora più al passato: fino ad allora non sono mai stato un fan dell’horror; tradotto in termini più potabili: ho avuto paura del buio fino ai 20 anni circa, me la facevo sotto con Indiana Jones e il tempio maledetto, la prima volta che vidi L’esorcista non andai oltre i titoli di testa. Quando gli altri “guardavano i film dell’orrore” io cambiavo stanza. Quando gli altri “guardavano i film dell’orrore al cinema” io stavo a casa a giocare a Baldur’s Gate. The Ring, per tornare al 2003, è un autoimposto battesimo del fuoco: c’è il tormentone dei sette giorni (i tormentoni renderebbero educata e divertente qualsiasi cosa), c’è la ritualità della visione collettiva di un horror che è per me una novità, ci sono gli scherzi telefonici che già impazzano e che diminuiscono aprioristicamente l’impatto di un film basato sugli scherzi telefonici. Penso di poterlo reggere, insomma

Ovviamente al tempo non ho idea di chi sia Naomi Watts, né che The Ring sia il remake di una pellicola giapponese che non ho ancora mai visto ma sospetto sia meglio della versione americana; non frequento il cinema orientale né David Lynch, e il nome “Nakata” mi evoca tutt’altri pensieri. Poi: qualsiasi videoclip che utilizzasse anche solo per due fotogrammi il passo uno era per me una roba copiata dai Tool, e da quel che ho visto fino ad allora il video della morte è copiato dai Tool; forte di queste certezze vado a vedere The Ring con i compagni di classe convinto che sia arrivato finalmente il momento di diventare adulto e di poter giocare con i grandi.

Sopra: questo mi turbò nel profondo.

Sopra: questo mi turbò nel profondo.

Il plot

Il film comincia con due ragazze in casa da sole, nella mia fantasia anche poco vestite; non ero ancora fan del porno lesbo al tempo, ma ricordo che apprezzai, almeno fino a che comincia a squillare il telefono, una delle due risponde, poi va al piano di sopra, la maniglia della camera gocciola acqua e lei muore. La trova l’amica, e la trova con la faccia tutta storta tipo Umberto Bossi circa 2012: chiaro sintomo del morbo della morte. La sopravvissuta è imparentata in qualche modo con Naomi Watts, donna dotata di figlio e amante.

(a conti fatti viene fuori che i primi dieci minuti di The Ring introducono tre figure topiche dell’horror moderno: la donna in mutandine, l’Anonimo Marito, il bambino con la faccia a luna)

Naomi decide di indagare, scopre una videocassetta che se la guardi dopo sette giorni muori, suo figlio la guarda a causa di una babysitter sbadata, Naomi cerca di svelare il mistero prima che faccia-a-luna passi a miglior vita. Finora nessuno si è posto il problema di come funzioni questa videocassetta. Le indagini di Naomi la portano – non necessariamente in quest’ordine – su una barca con un cavallo pazzo, su un’isola con un faro, sul patio di una casa al mare con l’altalena che cigola inquietante, in una cabin in the woods, nello studio di Anonimo Marito che a ripensarci bene potrebbe essere Anonimo Amante o qualcosa di simile. Alla fine scoprono che la piccola bambina assassina è in realtà una vittima di genitori crudeli e la liberano dal suo dolore. Lei torna in azione nel secondo finale più telefonato della storia. Il film si chiude con uno spot a favore della pirateria che per completezza riporto qui sotto:

Dettagli cruciali

– la storia delle mutandine è una trollata: nonostante le preomesse, Naomi Watts rimane solidamente vestita fino a fine film

– il video contenuto nella VHS è una roba artsy fatta da studenti di cinema con pochi soldi e ancora meno fantasia; ricordo con fastidio la mosca e la parte in cui qualcuno pettina i capelli a qualcun altro

– ricordo anche di aver provato un terrore bianco per tutte le due ore di durata del film, roba da aggrapparmi allo zainetto e coprirmi gli occhi nelle scene di…

– … esatto, nelle scene di? A ripensarci, in The Ring non muore quasi nessuno, i protagonisti hanno tutto il tempo del mondo per risolvere il problema, l’arrivo della bambina portatrice sana del morbo della morte è telefonatissimo (AH AH AH!). C’è un grande sforzo per trasmettere tensione e inquietudine tramite immagini shock, spaventerelli e momenti bù, e ammetto che su di me, la prima volta, funzionò benissimo

– grazie a questo film ho imparato l’esistenza del colore: blu. The Ring è un film livido.

Sopra: postproduzione blu.

Sopra: postproduzione blu.

– nessuno pensa di chiamare la polizia per avvisarli dell’esistenza (dimostrabile) di una bambina che esce dalla tv e ti ammazza facendoti venire la faccia storta

– allora non capii il perché della faccia storta quando muori, ora che conosco il morbo della morte so

– la mia cartella di DC++ “Nude celebs” era piena di screenshot di facce storte, rinominati CameronDiazNude.jpg, ChristinaRicciNude.jpg e amenità simili; non ho mai ricevuto un insulto via PM per questo

– l’idea del doppio finale, al tempo, in particolare quando faccia-a-luna dice alla mamma, che è tutta felice perché convinta di aver vinto, «non capisci? Lei non dorme mai», mi fece venire i brividi la prima e anche la seconda volta che vidi The Ring al cinema (la seconda volta era per provarci con una) (per la cronaca non me la diede)

– più ci ripenso più sono convinto che in questo film non succeda veramente nulla, né esistono personaggi al di fuori della famigliola non-felice

– sono sicuro che il bambino ciccione passasse le serate a disegnare cerchi neri con il pastello su un foglio di carta

– tutto sommato mi ricordo meglio Scary Movie 3

– comprai il dvd originale di The Ring a 5€ da Cash Converter

– per essere il mio primo horror ufficiale, o almeno il primo che ho scelto di mia sponte di guardare, era sorprendentemente privo di sangue e violenza; erano gli anni in cui se dicevi “horror psicologico” e “M. Night Shyamalan” non ti tiravano dietro le barbabietole

– la storia dei capelli lunghi neri di Samara fece la fortuna sociale di ragazze e metallari dai capelli lunghi neri

Dettagli cruciali scoperti ex post, guardando IMDb

– portare una ragazza a vedere un horror nella speranza di farsela dare non funziona mai

– una delle due cessette della scena iniziale è Amber Tamblyn, che oltre a essere la figlia del dottor Jacoby di Twin Peaks mi fa, oggi 2013, un discreto sangue

– Dopo The RingDaveigh Chase, «la bambina di The Ring», ha fatto conoscenza con la pubertà e i due si sono piaciuti da subito:

«Ciao».

«Ciao».

– per un qualche motivo, nel film ci sono anche Brian Cox e Jane Alexander

– c’è una lista lunga così di scene tagliate e non rintracciabili neanche nelle edizioni home video del film; sommate e messe in fila fanno praticamente un altro film; è bene che siano state tagliate

– la versione VHS del film (!!!) contiene, prima ancora dello spot anti-pirateria e dei trailer degli altri film, quindi ben prima dei titoli di testa, anche perché in The Ring i titoli di testa non ci sono, il video di Samara e pure il suonino di un telefono che squilla, tipo che poi OMG ti spaventi anche tu spettatore e diventa tutto molto meta; ho visto viral ben peggiori per i film di JJ Abrams

– IMDb ci dice anche che: «The pen that Rachel Keller uses throughout the film is a Sensa»; la qualità dei trivia su un film è direttamente proporzionale alla qualità del film

La postmessa

The Ring diede la stura a una lunga serie di remake di horror giapponesi, lunga serie che a quanto ne so nasce e muore con The Eye e The Grudge. Non ne ho visto nessuno dei due, ma in un impeto di intellettualismo mi vidi le versioni originali. Non ricordo assolutamente nulla di nessuna delle due.

Film con cui viene scambiato più facilmente

La febbra, oltre ai già citati The Eye, The Grudge, persino Two Sisters. Bonus: se capitate per caso su un fotogramma del figlio di Naomi Watts potreste scambiarlo anche per The Others, Il sesto senso o qualsiasi altro horror in cui ci sia un bambino con la faccia a luna (li fanno tutti uguali).

Titolo più figo dato sul mercato serbo, in assenza di titoli ispanofoni efficaci

Krug, che mi ricorda

KRUG.

KRUG.

Lo rivedresti?

In compagnia? Da solo? Con un filtro anti-blu davanti allo schermo o no? In qualsiasi caso la risposta è sì: è comunque un film cruciale per me, e sono sicuro che anche oggi mi divertirei molto.

DVD-quote suggerite

«Un film livido»
(Stanlio Kubrick, i400calci.com)

«Never trust a bambino con la fazza a luna»
(Stanlio Kubrick, i400calci.com)

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87 Commenti

  1. Un’illuminante conversazione con il Capo mi ha fatto tornare alla memoria la prima cosa in assoluto che mi abbia terrorizzato al punto da farmi piangere e fare una settimana di incubi: una puntata di (titolo italiano) Il ritorno dei Titani.

  2. Luotto Preminger

    Il mio ricordo della maturità è doppietta di Zidane e Francia che vince il mondiale, quindi fate voi.

    Il mio ricordo di The Ring è che io passai mesi a infastidirmi perché the ring iniziava ad andare di moda e io, dall’alto della mia nicchia orientofila snob dove nessuno chiavava mai, guardavo la gente con aria stronza dicendo “bah, ma dovresti vedere l’originale giapponese, quello sì che è bello”. Ero e rimango una testa di cazzo insopportabile. L’originale giapponese l’avevo visto varie volte e mi aveva sempre fatto una paura bestiale. Una volta convinsi mia mamma a vederlo, solo che era una vhs subbata in inglese (le compravo su blackstar.co.uk, poi inglobato da Play) e quindi dovetti farle la traduzione simultanea dei dialoghi, e il terrore ne usciva un po’ sminuito.
    Comunque.
    Alla fine mi decisi ad andare a vedere anche il film di Verbinski e lo apprezzai molto. Tuttora unico remake j-horror valido (nonché unico remake j-horror di cui la gente si ricordi e il cui regista abbia avuto una carriera).

  3. Bizy

    Trovato porco dio! E’ il protagonista e’ tipo John Connor. No, Davvero.
    http://www.imdb.com/title/tt0109327/
    C’e’ su youtube compelto comunque.
    Domenica me lo sparo.
    Sono le piccole cose che ti rendono felice nella vita. Speriamo che sia anche decente ecco…

    Erano anni che lo cercavo come un pirla e lo trovo per sbaglio e solo perche sono pigro e non ho voglia di studiare manco per un cazzo.
    Salta fuori che storia degli stati uniti che io dovrei studiare e’ in qualche modo collegata all’ economia reganiana. In quel periodo usci Terminator. Ora, io sono propenso a cliccare link a caso mentre sono su wikipedia perche si imparano sempre robe interessanti e trivia del cazzo su robe ganze che nella vita non ti servono a niente di concreto. Sono finito su Terminator 2 e mi sono anche detto: Che fine ha fatto quello stronzo di John Connor? Salta fuori che non me ne frega una minchia ma che ecco, era il protagonista. E’ questo.

    Mi faccio la ola da solo.

  4. Bizy

    Tra l’altro il poster e’ una figata e c’e’ il nome di frank langella sul poster. Quindi presumo che il film almeno a livello produttivo non fosse l’ultimo degli stronzi.
    Io ripeto di essere felice. E’ un cult della mia infanzia.

  5. Dèvid Sfinter

    Grande! E’ vero era Edward “droga facile” Furlong!!

  6. vespertime

    Ne ho un bel ricordo ed ero già in fotto (da poco) per j-horror. O per il J (o K) in generale. Raro remake che, nonostante tutto, reputo forse migliore dell’originale (che ha innegabilmente meno ritmo). Cosa non ripetuta dai sequel, delle svaccate totale (parlo di quelli americani). Comunque sia per l’immaginario ha fatto tanto, e anche per un certo modo di girare nel bene e nel male (come ogni cosa). Per il resto tutta l’invasione di finti j-horror e di tutto quell’horror ammericano che ne ha conseguito mi fece venire l’orticaria, senza contare che era per la maggior parte tutta roba brutta. Vabbè. Comunque sia ricordo che mi arrivò la famosa telefonata scherzo (che potevi fare ad un amico tramite il sito ufficiale del film) e me la feci tendenzialmente sotto. Per me rimane un buon horror.

  7. Allora, mettiamo un po’ d’ordine:

    @bizy: questo:

    http://www.i400calci.com/2010/02/menopeggio-tv-brainscan-il-gioco-della-morte/

    ti insegna che IMDb è sempre il SECONDO posto in cui cercare le cose.

    @cicciolina: a quella domanda rispose la saga di Final Destination introducendo il concetto della morte che ti impedisce di suicidarti prima del tempo, con esiti esilaranti

    @stanlio e gli altri: io alla mia maturità associo il ricordo di me e i miei compagni che bruciamo il libro di matematica nel giardino della scuola, e nessuna partita di calcio…

  8. Gli esami di maturità andrebbero SEMPRE fatti negli anni pari.

  9. @stanlio: 1996

  10. Ah quando siamo usciti ai gironi contro la Rep Punto Ceca!

  11. Steven Senegal

    Il cavallo, amici. Le biglie. L’albero. Le unghie e la faccia marcite. Me l’aveva passato una compagna di classe in vhs. Quella troia. Dubito pure che lei lo abbia mai visto come diceva. Le venisse la cistite.

    Fu il film che mi permise di perfezionare la mia autodifesa contro i films horror. La notte quando ci ripensavo, fino a qualche anno prima, mi cagavo addosso. Con The Ring iniziai ad immaginare Gesù. Samara faceva capolino nei miei pensieri? Subito mi immaginavo Gesù. Il buon messia arrivava e la pestava di botte. Ma forte. Prima di allora, usavo Batman. Quando poi recuperai di nuovo l’Esorcista (visto la prima volta, contro il mio volere, mi turbò duro), affiancai Gesù a Batman. Uno teneva il diavolo, l’altro lo pestava. In un’occasione, Hellraiser, partecipò anche Baggio.

  12. Bizy

    @Nanni.
    *Punta il dito e lancia un grido aghiacciante*
    Tu soffrirai le pene dell’inferno. Tu che a giochi finiti arrivi e ci dici che la partita era comunque gia’ finita e abbiamo perso.
    *Si taglia le vene si da fuoco e si butta dalla finestra. Non si e’ mai troppo sicuri*

    Final Destination 2 film con il piu’ bell’incidente stradale al mondo. E con le morti piu’ fighe.

    Oh io prima di scoprire gli attori pensavo fosse una roba che si fosse persa nel tempo. A chiunque ne abbia parlato sia nella vita vera, sia su internet faceva spallucce ridendomi alle spalle.
    Ora so di non essere pazzo. Quindi anche il cartone di cui ho visto una mattina del 98 su italia 1 in cui c’e’ tipo una specie di commando dei migliori piloti di aerei di ogni epoca e vanno alla seconda guerra mondiale a prendere un pilota per arruolarlo che presumo fosse il protagonista del cartone. Era tipo la prima puntata. Non l’ho mai piu’ rivisto e tutti mi prendono per pazzo.

  13. Luotto Preminger

    No ma anch’io associo altri ricordi alla maturità, ma visto che si parlava di partite…

  14. Io ho avuto il primo scritto il 19 giugno. Il 18 uscimmo contro la Corea. Tutto il resto è stato rimosso.

  15. BellaZio

    Comunque io ho finito le scuole superiori, cioè ho fatto gli orali, il giorno in cui a Bologna il primo sindaco di destra della città lasciava che si facesse un rave per le strade del centro. Io ho finito e la sera, chiaramente solo per me, c’era la Street Rave Parade, l’unica edizione che sia valsa la pena. Però vuoi lo stress, vuoi le celebrazioni post esame, vuoi tutto… a mezzanotte dormivo per terra in Piazza Maggiore.
    Provate a battere questo con qualsiasi partita di calcio. In fin dei conti mica giocava mai il Bologna e io tengo per l’Italia solo quando gioca contro la Germania.

  16. Io non associavo le due cose, ma la mia maturità coincise con i settordici rigori parati da Toldo contro l’olanda e il golden gol di Trezeguet.
    Fiore in nazionale.
    Totti col cerchietto.
    Delvecchio, bastardo maledetto che quasi quasi quasi…
    Merda.
    Perchè non riesco a collegare le due cose pure adesso che ci penso? Mi paiono in tue ere diverse…

  17. Schiaffi

    Come vi invidio a voi che ancora nel 2002 riuscivate a cagarvi addosso per un film. Chissà che vita ricca di emozioni, la quotidianità che diventa un’avventura, scricchiolii che chissà che nascondono, l’ombra del frigo che diventa la sagoma di mefisto… che fortuna avete avuto beate creature…

  18. Izby

    Credo che molti qui fossero semplicemente giovani. Io avevo 14 anni e la prima volta che lo vidi mi mise fotta, la cassetta era allucinante per me all’epoca. Ma rivedendolo tutta la tensione scompare e ti rendi conto che non succede un cazzo sul serio. Pero’ ecco non facciamolo passare per paranormal activity per favore, che non c’entrano un cazzo. L’unica osa che ricordo 10 anni dopo e’ appunto la videocassetta che metteva stizza. Pero’ la prima volta che lo vedi funziona molto bene quindi e’ un film ok.

  19. Maturità: 37/60, e calcio in culo per levarmi dalle balle.
    Primo horror: “La macchina nera”, prima serata Italia 1, in compagnia dei cuggini, tipo nel 1985 o giù di lì.

    “The ring” non l’ho mai visto, ne il remake ne l’originale, ma ho visto le versioni originali dei due “The grudge”, di “Dark Water” e di “The call”.
    So che molti trovano questi horror noiosi, ma confesso che a me (e alla mia ragazza) inquietano una cifra. Boh, probabilmente vanno a toccare corde per cui non tutti sono sensibili.

  20. Ubik

    Grazie Tommaso… un altro coi sessantesimi. :-)

    Io il primo horror non me lo ricordo, noi che eravamo ggggiovanissimi negli 80’s passavamo dai cartoni giappo agli horror senza soluzione di continuità.

    Però ricordo di non aver dormito per un botto a causa di Nightmare, vaffanculo…

  21. Steven Senegal

    @ Sciaffi: ti correggo. A me il frigorifero fa ancora paura. Specie quando lo apro verso la fine del mese. Stanotte mi figurerò i miei amici immaginari che lo coricano di cazzotti

  22. Izby

    L’immagine di Gesu Frigo/Ragazzathering/qualunque cosa ti faccia paura mentre Roberto Baggio e Batman la caricano di cazzotti e’ commovente.

  23. Stanlio Kubrick

    Baggio serve se il cattivo in questione vola?

    :-(

  24. Izby

    Baggio serve sempre.

  25. Trapador

    per la precisione :

    il capitan della compagnia sta piangendo perché ha sbaglit
    il daniele l’ha fat cilecca
    e il buddista l’ha svirgolat

    ovvero :

    Baresi
    Massaro
    Baggio

    E vaffancuore al Brasile !

  26. Trapador

    @Ubik io nightmare 2 dopo tanti anni non l’ho mai più affrontato , mi son fermato al sogno sullo scuolabus , mi ha traumatizzato . Non so perché ma gli altri li ho visti ridendo ma … il 2 … no !

  27. Munky

    @Bizy mi hai bruciato sul tempo mentre leggevo i commenti, stavo per dirtelo io che ai tempi lo vidi:D

  28. Viktorward

    concordo energicamente su Nightmare 2! possedeva un fascino inquieto ben superiore al primo

  29. Pasqualo Bianco

    @Bizy:
    Sissammai che intendevi…questo???

    Brainscan – Il gioco della morte(1994)
    Con un certo…Edward Furlong???
    (E sai cosa bevi!)

    @EDA:
    Ma quanto ti intendo?
    Vidi l’ESORCISTA quando ancora bevevo latte…(Materno)
    Da quel giorno, nessun cuscino volle più dormire con me!!

  30. Ubik

    @Trapador
    Concordo. Dopotutto il 2 è l’ultimo della serie davvero horror, poi la serie vira al tamarro (il gruppetto di gggiovani coi superpoteri del terzo è mitico…).

    Però il secondo lo rivedevo volentieri perché ricordo che fosse l’unico in cui si vedessero un paio di tette. A quell’età ci si attaccava a tutto. :-(

    A me aveva traumatizzato la scena della tipa nel sacco di plastica del primo film… quanti cazzo di incubi…

  31. Credevo di averle lette ormai tutte, ma rivalutare Nightmare 2 mi mancava. Non e’ la peggiore che mi e’ capitata, ma non me l’aspettavo.

  32. Schiaffi

    @Nanni:
    Guarda, già sta cosa che the ring (l’horror meno horror di sempre paragonabile al paranormal activity di sti giorni) ha fatto aggrappare alle sottane delle matrigne almeno l’80% dei commentatori mi ha lasciato parecchio basito, ma la questione Nightmare 2 buon film è un delirio da manicomio. L’unico che non ho finito di vedere talmente era una merda con la trama fatta a cazzo con lui che possedeva un tizio e diventava reale a caso…una merdacciaBBrutta proprio.
    Era pure peggio della serie tv squallida su Italia7. E ce ne vuole.

  33. Ubik

    Hehehehehe!!!! :-D
    Beh, li stiamo “rispolverando” più che rivalutando. E poi s’era bimbi degli anni ’80, quindi facilmente impressionabili.
    Basti pensare che la serie di Nightmare all’epoca era considerata una roba mainstream… ma vi rendete conto? La passavano nei cinema in centro a Milano!!!

    E poi in Nightmare 2 c’era la scena con le tette…

    Piccola nota: in italiano il titolo era “Nightmare 2: La Rivincita”, lasciando intendere che ci si rivalesse sul buon Freddie. Nell’orginiale era un molto più spoileroso “Freddie’s Revenge”. Misteri delle traduzioni dei titoli (la mia compagna c’ha fatto la tesi di laurea sui titoli in italiano, figuremés!!!)

  34. /maestrina logorroica
    Guardate che anche nel film americano per salvarsi bisogna copiare il video E mostrarlo a qualcuno. Viene detto proprio esplicitamente nel finale, quando il bimbo chiede a mamma Naomi (la cui scena in intimo turbò anche il me venticinquenne) cosa accadrà alla persona a cui mostreranno la cassetta. Bimbo e mamma fanno la copia e poi non sappiamo cosa accade. Aggiungo: esistono due finali, uno è questo, l’altro, che poi è quello che avevo visto io al cinema in Italia (non so però se la distribuzione li avesse sparsi entrambi a caso fra le sale) fa poi vedere mamma Naomi che porta il nastro al videonoleggio, per l’appunto sperando che qualcuno lo veda. Insomma, funziona esattamente così: devi copiare E mostrare. Peraltro, il finale del videonoleggio mi è sempre parso una discreta pirlata: OK, non vuoi mettere nei guai gente che conosci, ma affidi tutto alla speranza che qualcuno noleggi quella cassetta entro un paio di giorni? :D

    Il film giapponese non l’ho mai visto, su Wikipedia dicono che si chiude sulla mamma che sta andando a fare la manovra di copia col figlio.

    Nel libro, comunque, premesso che l’ho letto anni fa e potrei confondermi su qualcosa, ci sono una valanga di differenze, a cominciare dal fatto che il protagonista è il padre, non la madre, con tanto di moglie e figlia (no figlio). Samara/Sadako non è il personaggio demoniaco onnipotente dei film, ha “solo” dei poteri extrasensoriali e la maledizione è di fatto un fanta-virus che contagia la gente tramite il nastro. Ah, e il nastro alla fine ha le istruzioni su cosa fare per salvarsi (copiare e mostrare, passando il virus), perché l’obiettivo di Sadako/Virus non è far fuori la gente, ma propagarsi il più possibile. Solo che qualcuno ha cancellato la parte finale delle istruzioni e quindi succede tutto il casino e l’indagine per capire. Nel finale il protagonista vuole salvare moglie e figlia, che han visto il nastro, ma si fa le paranoie perché ha paura che se fa una copia il virus continuerà a diffondersi. Si intuisce che decide di andare a far vedere il nastro ai suoi genitori, tanto sono vecchi e sticazzi.

    Il mondo che va a troie è solo una paranoia del protagonista, non viene esplicitamente detto e mostrato e non si vede nei due libri successivi (sì, ho letto pure quelli, stavo molto male). Ma la cosa veramente assurda è che cambia completamente il genere di libro. Il primo, anche se meno misticheggiante, è bene o male il libro che ti aspetteresti dopo aver visto il film: cupo, inquietante, spaventoso. Il secondo, ambientato tipo il giorno dopo, rimane a tratti ancora un po’ horror, ma si sposta più sulla fantascienza, spiega che il virus è una specie di variante del vaiolo, robe del genere. Il terzo poi è solo fantascienza, addirittura ribalta tutto dicendo che gli eventi dei primi due libri erano dentro una simulazione virtuale stile Matrix. Secondo me Koji Suzuki si droga pesantemente.

  35. Ricordo che lo andammo a vedere io e un amico con due tipe, a fine serata, rimasti noi due, chiamammo le due col numero nascosto e appena alzato… “Sette giorni…”

    Scherzo più bello ever, ricordo ancora le urla.

  36. Enrico

    Questi remake americani dei film giapponesi lasciano proprio il tempo che trovano, come dice David Cronenberg non puoi fare il remake di questi film horror, perché non ti porti dietro il bagaglio culturale dei paesi di provenienza come l’acqua, che in Giappone ha una sua valenza particolare, essendo il Giappone un isola, ma almeno hanno fatto gli Scary movie con il grande Leslie Nielsen, nelle sue ultime interpretazioni.

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