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Quando un danese vuole fare l’americano girando attori europei: Dead Man Down

DEAD-MAN-DOWN-PosterAvete presente quel giochino che si faceva quando tra amici capitava di dover fare qualcosa di noioso e il più furbo gridava “ultimo!” seguito dagli altri che in fretta e furia cercavano di meritarsi il loro posto tra i fortunati che non sarebbero dovuti andare a prendere il pallone nella fogna? Io a quel giochino lì perdevo sempre, finivo sempre per essere l’ultimo a dire qualcosa e mi toccava fare quello che nessuno voleva fare, mi sporcavo le mani, diventavo un uomo, maturavo sete di vendetta. Ora, quella decina e più d’anni dopo, ho imparato che sono solo gli scansafatiche a dire “ultimo!”, non i più furbi, e ho imparato che se c’è qualcosa da fare che nessuno vuole tanto vale farla e finita lì, sia mai che poi si guadagni qualcosa. Tutto questo con il film c’entra niente, solo che il capo pochi giorni fa disse “ma Dead Man Down?” e quando Stanlio, noto scansafatiche, se ne uscì con un “ULTIMO!” così ricco di memorie che sembrava una madeleine non ho fatto a meno di propormi con un “mah, io sono curioso” cercando di non far trapelare l’effettiva fotta che mi pervadeva (e che mi annichiliva il pensiero razionale, quello che continuava a dire “è una noia e lo sai, è una noia e lo sai, è una noia e lo sai”). Sì, occhei, avevo delle aspettative, delle aspettative del tutto ragionevoli. Seguitemi: è il primo film in inglese del regista danese Niels Arden Oplev, quello del The Girl with the Dragon Tattoo originale (e non di tutta la trilogia come si legge inspiegabilmente ovunque), il meritevole dei tre (gli altri due sono una palla gigante). Oplev ci dava dentro con una mano tutt’altro che leggera e dirigeva la Rapace senza risparmiarle nulla; quello che traspariva era un gran regista dalla visione chiara e solida e con tutte le carte in regola per girare un bel thriller tutto americano. Ragionevole. È scritto da J.H. Wyman, il produttore esecutivo di Fringe e sceneggiatore di alcuni dei suoi episodi più belli tra cui White Tulip, una delle migliori ore di televisione da anni a questa parte. Chiaramente il passaggio dalla televisione al cinema è cosa né ovvia né facile, ma quando uno dimostra di avere un tale senso del dramma, dell’azione e del romanticismo non scontato applicato, tra l’altro, alla fantascienza è logico pensare che possa fare grandi cose con una storia per il cinema che tratta proprio quelle cose, senza la fantascienza. Ragionevole. C’è Colin Farrell che fa Colin Farrell e a me Colin Farrell piace e nemmeno poco. Ragionevole. C’è Noomi Rapace. Ragionevole. C’è Noomi Rapace vestita come una sedicenne slava. Disturbante ma ragionevole. Mi avete seguito? Bravi, ho finito. Sono stato stupido e ingenuo? Evidentemente sì. Dovevo dare ragione al pensiero razionale? Noomi Rapace vestita come una sedicenne slava.

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Colin Farrell cerca sceneggiature meritevoli. Colin Farrell trova sedicenni slave.

Un po’ di trama, senza dire nulla che il trailer non dica: Victor (Farrel) è infiltrato in un’organizzazione criminale con lo scopo di vendicare l’omicidio della moglie e della figlia. S’è infiltrato da abbastanza tempo per farsi un amicone, Darcy (Dominic Cooper), e aggiungere peso alla storia tutta. Beatrice (Rapace) è la vicina di palazzo stalker vittima di un incidente d’auto che le è costata mezza faccia (ricostruita a puntino). Vive con la madre (Isabelle Huppert) e passa le giornate a scambiarsi intensi sguardi con Victor, sguardi che finiranno in una cena fuori, cena fuori che finirà in un “ti ho visto mentre ammazzavi tizio! Se non mi vendichi la faccia lo dico a tutti!”. Seguono casini, menate d’amore, drammi etici e amicizie virili.
Una premessa così richiede solo una cosa per funzionare: ritmo. Scrivimi tutte le banalità che vuoi, imbarazzami, ma giramele in 90 minuti senza farmi respirare granché e non me ne frega un cazzo, hai vinto. Dirlo è facile, farlo meno e infatti Oplev sbaglia in pieno facendo la cosa peggiore: gira alla perfezione due scene action per poi immergerle in una noia di 110 minuti chiarendo che potrebbe girare molte scene d’azione ma non lo fa perché preferisce il dramma esistenziale e l’amore, facendoci passare quindi al secondo problema della pellicola: non sa cosa cristo voglia essere. È un thriller? Forse. È un dramma psicologico? Probabilmente. È un action? A tratti. È un casino? BINGO. Vorrebbe essere un po’ tutto di tutto fallendo in circa tutti i casi: il thriller è smontato dalla prevedibilità dei risvolti e dalla decisione di scoprire quasi tutte le carte nei primi venti minuti girando però le scoperte delle successive sequenze come se fossero dei twist alla Shyamalan. Praticamente sullo schermo è tutto un OOOH AAAAAH NON CI CREDO mentre noi EMBÈ CE L’HAI DETTO 40 MINUTI FA TESTA DI MINCHIA. Un’occasione sprecata com’è sprecato tutta la potenziale azione di cui avremmo potuto godere. L’ultimo quarto d’ora è tutto un one-man show di sparare cose ed esploderne altre, una bomba vera, di quelle che avresti voluto tutto il film girato così. In mezzo c’è un’altra sequenza, una fuga da un palazzo con gente impiccata a caso dalle finestre e pure lì roba da quasi applausi, però basta, solo quello. E perché? Perché Oplev è un mentecatto e preferisce IL DRAMMA DELLA VENDETTA APPLICATO AL ROMANTICISMO. Non per forza una brutta cosa, il dramma psicologico applicato al romanticismo è difficile da scrivere, difficilissimo, e con il bonus vendetta si finisce solo in un territorio abusato e consumato che non se ne può più, quello del “Se uccidi chi è il carnefice?”, “Sei pronto a vivere con una morte sulle spalle?” “MA TU UNA PERSONA L’HAI MAI UCCISA?” e via giù nello scarico del cesso intasato di Mr. Vendetta. È tutto molto pesante, pesante perché prevedibile, pesante perché ci sono quei 20 minuti di sguardi intensi di troppo tra Colin Farrell e Noomi Rapace che non vogliono dire un cazzo, pesante perché si fanno pensare i protagonisti al posto nostro ed è uno sbaglio clamoroso.

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Un’altra nota singolare è il casting geograficamente senza senso: Colin Farrell dovrebbe essere ungherese. Vi pare ungherese, Colin Farrell? È bravissimo, è tipo una delle sue interpretazioni più sentite, ma non gli darei di certo un premio come Miglior Ungherese Finto. Noomi Rapace dovrebbe essere francese. Vi pare francese, Noomi Rapace? Mi pare più sedicenne slava, se devo essere sincero. Tra l’altro lei è brava, ma il personaggio è scritto con tale foga ed enfasi che a tratti l’interpretazione salta un po’ sopra le righe e il super drammatico diventa super ridicolo. Peccato. Isabelle Huppert invece è proprio francese, incredibile! Però non si spiega che ci faccia lì in mezzo considerando che il suo ruolo di mamma sorda amante dei tupperware poteva farlo pure Nicolas Cage con una delle sue maschere da sciamano, o Meg Ryan.
Insomma, un thrillerino che allunga il brodo su strutture ovvie e già viste, qualche scena azzeccata e un’ottima prova d’attore per Colin Farrell, tutto affondato dalla tremenda anonimità di un Oplev così preso dal fare la parte di quello che gioca con i generi come fossero stecche del mikado da dimenticarsi che film stesse girando. Ci vuole proprio una bella testa di cazzo.

DVD-quote:

“En film kedeligt, banal og skrive det på dansk forkert, fordi det er cool.”*
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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20 Commenti

  1. L’abbigliamento della Rapace unito alla pettinatura della Rapace (coda laterale) insieme alla scena in cui i due compaiono sotto una pioggia torrenziale (o era il getto d’acqua dell’anti-incendio?), sono i motivi principali per i quali DEVO andarlo a vedere. Noomi forèvva.

  2. Steven Senegal

    Ma se mi devi fare un film sulla vendetta (in questo caso X2) perché non lo fai solo sulla “vendetta”? Ci metti rancore, pianificazione, violenza e l’hai fatto. Banale, già visto, ma lo fai onesto ed è più facile che non lo sbagli così forte.
    Perché devi fare, di nuovo, l’europeo che salta l’atlantico e vuole dargli quel taglio lì (tu e l’altro che te lo scrive)?
    Infilaci quel minimo sindacale di drama all’inizio per giustificare l’empatia e sono salvo. Se mi metti Colin Farrel autistico (trend) e minuti insopportabili di lunghi silenzi, ammiccamenti, sguardi che da cosa nasce cosa, magari pure i dilemmi morali suggeriti del tipo: quale delle due vendette è moralmente accettabile? – mi viene da pensare ad un altro film.
    Ho pure l’impressione che Howard sia abbastanza insignificante, non lo si nomina nemmeno in 3 rece su 4 e questo aggrava il fattore solidarietà.
    Ma la roba delle finestre e dei due che si guardano, se ne parla? Cos’è, Paperman?

  3. Il Reverendo

    a me comunque colin farrell sta sui coglioni da quando gli hanno chiesto quali film si è pentito di aver fatto e non rifarebbe più e lui ha risposto ”miami vice”.
    quella testa di cazzo col monociglio, non si deve permettere di criticare michael mann.

  4. Posso dirlo?
    La Rapace è un CESSO A PEDALI sempre e comunque.

    Okay, l’ho detto

  5. Stanlio Kubrick

    #teammunky

  6. vespertime

    Bravo Munky. Io sta cosa che la Rapace è troppo La Figa non l’ho mai capita. Fa cagare. Dai.

  7. Guardate forse era passabile in versione punkettona di The girl danese (citato nella rece), mabbasta. In prometheus non si poteva vedere e stava pure in mutandine e canotta. Già il film era merda, in più mi propinano quel boiler in tenuta sexy (che sexy non è), vi lascio immaginare i commenti ed i conati al cinema

  8. Zambo

    #teamcessoapedali
    Oh comunque un solo commento dell’impareggiabile Senegal sul film. Il resto Noomi merda (giustamente).
    DVD quote quanto mai azzeccata.

  9. Biscott Adkins

    non mi è tanto chiara la dvd-quote

  10. galbaccio

    #teamcessoapedali

    siete troppo i migliori! leggere un commento intelligente su un film dimerda è un lusso che ci si può permettere solo su i400calci

  11. Viktorward

    Leggiucchiando qualche frammento di trama avevo intuito alcuni aspetti intollerabili che JeanClaude ha brillantemente esposto, e avevo quindi deciso di passare…W JeanClaude

  12. Anakin Rossi Stuart

    #teammunky, quel cesso a pedali a me faceva cagare già in versione “punkettona” (minchia oh, pelleebborchie, trooooppo punk!), e non capivo l’esaltazione per l’interpretazione “da dura”… non è interpretazione, c’ha il grugno, è la sua fazza… e basandosi su quella “interpretazione” qualcuno ha pure pensato che potesse essere una degna pseudo-Ripley…

  13. Anakin Rossi Stuart

    Comunque, per non essere totalmente OT, l’impressione che avevo avuto dal trailer è stata confermata dalla rece: banalità e presunzione.

    E dato che ho citato il trailer, quando l’ho visto fino a che Grugno Incapace non ha detto che voleva vendetta per quelli che gli hanno fatto “questo!” io non m’ero accorto avesse il viso sfigurato… no, così per dire

  14. Schiaffi

    Quella lì già mi ha fatto salire il nervoso in Sherlock Holmes 2, vabè che faceva la zingara, ma che merda, c’ha una faccia che non c’entra niente con qualunque film cristo. Non per fare del maschilismo da 2 soldi ma ha proprio un grugno deMMerda fuori luogo praticamente ovunque peggio di quella là di Matrix.
    Non che debba essere figona per forza ma neanche quell’inutilità lì dai eh, andrebbe bene per far forse la comparsa lurida e non la protagonista.
    Mah, valli a capire quelli che fanno i casting.
    L’esaltazione di cui parlate per quella mi sa che la trovate soltanto nei forum dei cinefili inutili alternativi che devono dimostrare che il loro hipsterissimo occhio riesce a cogliere bellezze esotiche a cui noialtri non arriviamo.
    Attorno a me c’è solo gente che dice “ma chi cazzo è?”

  15. The Spew

    @Schiaffi almeno non ha i baffi

  16. Past & Fasul

    Al di la del soggettivissimo cessa o figa…a me pare propio un attrice scarsa.

  17. trecool

    quantomeno non sulla faccia.

  18. momenti di abraxas

    Noomi è comunque parecchie spanne sopra l’icona dell’inchiavabilità ispanica (pazdelahuerta regina dei cessi a pedali con la catena caduta)

  19. Insomma me la farei solo io. Meglio, così me la faccio solo io.

  20. ciabbi

    tutta tua bro

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