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Germ Z: credevo fosse amore e invece era una Z

L’aspettativa…. L’aspettativa è quel sentimento che contamina la certezza quasi scientifica con l’aleatorietà. È quello stato dell’animo in cui ci si può dire quasi sicuri dell’andamento di una cosa. In cui si è quasi certi a una certa azione corrisponda una certa reazione. In cui si è quasi persuasi che data una premessa, ne seguirà un certo svolgimento. E l’emozione, quella vera, è tutta lì. Lì in quel “quasi” che ti preme delicatamente sullo sfintere, presenza immanente che ti titilla l’azzardo.

Non è -si faccia attenzione- il gusto del rischio. L’adrenalina, nel caso dell’aspettativa, non fischia nelle orecchie come la turbina di un maschio F14 bensì rimane sottesa come un rumore bianco di sottofondo. Come il rumore delle valvole del Marshall quando lo alzi appalla prima di calare inesorabile il plettro.  Esplodere. E infine dire “Superstereo”. L’aspettativa è un acufene di piacere sottile. Perché questa premessa? Perché Germ (aka Germ Z) è un film selezionato e distribuito da Fangoria. Quella Fangoria. Non il duo spagnolo che cantava Interior de una nave espacial abandonada. Anche se, dato il risultato, forse era meglio se ci affidavamo al duo spagnolo.

SIGLA

Sgombriamo il campo da ogni dubbio. Cosa si aspetta, nel 2013, l’individuo Bongiorno Miike da un film che porta impresso a caratteri cubitali nei titoli di testa, nella locandina e in tutto il resto il nome di una storica rivista che tratta di film horror? L’individuo Bongiorno Miike si aspetta questo
a) un film a budget medio basso
b) con una recitazione poco più che accettabile
c) con qualche comparsata di attori feticcio e di altrettanto feticciosi registi che con la rivista hanno un debito d’onore
d) che sia un horror classic che più classico non si può e che si tenga alla larga dalle furberie indicizzate alla voce “No ma a me non piace tanto la paura quanto la tensione psicologica”*

E QUESTA È LA PARTE DIFFICILE
e) che abbia qualcosa da aggiungere al genere
f) che non sia autoreferenziale e/o gratuito e/o manierista

 

Questo è, sostanzialmente, il riassunto dell’aspettativa che il vostro riponeva in Germ, aka Germ Z.
Dove la Z, amici miei, sta per Zombie. Sì perché Germ Z parla della solita epidemia del “germe” venuto dallo spazio (in questo caso attaccato a un satellite che è stato abbattattuto dai militari ma che poi ha preso in pieno un meteorite e che ci vuol fare signora sono ragazzi) che trasforma un piccolo paesino sperduto in una colonia di zombie. Gli zombie cannibali vanno via via mangiando i pochi superstiti. Tra i pochi tra cui c’è un poliziotto che si chiama Josh/Max/Mike (sceglietene uno a caso) che ha una storia con la bella Alison/Rachel/Brook (idem come sopra) e che, per salvare lei e la sua famiglia, fa una strage di deambulanti esseri umani che molto umani non sono più. Insomma quella struttura narrativa vista almeno un miliardo di volte e che è stata perfettamente smontata e rimontata da Simon Pegg e soci in Shaun of the Dead.

 

Da dove spunterà il cattivone?

Da dove spunterà il cattivone?

Avete ben chiara la trama. Avete ben chiare le aspettative. Siamo tutti convinti che il discorso può stare in piedi? Bene. E quindi, come è Germ? Germ è una sorpresa. E lo è perché è tutto quello che non ci si aspetta. E cioè un film ottimamente recitato, con un budget dignitoso (e che mostra i suoi limiti solamente nei primi minuti dove viene mostrata una CGI priva di qualunque velleità di realismo molto più simile a un  servizio su SuperQuark che a un qualunque videogioco), privo di qualunque comparsata/cammeo/fan service che faccia intostare i fan del genere e che

è noioso

terribilmente noioso. Di una noia sinistra e cupa. Come è possibile? Non è semplice.  La regia, la fotografia, il montaggio, la recitazione e tuttecose sono votate a un’adesione agli stilemi di genere che, più che un tributo, è una condanna. Tutto in Germ Z è classico nel senso polveroso del termine. Classico come le sedie in fòrmica a casa della nonna. Classico come la camicia rosa dello zio übercinquantenne che si sente giovane. Le inquadrature sono classiche. I momenti “spavento” sono classici. Lo sviluppo narrativo è classico. Il finale -oh!- quello è un vero classico. Germ Z non è un film quanto una specie di compendio su come trattare il tema horror-zombie. Con tutti gli esempi del caso.

capite cosa voglio dire?

capito il concetto?

Un tutorial lungo un’ora e ventiquattro minuti che ti insegna, passo dopo passo, inquadratura dopo inquadratura, tutto quello che devi sapere se vuoi farti anche tu il tuo filmone su uomini che mangiano altri uomini senza apparente motivo. E voi vi siete mai divertiti pazzamente leggendo un compendio scientifico? O guardando un tutorial**? Io no. E infatti Germ va avanti con una lentezza disarmante e sbadiglievole. E tradisce le aspettative, le migliori si intende, laddove ci si aspetterebbe un guizzo derivante proprio dal fatto che, chi produce, dovrebbe essere tanto cosciente dei meccanismi e degli stereotipi da poter, non solo evitarli, ma anche scardinarli. E invece no, la lezione viene ripetuta a memoria, in maniera asettica e un po’ saputella. E a nulla vale la presenza di Mark Chiappone che potrebbe, solamente con il cognome, indurre a una visione collettiva con strepiti di gioia.

 

DVD-Quote suggerita

Bravo, 30 e lode ma ora si levi dai coglioni.
Bongiorno Miike, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

*cani, siete solo dei cani
** lo so che prima o poi qualcuno citerà Mucciaccia*

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8 Commenti

  1. AkitaInu

    Ma si vedono delle tette ?

  2. Bongiorno Miike

    Akita: spiacente deluderla… le abbiamo finite

  3. Dévid Sfinter

    No Zombi tettato?? Allora togliamo la lode.

  4. Gentili lettori,

    sono Nanni Cobretti, CEO di I 400 Calci Entertainment Italia S.p.A..
    Ci scusiamo per il disagio causatovi.
    Purtroppo i nostri rifornitori hanno subito un ritardo nelle consegna di tette causato da [terremoti/inondazioni/cavallette/generica incompetenza], ma ci hanno assicurato che il servizio riprendera’ al piu’ presto.
    Vi comunicheremo la nuova data di consegna appena possibile.
    Se desiderate modificare o annullare l’ordine vi preghiamo gentilmente di contattare il Servizio Clienti a palestra@i400calci.com.

    Cordiali saluti,
    Nanni Cobretti

    http://www.i400calci.com

  5. The Spew

    Pochi mesi fa ho riesumato i miei vecchi Fangs e mi sono chiesto che cazzo li compravo a fare? Probabilmente solo per le foto dei mostroni in lattice visto che eravamo ancora in piena fase VHS è l’internet era una bestia strana e di altri modi x vedersi il 60% dei film che trattava non ce n’erano…
    Poi vado sul sito per vedere di fare un nuovo abbonamento, mi sono sfogliato un po’ di samples ma mi pare che la qualità sia addirittura calata, pare una fanza! Qualcuno ha avuto modo di leggere numeri recenti? Fa cacare come pare?

  6. babaz

    il film farà cagare, ma è grazie a lui che abbiamo una nuova recensione-spettacolo di Miike “da man” Bongiorno.

    Grazie Fangoria

  7. Steven Senegal

    Già solo il trailer è una croce. Mi permetto poi di avanzare delle perplessità su quel “ottimamente recitato” en passant della rece.

    A “tutorial” invece m’è venuto da pensare alla pagliaccia sovrappeso di u tube che insegna alle ragazze come introiarsi con il make up.
    Non credo di stare bene.

  8. Werner megaHerzog

    Io un’oretta e mezza e un paio di spini ce li perdo. Solo perché sono malato e se ci fossero gli zombie guarderei pure pomeriggio 5. Oddio a pensarci bene lì di morti viventi è strapieno ma ci siamo capiti, io preferisco quegli altri, quelli meno brutti e meno morti.
    Piuttosto, giusto perché non c’entra un cazzo vi segnalo (e non mi prendete a scudisciate nei denti se lo conoscete già) questo film spettacoloso:

    http://www.imdb.com/title/tt1692190/

    Secondo me sui 400calci ci dovrebbe stare di brutto.
    E poi ci sono anche le tette, nella fattispecie queste: http://img215.imagevenue.com/img.php?image=006667815_04_123_570lo.jpg

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