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La recensione del film Bullet to the Head che in Italia si chiama “Jimmy Bobo”

neuderzhimyy-bullet-to-the-head-2012Ve lo ricordate no, quel sondaggio di qualche mese fa che faceva pseudo-decidere a noi innocenti e impotenti lettori la traduzione italiana di Bullet to the Head, limitando la scelta a tre opzioni praticamente uguali, tutte incentrate sull’idea discutibile di spostare al centro dell’attenzione il nome del protagonista interpretato da Sylvester Stallone, ovvero “Jimmy Bobo”? Era un chiaro indizio che, ovviamente, la strategia promozionale era già stata decisa, e ci si voleva solo alleggerire un po’ della responsabilità finale. Da parte nostra proponemmo un contro-sondaggio che aiutò se non altro a convincerli a mantenere anche il titolo originale come sottotitolo, ma fu una faticaccia.
“Jimmy Bobo” è un nome ridicolo senza se e senza ma. Si capisce l’intenzione di fondo, il timore di non riuscire a pompare un film di Sly nel 2013 – uno dalla trama assolutamente generica, nello specifico – se non puntando sull’alone di leggenda che il nostro è quasi sempre riuscito a infondere nei suoi personaggi, incastrandolo quindi di prepotenza in compagnia dei vari Rocky/Rambo/Cobra. Peccato quindi che l’occasione sia particolarmente sfigata: “Jimmy Bobo”, come quasi tutti i nomi stalloniani, è facilmente pronunciabile e memorizzabile, ma anche assolutamente, innegabilmente anti-eroico. E aldilà che una volta in redazione abbiamo passato l’intero pomeriggio a raccontare aneddoti sui nostri rispettivi amici chiamati “Bobo”, come molti ricordano fu Sly stesso in tempi non sospetti a fornire, proprio a noi italiani nello specifico, la prova provata di questa tesi:

Immaginate quindi, dopo tutta l’insistenza e le polemiche, la faccia che ho fatto quando ho scoperto che il personaggio in realtà si chiamava James Bonomo. Giuro. Che vi devo dire. Certo, nel film lo chiamano più di una volta “Jimmy Bobo”, ma è più un nomignolo, un diminutivo con cui è noto tra chi lo conosce meglio. L’esatto contrario, già dalle intenzioni, del nome cazzuto da tramandare ai posteri, ma piuttosto quel vezzeggiativo che ti rimane addosso per gli amici, come quando alle medie ero in banco con Luotto Preminger e lo chiamavo Premmo. E a scanso di equivoci, nei titoli di coda il personaggio è indicato esclusivamente come “James Bonomo”.

Ma veniamo al film in sè.
È un Walter Hill, porca miseria, vi rendete conto? Quanto tempo è passato.
È tratto da un fumetto – francese, per di più – ma la trama è talmente generica che Wally stesso avrebbe potuto scriverla intanto che era in bagno come puro esercizio per distrarsi dalla mancanza di riviste. Si parla di un killer, il Bobo, in missione vendicativa per l’uccisione del suo partner, e delle circostanze che lo vedono allearsi -rigorosamente controvoglia – con un poliziotto a caccia delle stesse persone.
In realtà il film era stato inizialmente sviluppato da Wayne Kramer, il quale aveva commesso l’errore di coinvolgere Sly, notoriamente invasivo quando si tratta di progetti di cui è protagonista: puntualmente, Sly aveva preso il comando, deciso che Wayne non gli andava bene e che probabilmente il suo co-protagonista designato Thomas Jane aveva troppe pretese, e aveva recuperato Hill. È una storia apparentemente stronza, ma come si fa a protestare? Non importa che visione avesse Kramer, anche se chi ha visto Running Scared – l’unico film in cui ogni tanto Paul Walker è interpretato da se stesso e non dalla sua sagoma cartonata – ha ben presente il suo stile dinamico/caotico/ultra-violento: quando ti sostituiscono con Walter Hill, hai automaticamente torto e il tuo compito diventa far trovare tutto pulito e ordinato e ringraziare la sorte che ti ha permesso di donare un film al Maestro.

Cobra, dicevamo

Cobra, dicevamo

Bullet to the Head ha tutti i tratti caratteristici del classico film di Hill, a partire dalla strana coppia… anzi no, a partire dal bluesaccio in colonna sonora al posto di qualsiasi altra potenziale scelta ruffiana, e per proseguire con la strana coppia Sly / Sung Kang (il rimpiazzo meno contrattualmente esigente di Thomas Jane). Il continuo scontro di personalità e di valori tra persone ai lati opposti della legge ma egualmente disciplinati e determinati, le frecciatine e battutine, il progressivo rispetto reciproco dipinto come se non avessero mai inventato la parola “bromance”. Sung Kang è decente ma non ancora carismaticamente pronto per un ruolo da co-protagonista, per cui è prevedibilmente lo Sly Show. Il look sobrio e funzionale, il fisico corazzato di mille battaglie (è pelle d’oca quando ci viene proposta la sua sfilza di foto segnaletiche, una delle quali palesemente tratta dal periodo del primo Rambo), il carattere più stronzo e meno immacolato del solito: è esattamente quello che speravo di vedere, ovvero una versione in puro acciaio inossidabile di ciò che Hill era solito fare con Nick Nolte.
Tutto il resto è old school che più non si può, talmente old school che quando Sung Kang tira fuori lo smart phone la mia reazione istintiva è stata “cos’è questa puttanata futuristica” manco fosse il robottino di Codice del Silenzio. Old school nel bene, con l’azione diretta senza fronzoli, e nel male, con qualche luogo comune che il resto del mondo non trova più particolarmente coinvolgente… anzi no, dai, nel bene e basta. E con un Jason Momoa cattivo carichissimo e desideroso di riscattarsi della figuraccia di Conan.
Il punto è questo: Bullet to the Head è un film ibernato negli anni ’80 più duri, che riporta a gloriosi tempi in cui il botteghino era dominato da uomini tutti d’un pezzo che non conoscevano l’umorismo post-moderno, e che piacerà soltanto a chi a suo tempo era solito bersi tranquillamente qualsiasi poliziesco con la trama intercambiabile a patto che il protagonista fosse uno con le idee chiare. In quanto tale, era platealmente spacciato al box-office fin dal principio, ben più di The Last Stand, privo com’è di scene davvero spettacolari e di appiglio per i più giovani – dove con “più giovani” in questo caso intendo anche già chi è cresciuto con Bruce Willis. Un film più che contento di soffermarsi in chiacchere per privilegiare il ritratto di un personaggio e uno stile di vita più che quello di una missione pericolosa, e una specie di riscatto morale per tutti i compromessi a cui i due film degli Expendables sono scesi fin troppo facilmente. Dall’altra parte, se proprio gli si vuole rimproverare qualcosa, si tratta di un Walter Hill medio, senza particolari guizzi, non svogliato ma che in confronto a quello di cui è capace ha diretto praticamente di inerzia.
Quando esci, il primo pensiero va al carisma strabordante di Stallone e a quanto sono ciechi coloro che non vedono in lui un attore grande come pochi.
Ma in fondo questo lo si sapeva già, e forse si sperava anche in qualcosetta in più.

E alla fine, una birra insieme è un po' come un bacio

E alla fine, una birretta insieme è un po’ come un bacio

DVD-quote:

“Astenersi sbarbatelli”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

Dopodiché, siccome Leo “Rat-Man” Ortolani che usa la locuzione “momenti Maccosa” è una di quelle cose che ci fa alzare di scatto per andarci a vantare tutta sera al bar, andatevi a leggere anche la sua versione:

rat man

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81 Commenti

  1. Lee Christmas

    <3

  2. Giovi 88

    Certo che è incredibile quanto siano diametralmente opposti ma ugualmente belli The Last Stand e Bullet to the Head. Il primo è un mix originale di western e azione in un contesto moderno girato da un regista giovane e promettente e con uno Schwarzy che fa il vecchio sceriffo, il secondo è un film che strizza l’occhio al fantastico cinema di azione degli anni 80′ girato da una vecchia volpe come Walter Hill e con uno Stallone in formissima che fa la parte del killer.
    A proposito di quest’ultimo aspetto, per me Sly fa bene a fare questa parte perché lui può tutto con questa forma fisica! E bisognerebbe solo elogiarlo per la sua incrollabile forza di volontà!

  3. Per chi è la domanda?
    Personalmente mi aspettavo un Walter Hill carico, non uno col pilota automatico.
    Il resto tutto ok.

  4. Ciobin Orloff

    La mia domanda è: le vene varicose che affiorano come tubicini in rilievo sottopelle tipici dell’ultimo Sly, sono o non sono presenti ? Hanno il consueto colore violaceo oppure un malevolo truccatore le ha in qualche modo addomesticate ?
    Ecco, la mia indecisione sull’andarlo a vedere al cinema piuttosto che in camrip viene da questo aspetto: non so se su grande schermo la tridimensionalità e la consistenza di questi tubicini pieni di linfa potrebbe turbare i miei sonni in amaca (come avvenne con Carter).
    Cordialmente, Ciobin.

  5. Lee Christmas

    Sono coperti da tatuaggi.

    @Nanni Cobretti:

    Walter Hill sarà arrugginito dalla troppa inattività.

  6. Il Reverendo

    io comunque il paragone con the last stand non lo capisco mica tanto. come ha detto giustamente giovi88 sono due film fondamentalmente opposti. sia nel genere sia in quello che vogliono dare allo spettatore. se the last stand è un film fatto per divertire, con omaggi al genere action più esagerato, quasi a sembrare un mercenari tutto incentrato su arnold, jimmy bobo è invece un poliziesco violento, quel genere stupendo che forse oggi non esiste nemmeno più. e se the last stand rappresenta il grande ritorno di arnold sugli schermi, per sly quel grande ritorno è avvenuto già da anni, quando ha ripreso in mano rocky e rambo e ci ha dato due tra i migliori capitoli per entrambe le saghe.
    e poi no, se stallone facesse la parte del vecchio stanco sarebbe stupido. a 66 anni, per avere un fisico così ti devi fare un culo dell’altro mondo, e iniettarti roba che stenderebbe un cavallo. non fai tutto questo per poi interpretare un personaggio che dice ”non ho più l’età per queste cose”. lo fai perchè il tuo personaggio possa fare a botte a torso nudo con uno che ha 40 anni di meno ed essere assolutamente credibile quando gonfia di botte il malcapitato. arnold è uno che non si è mai fatto una plastica, e che ha smesso con la chimica quando ha smesso di gareggiare per mr olympia. è giusto che punti sun personaggi diversi. se vogliamo lo stallone di oggi è più simile a mickey rourke, grosso di fisico, faccia gonfia e età indefinibile tra i 50 e i 70.

    @ciobin: le vene ci sono, spuntano quando meno te l’aspetti e rubano la scena al povero sly. però il film in 3d non lo è mai stato.

  7. Lee Christmas

    Non credo proprio che Arnold abbia smesso di farsi di chimica negli anni ’80…ma proprio per niente!

  8. Viktorward

    Visto Jimmy Bobo…in fase di sceneggiatura però avrebbero dovuto provare a spremere di più le meningi

  9. Viktorward

    Comunque possiede quel piacevolissimo gusto retrò che riesce ad attizzare

  10. Il Reverendo

    stando a quello che arnold stesso ha detto, lui avrebbe preso steroidi esclusivamente durante la sua carriera di bodybuilder e comunque in dosaggi molto minori rispetto ai bodybuilder attuali (e io sui dosaggi mi fido, perchè rispetto ai bodybuilder di oggi tipo kay green, johnnie jackson, ma soprattutto coleman o cutler, lui era assolutamente più umano e proporzionato).
    se poi, durante la sua carriera di attore, ne abbia presi ancora, io con certezza non lo posso sapere. secondo me no, visto che andando avanti con gli anni i suoi muscoli sono sempre diminuiti, e gli steroidi si usano per aumentare la massa muscolare. che abbia continuato ad allenarsi assolutamente si, e uno che era a quei livelli è impensabile che perda tutto il tono muscolare solo perchè smette di prendere steroidi. lou ferrigno, non riuscendo in alcun modo a diminuire i suoi muscoli (cosa che gli serviva per facilitarsi la carriera recitativa) ha dovuto ricorrere ad operazioni chirurgiche per farsi asportare intere sezioni di muscolo. quando si arriva a quei livelli non si torna più ad avere fisici normali. anche guardando il volto di arnold quando era un bb professionista e quando era un attore secondo me le differenze si vedono alla grande. quando si bombava i muscoli facciali erano tutti gonfi, sembrava un uomo primitivo. quando recitava aveva tutta un’altra fazza.

    ciò detto, se li ha continuati ad usare, li ha usati più che altro per tenersi in forma, di certo non per crescere ancora. invece sly è partito come attore da un fisico atletico e asciutto ma assolutamente normale, come si vedeva in first blood o nel primo rocky, per poi, a furia di bombarsi, diventare una specie di dio greco. carriere diverse, personaggi diversi, film diversi, approcci diversi. di identico c’è solo il carisma pazzesco e la fama meritatissima di duri del cinema.

  11. BellaZio

    Secondo me Walter Hill e Stallone hanno deciso di vincere facile, Schwartzy no.
    Comunque, stando al box office hanno perso entrambi. Stando al mio gusto, uno è un pareggio 0 e 0, e l’altro è una vittoria piena. Secondo me Hill-Stallone hanno giocato per il pareggio e questo non mi piace.
    Che Stallone non dimostri i suoi anni non lo so, secondo me è un problema il fatto che cerchi di far di tutto per non dimostrarli, perché sembra un pupazzetto di plastica ormai… è bravo, per carità, ma ho preferito maggiormente lo sforzo di Arnold.
    Comunque: escono nel giro di due mesi il nuovo Stallone e il nuovo Schwarnegger. E sono entrambi degni di nota, non sono Avenging Angelo e Una promessa è una promessa (cazzo, alla fine Una Promessa e una promessa mi è pure piaciuto, ma capite cosa intendo). Ora, potranno essere anche diversi, ma metterli in relazione a me non pare così azzardato, soprattutto se si mettono in relazione le prestazioni dei due suddetti nel film e non i film stessi.

  12. Past & Fasul

    FILMONE,senza se e senza ma…mi è piaciuto molto di più di the last stand.

  13. Lee Christmas

    @Il Reverendo: Ovvio che Arnold neghi, ma è assolutamente falso che non si sia più bombato. Se tu mi dici che i fisici di Commando, Terminator 1-2-3, Conan e tutti gli altri film sono naturali, vuol dire che non te ne intendi per niente. E’ palese. Stallone era bombato già nel primo Rambo e nel terzo Rocky.

    @Bella Zio: Arnold non ha più la possibilità, tinta a parte, di apparire più giovane di quello che è. I problemi di cuore e la sua inattività dovuta alla politica rendono improbabile che possa tornare in palestra e bombarsi per avere un fisico scultoreo. Deve per forza puntare sulla nostalgia.

  14. Il Reverendo

    @christmas a parte il fisico di t 3 che potrebbe benissimo essere naturale per uno piú giovane, gli altri non penso assolutamente fossero naturali, ma penso possano essere i fisici di uno che si é bombato fino a diventare mr olympia e poi ha continuato ad allenarsi duramente. Poi se stallone effettivamente ai tempi del primo rambo si bombasse non so, quello che so é che quello non é un fisico da dopato, o comunque che.si puó ottenere tranquillamente senza ricorrere ad alcuna sostanza. poi fondamentalmente son cazzi loro, io volevo solo dire che hanno avuto carriere diverse, e che mentre sly é partito con un fisico normale ed é diventato sempre più grosso, arnold é partito immenso ed é diminuito fino a diventare “solo” uno molto grosso.

  15. Lee Christmas

    Ah si si , su questo siamo d’accordo allora. Ovviamente quando partecipava a mr Olympia , Arnold era ancora più grosso e bombato.

    Su Stallone la penso come te, ma in molti tralasciano il piccolo particolare che non fosse un culturista a differenza dell’amico/rivale!

  16. Schiaffi

    Non me ne vogliate, ma a me a parte qualche bello scambio di battute sinceramente non mi è piaciuto. Il personaggio del koreano mi pare scritto un pò male,tra i 2 non c’è mai una bella intesa tipo The Rock – Collo e nella parte finale poi succedono tutte cose a caso.
    Saranno pure 2 generi diversi, ma se devo fare un confronto tra leggende, per me The Last Stand vince e di parecchio.

  17. Past & Fasul

    Il fatto che tra i 2 non ci sia mai una vera intesa e che sia momoa a far fuori i capoccia gli vedo come punti a favore del film.

  18. Steven Senegal

    Ecco una cosa che m’ha lasciato un po’ perplesso è stata tutta ‘sta spinta emotiva di Bobone a vendicare il compagno, quasi più dichiarata che vissuta o percepita dallo spettatore. Se la domanda che mi devo porre in continuazione è “riuscirà James Bonomo a vendicare la morte del suo amico?” e poi non è che questa amicizia mi abbia preso più di tanto, un po’ ne soffro.
    Nel complesso, Kang inutile e finale un po’ affrettato a parte, è un film cmq godibile che mi tengo.

  19. beh, non e’ che vendica solo il suo amico, deve anche salvare la sua, di pellaccia, e farsi rispettare come killer prezzolato.

  20. Steven Senegal

    E’ che sono un sentimentale

  21. comunque la ripete spesso la storia del collega con cui si trovava bene

  22. BellaZio

    Ancora una volta, ultimamente, mi trovo d’accordo con schiaffi… Sembriamo un po’ Sgarbi e Travaglio. Ognuno decida chi è chi…

  23. Arnie e Sly sono sempre gli stessi, sempre allo stesso modo. Arnie affarista autoironico che si affida a un regista moderno, Sly tutto cuore e intensità che gira con uno dei migliori registi classici ancora vivi e non cambia il suo personaggio di una virgola, a parte un po’ di extra-indurimento. Il risultato consiste in due film diversi e complementari, che non hanno grossi motivi per essere paragonati se non per l’uscita ravvicinata. Arnie è sempre stato il migliore ad adattarsi ai tempi, Sly è sempre stato più testardamente sincero. Agli incassi, stavolta, hanno perso entrambi.

    (questa l’ho scritta per farmela copiare pari da quelli del Cinematografo)

  24. FedericoSly

    Bel discorso Nanni, per quanto riguarda gli incassi chi se ne frega, i tempi sono cambiati in peggio purtroppo, ma a noi fans vecchio stampo ci fanno sempre gasare!

  25. Steven Senegal

    @Dan: infatti, è quello che dicevo, a proposito del ripetere. Poi, sono proprio piccolezze legate pure alla soggettività che non intaccano certo il mio giudizio positivo del film.

  26. @Steven, forse Sly con l’eta’ ha qualche vuoto di memoria e se lo ripeteva per non scordarsi la trama!

  27. Giovi 88

    Poco da dire, FILMONE! Un grande ringraziamento a Sly per tutta l’energia e la voglia di non mollare mai che ci mette, e assieme ad un regista come Hill il risultato è davvero ottimo. Sparatorie, scazzottate, sangue, battute, diciamo gli anni 80′ racchiusi in un ora e mezza di Bullet to the Head. In quanto al confronto con The Last Stand è difficile scegliere proprio perché come dicevo una settimana fa sono film troppo diversi per fare confronti. Più originale e ironico The Last Stand, più “vecchio stile” e violento Bullet to the Head. In ogni caso grazie ancora a Sly e Arnold per scendere in campo a difendere il VERO action movie!
    (P.S qui potete trovare una mia breve recensione su Bullet to the Head http://frenckcinema.altervista.org/portale/?q=content/la-recensione-dei-lettori-giovi-88-jimmy-bobo-bullet-head)

  28. Michele Antonini

    Buddy Movie con le palle quadrate, pienamente soddifatto!!!

  29. Marlon Brandon

    Visto in straritardo, lascio comunque ai posteri un commento…l’ho trovato un film essenziale…ben vengano film del genere!

  30. Cristoforo Nolano

    Tornato dal mare approffitto degli ultimi giorni di ferie per sfoltire i film sul disco duro: sarà anche diretto da Hill, ma l’ho trovato loffio come una scorreggia fatta a letto con la tua ragazza ancora sveglia. Sei ma non di più.

  31. @cristoforo nolano: anche la tua ragazza da’ un 6 alle scorregge che fai a letto mentre e’ ancora sveglia? (pura curiosita’)

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