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Fast & Furious 6: recensione professionale, obiettiva, giusta

“La creazione” (Justin Lin, 2013, metallo e benzina su pellicola)

Il mondo di Fast & Furious è bellissimo.
O forse è il concetto di famiglia ad essere bellissimo. Il concetto di famiglia è uno dei selling point che le ricerche di mercato hanno rivelato essere molto importante per il target della saga di Fast & Furious. O è così, o è solo un’ottima scorciatoia di sceneggiatura: “Perché fai questa cosa che non ha il minimo senso da qualunque punto la guardi?” “LA FAMIGLIA” “Ma vedi, ecco, secondo me questa specifica cosa se ci ragioni bene anche dal punto di vista della famiglia mi pare un po’ controprodu-” “LA FAMIGLIA“. Tu telefoni, loro mollano tutto e arrivano, senza fare domande. Ed è una roba a rischio contagio.
Il mondo di Fast & Furious è bellissimo, dicevamo: tu sei Vin Diesel, sei lì che passi le tue intere giornate a scoparti Elsa Patata (ve la ricordate? era la collega di The Rock nel film precedente), arriva The Rock che ti dice “oi, forse la tua ex è viva”, e prima ancora che tu apra bocca Elsa Patata arriva lì e ti fa “vai tra, vai pure, ti capisco e fossi in te lo farei anch’io” e il conflitto finisce prima ancora di iniziare. LA FAMIGLIA.
Tu Vin Diesel allora vai da quel tuo amico di cui non ricordo il nome, quello sposato con tua sorella Jordana Brewster: lo trovi che è diventato padre e che ha promesso di cambiare vita e diventare un ex-poliziotto-multimilionario-ricercato-rifugiato-in-un-paese-senza-estradizione per bene, e io penso al volo “bravo, allora rimani fuori dal film, imbecille”, e invece tu Vin Diesel gli dici “oi, forse la mia ex è viva” e, prima ancora che il tuo amico apra bocca, Jordana Brewster arriva lì e gli fa “LA FAMIGLIA” “sì, giusto, appunto rimango a casa col bambino” “no, LA FAMIGLIA, LA FAMIGLIA” “aaah, LA FAMIGLIA… ok, sì, vado, grazie” e il conflitto finisce ancor prima di iniziare.
Non è bellissimo? Non è esattamente il tipo di donna che vorreste al vostro fianco? Tu le porti a casa un tizio qualsiasi, le dici “cara, lui è LA FAMIGLIA”, e da quel momento in poi ogni volta che ti telefona potete farvi il cazzo che vi pare che non avete nemmeno bisogno di inventarvi una scusa. Le sere al bar, i weekend allo stadio, turismo sessuale in Asia… quello che volete. Inoltre: avete apprezzato come nei precedenti paragrafi io vi abbia fatto immedesimare in Vin Diesel senza un vero motivo? Prego, prego.

LA FAMIGLIA

LA FAMIGLIA

Il mondo di Fast & Furious è indubbiamente bellissimo.
Le corse stradali clandestine ormai sono talmente poco clandestine che la partenza è in pieno centro a Londra nel cortile del Dipartimento di Cultura, a neanche 100m dal Big Ben. Vi rendete conto? Sono chiaramente sanzionate dal Parlamento, e dietro la residenza del Primo Ministro. Roba che se al prossimo film vogliono alzare il tiro tocca farle partire che ne so, da S. Pietro direttamente sotto la Cappella Sistina.
Dopodiché – sì, cari i miei integralisti della prima ora, qui si torna a vedere un garino – Vin e il suo avversario schizzano per il traffico del centro, si fanno Whitehall, passano per Piccadilly Circus (e qui, in un momento meta-surreale che non so se è mai capitato a qualcuno di voi, inquadrano brevemente anche il Trocadero che è esattamente l’edificio in cui stavo guardando il film), girano per lo Strand, proseguono dritto, poi di colpo accostano… e oplà, eccoli nel grande spiazzo davanti alla Battersea Power Station, quella famosa della copertina di Animals dei Pink Floyd, che sta tipo a 20 minuti di metropolitana nella direzione opposta. Ma questo lo dico perché voi turisti non vi facciate strane idee, tipo quella volta che un amico mi venne a trovare e propose di camminare dal Parlamento al Tower Bridge perché aveva appena visto lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie in cui ci arrivavano a piedi in due minuti, che in realtà fai anche due minuti per venti. Il cinema è imballato duro di queste imprecisioni geografiche, che alla fine sono cose per noiosissimi pignoli. Però fa impressione che il Vin, che anche da ex-criminale ci tiene tanto al suo codice etico, faccia queste megacorse in una delle strade più trafficate d’Europa solo per fare un po’ il bulletto.
C’è poco da fare: il mondo di Fast & Furious è bellissimo.
I suoi protagonisti conoscono – anzi, hanno nel sangue – le leggi della fisica con tale precisione da riuscire a saltare continuamente da un mezzo all’altro senza manco fermarsi a prendere un minimo le misure, come se sui tetti delle auto ci fosse un grosso magnete, o come se fossimo in uno di quei vecchi videogame tascabili in cui c’erano solo due posizioni: sbagliare completamente la mira o atterrare perfettamente.

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Il ritorno degli uomini scoiattolo

La saga di Fast & Furious va presa per quella che è: LA FAMIGLIA, lo sprezzo del pericolo, gli stunt ai confini del maccosa e oltre, la terribile colonna sonora hip hop, la tamarraggine, l’ignoranza che trasuda da ogni inquadratura e dialogo.
Il regista Justin Lin e lo sceneggiatore Chris Morgan aderiscono e ci si abbandonano, ma trovando anche qualche azzeccato tocco autoironico tipo quando Tyrese guarda le foto segnaletiche dei cattivi scherzando su come sembrino ognuno il doppione di uno dei buoni. I colori vengono intelligentemente smorzati – le auto sono bianche o nere, al massimo azzurre – ma si casca in qualche inutile stratagemma da soap opera specie per quanto riguarda Michelle Rodriguez.
Per il resto, il duo fa esattamente quello che gli si chiede: un film più grosso che mai.
Ed era dai tempi di Arma letale 3 che un film di pura azione – niente fantascienza, niente pigiamoni, pochissima CGI – non era così clamorosamente, arrogantemente grosso.
Rispetto al film precedente manca l’effetto sorpresa, quello per cui vai per una cazzatona ed esci con il film dell’anno, ma è stata data la giusta sistemata al cast: due solidissimi innesti al reparto arti marziali, Gina “Knockout” Carano e Joe “The Raid” Taslim, e soprattutto, finalmente, un cattivo degno di questo nome grazie a un eccellente Luke Evans.
Dopodiché succede quello che davvero non si vedeva da parecchio tempo.
Quel tipo di cosa che non si vedeva da parecchio tempo e che non sente l’età.
Il ritorno a quei gloriosi tempi in cui un action lo si misurava dalla quantità di auto sfasciate.
Ma sfasciate sul serio, mica al computer come in quella tristezza infinita di Die Hard 4.
E proprio roba che perdi presto il conto.

Rock Spaccatutto e Gina Carano

Rock Spaccatutto e Gina Carano

Siamo onesti: Lin non è perfetto, perché casca anche lui occasionalmente nel problema delle inquadrature troppo strette e montaggio troppo confusionario. Però ne azzecca in egual numero, per cui più che un problema di stile verrebbe da dire che è questione di stunt complessi non sempre riusciti alla perfezione e in qualche modo mascherati, forse in una certa misura colpa dei tempi di produzione non necessariamente ideali, che è esattamente il problema per cui Lin ha deciso di mollare il colpo e rinunciare a quel settimo capitolo programmato per uscire già l’estate prossima…
Ma basta parlare di sottigliezze e pessimismi.
La realtà è che esauriti rapidamente i convenevoli fa il suo ingresso l’unico personaggio interamente in CGI del film, un essere grottesco chiamato “Luke Hobbs” con la testa di The Rock e le braccia più grosse delle gambe come Ralph Spaccatutto; un altro tizio un po’ più proporzionato ma comunque molto grosso gli sbatte il grugno sotto al naso e gli dice “I ain’t tellin’ you SHIT”, e da lì si inizia a sorridere, esultare, applaudire, e non si finisce più.
Al minuto 20 viene demolito (demolito sul serio) l’intero piano rialzato di un mega parcheggio/garage, roba che il 90% dei film d’azione degli ultimi 15 anni darebbe il culo per poter sfoggiare come gran finale, e qua invece tempo un’altra oretta e ne sono successe talmente tante altre più clamorose che questa te la sei già scordata.
E a mezzora dalla fine inizia a succedere letteralmente di tutto.
I nostri eroi si mettono a ribaltare auto usando quelle fiocine enormi che servono a reggere i ponti, poi un camion partorisce un carroarmato come in una fantasia bay-cronenberghiana, e da lì in poi è il finimondo: mezzi schiacciati come lattine vuote, persone che volano, auto che palleggiano altre auto come palloni da spiaggia, e un finale in cui succedono almeno tre sequenze spettacolari contemporaneamente ognuna delle quali anche da sola schiaffeggerebbe Bourne dietro la testa dandogli del cretinetti.
Poi, come da trailer, un aereo partorisce un’auto in un’esplosione di meraviglia, e a quel punto ci si gira tutti istintivamente verso The Rock aspettandosi che gli esca almeno un Ciao Piaggio, e invece niente.
Ma alla fine di tutta questa distruzione, la scena in assoluto migliore consiste nel Vin Diesel che durante una scazzottata urla “Van Damme Puppa La Fava” e si inventa la mossa del decennio: la crapata volante.
Applausi commossi e scroscianti.

DVD-quote:

“Per sentirsi in pace con l’Universo”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

Qui è dove WIndows XP si è impallato

Qui è dove Windows XP si è impallato

SPOILER: sul più bello, quella patata di Gal Gadot si getta da un ponte per salvare la vita a Sung Kang (dinamica complessa e forzatella). Il povero Sung Kang è ovviamente distrutto, ma proprio qui dove daresti per scontato che LA FAMIGLIA intervenga prima che sia troppo tardi – sulla base che per due ore tipo un dialogo su due la menava insistentemente proprio su quel concetto lì – ecco che invece Vin e gli altri lo ignorano bellamente e preferiscono tornare a casa a godersi un barbecue. Devo ammettere che ci sono rimasto onestamente male.
Ma è proprio qui che si avvera la profezia di Nanni Nostradamus: dopo i primi credits Sung depresso se ne va da solo a Tokyo, e finalmente ci si ricollega al terzo film.
Con un twist: scopriamo chi ha investito il povero Han poco dopo il suo splendido Tokyo Drift.
È un nostro caro amico.
Il mondo di Fast & Furious è bellissimo.

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159 Commenti

  1. Io

    Esageratamente inutile. Una porcata senza confini

  2. salvo

    Ragazzi mi parlate d “FAMIGLIA”,mi parlate di spaccatutto! Mi parlate delle braccia enormi di the rock! Della enorme capocciata di vin! Dell’ aereo in fiamme e di macchine che sbucano dal nulla,mi parlate delle leggi della fisica quando vedete persone che passano dà una macchina al altra o di voli fa un ponte per prendere al volo la propria ragazza(o ex del cazzo) ma non parlate della cosa. Importantè : il film si chiama fast and furious o “diventiamoci a rompere tutto”? Dove cazzo sono le macchine di una volta?le corse?il protossido d’azoto?le macchinetutte modificate?stiamo diventando ciechi? Raga?ci siete o ci fate?RIVOGLIO il PRIMO FAST AND FURIOUS!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Calvin Clausewitz

    Chi se le incula.

  4. BellaZio

    E’ il primo Fast & Furious in cui non mi sono addormentato (2,3 e 4 non li ho visti però). Quindi promosso.
    Però non avrei ucciso il povero cinese e la sua fidanzata uber-gnocca. Avrei ucciso la strappona Rodriguez di Vin.

  5. Steven Senegal

    Ci siamo.

  6. Bella Zio

    Il film è bello anzi una facata, secondo me non ci hai capito molto!!!

  7. Axel Folle

    Prima visione, la visione completa in tempi stretti della saga di FF si sta per concludere. Questo 6esto capitolo era l ultimo che mancava all appello e devo dire che per quanto sia un passo indietro rispetto a F5 e non raggiunga la grossezza di FF7 diverte come pochi action odierni. Circa la formula è la stessa di F5, siamo allo step successivo nel concetto di FAMIGLIA: mentre nel quinto capitolo viene finalmente unita, qui il meccanismo del rapporto che va oltre la squadra è a parole più palesato, anche se le atmosfere bromance ne risentono un Po forse anche a causa della storia di Letty che si fa un poco troppo invadente. Zero carisma la Carano ms in compenso regala qualche momento d,’azione gustoso. I tempi del ritmo non hanno la stessa perfezione di Fast5 e qualche momento di troppo si fa sentire (sempre legato alla storia di Letty,) ma il divertimento c’è e in dosi massicce. Come dice il capo nella rece, la cosa per cui F6 ne risente maggiormente è l essere uscito dopo quel filmone di F5.

  8. Fra X

    Il 5 aveva un terzo dei commenti! XD Ah, però! C’ era la futura Wonder woman! XD Leggendo questa recensione mi domando come gli ultimi 4 capitoli abbiano potuto avere un successo crescente! Ora con l’ 8° pare iniziato il lento, ma inesorabile declino che affligge alcune saghe di questi ultimi due decenni!

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