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Mostrologia: Speciale Lake Placid: The Final Chapter

La memoria del pesce rosso ufficialmente morto

È il marzo del 2000 quando in Italia esce Lake Placid, l’ultimo lavoro di Steve Miner (noto ai più per aver girato più Venerdì 13 di tutti – Part 2 e Part 3 e finché c’era pure un Halloween, H20), un tempo in cui ci si poteva ancora permettere di fare film con un coccodrillo grosso senza essere trattati come film per la TV ma raccomandati, ed è il marzo del 2000 quando a 10 anni e mezzo quasi secchi lo meno così tanto a mio padre da farmi portare al cinema a vedere Lake Placid quando probabilmente ora non mi farebbero nemmeno entrare o forse non dovevano nemmeno farmi entrare all’epoca. Comunque andammo, entrammo, ridemmo e ci esaltammo; ero contentissimo e tutto felice e a fine proiezioni non facevo altro che ripetere quanto fosse stato figo. Non sono tanto sicuro della reazione di mio padre e quando gliel’ho chiesto non ha saputo darmi una risposta precisa, ma secondo me si divertì anche lui. Tredici anni, tre sequel e un sito di cinema dopo lo riguardo e mi rendo conto che in effetti di Lake Placid non ricordavo proprio un cazzo di niente se non la scena iniziale, ma il giudizio è solo migliorato: divertente, modesto ma girato con mano esperta, ritmo impeccabile e battute memorabili che possono essere solo il sintomo di una sceneggiatura mica da ridere. Sinceramente: film con mostri grossi di questo calibro e onestà non se ne sono più visti.
Top 2 momenti preferiti: Betty White che “If I had a dick, this is where I’d tell you to suck it!” e Bridget Fonda che “This is the second time I’ve been hit with a severed head and I DON’T LIKE IT!”. Ilarità e teste mozzate. Battetelo.

lakeplacid

Oh, a me Bridget Fonda manca proprio.

In cui saltiamo direttamente all’ultimo capitolo, perché così si fa:
Lake Placid: The Final Chapter

È uscito quest’anno per SyFy, è l’ultimo capitolo della quadrilogia nonostante abbia un finale aperto e, attenzione, è quasi un bel film. Anche se non è un bel film. I primi due sequel sono una palla, un paio di film SyFy (anche se il primo era ancora sotto Sci Fi Channel) nella solita media della noia imbarazzante sposata con della computer grafica altrettanto imbarazzante. In realtà il terzo è un po’ meglio del secondo, ma siamo sempre lì, nel “cosa me ne frega, perché ti sto guardando”, poi tizio fa esplodere un coccodrillo usando una pompa della benzina come biberon per coccodrilli e insomma le cose si riprendono. Peccato che poi il film finisca ma, attenzione, alla SyFy non sono scemi e si sono resi conto che a) la piega giusta era quella b) un personaggio dato per morto alla fine, quello della coguarona bracconiera mercenaria Reba interpretata da Yancy Butler, era in effetti il migliore mai scritto per la serie c) se forse la chiudevano lì spendendoci un po’ di soldi potevano recuperare la serie e finirla in modo dignitoso. Il risultato è un film che a differenza di qualsiasi altro film SyFy sembra effettivamente un film. Cosa vuol dire. Vuol dire che sembra un roba che nessuno si preoccuperebbe di mandare al cinema e vuol dire che è un prodotto dalla produzione superiore a qualsiasi altro film per la TV con mostri grossi che io abbia visto fin’ora (e ne ho visti parecchi). Non vuol dire che sia il più bello, ma è quello che più si avvicina allo standard cinematografico di mostrarsi a modo. La fotografia è curata, gli attori recitano, la computer grafica è tutt’altro che malvagia e ci sono diversi pupazzoni ad allietarci la vista, ma soprattutto è pieno di sangue. Pieno proprio, a partire dalla primissima inquadratura: sangue ovunque, più sangue di tutti e tre i film precendenti messi insieme. Sono girati dei soldi e li hanno spesi tutti lì. Bravi. Non mi metterò a esaltarne anche la sceneggiatura perché tutto sommato è un prodotto mediocre, ma è sicuramente superiore alle due precedenti: intanto c’è un evoluzione del personaggio di Reba abbastanza inaspettato e che tra l’altro aiuta parecchio a far partire il ritmo immediatamente (iniziando con un personaggio conosciuto vengono saltate le introduzioni e si passa subito all’azione), qualche battuta è effettivamente ispirata e le scene d’azione sono ben disposte a evitare che quelle con i ragazzetti nel bosco spezzino troppo il ritmo. Insomma, è un lavoretto ben fatto, senza eccellenze ma solido e funzionale alla macelleria e all’intrattenimento. C’è anche Robert Englund nella particina assolutamente convincente del cugino pazzo di Betty White e fa sempre piacere vederlo in azione. Se mai vi verrà voglia di guardare un film SyFy, quindi, scegliete questo.

DVD-quote:

“Minore di Lake Placid, migliore di tutto il resto”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

E ora parliamo di coccodrilli.

LakePlacid4

Tarantino impara questa.

Nome: C’è un momento alla fine del terzo capitolo in cui si riferiscono alla specie come Maine River Crocodile, giusto perché è l’unico coccodrillo in quelle acque, ma in genere viene chiamato coccodrillo gigante, coccodrillone, coccodrillo dell’asia che s’è perso, big ass croc. È un coccodrillo, che vi aspettavate. Qui in redazione l’abbiamo chiamato Gino. Fa un buon caffè.

Chi gliel’ha dato? Il nome ufficiale gliel’ha dato lo sceriffo del terzo capitolo (Colin Ferguson di Eureka), gli altri chiunque ne abbia visto uno. È un coccodrillo, voi come lo chiamereste un coccodrillo quando vedete un coccodrillo? Appunto.

È colpa degli americani? In un certo senso sì e, anzi, ancora meglio: È COLPA DI BETTY WHITE, cosa che pone il primo film su un livello superiore di cinema. Non si sa come i coccodrilli asiatici siano arrivati fino in America, ma è sicuramente colpa sua se hanno proliferato: il marito di Betty ha iniziato a nutrirli, finendo per farlo con se stesso dopo essere caduto nell’acqua, poi ha continuato lei, poi sua sorella, poi il nipote, poi la guardia forestale che ha deciso di classificarli come specie protetta recintandoli e lasciando che cacciassero alci per conto loro. Ovviamente le alci dopo un po’ finisco e indovinate un po’ di cosa inizieranno a nutrirsi. Bravi, CHIUNQUE.

Lunghezza (sostituisco il punto “altezza” con “lunghezza” perché i coccodrilli non sono famosi per essere alti): I più grandi raggiungono e forse superano i 10 metri, in cui 2 sono solo di testa, tipo. Gli altri variano a partire dal metro, ossia quando sono cuccioli.

LakePlacid42

Gino va a fare la spesa.

Specifiche tecniche: Sono coccodrilli e hanno le cose che hanno i coccodrilli, tipo zampe da coccodrilli e fauci da coccodrilli, ma hanno anche un fame piuttosto inusuale anche per dei coccodrilli. Non essendo il loro habitat naturale (vengono dall’Asia) faticano a trovare abbastanza prede per potersi cibare a dovere finendo quindi per mangiare qualsiasi cosa gli passi davanti, essere umani ma anche altri coccodrilli, con una ferocia pazzesca. Nel quarto capitolo li si vede anche correre come jamaicani e inseguire jeep con nonchalance, ma più che di evoluzione credo si tratti di miglior budget e voglia di fottersene delle leggi fisicobiologiche.

Vittime preferite: CHIUNQUE

Mossa preferita: Selezionare la vittima, aprire la bocca, posizionare la vittima in mezzo alla due fauci, chiudere la bocca con forza e mutilare il più possibile. Facile, rapido ed efficace. Preferiscono la decapitazione ma non schifano l’evirazione. Nel dubbio, comunque, strappano via tutto. E poi sono coccodrilli, insomma.

Omicidio migliore: Quando si porta in acqua un tizio con tutta la sua jeep. Sono coccodrilli, non hanno molta fantasia.

LakePlacid3

Gino vuole pulirti i vetri della macchina.

Come lo si sconfigge? La mossa migliore è fargli saltare la testa con un lancia granate o altro, ma anche farli a pezzi con un coltello ha il suo perché. Sparargli due o tre volte non funziona, hanno la pelle troppo spessa, quindi o gli sparate quattordici volte (come dice questa infografica) o siete fregati, ma comunque dei tranquillanti possono aiutare. Però ripeto: se vi capita l’occasione fategli saltare la testa, è pure un bello spettacolo, sembrano fuochi d’artificio appiccicosi. Anche friggerli con l’elettricità sembra funzionare e immagino che dopo fungano pure da esotica cena. Ora ho fame.

Assomiglia a una figa? Assomigliano a dei coccodrilli. Lo so, lo so, sono noiosi, non è colpa mia. Diciamo che quando aprono la bocca un po’ potrebbero ricordare una figa. Ma molto alla lontana. Terribilmente alla lontana.

Se fossi un biologo, lo accarezzeresti? Credo che l’unico motivo per cui diventerei un biologo sia proprio accarezzare coccodrilli, ché alla fine i coccodrilli non sono altro che dinosauri in miniatura, quindi sì. YOLO.

YOLO

YOLO

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9 Commenti

  1. Past & Fasul

    concordo sul primo lake placid,mai visto gli altri…che aveva dei personaggi ben scritti tanto che ne scordavi quasi del coccodrillone.

    menzione speciale per alligator…un’altra bombetta d’altri tempi…

  2. barbaxas

    di LP ricordo solo la canzone di Bob Marley sul finale (is this love?).
    comunque 4 film per risolvere un problema che bastava mandarci una famiglia di redneck della florida (dove MANGIANO ALLIGATORI) ed era tutto a posto…

  3. Giuro che poi leggo tutto con più attenzione e calma ma ho sentito la necessità impellente di dire che sono uno strenuo difensore di Lake Placid 3, per me divertentissimo, Yancy Butler patata e non solo lei.
    Torno al mio posto.

  4. FedericoSly

    Ricordo che nel primo c’era il presidente degli Stati Uniti di Indipendace day, nel secondo BO Duke di Hazzard, chiaramente il primo era gustoso il secondo, lasciamo perdere

  5. @Stanlio, il terzo ha un ritmo quasi decente rispetto al film SyFy standard ma in generale è noioso e pure odioso con il suo bambinetto del cazzo, e c’è più patata nel quarto, Yancy Butler compresa.

  6. No dai io non l’ho trovato troppo noioso, dici che era la serata giusta per farsi andar bene qualsiasi cosa? O il ricordo del 2 era troppo vivido nella mia memoria?

  7. Kairos

    Attizzano poco i coccodrilli, vedo. C’è bisogno di un’efficace azione di lobbying.

  8. @Stanlio, dico che è proprio come dici tu. È sicuramente superiore ma secondo me stessa noia. Se ti capita a ‘sto punto il quarto guardalo.

  9. Jean Pieri

    anche a me manca molto Bridget Fonda. peccato si sia ritirata, il mondo del cinema ha perso una discreta gnagna

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