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I migliori squali della nostra vita: Sharknado o Come cancellare la squapocalisse

Sharknado_posterCredo che nella storia di un film ci sia più o meno sempre quel momento che segna in maniera circa definitiva un prima e un dopo, quel momento in cui determinato film e associati diventano importanti, famosi, conosciuti; quel momento, insomma, in cui un film diventa qualcosa di popolare, un oggetto su cui tutti potranno sfogare la loro fame critica, anche e soprattutto quelli che proprio non ne hanno e che, di base, passano la vita a imparare a distinguere le scorregge silenziose da quelle rumorose un attimo prima di espletarle. Ci sono quelli che vanno al Sundance e sono rispettati in quanto prodotti mediamente indipendenti con una dose di idee originali sempre superiore alla metà delle idee totali, quelli che vincono qualcosa a Cannes perché Cannes è un festival basato su un pensiero anti-hollywoodiano per cui l’iperpremiazione non è cosa sensata ed è giusto che un unico film non oscuri tutti gli altri, quelli che vanno al mercato di Berlino perché insomma è il mercato di Berlino e ci hanno vinto i Taviani, e i Taviani non vincono nemmeno in Italia dove, in totale linea col saper distinguere le scorregge, è riuscito anche a vincere un film come Somewhere che insomma ha vinto tre premi in croce che somigliavano più a dei gran segoni vicendevoli, e poi ci sono quelli che improvvisamente finiscono al TG e, tipo, sul sito de la Repubblica, come Sharknado. Essere il primo film Asylum/SyFy a finire sul sito de la Rubblica e su qualche TG a caso (grazie ad un’esplosione esagerata di tweet durante la messa in onda) potrebbe essere anche una bella cosa se solo questi non avessero preferito le scorregge all’informarsi su cosa siano o non siano SyFy, l’Asylum e i film stupidi che fanno. “Hey l’internet parla di questo Sharknado, che ne facciamo?” “Decisamente silenziosa, ma potente” “Capito, colonna di destra sul sito”.  Nello specifico, Repubblica gli ha dedicato questo titolo: Sharknado, squali volanti per il peggior film della storia”, e ci potrebbe anche stare: Sharknado è un film nato per essere scemo, di certo non è un bel film, o almeno non lo è nel senso più oggettivo del termine, e ogni notizia a riguardo andrebbe presa con leggerezza, ma io dico no. Il fatto che la stampa italiana sia arrivata per ultima sui film Asylum di certo non le dà il diritto di definirne il primo capitato tra le mani “il peggior film della storia” senza, tra l’altro, averlo visto e basandosi su dei commenti su Twitter che, ovviamente, ne parlavano come un film brutto, ma ne parlavano anche con una minima cognizione di causa. Frega un cazzo se è un commento generalizzante buttato lì su un film insignificante: è informazione, sei pagato per farla, falla bene e informati prima di parlare, perché Sharknado non sarà il film più bello della storia, ma è molto probabilmente il film più bello dell’Asylum. Si chiama contestualizzazione e sarebbe carino imparare ad applicarla, soprattutto se si è pagati per farlo. Non credi che il soggetto meriti approfondimento? Non vuoi faticare perché tanto chi cazzo se ne frega di un film di merda? Non ne parlare proprio e lascia parlare chi come noi quei film li ha visti quasi tutti.
Vi giuro che mai avrei creduto che mi sarebbe salita la merda al cervello per l’Asylum, e tantomeno per difenderla, ma mi fa incazzare che il pubblico grosso, quello occasionale, debba scoprire lei e la soprattutto SyFy attraverso commenti banali e disinformati che per forza di cose andranno a costituire un pregiudizio nei confronti del film che potrebbe anche rivelarsi corretto (di certo non biasimo chi lo troverà orrendo) ma che allontanerà lo spettatore dalla verità dei fatti, ossia che i film più brutti della storia sono altri, e sono quelli che si prendono sul serio e si credono belli e importanti come un In the Market qualsiasi, film che fanno vomitare prima di tutto nel modo in cui si pongono e solo successivamente nella messa in scena.
Chi mi dirà “è così brutto da essere un capolavoro!” un po’ mi farà girare le palle, perché è un gioco che dura poco e poi mi vengono in mente i youtubers che fanno le recensioni del cazzo a cui vorrei fare del male fisico; sicuramente non sopporterò chi proverà ad affrontarlo come un film serio, giudicandone la sceneggiatura quasi come fosse stata scritta con dell’impegno, perché siamo seri, insomma, ma soprattutto non sopporterò e non ho sopportato chi, dopo averlo visto in seguito a commenti entusiasti sul trailer, miei e non, dirà o ha già scritto “vabbè comunque è una cazzata”. E cosa cazzo vi aspettavate, se posso permettermi? Sì, Sharknado è una cazzata, una cazzatona; una bella, divertente, gigante cazzatona.

Tutto chiaro?

Tutto chiaro?

Che poi sì, tutti a parlarne e tutti a twittarne che nemmeno fose la 400tv, ma non è che sia andato così bene. Ha fatto circa un milione e mezzo di ascolti, che è circa un milione secco in meno di Piranhaconda, film davvero brutto, davvero insignificante, davvero privo di alcuna idea degna di nota di cui infatti un cazzo di nessuno ha più parlato. Repubblica dov’eri eh? OK LA SMETTO. Il punto è abbastanza ovvio: molta gente s’è stufata, sa già cosa aspettarsi e sa già che si romperà le palle. Impossibile biasimarli, hanno ragione; dopo quattro o cinque film tutti basati sulla variazione del termine “mostri buffi e gente che cammina nei boschi” chiunque eccetto gli stronzi come me si rompe le palle, e per sempre. Non vorrei che tutto il discorso di prima uscisse fuori come spocchioso e arrogante: non credo di essere l’unica persona al mondo a poter parlare di Sharknado nella maniera corretta (se mai questa maniera esista), ma credo possa farlo un certo tipo di persone tra cui mi trovo io e buona parte di voi lettori, anche perché alcuni vostri commenti li ho letti ed andavano dal “wooo” al “MIGLIOR ASYLUM EVER” quindi insomma BRAVI.
Ma Sharknado è davvero il miglior film dell’Asylum? Sì, probabilmente sì, ed è quasi tutto già nel trailer (avverto che metterò diversi spoiler, ma immagino che la maggior parte di voi l’abbia già visto). Gli squali volanti, Steve di Beverly Hills che si esibisce in ogni possibile posa, John Heard che picchia squali con uno sgabello, l’approccio consciamente stupido e fuori di testa alla situazione in cui solo Tara Reid sembra non credere, il fondamentale scavalcamento del muro che separa un film fatto male con convinzione e un film fatto male perché tanto questo è quello che abbiamo e tanto vole tirare fuori il meglio del nostro peggio. Si parte con un prologo che sembra uscito da un altro film, con un cinese e un marinaio che finirà malissimo in primi piani esilaranti, si continua con dei buoni 70 minuti di film terribilmente raffazzonati, girati e montati senza alcun effettivo criterio, con immagini di squali prese da classici documentari e sequenze di inondazione girate tipo in un altro posto, in un altro momento, e che quindi non ci stavano proprio con i mezzi busti dei protagonisti in un altro posto, in un altro momento, con il sole alle spalle. C’è un momento in mezzo a questi 70 minuti in cui uno squalo entra in una villetta allagata sulle colline di Hollywood e tra una fucilata e l’altra i nostri eroi riescono a scappare prima che questa crolli con un criterio simile alla molla di Zoidberg. In questi 70 minuti che precedono il gran finale tutto non ha un cazzo di senso, ed è divertentissimo: gli squali appaiono random e vengono uccisi con una brutalità pari a quella con cui l’Asylum tratta il cinema, mentre le scene migliori sono anche le più grosse mai viste su SyFy e, ironicamente, non prevedono squali ma una ruota panoramica in rotazione libera sulla gente e le lettere della grande scritta HOLLYWOOD trasportate dall’uragano in testa ad altrettanta gente. Insomma, hanno fatto i furbi e hanno avuto la brillante idea di venderci un film con gli squali volanti per poi stupirci con elementi da disaster movie molto classici ma ben riusciti (per essere un film del genere), e per questo si meritano un applauso. A un certo punto spunta addirittura un hammer con il nos, perché Sharknado non è solo un film di squali, no signori: Sharknado è un Shark & Furious Disaster Movie.

L'immagine rappresentativa di tutto il 2013

Il fermo immagine della vita

E poi c’è il quarto d’ora finale, una manciata di minuti facilmente indentificabili come il miglior quarto d’ora di tutte SyFy e Asylum messe insieme e che il trailer aveva previsto in tutto il loro splendore. È il momento in cui i tre sharknado raggiungono la città, vengono neutralizzati e gli squali iniziano letteralemnte a piovere tra i palazzi e sulle strade, trasformando un film già di per sé divertente in uno divertente E incredibile, stupendo, pazzesco, meraviglioso, sto esagerando, vicino al capolavoro, imprescindibile strumento filmico, ragione di vita, aspirapolvere di cacacazzi, distruttore di certezze. Diciamo che per quel quarto d’ora lì gli squali non fanno altro che piovere e la gente non fa altro che morire e poi la sceneggiatura inizia a svisare in arzigogolanti dialoghi che più o meno fanno “Bombs? Bombs. Yeah. Bombs bombs bombs” e poi spunta una motosega e conseguente delirio. Spoiler: il film si chiude con Steve che esce dal ventre di uno squalo usando la motosega e salvando la bella in pericolo in una sequenza di immagini che richiama tanto Cronenberg quanto il parto del rinoceronte di Ace Ventura. Dicevamo capolavoro? Dicevamo bene. Quello è il capolavoro dell’Asylum: una scena che racchiude la filologia dell’eroe, il tema della rinascita, il destino dell’eletto, il cinema di Dreyer, il fotteseghismo cronico. Volevate di più? Non esiste di più. C’è più Pacific Rim in questo finale che in tutto Atlantic Rim, e alla fine anche qui l’apocalisse è stata cancellata.
C’è chi parlerà di Sharknado parafrasando scorregge, chi ne parlerà fissando il buio della propria formazione intellettuale, chi ne parlerà in tristi colonne di destra su un sito forse di sinistra, e poi ci siete voi, che sapete cosa Sharknado significa, e vi prego, fatemi un favore: la prossima volta che sentirete qualcuno parlarne senza criterio guardatelo dritto negli occhi, ditegli che avete bisogno di un elicottero più grosso e, con nonchalance, inculatelo con una motosega.

DVD-quote:

“Non esiste di più”
Jean-Claude Van Gogh, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

Bonus: Non avete voglia di vederlo? Guardate questo.

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57 Commenti

  1. Mr.POP

    Messo subito in lista per la serata “film merda” settimanale con gli amici, appena vidi il trailer fu amore immediato. Geniale. E quoto che “In the market” è peggio di un qualsiasi film dell’Asylum, è stato uno dei pochi film merda che ci ha fatto soffrire tanto per arrivare alla conclusione, e ne abbiamo visti davvero tanti. Ricordo che stavo per picchiare il mio vicino…

  2. Pasqualo Bianco

    Vorrei sopravvivere alla poca lisse giusto per raccontarla.
    Vorrei anche veder uscire piranha dai cessi delle testate,
    giusto per.

  3. cinepathia

    l’ho visto, nessuno mi ha risposto e allora mi rispondo da solo: sharktopus è decisamente più figo. poi sharktopus ha il miglior tema di tutta la asylum http://www.youtube.com/watch?v=dkhz3E4wCno

  4. @cinepathia Per me è abbastanza insopportabile, come più o meno tutti i Corman lì in mezzo.

  5. jax

    Bene, visto su Sky per la Sharknado night. Che dire. Molto gustoso, confermo che quando non ho riso è perchè ero troppo a bocca aperta per lo stupore. A breve mi sparo il secondo ed il terzo.

    Repubblica sul cinema fa ride…

  6. Fapero

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