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I migliori squali della nostra vita: Sharknado o Come cancellare la squapocalisse

Sharknado_posterCredo che nella storia di un film ci sia più o meno sempre quel momento che segna in maniera circa definitiva un prima e un dopo, quel momento in cui determinato film e associati diventano importanti, famosi, conosciuti; quel momento, insomma, in cui un film diventa qualcosa di popolare, un oggetto su cui tutti potranno sfogare la loro fame critica, anche e soprattutto quelli che proprio non ne hanno e che, di base, passano la vita a imparare a distinguere le scorregge silenziose da quelle rumorose un attimo prima di espletarle. Ci sono quelli che vanno al Sundance e sono rispettati in quanto prodotti mediamente indipendenti con una dose di idee originali sempre superiore alla metà delle idee totali, quelli che vincono qualcosa a Cannes perché Cannes è un festival basato su un pensiero anti-hollywoodiano per cui l’iperpremiazione non è cosa sensata ed è giusto che un unico film non oscuri tutti gli altri, quelli che vanno al mercato di Berlino perché insomma è il mercato di Berlino e ci hanno vinto i Taviani, e i Taviani non vincono nemmeno in Italia dove, in totale linea col saper distinguere le scorregge, è riuscito anche a vincere un film come Somewhere che insomma ha vinto tre premi in croce che somigliavano più a dei gran segoni vicendevoli, e poi ci sono quelli che improvvisamente finiscono al TG e, tipo, sul sito de la Repubblica, come Sharknado. Essere il primo film Asylum/SyFy a finire sul sito de la Rubblica e su qualche TG a caso (grazie ad un’esplosione esagerata di tweet durante la messa in onda) potrebbe essere anche una bella cosa se solo questi non avessero preferito le scorregge all’informarsi su cosa siano o non siano SyFy, l’Asylum e i film stupidi che fanno. “Hey l’internet parla di questo Sharknado, che ne facciamo?” “Decisamente silenziosa, ma potente” “Capito, colonna di destra sul sito”.  Nello specifico, Repubblica gli ha dedicato questo titolo: Sharknado, squali volanti per il peggior film della storia”, e ci potrebbe anche stare: Sharknado è un film nato per essere scemo, di certo non è un bel film, o almeno non lo è nel senso più oggettivo del termine, e ogni notizia a riguardo andrebbe presa con leggerezza, ma io dico no. Il fatto che la stampa italiana sia arrivata per ultima sui film Asylum di certo non le dà il diritto di definirne il primo capitato tra le mani “il peggior film della storia” senza, tra l’altro, averlo visto e basandosi su dei commenti su Twitter che, ovviamente, ne parlavano come un film brutto, ma ne parlavano anche con una minima cognizione di causa. Frega un cazzo se è un commento generalizzante buttato lì su un film insignificante: è informazione, sei pagato per farla, falla bene e informati prima di parlare, perché Sharknado non sarà il film più bello della storia, ma è molto probabilmente il film più bello dell’Asylum. Si chiama contestualizzazione e sarebbe carino imparare ad applicarla, soprattutto se si è pagati per farlo. Non credi che il soggetto meriti approfondimento? Non vuoi faticare perché tanto chi cazzo se ne frega di un film di merda? Non ne parlare proprio e lascia parlare chi come noi quei film li ha visti quasi tutti.
Vi giuro che mai avrei creduto che mi sarebbe salita la merda al cervello per l’Asylum, e tantomeno per difenderla, ma mi fa incazzare che il pubblico grosso, quello occasionale, debba scoprire lei e la soprattutto SyFy attraverso commenti banali e disinformati che per forza di cose andranno a costituire un pregiudizio nei confronti del film che potrebbe anche rivelarsi corretto (di certo non biasimo chi lo troverà orrendo) ma che allontanerà lo spettatore dalla verità dei fatti, ossia che i film più brutti della storia sono altri, e sono quelli che si prendono sul serio e si credono belli e importanti come un In the Market qualsiasi, film che fanno vomitare prima di tutto nel modo in cui si pongono e solo successivamente nella messa in scena.
Chi mi dirà “è così brutto da essere un capolavoro!” un po’ mi farà girare le palle, perché è un gioco che dura poco e poi mi vengono in mente i youtubers che fanno le recensioni del cazzo a cui vorrei fare del male fisico; sicuramente non sopporterò chi proverà ad affrontarlo come un film serio, giudicandone la sceneggiatura quasi come fosse stata scritta con dell’impegno, perché siamo seri, insomma, ma soprattutto non sopporterò e non ho sopportato chi, dopo averlo visto in seguito a commenti entusiasti sul trailer, miei e non, dirà o ha già scritto “vabbè comunque è una cazzata”. E cosa cazzo vi aspettavate, se posso permettermi? Sì, Sharknado è una cazzata, una cazzatona; una bella, divertente, gigante cazzatona.

Tutto chiaro?

Tutto chiaro?

Che poi sì, tutti a parlarne e tutti a twittarne che nemmeno fose la 400tv, ma non è che sia andato così bene. Ha fatto circa un milione e mezzo di ascolti, che è circa un milione secco in meno di Piranhaconda, film davvero brutto, davvero insignificante, davvero privo di alcuna idea degna di nota di cui infatti un cazzo di nessuno ha più parlato. Repubblica dov’eri eh? OK LA SMETTO. Il punto è abbastanza ovvio: molta gente s’è stufata, sa già cosa aspettarsi e sa già che si romperà le palle. Impossibile biasimarli, hanno ragione; dopo quattro o cinque film tutti basati sulla variazione del termine “mostri buffi e gente che cammina nei boschi” chiunque eccetto gli stronzi come me si rompe le palle, e per sempre. Non vorrei che tutto il discorso di prima uscisse fuori come spocchioso e arrogante: non credo di essere l’unica persona al mondo a poter parlare di Sharknado nella maniera corretta (se mai questa maniera esista), ma credo possa farlo un certo tipo di persone tra cui mi trovo io e buona parte di voi lettori, anche perché alcuni vostri commenti li ho letti ed andavano dal “wooo” al “MIGLIOR ASYLUM EVER” quindi insomma BRAVI.
Ma Sharknado è davvero il miglior film dell’Asylum? Sì, probabilmente sì, ed è quasi tutto già nel trailer (avverto che metterò diversi spoiler, ma immagino che la maggior parte di voi l’abbia già visto). Gli squali volanti, Steve di Beverly Hills che si esibisce in ogni possibile posa, John Heard che picchia squali con uno sgabello, l’approccio consciamente stupido e fuori di testa alla situazione in cui solo Tara Reid sembra non credere, il fondamentale scavalcamento del muro che separa un film fatto male con convinzione e un film fatto male perché tanto questo è quello che abbiamo e tanto vole tirare fuori il meglio del nostro peggio. Si parte con un prologo che sembra uscito da un altro film, con un cinese e un marinaio che finirà malissimo in primi piani esilaranti, si continua con dei buoni 70 minuti di film terribilmente raffazzonati, girati e montati senza alcun effettivo criterio, con immagini di squali prese da classici documentari e sequenze di inondazione girate tipo in un altro posto, in un altro momento, e che quindi non ci stavano proprio con i mezzi busti dei protagonisti in un altro posto, in un altro momento, con il sole alle spalle. C’è un momento in mezzo a questi 70 minuti in cui uno squalo entra in una villetta allagata sulle colline di Hollywood e tra una fucilata e l’altra i nostri eroi riescono a scappare prima che questa crolli con un criterio simile alla molla di Zoidberg. In questi 70 minuti che precedono il gran finale tutto non ha un cazzo di senso, ed è divertentissimo: gli squali appaiono random e vengono uccisi con una brutalità pari a quella con cui l’Asylum tratta il cinema, mentre le scene migliori sono anche le più grosse mai viste su SyFy e, ironicamente, non prevedono squali ma una ruota panoramica in rotazione libera sulla gente e le lettere della grande scritta HOLLYWOOD trasportate dall’uragano in testa ad altrettanta gente. Insomma, hanno fatto i furbi e hanno avuto la brillante idea di venderci un film con gli squali volanti per poi stupirci con elementi da disaster movie molto classici ma ben riusciti (per essere un film del genere), e per questo si meritano un applauso. A un certo punto spunta addirittura un hammer con il nos, perché Sharknado non è solo un film di squali, no signori: Sharknado è un Shark & Furious Disaster Movie.

L'immagine rappresentativa di tutto il 2013

Il fermo immagine della vita

E poi c’è il quarto d’ora finale, una manciata di minuti facilmente indentificabili come il miglior quarto d’ora di tutte SyFy e Asylum messe insieme e che il trailer aveva previsto in tutto il loro splendore. È il momento in cui i tre sharknado raggiungono la città, vengono neutralizzati e gli squali iniziano letteralemnte a piovere tra i palazzi e sulle strade, trasformando un film già di per sé divertente in uno divertente E incredibile, stupendo, pazzesco, meraviglioso, sto esagerando, vicino al capolavoro, imprescindibile strumento filmico, ragione di vita, aspirapolvere di cacacazzi, distruttore di certezze. Diciamo che per quel quarto d’ora lì gli squali non fanno altro che piovere e la gente non fa altro che morire e poi la sceneggiatura inizia a svisare in arzigogolanti dialoghi che più o meno fanno “Bombs? Bombs. Yeah. Bombs bombs bombs” e poi spunta una motosega e conseguente delirio. Spoiler: il film si chiude con Steve che esce dal ventre di uno squalo usando la motosega e salvando la bella in pericolo in una sequenza di immagini che richiama tanto Cronenberg quanto il parto del rinoceronte di Ace Ventura. Dicevamo capolavoro? Dicevamo bene. Quello è il capolavoro dell’Asylum: una scena che racchiude la filologia dell’eroe, il tema della rinascita, il destino dell’eletto, il cinema di Dreyer, il fotteseghismo cronico. Volevate di più? Non esiste di più. C’è più Pacific Rim in questo finale che in tutto Atlantic Rim, e alla fine anche qui l’apocalisse è stata cancellata.
C’è chi parlerà di Sharknado parafrasando scorregge, chi ne parlerà fissando il buio della propria formazione intellettuale, chi ne parlerà in tristi colonne di destra su un sito forse di sinistra, e poi ci siete voi, che sapete cosa Sharknado significa, e vi prego, fatemi un favore: la prossima volta che sentirete qualcuno parlarne senza criterio guardatelo dritto negli occhi, ditegli che avete bisogno di un elicottero più grosso e, con nonchalance, inculatelo con una motosega.

DVD-quote:

“Non esiste di più”
Jean-Claude Van Gogh, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

Bonus: Non avete voglia di vederlo? Guardate questo.

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57 Commenti

  1. Past & Fasul

    Ne hanno parlato pure al tg5…l’asylum su tg5…hanno detto solo calzate senza senso,però meglio di niente…

  2. Il mondo dell’informazione del mondo dello spettacolo prevede due percorsi, entrambi assolutamente impermeabili a cultura, preparazione e obbiettività.
    Il primo è la leccata di culo che si attua quando qualche sodale, socio, amico, compagno di partito o di orgie ha fatto un film o comunque ha interesse che venga pubblicizzato. Ad esempio per un periodo c’era un certo Balducci che recitava in alcuni film italiani. Tremendi. Ovviamente Mollica ci fece su il suo bel servizietto e io che ero uno dei 4 che aveva pagato per vedere quei film ero allibito. Poi esce fuori la notizia che il padre di questo era un maneggione e stava dando una mano al figlio con il pallino per il cinema. Ora questo non si vede più.
    Le interviste ai personaggi del mondo dello spettacolo sono la quintessenza dell’inutilità. Difficile che vengano incalzati sul proprio lavoro, o che ne venga criticata anche solo una parte.
    Poi ci sono le perle di di gente disinformata che fa cattiva informazione perché “tanto non frega niente a nessuno” e quindi qua si può anche criticare perché appunto c’è il liberi tutti. Quindi Tony Scott diventa solo il regista di Top Gun geloso del lavoro del fratello e il film di Clint Eastwood viene criticato pesantemente perché il regista ha osato criticare Obama a una riunione del partito repubblicano.
    L’informazione sul mondo dello spettacolo è addirittura peggio di quella sul mondo del calcio.

    Scusate ma non ho detto una parola sul film, non l’ho visto.

  3. Ryan Gossip

    in un mondo normale ci sarebbe scritto QUESTO sulla colonna di Repubblica

    a meno che tu JCVG non lo ritenga offensivo e non era certo mia intenzione

  4. Giorgio Clone

    in un mondo giusto, un titolo giusto che avrebbero dovuto scrivere: “Piovono squali come fossero polpette!”

  5. Barbaxas
  6. Barbaxas

    @pillole: il giornalismo cinematografico fa schifo semplicemente perché non è giornalismo, ma pubblicità; la produzione allunga 5mila euro all’ufficio stampa della rai e la rai ossequiante manda il mollicone (ossequiante anch’esso) a intervistare l’attore in una maniera che faziofabio al confronto sembra uno squalo del giornalismo.
    (ed è così per tutto quello che non è politica, cronaca o sport [ché lì sono altri i principi ispiratori] su tutti i mezzi di comunicazione maggiori)

  7. Rocco Alano

    Vabbè, non è che sto ad incazzarmi per quello che scrive Repubblica su Sharknado, eh! Si sa, l’informazione generalista quando entra nel genere tira sfondoni allucinanti (basta leggere quello che è stato scritto sul fermo di Burzum nei giorni scorsi).

  8. Max

    L’ho finito di vedere ieri. L’ultimo quarto d’ora non lo scorderò mai. MAI. Una roba epocale. A parte i tentativi del regista (mi pare si chiami Ferrante o qualcosa del genere) di scimmiottare certi movimenti di macchina di Bay, per conferire alla messa in scena una certa epicità… ci sono riprese random di disastri e non mi stupirei se nel mucchio di stacchi insensati e inquadrature recuperate ci fosse qualche ripresa post Katrina. E poi, Baz, Baz, BAZ. One liner man. Con una faccia di cazzo che deriva un po’ da un deficit mentale, un po’ dal sano divertimento dovuto al fatto che partecipare a un lavoro del genere è l’occasione della vita.
    Grazie, Asylum. Grazie. Ti voglio bene. Vieni qui, abbracciamoci.

    @JCVG Sharknado è un Shark & Furious Disaster Movie

    Una statua a cavallo per JCVG

  9. Calvin Clausewitz

    Credo che sul mondo dello spettacolo italico abbia gia’ detto tutto Boris, ormai lammerda non mi stupisce piu’, al massimo mi stupisce piu’ la mancanza della medesima.

  10. Bravo Jean Claude !
    Tutto il nostro disprezzo ai guru di repubblica.it, che pensano di essere web fighi a mettere sulla colonna di destra le notizie per loro più bizzarre, scrivendo testi strampalati e acchiappaclick, per i quali si sono inventati anche la dicitura “tema caldo” !

    Questo fanno, poi trovano ogni giorno qualche tematica socialmente utile su cui lanciare raccolte di firme , inserendo, ovviamente, come primo firmatario Saviano (o Rodotà …).

    Allora facciamo anche noi una raccolta di firme, per impedire a Repubblica.it di parlare di cinema a qualsiasi titolo, che ne dite?

  11. Rocco Alano

    JCVG, critici “youtubers” o “yotobiers”?

  12. Steven Senegal

    Mi autoflagello per aver dubitato, in sede di commenti al trailer, di Ian Ziering. Un carisma che “bella lì, Ian”.
    Per il resto ha già detto tutto, e meglio non si potrebbe, la rece.
    Che il sole che balena sugli attori alla fine del film possa essere l’auspicio di un futuro radioso per l’Asylum. In maniera più drammatica, credo che Sharknado sia allo stesso tempo un trionfo e una condanna.
    Difficile fare meglio.

  13. Genco Olive Oil

    Che Sharknado sia un bel film, beh, no, non è un bel film, non può esserlo ‘sta roba. Che mi abbia regalato un piacevole lunedì sera, anche. Trionfo della tecnica, il tornado in CGI che si appropinqua ad una frotta di alberi COMPLETAMENTE IMMOBILI. Ma in effetti se si cominciano ad elencare queste cose, con Sharknado non si finisce più. E Sharknado è godibilie proprio perchè esistono queste cose (tipo la luce che cambia ad ogni controcampo-no ecco non si finisce più).

  14. Daniela

    C’è da divertirsi da matti quando piovono gli squali ed il finale poi è una cosa che oltrepassa così tanto il confine del ridicolo da toccare il sublime…
    uno dei più adorabilmente brutti film mai visti – quelli che ogni tanto ripensi ad una scena e la vita torna a sorridere: l’incidente aereo in Mega shark vs giant octopus, l’assalto al bus dei trasferelli in Birdemic, i vecchietti in piscina di Sharknado….

  15. Rocco Alano

    Io non andrei mai a vedere un film perchè lo consigliano su Repubblica (o sul Corriere). Posto questo, mi dà molto più fastidio l’incapacità di contestualizzare che c’è in certi magazine sul cinema (penso ad esempio a certe ingenerose stroncature su Ondacinema)

  16. Ubik

    C’entra una sega con Sharknado, ma io godo come Miloš per il solo fatto che state riuscendo a citare Pacific Rim in quasi tutte le rece…
    Ormai, come avevate predetto, c’è un “prima” e un “dopo”.

    Io vi amo. Punto.

    :-)

  17. La parola “TRASFERELLI” mi ha paralizzato la mattina.

  18. tra 40 anni, il blog i 70,000 schiaffi lo recensiranno come capistipite di un genere, perchè tra 40 anni tutti gli squali voleranno!!!

  19. Tra 40 anni ci saranno tanti film di squali quanti film di zombi.
    Tesine DAMS sull’argomento “Il ruolo dello squalo nel cinema del 21esimo secolo” invece secondo me sono gia’ iniziate a comparire.

  20. Gigos

    “tristi colonne di destra su un sito forse di sinistra”

    Miglior definizione di repubblica.it mai sentita.

    Chapeau.

  21. @rocco Mi hai beccato.

  22. BellaZio

    Le rubriche di cinema de La Repubblica sono IL MALE. Buone solo a incartarci il pesce (lo squalo). La Gazzetta dello Sport quando parla di cinema lo fa con più competenza, soprattutto di quella che utilizza per parlare di basket o qualsiasi sport che non sia il calcio e qualsiasi squadra che non siano il Milan o l’Inter.
    Quindi si trova già? Ora me lo procuro e intanto mi guardo la compilation.
    Se dovessi fare una tesi oggi la farei sull’incompetenza dei critici cinematografici di Repubblica e il mio svolgimento sarebbe più o meno teso a dimostrare che lo stronzo a caso nel bar di fianco ha opinioni più interessanti.

  23. Non sarei d’accordo su quanto scritto ma chiudere una recensione con “e, con nonchalance, inculatelo con una motosega” è la cosa più bella letta in vita mia! C’ho le lacrime agli occhi!

  24. vespertime

    Mamma mia. Che bella cosa. Sopratutto perchè i commenti alla #400tv sono stati fatti mentre alcuni di noi lo vedevano su twitter (e anche li io ero in differita). Che poi io all’inizio mi son fatto prendere bene dal primo tornado e ho pensato “vuoi che sia girato BENE?” e invece dopo tutto va un pò a puttane con colorazioni sempre più diverse e meteo che cambia a seconda dell’inquadratura. Con Ian eroe dei due mondi e Tara Reed che per me non aveva manco capito di stare sul set. Squali che sfondano pareti ma si fanno male se li prendi a sediate in faccia, senza contare Ian che entra in uno squalo con una motosega e se ne esce salvando la tipella che si voleva fare lui (che Ian tra mille squali volanti va a infilarsi proprio in quello!) ma che passa al figlio per gesto di stima e riconcilazione verso la moglie. Perchè sì, gli squali volanti riuniscono le famiglie. Evviva i vecchi valori. Evviva l’amore.

  25. Questa rece é lo stesso motivo per cui quelli pieni di soldi compiono crimini inenarrabili e poi escono di galera dopo 6 mesi. Quando uno é ricco, in fondo, gli perdoni tutto.

  26. C’è poco da aggiungere se non ribadire: ritmo pazzesco, idee matte a ripetizione, un’estetica della baracconata a suo modo rigorosa e curatissima, Ian Ziering che ha quasi più carisma di Ryan Gosling.

    Soprattutto, una parodia che finalmente riesce dove poverate tipo Epic Movie e Disaster Movie falliscono ogni volta: far ridere, ridere forte, dalla prima all’ultima scena. E, quando non stai ridendo, è perché hai la bocca troppo aperta dallo stupore per farlo.

  27. Djo!

    lungi dal difendere la Repubblica ma dal tono della recensione io dico che più che altro vi disturba che siano venuti a giocare nel vostro cortile : )

  28. Rocco Alano

    @ JCVG allora siamo quasi colleghi, visto che io collaboro sul versante musicale

  29. @rocco Intendevo che mi hai beccato quando hai detto yotobi. Lo detesto con tutto il cuore.

    @djo A me disturba che parlino di cose senza il minimo sindacale di informazioni a riguardo, e vale per tutti.

  30. Djo!

    @JCVG

    per tutti e per TUTTO, senza far politica i quotidiani oramai vanno presi articolo per articolo, e cum grano salis, la costante ormai è che facciano generalismo indiscriminato.

  31. Djo!

    a costo di sembrare io per primo qualunquista è interessante come una recensione su di un film con degli squali per aria finisca con l’essere metafora della superficialità del mezzo su cui ne parlano.

  32. cinepathia

    Non avendolo ancora visto ho smesso di leggere quando ho letto che il pezzo avrebbe contenuto spoiler. comunque fermatevi tutti un attimo: mi state dicendo che è meglio di Sharktopus? No perché sarebbe una notizia bomba mica da ridere. Altro che repubblica, voglio una recensione di “Vincenzo Parte Morbida del Pane” alle 20.20 al “telegiornale” della prima rete nazionale.

  33. Bread Beat

    @Djo! non seguo il tuo discorso.
    Il mezzo non è superficiale. Dipende dall’uso che se ne fa. Su questo sito, nell’ambito loro, se ne fa buono. Su Repubblica è palese che non se n’è fatto.
    Che poi data la quantità clamorosa di boiate e piccolezze che vengono trattate nella colonna di destra di R.it non credo che l'”articolo” porterà né vantaggi né svantaggi al film; ma non leva comunque il fatto che è stata scritta a pene di cane.

  34. Bread Beat

    @Bread Beat

    non prendermi in parola, stiamo parlando della colonna di un quotidiano, se uso il termine “mezzo” è in senso lato, non parlo di media o di stampa o critica, e si, è palese che fosse inchiostro sprecato.
    I 400 calci sono ok, ma trovami un quotidiano che chiuda in modo esauriente l’argomento di cui parla: qualsiasi cosa letta su di un qualunque quotidiano del mattino può essere chiarita e specificata ed approfondita con una maggiore completezza. Mi è solo sembrato che parlare di giornalismo cinematografico (si dice così ?) partendo dall’inadeguatezza della colonna di un’altra testata fosse uno sport da lasciare al tempo che trova piuttosto che farne l’incipit di una recensione, per cui ho ironizzato sul fatto che l’argomento B Movie (passatemi il termine) potesse essere custodito con gelosia dalla redazione dei 400, magari in virtù del coinvolgimento quasi affettivo che provano per il genere.

  35. Djo!

    ehi, mi sono firmato Bread per sbaglio, ma la risposta era la mia.

  36. BellaZio

    @Djo
    L’argomento B movie (o film di genere ne caso di Repubblica perché di B Movie non parla mai di solito) è trattabile da chiunque voglia, basta che non lo faccia a caso. La Repubblica lo fa senza cognizione di causa sempre, basta ricordarsi della recensione che Maltese fece di Expendables: stroncato per tutti i motivi sbagliati (compresa, ovviamente, la politica). Puoi stroncare ma non a casaccio, puoi dire che questo è “il film peggiore della storia” ma non senza averlo visto o aver visto una caterva di merda sufficiente ad avere metri di paragone. La Repubblica è recidiva, ma, a quanto pare, ai suoi lettori va bene così: l’importante è sembrare migliori, snob e politicamente orientati dalla parte giusta sempre.
    Non credo affatto si tratti di coinvolgimento affettivo, visto che se ti vai a leggere anche solo la rece di Atlantic Rim la sostanza del coinvolgimento affettivo è riassumibile in “Asylum fate cagare”, si tratta di sapere di cosa si sta parlando e, se non si è mai visto un film Troma, Asylum e similari, è inutile che ne parlino.

  37. Djo!

    e mi guadagni alla causa, dico solo che non è questo il tribunale in cui vorrei assistere al processo. Mezzo post per dirmi che c’è gente che dice cose che non dovrebbe dire ? Ok che ci sono cose che non tutti sono in grado di fare, ma dal momento che in realtà chiunque può farle o inauguri una rubrica dove metti alla berlina quelli che non capiscono niente di ciò che qui si inquadra in un dovuto discorso culturale (e ci sto) oppure dovrò mettermi l’anima in pace sul fatto che per arrivare ad un’adeguata disamina di determinati film dovrò passare prima dal decalogo del corretto spettatore/recensore, e questa per me è una gabbia.

    E lo dico come un impressione, posso anche scherzarci ma prendetela come tale.

  38. La faccenda e’ che se una testata come Rep decide di affrontare un determinato argomento a cui di norma non frega un cazzo a nessuno, o la butta in qualche modo sul clamoroso o nessuno andra’ a leggere. Dal loro punto di vista si salvano perché il 99% dei lettori di Rep riterra’ davvero Sharknado il peggior film della storia. Il problema e’ sempre l’equivoco “filosofico” di base, ovvero il fatto che testate di quel genere non hanno lo scopo di informare/educare il loro pubblico bensi’ quello di rispecchiarlo e accontentarlo, ecc…

  39. BellaZio

    @Djo
    Vabbè dai, a me è piaciuto perché condivido in toto la disamina. Del resto la locandina del film ti dice già tutto:

    Sharknado. Enough Said.

    La contestualizzazione del film nel periodo e nel luogo dove lo guardiamo e come viene recepito ci sta. Per capire cos’è ci sta tutto il capello, anche a uso e consumo di chi è qui sopra perchè non tutti sono amanti della merda, perché è chiaro che di merda si tratta. Però c’è merda e merda.

  40. BellaZio

    PS. Quella locandina è GENIALE.

  41. Djo!

    @BellaZio

    al di là di tutto ho dei piani per questo film, potrebbe dovermi tirar su del Wolverine di Mangold.

  42. Djo!

    @Nanni Cobretti

    restano inutili ad ogni approfondimento, per quello ci sono testate come questa, e questo non è notizia.

  43. Djo!

    e con questa mi riferisco ai 400k

  44. Calvin Clausewitz

    Nanni dixit: Il problema e’ sempre l’equivoco “filosofico” di base, ovvero il fatto che testate di quel genere non hanno lo scopo di informare/educare il loro pubblico bensi’ quello di rispecchiarlo e accontentarlo, ecc…

    Verita’ sacrosanta espressa con mirabile sintesi. Sei un grande. High five.

  45. @Djo: personalmente io mi incazzo con la colonna di destra di Rep gia’ per la sua stessa esistenza concettuale, della quale il pezzo su Sharknado e’ una conseguenza ovvia, e mi incazzo quando pezzi IDENTICI spuntano fuori sul Guardian che tanti di quelli che fanno i superiori con Rep prendono invece a riferimento come giornale “intelligente”. Ma detto questo, quello di Jean-Claude e’ uno sfogo legittimo e salutare.
    E comunque: Squapocalypse Now.

  46. Djo!

    hai voglia a metterli in competizione, c’è da ridere a capare i quotidiani, una bella sfilata del cavolo.

  47. Visto ieri pomeriggio.
    Le scene con i protagonisti impegnati ad affrontare l’apocalisse, mentre intorno la gente si fa i cazzi suoi in una bella giornata di Sole sono impagabili…

  48. Bread Beat

    L’esistenza concettuale della colonna di destra è: ti distraggo 2 minuti dallo studio/lavoro dandoti 4 righe da leggere e 4 foto da guardare. Se venisse ammesso senza problemi che non si tratta di professionale informazione ci si avvelenerebbe di meno.

  49. Bread Beat

    E poi guardi la colonnina e leggi… “morto l’autore del coccodrillo come fa?”…
    ma de che stamo a parlà?

  50. Braddock Pit

    Visto con buona strage di birrette ed è uno spettacolo.Almeno è onesto cazzutissimo divertimento e non ci sono Margheritabbui,Neri Marcorè e Silvio Orlando.
    Stima per la rece e l’odio fisico verso la piaga recensori b-movies sul tubo.

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