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No One Lives: la recensione senza lo spoiler finale

Ogni tanto mi piace andare a fari spenti nella visione di un film, per vedere come è facile provare un minimo di entusiasmo. IMDb, con tutti i suoi trivia, gli hiperlinks, e soprattutto LE INFORMAZIONI (dio le informazioni), rischia di farti arrivare prevenuto alla visione. Ecco perché non ho letto nulla su questo No One Lives. Ed ecco perché, alla comparsa dei due loghi legati alla distribuzione e produzione… ve la faccio breve. Primo logo: WWE Films. No. Non è un caso di omonimia. È QUELLA WWE. Quella del wrestling. Che produce film. Con wrestler. Che ogni tanto ci imbrocca e fa un film come Il Re Scorpione. Ma più spesso produce cose come The Marine. Un buon modo, credo, per dimostrare che in fondo son tutti grandi stunt, che le gimmick richiedono una certa qual capacità recitativa e distogliere l’attenzione da due stragi famigliari per raptus omicid cinquantenni infartuati senza mot l’assenza di Hulk Hogan dal ring.

 

Eddie Guerrero is not amused

Eddie Guerrero is not amused

Il secondo logo è quello della Pathé.

Qui scatta l'emozione

Qui scatta l’emozione

Che scritto così può non significare niente, ma per me che mi son visto per 86 volte The Descent, il solo apparire di quelle letterine fluttuanti scatena in me un’ondata di piacere pavloviano. La sequenza dei due loghi, mi ha lasciato con una strana sensazione addosso, tipo quando il/la tuo/a partner senza preavviso in un momento di intimità ti succhia l’alluce che all’inizio è tutto “mmmhhh” ma poi diventa “eeeehh?!?” (© Casanova Wong Kar-Wai).  Ed è con questo stato d’animo ambiguo, a metà tra illusione, disillusione, piacere e paura, che mi sono avventurato in questo No One Lives. 86 minuti di durata il che è comunque un tempo sostenibile anche per le visioni peggiori. Risultato? Buono. Il regista, un esordientello alle prime armi ma rispettoso e dotato di un buon vocabolario di scene viste e riviste (ma sempre efficaci), riesce nella difficile missione di portarsi a casa, a botte di ritmo e qualche momento gore, un film che scarnifica il concetto di thriller facendolo consumare nel bodycount. Un po’ come un kebab.

Da una parte potete vedere il thriller. Dall'altra il bodycount

Da una parte potete vedere il thriller. Dall’altra il bodycount

Eliminata completamente l’empatia con qualunque personaggio presente nell’intera opera, No One Lives diventa solamente un conto alla rovescia puntinato, qua e là, da copiosi schizzi ematici e qualche trovata interessante. La storia stessa, che vorrebbe essere una sorta di rilettura della sindrome di Stoccolma arricchita dal tema della violenza come eredità scambiata da rapitore e rapita, è appena abbozzata e molto approssimativa. Un pretesto per dare alla versione discount di Orlando Bloom la possibilità di uccidere e torturare un po’ di cristiani mosso esclusivamente dalla voglia di recuperare la sua “cavia” interpretata dalla versione discount di Michelle Williams che abbiamo già visto in Silent Hill 3D e che amiamo per le sue guanciottine. Non riuscendo davvero a empatizzare con nessuno dei cristiani a schermo, nemmanco con il supersimpa gestore del motel interpretato da Gary Grubbs (un uomo un cappello), il film scorre via come una pisciatina in un tombino alla tre di notte. 86 minuti gradevoli, non pesanti, che ti consegnano ai titoli di coda.

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E voilà! Lo SPOILER

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Nel frattempo…

Un ricordo per Sandro Ghiani. Sei sempre nei nostri cuori dolce principe triste.

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Kitamura?! KITAMURA?! Quel Kitamura?! Sì, proprio lui, Ryūhei “copio e incollo il tuo nome perché non so fare il trattino sulla u” Kitamura.

'azzo c'avrai da ridere poi

‘azzo c’avrai da ridere poi

Ora, dovete sapere che di fronte all’apparir nei titoli di coda del nome di Kitamura, nel mio cuore sono esplosi due differenti sentimenti: da una parte c’è stato il tepore di chi, a fine visione, nonostante tutti i limiti della pellicola, ha passato un’oretta e mezza in maniera sostenibile. Questo sentimento lo chiameremo [REC]2.
Dall’altra c’è stata la sensazione fredda e dolorosa  per l’avere tra le zampe un film che, se rapportato all’attività del suo regista, è di una mediocrità sconfortante. Questo sentimento lo chiameremo “Brian DePalma” o anche “Della palpazione dei testicoli” (chiedo alle signore all’ascolto di fare uno sforzo di fantasia).
La questione è sempre quella dell’Old Boy di Spike Lee: “beh, se non sapessi che è il remake di QUESTO film, se non  sapessi che il regista è quello di QUESTO film, allora non sarebbe poi così male”. Orbene: saggezza popolare insegna che con i “se e con i ma” non si girano i sequel di Pacific Rim. Quindi: se non sapessi che No One Lives è un film di Kitamura, potrei pensare  all’esordio carino di un regista senza troppa fantasia.  E accettarlo come si accetta il figliolo rompicazzo dell’amico dell’università che ti viene a trovare a bordo della sua Multipla color perla . Che ti sale la malinconia.

la riuscite a vedere la fine della giovinezza rifratta nei fanali?

la riuscite a vedere la fine della giovinezza rifratta nei fanali?

Ma purtroppo è un film di Kitamura. E questo non va bene. Non va bene perché, per quanto Versus avesse tanti problemi, ma tanti tanti, tanti tipo Alex Infascelli, il manico c’era. E la cifra stilistica pure. In No One Lives, l’unica cosa che rimane del Kitamura d’antan è semplicemente l’assenza totale di una storia. La trama è, esattamente come in Versus, un pretesto bello e buono che cercare di inanellare una serie d’immagini carine. Problema: mancano le immagini carine. Salvo un paio di guizzi -quando probabilmente si ricorda di essere Kitamura salvo poi ritornare a essere l’assistente alla regia di Polanski (quello che ha girato The Ghost Writer per intederci)- in No One Lives non c’è niente del pornografo che tanto abbiamo imparato ad amare.

Ciao. Sono La Bella Trovata

Ciao. Sono La Bella Trovata

 

Eccezion fatta per il solito feticismo per l’occhio insanguinato, quel che ci rimane in mano sono poche scene azzeccate e tanta carta da parati. Letteralmente. Il Kitamura di No One Lives, infatti, è ormai un vecchio rinunciatario di sé stesso: dovendo cercare qualcosa che faccia tanto “nippoccidentale” non riesce a trovare niente di meglio che il feticismo per i colori delle stanze come un Gregg Araki qualunque (ma senza Rose McGowan che, signori miei… anche senza tovaglia).

Fare Arakiri

Fare Arakiri

 

Orbene il film di per sé non è brutto. Ma, se contestualizzato, è un film triste. Molto. Come un asino che piange. Avete mai sentito un asino piangere? Ecco come piange un asino.

DVD-Quote suggerita
Drammatico come un asino che piange.
Bongiorno Miike, i400calci.com

>> IMDbTrailer

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23 Commenti

  1. Jax

    La miglior recensione di Miike.Stop.

  2. Ellamadonna

  3. Steven Senegal

    Miike ma sei uscito pazzo?
    “Un pretesto per dare alla versione discount di Orlando Bloom”… Detto a LUKE EVANS! Quel Luke Evans? L’immenso Shaw di Fast 6? E no no, oltraggio, onta, signora mia

    Ok, ora leggo il resto.

  4. Non l’ha mai visto scagliare freccie in No One Lives. Poi parliamo di immensità. Poi parliamo di Legolas.
    Comunque sì. Sono pazzo.

  5. galbaccio

    rece ispiratissima che al confronto kitamura dovrebbe farsi un esame di coscienza.
    io versus l’ho amato per tutte le cose che lo rendono uber chiudendo l’altro occhio per il resto.
    qui mi par di capire che mi dovrei affidare poco piu che al tatto.
    no grazie, preferisco palpeggiare altro

  6. Steven Senegal

    Ok, se il campionato è quello del tiro con l’arco, hai vinto te. Però, verrà un giorno in cui Bloom farà un film dove ribalta gazzelle dei carabinieri o frana sotto un russo enorme causa testata volante. E quel campionato, lo vinceremo noi.

    No One Lives io me lo vedo. Sembra comunque divertente il giusto e la stagione è quella che è. Nel trailer si vedono pure trabocchetti sul solaio con le tagliole o sbaglio?
    Poi basta spegnere prima dello spoiler.

  7. Non ho capito: è un film della WWE senza alcun wrestler?

  8. E si vuole bene a Miike, è l’inventore di Piange il telefono, però non è la sua migliore rece, perché la sua migliore rece è la metarece di un metafilm che non riesco a trovare

  9. Eccallà. Me la ricordo bene. Ma anche la rece dell’Orso che ribalta il SUV non era male. Questa però è Qualità Oro. Ammettiamolo.

  10. Lamettiamo, lamettiamo

  11. Schiaffi

    Film inutilissimo ma con Evans scatta la sindrome “cast di FF6”: gli ci voglio BBene a tutti

  12. Biscott Adkins

    @Schiaffi vuoi bene al cast di FF6? sicuro? anche ai pezzi di cartone e ai baffi con attaccati dei pezzi di donna? Mi accodo alla domanda di @EffettoBotte non c’è neanche un wrestler che fa brutto?

  13. Steven Senegal

    Aspetta però, OT pure io un attimo e voto la mia rece di Miike:
    “The Dead Want Women” e la sua metafora politica.
    Come sigla invece “Ho scritto t’amo sulla bamba” ma non mi ricordo da dove.

    Ma mica la WWE fa solo film con wrestlers

  14. il wrestler c’è.
    http://www.imdb.com/name/nm3251010/?ref_=tt_cl_t8

    ed è il primo che crepa

  15. Biscott Adkins

    in altre parole hanno preso il primo che passav e gli hanno detto “li vuoi 2 testoni per 15 minuti di girato?” “Bella”

  16. Lo stesso wrestler al momento e’ impegnato a girare “Untitled Scooby-Doo WrestleMania Movie”:

    http://www.imdb.com/title/tt2337576/

    #StorieVere

  17. babaz

    il pianto degli asini is the new shit

  18. @Biskott: mi sa che i testoni sono un po’ meno. COsì a occhio
    @babaz: fanne buon uso

  19. vespertime

    va beh ma kitamura, se dobbiamo essere sinceri fino in fondo, è sempre stato un mezzo fail. Uno di quelli che “cazzo c’è del buono secondo me con il prossimo si corregge e fa un film fighissimo” e invece finisce per non correggersi mai. e di film non ne ha fatti pochi anche se ne conosco e ho visto solo tre (o quattro). Che poi Prossima fermata: l’inferno mi è piaciuto parecchio ma sempre considerato come “quel film in dvd tratto dal racconto di barker venuto onestamente che ho pagato 4,99. Quindi figata!”. Forse si è arreso a non tentare di fare quel passettino in più.

  20. Dei pochi che ho visto di Kitamura, per me il migliore rimane Azumi, una storia di samurai tipo manga di combattimento per 15enni, però rapido e piacevole, con uno scontro finale all’insegna del solocadaveri.

    Prossima fermata:l’inferno boh, mi ero abbioccato a metà e poi non l’ho più recuperato, Versus troppo casinaro e ripetitivo…

    Invece sto No one lives lo consiglio, l’intro sembra abbastanza standard ma dopo il primo maccosa “cavallo di troia wtf” segue un maccosa^2, poi un maccosa^3 e così via, con Evans che manda avanti bene il baracchino delle frattaglie… insomma, una trucidata senza senso ma, con lo spirito giusto, te la ghigni per tutto il film come Kita nella sua foto.

  21. Mr.POP

    L’ho visto un mesetto fa pieno di entusiasmo proprio perché un lavoro di Kitamura, di cui tra l’altro custodisco una versione dvd inglese di Versus presa a Londra secoli fa. Niente da fare, il film è brutto e inutile.
    Ci sono rimasto malissimo , ormai non faccio altro che avere delusioni una dietro l’altra. E ancora non ho visto Tulpa…

  22. Solo 86 volte the descent? Per me sono un guardiagrotte the descent è come un tutorial.

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