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Speciale Bruce Lee: Il furore della Cina colpisce ancora

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Ci sono nozioni di cultura comune che, per un motivo o l’altro, sono state tramandate completamente distorte.
Esempio: provate a chiedere al primo che passa quanto dura La corazzata Potemkin. Quelli che si ricordano cos’è vi risponderanno qualcosa tipo “ventordici ore e mezzo” e, per colpa di Fantozzi, lo considereranno il film più notoriamente noioso di tutti i tempi. La scalinata, la carrozzina, l’occhio della madre… La verità è che dura appena 75 minuti. E, se date retta a un Nanni Cobretti semi-sbronzo che dieci anni fa durante una festa di laurea lo trovò nella collezione VHS del festeggiato e lo mise su a screzio (tanto era muto), col cazzo che è noioso: è un proto-kolossal d’azione tesissimo e gigantesco a cui non si riescono a staccare gli occhi di dosso e all’occhio della madre ho pianto.
Un’altra nozione comune distorta è su quanti film abbia fatto Bruce Lee.
Tecnicamente la domanda è a trabocchetto: l’uomo disinformato medio butterà lì una cifra fra i 30 e i 50 lasciandosi confondere dalla valanga di film postumi contenenti la parola “Bruce Lee” nel titolo (che è invece la regola d’oro per essere sicuri che lui NON È nel film); il lettore informato dirà con sicurezza “quattro e mezzo”, il numero dei suoi effettivi film di kung fu da protagonista; la pignola realtà vedrebbe la cifra riattestarsi sulla trentina in quanto Bruce, figlio di un attore di teatro, fin da bambino e per tutta l’adolescenza comparve regolarmente in una serie di filmettini, per lo più melodrammi, arrivando pure a ruoli da protagonista, prima di trasferirsi da Hong Kong agli USA. Di questi film ovviamente in questa sede non ce ne frega un cazzo, così come non ci interessa in generale fare i pignoli completisti: su Bruce Lee vengono pubblicati libri e documentari a getto continuo da 40 anni e non possiamo neanche sperare di sintetizzarli.

"Quattro e mezzo... quasi cinque"

“Quattro e mezzo… quasi cinque”

Facciamo quindi fast forward: Bruce Lee si trasferisce negli USA, si iscrive a filosofia, inizia a insegnare kung fu (tra gli allievi la futura moglie Linda) e lentamente inizia a sviluppare il suo personale stile di combattimento, il Jeet Kune Do, ovvero “la via per intercettare il pugno”. Il concetto chiave di tale stile era semplice: dimenticare ogni formalismo, aprire la mente ad ogni stile esistente e da ognuno estrapolare le tecniche più concrete verso lo scopo finale che è quello di vincere il combattimento nel modo più veloce possibile e con il minor dispendio di energie possibile. Dove per combattimento, siccome all’epoca non avevano ancora inventato le MMA, è da intendersi più lo scontro casuale e imprevedibile da strada che qualsiasi tipo di match sportivo. “Libera la tua mente, sii informe, senza limiti come l’acqua. Se metti l’acqua in una tazza, lei diventa una tazza. Se la metti in una bottiglia, lei diventa una bottiglia. Se la metti in una teiera, lei diventa la teiera. L’acqua può fluire, o può distruggere. Be water, my friend.”
Ambizione e obiettivo di Bruce, fomentato da un giro di studenti sempre più prestigioso che includeva sia marzialisti di alto livello interessati alla sua filosofia che VIPsss come James Coburn e Steve McQueen, era diventare una grande star del cinema. Si muove fin da subito attivamente e ottiene il ruolo di Kato, spalla del Calabrone Verde in un serial tv che resuscitava un vecchio personaggio radiofonico sull’onda del successo di Batman. È un ruolo che soffoca il suo carisma, lasciandolo per lo più muto e in disparte, ma quando gli viene concesso di entrare in azione sono cazzi per tutti. Quando la serie fallisce, Bruce prova a proporre un soggetto su un monaco Shaolin che gira gli USA del selvaggio West difendendo gli operai cinesi che lavorano alle ferrovie: puntualmente gli viene risposto “uh, che bella idea”, gli viene strappato il progetto dalle mani, viene ingaggiato David Carradine truccato da cinese e nasce così Kung Fu. Bruce capisce l’antifona: Hollywood non è pronta per lui.
Piuttosto, a Hong Kong Il Calabrone Verde aveva spopolato proprio grazie a Kato, ed era così giunta inaspettata l’offerta per un ruolo da protagonista in un film prodotto nel suo paese d’origine dalla rinomata Golden Harvest.
Il 3 ottobre 1971 esce Tang shan da xiong e diventa al volo il più grande incasso locale di tutti i tempi.
Nel Regno Unito il film viene intitolato The Big Boss; negli USA Fists of Fury; in Italia esce dopo il successivo Dalla Cina con furore, e gli viene appioppato il titolo Il furore della Cina colpisce ancora.

"e oplà!"

“e oplà!”

La trama, per motivi che mi sfuggono ma che sicuramente evocano un complesso sottotesto sociale, è ambientata in Thailandia.
I protagonisti sono poveri operai cinesi emigrati (emigrati… stanno comunque a due passi) che lavorano a – tenetevi stretti – una fabbrica del ghiaccio. Amici, volete evocare disperata povertà in una mossa sola? Fabbrica del ghiaccio. Questi poveri cristi passano le giornate a congelare acqua, tagliarla a blocchi, caricarla su un camioncino a rimorchio aperto e pronti via. Non oso nemmeno immaginare le bestemmie quando trovano il semaforo rosso. Non c’è quindi da stupirsi se il padrone della fabbrica, anch’esso cinese (Ying-Chieh Han), cerchi di arrotondare in altri modi. Che consistono nello spacciare eroina, nascosta nel ghiaccio. Capito il ninja? Perché non c’è niente di più sicuro al mondo che nascondere merce illegale in un contenitore trasparente che si scioglie al sole. Ovviamente sa bene i rischi che corre anche già con i suoi stessi operai, ed è organizzatissimo con studiate contromosse: se qualcuno anche solo adocchia un pacchetto di ero senza capire cos’è, il supervisore lo invita immediatamente in ufficio, gli confessa tutto senza giri di parole e gli offre una percentuale, se accetta bene e se non accetta lo fa ammazzare e racconta a tutti che è andato a Las Vegas. Questo film doveva chiamarsi The Big Genius.
Comunque: Bruce Lee interpreta Cheng Chao-an, il classico parente appena arrivato da lontano in cerca di due spicci, che si fa accogliere nella comune in cui vivono Hsiu Chien (il grandissimo James Tien) e Ah Kun (Kun Li, che sta a Bruce Lee un po’ come come Mum Jok Mok sta a Tony Jaa). Il gran pacco è che, per aumentare sadicamente l’hype, appioppano a Bruce un medaglione lasciatogli dalla madre a ricordargli la solenne promessa fattale prima di partire di non fare mai più a botte. Quindi per metà film è l’eroe dal cuore d’oro James Tien a tenere in piedi la baracca presentandosi con battute spavalde tipo “siete solo in sei”, indagando sulle sparizioni dei colleghi come l’Erin Brockovich del kung fu, mulinando gli arti a casaccio in difesa del bene, e non fermandosi davanti a (quasi) nulla mentre Bruce se ne sta in disparte a guardare.
Ma al minuto 45, all’ennesima scomparsa e all’ennesima megarissa, qualcuno strappa il medaglione dal collo di Bruce: è il segnale. Il regolamento dice chiaramente che se il medaglione si rompe la promessa alla madre non vale più. Di conseguenza, Bruce s’incazza da morire, caccia un urlo dei suoi di quelli che a Chuck Norris fischiano le orecchie, ed entra in azione a dimostrare chi è il vero capo.

jhgjhgjhg

L’originale pugno di furia, in persona

Saltano subito all’occhio due cose:
1) Bruce Lee ha un magnetismo, carisma e intensità tali che al confronto Idris Elba nel discorso finale di Pacific Rim sembra che dica “oggi cancelleremo la colazione”;
2) tecnicamente, per eleganza, velocità, potenza e precisione, sta almeno tre spanne sopra a tutti i suoi co-protagonisti (che comunque va detto non è che già in partenza stessero esattamente spaccando il mondo, con buona pace di James Tien che ci mette sempre l’anima).
Quarantacinque minuti sono una crudele infinità, ma quando il film inizia davvero è uno spettacolo. O meglio: Bruce prende il film per manina, e un po’ lo accompagna e un po’ si adegua al fatto di essere tecnicamente un esordiente, prestandosi per scene ridicole tipo quei cinque assurdi minuti in cui gli lanciano cani addosso e lui li schiva o scavalca con un salto. Trova comunque il modo di introdurre al mondo le sue urla di furore, di mostrare la sua versatilità recitativa passando dal mansueto all’incazzato al buffo all’imbarazzato all’ubriaco fradicio, e persino di infilare per la prima volta una delle sue frasi storiche quando, dopo aver spaccato tavolette su richiesta, smorza l’entusiasmo dei presenti commentando “Boards don’t hit back” (= le tavolette non reagiscono).
Sommando tutto però, Il furore della Cina colpisce ancora non può che essere considerato un semplice antipasto: grezzo, ingenuo, sempliciotto e frustrante nel mostrare sprazzi del talento di Lee senza riuscire a farlo esplodere appieno. Alla regia Lo Wei sembra improvvisare il tono da tenere di scena in scena, come nello scontro di massa fra Lee e gli scagnozzi capitanati da quel fighetto di Tony Liu in cui si alternano violente coltellate con sangue a spruzzo a improvvisi momenti slapstick come il cattivo che, dopo una pizza in faccia, sfonda la parete lasciando la sua sagoma come in un cartone animato.
Anche lo scontro finale, pur avendo momenti spettacolari, soffre di sprazzi di iperrealismo che, sebbene parte integrante del gongfupian classico cinese, erano esattamente ciò da cui Lee si voleva allontanare – e si allontanerà.
Detto questo, si tratta pur sempre di un film in cui per la drammatica vendetta finale Lee si presenta nel covo del cattivo sgranocchiando un pacchetto di patatine: di conseguenza, è imprescindibile.

Bruce Lee: l'unico capace di menare e contemporaneamente ammirarsi mentre sgranocchia le patatine

“Non so se menarvi o ammirarvi mentre vi meno”

DVD-quote:

“Imprescindibile”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

P.S.: una zoccola thailandese mostra le tette senza motivo

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99 Commenti

  1. samuel paidinfuller

    @nanni
    match che, checche ne dica la consecutio temporum, è stato chiaramente inspirato da questo
    http://www.imdb.com/title/tt0084602/

  2. Calvin Clausewitz

    Non a caso ho parlato di Tyson 20enne (quello che si allenava 8 ore al giorno), che a 24 anni fosse purtroppo gia’ finito e’ roba arcirisaputa, non credo valga la pena parlarne.

    @Nanni: dici bene, ma per sfruttare i limiti della boxe hai bisogno dei calci di Inoki, che supera i 190cm. Lee era meno di 175, fisicamente devi spiegarmi come ci arriva a massacrare di calci bassi Tyson che peraltro e’ considerato il massimo piu’ veloce della storia.

    Oh poi queste discussioni mi sono sempre sembrate infantili (in senso buono, come chi e’ piu’ forte tra Hulk e la Cosa), diciamo solo che nella lista di nomi mi sembrava che Tyson fosse un po’ fuoriposto, tutto qua.

    • Bruce qui

      Distribuito in Italia il 10 maggio 1973 incassa 230 milioni di lire. Non un record ma bei soldini. Rieditato per l’ultima volta nel 1981 supera per record di presenze in Italia fra i film del weekend Il tunnel dell’orrore di Tobe hopper. In America esce invece il 16 maggio 73 piazzandosi subito al n1 per restarci una settimana! Là farà 3.milioni di dollari. Il bello è che al n2 mancava angela mao con Mani che strillano e al n3 5 dita di violenza. Prima.e.unica volta in cui le prime 3.posizioni del box office americano furono occupate da 3 film di kungfu contemporaneamente.

    • Bruce qui

      Errata corrige al post sopra: volevo dire che al n2 menava Angela mao con Mani che stritolano.

  3. Mark

    Tyson era davvero forte a 20 anni ma Bruce studiava il combattimento totale, aveva una biblioteca sconfinata anche sulle tecniche al suolo( e di cui conosceva i punti deboli). Sè proprio devo fare un nome ( di un maestro di Kung fu che avrebbe battuto Lee) direi Wang Zhuangfei che sconfisse il notissimo e potente Wang Xiangzhai. Wang Zhuangfei era giovane quando sconfisse un maestro che aveva girato l’intera Cina (Wang Xiangzhai) studiando ogni forma di kung Fu ed aveva poi creato un suo stile originale.
    Ps: bruce lee secondo avrebbe schivato i pugni di tyson come faceva Nicolino Locche detto ”l’intoccabile” quello sì che era un pugile (a parte Marciano).

  4. @calvin: i colpi piu’ famosi di Lee erano proprio quelli in cui dimostrava massima potenza con minima carica e massima coordinazione, tipo il “one inch punch”. Erano un po’ la sua area preferita di studio e la sua specialita’. Non mi stupirebbe se fosse superiore a un “normale” wrestler come Inoki, o come minimo competitivo.

  5. Ciobin

    Certo LOL Certo LOL
    Bruce l’attore vs Tyson ‘oanimalo. Chi vincerà ? :))

  6. Calvin Clausewitz

    Limitare Lee ad attore mi pare una trollata, ricordo solo che si allenavano con lui artisti marziali delle discipline piu’ disparate (non solo Chuck). Pero’ anche dire che Tyson non avrebbe avuto chance mi pare eccessivo, qualunque boxeur e’ gia’ spacciato contro un thai boxer di pari abilita’ altezza e peso, o con reach equivalente, per una questione tecnica, ma credo Lee e Tyson si diano una decina di centimentri e una ventina di chili, da cui i miei dubbi…

  7. blueberry

    ok nanni, messaggio ricevuto, leggerò appena possibile (devo terminare infinite jest…) jeet kune do, ho capito, basta.

    Secondo me sarebbe stato interessante alì vs lee. Alì ha sfregolato un certo foreman, ergo lo vedo capacissimo di sfregolare tyson.

    Cmq tyson vero, secondo me, gli avrebbe fattoil culo. Voglio dire:
    lee avrebbe dovuto assestare, vista la disparità di potenza fisica, almeno 20 colpi, molti in faccia. Ma a tyson ne basterebbe uno. Non penso che lee potesse pararlo o schivare all’infinito (a resistenza lo vedo perdente). Oh ma io intendo scontro leale stile boxe. No colpi sotto la cinta eccetera.

  8. Ciobin

    Sarà, ma io Lee l’ho visto nei film. Tyson sul ring. La vera trollata è difendere Lee in questo ipotetico suicidio, che solo un bambino di 9 anni che confonde la Delta Force di Chuck Norris con quella reale potrebbe difendere con convinzione.
    Mi immagino comunque la scena Lee/Tyson, con Tyson che non riesce a dare i pugni per il troppo ridere, e intanto riceve i grattini delle zampette di Lee LOL LOL No, dai raga siete uno spettacolo… ci ero quasi cascato.

  9. Oh ma io intendo scontro leale stile boxe. No colpi sotto la cinta eccetera.

    Ah beh se il trucco e’ quello hai ragione.
    Io ragionavo sul fatto che se un combattente “finto” e di stazza non indifferente come Antonio Inoki riusciva a non farsi toccare da Cassius Clay, figurarsi Lee che su queste situazioni ci ha studiato tutta la vita dando lezioni anche ai migliori.
    Come minimo (come minimo) il discorso e’ aperto.

  10. (porca miseria Calvin, hai rovinato tutto, al quinto tentativo di trollata a vuoto ero quasi sicuro di riuscire a convincere Ciobin che i suoi commenti li stesse leggendo soltanto lui… ha vinto la sua incrollabile costanza)

  11. Calvin Clausewitz

    Chiedo perdono Big Boss, di solito commenti del fu Harry Piotta li salto a pie’ pari, ma a ‘sto giro mi ha fregato con la brevita’, avevo gia’ finito di leggere prima che il cervello registrasse l’informazione relativa al nickname :)

  12. Ciobin

    La cosa più ridicola resta quando ho letto che Bruce Lee sarebbe più “preciso. Certo, a forza di provare e riprovare le coreografie allo sfinimento, essere precisi mi sembra il minimo ROTFL cubico
    @Nanni se mi confermi che pensi davvero che le mie siano trollate, io non scrivo più commenti e lo faccio perché se tu non mi leggi non ha senso che io ti scriva; ma appunto me lo devi dire senza ironia. Se invece il tuo è solo un modo per ammettere che il mio punto di vista è spiazzante e soprprendente e non hai argomenti veri da contrapporre, allora apprezzo la sottile ironia e rimango. A prescindere da queste due ipotesi, sai benissimo che ho uno stuolo di fans.

  13. blueberry

    e per questo ho specificato! Sul ring con le regole della boxe, penso che tyson si mangi tutti gli attori e non. Costretto in uno spazio ristretto e costretto a colpire solo determinati punti (tyson, con quelle spalle e quelle braccia, in guardia é difficilmente colpibile per far punti) la vedo dura per un nervoruto (dotato di ottimi e allenati nervi) lee. Per quanti calci volanti possa sfornare o altro io credo che non gli farebbe mai male. Poi tyson con un pugno ti buttava addosso minimo minimo 100 kg e lee non lo vedo capace di resistere.
    Come gatsu insegna ad isidoro per quanto uno studi affini le tecniche può capitare di crepare in guerra per via della sfortuna ed é per questo che la vedo solo probabile la vittoria di lee “in strada”.

    Eppoi non toccarmi alì, io piango quando lo vedo con il pugno alzato pronto a colpire gratuitamente foreman che cade e invece non lo pesta (e foreman rompeva i sacchi d’allenamento). Sport vero, come la borraccia tra coppi e bartali. Rispetto infinito che oggi non fa notizia né sensazione

  14. @ciobin: dai su, proprio tu non ti impanicare alla prima frecciatina, continua pure sereno

  15. Ciobin

    @Pornanni Ah, meno male. Ci ero cascato anche questa volta. Comunque paragonare la “precisione” di mosse coreografate su un set cinematografico all’atletismo di un campione del mondo di pugilato dei massimi, poteva in effetti destare sospetti.
    Per quanto riguarda le regole, quelle della Boxe, sono l’unico freno che ha impedito a Tyson di seccare i propri avversari. Quindi meno male per loro, e per chiunque altro lo incontri su un ring. Pensa invece a Brad Pitt, che lo ha incontrato fuori dal ring, a letto con sua moglie per la precisione. Situazione mica male.
    Comunque tornando al nano ululante, i cui innumerevoli video di combattimenti reali sono stranamente irreperibili, anche il combattimento con Chuck Norris, benché più avanzato, risulta di una falsità totale. La cosa più realistica sono i peli che crescono rigogliosi sulle spalle di Chuck, inconsapevole Lupo Mannaro Americano a Roma.

  16. FedericoSly

    Bruce Lee arrivato in America, è risaputo, non ha mai fatto un combattimento agonistico che fosse uno, mai. Ma a livello di TECNICA, INSEGNAMENTO, INNOVAZIONE, si può definire senza ombra di dubbio un Einstein delle arti marziali. Non pensate a Lee come picchiatore ma come innovatore, dovreste vedere agli stage quanto ancora se ne parla, eppure il Jeet kune do oggi è molto più ampio dell’ibrido che pensò Bruce, eppure oggi è sempre un’ispirazione

  17. samuel paidinfuller

    che poi se passa sul blog l’ing russo che ha progettato cerno alpha e s’incazza perchè
    “ma come? mike tyson no e di me robot si ?!??!”
    proprio tutti i torti non ce l’ha

  18. david

    a me sinceramente non interessa se bruce lee sia stato un vero maestro o lottatore, non lo so, e non lo voglio sapere. Però penso che se un uomo, vissuto per soli 34 anni, riesce a cambiare la cultura cinematografica di genere con soli 4 film e di influenzare generazioni e generazioni, beh, allora è una leggenda… per questo mi irritano i commenti di un certo utente, che in pratica offende la memoria di bruce lee in maniera gratuita come se stessimo parlando dell’ultimo arrivato

  19. Nessuno

    Riguardo al combattimento, nello speciale di Rai4 Linda dice che lo sfidante passo il tempo a correre e quando Bruce finalmente lo acchiappò finì in pochi secondi, quindi avete ragione entrambi per quello che ci ho capito, durò 15-30 minuti ma solo tre effettivi, da qui Bruce deluso decise di ripartire dalle basi e ideare il suo stile per vincere velocemente gli incontri.

  20. Nero728

    Nanni spero che continuerai con gli altri film di Lee, non vedo l’ora di leggere i 3 dell’operazione drago e L’ultimo combattimento di Chen, quest’ultimo lo vidi tipo a 5 anni al cinema (quando al cinema durante la settimana rifacevano anche i film vecchi) solo 10 anni dopo rivedendolo mi accorsi che era un film bufala e di Lee c’era solo la più bella scena di arti marziali di sempre.

  21. Mark

    Le ossa della mano sono le più fragili del corpo, quelle della testa le più dure ecco perchè si usano i guanti nella boxe altrimenti tyson in 3 pugni si spacca la mano. Il combattimento reale è un’altra cosa e Bruce lo sapeva meglio di chiunque altro.

  22. blueberry

    @david
    per me l’aver scoperto che il combattimento per decidere a chi insegnare le arti marziali é realmente avvenuto (3 o 15 minuti… Sti grancaxxi)me lo rende già leggenda a prescindere dai film fatti, innovativi o meno.

  23. Calvin Clausewitz

    Come ha scritto sua Nannita’ su quel combattimento se ne raccontano di ogni, se non sbaglio il tizio dichiaro’ di aver semplicemente accettato una sfida lanciata da Lee ai praticanti di altri stili di Kung-Fu. Il fascino dell’epoca e’ proprio che senza cellulari per fare il video ci si basa interamente sui racconti dei testimoni e un fatto abbastanza comune diventa materia di leggenda.

  24. Un film dove ci sono Bruce Lee e i Pink Floyd credo che sia Storia del cinema comunque lo si voglia considerare. Poi è ovvio che si tratta di un film piuttosto convenzionale e che si basa praticamente tutto sull’eccezionale carisma di Lee.

    Ci sono cose che però me lo hanno fatto apprezzare, intanto come avviene in moltissimi film orientali i capi sono quelli che menano più forte e i villain forti a fare a botte a me sono sempre piaciuti. Poi

    SPOILER

    SPOILER

    c’è anche il pezzo dove lui si confida con la puttana pur essendo innamorato di un’altra ragazza mi ha riportato indietro di un secolo, dove agli uomini era praticamente proibito parlare alle “brave ragazze” e quindi non rimanevano che le puttane per avere un confronto con l’altra metà del cielo. Stesso discorso vale per Maria Yi, praticamente in tutte le famiglie che hanno fatto spostare gli uomini dai paesi in città, almeno qua in Sicilia c’era una donna incaricata – esacrificata – alle faccende di casa. Cioè a me sto film è piaciuto più che per le botte, che sono pochine, per il fatto che mi ha ricordato un sacco la classica Sicilia di qualche tempo fa.

    Certo che Cheng davvero non era cosa di lavorare. Primo giorno di lavoro in ritardo, prima lastra di ghiaccio che maneggia e fa un disastro. Non lo licenziano e lui partecipa a risse in fabbrica e dopo essere stato persino promosso ammazza a legnate il “padrone”. Praticamente dovrebbe stare in ogni sede CGIL il poster di sto film.

  25. @calvin: se non ricordo male, la versione dell’avversario e dei suoi amici e’ “mezzora e pareggio”

  26. @pillole: bravo! Questo mi ricorda un trivia molto importante che ho dimenticato di mettere nel pezzo. Il bordello del film e’ un bordello vero e, a parte appunto la “brava ragazza” con cui si confessa Chen, le altre sono tutte “impiegate” regolari del posto. Chissa’ se la produzione distribuiva voucher alla crew…

  27. ratto reietto

    Speriamo che i commenti del tipo lee spacca i culi al mondo vs lee è un attore e fa gli urleii si siano esauriti con questo primo post, sennò che palle..
    cazzo 40 anni che è morto e quarant’anni che si fanno gli stessi discorsi (io li sento da 25 anni e sono già fortunato).

    …Però non ce la faccio a non rispondere a @mark: quindi i lottatori di mma, coi loro guantini da 4 once, si spaccano le mani ad ogni incontro? Oppure non è combattimento reale neanche quello?

  28. Mark

    I guantini infatti proteggono, comunque, le nocche, per quanto riguada i primi vale tudo erano dominati dai lottatori al suolo(consiglio di leggere a riguardo vari articoli scritti dai e sui Gracie). Nelle olimpiadi antiche si usavano delle cinghie che avvolgevano le mani(altro che guantini da 4 once). Chi ha fatto delle risse, e possono assicuralo, al primo pugno vero ti sanguina la mano. L’mma rimane un riferimento come lotta totale ma con le regole del tempo limitato al suolo, le gabbie a cui aggrapparsi e i guantini si è cercato di rendere tutto più commerciale.

  29. blueberry

    per come la sapevo io non è tanto il guantone ad evitare problemi al carpo e metacarpo quanto quella fasciatura “preliminare” bianca. poi boh

    @ratto reietto
    scusa ma è bello “fantasticare” ti pare?

  30. ratto reietto

    @blueberry:
    fantasticare ok… tipo “chi vince alla lotta”, vecchia rubrica fancalcista…
    Più che altro è il discorso della validità o meno di bruce come marzialista che mi ha rotto un po’ le palle.. come se fosse questa la misura del suo personaggio

    E’ stato un innovatore? Sì. Sia nel cinema che nelle arti marziali.
    E’ stato il combattente più forte del mondo? boh. non c’è nulla di certo.
    Qual è il suo lascito? un concetto nuovo (anche se fino a un certo punto) nelle arti marziali e una manciata di film scolpiti nella leggenda, che hanno cambiato il cinema e influenzato la vita di chi grazie a questi film si è avvicinato al fantastico mondo delle botte in palestra.
    Il suo lascito è ridimensionato dal suo valore o meno come combattente reale?

  31. Amici, io vi dico una sola cosa: niente fantasticherie su chi vincerebbe fra lottatori che non si sono mai incontrati, niente Rocky 6. E Rocky 6 e’ uno dei film piu’ belli degli ultimi vent’anni.

  32. ratto reietto

    @mark:

    Mi pare evidente che non hai mai visto i video di kimbo slice…
    E neanche questo:
    http://www.i400calci.com/2011/09/knuckle-divani-di-plastica-is-the-reason/

  33. ratto reietto

    @nanni: d’accordissimo, mi spiego meglio sopra.

    Minchia che film Rocky Balboa

  34. Mark

    Non ti fare fregare dai video Ratto: vai in palestra adesso e mettiti a dare pugni(al massimo della forza) al sacco senza guanti, dopo mezz’ora dimmi come hai le mani.
    Ps:Kimbo è solo un fenomeno da baraccone dovevi uscire nomi come Fedor, Junior dosantos, ecc. loro sono i riferimenti nella mma.

  35. Fatemi finire di tirare calci alle colonne e poi ci provo anch’io

  36. ratto reietto

    @mark: parlo dei video street di kimbo, dove tira più di tre pugni a mani nude senza spaccarsi le mani…

    @nanni: io devo battere ancora la piccola palma.. vince sempre lei la stronza

  37. Ciobin

    @nanni @pornanni @ratti @reietti @claudiette e tutti voi, insomma in un’unica parola: nappuomi. Tutti. Grazie.

    Ho riflettuto a lungo sulle vostre parole, insulti e insinuazioni compresi, mentre pranzavo degustando una insalata nappe e rucola.
    Beh, cazzo mi avete convinto. Bruce Lee adesso è il mio idolo. Ho capito che avevate ragione. Sul cruscotto del mio camion è apparso il suo santino, in kimono giallo. Insomma mi sono riappropriato di una fetta di immaginario e di un grande uomo di cinema. E questo lo devo a voi. Avendo un aprroccio molto personale alla violenza, per via delle risse tra camionisti cui partecipo quasi ogni notte, al fuoco dei bidoni, mi ero fatto un’idea sbagliata, andando a cercare nei film una correlazione con le fratture ossee vere e il male che fanno e il sentire con la lingua il vuoto tra i denti, quando il montante di un senegalese te li spezza. Certo quei film lì vanno oltre, ed è giusto che sia così. Non lo avevo capito. Ma grazie, quindi. Adesso ho un nuovo mito e questo mi rende felice come un Papa Boy.

  38. NemoII

    Mentre voi tutti decidete se è più forte Hulk o la Cosa (i tempi beati dell’Editrice Corno), Superman o Batman, oppure Tyson e Bruce Lee, noi si apetta le prox rece, che spero comprenderanno un gioiellino non recitato dallo stesso Lee ma da scritto e girato dopo la sua scomparsa… ovvero “Messaggi da forze sconosciute” (Circle of Iron aka The silent Flute), regia di Richard Moore (1978), il distillato di quanto l’attore/maestro aveva appreso nei suoi lunghi anni di studi [in maniera particolare quando rimase per lunghi mesi immobilizzato dopo lo sfortunato incidente che causò lo stiramento del nervo sacrale il 10 agosto 1970.
    Naturalmente il DVD esiste in versione tedesca ed inglese, in italiano no…
    [ lo so, dovrei imparare a guardarli in lingua originale…]

    Pace profonda nell’onda che corre

  39. @nemoll: ma certo che includeremo “Messaggi da forze sconosciute” (Circle of Iron aka The silent Flute), regia di Richard Moore (1978), sceneggiatura di Stirling Silliphant e Stanley Mann da un soggetto di Bruce Lee, James Coburn e lo stesso Silliphant, fotografia di Ronnie Taylor, musiche di Bruce Smeaton, con David Carradine in cinque ruoli diversi quasi tutti assolutamente ridicoli, Jeff “Belli Capelli” Cooper eroe talmente carismatico che a confronto pure Charlie Hunnam sembra Bruce Lee, Roddy McDowall senza trucco da scimmia, Eli Wallach nel ruolo di “uomo dentro il pentolone d’olio” che pare essere stato inventato dai Monty Python e Christopher Lee nello stesso ruolo che aveva in Wicker Man, il distillato di quanto l’attore/maestro aveva appreso nei suoi lunghi anni di studi [in maniera particolare quando rimase per lunghi mesi immobilizzato dopo lo sfortunato incidente che causò lo stiramento del nervo sacrale il 10 agosto 1970 alle ore 16:42 di pomeriggio mentre fuori faceva stranamente freschino per quel periodo dell’anno, ci sono teorie che danno la colpa dell’incidente alla moglie Linda che nonostante tutto aveva regolato l’aria condizionata su 16].
    Ecco, diciamo che non c’era bisogno di copiare mezza Wiki per chiedercelo.

  40. NemoII

    Non wiki, ma splendido documentario su Rai4 che si sta rivelando splendida sorgente di ottimo cinema! Caro Nanni, per chi soffre di insonnia come il sottoscritto uno dei must dove trovare gran bella roba, anche se te la danno con il contagocce… E doppiata, in quanto non tutti sono in grado, come voi di goderne appieno in lingua originale.
    E’ stato un vero piacere vedere i filmati originali delle sue interviste sotto titolati e le riprese amatoriali delle sue lezioni con personaggi famosi!
    Per questo mi ricordavo di “messaggi”, visto quando ero ragazzo e mai più ritrovato; speriamo nelle buone intenzioni di mamma rai.

    Pace profonda nell’onda che corre…

  41. @nemoll: vai tra, pace in pericolosa apnea anche a te!

  42. Rocco Alano

    Lo sto vedendo adesso: il cattivo pare Carletto dei Gem Boy

  43. Rocco Alano

    @Nanni- le tette non necessitano motivi, ma si giustificano da sole.

  44. Wang Yu

    Poche tardive annotazioni: “Il furore della Cina colpisce ancora” è girato in Thailandia per motivi finanziari.La Golden Harvest produttrice del film aveva dei soldi “bloccati” in quel paese e non esportabili a causa delle rigide norme bancarie vigenti da quelle parti. Da qui la decisione di sfruttare quei (pochi)soldi girando in loco un film. Per quanto riguarda Hulk contro la Cosa e discorsi simili…Quante sciocchezze e quante chiacchiere da dilettanti fanno alcuni sputasentenze. Una cosa è un atleta,forte,grosso,enorme e da paura,come Tyson,ma pur sempre uno sportivo e basta,ed una cosa è un esperto di difesa personale. Puoi essere grosso finchè vuoi,ma l’esperto in self-defense ti ammazza quando vuole. Certo non con un arbitro che ti limita e su un ring,ma per strada.Ho frequentato,da karateka dilettante corsi, diciamo cosi’ di specializzazione in difesa personale.Ti insegnano proprio a non temere nessuno.Tanto se sei rapido e gli infili le dita negli occhi per primo,puoi giocare a calcetto pure con un gorilla trenta kili piu’pesante di te…Porto ad esempio un fatto vero:il mio istruttore arrotondava facendo il buttafuori in discoteca,giuro(tanto sono passati 20 anni ed è caduto in prescrizione) era solo un peso medio,carino col faccino giusto per stare davanti il locale alla moda.Non venne preso sul serio da un guppetto di energumeni che sfottevano una ragazza.Li invito’ad andarsene. Non lo fecero.Ci fu uno spingi spingi,l’amico Fred(cintura nera di karate ed esperto di difesa personale,anche grazie a stage di jet kune do, finito poi tra i guardaspalle di…De Laurentis,quello del Napoli) sembrava non farcela da solo,ma…irritato da battute e sfide diede appuntamento in luogo lontano dal locale alla chiusura dello stesso. Penso che gli energumeni fossero anche piu’ o meno praticanti di boxe.Non ci fu storia.Neanche inizio’.Famose dita negli occhi,testate fulminee sul naso.Ricordo uno che gli mise la manona attorno al collo.Senza pensarci un secondo Fred afferro’un dito con la sinistra,un altro con la destra e…zac separo’ di scatto le due dita spezzandole entrambe.Sembrava un film.Duro’pochi attimi.E Fred non era Bruce. Certo ci vuol fortuna,ma anche la testa giusta.La testa di chi non mena semplicemente per menare ma è abituato a intendere il corpo come un insieme di bersagli da colpire con cognizione di causa e con la perfetta conoscenza dell’anatomia. Stop . La boxe è una nobile arte,ma è uno sport.Le arti marziali sono fatte per uccidere. Sono nate affinché il povero disarmato potesse combattere contro chi aveva armi e corazze a proteggerlo.Un pugile,per quanto forte,non spezzerà mai una tavoletta.Occorre allenarsi a mane nude e non contro un sacco,ma contro un bersaglio solido.Ecco perché un cinesino di 50 kili puo’spezzare 4 tavole ed un peso massimo di 110 kg non riesce a romperne una.Non ve lo siete mai chiesto? A proposito di arti marziali nate per sfondare con le mani nude le armature,sapete a cosa servivono i calci volanti? Nei film si vede altro,ma in realtà lo scopo era, non saltare su una casa ma…arrivare almeno ad altezza di cavallo per disarcionare col calcio il cavaliere.E si,le arti marziali orientali sono anche un manifesto della lotta del proletariato contro il capitalismo!

  45. Entertheciccion

    E bravo wang yu hai detto 2o3 cose interessanti,compreso la storia degli esercizi di rottura e dei calci volanti.Al parallelo arti marziali-rivincita del proletariato non avevo mai pensato.

  46. Jason

    Wang Yu le tecniche di autodifesa colpendo i centri vitali funzionano sè l’avversario ti viene addosso o sè lo colpisci a tradimento ma prova tu, come ha spiegato il maestro D’Agostino, a colpire uno che si difende. Già è difficile colpirlo, l’avversario che si muove come un boxeur, figurati nei punti meglio protetti dalla natura. Nelle risse la self defence, da sola, funziona a tradimento o contro il rissaiolo il resto è mito. Per quanto concerne le tavolette rotte ci sono studi scientifici che dimostrano che i colpi della boxe sono i più forti.
    Riguardo alla rissa di cui parli quelli che descrivi sono tutto meno che boxeur.

    Per quanto riguarda l’abilità di lottatore di Bruce cito Jackie Chan: ”Era un valido artista marziale, ma a causa della sua fama si esagerò molto sulle sue capacità” cit.
    ”I suoi pugni e i suoi calci erano forti e precisi, ma io conoscevo persone che erano forti e abili come lui o addirittura di più. Ma non importava”cit.

    ”egli era un uomo. Un uomo da ammirare ma non da idolatrare”cit.

    e non cito Chuck Norris che mentre diceva fatti terribilmente rivelatori delle abilità di Bruce (in senso negativo) ci rideva sopra.
    Quindi lasciamo tranquilla l’anima del Buon Bruce nel suo contesto: il mondo del cinema e della filosofia.

    Ps: Wang Yu riguardo i tuoi commenti sul far volare i cavalieri con i calci stendo un velo pietoso.

  47. Scusate se intervengo in una discussione così vecchia ma vorrei dire la mia.

    Chuck Norris su Bruce si è contraddetto tantissime volte, non lo trovo affatto affidabile, se non mi credete cercate in rete. Una volta dice di non averci mai fatto sparring, altre che certo molte volte, poi dice che Bruce era più forte, poi che era bravo ma più un attore, mentre lui (Norris) un combattente. La verità dove sta?

    A me piace la gente schietta e senza mezzi termini, vedi Kelly:

    https://youtu.be/2CYHzi7jDG8

    Per il resto è stupido fare discorsi su chi è più forte di chi. Bruce è stato probavilmente uno dei più grandi artisti marziali di sempre, questo basta, il resto sono chiacchiere da bar che lasciano il tempo che trovano.

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