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La memoria del pesce rosso: “Mars Attacks!” (Tim Burton, 1996)

Il lato negativo di Internet è che ci fa credere di sapere tutto. Così finiamo per rimuovere i dettagli-chiave dei film. Oppure, al contrario, ci restano in testa solo cazzate. In questa rubrica un redattore l’esperto di lingue aliene Quantum Tarantino prova a ricostruire un film visto qualche anno fa senza usare Wikipedia per riempire i buchi.

Il poster bello

La premessa: È il 1996 e lungi dallo sputtanare completamente la propria carriera soccombendo alla perversione sessuale di dirigere Johnny Depp truccato e vestito come un pagliaccio in 600 film tutti uguali, Tim Burton è ancora un filmaker con una dignità, una personalità e una visione originale e sopra le righe che ne fanno una delle figure più interessanti secondo la critica cinematografica dell’epoca. Ignaro di cosa sia la critica cinematografica, la Politica degli Autori, o anche solo Tim Burton, io ho tra i 9 e i 9 anni e mezzo e concilio sorprendentemente bene il mio amore per il cinema con la poca voglia di uscire di casa guardando unicamente film che passano in televisione o di cui posseggo la videocassetta. Il più delle volte si rivela una soluzione funzionale, ma la recente visione di Independence Day ha lasciato un vuoto nella mia vita che pare essere incolmabile: ho bisogno di film casinosi su invasioni aliene, con molte astronavi e molte esplosioni, da vedere su uno schermo enorme e il trailer di Mars Attacks! sembra rispondere a questa esigenza mettendo addirittura sul piatto qualcosa in più che proprio non mi aspettavo: la commedia (e per capire che ascendente potesse avere questo elemento sul me stesso di allora, sappiate solo che se mi avessero chiesto quale fosse il film migliore di tutti i tempi avrei risposto senza neanche doverci pensare “Ace Ventura – L’acchiappanimali seguito a ruota da Ace Ventura – Missione Africa“).
Sulla base di pochi frame decontestualizzati e una pubblicità forviante, punto i piedi come solo un bambino sa puntarli — Mars Attacks! è il film più divertente del mondo — e finisce che vado a vederlo al cinema una sera assieme al mio migliore amico dell’epoca, accompagnati dal padre di lui: siamo tutti molto gasati e quegli alieni con gli occhi a palla e il cervellone in bella mostra sono proprio buffissimi, ma tempo 15 minuti e ci rendiamo conto che qualcosa non va, che quella che stiamo vedendo forse non è esattamente una commedia per famiglie, tempo 20 e sulla faccia del padre del mio amico compare un’espressione più o meno traducibile come “ho fatto la cazzata della mia vita”.
Tempo un’ora e mezza, e la nostra infanzia è finita perché abbiamo imparato nel modo più doloroso possibile cos’è lo humor nero.

Il poster brutto

Plot: I marziani arrivano sulla Terra e un cast all-star della Hollywood bene, travestiti da cose come presidenti, scienziati e giornalisti, li accoglie a braccia aperte salvo prenderlo abbastanza in fretta e abbastanza sonoramente nel culo quando i marziani dimostrano una spiccata propensione a uccidere tutto quello che si muove. Alcuni uomini moriranno in modi molto creativi, tutti gli altri in modi più banalmente orribili — fino a che uno sfighez con dei capelli orrbili (Lukas Haas) scoprirà grazie alla nonna dura d’orecchi che il punto debole dei marziani è la musica e l’invasione aliena viene fermata a suon di country. Titoli di coda con Tom Jones che canta con un’aquila appollaiata sul braccio.

America Fuck Yeah

Dettagli cruciali

  • I marziani usano raggi laser che carbonizzano all’istante gli esseri umani, lasciando al loro posto solo uno scheletro fumante color verde (o rosso?) radioattivo. Sa Dio perché, è il dettaglio che più mi è rimasto impresso del film. Sì, anche più del prossimo punto.
  • La testa di Sarah Jessica Parker viene montata sul corpo di un chihuahua in un controverso esperimento tentato dai marziani per vedere se così la sua interpretazione era più convincente.

ma_sjp-dog

  • Il cast, come è noto, è stellarissimo. Più o meno chiunque, in ruoli più o meno piccoli, vi ha preso parte. Natalie Portman? Check. Michael J. Fox? Check. Pierce Brosnan? Check. Sarah Jessica Cavallo Pazzo Parker? Check. Pam Grier? Check. Danny De Vito? Check. Jack Black? Check. Glenn Close? Check. Jack Nicholson? Due volte! Johnny Depp? Rifiutò la parte.
  • Pam Grier fa la mamma di due bambini che saltano la scuola per giocare a uno sparatutto in sala giochi; al momento di combattere gli alieni la loro abilità nel maneggiare il ferro sarà fondamentale per far fuori quei maledetti musi verdi. (Sarà la scusa nei miei 10 anni di bigiate a venire: “mi preparavo per un’invasione aliena”.)
  • Il giocatore di football/attore Jim Brown interpreta un pugile (o wrestler?) che indebitato fino al collo si ritrova a fare foto coi turisti vestito da faraone in un casinò di Las Vegas; avrà il suo riscatto battendosi a mani nude (e vincendo) contro un milione di alieni.

ma_jimbrown

  • Quella di Jack Black è una delle morti che mi ricordo meglio: punta il fucile contro un marziano, gli casca il caricatore, molla il fucile, affetta una bandiera degli Stati Uniti, si arrende, fa per usarla come arma, viene carbonizzato. E tu godi tantissimo perché il suo personaggio era davvero sgradevole.
  • La prima strage perpetuata dai marziani ha come tappeto sonoro la voce di un traduttore universale che interpreta i loro versi come “non scappate, siamo vostri amici”.
  • Il film, l’ho scoperto solo molti anni dopo, è ispirato a una serie di carte da gioco/collezione diventata di culto negli anni 60 che raffiguravano, sostanzialmente, marizani che ammazzavano persone nei modi più truci possibili. L’intento di Burton è ovviamente a) satirico e b) di omaggiare i B movie portando avanti il discorso iniziato anni prima con Ed Wood; INCREDIBILMENTE il pubblico americano non lo capì e il film fu un flop al botteghino (arrivando a dire che era un brutto rip-off di Independence Day).
Negli anni 60 i bambini giocavano con queste, mica coi pokemon! Cos'è successo al nostro Paese?

Negli anni 60 i bambini giocavano con queste, mica coi pokemon! Cos’è successo al nostro Paese?

  • I marziani non parlano, emettono un unico verso che suona tipo “ack-ack”. Le loro motivazioni sono ignote, come vuole la tradizione dei film di invasioni aliene vecchio stampo — sono semplicemente dei dannatissimi stronzi.
  • Come ogni film di invasioni aliene che si rispetti, tutto ha luogo quasi esclusivamente in America; non manca tuttavia la classica scena dell’invasione su larga scala rappresentata dai dischi volanti che tirano giù i vari “landmark” del resto del mondo, Big Ben, Torre Eiffel eccetera. Vado a memoria, ma credo che la sequenza sia fatta con modellini volutamente pacchissimi.

Film con cui viene scambiato più facilmente: NESSUN altro film di Burton; Independence Day (America vs alieni); l’intera carriera di Sarah Jessica Parker (Sarah Jessica Parker è una cagna); Movie 43 (un sacco di attori famosi fanno i pirla).

Opinione esemplare trovata sul message board di IMDB: Most awkward Mars Attacks lines to use during sex (?!).

Segni che è stato visto nel 1996: in realtà è proprio uno dei più classici esempi di film che sul subito non si è inculato nessuno e dieci anni dopo tutti a riscoprirlo e fare i grandoni che l’hanno sempre saputo che era una figata. A mia discolpa, io avevo 9 anni; qual è la vostra scusa?

Titolo più fico dato al film sui mercati non ispanofoni: “Ha-Plisha M’Ma’adim” per l’edizione israeliana.

Lo rivedresti? Hai voglia!

DVD-quote suggerita:

“Ack-ack ack-ack”
Quantum Tarantino, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

ma_ack

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120 Commenti

  1. cinepathia

    Uh, quasi dimenticavo: la locandina è splendida, mi chiedo come non sia ancora finita nella rubrica “Violenza Domestica”. Ma forse sono io che ricordo male e quel bel pattern di cervelloni verdi è già finito a decorare le pagine di questo sito e le pareti dei vostri appartamenti.

  2. BellaZio

    Che poi Dark Shadows su Rotten Tomatoes va una merda, anche se, senza nessun motivo logico, batte Ace Ventura Missione Africa (di poco eh). Però Ace Ventura gli dà ancora un po’ di merda. Beccati questa new Burton! Pure il Chicago Chronicles ti ha preferito Ace Ventura, non solo io!
    Ragazzi ma come mi spiegate il fatto che Johnny Depp in un musical, quando palesemente non sa cantare, non sia una mossa ad hoc solo per avere un nome e portare qualche stronzo in più (tipo: me) al cinema se non con i termini “mossa commerciale”? Cazzo, in quel film solo Baron Cohen faceva bene il suo mestiere.

  3. Mago Merinos

    @bellazio, ma allora concordi con me. Mettere depp in quel film è una mossa commerciale, ma da qui a dire che tutto ST è una commercialata ce en passa…

  4. BellaZio

    @Mago
    Il resto è Burton che fa il compitino, nella caricatura di un film di Burton. Fa esattamente quello che chi gli ha prodotto il film gli chiedeva di fare probabilmente, fai le cose buie, i capelli strani, tua moglie e Johnny Depp. Secondo me ST e DS sono due epitaffi: fai la tua cosina come vogliamo noi e puoi andare avanti, in questo ti facciamo cantare gli omini basta che a cantare ci sia Johnny Depp, in quell’altro giri questa merdazza che qualcuno ha scritto un po’ buia e siam tutti contenti. Ormai nel curriculum Burton deve scrive “Johnny Depp munito”. O cambia Burton o è un dinosauro, proprio perché questi tentativi di aggiornamento risultano come un ibrido dark-emo che non soddisfa ne i dark ne gli emo. Il problema è che ormai mi pare che sia accondiscendente a non voler provare a cambiare.
    Poi io trovo l’accento inglese di Depp molto poco convincente e forzato, nulla a che vedere con, per dirne uno, Downey Jr.

  5. LOL! Credo che tu debba rivedere il giudizio che dai a te stesso e alle tue idee. Se pensi che io mi stia a leggere quella valanga di parole per il puro piacere della discussione hai sbagliato cliente.
    Se proprio ti interessa puoi copiare quella specie di saggio breve di maturità che hai scritto su un file word/open office, vedere di quante parole si compone, togliere tutto quello che non serve in modo da farlo almeno – sottolineo almeno – della metà e poi rimetterlo qui avendo la cortesia di scriverci davanti @ pilloledicinema:
    Altrimenti per me è morta lì. Se vuoi puoi crogiolarti nel pensiero che le tue idee brillanti siano tutte giuste. La cosa non mi disturba.

  6. Ciobin Attacks

    @Merinos Ma ti pagano a parole ?

    @Bellazio Approvo la tua view, nel senso che la trovo equilibrata. Non sono convinto però che Burton sia calciabile. Sono convinto che, al contrario, sia un biberon pieno di merda liquida. È logico che possa paicere, eh ? Non a me, però. Ti invito peraltro a riguardare la penultima immagine della rece, quella con le budella. È ovvio che Burton sia partito da quei fumetti ma non ne ha recepito la parte disturbante. Verhoeven sì. Quella immagine, che è Mars attacks prima di Mars attacks, è più Verhoeven che Burton. Verhoeven è un genio totale, assolutamente troppo intelligente e spietato per essere un autore. E pensare che lavora a Hollywood !

    @Quelli Là
    La soddisfasione (con la s) più grande è il silenzio di chi inneggiava a Burton inventore di robbe e creatore di mode. Magari si riferivano alle acconciature del barboncino.

    @Nanni Che cosa è Rotten Tomatoes ?

  7. @mago merinos: c’e’ che, di base, non riesco a immaginare un solo contesto in cui sintetizzare il valore globale di un film con un solo numero abbia il minimo senso.

  8. @ciobin: prendi la mia esitazione a spiegartelo come segno definitivo del mio affetto

  9. Mago Merinos

    @pillole ehi, mica ho puntato la pistola alla tempia di qualcuno, se non vuoi leggere non mi offendo mica. cmq mica scrivo per narcisimo, o non si spiegherebbe il fatto che ho scritto anche messaggi brevi

    @nanni: 2 esempi: 1 l’impatto che un dato film ha avuto sulla critica e sul ubblico americano. Da cui si capisce l’opinione che si ha delal carriera di un tizio in quel territorio, da cui capire il suo potere di mercato, la sua influenza mediatica etc etc etc. in quetso modo hai dati per fare analisi su chi e perchè ha fatto il film, roba che esula dal valore del film stesso
    altro esempio, che rpeto per la terza volta. Quel numero riassume una media pesata di giudizi che dovrebbero essere basati su parametri oggettivi e misurabili del valore di un prodotto, in tal caso cinematografico. Ovviamente tale valore esula dal piacere o meno che uno può avere dalla visione del film. Non capisco cosa ci sia di complicato. Metti che voglio chessò recuperare i film di hitchcock e non ho abbastanza vita privata da dedicare a tutti i suoi film. Come distinguo quelli considerati migliori da quelli peggiori per massimizzare la probabilità di evitare bufale?Uso la media ponderata.Poi magari un film che lì ha 100 può non piacermi o viceversa. Ma è uno strumento utile. Tutto qui.

  10. @mago merinos: bravissimo, gli esempi hanno un loro senso. Pero’ ti giuro che in entrambi i casi se non leggo qualcosa di motivato a parole non mi muovo. Non ho abbastanza tempo libero da perdere con un film che rischia di non piacermi solo perché ha avuto un voto alto da qualcuno di cui non conosco i parametri di giudizio. Ho abbastanza esperienza da poter dire che l’oggettivita’ di cui parli non esiste o, nel migliore dei casi (tipo una plateale professionalita’ tecnica), non e’ comunque decisiva. Se pero’ ogni tanto uso ancora Rotten Tomatoes e’ perché, aldila’ delle medie numeriche, raccoglie in una sola pagina i link alle varie specifiche recensioni: da li’ pesco quelle dei critici di cui mi fido, e leggo qualcosa di ragionato prima di perdere due ore della mia vita alla cieca.

  11. pasqualo bianco

    Molto forte il Burton, veramente. Ma senza il Linch, sarebbe cosa?

  12. Mago Merinos

    @nanni, ma allora sostanzialmente lo usiamo per le stesse ragioni :) è quello che dico anche io, vedi il voto e poi nelle critiche cerchi le motivazioni a quel voto.
    @pasqualo in realtà secondo me + che lynch burton pesca avidamente (e per sua stessa ammissione) da fellini (mostriamo persone normali con aspetto grottesco e fumettistico) e soprattutto da whale (la scena di batman returns in cui catwoman e pinguino si guardano attraverso la gabbia del canarino è praticamente pari pari a quella del frankenstein in cui il mostro e il dottore si guardano attraverso un ingranaggio del mulino).
    @bellazio si capisco bene il tuo punto di vista. in effetti mi capita di penare una cosa simile per gli utlimi di allen ad esempio.

  13. David Kronenburg

    mettiamola così, secondo me Tim Burton sta al cinema come gli Wham stanno alla musica degli anni ottanta.

    Facile, troppo facile, poi, trovare riferimenti al cinema di fellini, di whale o di chiunque altro. E’ cinema, è arte, si cita, si richiama a ciò che ha formato il creativo.

  14. @mago merinos: no. Ho una lista di critici di cui mi fido. Ignoro il voto numerico, e vado direttamente alla loro recensione. Rotten Tomatoes aiuta perché piazza tutti i link che mi servono in una pagina sola.

  15. Mago Merinos

    @nanni ad esempio?quali segui?

  16. blueberry

    so che non centra un cacchio però mi piacerebbe ricordare con voi di quella volta che andai al cinema, speranzoso, per gustarmi la fabbrica di cioccolata. di Burton avevo visto er meglio…
    comunque c’era un ragazzo di fianco a me che ogni due scene si portava le mani al viso sgranava gli occhi e mormorava “genio!” o “ahaha capolavoro!” (dove “ahahah” è un’onomatopea tesa ad indicare una risatella sardonica) troppo convinto.
    io che già alla terza scena mi stavo per addormentare non potei fare a meno di ridere continuamente fino all’uscita dalla sala.
    ma nonostante questi bei ricordi non posso fare a meno di ammettere a me stesso (opinione con cui concordo tra l’altro) che Burton s’è perso per strada da big fish

  17. pasqualo bianco

    @Mago Merinos
    Ok, condivido il tuo punto di vista, distinguo però la pescata dall’ispirazione.
    Fellini resta il numero 1, lui solo ha portato il vero codice-circo al cinema.
    Lynch ha fiutato il dramma dei baracconi 8centeschi, vedi Elephant man.
    Barton ha imparato tutto quello che serve, sia di mostri veri o immaginari.

    Per la cronaca:
    Jack Nicholson, si ritira e dice addio all’industria cinematografica e al grande schermo: secondo indiscrezioni riportate da RadarOnline, il motivo del ritiro è la perdita di memoria.

  18. pescenaufrago

    L’ho visto anche io al cinema, con un amico. Ci siamo sbellicati dal ridere, estasiati dallo humour nero, dai molteplici riferimenti, e dalla gratuita crudeltà dei marziani. Complici forse anche un paio di daiquiri. Per me è un capolavoro.

  19. Fra X

    Gran bel film satirico-iperrealista-divertente! ^^ Purtroppo venne offuscato alla sua uscita da ID!

    “lo dico, l’unico film davvero bello di Tim Burton.”

    Si provoca? XD

  20. Fra X

    Oh, mamma si è tirato pure in mezzo Frusciante!?! Lui però ci mette la faccia! XD Vai al videodrome se non ci sei già stato a dirgliele queste cose! XD
    Frusciante e Mereghetti!?! Una battuta vero? Certo che ogni tanto ne escono quì niente male. XD
    Pure su Burton solo perché ultimamente ha azzeccato meno film… purtroppo siamo in un periodo in cui si rivaluta” Vacanze di Natale” e si svaluta Burton! Sic!

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