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Speciale Bruce Lee: L’ultimo combattimento di Chen

Erano bastate quattro mosse a Bruce Lee per fare scacco matto al cinema mondiale. Anche se dire “cinema” è estremamente riduttivo nel momento in cui grazie a lui scoppiò la mania delle arti marziali, con conseguente diffondersi esponenziale di scuole di svariati stili, e che in generale ci fu anche una maggiore apertura verso la cultura orientale. Guardate il trailer originale di I tre dell’Operazione Drago: non solo c’era ancora visible paura a mostrare che il protagonista del film era un cinese, una paranoia fortunatamente esclusiva del suddetto trailer, ma uno dei selling point, trattato come novità assoluta, era il concetto di “disarmato ma ugualmente pericoloso”.
In realtà la chiamata dagli USA arrivò mentre l’instancabile Lee era già all’opera su quello che doveva essere il suo secondo film da regista/autore, nonché il vero, definitivo manifesto del Jeet Kune Do. Titolo: Game of Death.

La prima inquadratura prevista era un tot simbolica: un grosso albero in mezzo a una megatempesta che rimane completamente immobile fino a che la potenza della tempesta non lo spezza in due; poco più in là, un albero più piccolo, snello, flessibile, costantemente piegato dalla tempesta ma che proprio grazie alla sua flessibilità resiste e ne esce salvo. Insomma: dosi importanti di metaforone.
Dopodiché la trama era semplice e lineare: Bruce, con un pretesto forzoso qualsiasi, entrava in una pagoda con un paio di complici (Chieh Yuan e quell’eroe di James Tien), e ad ogni piano menava un avversario diverso, ognuno col suo stile personale, con livello di difficoltà crescente. Come in un videogame. Tranne, nel 1973. E vi ricordo che nel 1973 non avevano ancora inventato Super Mario. Non sto sostenendo che Bruce Lee abbia inventato i videogame, eh? Sto solo riportando un fatto, documentato, che potrebbe o non potrebbe far riflettere sulla questione. Lo lascio lì così, fatene quello che volete, io non entro nei meriti (Steve Jobs Puppa).
Ad ogni modo: Bruce Lee interrompe le riprese per girare I tre dell’Operazione Drago, che riesce giusto a finire.
La sera del 20 luglio 1973, mentre si trovava nell’appartamento di Betty Ting Pei (una specie di Edwige Fenech cinese), Bruce accusa un malore, prende un analgesico, si addormenta sul divano e non si sveglia più.
Ci vorranno mesi prima che l’autopsia ufficializzi un edema cerebrale.

Bruce Lee

Bruce Lee

Scatta il manicomio:
– la stampa e l’opinione pubblica accumulano un numero di ipotesi sulla vera causa della morte che vanno dall’improbabile al fantascientifico (gettonatissima la parola “ninja”)
– il nome di Bruce Lee entra definitivamente nella leggenda: è il marzialista più famoso dell’Universo, è il cinese più famoso dell’Universo, e fortuna che non esistevano Twitter e Facebook altrimenti ci saremmo fiaccati le palle di lui dopo neanche una settimana
– l’industria cinematografica risponde alla Spartacus, ovvero iniziando a produrre in rapida serie una mitragliata di film di kung fu improvvisati in mezza giornata con protagonisti una lunga serie di pseudo-sosia di Lee che adattano un nome simile (Bruce Li, Bruce Le, Bruce Lai, ecc…). La maggior parte di essi, senza vergogna, aggiunge il nome di Bruce Lee nel titolo e spesso anche nella locandina. Ovviamente questi film vengono distribuiti esclusivamente in Occidente perché siamo scemi e ce lo meritiamo. Il fenomeno viene chiamato “Bruceploitation“.
– Steve Jobs ruba la sceneggiatura di Game of Death e inventa Super Mario (da verificare)
Cinque anni dopo il nome di Bruce Lee è ancora più caldo che mai.
Motivo per cui la Golden Harvest dice “basta, ci siamo rotti il cazzo” e decide in qualche modo di utilizzare il girato di Lee per Game of Death.
La loro idea è geniale e consiste in:
– usare solo una frazione del materiale a disposizione;
– riscrivere la trama fino a che non assomiglia all’originale manco per sbaglio;
– assumere una serie di controfigure di Bruce Lee che non gli assomigliano per un cazzo (Kim Tai Chung e, in misura minore, addirittura Yuen Biao) e costringerle a recitare per 80 minuti di spalle e/o col volto coperto da occhiali alla Sandra Mondaini oppure, nei casi più radicali, con una foto della faccia di Bruce ritagliata male e appiccicatagli sopra con la colla Pritt (non esisteva Photoshop);
– integrare con scene di repertorio tratte dagli altri film di Lee, tra cui mezzo combattimento con Chuck Norris sgamato dall’Urlo di Chen solo per mettere il nome di Norris nei titoli di testa anche se non si è mai mosso da casa;
– impreziosire il tutto con un paio di ex premi Oscar a caso (Dean Jagger e Gig Young), un memorabile tema composto nientemeno che da John Barry, e le coreografie di Sammo Hung.
Il risultato ovviamente è imbarazzante a livelli dolorosi.

Bruce Lee

“Bruce Lee”

La nuova trama è incentrata su “Billy Lo”, attore che per qualche ragione dà fastidio alla mafia. La cosa è molto comoda, perché permette ad esempio di prendere la scena del combattimento con Chuck Norris, inframezzarla con inquadrature di cinesi con in mano cineprese, luci e microfoni, e fingere che siano le riprese di un film nel film.
Poi, dopo una scena in cui Billy Lo combatte una serie di scagnozzi senza levarsi gli occhiali alla Sandra Mondaini anche se è notte, il fattaccio: Billy gira il finale di Dalla Cina con furore, ma tra le comparse c’è un mafioso infiltrato con una pistola vera che lo spara in fazza. La cosa ovviamente fa rabbrividire, e non poco, se si pensa che 15 anni dopo a Brandon Lee, figlio di Bruce, successe esattamente la stessa cosa con esiti fatali sul set di Il corvo. È dura zittire i complottisti su questo. La scena prevede che il proiettile trapassi Billy lasciandolo vivo, ma che si decida di spacciarlo per morto per salvarlo dalle grinfie della mafia. Il film ha quindi la stratosferica faccia da culo di inserire scene dal vero funerale di Lee, incluse inquadrature sulla bara aperta. Esatto: nel film compare il vero cadavere di Bruce Lee. Teste di cazzo. C’è però un aspetto frustrante nel fatto che tutto ciò poteva essere la perfetta scusa narrativa per inserire una chirurgia facciale e giustificare il fatto che Kim Tai Chung non assimigli per nulla a Bruce Lee dividendo il film in un prima e dopo, ma ovviamente 1) il film a quel punto aveva già mischiato scene di Kim e Bruce senza motivo, e 2) doveva ancora arrivare il dunque, le vere scene inedite di Bruce. Per cui insomma, accade il seguente momento esilarante in cui Billy Lo parla col suo amico: “vogli una fazza nuova” (metacinema! genio!) “no Billy, non c’è bisogno, il dottore ha detto che riesce a rifarti la fazza uguale a prima” (oh… macheccazz…??? perché? e quale delle due?) “ok… dai, fammi almeno mettere la barba finta per 10 minuti” (facepalm).

Bruce Lee?

Bruce Lee?

Segue un intermezzo con l’unico momento di interesse del film a parte i famosi inediti: il combattimento tra Sammo e Bob Wall. Bob poverino è un cagnaccio di attore ma con una bella fazza da cattivo, e come marzialista purtroppo parla più il suo curriculum (per anni fu praticamente il vice-Chuck Norris) che il suo stile grezzo e concreto, un’apoteosi della legnosità del karate fatta di riflessi e potenza ma raramente di eleganza. Dall’altra parte invece è il Sammo Show, trippa orgogliosamente al vento e agilità sovrannaturale, esattamente il tipo di spettacolo che ti fa venire voglia di recuperare la sua intera filmografia.
E infine il momento topico: Billy Lo si reca nel covo dei cattivi, e per farlo ruba la tuta da motociclista a uno degli scagnozzi.
Esatto: la famosa tuta gialla con strisce nere diventata iconica e citata da chiunque volesse rendere omaggio a Bruce Lee, da Uma Thurman in Kill Bill in giù (geniale il tributo in Shaolin Soccer, in cui è la divisa del portiere).
Iniziano i minuti inediti, quelli girati nella pagoda.
Trattasi di tre combattimenti in cui Bruce fa sfoggio della flessibilità del Jeet Kune Do incontrando tre avversari diversi e individuando il punto debole di ogni loro stile. Nell’ordine: Dan Inosanto, filippino, maestro di Eskrima; Ji Han Jae, coreano, maestro di Hapkido; Kareem Abdul-Jabbar, gigante, maestro di basket.

Bruce Lee???

Bruce Lee???

Tutti e tre i combattimenti sono decimati dal montaggio per escludere le inquadrature in cui appaiono anche James Tien e Chieh Yuan, non presenti in questa versione del film, e seguono il solito stile narrativo/didattico: vere e proprie partite a scacchi, in cui Bruce attacca, subisce, analizza, cambia, contrattacca. Una storia nella storia. Inosanto e l’altro amico vengono umiliati per la loro rigida prevedibilità, ma con Jabbar la faccenda è diversa: Jabbar, nella vita vera allievo di Bruce Lee, combatte senza stile. È Jeet Kune Do contro Jeet Kune Do, tranne che Jabbar è alto il doppio di Lee e, oltre ad essere più potente, lo tiene facilmente a distanza (memorabile il momento in cui gli stampa l’impronta del piede sulla tuta con un calcione). Bruce fatica più del solito, ma alla fine scopre anche il punto debole di Kareem: i tiri liberi è iper-sensibile alla luce. Come un vampiro. Un vampiro di colore alto 2 metri e 18. Di nuovo: l’agilità mentale, unita a un fisico adeguatamente tonico e reattivo, vince.
Questo è L’ultimo combattimento di Chen: il punto più basso mai toccato dalla cinematografia mondiale, in cui i 10 minuti finali sono il punto più alto mai toccato dalla cinematografia mondiale.
Leggenda vuole però che di girato ne esista almeno un’ora, di cui una parte purtroppo persa. Esiste in compenso un montaggio di 40 minuti, ritrovato dallo storico Bey Logan negli archivi della Golden Harvest, e inserito nel documentario Bruce Lee: A Warrior’s Journey di John Little, rintracciabile sia separatamente che come contenuto speciale del dvd di I tre dell’Operazione Drago (versione italiana inclusa). Essi presentano la versione integrale di tre dei cinque combattimenti nella pagoda previsti da Bruce: vediamo Chieh Yuan e James Tien in azione, vediamo lo svolgersi completo degli scontro contro Inosanto, Ji Han Jae e Jabbar spesso corredati da dialoghi didattici, ma soprattutto vediamo un Bruce Lee più in forma che mai in quello che è davvero il più prezioso e spettacolare girato che ci abbia lasciato.
E proprio per questo, è imprescindibile.
Anzi, siccome si trova sul Youtube – e tutti sanno che se si trova sul Youtube vuol dire che è legale – guardatevelo:

Trivia:
– gli altri due combattenti previsti nella pagoda erano Whang Ing-Sik, maestro di Hapkido già visto nell’Urlo di Chen, e Taky Kimura, maestro nello stile della mantide religiosa, ed era prevista anche la presenza di George Lazenby nel ruolo di quello che rende il film più appetibile in Occidente;
– esiste un Game of Death 2 con protagonista Kim Tai Chung che usa ulteriori spezzoni di archivio di Bruce Lee per collegarsi in qualche modo a questo film, che curiosamente ripesca in parte la trama dello script originale, e che si fa volere bene giusto per il fatto di buttarla in commedia;
– esiste anche un film giappo intitolato Bruce Lee’s G.O.D. (Shibōteki Yūgi) che vorrebbe essere la ricostruzione in assoluto più fedele dello script originale, ma non sono riuscito a recuperarlo e non so dirvi che razza di operazione sia;
– prima che Bolo Yeung creasse un ponte tra Bruce Lee e Van Damme diventando il cattivo di Senza eslcusione di colpi, abbiamo quel poverino di Kim Tai Chung che appare nel ruolo del fantasma di Bruce Lee in Kickboxers – Vendetta personale, in cui Van Damme interpreta l’Ivan Drago della kickboxing;
– si parla da almeno 15 anni di una resurrezione digitale di Bruce Lee ad opera di Rob Cohen, ma per fortuna non se n’è ancora fatto nulla. Per farvi un’idea di cosa si rischia potete però vedervi un recente spot del Johnnie Walker, e relativo backstage (grazie per la segnalazione al nostro lettore Cleaned)

DVD-quote:

“Doloroso, ma imprescindibile”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

Bruce Lee

Bruce Lee

SPOILER: il nostro Speciale Bruce Lee NON finisce qui…

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35 Commenti

  1. Sauro Pasquini

    Beh! Non mi sembra fatto male il Reborn di Bruce Lee nello spot del Whisky … era assolutamente credibile!
    Ci poterbbe pure stare un film intero fatto così …

  2. Ciobin Lee Oswald

    #OharaLives

  3. S. Rubik

    per un sacco di tempo sono rimasto indeciso se guardare questo film, almeno per le sequenze con Bruce. Poi un mesetto fa ho visto il documentario con la famosa sequenza finale rimontata, restaurata e revisionata. Effettivamente vale più di una decina di altri film. Credevo di essere a posto così, ma forse lo recupero per il Sammo Show.

    Permettetemi di stappare una birreta in onore del Capo (e di Bruce), per ringraziare di questo speciale.

  4. Michael Jail Black

    Ogni martedi dopo lo speciale, la sera, mi riguardo il film recensito. Preche’ Bruce e’ Bruce e voi siete grandi!

  5. Cleaned

    Gran bel pezzo Nanni! anche se “imprescindibile” è diventato il prezioso montaggio originale da 39 minuti che hai postato. Te lo copi su CD e lo sostituisci al disco di Game of Death nel cofanetto.

    Cmq non riuscirò mai a capire perché non ingaggiarono di nuovo Chieh Yuan e James Tien per farli interagire con il sosia di Lee nel primo tempo, ricalcare un pochetto la trama pensata inizialmente e lasciare intatta tutta la parte nella pagoda…

  6. FedericoSly

    Bellissima race!!! PS ho appena visto lo spot della Jonny Walker, cazzo stupendo ho i brividi!!!!

  7. Non avevo ancora finito di leggere il titolo e già proclamavo YOU HAVE OFFENDED MEEEEEE YOU HAVE OFFENDED MY FAMILYYYYY. Nanni, su queste cose, ci ha fatto il callo.

    http://www.youtube.com/watch?v=kI6qXDViS98

  8. Cleaned

    Ah! sia maledetto Game of death 2! Infilato a tradimento come quinto film di Lee (al posto dell’Enter The Dragon warner bros.) nei cofanetti italiani. Fin dai tempi delle VHS!

  9. Gaunt Noir

    Lo spot del Johnnie Walker mi ha dato un fortissimo senso di nausea. Il making of poi della figlia che dice “In un momento mi è sembrato veramente mio padre” m’ha messo addosso una tristezza pensando al suo portafogli dietro a questa frase che m’è presa una amarezza incredibile…

  10. Sul film ho qualche vaghissimo ricordo di una visione pomeridiana su TMC in un tragico widescreen che aumentava la sensazione di squallore e pezzentaggine. Sarebbe bastato un minimo, ma proprio un minimo di inventiva e intelligenza per creare un contesto più degno in cui inserire quei 40 minuti già esistenti.

    Lo spot è tristissimo.

  11. Wang Yu

    1) Grande recensione,10 con laude
    2) A proposito di Supermario(quello vero)consglierei a tutti di guardarsi il doc. “Come bruce Lee ha cambiato il mondo” a cura di History channel. Fantastico.In effetti dimostra di come bruce abbia influenzato il modo di allenarsi,di ballare di girare i film di azione e tant’altro. Peccato non esista una edizione in italiano o quanto meno sottotitolata. SE ESISTE DITEMI DOVE TROVARLA GRAZIE-
    3)A proposito degli inediti di games of death,quelli inseriti nel Dvd di I tre dell’operazione drago ediz.speciale vanno benisimo.E’proprio una bella edizione quella,composta da due ottimi dischi. Qualcuno sa dirmi nulla del nuovo dvd ad alta definizione uscito per il quarantennale? ancora non c’è in Italia giusto? Ma qualcuno ne sa nulla? converrà acquistarlo.C’è all’interno qualche novità,qualche inedito o roba interessante? Mi sa tanto di no.
    4) A proposito della colonna sonora di John barry occorre dire che è davvero bella. Strano,un po’ come il brano di Enter the Dragon di Lalo Shifrin,sapete che è a suo modo quel tema è entrato nella top ten dei 100 brani da titoli di testa piu’ belli di tutti i tempi? sicuramente caratterizza un’epoca cinematografica,gli anni 70 e le sue colonne sonore psichedeliche. Pensate che lalo Shifrin è stato autore di colonne sonore notevolissime (vedi il tema di mission impossible)eppure nei suoi concerti il brano piu’ acclamato e bissato è proprio Enter the dragon.Su you tube di questi concerti ci sono diverse tracce. A proposito non so se vi capita di andare al circo,ma il tema ad un certo punto è quasi onnipresente.Dal circo di Mosca a quello Orfei.
    5) DITE A SHANNON LEE DI INIZIARE UNA CURA DIMAGRANTE.
    6) Anche io penso che un digitale con le fattezze di Bruce non sarebbe niente male.

  12. @wang yu: il bluray nuovo di Enter the Dragon dovrebbe uscire in Italia entro fine mese. Io ho quello inglese e spacca, l’hanno rimasterizzato come si deve, pero’ gli hanno effettivamente tolto alcuni contenuti speciali che erano invece nel dvd, tra cui appunto A Warrior’s Journey. Tocca tenerli entrambi…

    LA MIA OPINIONE SU JOHNNIE WALKER
    Operazione sbagliatissima in partenza, e la frase di Shannon che cita Gaunt Noir ha stroncato l’umore anche a me. Tecnicamente: a tratti e’ interessante, ad altri decisamente creepy, continua a vedersi lontano un chilometro che e’ finto (quegli occhi…) e pertanto non ha senso e tanto vale fare un cartone animato. Io voto per “no grazie”.

  13. Past & Fasul

    ma del film dragon di rob Cohen che ne pensate…?

  14. Cleaned

    @Past & Fasul
    Secondo me il Nanni gli dedica l’ultima puntata dello special :P

  15. Vince Cleaned (di nuovo)

  16. Rocco Alano
  17. Imperator

    Completamente d’accordo col capo riguardo la “resurrezione digitale”.

    Poi non so perché, ma leggendo delle geniali idee messe lì per usare quei 40 minuti (e tra le idee geniali comprendo anche l’immagine con caption:” “Bruce Lee” “), mi è venuto in mente Kung Pow e ho riso tantissimo.

  18. FedericoSly

    Past & fasul Dragon a me non piace per niente, è molto “liberamente ispirato “, troppo romanzato, parla poco del Jeet kune do

  19. Ciobin Lee Oswald

    Devo ringraziare Nanni per avermi fatto recuperare la stima e l’ammirazione in Bruce L…abruce. Io avevo smarrito la fede ma l’ho recuperata. Adesso sono di nuovo Leeiano ! Questo speciale per me è stato particolarmente importante.
    Però cazzo, adesso non sputtaniamo tutto con Dragon di Rob Cohen. Rob non è un regista. Dragon è un film noioso brutto e scemo quasi come Pirati dei Cairaibi 4, pensato per il pubblico di walt disney. Non c’è NIENTE del Bruce che amiamo tutti. È un insulto alla sua memoria. Quindi voglio sperare che l’ultima puntata sia dedicata alla demolizione di Dragon e del suo protagonista uscito dal catalogo Disney.
    Mi raccuomando, eh ! Che sennò vi rimangiate tutto lo speciale in un colpo solo. #OharaLives #hype

  20. Masamune

    Esiste da qualche parte la trama di quello che doveva essere il film di Lee?

  21. Il film non è niente di che: quella specie di effetto speciale con la faccia di Lee appiccicata alla sua controfigura, i suoi primi piani provenienti da altri film infilati a forza in molte scene, il cattivo che sembra un nonno pensionato con il braccio destro ben più cornuto di lui. I difetti sono moltissimi. Eppure quei combattimenti finali riscattano tutto, lui in tuta gialla è indimenticabile, gli avversari sono mitici e in particolare il combattimento contro lo spilungone sembra venire più da una puntata di Ken Shiro che dalla realtà.
    Mai avrei pensato che un intero film del genere si potesse riprendere alla fine lasciandomi soddisfatto dalla visione. Davvero non capisco come non abbiano fatto i salti mortali per infilare tutto il girato.

  22. fre.

    Sgancio la bomba…non hanno mai pensato di fare un videogioco tratto da Game of Death? Basandosi sul girato, sui maestri contattati da Bruce – ci saranno pure abbastanza testimonianze dello stile e del loro aspetto fisico per ricrearli pari pari, no?
    Tekken è quello che più ci assomiglia?
    A parte il retrogame postato più sopra…
    Se ho sbagliato mi corriggerete…

  23. Wang Yu

    Non vi piace l’idea di resuscitare Bruce Lee con un film digitale?
    Evvabbeeene. Pero’la voglia di vedere,ammirare,ricordare il piccolo drago è talmente tanta che io “qualcosa” la inventerei. A tal proposito e ricordando anche il controverso “Dragon”,non sarebbe ora secondo voi di fare un biopic nuovo e serio sul nostro eroe? I tempi sono maturi,la leggenda ha assunto una tale dimensione che con i mezzi odierni e finalmente un budget holliwooddiano,potrebbe venir fuori un bel(e definitivo)filmone. Certo ci sono i soliti problemi,a chi affidare il ruolo da protagonista? A qualcuno che gli somigli fisicamente o a qualcuno veramente bravo? A chi affidare la regia? Il sogno è sempre Quentin Tarantino.A me piace canto Cristopher Nolan. Eviterei orientali per quanto di nome alla Ang Lee. Insomma io avrei davvero una gran voglia di un film commemorativo fatto finalmente ad arte. Tanta fiducia avevamo riposto nelle serie televisive cinesi a lui dedicate e al film sui suoi anni giovanili. Niente da fare. Hanno usato buone risorse,perfino qualche scena di combattimento piacevole ed originale,ma…tutto senza ombra di sale.Tutto freddo e di gusto,diciamolo,troppo poco occidentale. Tempo,occasioni e danari sprecati!Cosa ne pensate?

  24. @fre: il problema è che Game of Death prevede solo cinque avversari. Io farei tipo un Tekken complicatissimo da giocare a gratis su web, roba da finire in un’oretta al massimo.

    @wang yu: io insisto per il film animato. Ogni altra cosa avrebbe troppi limiti (e passi Tarantino, ma Nolan non saprebbe neanche da dove iniziare, piuttosto davvero la Pixar).
    Ma non divaghiamo sulla bio che questo Speciale si chiuderà con la rece di Dragon.

  25. Mi rimangio parzialmente il commento sul videogame.
    La filosofia di Bruce Lee è la flessibilità e la mancanza di stili, e il primo obiettivo di un videogame su Game of Death dovrebbe essere riflettere ed evidenziare proprio questo.
    Se si trova un modo bene, altrimenti per me non ha senso.

  26. Anakin Rossi Stuart

    Nanni, ma il Bruce animato lo vedresti realistico come questo qui del Johnnie Walker o più caricaturizzato stile Pixar?
    Perchè una caricatura può essere un sacrilegio, ma un Bruce Lee anatomicamente perfetto che però poi appare legnoso forse è peggio…

  27. @anakin: quello di Johnnie Walker e’ un attore con solo la faccia digitale, non lo scambi per una persona vera neanche per un secondo e ha un effetto creepy a volte terribile. Per me meglio schivare ogni paragone e andare sulla caricatura.

  28. Anakin Rossi Stuart

    @Nanni: la penso anch’io così, il mio dubbio era sulla possibilità di offesa al personaggio rappresentandolo caricaturizzato, poi ho sostituito nella mia mente il termine “caricaturizzato” con “stilizzato” e mi sono messo in pace l’anima

  29. pasqualo bianco

    Shaolin + radice quadrata = Lee.
    (Stavo per non dirlo ma poi sotto porta…)

  30. Ingram Bergman

    Qui ci sta unn Sammo d’annata che fa giustizia di un Bruce-clone.

    http://www.youtube.com/watch?v=zja-rkeXUxk

  31. Past & Fasul

    concordo…sti spot che i resuscitati i CGI fanno pensa…chissà tra 15-20 anni gli cloneranno e allora andrà bene…

  32. fre.

    @Nanni
    Avevo citato Tekken perchè ha il tizio simil-Lee di cui non ricordo il nome.
    Dico, con i girati, gli scritti, le foto, i veri combattimenti etc etc portare su console Bruce e i suoi cinque avversari sarebbe tanto, troppo difficile? Un dlc del genere da allegare ad un qualsiasi nuovo capitolo di un gioco di botte secondo me farebbe il botto. Io lo prenderei al volo.

  33. Cleaned
  34. Beh, il videogioco de facto esiste e si chiama Kung Fu Master e sono sicuro che metà di voi l’ha giocato a suo tempo.
    In brevis: ragazza rapita, eroe to the rescue, tempio con circa 4-5 piani pieni di scagnozzi, vasi cadenti e letali serpenti e boss a ogni rampa di scale che porta su su su fino al boss finale.
    Non é un gioco UFFICIALE tratto dal film nè il protagonista assomiglia al nostro Lee ma concettualmente é la cosa più simile al film mai realizzata.

  35. Anonimo

    A me piacque tanto, pur sapendolo un abominio. A parziale discolpa del regista e sceneggiatore di questo recupero, Clouse, va detto che non esisteva una sceneggiatura originale ma solo una storyline di 12 pagine, Bruce non si era ancora chiarito tante cose (ad esempio non sapeva che tipo di tesoro fosse custodito nella pagoda che la mafia coreana lo costringe a scalare rapendogli sorella e nipotino nella storyline), procedeva a singhiozzo, perciò era meglio ripartire da zero. Davvero un film maledetto: ci morì bruce, poi quando Chow ripescò il progetto morì (come Bruce) anche Chieh Yuen, poi subito dopo il film si suicidò Gig Young (il giornalista), e insomma… e che jella!

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