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The Call. Piange il telefono. Oh come piange.

The Curse of Miike – Rebirth
Seconda Puntata

“Come sta dottore?”
“Meglio mr. Cobretti, gli abbiamo dato una dose da cavallo di antistaminico”
“Ma si risveglierà presto?”
“Chi lo sa?”
Nanni osserva Miike steso sul letto, il volto tumefatto, le dita tozze e gonfie, il colore paonazzo della pelle. Respira emettendo un lieve sibilo che Wim ha riconosciuto subito: Fiat Panda a metano con problemi di sfarfallamento nel passaggio alla benzina. Ha provato a cambiargli un paio di  pezzi ma Miike questo non se lo può ricordare. Se ne accorgerà al risveglio quando, andando in bagno, scoprirà che un impianto Bose può essere installato anche nei posti più impensati.
“Dottore, mi dica, soffre molto?”
“E chi lo sa… la medicina non è in grado di sondare cosa accade oltre la barriera della coscienza. Ma mi dica mr. Cobretti… Come è successo? Una reazione allergica di questo tipo non si vede tutti i giorni”
“Ma niente… ero lì che assegnavo i film e gli ho chiesto «Miike tu cosa ne pensi di Abigail Breslin?»”
Miike ha un sussulto, le macchine registrano un aumento del battito cardiaco preoccupante. Il dottore si avvicina al letto.
“E lui vede, ha avuto questa reazione, solamente perché ho detto Abigail Breslin”.
Miike ha uno scatto improvviso sul letto, le mani stringono dolorosamente le  lenzuola, la stanza si riempie di lancinanti suoni digitali.
“Ma solo quello eh… Abigail Breslin. Mi domando cosa c’è di male nel dire Abigail Breslin”
“Perdio la smetta, non vede che sta malissimo?”
“Solo per Abigail Breslin?! Ma guardi che Abigail Breslin è una ragazza tanto carina a partire dal nome Abigail Breslin, senta al musicalità. Senta come la labiale della L finale di Abigail si va ad agganciare al suono rotondo della R del cognome Breslin. È così tenera, Abigail Breslin. Provi anche lei. Abigail Breslin. Abigail… Breslin.”
Infermiere e infermieri accorrono in massa, gli speaker dell’ospedale richiamano impazziti i dottori nella stanza, Miike sembra un cavallo imbizzarrito, cercano di trattenerlo sul letto mentre un medico prova a fargli un iniezione nel collo. Nanni sorride sottilmente e si avvia verso l’uscita dalla stanza. Dietro di lui è un ronzare di nomi che finiscono in “Ol” e “In” preceduti da dosaggi di cui si percepisce l’eccezionale dosaggio.
Nanni si ferma sulla porta. Si volta. Guarda il letto dove Miike ancora si agita.
The Call Miike. The Call. Con Abigail Breslin”
“…”
“E Halle Berry”.
Un attimo di silenzio. Miike è immobile, la schiena inarcata come una vela gonfiata dal vento. Bellissimo e innaturale. I dottori intorno a lui, immobilizzati nell’attimo prima di un qualcosa che si sente debba accadere.
Miike apre gli occhi.
E mentre Nanni esce dalla stanza, l’ospedale tutto sente la voce di Miike che mette in dubbio i costumi sessuali di una nota cantante pop esplosa negli anni ottanta.

Fine seconda puntata

 

Alcune note introduttive:

Vi è mai capitato di ricevere una mail da un amico con oggetto “Ti ricordi la ragazzina di <insert film conosciuto>. Vi è mai capitato di aprire quella mail e, guardando il contenuto fotografico della stessa, provare quello stupore tipico di chi ri-incontra dopo anni una compagna delle elementari e rimpiange, per un istante, l’assenza dei matrimoni concordati dalle famiglie quando i bimbi sono ancora in fasce? Ecco. Abigail Breslin, piccola cucciolotta tutto pepe e simpatia di Little Miss Sunshine no. Lei no. Qualunque cosa pensiate la risposta è no. Le altre sì. Lei no.

Lei sì.

Lei sì.

C’è poi da aggiungere che io, con Little Miss Sunshine, ho un rapporto controverso: nel senso che tutte le volte che qualcuno me lo cita come “un film tanto simpatico e bello”, provo istantaneamente il desiderio di essere in auto per fare un’inversione a U e tirarlo sotto. Credo infatti che Little Miss Sunshine, insieme a Il fantastico mondo di Amelie, sia la vera causa della crisi economica globale. E della fame in Africa. E del disco nato dalla collaborazione tra Lou Reed e i Metallica. Non scherzo. Lo penso davvero.

Lei no.

Lei no.

Halle Berry. Che dire di Halle Berry? Halle Berry ha vinto un Oscar. Ed è finita a fare The Call. Con la Breslin. Se la sua parabola di carriera non avesse avuto questo finale, allora potrei parlare di “Effetto Repetto”. Ma è finita con The Call. A Repetto, per dire, è andata meglio.

Halle Berry… che dire di Halle Berry che Catwoman non abbia già detto a suo tempo? Certo, quei pensieri sono andati perduti per sempre dentro al gorgo dello sciacquone, ma credo che molto si possa recuperare guardando ai primi tre X-Men e alla sua interpretazione di Tempesta. Oppure guardando alla carriera di Renée Zellweger. A quella di Repetto no. A Repetto è andata meglio.

Bene. Possiamo iniziare.

Sulla carta The Call era un film che poteva fare bene: una perenne promessa alla regia (quel Brad Anderson che, prima con Session 9 poi con The Machinist, sembrava dover essere il nuovo vecchio Bloomkamp e girare finalmente il suo Blade Runner Psycho come terzo film), uno sceneggiatore di mestiere (quello di Ferite Mortali e -ahem- I 13 Spettri ma ehi… un passo falso può capitare a tutti, no?!), un titolo identico a un film di Takashi Miike e un cast che poteva vantare due nomi che la gente ancora poteva riconoscere senza dover usare Google. E finire sulle recensioni di Catwoman. La produzione, ricca di ben 13 milioni di dollari, vantava un contributo della WWE Film Production che, solitamente, una volta piazzato un suo wrestler nel cast (in un ruolo a caso) è contenta così. Esce. E va a bere birra e steroidi. Con steroidi a parte. Grazie.
Tutto insomma, propendeva per il buon prodottino, anche e soprattutto grazie a un’idea base semplice, basilare, rodata in milioni e milioni di film e telefilm. C’è un serial killer, il serial killer rapisce una ragazza, la ragazza riesce a mettersi in contatto con un salvatore/ice, il salvatore/la salvatrice cerca di capire dove è la ragazza, scontro finale, titoli di coda. In mezzo, come tradizione impone, ci sono un paio di vittime collaterali che servono per lo più a dimostrare che il serial killer è DAVVERO un serial killer, una scena in cui si strappa la maglietta della giovane rapita e una quindicina di “Oh! Fuck!”. La durata del film, che oscilla tra i 90 e i 115 minuti (titoli di coda inclusi), dipende esclusivamente da quante volte il regista decide di usare il trucchetto che ribattezzeremo come “Thank You Mario! But our princess is in another castle!”. Come ho detto, gli elementi per far bene (o almeno non male) c’erano tutti. Ma allora cosa è andato storto?


Semplice: la noia. La nostra compagna di anni e anni di ore di letture in classe dei Promessi Sposi, l’ingombrante signora che appariva al nostro fianco ogni qual volta un amico/cugino/parente estraeva l’album delle foto del matrimonio, l’immancabile presenza delle serate passate a guardare “un film che è un po’ pesantino ma alla fine vedrai che ripensandoci…”. Un po’ tipo Napoleon Dynamite. O Frankenstein Jr. La noia. La noia che si mangia The Call a fettine sottili-sottili. Tutto è già visto, tutto è già scritto, le scene si susseguono con una prevedibilità imbarazzante. La trama si sviluppa attraverso una serie di microstanze da brutto punta-e-clicca anni 80: in questo ambiente ci sono tre oggetti, prima di passare al livello successivo li avrai utilizzati tutti e tre. Cambio di quadro, altri oggetti, altro giro, altro regalo. Bambino prendi il codino, prendi il codino. Nei 90 minuti di The Call si ha la sensazione di aver visto tutto quanto e tutto una volta di troppo. Abbiamo già visto la protagonista che svolge un lavoro difficile e complesso (nel caso Halle Berry, operatrice del 911) che così, a un certo punto, dopo anni di lavoro in cui si presume abbia assistito a stupri e omicidi superando il tutto con la nonchalance che l’ha resa la migliore nel suo lavoro, finisce in mezzo AL CASO TRAGICO che le CREA DEL DISAGIO. MOLLA TUTTO, finisce a fare LAVORO DI SCRIVANIA perché non se la sente più DI STARE IN PRIMA LINEA ma nel momento del bisogno RITORNA A ESSERE LA PIU’ FICA DEL CANESTRO salvando la baracca.

Qui sopra potete vedere la noia

Qui sopra potete vedere la noia

In The Call abbiamo visto e rivisto tutto, tranne la violenza. Quella no. Gli altri film di questo genere hanno la violenza. The Call no. Gli altri sì. Questo no. E non ha nemmeno Repetto. Tutte le azioni che prevederebbero un po’ di sangue avvengono costantemente fuori inquadratura facendo ruzzolare l’interesse di questo film giù giù fino alle soglie di “Detective Monk“. C’è da dire che la recitazione di Halle “Fotoromanzo” Berry non aiuta, con le sue solite tre espressioni usate ciclicamente (la quarta ovvero “le tette di fuori” non rientrava nella tavolozza emotiva della pellicola) e con una legnosità che, dobbiamo dire, è inedita anche per lei. Abigail Breslin fa di tutto, davvero, per riciclarsi come screaming queen provando anche la via del   recitare in reggiseno. Ora, tenendo conto che SPOILER il serial killer ha una psicosi feticista per i capelli biondi di giovani bionde FINE SPOILER non vedo davvero l’esigenza di una scena in cui il killer denunda la Breslin per poi provare a SPOILER farle lo scalpo FINE SPOILER. Tuttavia non commento ulteriormente ma agevolo diapositiva lasciando a voi, specie a voi signore all’ascolto, eventuali riflessioni intorno al tema del  physique du rôle.

D'you know what I mean

D’you know what I mean

A questo aggiungiamo che la Breslin non è una brava attrice. Non lo è proprio. Vive di rendita sulla base del risultato ottenuto nella parte della piccola fan di Sandra Milo. Per sua fortuna è nata in un’epoca in cui i bambini-attori non passavano dal set direttamente all’eroina il che le garantisce, se non altro, un declino più lento e controllato. Un po’ come è successo agli Air. Ma non a Repetto. Repetto no. A Repetto è andata meglio.

Dovendo tirare le somme possiamo dire che The Call è una puntata poco riuscita di un telefilm da tardo pomeriggio, privo di mordente e girato con poca voglia e poco mestiere. E poi ci sono Abigail Breslin e Halle Berry.

Dvd-Quote suggerita
Evitatelo

Bongiorno Miike, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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67 Commenti

  1. Marlon Brandon

    Che dire, bella la recensione condivido tuttissimo specialmente riguardo all’album di Lou Reed coi Metallica…se solo fosse uscita prima mi sarei evitato un’ora di niente, ma credo di aver usato il film come sottofondo ad altre attivita’ (fare la squadra del fantacalcio, raccogliere le piante dei puffi etcetc…)

  2. Beetch

    Mi sono addormentata sul divano dopo 20 minuti.. Ma Repetto? Aggiornami…

  3. Imperator

    “E mentre Nanni esce dalla stanza, l’ospedale tutto sente la voce di Miike che mette in dubbio i costumi sessuali di una nota cantante pop esplosa negli anni ottanta.”

    Sono caduto dalla sedia. E sul lavoro non è facilmente spiegabile.

  4. Ammazza ma che brutta la Breslin. Poi capace che fra qualche anno, fra chirurgo e photoshop, sono anche capaci di spacciarla per figa. Ma rimane un cessetto.

  5. Ciak Norris

    Però Repetto è tornato a lavorare con Pezzali nell’ultimo album.

  6. @Ciak: gli è comunque andata meglio

  7. Ciak Norris

    @ C.W. No Vabbè, a questo punto posta una tua foto con stessi abiti della breslin (e quindi pochi) e stessa gamma di espressioni (e quindi poche)
    Ps. Ma la Breslin è nipote di QUEL Ray Breslin??

  8. Dévid Sfinter

    Madonna è la ragazza meno attraente del monte. Spezzo una lancia in favore di Napoleon dynamite per me bombetta.

  9. Calvin Clausewitz

    Previsioni del tempo: pioggia di merda nei commenti per aver associato noia e Frankenstein Jr.

  10. @Calvin: mica ho detto che è brutto. Dico che è noioso. Non me la sento proprio di dire “Veh che ritmo che ha Frankestein jr!”. Idem per Napoleon Dynamite per cui vale Napoleon Dynamite > Juno >> Little Miss Sunshine. Ma siamo sempre lì.

  11. Rocco Alano

    A parte l’uscita su “Frankenstein Jr” (un capolavoro- è vero che non sarà ritmatissimo, ma non è un film d’azione nè una screwball comedy e, francamente, definirlo noioso è pura blasfemia), ottima recensione.
    Abigaille non avrà tette, però ha una gran faccia da soffegassi! Insomma, l’avessi davanti in reggiseno, non farei lo schizzinoso!

  12. Stanlio Kubrick

    Mi rifiuto di considerare Napoleon Dynamite come un film che possa essere “meglio” di un altro film. Napoleon Dynamite deve stare SEMPRE a destra del simbolo >.

  13. Ciobin Kosugi

    Devo ammetere che the Call mi ha fatto subito l’effetto urotsukidoji.
    Noioso, quindi, non direi.
    Direi, pittosto, ricco di citazioni. Pieno di amore per il cinema.
    Halle Berry prima o poi tornerà a fare film con Billy Bob, ne sono certo. Me lo ha promesso su skype.

    Cordialmente, Ciobin.

  14. Genco Olive Oil

    Al di lá della rece da applausi, trattengo le lacrime di gioia empatico perché per la prima volta leggo che Frankenstein JR è noioso. Adesso posso dire a tutti che mi ci sono addormentato a più riprese sopra, non vedo l’ora, sarà una nuova vita, un nuovo inizio.

  15. Rocco Alano

    Ragazzi…certa gente si merita Scary Movie e tutta la sua genia di immonde cagate!

  16. ben 15 commenti per evocare il Morettiano “ve lo meritate!”. Bene ma non benissimo. Qualcun altro che si mette in fila per scrivere cose intelligenti? No?

  17. Rocco Alano

    Secondo te, se ero una persona intelligente, leggevo i tuoi articoli?

  18. Secondo me sì, esattamente come tutti quelli che leggono i miei articoli e gli altri dei calci. Ma non sono infallibile purtroppo.

  19. Rocco Alano

    Ciò mi conforta.

  20. Ciak Norris

    A quando un concorso in cui voi della redazione sceglierete una recensione fra quelle scritte dagli utenti di un film di vostra scelta?

  21. Ciak Norris

    BTW…Miike recensione superlativa!

  22. Condivido molti punti della rece, però mi/vi chiedo: non è un po’ troppo severa? Di solito nella Curse of Miike siamo abituati a leggere di filmacci immondi che il portatile attiva l’autoesplosione appena li apri con vlc, e fa strano trovare The Call qui…

    Io non lo riguarderei, però devo dire che mi ha fatto moderata simpatia proprio l’atmosfera da telefilm sgangherato anni ’80, in gran parte involontaria e derivante dal fatto che il budget modesto e lo script colapasta sono inadeguati a sostenere il brillante spunto iniziale (gente più brava e con più soldi su come funziona il 911 ci avrebbe tirato fuori un filmone tipo Al di là della vita di Scorsese).

    Insomma i difetti ci sono tutti, ma secondo me col giusto spirito un po’ di divertimento al minimo sindacale te lo porti a casa, dai…

    ps. francamente invece associare Frankenstein Jr. al concetto di noia mi fa l’effetto di associare Milla Jovovich al concetto di cessetto, solo ad accostarli mi si attiva l’autoesplosione nella capoccia

  23. Anakin Rossi Stuart

    Non condivido, ma capisco l’associazione Frankesnstein Jr. – noia (a rivederlo oggi si sente che ha quarant’anni (!) e oltretutto si rifà ai ritmi di 30/40 anni prima… non proprio veloce, ma io gli ci voglio troppo bene che è uno dei film che mi ha cresciuto quand’ero infante e il solo vedere Marty Feldman mi mette di buon umore)

    Su Napoleon Dynamite sto con Stanlio senza se e senza ma.

    Comunque, credo sia una delle intro ai pezzi della Curse più belle di sempre… poi alla fine ti hanno dimesso, Miike, o hai scritto la rece col computer di Stephen Hawking?

  24. I pollici di Megan Fox ragazzi, vogliamo parlare dei pollici di Megan Fox?

  25. Ciak Norris

    La discussione sta prendendo una strana piega o è solo impressione mia?

  26. Qualcuno mi sta facendo passare che la Breslin in reggiseno è un bel vedere?

  27. Dévid Sfinter

    @Miike: Dead of Pussy chi lo dice…
    Su Napoleon non rimarco perchè la sede è sbajata.
    “Thank You Mario! But our princess is in another castle!” è bellissima. Se la usi più di 2 volte però o sei davvero bravo o rischi la colata calda marrone. In The call quante ne abbiamo?

  28. Terence Hell

    A me pare un comodino con le tette.

  29. babaz

    … no scusa, che fine avrebbero fatto gli Air?
    chiaramente, a Repetto è andata meglio

  30. @Miike: se dici a me no, facevo passare che a volte se parli del difetto marginale di qualcosa non significa che stai mettendo in discussione tutto il pacchetto

  31. …e non parlavo di (si schiarisce la voce) ABIGAILLL… BRRRESSSLINNNNNN…

  32. Bart Vater

    Oggi ho scoperto che la Abigail Breslin e Chloe Grace Moretz sono due persone diverse,e per fortuna,direi.

  33. pasqualo bianco

    #Bongiorno Miike
    “Qualcun altro che si mette in fila per scrivere cose intelligenti? No?”
    Sopravvivi alla peste, astieniti dal cinemaratto!
    http://www.youtube.com/watch?v=5j4l_NdkYMQ
    (Colpo di tosse)

  34. Rocco Alano

    Dico solo che ha la faccia da pompinara e, non avendo io il parco macchine di Rocco Siffredi, una bottarella gliela darei volentieri. Poi, oh…voglio vedere le gran gnocche che si porta a letto chi fa lo schizzinoso.

  35. Rocco Alano

    @Nanni, leggi il mio primo commento. Ho scritto gran pezzo , a parte….. Nessun pollice o alluce, quindi!

  36. Rocco: cercherò di rispondere in maniera pacata. Spero che nella recensione le valutazioni che ho fatto sulla Breslin fossero state contestualizzate. Le ripeto qui magari in linguaggio più chiaro facendole PRECEDERE DAL MAIUSCOLO CHE SEMBRA CHE IO STIA ALZANDO LA VOCE. e invece attiro solo l’attenzione. La spiegazione contiene SPOILER.
    Personalmente non sono un sostenitore del nudo pretestuoso. Ora, se il serial killer aveva come unico obbiettivo quello di farle lo scalpo, il fatto che le tolga la camicia è del tutto gratuito. Orbene: se una cosa è gratuita mi aspetto che ALMENO NE VALGA UN POCHINO LA PENA. Non si sta cianciando intorno al tema “io due botte comunque gliele darei” perché NON CREDO che nessuno qui avrà mai l’occasione (ma spero di sbagliarmi) di scegliere in merito all’avere un rapporto intimo con Abigail Breslin o meno. Quindi che commento è?

  37. @Dévid: un paio abbondante.
    @Dark: ammetto la mia colpa. Ebbene sì, lo confesso pubblicamente, i film orrende della Curse ogni tanto mi divertono. Diciamo spesso. Diciamo che quasi mai sono costretto a mettere in pausa per lo sfrantamento di coglioni. The Call fa eccezione. È stato una sofferenza seguirlo attentamente senza pensare ad altro come, appunto, la visione dell’album di nozze del cugino. Perché un film va visto con attenzione se ne vuoi parlare almeno un po’ approfonditamente. La noia e lo smosciamento che mi hanno dato The Call -beh- sono rare. E questo lo fa finire in uno dei gironi più bassi dell’inferno Miikiano. Prima di Ooga booga, si intende, ma di non molto.

  38. Rocco Alano

    @Miike. Siccome parte del tuo articolo era basata sul fatto che la signorina in questione sarebbe un ideal standard (nel senso della marca) senza se e senza ma, volevo solo commentare che, personalissimo giudizio, a me non dispiace perchè ha un ‘aria vagamente maialesca che me la rende intrigante. Punto.

  39. @rocco: ce l’avevo con chi si indigna che si critica il ritmo non esattamente adrenalinico (legittimo, eh) di Frankenstein Jr pensando che si stia criticando tutto il film. Poi se Miike in realta’ intendeva davvero criticare tutto il film gli metto la mia voce che dice “Abigail Breslin” come suoneria del telefono e pubblico il suo numero in un database per telemarketers. E gli rompo il tasto “rispondi”.

  40. Steven Senegal

    Ma quando è al telefono con Halle, almeno una granata la tira per farsi localizzare?

  41. Rocco Alano

    @ non sarà adrenalinico, ma non è mica “Il Vento fa il suo giro” o un film di Sokurov! La noia è altrove.

  42. Calvin Clausewitz

    A dire il vero si diceva che fosse “un film un po’ pesantino ma che poi ripensandoci…”. Frankenstein Jr. Un film un po’ pesantino. E poi “La noia”. Sempre Frankenstein Jr. Just to straight the record, eh, adesso continuate pure a discutere che io lurko.

  43. Max

    Ma perchè stiamo commentando le tette di Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin Abigail Breslin?

  44. @Rocco e Calvin: allora. Sarò forse io l’unico stronzo che non si è rotolato per terra guardando Frankenstein Jr. Sarà che mi sembra il film di cui si grida “capolavoro” un po’ perché sta male non dirlo. Io l’ho visto 4 volte e sempre con parecchia difficoltà. Di Young Frankenstein penso che sia un film immancabile, che deve essere visto assolutamente (al contrario di Napoleon Dynamite che può essere mancato tranquillamente), ma che abbia dei grandi cali di ritmo, che la comicità sia altalenante e che unisca grandiose battute (che ci siamo sentiti ripetere ventimilavolte), ad altrettanti momenti che boh. Ma proprio boh.

  45. Rocco Alano

    @Miike. Tranquillo, boss! Io mi tromberei ABIGAIL BRESLING, ergo può esistere anche qualcuno a cui non piaccia Frankestien Jr. Diciamo che le due cose fanno a gara di tristezza!

  46. Imperator

    Assolutamente con il Miike.

    Frankenstein Jr. l’avrò visto tre o quattro volte e ricordo solo le battute che sono passate alla storia e l’inizio. Dal mostro che si alza in poi non mi ricordo nulla. Giuro, non saprei dire come finisce.

    PS: Abigail Breslin = Vaso Sanitario.

  47. Rocco Alano

    @ Imperator: finisce che si scambiano lo schwanstuck.

  48. Dévid Sfinter

    @ Rocco: Grande. Ed ero uno di quelli in disaccordo con te.
    Effettivamente sono almeno 10 anni che non vedo Fr Jr perchè non ho mai mai mai voglia di rivederlo. Credo che farebbe fatica a strapparmi qualche vera risata. Secondo me la più grande qualità di Mel Brooks era quella di capire l’ironia e la comicità del tempo. La commedia (comica) ha purtroppo un limite massimo di tempo oltre il quale non va. Riconosci la genialità di certe trovate ma non esplodi. Quasi mai almeno.

  49. vespertime

    Sarò sincerissimo. Tralasciando il finale un po’ MEH non mi è dispiaciuto affatto. Un compitino che si lascia guardare dalle 23 in poi mentre si mangia qualcosa prima di andare a dormire (che è come l’ho visto io).

  50. vespertime

    Ecco magari non è per nulla un film calcista, questo si. E infatti mi stupisce trovarcelo :)

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