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Sympathy for Mr. White, o del perché tante persone adulte e intelligenti sono diventate matte per Breaking Bad

Nel mondo esistono anche persone che non guardano Breaking Bad. Lo so. Ne conosco alcune. Non le giudico, ma so che esistono. So che tipi sono. So che tipo di ragionamenti fanno. Le persone che non guardano Breaking Bad sono quelle persone che in questo momento roteano gli occhi e si domandano Ma come? Parlano di una serie TV sui 400 Calci? Ma come, pure a casa mia devo trovarmi circondato da bianchi infervorati che blaterano di questa roba? Perché non mi lasciate in pace? Pensate davvero di convincermi a passare SESSANTA ORE delle mia vita a macinare episodi come una casalinga disperata?
Mi piacerebbe molto rispondere a tutte queste legittime domande, cari amici, ma adesso non ho tempo. Non ho tempo e non ho voglia. Perché si dà il caso che io faccia parte della metà di mondo che Breaking Bad lo guarda – sigh, lo guardava – e adesso ho solo voglia di starmene qui sul divano, ad accarezzarmi pensoso la barba mentre fisso lo schermo nero di una TV spenta.
Breaking Bad è finito.
E questo è quel che ho da dire in merito.

Prima sezione

In questa prima sezione troverete il mio inevitabilmente arrabattato tentativo di raccontare Breaking Bad senza spoiler a chi non l’ha mai visto. Che è un po’ come cercare di spiegare il Rinascimento a una classe di bambini con problemi mentali usando un sussidiario senza figure. Ciononostante, farò il possibile; e una volta sbrigata questa pratica mi tufferò in un mare di spoiler per giudicare la serie a partire dal suo finale – o meglio, dei suoi due finali.
Ma prima, il dovere.
Allora, cari bambini, volete sapere perché noi, quaggiù, dall’altra parte del mondo, non facciamo altro che menarci il cazzo a vicenda con Breaking Bad e i meme di Breaking Bad e gli screenshot di Breaking Bad? Ve lo dico io perché. Fate così: prendete tutta la cultura pop da quando siete nati a oggi. Odio il termine “cultura pop”, ma è per farvi capire che dovete attingere a tutti i cassonetti: cinema, tv, videogiochi, fumetti, tutto. Ecco. Avete presente quando ci lamentiamo perché non ci sono più le grandi saghe «di una volta», quelle belle secchiate di robe fighe che hanno costruito il nostro immaginario e ci hanno tenuti svegli per anni a consumare VHS e citare battute all’infinito per ingannare l’attesa tra un capitolo e l’altro, tra un episodio e l’altro? Mi riferisco ai modelli più alti possibile: Indiana Jones, Guerre Stellari, le saghe archetipiche che non deludevano e ci forgiavano come i metalli semimolli che eravamo e che saremmo ancora adesso, se qualcuno si prendesse la briga di forgiarci ancora un po’. Ecco, io non scherzo, ma per me – e per tante persone dignitose e intelligenti che conosco – Breaking Bad è stato l’equivalente adulto, maturo e disilluso di quelle esperienze lì. Non che Breaking Bad e Indiana Jones abbiano qualcosa in comune, sia chiaro; non sto dicendo che una serie TV sulla metanfetamina ci faccia tornare all’ingenuità del fanciullino. Tutt’altro. Dico però che, così come quelle esperienze cinematografiche si sono impiantate nel DNA della mia generazione a una certa età, perché erano perfette e imprescindibili in quel particolare momento (sia personale che collettivo), così, allo stesso modo ma a un’altra età, in un altro momento storico e privato, Breaking Bad è riuscito a ri-forgiarci. E non è affatto escluso che tra tanti anni, quando ripenseremo a un’esperienza cinematografica o televisiva formativa (ri-formativa) e comune, a un linguaggio condiviso radicato quanto le lettere stesse dell’alfabeto latino, Breaking Bad sarà in prima fila nella memoria collettiva di una generazione. Una generazione che pensava di essere troppo vecchia per questa merda («Non è vero che i film sono diventati meno belli, siamo noi a essere più vecchi») e che invece adesso si ritrova sconsolata ad accarezzarsi la barba e ripensare a Hank nel deserto.

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Qualcuno di voi dirà «Le signore di mezza età fanno la stessa cosa con le telenovelas. Siete solo entrati nella fase deteriore della vecchiaia». Lasciate che vi risponda: «Non sapete di cosa state parlando, brutte teste di merda». Breaking Bad è il prodotto epocale che è – e ha l’effetto devastante che ha inaspettatamente avuto – per due motivi: primo, perché è una figata clamorosa. Nel senso più giovanilista e onnicomprensivo del termine. Innanzitutto è un thriller – tragico quanto si vuole, sì, ma fin nel midollo è il thriller più teso e rocambolesco che si possa concepire. È pieno imbottito di personaggi iconici, scritti con un intuito infallibile per il dettaglio memorabile e la battuta cool da citare all’infinito. È forse, tra tutta la roba che ho visto in tv o su uno schermo, uno dei più devastanti ottovolanti di emozioni su cui mi abbiano mai portato in giro – sin dalle prime stagioni Breaking Bad ha riscritto il concetto di ritmo della narrazione, lanciandosi in accelerate completamente folli per poi rallentare anche per svariate puntate di fila, salvo poi precipitare in cliffhanger pazzeschi, ammazzamenti matti, eventi astrusi e sempre sull’orlo di un grandguignol grottesco da mascella a terra (le reazioni degli spettatori di fronte ai momenti più MACCOSA di Breaking Bad sono uno spettacolo a sé. «In Breaking Bad non succede mai quello che ti aspetti che succeda, e se te lo aspetti non avviene mai nei tempi e nei modi che ti aspettavi»: è verissimo, accade puntualmente, ed è un concetto talmente proverbiale che viene persino messo in bocca a un personaggio nelle ultime puntate, per descrivere le azioni del protagonista).
Ma se queste continue altalene di colpi di scena matti non sfiorano mai, neanche da lontano, il salto dello squalo (pensate a che fine hanno fatto Dexter e True Blood, pensate a Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo: con questo materiale, il rischio di un MAI DIRE ALBUQUERQUE era altissimo) è solo grazie al secondo motivo della grandezza di Breaking Bad, ossia il suo rimanere saldamente, drammaticamente ancorato a un realismo psicologico senza compromessi; e questo è tutto merito dell’incredibile lavoro di scrittura nella creazione dei personaggi principali. Breaking Bad è la storia di Walter White, il professore di chimica malato di cancro che si dà alla produzione di metanfetamine per racimolare qualche soldo da lasciare alla famiglia e si ritrova sempre più invischiato nel sottomondo del narcotraffico del New Mexico, conteso tra l’amore per la propria famiglia e la sete di potere che lo spinge a scalare i ranghi della criminalità organizzata. Ecco: il modo in cui lo spettatore è portato, stagione dopo stagione, a identificarsi in un uomo che sempre più consapevolmente scivola nel baratro del crimine fino a macchiarsi di delitti orripilanti, è il fulcro di quel processo che rende Breaking Bad l’esperienza lacerante e dolorosa e sadicamente divertente che è stata per tanti di noi per sei anni.

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Parlavo poco fa delle grandi saghe archetipiche: Breaking Bad è una grande saga anti-archetipica, che rovescia le tipologie classiche facendoci parteggiare per un personaggio dalla moralità in caduta libera e prendendoci a schiaffi sempre più forti ogni volta che dimostriamo di perdere la bussola anche noi insieme a lui. Non è che siamo in assoluto troppo vecchi per farci forgiare da una saga; è che nel frattempo siamo stati forgiati da venticinque anni di VITA, lustri e lustri di sistematica demolizione degli spensierati ideali manichei che ci erano stati inculcati da Indiana Jones; ebbene Breaking Bad arriva a colmare questo vuoto, proponendoci l’unico eroe in cui possiamo ancora credere: un antieroe disfunzionale, disonesto e fallibile che, in modo miracolosamente credibile, pur soffrendo come un cane e mandando a puttane la vita di tutti (poi dice uno si identifica), riesce ugualmente a fare un botto di cose fighissime, ammazzare i cattivi in modi fantasiosi, indossare tute gialle e sciogliere i bambini nell’acido. E sotto sotto gli piace da morire. Non è sano – e dove ci porterà questo percorso di identificazione ve lo posso dire soltanto nella sezione spoiler – ma funziona a meraviglia, ed è divertente, e ne avevamo un bisogno folle. Ma c’è di più.
Breaking Bad è anche, al contrario di tantissimi altri prodotti del genere, una delle poche saghe la cui linea narrativa non è stata alterata, modificata, ampliata o troncata in alcun modo da interferenze produttive, cambi di showrunner o voglia di allungare il brodo per far soldi. Non ci sono false piste, non ci sono archi narrativi inutili, non ci sono Damon Lindelof né le ultime stagioni di Lost: il creatore Vince Gilligan aveva tutto chiaro sin dall’inizio, o almeno questa è l’impressione che dà, e mi prenda un canchero se questa serie ha un cedimento che sia uno. Anzi, più si va avanti più i nodi si stringono, il ritmo aumenta, e tutto converge in una stagione finale assolutamente inattaccabile. La direzione di Breaking Bad è chiara e segnata sin dall’inizio – nel primo episodio diagnosticano un tumore al protagonista e gli danno due anni di vita – ed è per questo che lo si guarda con lo stato d’animo di chi sta sul primo vagone dell’ottovolante che s’inerpica lemme lemme lungo la salita.
Infine, Breaking Bad è una serie in cui la testa decapitata di Danny Trejo viene ficcata sopra il guscio di una testuggine (viva) e poi fatta esplodere in mezzo a un gruppo di poliziotti.
E ora per favore andate a guardare la prima stagione e levatevi dalle balle.

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Hic sunt spoilerones

Oh, eccoci qua, finalmente soli. Si sta già meglio, vero? Senza gli STRONZI che non guardano Breaking Bad. Possiamo parlarne male quanto vogliamo, tanto non ci leggeranno mai. Hanno paura degli spoiler. Caccolette.
Comunque.
Come ho accennato ore fa, per come la vedo io Breaking Bad ha due finali. Uno è quello che tutti abbiamo visto lunedì scorso, Felina, il finale dichiarato, definitivo, dove tutto si chiude e lo spettatore applaude soddisfatto, con una lacrimuccia intenerita all’angolo dell’occhio. Su Reddit è tutto un dire “il finale perfetto”, e in un certo senso non ho di che contraddirli. Due settimane prima, però, sulla nostra testa di ingenui spettatori si era abbattuto Ozymandias, il terzultimo episodio della serie. E anche quello era stato un finale. Disperazione nera, barba infradiciata di pianto e un bel cazzo di niente da applaudire: Ozymandias era la fine della presunzione d’innocenza di noi spettatori. Eravamo stati tutti complici di Walt, e tutti ne pagavamo le conseguenze. Io, personalmente, sono uscito ad aggirarmi ramingo per il parco dietro casa, rimuginando furibondo e concludendo che in quel momento Breaking Bad era ufficialmente LA pietra miliare della storia della televisione.
Poi OK, ci sono state altre due puntate e ahimè il mio discorso si è notevolmente ridimensionato, ma l’effetto di quel quasi-finale non ne è uscito intaccato, e quel che ho pensato nel parco vale ancora. (È un bel parco, tra parentesi: ci sono i trabiccoli per giocare a disc golf).

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Ozymandias è la conclusione, la destinazione finale, del processo d’identificazione con l’antieroe: Walt perde tutto e nel peggiore dei modi; cinque stagioni di macchinazioni, crimini e piani machiavellici vanno in fumo, proprio come avevamo sempre temuto, sempre saputo, perché già da tempo il punto di non ritorno era stato superato, e già da tempo annusavamo la catastrofe inevitabile all’orizzonte. Ma la caduta era stata lunga, lenta, coerente; le decisioni di Walt, per quanto abiette, sempre comprensibili, sempre motivate; le sue scelte erano anche le nostre, perché lui era il protagonista, lui l’oggetto della nostra identificazione. E quando i nodi sono venuti al pettine e non c’è stato più spazio per i trucchetti, Vince Gilligan è venuto da noi e ci ha detto Bè, che cazzo vi aspettavate? È così che va a finire. Inizi con le migliori intenzioni, sbagli e cerchi di rimediare e peggiori la situazione e prima che tu te ne renda conto ti ritrovi a sbavare nella polvere mentre i nazisti del New Mexico ti seppelliscono il cognato in una buca e ti fottono i soldi. E in quel momento, nel suo concretizzare lucidamente tutte le nostre paure, nel suo negarci con vera cattiveria anche l’ultimo degli “andrà tutto bene” a cui avevamo tentato di appigliarci di puntata in puntata, Breaking Bad si era rivelato una trappola mortale, lo schiaffo nichilista di più vasta portata mai concepito ai danni di una platea televisiva. Vi siete immedesimati, ingenuotti. Avete condiviso. Avete scelto. Avete amato. Vi siete fatti infinocchiare da un buffo inizio con un buffo cinquantenne in mutande, dall’umorismo nero di un sacco di omicidi matti e fantasiosi, dal cancro che dai che forse recede, da una serie di cattivi sopra le righe (Tuco) o irrealisticamente fighi (sul fatto che Gus Fring SIA TERMINATOR siamo, credo, tutti d’accordo). E non avete dato troppo peso al fatto che Jesse, l’uccellino nella gabbietta del minatore, stava soffrendo come un cane già da mesi; non ci avete dato peso perché Walt continuava a vincere, e continuava ad addurre la propria famiglia come scusa, e se arrivano i soldi e i figli continuano a fare colazione sereni allora forse vuol dire che va bene, che il fine giustifica i mezzi, che è giusto così. Ci avete creduto, all’inizio, che Heisenberg potesse essere Indiana Jones col suo cappello, o Luke Skywalker con le sue SPADE BLU. E invece no. Non è questione di colpa. È questione che sbagliare è facile, e tornare indietro impossibile. E quando ti trovi circondato da cattivi che non sono più personaggi bizzarri e stravaganti ma banalissimi, dimenticabili assassini (zio Jack, certo, ma soprattutto il volto vuoto e amorale di Todd), e non hai più feticci, tute gialle e occhiali da sole dietro cui mascherarti, ma solo polvere da mandar giù a manciate, ecco, a quel punto è troppo tardi. Sei cresciuto. Apri gli occhi. Benvenuto nell’età adulta.

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A me Ozymandias ha ricordato tantissimo quell’altro capolavoro di pessimismo disperante applicato a un meccanismo inesorabile di immedesimazione: Sympathy for Mr. Vengeance. Pensate anche solo ai dettagli: la morte che arriva ex machina e in furgone sotto forma di gruppo di estremisti violenti in uno scenario desolato. Il taglio sul palmo della mano come simbolo del fallimento violento delle proprie aspirazioni. E sopra ogni cosa quel senso nerissimo, raggelato e furioso, di disfatta inevitabile; esseri umani che si credono burattinai e invece si mettono in scacco da soli perché nessun’altra mossa è possibile. Trascinando con sé lo spettatore che in loro aveva investito la sua sympathy.

In quest’ottica, i due episodi finali, pur non cancellando il segno dello schiaffo, fanno tutto il possibile per addolcire la pillola, ribaltando la situazione e regalando a Walt e ai suoi fan una vittoria pressoché totale, liberatoria, onorevole. I cattivi vengono puniti con un assurdo stratagemma alla McGyver che non sarebbe sfigurato nei migliori momenti di onnipotenza di Heisenberg; i soldi vengono consegnati alla famiglia; Jesse sfreccia libero verso il futuro e Walt, inevitabilmente, muore felice dopo un ultimo, tenero sguardo ai suoi macchinari del meth lab. È un episodio elettrizzante come al solito, per carità, diretto a meraviglia dallo stesso Gilligan, con almeno una sequenza (l’addio a Skyler e ai figli) perfetta per tono, compostezza, commozione. È un finale “perfetto”, che galvanizza il pubblico dandogli quello che non sperava più di ottenere. È un’ultima svolta narrativa coerente con certi percorsi a cui la serie ci aveva già abituati (abisso di disperazione nel prefinale, rinnovato trionfo nel finale: proprio come nella Stagione 4). Ed è pur sempre – non devo dimenticarlo – un finale in cui il protagonista MUORE, e muore odiato dai figli, braccato dalla polizia; una bolla di vittoria per un uomo sconfitto.

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Ma è indiscutibilmente un lieto fine, nei limiti (anzi, OLTRE i limiti) di quanto fosse possibile aspettarsi. La rinascita e la glorificazione finale di Heisenberg non mi danno noia di per sé, anzi, tutto è finito nel modo più figo, malinconia e rassicurazioni, speranza e leggenda. Però, senza storcere il naso, considero Felina un finale poco coraggioso in una serie che quanto a coraggio aveva sempre fatto piazza pulita di tutti. Avevamo toccato il fondo, non c’era più spazio per la redenzione, era tutto finito… non puoi volere le speranze distrutte e la moglie ubriaca; la serie che procedeva sempre a testa bassa verso il suo obiettivo, che costruiva catene di eventi ineluttabili e senza possibile rimedio, stavolta sembra contraddirsi, pretendendo di chiudere positivamente le stesse fila del racconto che aveva chiuso negativamente due episodi prima.
Mi piaceva, lo schiaffo collettivo di Ozymandias. Mi sembrava necessario, inaudito. E invece Vince Gilligan – anch’egli inestricabilmente affezionato alla sua creazione – ha deciso di rimboccarci le coperte e lasciarci cullare dai nostri sogni di gioventù. Tristi, provati, pieni di cicatrici, morti, ma soddisfatti. Walt – con tutti i suoi crimini e tutto il suo averci portato all’inferno con lui – è morto da antieroe, sottolineando bene sia anti che eroe. Un eroe che è un padre snaturato, un marito abominevole e un pluriomicida, eppure in fin dei conti avevamo ragione noi a volergli bene. Forse è giusto così.

Premietti sparsi:
Mio personaggio preferito della serie, a sorpresa: Hank
Miglior omicidio: Gus Fring tramite paralitico esplosivo
#wouldbang incontrastato: Jane
Personaggi peggio gestiti: Beneke, Lydia
Menzione doverosa: Huell
Video che vi mostro adesso: Todd che canta e suona nel suo gruppo indiefolk ridicolo:

Madonna quanto ho scritto. Nella mia mente questo pezzo era lungo almeno il doppio, ma me lo farò bastare. Il fatto è che – non so se è lo stesso anche per voi, ma per me quella di Breaking Bad è stata anche un’enorme, inedita esperienza collettiva. Breaking Bad esigeva la condivisione, la conversazione infervorata, il dibattito reale o virtuale con amici o sconosciuti, gli sms di sole bestemmie in piena notte, visioni e revisioni in compagnia, meme scambiati, tentativi di cucinare caramelle blu, gadget, insulti, POLLOS. Anche per questo è un risultato epocale. Guardate cosa ci ha fatto. Guardate dove ci ha portato. Ecco perché ci tenevo a chiudere l’esperienza su queste pagine.
Fate conto che mi sia rialzato dalla polvere, mi sia ripulito alla bell’e meglio la giacca, e abbia rivolto a tutti i miei compagni di visione (quelli che ci sono ancora e quelli che non ci sono più) un lieve cenno del capo, come Jesse quando guarda Walt per l’ultima volta. Questo post è il mio lieve cenno del capo.
Da adesso, ognuno per la sua strada. Have an A1 day.

L’immagine qua sotto potete vederla ingrandita qui, in tutta la sua carineria.

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Cofanetto-quote suggerita:

«Mi è piaciuto» (Luotto Preminger, i400calci.com)

>> IMDb | Trailer

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134 Commenti

  1. Nella mia mente al finale manca solo una cosa. Junior doveva morire male, ma tanto male.

    Comunque, da domani me lo riguardo daccapo per sviscerare ogni dettaglio. Sono certo che ce ne saranno tanti che ho dimenticato per troppa fotta, e che non se lo meritavano proprio.

  2. Marlon Brandon

    Non ho visto ancora l ultima stagione quindi mi limito a dire che Breaking Bad e’ una figata( ovviamente in lingua originale di piu’) e che appartengo a quella meta’ di fancalcisti che non disdegna le serie TV.

  3. Ciobin Kosugi

    Immenso Lu8.

    Anche BB, come tutte le serie TV compresa la migliore del mondo, ossia The Shield, soffre sulla lunga distanza. Dopo la terza stagione, si infiacchiscono tutte. Anche BB l’ho trovato eccellente per le prime 2, buono per la 3, ma dalla 4, due coglioni a dismisura. Troppa casa e famigghia, e il bambino paraplegico di merda a scassare la minchia, e loro due che cucinano la noia stessa e la storia che non si sa più da che parte farla andare. Poi Jessie, il pulzello, mi stava sui coglioni da morire. Per non parlare dei messicani angeli della vendetta che si rivelano 2 coglioni spruzza merda.
    Morale: le prime due stagioni valgono quasi sempre la pena, ma poi è inutile farsi illusioni. È come quando ti sei scopato una per due o 3 anni. Non puoi continuare a farlo senza noia, hai bisogno di un’altra, per ricominciare a scoprire cose nuove insieme a lei. Massimo 3 anni, c’è sempre bisogno di un ricambio. È umano.

    (Ora mi leggo la rece).

  4. Ezze

    Chapeau, Luotto. Un dolorosissimo e polveroso chapeau.

  5. umbem

    @ciobin: sei un signore

  6. Luotto Preminger

    Non sono d’accordo con chi dice che Ozymandias sarebbe stato un finale “moralista”. Moralismo e nichilismo sono due cose diverse, Walt non viene punito perché ha commesso dei crimini, non viene punito in nome di una giustizia. Walt va semplicemente incontro alla presa di coscienza dell’inevitabile fallibilità umana; che poi questa sconfitta abbia conseguenze tragiche e mortifere è dettato dalla natura particolare dei personaggi e degli eventi in gioco, ma non c’è alcuno sguardo morale in Ozymandias, solo freddo pessimismo.
    Ricorda anche certi temi dei Coen più neri, Fargo o Non è un paese per vecchi o – in chiave comica – a A priva di spia: nessun senso, nessun “giusto e sbagliato”, solo l’inevitabilità della sconfitta e un fato impietoso.

    @ Umbem: mi spiego meglio: Lydia è un bel personaggio, peraltro in linea con la freddezza/anonimato degli antagonisti finali di WW. Ma mi è sempre sembrata più funzionale che altro, creata per portare avanti meccanismi di trama e collegare anelli di catene, e non un vero personaggio a tutto tondo. Per dire, anche Saul sta lì per risolvere i problemi, alleggerire i toni e tirare avanti la trama, ma è un personaggio memorabile e col tempo acquista anche una sua profondità. Lydia non va mai al di là delle funzioni che deve avere, e la sua aria da perfettina purtroppo aumenta questa impressione.

  7. umbem

    @luotto: ok, però ci sono almeno un paio di momenti che vanno oltre la sua funzionalità. Per carità, il suo colore è mediato attraverso todd (tipo copertina dark side of the moon). Mi riferisco a quando:
    – s’incazza con todd perchè ha solo minacciato skyler, senza uccidere tutta la famiglia;
    – todd ci prova con lei. non solo non ci sta, è totalmente asessuata.

  8. Werner (mega)Herzog

    Grande Lu8.
    E grande, fantasmagorico BB.
    Pochino meno Gilligan per la chiusa, anche a mio parere un pelo troppo sbrigativa (e paracula), più che altro l’olezzo McGyveriano. Anche se ammetto che per fare meglio a questo punto bisognava chiamarsi Orson Welles. Almeno.
    In fondo, a certe soluzioni (x es. la resa dei conti messicana che sapeva tanto di pirata Roberts -e so che in mezzo a voi qualcuno sa di cosa parlo-) il nostro un pò ci aveva abituato già. Ma quel che ha reso il tutto inattaccabile per tutto questo tempo ha a che fare con la somma delle parti (tutte, proprio come nelle formule chimiche). E con lo straordinario modo in cui la massa filmica di atomi diversi ha continuato a mescolarsi e reagire, puntata dopo puntata, dandoci ad ogni aggiunta una reazione nuova, sorprendente, una molecola additiva e (pre)potententemente psicoattiva. Ci siamo fatti come dei cammelli per sei anni, e della roba migliore.
    Dall’altro ieri siamo tutti orfani di Mr.White. Non mi arrapavo così tanto per un serial dalla prima di Twin Peaks. Sullo sciacquone insieme ad Hank che legge Foglie d’erba è come se ci fossi stato un anno pure io, tanto per dire. Il craving che mi macerava per l’attesa di ogni nuova serie lo rimpiangerò per sempre. SEMPRE, cazzo.
    Come un fattone vecchio che ricorda impenitentemente i vecchi fasti della tossicanza giovine, ecco.
    Scusate i lacrimoni, ma è confortante elaborare il lutto in compagnia.
    Vi voglio bene.

    p.s.
    Wouldbang a senso unico per Skyler, ovviamente.

    p.p.s.
    Quando ripenso a Trejo sulla tartaruga penso pure a questo:

    http://www.imdb.com/title/tt1692190/

    Anyone???

  9. Werner (mega)Herzog

    Ah…
    Mi accodo a quelli che l’idiota sulle stampelle l’avrebbero sciolto nell’acido nella puntata pilota.

  10. Dembo

    @Luotto
    Grazie, scusa ma non avevo proprio letto niente nel post e non avevo visto il paragrafo Spoiler.. altrimenti non facevo manco la domanda.
    Appena mi guardo sti ultimi 8 episodi me lo leggo tutto subito!!!!

  11. e che cazz

    aspetta aspetta… aspetta… aspetta…

    Se parli di serie Tv e di antiEroi, io butto dentro il migliore, più tosto di W.W., l’alter ego di Hank, il detective Vic Mackey di The Shield.

    Aggiungo che questa serie mi ha segnato come la serie di GTA.

    cito: ” E forse un pezzo di storia della cultura contemporanea.” e questo vale per tutti e tre, B.B., Gta e the shield.

    concludo: complimenti per l’articolo. Ottimo. Bella lì. Bella 400. Bel colpo.

  12. nussi

    @Luotto: “Immagino che, finale a parte, guardare la serie sia stato molto più noioso per chi aveva smesso di tifare per Walt.” E invece secondo me hanno pensato anche a questo perchè comunque qualcuno per cui tifare c’era sempre. Nessuno veniva dimenticato dalla sceneggiatura o “lasciato in pace”. Personalmente, Team Jesse dalla prima serie per il mio debole per quelli che non ce la possono fare per deformazione professionale ma in un mondo dai confini tra giusto e sbagliato così labili (e così reali) c’era pane per tutti i denti.

    (I post di Lu8 creano agitazione e hype in casa mia anche quando parlano di film ignoti di cinematografie lontane. Partono gli sms, i link su facebook e i menaggi. “Lavori ancora? Io l’ho già letto, gne gne.” E’ stato bello che questa volta si sia trattato di un argomento generazionale. Come dice il cronista “Stringiamoci forte e vogliamoci tanto bbene.”)

  13. gzm0

    SPOILER
    @solero
    ww sapeva che i nemici si trovavano al piano terra perchè era già stato nel compound dei nazi quando ha commissionato gli omicidi in carcere.
    poi il rischio c’era comunque, nel senso che potevano spararlo subito non appena avesse messo piede fuori dalla macchina.

  14. Señor Spilbergo

    @luotto : grazie mille per il link di Huell! Fantastico.
    La serie ha grandi potenzialità inespresse effettivamente

    http://www.youtube.com/watch?v=-6v-ApehVbc

  15. BellaZio

    SPOILER (forse sì, ma anche no)
    Per me il finale è ottimo così. Doveva finire come finisce e, per me è un successo che finisca come finisce. Capisco che sia rassicurante, capisco che non sia amaro come due episodi prima, ma Heisenberg doveva, in qualche modo, vincere. Ne avevo bisogno, ne avevamo tutti bisogno e, in più, mancavano dei pezzi al puzzle inevitabilmente.
    Credo che questo finale sia secondo solo a quello di The Shield (amarissimissimissimo, e coerentissimissimissimo oltre ogni limite di perfezione). Io già sento il vuoto.
    House of Cards ha una super prima stagione ma bisogna aspettare il quadro completo per giudicare, sennò di finisce a esaltarsi troppo presto e a prenderlo in culo come con Dexter che muore alla stagione 4.
    Comunque:
    Personaggio preferito a sorpresa: Badger (no contest, già solo il primo episodio in cui appare in qualità di uomo dollaro gigante lo fa vincere)
    Wouldbang (a sopresa): Lydia e dai perché no pure Marie

    (comunque Lost è merda)

  16. Dembo

    @ Bellazio
    Io ti voglio bene e leggo sempre i tuoi commenti mai sopra le righe e ricchi di competenza e passione [non sono ironico] ma dire Lost merda mi sembra DAVVERO esagerato.
    Cioè le prime 3 stagioni sono strepitose poi è vero che 4 e 5 calano di qualità e toppano dibbbrutto il momento della risoluzione di tutta la cazzo di matassa messa in piedi dagli sceneggiatori.
    Ma merda mi sembra esagerato.
    Sono pronto per il mio 1 flame.
    No dai scherzo, abbracciamoci!

  17. Nuuuuuooooooo, le serie tv anche sui 400 calci nuuuuuooooo!

  18. Luotto Preminger

    Intanto un abbraccione a @Werner (mega)Herzog che ha scritto delle cose belle,
    un grazie a @BellaZio per aver citato il colpevolmente dimenticato Badger, e un grazie anche a tutta casa @Nussi per il gruppo d’ascolto

    Ero sicuro al 100% che con un pezzo del genere sarebbe saltato fuori il mona che diceva “Eh che palle breaking bad è lentissimo”, e invece solo gioie mi date, solo gioie.

  19. Luotto Preminger

    Ops, ho parlato troppo presto

    (Tommaso, mi sa che ti sei perso i 2 (due) vecchi speciali di Wim su Game of Thrones…)

  20. BellaZio

    @Dembo
    Ti ringrazio e hai ragione, Lost e io abbiamo un rapporto conflittuale. Devo fare autocritica e dichiarare che ci siamo frequentati talmente poco che non ho le basi per bollarlo (però boh, si vede che avevo voglia di fare un po’ di casino). Però non mi prendeva cazzo! Dai, dirò che per me era un ipercomplessa palla e non sono riuscito a guardarlo molto, effettivamente non ho le basi per dichiararlo una merda. E’ che sono su un altro tipo di serie io, quelle meno fantastiche (Oz, Sons Of Anarchy, The Shield, BB, Six Feet Under).
    Su Dexter invece non faccio neanche un micropasso indietro eh, fino alla 4 grande show, dopo declino inesorabile (le ultime due stagione neanche le ho guardate).

  21. BellaZio

    (Ho spento il mio stesso flame da solo. Domani ho il corso di sicurezza sul lavoro. Si vede che sono uno che si impegna).

  22. Ciak Norris

    …e io che pensavo vi foste finalmente decisi a recensire Distretto di polizia.
    Ps. Mai visto BB ma a questo punto provvederò.
    Nb. dai fatemi X-Files…X-Files si dai..
    Ps.Nb. e via via tante altre serie. ..Xena. ..Hercules.. House?

  23. chromant
  24. giuliano

    Ti ringrazio: tutto giustissimo, soprattutto l’esigenza di visione sociale. Io sono andato via di casa tra la terza e la quarta ed e’ stata tutto un whatsapp con mio fratello.
    Sul finale
    SPOILER
    ho sentimenti contrastanti. Da un lato sono d’accordo: finisce “bene” ed e’ una cosa che suona stonata, come fuori fuoco. In piu’ aggiungo che e’ tutto troppo perfetto, tutto si chiude, tutto emerge e viene risolto e che il fucilone MacGyver (ho pensato uguale!) e’ sinceramente troppo, anche se su quella scena ho goduto come un riccio.
    Dall’altro lato, mi sento come se Ozymandias fosse il finale che suona piu’ giusto perche’ sotto sotto volevamo essere puniti per quello che avevamo fatto nelle 4 stagioni e mezzo precedenti, volevamo espiare i nostri peccati. In questo senso Felina ci lascia soli a misurarci con quello che abbiamo fatto, senza nessuno che ci dica quanto male abbiamo fatto e che dobbiamo fare per rimettere tutto a posto com’era prima.

  25. giuliano
  26. Luotto Preminger

    @ giuliano, cristo SI’, lo avevo visto, sì, sì, sì, sto solo aspettando di capire se è un bellissimo fake o un’ancor più bellissima realtà
    Walter Blanco, ti rendi conto?

  27. Ganjalf

    Un pezzo pesante come un polpettone con purè a cena, ed altrettanto interessante.. che poteva essere riassunto in una manciata di parole tipo: “Oh, regà dovete troppo guardare BB, cioè è troppo fico”.. che è poi quello che dice ogni invasato del proprio telefilm preferito..
    Potrei scrivere un enciclopedia lunga 10 volte tanto sul perchè dovreste guardare Doctor Who, o sul perchè è 100 volte meglio di sto telefilm con le pause manco fosse Drive, che la tutina è gialla anzichè rosa, ma non lo faccio, perchè so che i gusti sono gusti e nei telefilm il tasso di talebanicità è settato parecchio alto in una scala da 0 a El Zawairy.
    Il problema è proprio che voi, proprio voi, cari fan di BB avete rotto il cazzo, siete sbarcati sull’Internet come 2 caravelle cariche di gesuiti incazzati nel territorio Maya, con la bava alla bocca per la necessità rabbiosa di convertire tutti i miscredenti al sacro verbo, portandovi dietro delle bibbie dei seguaci di Lost… Mobbasta… bel telefilm, è finito, ci fa piacere, tra 5 anni non se lo ricorderà nessuno, dateci tregua, almeno finchè non esce qualcos’altro con cui potrete darvi di gomitino col collega e sentirvi parte della mandria, calda e confortevole…

  28. Dembo

    @Bellazio
    Ma figurati, tutto chiaro adesso. Cmq nessun flame ci mancherebbe, se anche ti avesse fatto cagare non ci sarebbe stato alcun problema [anche io ho replicato giusto per chiaccherare un po’] in fin dei conti ognuno ha i suoi gusti.
    Grandissimo Oz cazzo se mi sono alienato con quella serie.
    S.O.A. mai visto. Eh, lo so lo so. Sono un mentecatto.

    Sarebbe utile e fighissimo se i Calci stilassero una lista delle migliori serie calcistiche degli ultimi anni.
    Bellazio tu che hai gli agganci [boh cosi, invento…] mettici una buona parola.
    :-]

  29. Mr.POP

    Io continuo a pensare a Walter White e a quello che ha combinato e passato. Chissà se e quando mi uscirà dalla testa ma è da quando ho visto l’ultimo episodio che ogni giorno mi viene in mente. Parere mio, se non è il più grande personaggio creato dalla penna di uno sceneggiatore, poco ci manca.

  30. umbem

    @bellazio:
    con immenso dolore devo darti ragione su dexter, ho amato questa serie alla follia, ma è andata davvero calando (o forse semplicemente non si è evoluta e noi nel frattempo ci siamo abituati). ho guardato anche le ultime due, ma nel frattempo cresceva BB…

  31. Withered Eye

    (SPOILER)
    – attacca a pregare.
    – trova le chiavi per culo.
    – va a trovare la famiglia e nessuno lo vede.
    – va a casa sua a prendere la ricina e lo vede la vicina ma nessuno lo arresta.
    – va a casa di gretchen e nessuno lo vede, manco fosse un fantasma di Dickens.
    – Pracheggia la macchina dai nazi dove gli pare e il nazi che gli sta accanto gli dice pure “Fai come ti pare”.
    – Fa la macgyverata sui nazi e tutti vengono stesi come birilli, senza reagire.

    God did it.
    (FINE SPOILER)

  32. Jean Pieri

    @umbem e bellazio: le ultime serie di Dexter sono puro letame fumante. per non parlare del finale… e lo dico con molto dispiacere, avendolo amato anch’io alla follia

  33. @Luotto Preminger…
    Sicuramente sarò un “mona”, anche se non mi pare di aver scritto niente su BB, che non seguo.

    I miei due cents sull’argomento:

    1. di serie TV si parla OVUNQUE. Anch’io di quelle che seguo (fatto salvo il punto 3). Che su i 400 si parlasse di altro non mi pareva male. Naturalmente spero e credo che i 400 continueranno a parlare di altro, infatti il mio commento era cazzatina sottilmente ironica. Ma proprio sottilmente, eh.

    2. E’ per sua stessa natura un argomento che esclude tutti i non addentro alla materia. O una serie la segui o è praticamente impossibile partecipare alle discissioni fiume che provocano.

    3. I fan delle serie televisive dimostrano un grado di suscettibilità, irritabilità e fanatismo quasi sempre allarmante.

  34. Babanet

    @Luotto Preminger
    Minchia, come scrivi! Concordo al 100% con te e ti adoro!
    Quoto TUTTO, in particolare un passaggio:
    – SPOILER –
    Walt – con tutti i suoi crimini e tutto il suo averci portato all’inferno con lui – è morto da antieroe, sottolineando bene sia anti che eroe. Un eroe che è un padre snaturato, un marito abominevole e un pluriomicida, eppure in fin dei conti avevamo ragione noi a volergli bene. Forse è giusto così.

    Bravo!

  35. e che cazz

    E’ una storia di rivincita.
    Io sono W.W. e non ho bisogno della vostra carità. Quella era la mia azienda. Quella era la mia donna. Ora vi dimostro cosa posso fare.

    Sta tutto lì. Semplice semplice.
    (SPOILER)
    Ed infatti nell’ultima puntata esce allo scoperto vedendo il video dei due ex soci.

  36. Riguardo all’esperienza collettiva: con degli amici ci siamo visti le ultime due stagioni regolarmente insieme, un po’ di volte con cena text-mex o proprio mex a contorno. Non l’avevo fatto per nessun’altra serie, per dire…

  37. fre.

    Scatta il recupero.
    Ma Vic è, e sarà sempre, un passo avanti a tutti.

  38. Opellulo

    Sarò strano io ma Breaking Bad non mi ha mai detto un granché; sotto tutta la superficie è la solita Power Fantasy di mezz’età; genere che, almeno per motivi anagrafici, sento abbastanza vicino ma che “Super” ha già descritto, analizzato ed archiviato meglio in soli 96 minuti.

  39. Luotto Preminger

    @ tommaso: non sei un MONA, o avresti detto “Breaking Bad è brutto perché è lento”. Il mio “ho parlato troppo presto” si riferiva al fatto che avevo appena detto “tutti ne state parlando bene”.
    Il tuo punto 3 è verissimo, ma (parlo per me) è spesso causato dal fatto che c’è ancora un certo pregiudizio nei confronti delle serie. Spesso, per quanto mi riguarda, la suscettibilità è dettata dal fatto che nel duemilatredici ancora mi tocca cercare di convincere la gente che alcune serie tv hanno una dignità artistica altissima, e magari questi mi guardano pure come se io fossi un fanboy del cazzo mentre loro sì che sanno cos’è l’arte, loro che vanno al cinema a vedere DANIELE LUCHETTI.
    È un circolo vizioso, perché poi tutti s’inalberano.

  40. Past & Fasul

    parlando di altri serial della Madonna…è stata appena ufficializzata la seconda stagione di Mario!

  41. Jim Grendel

    C’è l’annuncio mortuario di Walter White sul giornale di Albuquerque. Closure.
    http://www.abqjournal.com/275038/news/abq-news/it-provides-closure.html

  42. mauriziozu

    Il solo fatto che BB abbia fatto discutere in maniera così appassionata rende questa serie un capolavoro forse irripetibile. Non aggiungerò un ulteriore parere, ma sono davvero contento che la parte migliore dell’audience abbia scelto di vedere questo prodotto sentendolo in qualche modo una cosa sua. Vince Gilligan ha intessuto una trama che a poco a poco ci ha avvolti. Trovo che sia fantastico che in tanti avrebbero voluto collaborare al finale proponendo una variante. E’ un po’ come la vita. Non sappiamo come va a finire, ma se avessimo potuto dire la nostra forse qualcosa avremmo cambiato.

  43. Aladiah

    @Luotto splendida recensione per splendida serie

    ti segnalo nel caso l’avessi persa

    http://blogs.amctv.com/breaking-bad/2013/10/breaking-bad-creator-vince-gilligan-answers-fan-questions-part-i/

  44. Aladiah

    @Luotto splendida recensione per splendida serie

    ti segnalo nel caso l’avessi persa l’intervista a VG in cui svela i possibili finali a cui avevano pensato

    http://blogs.amctv.com/breaking-bad/2013/10/breaking-bad-creator-vince-gilligan-answers-fan-questions-part-i/

  45. BellaZio

    @Luotto
    La gente è scollegata dal mondo. Ormai bisogna convincere me che escano più di una decina di film all’anno con dignità artistica superiore alle migliori serie tv. Perché basta guardarle per capire che sono scritte meglio, recitate meglio e strutturate meglio. Ma pure quelle che ho mollato, quando le ho mollate, erano comunque meglio di 8 film su 10 di genere analogo (True Blood è ancora superiore a tutti o quasi i film con vampiri che escono, Dexter, seppur crollato, è meglio di più della metà dei thriller che escono). Probabilmente uno poi le molla per un fatto di durata, alla fine il brutto film di 1 ora e 30 te lo fai passare, la prospettiva di altri 12 episodi da 50 minuti di Dexter pare più estenuante. Ma il film che hai visto risulterà probabilmente più brutto nel complesso della peggior stagione di Dexter.
    Sul fanatismo che si dice posso capire chi lo critica, ma, personalmente il mio approccio è “Non ti piace, va bene, guarda altro”. Credo anche che, in Italia almeno, il “Non capisci una minchia perché non guardi x” sia poco diffuso nel caso di BB e fosse molto diffuso nel caso, ad esempio, di Lost. Non so dire all’estero. A chi dice “E’ lento”, rispondo “E’ vero. Ma non è una critica”. Chi vuol intendere intenda. Tutti gli ultimi 8 episodi guardavo quanto mancava alla fine perché stava succedendo troppo poco e il tempo si stava esaurendo, mi è successo solo con questa serie di guardare quanto mancava non per noia ma per tensione generata, dico solo questo.

  46. Naoto

    Felina, un finale per ragazzine premestruate

  47. Marlon Brandon

    Concordo con Bellazio sull’analisi serie tv vs film…su miglior personaggio io ho un debolr per Saul…

  48. Elisa

    Elisa
    02/10/2013at 14:04
    E io che ho sofferto con Jesse come se fossi lui, parteggiando sfacciatamente per lui e sperando in una morte dolorosa per Walt sono più psicopatica di chi ha tifato il cattivo? Pur ammettendo la sua indubbia genialità e grandezza io Walt l’ho odiato, ho odiato un uomo che – nascondendosi nel ‘farlo per la famiglia – ha distrutto mezzo mondo per vendicare il suo essere stato per tutta la vita passivo, disadatto, codardo. Sarà che Jesse mi è entrato nel cuore o probabilmente che io per i cattivi non so proprio tifare. E la cosa che mi rende ancora più psicopatica è che negli ultimi due episodi gli ho voluto bene, a Walt, ho provato empatia per lui nelle ultime due ore dello show, fino ad arrivare ad amarlo nella puntata finale. Certo, la reazione che ho avuto vedendo Jesse su quella macchina che – uso le tue parole, le ho adorate – ‘sfreccia libero verso il futuro’ è stata indescrivibile (si può dire orgasmo vero? I bambini non ci sono :D). E devo ammettere che quando è partita ‘baby blue’ e Walt sorride nel vedere la maschera, ho pianto come una deficiente.

    Per me la 5×14 sarebbe stata il finale perfetto se ci avessero capito quale destino era in serbo per Jesse. ‘Felina’ l’ho adorata, ma non sapere se Jesse fosse arrivato in Alaska a lavorare il legno o se Flynn avesse capito che i soldi erano del padre, mi ha lasciato l’amato in bocca. Avrei voluto un mini flash forward undici mesi in avanti.,

    Comunque serie grandiosa, io sto facendo un’opera di diffusione del virus di BrBa a tutte le persone che conosco.

  49. Rocco Alano

    Sono a metà della seconda serie. Arrivo, eh!

  50. Leonardo

    Vi leggo da anni, questo sito avrebbe bisogno di un mini-restyling. Almeno un font diverso, di quelli “con grazie”. Questo mi spacca gli occhi.

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