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Croci rovesciate: The Sacrament

Il nostro amico Ti West! Che soggetto.
È proprio come ve lo potete immaginare: un hipster mal camuffato che va in giro a dire di non sentirsi un regista horror, sia mai che il suo spirito artistico si senta ingabbiato in una definizione appioppatagli da una cieca società che cataloga quello che non capisce, ma che guarda caso finora ha girato solo horror.
È il tipo che va ai festival tenendosi il berretto da baseball in testa (che, lo ricordiamo, è maleducazione), portando un film di chiara ispirazione polanskiana, che urla “Polanski” da tutti i pori, che sta a Polanski come il primo De Palma stava ad Hitchcock, che pure uno che non sa chi sia Polanski capisce che imita Polanski, ma che poi se gli chiedi a chi si è ispirato ti dice chiunque tranne Polanski. Addirittura – ma qui i miei ricordi potrebbero essere offuscati dal nervoso che mi faceva venire – credo che abbia negato a domanda diretta. “Ma Polanski?” “No lui no.” “Ma…” “Te lo giuro, lui proprio no. Boh. Perché? No.”
La cosa per cui Ti si è fatto un nome è il sottogenere del “figa gira in casa d’altri e non succede niente”. Il cosiddetto (da me, a partire da adesso) “bored chick horror”. Lui prende una tipa che gli piace, carina, un po’ alternativa, poi la piazza da sola in casa d’altri, le dice “fai quello che ti pare” e la riprende per 90 minuti. Negli ultimi 5 le spara addosso i fantasmi, o i satanisti. Fine.

Il simpaticissimo Ti West

La posa da simpaticissimo di Ti West

Il fatto è che Ti West in realtà non è affatto scemo. Ha una sua poetica ben precisa: gli piacciono i dettagli. Gli piacciono le descrizioni. Gli piace la figa. Gli piace descrivere la figa nei dettagli. Gli piace stalkerare la figa, osservarla nei piccoli gesti abituali che fa mentre nessuno guarda, nei suoi tic sovrappensiero, nella sua intimità più casta e quotidiana. E soprattutto, sa che tutto ciò è propedeutico all’immedesimazione nel personaggio da parte degli spettatori, che come tutti sanno è il fattore più importante del cagarsi addosso quando scoppia l’orrore. O quello, o ti addormenti al minuto 12.
Per quel che mi riguarda, i suoi film sono l’esatto contrario di ciò che mi verrebbe voglia di guardare se qualcuno me lo descrivesse, eppure Ti ha sempre il perfetto controllo della situazione, non muove mai la cinepresa a caso e sa gestire i tempi, sa trasportarti, sa quando rilassarti e quando colpirti con improvvisi momenti inquietanti per tener desta l’attenzione e non farti dimenticare che stai guardando un horror in cui qualsiasi cosa potrebbe succedere in qualsiasi momento, per cui rimango sempre sveglio e finisco inevitabilmente per uscire soddisfatto. Lui lo menerei fortissimo, ma i suoi film mi piacciono.
Detto questo, The Sacrament parla di tutt’altro.
Sigla!

Un tizio (Kentucker Audley) riceve una lettera dalla sorella, ex-tossicodipendente, recentemente sparita. Dice che ora vive in una specie di comunità, che sta benissimo, che è di umore ottimista, e invita il fratello ad andarla a trovare. Costui, fotografo professionista, racconta la fazenda ai suoi amici di Vice Magazine. Lo conoscete Vice: questi vanno puntualmente giù di testa, ci sale una fotta incredibile, ci vogliono andare anche loro e fare un reportage e già si fregano le mani all’idea di sfotterli come fanno con i grillini, il pubblico di X-Factor e Corey Feldman. Vice Magazine, che ci crediate o no, è interpretato da Vice Magazine, che è un bel tocco. Il redattore di Vice Magazine è interpretato da AJ Bowen, che avete già visto assieme a Ti West in You’re Next (AJ era l’autore del monologo dell’anno, Ti interpretava il “regista underground”). L’operatore video di Vice Magazine è interpretato da Joe Swanberg, su cui ho già sproloquiato abbastanza nella rece appunto di You’re Next. In questa invece ormai ho già sproloquiato su Ti West, per cui se ne volete sapere di più su A.J. Bowen mi dispiace, vi tocca attendere la prossima. Ma ci ha effettivamente una fazza da Vice Magazine come pochi. Insomma, i tre partono all’avventura pensando di trovarsi davanti a una specie di Christiania piena di hippie e fattoni, ma si sbagliano. Di grosso.

Lo sguardo intenso di AJ Bowen

Lo sguardo intenso di AJ Bowen

Dopo i due orribili corti girati per V/H/S e The ABCs of Death, Ti West torna quindi a fare qualcosa che ha voglia di fare.
La sua scelta include controversialmente affidarsi al maledettissimo stile del found footage, anche se in modo spurio e non rigoroso, e con la sua solita attentissima regia dietro. Sì, tutte le immagini che vedete sono riprese dal video-operatore Joe Swanberg o dal fotografo Kentucker Audley, ma ci sono montaggi, c’è musica, e c’è coreografia. Quando l’operatore corre ci sono realistiche inquadrature agitate a cazzo su terra e cielo, perché si riconosce narrativamente che in certe situazioni la telecamera è l’ultimo dei tuoi pensieri (mica ad esempio come in Cloverfield in cui il cameraman salta nel vuoto fra due palazzi inquadrando stabile dritto e avanti), ma quando la situazione è più statica le inquadrature sono studiate bene, e in un paio di occasioni le regole del found footage vengono sfruttate alla grande per creare riuscite sequenze di tensione.
Ti, che gli cascasse l’uccello se accetta definizioni che qualcun altro ha precedentemente codificato per lui, rifiuta ovviamente l’etichetta “found footage” e preferisce piuttosto parlare di “mockumentary serio”, sia per gli imbrogli di montaggio che per lo stile da indagine giornalistica, e in effetti tutto ciò acquista senso nel momento in cui si riconoscono le forti similitudini del suo racconto con una nota storia vera, una vera tragedia dagli effettivi forti connotati horror – similitudini stavolta apertamente dichiarate, anche se io non lo sapevo prima di entrare in sala al London Film Festival (ma il film è passato anche a Venezia) per quello che mi era stato descritto solo come una versione horror di quella palla al cazzo di The Master dell’Anderson sbagliato. E il bello del film sta proprio nello sforzo con cui Ti ricostruisce una vicenda credibilmente simile, come ne ricostruisce l’atmosfera, le motivazioni, le ideologie, le psicologie dei personaggi coinvolti. Funziona l’unico dettaglio significativo cambiato, ovvero gli inviati di Vice: funzionano i loro dubbi etici e lo fanno maggiormente proprio perché viene usata una vera testata giornalistica di cui si conoscono bene sia i pregi che i limiti. Funziona alla grandissima il leader della comunità (Gene Jones – il cui nome echeggia in modo abbastanza inquietante quello del personaggio a cui si ispira): carismatico, intelligente, subdolo, ma mai esagerato. La panza è a livelli quasi marlonbrandeschi ma non aspettatevi mega-acting o pacchianate del genere: niente tratti appariscenti, niente scorciatoie, solo puro, nudo carisma reso ancora più terrificante appunto dal suo aspetto assolutamente comune da attivista qualunque della parrocchia dietro casa la cui pericolosità è tutta nella testa. Vedere la sequenza dell’intervista pubblica per credere.

La panza scomoda di Gene Jones

La panza scomoda di Gene Jones

Quello che funziona meno è la difficile gestione del sottile equilibrio fra i generi: il film picchia duro quando si mantiene puramente freddo e documentaristico, ma sbanda suo malgrado quando coglie l’inquietudine di certe situazioni e cede a sequenze in puro stile horror. Sia chiaro: tecnicamente sono impeccabile ed efficaci, e concettualmente non sono fuori luogo, ma tu appassionato spettatore, tu fancalcista, tu che non sai e non vuoi sapere dove il film vuole andare a parare e che in compenso nella vita ne hai viste di tutti i colori, riconosci immediatamente il cambio di atmosfera e che lo voglia o no a livello istintivo le aspettative ti si spostano su un altro piano, su un mondo di riferimento in cui miliardi di film di genere hanno affrontato lo stesso argomento mostrando le cose più incredibili. A quel punto la concorrenza si infittisce, e l’efficacia della verosimiglianza insistita viene annacquata. Perché in un film drammatico una persona che ti insegue per spararti è uno shock, ma in un horror con bambine mute che ti lasciano messaggi criptici e spariscono nel buio è pura ordinaria amministrazione, e anzi, il minimo.
Ma Ti West si rifiuta di prendere la strada di Argo, furbo abbastanza da premere l’accelleratore sul versante del thriller/action di intrattenimento e inventare di sana pianta là dove la struttura narrativa classica lo richiedesse, con la conseguenza che un finale che aveva tutto il diritto di essere potente e sconvolgente risulta – aldilà di qualche riuscitissima microsequenza shock – per certi versi smorzato e suo malgrado dimenticabile. È chiaro fin dall’inizio che non si voglia fare un film di Rob Zombie, ma ci si passa comunque troppo vicino per non stimolare indesiderati paragoni.
E allora forse tanto vale sapere davvero in anticipo a cosa il film si ispira, per conoscere subito il limiti delle pretese a disposizione ed ammirare l’abilità nella ricostruzione.
Oppure no, e cercare di godersi comunque una storia indubbiamente interessante, ben recitata, diretta da qualcuno che non è scemo e conosce alla grande il proprio mestiere, cercando di concentrarsi sul piano realistico senza farsi distrarre dall’istinto horror che, anche se lo nega, è ormai radicato nel midollo di quello stronzetto di Ti West.

L'unica altra immagine che ho trovato dal film

L’unica altra immagine che ho trovato dal film

Dvd-quote:

“Their Satanic Majesties latest request”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | (trailer non ancora disponibile)

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34 Commenti

  1. samuel paidinfuller

    Ogni volta che vedo una foto di ti west ci rimango male perchè mi fa ricordare che non è asiatico.
    Detto ciò me piace perchè non è mai banale, furbo magari, intelligente ogni tanto, ma banale mai.
    T’arrivo a dire che anche i due corti citate nella rece mi sono piaciucchiati e cmq non vincono mai la palma della peggio cazzata nelle rispettive antologie.
    Questo me lo segno anche se non ho capito se alla fine cè sta il mostro ma è meglio così.
    Bella poi sta cosa che adesso i found footage che escono sembrano mediamente di buona qualità (v. questo o conspiracy o VHS2).
    Tipo un bel pò di anni fa quando si aprivano pub irlandesi ad minchiam ad ogni angolo di strada e dopo un pò tutti hanno chiuso tranne quelli cazzuti
    Ahhhhhh…. la cara vecchia selezione naturale non delude mai

  2. Bread Beat

    onestamente non ho capito di cosa tratta il film… i tre poi partono, fanno video e… che succede?

  3. samuel paidinfuller

    @bread
    da quello che ho capito è la ricostruzione dei fatti linkati

  4. Tengu

    Ora magari viene fuori che vi chiamate tutti così, ma Kentucker è quasi da Jimmy Bobo. Più o meno è come se chiamassi mio figlio Friuli Venezia Giulio.

  5. rash

    di certo mi sbaglio, ma mi piace pensare che il Ti abbia deciso stizzito di fare il film dopo l’episodio spacca culi di Gareth Evans in VHS2 ispirato dalla stessa storia.

    Fra l’altro il nostro uomo a Giakarta è citato nei ringraziamenti di The Act of Killing (film dell’anno), cosa che mi ha fatto schiacciare un mini high-five mentale anche se immerso nella depressione che quel film induce.

  6. @bread: confermo, per una volta ho evitato spoiler perché nel momento in cui scopri a cosa si ispira hai tutta la trama del film gran finale incluso. Che non è necessariamente un male, ma io sono andato senza sapere per cui non posso giudicare.

  7. @rash
    mi vuoi dire che in mezzo a quella sfilza di anonymous nei titoli di coda di act of killing c’era il nome di evans? stima

  8. samuel paidinfuller

    By the way, Eli Roth produce

  9. Il Reverendo

    è un bene che qualcuno abbia finalmente fatto un film sul fatto da cui è tratto questo film. anche se io ci avrei visto molto di più un film quasi documentaristico stile michael mann quando fa le cose quasi documentaristiche, comunque lo guarderò perchè la vicenda mi ha sempre intrigato tanto ma tanto.

    (anche se probabilmente il fatto che io sia andato a vedere di quale vicenda si stia parlando forse mi ha rovinato il film, azz! è che fino a quel momento pensavo che non l’avrei guardato..)

    comunque tendenzialmente la rivista vice mi sta in culo, anche se la versione americana non l’ho mai letta.

  10. Il Reverendo

    e comunque a me il nome Ti West fa pensare ad un negro grassone vestito da rapper. invece è uno sfigatissimo bianco hipster, mannaggia! morissero tutti gli hipster fottuti!

  11. Dembo

    Ne avevo già letto bene in giro e adesso ho pure la conferma dai 400. Me lo segno.
    Cmq dopo safe haven mi è salita una fotta incredibile su storie di culti, comunità pazze, sacrifici, complotti e via dicendo che non sto guardando altro e sono prossimo allo sbrocco mentale

  12. Barone Meshuggah

    Cin cin! Alla salute!

  13. mska

    Cercando su wikipedia ho scoperto che l’editore capo di Vice si chiama Rocco Castoro, spero che in qualche modo compaia nei credits del film per potersi aggiudicare il premio Jimmy Bobo del mese.

  14. solero

    dubito che batta safe heaven anche se in effetti chi cazzo se ne frega ma mi piacque troppo w gareth evans

  15. samuel paidinfuller

    che poi mettere polanski e charles manson nello stesso post è di una perfidia degna di renano brunetta

  16. Poisoned Ivy

    Ma se non mi sbaglio ne hanno già fatti uno o due di film sulla questione? Forse erano documentari? Forse mi sbaglio con altri eventi simili? Boh.
    In ogni caso, se c’è l’inquietudine giusta che questo genere deve mettere, con il Ti alla regia probabilmente ne vale al pena.

  17. Cristoforo Nolano

    Oh, va bene ricordarsi del nostro amico Ty West, ma dell’altro nostro amico Alan Taylor non ne parliamo?

  18. @cristoforo: se ti stai lamentando perché non parliamo in anticipo di un film che esce giovedi’, come direbbe la nostra Cicciolina Wertmuller, ti prendi degli scapaccioni

  19. Marlon Brandon

    A parte che sto col Reverendo sul nome Ti West…mi aspetterei un negrone invece e’ la versione sfighiz di Ralph Macchio con i baffi…

  20. Sul discorso found footage appoggio @samuel, secondo me è proprio questo il momento per le opere bombetta del genere, dato che ormai come linguaggio è stato metabolizzato anche dal pubblico più facilone e i 5/6 trucchetti soliti non bastano più, quindi in mezzo alle inevitabili ciofeche questo dovrebbe anche stimolare i registi più capaci a cercare soluzioni sempre più raffinate (e appunto ne abbiamo avuto un saggio con V/H/S 2).

    Sul discorso Ti West finora ho apprezzato tutti i suoi film, al di là dello stile quasi opposto mi ricorda – lacrimuccia – il primo Peter Jackson che con pochi mezzi ma grande intelligenza tirava fuori dei miracoli del cinema, spero che i probabili soldoni e l’incaponirsi in interminabili progetti del cazzo (Tolkien ti odio ogni giorno di più) non rovininino pure lui.

    Sul discorso Eli Roth, dato che qualcuno l’ha tirato in ballo, vado allegramente OT: qualcuno della balotta ha visto Green Inferno al Festival di Roma e ce ne parlerà? Anche perché al distribuzione sembra ancora lontana…

  21. samuel paidinfuller

    @darkskywriter
    te che dici…REC Apocalypse lo fanno FF o no?

  22. vespertime

    Non ho letto la storia vera perché non voglio spoilerate. Scelgo di non sapere e godere e magari rimanerci male e andare a leggere dopo dicendo a me stesso “ah beh ma se era così” ed eventualmente intristirmi. Comunque a me Ti West piace e nella rece se ne è detto abbastanza bene da aver gran voglia di vederlo. Speriamo che spunti da qualche parte al più presto.

  23. Steven Senegal

    La rece mi ha incuriosito, me lo vedo.
    Ti West in You’re Next ha il grosso merito di dare il via al divertimento proprio quando si stava consumando una delle scene più agghiaccianti.

    Intervengo poi al volo sul Safe Haven ricordando a tutti che i meriti della cosa vanno divisi con Timo Tjahjanto. E’ Timo che è andato dal suo buon amico e compare Gareth Evans con la storia già in mano (inizialmente pensata come lungometraggio cazzo) ed è sempre lui quello maggiormente responsabile della cifra horror. Dico questo solo perché troppo spesso ce lo si dimentica, poveraccio, mentre secondo me tra il corto Dara, Macabre (appena acquistato a na cazzata) L for Libido, Safe Haven e le prossime uscite – Killers e The Night Comes For Us con Joe Taslim e Yayan Ruhian – merita grande attenzione calcista. Insomma si sta creando un bel movimento in Indonesia e il signore li abbia in gloria tutti sempre.
    Il gallese se non ricordo male s’è occupato di realizzare proprio l’approccio al found footage come poi è venuto fuori, tenendosi buone buone tutte le chances che poteva offrire loro la troupe di documentaristi con camera fissa, zoom etc etc. ma infilando l’espediente delle microcamere spia per le scene più movimentate senza che nessuno si dovesse chiedere perché non gettano la camera in un fosso quando a inseguirli è il dimonio partorito.

    Se ho ben capito dalla rece, pare che Ti West abbia giocato a fare il Safe Haven per tipo di storia, uso del ff e resa dello spirito documentaristico senza centrare poi l’equilibrio che invece è riuscito agli altri due. Si vede che gli è mancato un indonesiano.

  24. @steven, ora ti confesso una cosa: non ho ancora visto V/H/S 2. Mi rifiuto di guardarlo finché non esce il bluray inglese (che quello USA mi costa il doppio senza motivo).
    Detto questo, Timo lo teniamo sott’occhio appunto da Macabre:

    http://www.i400calci.com/2009/10/ff09-macabre/

  25. Steven Senegal

    @nanni: anche io avevo fatto un pensierino a V/H/S 2 ma aspetto tempi migliori. Per Timo non avevo dubbi, sono i400 che mi hanno introdotto nel loro magico mondo. Era più per tutti gli altri amici calcisti che hanno la stessa passione.

    A questo punto, perdona l’OT doppio ma colgo l’occasione anche per segnalare loro che Kimo Stamboel, socio di Tjahjanto quando dirigono insieme come Mo Brothers, farà un film con Yayan Ruhuan e Marko Zaror. Direi che basta per trasferirci tutti a Jakarta.

  26. @samuel mah, ti dirò che se non fosse diretto da Balagueró e Balagueró non avesse confermato che è un bravo guaglione con Mientras duermes, dopo REC 3 il prossimo l’avrei skippato… tra l’altro REC 3 è il fail del found footage incarnato, dove questa tecnica viene sprecata senza motivo per la parte introduttiva del matrimonio e poi quando inizia il vero horror si passa sempre senza motivo al girato normale, roba che se a metà non esci dalla sala o non butti nel camino il DVD perdi ogni dignità come spettatore

  27. Cristoforo Nolano

    @nanni
    Azz mea culpa… me lo vado a vedere stasera e pensavo fosse uscito settimana scorsa. E i fumettoni mi piace vederli dopo il parere calcistico…

  28. Tommaso Gavioli

    io l’ho visto a venezia.
    e Gene Jones è un gigante.
    più che la panza, la voce.
    il film secondo me non è male.
    ma come sempre quanto i fatti vanno oltre la fantasia, paga qualcosa nella messa in scena.
    ma va visto.
    lameno per incazzarsi ancora di più con sette, religioni e quant’altro di similare..

  29. samuel paidinfuller

    @Nanni
    a proposito di blu ray UK, ma adesso che esce la cornetto trilogy una retrospettiva sui 400c non se la meritano? I would say so

  30. Se qualcuno vuole saperne di più sul Fatto Vero Appena Appena Adombrato, consiglio di puntare diretti su un buon documentario, eccolo qua:

    http://www.pbs.org/wgbh/americanexperience/films/jonestown/

    (Avvertenza: gli ultimi 15′-20′ mettono a dura prova, aka SI STA MALISSIMO.)

  31. Recuperato l’altra sera (è uscito on demand su amazon e itunes) e piaciuto moltissimo. C’è davvero una grande intelligenza narrativa dietro, anche se sei uno spettatore ultrasgamato ti porta a farti domande per nulla scontate e retoriche. Horror socio-politico-esistenziale di primissima classe, insomma.

    Ah, consiglio anch’io di vederlo senza autospoilerarsi nulla della storia vera a cui si ispira. Io ho fatto così e quando la botta arriva è davvero tosta. Bravone Ti.

  32. @nanni
    rece perfetta, non solo sei insuperabile, sei pure ineguagliabile, io ti citerò a profusione nella mia rece coming soon. Il film è ottimo, all’inizio avevo temuto di avere davanti un altro Holy Ghost People, am sul tema Garreth Evans e il suo Safe Haven in VHS\2 sono il top, anche come found footage.

  33. samuel paidinfuller

    visto anch’io e mi accodo sulla giustezza delle rece soprattutto nel passaggio sul difficile equilibrio tra generi.
    nel complesso però un ottimo esempio di come il ff può essere usato come tecnica anche oltre l’horror canonico.
    da brividi di puro terrore la disperazione che west lascia intendere dietro quelli che hanno aderito alla setta.

  34. Marlon Brandon

    Devo dire che il film e’ fatto benissimo e Gene Jones veramente fa venire i brividi. Bravo il nostro Ralph Macchio baffuto!

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