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Operazioni simpatia: la rece di Man of Tai Chi

Bloodsport ala Keanu Reevez_img_1

A me è andata bene.
Mi sono imbattuto in Keanu Reeves per la prima volta quando alcuni distributori furbissimi presero la leggendaria saga di Bill & Ted, due film, e distribuirono solo il secondo. Che è solo un pelo meno complesso del guardarsi Ritorno al futuro 2 senza aver visto il primo, ma riesce a far ridere e farsi volere un gran bene comunque, fosse anche solo perché William Sadler si disturba a parodiare la Morte bergmaniana che perde a Twister e a battaglia navale. Keanu vi interpretava Theodore “Ted” Logan, scemo, e gli veniva di una naturalezza abbagliante.
Poi l’ho visto in un film che ho completamente rimosso in cui doveva interpretare uno scemo assunto per uccidere la moglie di uno, praticamente Ted con la barba tenuta male.
Poi ho visto Point Break ed ero a posto così. A quel punto ero talmente fomentato da essere tranquillamente capace di guardarmi senza motivo anche un film di Gus Van Sant in cui faceva il narcolettico, ignorando la mancanza di interesse del contesto ma ridendo di gusto nelle scene in cui si addormentava a caso in mezzo alla strada.
La carriera del Keanu è stata tutto sommato atipica: il nostro ha rimbalzato di qua e di là mettendo la sua inespressività al servizio di più o meno qualsiasi cosa, dall’action al dramma indie, dallo sci-fi alla rom-com. Ha infilato uno dei migliori action degli anni ’90, Speed, e infine si è imbattuto nell’opera più dannosa dello stesso decennio, Matrix, un film che non avrei nessun problema a definire “abbastanza carino” se non fosse che certa gente mi guarderebbe come se avessi definito il Papa “abbastanza religioso”, ma soprattutto che si tratta della causa principale della morte del cinema da combattimento nell’intero decennio seguente (più o meno quanto il Papa).
In generale, gli va ovviamente dato credito di aver attraversato un intero ventennio di cinema praticamente indenne, tra cult più o meno condivisibili, flop mai troppo rumorosi, un CV per tutti i gusti, un’immagine pubblica senza eccessi e una fazza sempre identica, e identicamente immobile. Giusto negli ultimi anni si era un po’ defilato, ma è sembrato più un semi-esilio volontario che altro, una specie di pausa punteggiata di piccoli film indipendenti in attesa della grande rincorsa prevista per quest’anno.
Man of Tai Chi è il suo esordio da regista, e se avessi avuto da qualche parte una lista di attori di cui prevedo un passaggio alla regia (non ce l’ho) credo che il suo nome sarebbe stato sotto quello di Massimo Boldi.

Solo cuori per Conspiracy Keanu

Solo cuori per Conspiracy Keanu

Torniamo un attimo indietro: è l’estate del 2005 e, storia vera, mi trovo a una conferenza stampa in cui è presente Lou Reed in persona, il quale prima si addormenta e poi dichiara di voler comporre un’opera multimediale sul Tai Chi. Ne parla con insospettabile trasporto, e io capisco di trovarmi davanti a una valida alternativa per ricchi ex-drogati al golf. Mi faccio ovviamente autografare il primo pezzo di carta che trovo, poi torno a casa e preparo il suo coccodrillo con otto anni di anticipo (il resto di voi l’ha fatto dopo Lulu). Da allora, per me “Tai Chi” diventa sinonimo di “paralisi cerebrale”. Potete capire quindi lo spavento quando ho saputo del progetto di cui vi sto parlando oggi.
Ma il bello di Keanu, nonché una caratteristica che gioca nettamente a suo favore in questi casi, è che non si è mai vantato di essere un tipo particolarmente sveglio o sofisticato.
Keanu, nel cuore, è un regaz come noi. Gli piacciono i film di menare, e gli piacciono quelli grezzoni dove si fa a pizze nel modo più acrobatico possibile, con il giusto contorno di dramma e filosofia ma senza troppe complicazioni. Niente ostentazioni cinefile/filologiche alla RZA, per intenderci. Niente “Quentin Tarantino / Robert Rodriguez / Eli Roth presenta”. Niente grindhouse, nostalgia o strizzate d’occhio in alcuna forma: solo l’ennesima, sana variante del filone sui tornei di botte come se non fosse un genere il cui massimo picco commerciale è stato raggiunto dal Van Damme di inizio carriera, e già allora aveva visto a malapena la sala. A rendere le cose ancora meno vendibili è la sua aderenza alla fonte di ispirazione, ovvero alcune non meglio precisate esperienze biografiche dell’amico stuntman Tiger Chen, e la conseguente decisione di ambientare il film a Beijing e girarlo metà in inglese e metà in cinese.
Da esperto uomo della Hollywood che conta, Keanu si preoccupa almeno di avere una premessa che non sia soltanto il solito “outsider alla ribalta” o “ex-avventuriero in cerca di redenzione”, ma sfrutta l’opinone comune che considera il Tai Chi come una finta arte marziale buona solo per tenere in forma donne e/o pensionati e la usa come motore stesso della storia. Si parla di Tiger Chen (interpretato da Tiger Chen, età imprecisata fra i 43 e i 19 portati male), unico erede della scuola di Tai Chi tradizionale di Ling Kong, costretto ad accettare la losca offerta del misterioso Donaka per guadagnare i soldi necessari per salvare il tempio che tramanda il suo stile da oltre 600 anni. Ma il piano di Donaka è persino più malsano di quel che sembra: non solo consiste nell’affrontare una serie di combattimenti senza regole contro i campioni dei più svariati stili per dimostrare l’efficacia pratica del Tai Chi e alimentare gli incassi di un circuito pay per view clandestino ma, come puntualmente spoilerato dal trailer, è parte di un complesso e perverso disegno che mira nello specifico a trasformare per scopi voyeuristici un pacifico praticante di un’arte pseudo-innocua in un micidiale killer a sangue freddo. Riuscirà Tiger Chen nel ruolo di Tiger Chen a resistere alla tentazione di passare al Lato Oscuro della Forza nonostante il bonus biscotti? Da spettatore dotato di genuina passione, Keanu sa che ogni conflitto narrativo va descritto, affrontato e risolto a cazzotti.

Classicismi

Classicismi

Non c’è nessun motivo per odiare Man of Tai Chi: concettualmente impeccabile, commercialmente spacciato, è l’opera di una star che potrebbe mirare a qualsiasi pacchianata vanitosa ma si getta anima e corpo in un prodotto dalle ambizioni moderate perfettamente conscio di come dosare spettacolo e filosofia (70% e 30%). Keanu si preoccupa ovviamente molto di curare la parte sostanziosa, non spreca una scena, ci mette tutte le svolte narrative classiche, ci mette i suoi bei slogan didascalici (“sei tu che devi dominare il Chi, non viceversa”, “la potenza senza meditazione porta a un percorso distruttivo”, ecc…), ma sta bene attento a non esagerare coi pipponi e, come la scuola cinese insegna, fa passare concetti e svolte narrative anche attraverso le coreografie dei combattimenti – queste ultime curate dall’unico altro grosso nome della produzione, il fidatissimo maestro Yuen Woo Ping. Il problema se mai è che il tutto rimane su un piano abbastanza mediocre, con un racconto che oltre a dimostrare una certa passione per il genere fa davvero poco, un protagonista che non brilla particolarmente per carisma e nulla, a parte qualche schizzo di ispirazione qua e là, che distingua il film dalla marea di concorrenza DTV. Keanu si diverte a ritagliare per se stesso il ruolo del cattivone Donaka, mettendo la sua inespressività e imponenza al servizio del solito riccone senza scrupoli che affida la sua minacciosità a battute secche scandite come nei cartoni animati, ma spreca Karen Mok e Simon Yam in ruoli piuttosto anonimi.
Dove il film ha speranze di farsi ricordare è nell’unico reparto in cui si è degnato di assumere un esperto fuoriclasse: Yuen Woo Ping viene chiamato a piegare e sporcare le forme del Tai Chi in lunghi combattimenti che esaltano l’eleganza e l’agilità di Tiger Chen, mentre Reeves lo lascia libero di studiare coreografie intorno a movimenti di macchina che si sforzano di essere allo stesso tempo limpidi, dinamici e non scontati. Non c’è niente che faccia cascare la mascella, soprattutto visto l’uso piuttosto sciolto e non sempre ben nascosto di cavi, ma c’è qualche tocco creativo (una scazzottata a luci intermittenti e una accompagnata da commento musicale operistico) e siamo comunque su livelli altissimi e sempre più preziosi in uno scenario attuale in cui la parkinson-cam post-Bourne domina l’action contemporaneo esattamente quanto l’abuso di CGI aveva ucciso il genere dopo Matrix.
Totalmente incomprensibile infine il coinvolgimento di Iko Uwais, che spoilero per salvarvi da un colpo al cuore. In pratica viene conservato come asso nella manica per il combattimento finale del film, ma a quel punto la sceneggiatura prevede che Tiger Chen si rifiuti di combattere per invitare alla sfida direttamente il personaggio di Keanu Reeves, per cui Iko mulina un po’ braccia e gambe a casaccio inseguendo Chen come bambini al parco, per poi dover uscire di scena senza cerimonie: per chi non lo conosce, è uno smilzo con la faccia da bambino e la minacciosità pari a zero di cui non si capisce la presenza nel momento clou; per chi ha visto The Raid, è un hype stroncato e trasformato in puro insulto. Tocca invece assistere a un lungo scontro con un 50enne hawaiiano dalle movenze di una marionetta che Yuen Woo Ping fa salti mortali per camuffare (con risultati devo ammettere superiori a Matrix), e che se non altro ne prende tantissime.
Ma se escludiamo l’improvvisa caduta di gusto finale, rimane un filmettino sì dimenticabile ma ritmatissimo e tutt’altro che fastidioso, buono per far recuperare un po’ di street cred a Keanu Reeves, ammirare per l’ennesima volta la classe inesauribile di Yuen Woo Ping, e riprendersi dai mal di mare causati dalle scene di combattimento nei film d’azione moderni.

Tango cinese

Tango cinese

DVD-quote:

“Party like it’s 1994”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

P.S.: il film è stato praticamente invisibile al botteghino, per cui la mia previsione si è rivelata azzeccata al 100%

P.S. 2: il mio aneddoto preferito su Keanu Reeves rimane la faccenda The Watcher. In pratica il regista/sceneggiatore gli chiese la disponibilità per una comparsata di favore, poi pressato dagli investitori gli riscrisse il ruolo a sua insaputa fino a farlo diventare quasi protagonista e arrivò a falsificare la sua firma sul contratto pur di costringerlo a partecipare; faticando a provare la sua innocenza, Keanu cedette e accettò di girare il film pur di non trascinare la storia all’infinito. I produttori gli fecero firmare un ulteriore contratto in cui lo liberavano da ogni impegno promozionale e in cambio lui si impegnava a non svelare il ricatto fino ad almeno un anno dopo l’uscita del film.
Storia vera.

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86 Commenti

  1. Schiaffi

    @nanni&friends
    sinceramente non ricordo di un altro film che prima di matrix avesse dei combattimenti memorabili, anzi erano tutte merde assurde risolte stile mel gibson legnosissimo in arma letale. Se poi vi sta sul cazzo vedere 2 non atleti che si pestano ok, ma non venitemi a dire che prima di quel final fight lì ce n’è stato uno anche solo lontanamente simile a livello di coinvolgimento.
    Siamo onesti, willis che mena il biondone in trappola di cristallo è una cosa inguardabile e le botte di brandon lee fanno schifo. Nel corvo a parte fare il sex symbol delle chiatte goth di quegli anni, cosa fa? Niente. Le sparatorie ecc coinvolgono zero e le “botte” sul tetto alla fine ti lasciano lì perplesso. Jcvd idem, già a 15 anni mi ero rotto il cazzo di vederlo combattere tutto rigido che pare na recita di paese. Dico solo che di kickboxer ci si ricorda soltanto di lui che fa l’allenamento e di lionearth che a un certo punto si mena in una piscina, il finale non se lo ricorda nessuno. Fate voi.
    Se avete qualcosa con cui smentirmi fatelo, ma personalmente matrix è stato il primo film che mi ha fatto esaltare per un combattimento e vi ricordo che una sequenza finale d’azione di oltre 20 min che non ti da 1 sec di respiro, prima d’allora non s’era mai vista.

    @ciobin bè in effetti la cosa figa del combattimento di matrix è proprio il fatto che keanu è uno che le botte le sente mentre quel’altro non si fa un cazzo e ti chiedevi “e mò come fà?”. Ce poi non piaccia vabbè ci sta, ma l’accanimento generale mi pare eccessivo

  2. @michael: non capisco il senso pratico del tuo discorso.
    Resident Evil non ha dato via a quasi nulla di tangibile se non ridare un briciolo di speranza agli adattamenti da videogame, e il cardiozombie e’ nato con 28 giorni dopo.
    Non andiamo sui massimi sistemi pero’, fermati prima di dire che e’ nella natura di Hollywood copiare le cose (ma forse l’hai gia’ detto).
    Non c’e’ nulla di complicato: Matrix e’ stato un successo clamoroso, prima di Matrix non c’erano combattimenti in CGI nei film americani mainstream, dopo di lui sono stati tutti cosi’ per quasi un decennio anche dove non ce n’era bisogno.
    Pochissime altre influenze possono vantare una portata cosi’ ampia e duratura (e malvagia), mi vengono in mente giusto gli horror anemici per teenager lanciati da Scream (1996) e interrotti soltanto da Hostel (2005).

  3. @schiaffi: prima di Matrix andavano i film con gente tipo Van Damme, Steven Seagal, Jackie Chan, Jet Li, John Woo, Johnny To, Tsui Hark, ecc… Per esaltarti davanti a Matrix e/o considerarlo una novita’ dovevi essere a) molto giovane o b) farti consigliare i film da TV Sorrisi e Canzoni.

  4. Barone Meshuggah

    Questo è il mio personalissimo giudizio su Matrix… I concetti espressi, con tutti i sottintesi di universi paralleli, realtà virtuale e sconfinamenti con teorie mistiche possono interessare o meno. A me interessano. Quello che trovo oggettivo è che sia un film tutto in CGI, dove i combattimenti sono palesemente finti (non va nemmeno sottolineato che nessun essere umano in carne e ossa possa muoversi in quel modo e fare quelle cose) e anche volutamente. Non è nato per essere realistico in quel senso, ma perché anche i combattimenti fossero propedeutici alla storia. Solo che visivamente l’impatto ha fatto così figo che tutti i film successivi, come dice Nanni, sono stati viziati dal voler copiare Matrix. Peggio: per la massa le mosse di arti marziali erano quelle. E vogliamo parlare di quanto tutta la parte estetica sia stata influente? Ormai quel taglio di cappotto/spolverino è detto proprio alla Matrix.

  5. samuel paidinfuller

    Matrix era tipo Aretha Franklin che canta Respect, Sinead o’connor che canta Nothing compares 2 u, Sinatra che canta I’v got you under my skin, Cyndi Lauper che canta Girls just want to have fun, Jeff Buckley che canta halleluia, i negroamaro che cantano Meraviglioso

    Cover di canzoni conosciute a pochi, rese appetibili a tanti con interpretazioni e arrangiamenti nuovi, e diventate per i posteri gli “originali”

  6. Michael Jail Black

    Bon io sono della stessa opinione di Past & Fasul. E dire che un film fa schifo (non so se hai detto proprio coasi’) solo perche’ ha ispirat un muchio di coglioni a fare merda mi sembra esagerato. Io continuero a considerare Matrix un buon film.

    P.s.: I grandi del cinema di botte non si toccano!

  7. @michael: in questo stesso post l’ho definito, virgolettato per evidenziarlo, (SPOILER) “abbastanza carino”

  8. @Steven
    ormai “quello” si trova abbastanza facilmente e hanno anche realizzato i sub in inglese, però dato che è un leak deprecato dallo stesso regista ho deciso di non guardarlo, malgrado ormai stimoli più curiosità che all’epoca il sextape di Pamela Anderson (la necessità di diffondere il quale, come tutti sappiamo, è stata alla base dell’invenzione dell’internet).

    Comunque spero che la distribuzione per Man of Thai Chi non finisca qui ma abbia un colpo di coda (es. in Europa deve ancora arrivare), perché sarebbe tristissimo un fail commerciale di queste proporzioni per un film così meritevole, mentre un sacco di titoli stronzi e inutili la sfangano alla grande (colgo l’occasione per ribadire il mio odio per quell’irritante bambinata di Pacific Rim, ancora più strascicato e deludente rivisto in 2d su un piccolo schermo)

  9. Past & Fasul

    @jail black

    si, intendevo in quella maniera…se matrix avesse avuto l’accoglienza di un dark city sono convinto che molta gente non lo demolirebbero così…ma è normale ricordo ancora tutti i dementi che non capitavano un cavolo di cinema che si esaltavano al solo nominarlo…ehhh,gli effetti belli la trama geniale e via così…

    @nanni

    bravo a citare scream…film che detesto non tanto in se ma per tutto il filone teen-horror che ha generato ridicolizzando uno dei miei generi preferiti per decenni, credo che per l’action pensi più o meno lo stesso…

  10. Michael Jail Black

    @Nanni Scusa.

  11. Stanlio Kubrick

    @Barone: per me quel cappotto è tipo “la roba del black metal”, ma in tutto ciò nessuno mi ha ancora saputo dire, al di là del giudizio sui combattimenti del film, cos’avrebbe di particolare/originale/definente (!) tutto il resto del film.

  12. Bruce Li

    @nanni: ma come ho già detto il pregio i matrix e avere scene d’azione ispirate a hk( magari inferiori, anche se a me neo vs smith gasa sempre), senza farmi vedere chow yun fat che fa monologhi sul riso.
    stanlio:di originale\definente\articolare non ha niente.Però prende tutta roba già vista per fare qualcosa di figo e che non sa di vecchio,come uno star wars, un predatori dell’arca perduta o un avatar.

  13. Dévid Sfinter

    @Stanlio: In realtà credo nulla. Era probabilmente più “potente” dei suoi simili di quegli anni e in alcuni casi più diretto e c’aveva le mazzate buòne.

  14. Steven Senegal

    @darkskywriter: credo che il mio amico si sia autoassolto dicendosi che quella copia per forza di cose fosse in giro con la complicità/favore del regista e il monito fosse in realtà opera del regime. Oppure è appunto un’anima nera. Quando lo vedo glielo dico.

  15. Marlon Brandon

    Vi dimenticate sempre di citare Bud Spencer e Terence Hill…le pizze che volavano…

  16. Vin Diesel30€grazie

    Posso capire che keanu non abbia dimostrato doti particolarmente atletiche e che i combattimenti fossero (per quanto godibilissimi), calcisticamente parlando, criticabili, però facciamo scendere Matrix dal banco degli imputati

    Parliamo di un film del 1999. Pensate che ad oggi 2014, anche se non fosse uscito nelle sale ci saremmo risparmiati i vari Resident Evil, i film videogioco ecc….?
    Pensate che saremmo andati avanti con i thriller da john grisham e con gli action di Joel Silver vecchia maniera(magari….)??

  17. vespertime

    Avete ragione a dire che Man of Tai Chi non sia uno di quei che ti rimangono fissi in testa e che non crei una fotta alla The Raid ma ad avercene. Io non mi aspettavo proprio un cazzo ma Reeves dimostra davvero di essere uno dei nostri e fa un film che film dall’inizio era un suicidio annunciato. Secondo me lo sapeva anche lui che di soldi non ne avrebbe proprio fatti ma ha deciso di farlo ugualmente. Il film riesce a dare quello che promette e secondo me per questo esce vincitore. Uno di quei film che se mi ripassa sotto gli occhi di certo un altra occhiata glie la do pure volentieri.

    Per quanto riguarda la questione Matrix (visto che se ne parla) sono un po in difficoltà perché, ammetto, non l’ho mai considerato un vero film action. L’ho sempre messo in un altra categoria ed è per questo che il film mi è piaciuto abbastanza (al contrario degli osceni seguiti). Ho sempre pensato fosse fantascienza noire con qualche scena di mazzate , ma niente di più. Sul fattore dell’innovazione è lo stesso discorso di Tarantino, prende un certo linguaggio asiatico, molto più manga che cinematografico secondo me, e fa un bel mix che, ok che magari esistono altre cose nel genere nel mondo del cinema ma NON nel cinema commerciale. Insultarlo perché rimastica un certo tipo di cinema vorrebbe dire insultare TUTTI i film di Tarantino. Nessuno escluso. Anche se io, pur amando Tarantino, penso che Kill Bill sia abbastanza un film di merda, tipo un esperimento fatto per farsi due risate a trovare tutte le citazioni ma che non riesco neanche a inserire all’interno della filmografia del regista. Per me non è manco un film quello. Poteva girarselo e tenerselo in cameretta.

  18. Genco Olive Oil

    @Past & Fasul
    A me A Scanner Darkly è piaciuto molto, e mi è sembrato anzi abbia raccolto molto meno interesse a livello pop di quanto meritasse.

  19. BellaZio

    Mah, il film è veramente bruttino, però stimo Keanu per l’operazione completamente insensata in cui ha deciso di fare il suo esordio da regista comunque. E poi vabbè, lui è un cane incredibile ma questo non è un problema e non lo è mai stato…
    Io sono per Matrix (solo il primo s’intende) ottimo e Speed mezza cagata inutile comunque.

  20. BellaZio

    @Stanlio
    Allora, la risposta a cosa ha di particolare/originale/definente Matrix risiede semplicemente nelle scelte tecniche e nel come è realizzato e, sì, anche nelle botte finte: il semplice fatto che sia stato parodizzato, copiato e emblematizzato lo rende “definente”, particolare e con scelte (piacciano o meno) originali (il bullet time). La verità è che a me stare a parlare di cosa abbia cambiato non interessa molto, mi interessa il fatto che sia un film solido, con un buon plot e parecchia azione (anche qui piaccia o meno come è girata, il fatto che ci sia è innegabile). In sostanza Matrix ha una cosa che gli emuli e la stragrande maggioranza di film che dovrebbero intrattenerci non hanno, ed è una cosa molto semplice: Matrix è figo come pochi film riescono a esserlo.
    Il 2 e il 3 invece sono spazzatura inutile immersa in una marea di noia perché sbilanciano l’equilibrio che rendeva figo: nel secondo ci sono solo delle gran botte finte e del terzo non voglio nemmeno parlare perché è nella Top 5 dei film che mi hanno fatto più cagare di sempre.

  21. Ciobin Cipster Combo

    @Schiaffi Da quel che mi ricuordo, gli umani vivevano in una navicella spaziale. Mangiando merda in barattolo. Invece dentro Matrix, che era un software, potevano fare salti, capriole, e buttarsi per terra dal 99esimo piano che tanto non succedeva niente. D’altronde, se fossero stati normali, con tutti i calci e pugni almeno un nerone o un taglio sullo zigomo, dai cazzo!, ci poteva stare.
    Invece niente. Faccini puliti. Crema viso per signore.
    E questo non sense, che se vai in Matrix ti devi mettere il vestitino figo che almeno Morpheus si può piallare il pacco in pace.
    La realtà del dolore fisico era circoscritta all’astronave, dove l’agente smith arriva soltanto corrompendo il baffo manubriato che voleva fare ass fisting con Trinity.
    In Matrix, tutte ste botte, e manco una goccia di sangue. O si sono dimenticati l’aspetto emoglobina, oppure era il prequel del main concept del killer del camion frigo di Dexter.
    Alla fine, Matrix piace perché è un film da Parrocchia. La violenza è ridicola, non c’è sangue, non c’è sesso. E lui è Gesù Bambino. Infatti si risolve tutto con un atto di fede/amore come vuole la tradizione dei film di Natale. L’eletto. Che un americano medio subito si mette la mano sul petto e inizia a cantare come in chiesa.
    Diciamo che se ai chierichetti gli proietti The Raid, magari non si commuovono come quando capsicono che Neo fa rima con Dio.

  22. Golgo-Ta

    Mi intrometto nella discussione solo ora. Ho aspettato che arrivassimo a commento n. 70 per dire una cosa che con i commenti ha poco a che fare. La recensione di Nanni è bellissima. Non dico questo solo perchè si legge bene, ma perchè ha catturato in maniera esemplare il “recenseo”, il ripercorrere e ripensare quello che l’autore di un opera o il suo protagonista hanno fatto. Lo so che tutti la pensiamo così, che 400 calci ha vinto già tutto, ma per scrivere una recensione non serve solo perizia, ci vuole anche qualcosa in più. Non è piaggeria, ma Nanni è davvero bravo.

  23. malintenzionato

    quindi matrix sarebbe un semplice film di arti marziali? questo sito si conferma sempre di più come il peggior sito di cinema al mondo.

  24. Steven Senegal

    bravo, parti con Ellerbe per Dubai pure tu

  25. LiDongAn

    @Nanni Ma quindi il film con Reeves o Phoenix narcolettico non era “Ti amerò fino ad ammazzarti” ma una pellicola girata da un certo Van Saint? Non si finisce mai di imparare su questo sito!

  26. Marlon Brandon

    @ Li Dongan, il film di Van Sant con River Phoenix narcolettico si chiama “My own private Idaho” in Italia ribattezzato Belli e Dannati. Ricordo che non mi era dispiaciuto e c’era una comparsata di Flea dei Red Hot, cosi’ come in Point Break c’era la comparsata di Anthony Kiedis, Phoenix era molto amico della band, credo si drogassero pesantemente insieme.

  27. Mi sono appena procurato legalmente man of tai chi e stasera me lo sparo. Per quanto riguarda matrix lo vidi che ero un pischello con poca cultura cinematografica di botte e mi piacque un casino perche in effetti non avevo mai visto niente del.genere prima d’ora. Quindi matrix per me filmone.

  28. Visto. Molto, molto carino, scorre via che è un piacere, botte ben girate e coreografate. Peccato per la comparsa di Iko, utile solo a far girare i coglioni prima del finale in modo da godersi in pieno Tyger Chen che piglia a ceffoni il centro mediano dimmerda. Tutto calcolato. Detto questo, cinque alto per Keanu, a cui non si può che voler un gran bene con quella fazza lì.

  29. bizy

    non visto ma rimediero’.

    Capitolo matrix perche si tocca un mio mito d’infanzia.
    Non so cosa pensare. L’ho rivisto talmente tante volte da farmi venire la nausea.
    Siamo seri comunque.
    Tutti gli emuli venuti dopo niente hanno a che vedere col film vero e propio.
    Il film ha un ritmo coi controcazzi, dei dialoghi assurdamente fighi, dei personaggi ganzi (Moprheus sanno chi e’ anche chi non lo ha mai visto, e’ sul livello di un obi wan) e delle botte e delle scene coreografate e montate in modo epico. Dimentichiamo per un attimo i sequel, in cui l’unica cosa buona erano la scena dell’autostrada e i mecha del terzo (fuori dal loro contesto, e senza vedere l’intero film) e le parodie.
    I sequel non funzionavano perche i persoanggi erano appunto personaggi e basta. l’eletto, la figa e il maestro. E nel contesto del primo funzionavano. L’errore e’ stato far vedere tutto il resto, zion e tutto quanto. il primo funzionava anche e sopratutto per la fiamma di immaginazione che faceva venir dentro. Credo che sia come in Star Wars quando nell’episodio 4 parnano delle guerre dei cloni. Ti fai tante seghe mentali su che potrebbero essere che nessuna loro rappresentazione puo’ mai essere in pari con quello che tu hai immaginato.
    Matrix a livello narrativo ti faceva sentir parte di una cosa piu’ grande e che non conosci. E questo unito alle botte dighe e al tema della realta’ virtuale e al misticismo con cui tutto e’ presentato te lo ha fatto diventare fenomeno.

    Io lo amo, come amo vendetta e un po tutto quello che ha a che fare coi wacho. A livello narrativo si sono persi e non hanno piu’ nulla da dire da anni, ma a livello di pura immagine sono dei mostri. Sono gli unici insieme a mike e tarantino ad aver preso un estetica da anime (fatta per lo piu’ di primi piani, reaction shoot e musica figa che dal il ritmo alle immagini che seguono) e farla diventzare viva.
    Poi il resto del mondo non ci ha capito un cazzo, e come per Dark knight anche i loro stessi autori ne hanno frainteso il successo. Matrix non era figo solo per le scene d’azione, era figo perche era tutto al posto giusto, e la stessa cura era stata messa nella presentazione e nella narrazione e nella grezza figaggine di certe scelte ed ANCHE nelle scene d’azione.
    Come per Dark Knight che non e’ stato un successo perche presentava temi alti come ha capito nolan, ma perche questi temi alti erano solo un pretesto per raccontare una storia e renderla figa. E non per parlare della crisi economica e della moralita’ dell’uomo. Erano parte di un insieme ma non il punto cardine.

  30. Aldo Jones

    Prima di tutto… io a Keanu gli voglio bene, soprattutto per Matrix.

    @Nanni.
    Sulla questione della CGI credo ci sia un paradosso con Matrix. Infatti si faceva abuso di cavi e bullet time, ma la CGI era usata poco nei combattimenti, se non per interpolare i fotogrammi del bullet time o per fare la scia alle pallottole. Diciamo che nelle scene di mazzate la CGI non c’era proprio. Non esiste un NEO o un agente Smith rifatto in CGI ed era proprio questo il bello. La CGI si è usata per altre cose. Il mischiare il tutto è stata una conseguenza indipendente da Matrix ma ha talmente attecchito che se ne è fatto ampio ricorso in Matrix Reloaded e Revolutions dove, a differenza del primo, ci sono milioni di Neo in CGI.
    Quindi il discorso è vero per i seguiti ma nel primo Matrix i combattimenti non erano in CGI.

  31. Cristoforo Nolano

    Recuperato quasi un anno dopo la rece (potenza dell’accumulazione da downlad): The Truman Show con le pizze finto-delicate in da la fazza… io ho apprezzato parecchio.

  32. banasci

    Visto oggi, dopo un anno dalla rece. Bello per tutti i motivi che avete già elencato ma, alla fine, uno vorrebbe vedere il cinesino prenderle dal nostro eroe. Invece niente: lieto fine.

  33. Ciao a tutti, ho trovato questa recensione perché solo in questi giorni ho scoperto questo film (che devo ancora vedere). Premetto che non sono un appassionato di cinema, ma forse vista la recensione ed i commenti il film è passato probabilmente in sordina qui in Italia.

    Sono un praticante di Tai Chi Chuan e durante una lezione si è parlato di questo film. Lo guarderò per curiosità per vedere di come si parla del Tai Chi Chuan e come lo si presenta.

    Mi permetto di sottolineare solo una cosa, perché ho avuto la sensazione leggendo articolo e commenti che il Tai Chi sia visto solo come una ginnastica di mantenimento. Se mi sbaglio chiedo scusa…

    Il Tai Chi Chuan è un’arte marziale interna (la definizione è molto importante, per capirsi Judo, Karate ecc… sono arti marziali esterne). Nasce direttamente dal Kung Fu ed è di fatto per tecniche e stile un percorso “parallelo” del Kung Fu Shaolin (quest’ultimo ispirato dalla filosofia buddista mentre il Tai Chi Chuan è sorretto dalla filosofia taoista).

    Volevo quindi sottolineare che il Tai Chi è un’arte marziale completa ed un’ottimo strumento di difesa personale. Ho avuto modo di conoscere maestri veramente molto bravi. Vi do solo questa nota: il Tai Chi Chuan fu adottato da un Imperatore Cinese (ora non ricordo il nome) come tecnica di combattimento per i corpi scelti delle guardie imperiali preposti alla difesa della città proibita.

    So che può parere strano, soprattutto perché il Tai Chi è eseguito in modo molto lento, anzi più si esegue lentamente e meglio è. Credetemi, quando ho iniziato a praticare pensavo che non avrei mai imparato a difendermi, ma in realtà è nella morbidezza e lentezza che si trova il modo di riuscire a “combattere”. È solo un approccio differente rispetto alle arti marziali esterne.

    Molti purtroppo vedono del Tai Chi solo la così detta “forma”, che sembra appunto ginnastica di mantenimento e per vecchietti… in realtà la forma non è altro che una sorta di sintesi di mosse di difesa e di attacco.

    I praticanti infatti oltre ad eseguire la forma, studiano le così dette applicazioni, cioè come tradurre quei movimenti leggeri e lenti in mosse di combattimento.

    Guarderò il film quindi in quest’ottica. Per capire come il Tai Chi viene presentato, sperando che il resto, regia ecc… non sia proprio così come lo avete descritto…

    Mi auguro di non essere stato eccessivamente prolisso e magari di avervi aiutato a capire un po’ di più il Tai Chi e chissà il film (lo scoprirò appena avrò modo di vederlo).

    Un saluto a tutti

  34. Enrico

    Il mio primo incontro con l’amico Reevers credo che fu con Johnny Mnemonic, una bella anticipazione di Matrix, che tra l’altro non è altro che un mischione dei film di fantascienza dei 20 anni precedenti, mischiato con i wuxia cinesi, comunque rimane un classico degli anni 90 e della fantascienza, sui pessimi seguiti invece stendiamo un velo pietoso; del resto i fratelli Wachowski, sono a ragione spariti dalla circolazione, peggio di Peter Jackson.
    Di questo film ho visto solo qualche scenetta su youtube e mi è bastata.
    Comunque anche Sean Penn ha iniziato la carriera facendo la parte dello stupido, si vede che porta bene.

    • Axel Folle

      “sui pessimi seguiti invece stendiamo un velo pietoso; del resto i fratelli Wachowski, sono a ragione spariti dalla circolazione, peggio di Peter Jackson.”

      dopo la trilogia di Matrix hanno fatto Speed Racers, Cloud Atlas e Jupiter, tutti film con un budget altissimo, spariti dalla circolazione direi proprio no (magari spariranno ora, dopo gli ultimi 3 flop)

      Peter Jackson, boh, sparito quando? Da dove soprattutto.

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