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Operazioni simpatia: la rece di Man of Tai Chi

Bloodsport ala Keanu Reevez_img_1

A me è andata bene.
Mi sono imbattuto in Keanu Reeves per la prima volta quando alcuni distributori furbissimi presero la leggendaria saga di Bill & Ted, due film, e distribuirono solo il secondo. Che è solo un pelo meno complesso del guardarsi Ritorno al futuro 2 senza aver visto il primo, ma riesce a far ridere e farsi volere un gran bene comunque, fosse anche solo perché William Sadler si disturba a parodiare la Morte bergmaniana che perde a Twister e a battaglia navale. Keanu vi interpretava Theodore “Ted” Logan, scemo, e gli veniva di una naturalezza abbagliante.
Poi l’ho visto in un film che ho completamente rimosso in cui doveva interpretare uno scemo assunto per uccidere la moglie di uno, praticamente Ted con la barba tenuta male.
Poi ho visto Point Break ed ero a posto così. A quel punto ero talmente fomentato da essere tranquillamente capace di guardarmi senza motivo anche un film di Gus Van Sant in cui faceva il narcolettico, ignorando la mancanza di interesse del contesto ma ridendo di gusto nelle scene in cui si addormentava a caso in mezzo alla strada.
La carriera del Keanu è stata tutto sommato atipica: il nostro ha rimbalzato di qua e di là mettendo la sua inespressività al servizio di più o meno qualsiasi cosa, dall’action al dramma indie, dallo sci-fi alla rom-com. Ha infilato uno dei migliori action degli anni ’90, Speed, e infine si è imbattuto nell’opera più dannosa dello stesso decennio, Matrix, un film che non avrei nessun problema a definire “abbastanza carino” se non fosse che certa gente mi guarderebbe come se avessi definito il Papa “abbastanza religioso”, ma soprattutto che si tratta della causa principale della morte del cinema da combattimento nell’intero decennio seguente (più o meno quanto il Papa).
In generale, gli va ovviamente dato credito di aver attraversato un intero ventennio di cinema praticamente indenne, tra cult più o meno condivisibili, flop mai troppo rumorosi, un CV per tutti i gusti, un’immagine pubblica senza eccessi e una fazza sempre identica, e identicamente immobile. Giusto negli ultimi anni si era un po’ defilato, ma è sembrato più un semi-esilio volontario che altro, una specie di pausa punteggiata di piccoli film indipendenti in attesa della grande rincorsa prevista per quest’anno.
Man of Tai Chi è il suo esordio da regista, e se avessi avuto da qualche parte una lista di attori di cui prevedo un passaggio alla regia (non ce l’ho) credo che il suo nome sarebbe stato sotto quello di Massimo Boldi.

Solo cuori per Conspiracy Keanu

Solo cuori per Conspiracy Keanu

Torniamo un attimo indietro: è l’estate del 2005 e, storia vera, mi trovo a una conferenza stampa in cui è presente Lou Reed in persona, il quale prima si addormenta e poi dichiara di voler comporre un’opera multimediale sul Tai Chi. Ne parla con insospettabile trasporto, e io capisco di trovarmi davanti a una valida alternativa per ricchi ex-drogati al golf. Mi faccio ovviamente autografare il primo pezzo di carta che trovo, poi torno a casa e preparo il suo coccodrillo con otto anni di anticipo (il resto di voi l’ha fatto dopo Lulu). Da allora, per me “Tai Chi” diventa sinonimo di “paralisi cerebrale”. Potete capire quindi lo spavento quando ho saputo del progetto di cui vi sto parlando oggi.
Ma il bello di Keanu, nonché una caratteristica che gioca nettamente a suo favore in questi casi, è che non si è mai vantato di essere un tipo particolarmente sveglio o sofisticato.
Keanu, nel cuore, è un regaz come noi. Gli piacciono i film di menare, e gli piacciono quelli grezzoni dove si fa a pizze nel modo più acrobatico possibile, con il giusto contorno di dramma e filosofia ma senza troppe complicazioni. Niente ostentazioni cinefile/filologiche alla RZA, per intenderci. Niente “Quentin Tarantino / Robert Rodriguez / Eli Roth presenta”. Niente grindhouse, nostalgia o strizzate d’occhio in alcuna forma: solo l’ennesima, sana variante del filone sui tornei di botte come se non fosse un genere il cui massimo picco commerciale è stato raggiunto dal Van Damme di inizio carriera, e già allora aveva visto a malapena la sala. A rendere le cose ancora meno vendibili è la sua aderenza alla fonte di ispirazione, ovvero alcune non meglio precisate esperienze biografiche dell’amico stuntman Tiger Chen, e la conseguente decisione di ambientare il film a Beijing e girarlo metà in inglese e metà in cinese.
Da esperto uomo della Hollywood che conta, Keanu si preoccupa almeno di avere una premessa che non sia soltanto il solito “outsider alla ribalta” o “ex-avventuriero in cerca di redenzione”, ma sfrutta l’opinone comune che considera il Tai Chi come una finta arte marziale buona solo per tenere in forma donne e/o pensionati e la usa come motore stesso della storia. Si parla di Tiger Chen (interpretato da Tiger Chen, età imprecisata fra i 43 e i 19 portati male), unico erede della scuola di Tai Chi tradizionale di Ling Kong, costretto ad accettare la losca offerta del misterioso Donaka per guadagnare i soldi necessari per salvare il tempio che tramanda il suo stile da oltre 600 anni. Ma il piano di Donaka è persino più malsano di quel che sembra: non solo consiste nell’affrontare una serie di combattimenti senza regole contro i campioni dei più svariati stili per dimostrare l’efficacia pratica del Tai Chi e alimentare gli incassi di un circuito pay per view clandestino ma, come puntualmente spoilerato dal trailer, è parte di un complesso e perverso disegno che mira nello specifico a trasformare per scopi voyeuristici un pacifico praticante di un’arte pseudo-innocua in un micidiale killer a sangue freddo. Riuscirà Tiger Chen nel ruolo di Tiger Chen a resistere alla tentazione di passare al Lato Oscuro della Forza nonostante il bonus biscotti? Da spettatore dotato di genuina passione, Keanu sa che ogni conflitto narrativo va descritto, affrontato e risolto a cazzotti.

Classicismi

Classicismi

Non c’è nessun motivo per odiare Man of Tai Chi: concettualmente impeccabile, commercialmente spacciato, è l’opera di una star che potrebbe mirare a qualsiasi pacchianata vanitosa ma si getta anima e corpo in un prodotto dalle ambizioni moderate perfettamente conscio di come dosare spettacolo e filosofia (70% e 30%). Keanu si preoccupa ovviamente molto di curare la parte sostanziosa, non spreca una scena, ci mette tutte le svolte narrative classiche, ci mette i suoi bei slogan didascalici (“sei tu che devi dominare il Chi, non viceversa”, “la potenza senza meditazione porta a un percorso distruttivo”, ecc…), ma sta bene attento a non esagerare coi pipponi e, come la scuola cinese insegna, fa passare concetti e svolte narrative anche attraverso le coreografie dei combattimenti – queste ultime curate dall’unico altro grosso nome della produzione, il fidatissimo maestro Yuen Woo Ping. Il problema se mai è che il tutto rimane su un piano abbastanza mediocre, con un racconto che oltre a dimostrare una certa passione per il genere fa davvero poco, un protagonista che non brilla particolarmente per carisma e nulla, a parte qualche schizzo di ispirazione qua e là, che distingua il film dalla marea di concorrenza DTV. Keanu si diverte a ritagliare per se stesso il ruolo del cattivone Donaka, mettendo la sua inespressività e imponenza al servizio del solito riccone senza scrupoli che affida la sua minacciosità a battute secche scandite come nei cartoni animati, ma spreca Karen Mok e Simon Yam in ruoli piuttosto anonimi.
Dove il film ha speranze di farsi ricordare è nell’unico reparto in cui si è degnato di assumere un esperto fuoriclasse: Yuen Woo Ping viene chiamato a piegare e sporcare le forme del Tai Chi in lunghi combattimenti che esaltano l’eleganza e l’agilità di Tiger Chen, mentre Reeves lo lascia libero di studiare coreografie intorno a movimenti di macchina che si sforzano di essere allo stesso tempo limpidi, dinamici e non scontati. Non c’è niente che faccia cascare la mascella, soprattutto visto l’uso piuttosto sciolto e non sempre ben nascosto di cavi, ma c’è qualche tocco creativo (una scazzottata a luci intermittenti e una accompagnata da commento musicale operistico) e siamo comunque su livelli altissimi e sempre più preziosi in uno scenario attuale in cui la parkinson-cam post-Bourne domina l’action contemporaneo esattamente quanto l’abuso di CGI aveva ucciso il genere dopo Matrix.
Totalmente incomprensibile infine il coinvolgimento di Iko Uwais, che spoilero per salvarvi da un colpo al cuore. In pratica viene conservato come asso nella manica per il combattimento finale del film, ma a quel punto la sceneggiatura prevede che Tiger Chen si rifiuti di combattere per invitare alla sfida direttamente il personaggio di Keanu Reeves, per cui Iko mulina un po’ braccia e gambe a casaccio inseguendo Chen come bambini al parco, per poi dover uscire di scena senza cerimonie: per chi non lo conosce, è uno smilzo con la faccia da bambino e la minacciosità pari a zero di cui non si capisce la presenza nel momento clou; per chi ha visto The Raid, è un hype stroncato e trasformato in puro insulto. Tocca invece assistere a un lungo scontro con un 50enne hawaiiano dalle movenze di una marionetta che Yuen Woo Ping fa salti mortali per camuffare (con risultati devo ammettere superiori a Matrix), e che se non altro ne prende tantissime.
Ma se escludiamo l’improvvisa caduta di gusto finale, rimane un filmettino sì dimenticabile ma ritmatissimo e tutt’altro che fastidioso, buono per far recuperare un po’ di street cred a Keanu Reeves, ammirare per l’ennesima volta la classe inesauribile di Yuen Woo Ping, e riprendersi dai mal di mare causati dalle scene di combattimento nei film d’azione moderni.

Tango cinese

Tango cinese

DVD-quote:

“Party like it’s 1994”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

P.S.: il film è stato praticamente invisibile al botteghino, per cui la mia previsione si è rivelata azzeccata al 100%

P.S. 2: il mio aneddoto preferito su Keanu Reeves rimane la faccenda The Watcher. In pratica il regista/sceneggiatore gli chiese la disponibilità per una comparsata di favore, poi pressato dagli investitori gli riscrisse il ruolo a sua insaputa fino a farlo diventare quasi protagonista e arrivò a falsificare la sua firma sul contratto pur di costringerlo a partecipare; faticando a provare la sua innocenza, Keanu cedette e accettò di girare il film pur di non trascinare la storia all’infinito. I produttori gli fecero firmare un ulteriore contratto in cui lo liberavano da ogni impegno promozionale e in cambio lui si impegnava a non svelare il ricatto fino ad almeno un anno dopo l’uscita del film.
Storia vera.

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86 Commenti

  1. Michael Jail Black

    Ok devo essere lo stronzo che dice: “Matrix piu’ che carino oh!” Va bene che le botte erano in CGI e che il film sembra sia stato girato da John woo sotto acido, ma io gli voglio lo stesso un gran bene.

  2. Leonardo Di Capri

    Il narcolettico di Van Sant mi pare fosse River Phoenix, e Matrix è ancora un filmone dai. Per il resto lol

  3. Taglio

    mah, io l’ho guardato con l’aspettativa (alta) della rece del trailer, letta su questo sito. Ammetto che non solo non sono rimato deluso, ma, al contrario, mi sono esaltato per il piacere di vedere coreografie spettacolari e impeccabili.
    Soprattutto: una regia ‘action’ a mano ferma. Credo di avere pianto per la commozione.
    La trama, poverina, è un po’ sacrificata, tra tutti quei combattimenti; ma direi che un misto tra truman show e guerre stellari è quanto di meglio si possa chiedere senza passare alla categoria superiore (quindi alla voce: film che mi cambiano la giornata).
    Detto questo il mio giudizio è più che positivo (a escusione di keanu, che è un tronco e doveva restare dietro alla scrivania)

    Taglio

  4. Bruce Li

    Matrix ha però il gran pregio di avere sparatorie ispirate a woo e pizze prese dai wuxia (che magari non raggiungono i livelli di HK, ma schifo non fanno) ,avendo però scene di raccordo dove non si cade in melodrammi strappaballe.Prese a destra e manca, sì, ma non strappaballe.
    Poi ovvio,tutto quello che ha portato dopo(tranne Equilibrium) deve bruciare.

  5. Dévid Sfinter

    Tutto come previsto insomma. Ho molta paura delle pizze di KR che dal trailer sembra il solito legno alla Matrix ed arrivando al climax rischia di far crollare un po’ tutto. Tiger Chen sembra mia zia Giovanna con quella pettinatura però lo si recupera di sicuro sto MOTC.
    Pazzesco l’aneddoto di The watcher. Me lo vedo fresco di Matrix che va dal suo amico che ha falsificato le firme e cerca di menarlo come fosse Neo. L’ amico di sasso…

  6. Genco Olive Oil

    Il capitolo 2 di Bill & Ted, o meglio “Un mitico viaggio”, ha praticamente reso un pomeriggio adolescenziale fra amici e bevute degno di essere vissuto. La Morte è uno dei personaggi fondamentali della storia del cinema, mi pare poi che alla fine entri nei Primus. Epico, ho capito perchè non son mai riuscito a recuperare il 1° capitolo.

  7. Dembo

    Mah, invece a me ha fatto piuttosto incazzare. Cioè, anche belli i combattimenti eh, ma senza davvero qualcosa da ricordare. Il protagonista poi è di un insipido pauroso e l’uso di Iko nel finale è da denuncia. Peccato perché nonostante tutto il film ha buon ritmo e si arriva alla fine in scioltezza.
    Cmq a me Keanu sta parecchio simpatico e con questo progetto, anche se un po’ “meh”, guadagna un sacco di punti.

    @Nanni
    Ricordo che un giorno hai detto “chi ama Matrix odia i film di arti marziali” e sto aspettando con ansia una tua spiegazione a proposito. È vero che i combattimenti in Matrix non sono proprio il massimo (tutti sti salti al rallenty e capriole al limite) ma divertono e coinvolgono. Tipo lo scontro tra Morpheus e Smith nel bagno, che secondo me è molto bello e violento. Poi ci sarebbe anche tutto il pippone su Matrix merda o Matrix capolavoro, insomma so che è abbastanza derivativo e che saccheggia a destra e sinistra idee di altri film e romanzi, ma per me resta un gran film che è stato capace di rendere mainstream un sacco di concetti e idee prima relegati ad un circolo di nicchia. E forse è questo che ti fa incazzare.
    Poi oh, non è che voglio per forza difendere Matrix, non è tra i miei imprescindibili, ma mi interessava il concetto Matrix = morte dei film di botte.

  8. Genco Olive Oil

    Su Matrix, il 1° l’ho trovato carino e sarebbe dovuto essere l’unico in un mondo artisticamente coerente, sul 2° mi sono addormentato al cinema (evento successomi credo in tutta la vita solo con Reloaded appunto), il 3° si risollevava un po’, ma l’interesse era ormai sceso sotto il livello di guardia.

  9. Ryan Gossip

    peccato per il nostro amico Iko Uwais, d’ora in poi amIko Uwais
    però se ci sono le buone intenzioni mi pare giusto premiarle, quando per premiare intendo recuperare il film in qualche maniera…

  10. Ryan Gossip

    piccola divagazione su Bill&Ted: alla fine saltava fuori che la morte era George Carlin giusto?

  11. Il Reverendo

    Ling Kong é una scimmia gigante con gli occhi a mandorla? Ehehehehe

    * corre via ridendo in modo sguaiato e lasciando la porta aperta*

  12. Irmai
  13. Schiaffi

    Vogliamo parlare di keanu che sclera sul divano del back casting couch parlando da solo e urlando alla tv? Ma poi uno come lui che si mette come final boss merita tutto il nostro rispetto, mica come quegli altri vecchiacci di merda che stanno a frignare per 2 min di screentime in +

  14. Steven Senegal

    Visto qualche tempo fa in qualità non proprio eccelsa.
    Grazie Keanu apprezzo l’impegno. Primo film da regista e tira fuori un film di schiaffoni. E mi dispiace per il fatto che abbia dovuto fare la questua per distribuirlo e che l’incasso sia uno schifo. Fosse arrivato qui in sala, mi sarei pure speso per incoraggiarlo su questa strada. Invece ora chissà quale prenderà. Anche perché in tutta sincerità non ha quella marcia in più per diventare un cult dell’home video.
    Però a me ha un po’ deluso proprio dove non doveva. I cavi si notano troppo per i miei gusti e sono sicuro di aver visto scambi dove i colpi vanno palesemente a vuoto. Il final fight con Keanu concettualmente ci sta: perché il boss del film è lui, per come ci arriva la trama e cmq poteva venire molto peggio.
    Però mi fa venire pure l’amarezza se penso a quello che è stato e a quello che poteva essere visto che il comparto botte si avvaleva di tanti altri atleti notevoli che non vengono sfruttati appieno.
    Alla fine valorizza soltanto Tiger Chen e l’attaccatura dei capelli di Tiger Chen. Ma grande comunque.

    Iko purtroppo viene ridicolizzato. Lo fanno soltanto correre in tondo e lo fanno incazzare talmente tanto per questa cosa che secondo me, prossimo film che fa, evade da una prigione prendendo a pugni il muro.

  15. Non l’ho visto, ma la rece mi conferma che il film mi starà simpatico come il suo autore.

    Che mi è simpatico in modo misterioso, perché ha girato un sacco di odiose e inutili porcate. E pure io non amo particolarmente “Matrix”. Ma neppure “Seed”. Mi sa che di tutta la sua ormai lunga carriera salverei veramente solo “Point Break” e forse “A Scanner Darkly”.

    Boh, sarà proprio perché lo si sente che è un bravo figliolo che non se la tira troppo. E in un mondo dove pure Shia LaBeouf si crede un figo un Keanu Reeves che non se la tira è doppiamente encomiabile.

    Però a indormirsi qui e là in “Belli e dannati” mi pare fosse River non Reeves.

  16. Jack Devils

    Il film e una merda di proporzioni epiche. E a fanculo Reeves!

  17. Biscott Adkins

    Sarà che i Wuxia non li riesco proprio a digerire ma il finale con cavi calci finti e prese per i piedi in aria mi ha proprio fatto cacare ed è un peccato perchè il film mi stava pure abbastanza piacendo.
    A Keanu comunque ci voglio bene per aver tirato fuori un progetto del genere

  18. Biscott Adkins

    @Schiaffi non capisco la differenza tra lui che si mette a fare il legnosissimo final boss e quelli che frignano per 2 minuti in più

  19. Schiaffi

    @biscott bè si mette di impegno a combattere contro un artista marziale mostruoso, ne busca una cifra e porta a casa. “qualcun altro” anni fa rifiutò exp1 perchè a suo dire non osava perdere nei suoi film e quando è tornato in exp2 come il sorcio che è, ci ha regalato uno dei fight più penosi della storia.
    Si, parlo di lui, il cozzaro frignone pentito che da attore/atleta s’è ridotto a smazzare video sul tubo come manco il peggiore degli youtubers. Tra un pò ce lo troviamo insieme a frank matano che scoreggia addosso ai vecchi al parco.
    Comunque, sempre parlando del progetto exp e di vecchi di merda mi permetto di citare willis che ha mollato il terzo perchè voleva 4 milioni per 4 giorni di riprese, jackie chan che non voleva partecipare causa violenza (anche se poi a conti fatti siamo dalle parti di hunger games) e anche norris ha rotto il cazzo per qualche motivo di merda.
    Ok che keanu non è un vecchio rincoglionito come quegli altri, ma comunque poteva benissimo stare a fare i film per signore o per i fan di refn diventando il role model di una mandria di turbonerd snob. Lui invece no, come il buon cruise resta anche lui a fare il socio nella nostra cumpa. Penso che le differenze siano evidenti.

  20. In ordine:

    @gli amici di Van Sant: avete sicuramente ragione, ma vi rendete conto di che razza di film pretendete che io mi ricordi le cose?

    @dembo: perché tutte, TUTTE le botte nei film sono date da attori che non sanno menare (e per alcuni di loro tipo Reeves e’ lampante) grazie all’aiuto del CGI e quindi no, non si salva neanche un combattimento se non fosse per qualche sparuta idea coreografica che pero’ non ha niente a che vedere con le arti marziali. Inoltre per i successivi dieci anni, a causa sua, Hollywood ha iniziato a usare il CGI per chiunque, invadendo anche film in cui non ce n’era bisogno, tipo quelli con Jet Li e The Rock.

    @irmai: quello esce a Natale. Del trailer ne abbiamo gia’ parlato.

  21. Sia come sia, finora Man of Thai Chi è il film di botte più soddisfacente dell’anno. O, se non lo è, ditemene uno meglio che lo voglio vedere.

  22. @Cobretti
    Matrix è, ovviamente un film essenziale, come V for Vengeance, al di là della CGI e dell’estetica oggi (finalmente) superata. A parte Matrix, quanti film degli ultimi 20 sono diventati categorie di pensiero?

    Man of Tai Chi è come lo hai scitto, ritmato e divertente, spicca soprattutto per la recitazione in original mandarino, che è dettaglio non da poco.

  23. Barone Meshuggah

    Film molto carino e ben fatto. Secondo me il finalissimo soft lascia spiazzati, perché ci si aspetta qualcosa di più occidentale e moderno, invece, è molto più di gusto orientale, con musichetta e sguardi verso l’immensità. Magari scopriremo che Iko Uwais è un amico di Keanu e gli ha fatto un favore per tappare il buco :-p

  24. Steven Senegal

    @darkskywriter: se ti riferisci al già uscito qui o altrove hai probabilmente ragione. Se altrimenti vale tutto, io dico quello di charlie nguyen cassato dai comunisti prima che lo distribuissero. Certo, bisognerebbe ammettere di averlo reperito negli angoli più sordidi dell’internet e di avere l’anima nera visto che la post produzione forse non era conclusa… però un mio amico mi ha detto che era bello

  25. @dikotomiko: e’ essenziale solo se stai stilando un elenco di film che sono diventati “categorie di pensiero” che pero’, ammesso e non concesso che io abbia capito cosa intendi, ha la stessa rilevanza di dire “ha vinto le classifiche di incassi”.

  26. Rainer Werner Fassbender

    io ho apprezzato la final alla “ragazzo dal kimono d’oro”
    e qualche cattivo

    però mi sono annoiato: in un film di botte la cosa che riesco a gestire meno è l’uso smodato di botte.

    che a rileggere quello che ho scritto mi rendo conto che forse il problema è solo mio, ma se ci sono botte su botte senza contesto tendo a rompermi le balle.
    come è successo.

    ah, matrix è meno bello del ricordo che lascia, anche perché chi lo adora lo ha visto in pubertà o adolosecenza, e comunque senza aver mai visto prima niente di simile, scagando tutto ciò che veniva di là dal mekong, e sicuramente, per farsi perdonare la merda che si è portato dietro, doveva essere un cazzo di 2001, cosa che non è.
    e con “la merda che si è tirato dietro” mi riferisco sia ai sequel da denuncia alla corte dei diritti umani, sia il filone di epigoni orribili. Sì, compresa quell’immondizia di Equilibrium.

  27. @cobretti
    é il vecchio Millennio, le Torri sono ancora in piedi, G8 è solo un pittore, tu vai a vedere Matrix e tutto ti appare più chiaro, i complotti, la non vita cha fai, la scelta tra le pillole, il sapere a mezzo cd-rom.
    Tutti poi che dicono: ” a me sembra di vivere dentro a Matrix”, questa è la categoria di pensiero.
    Anche se derivativo, Matrix diventa un “Nulla Sarà Più Come Prima”, un termine di paragone, crea una cosmogonia, traccia una discontinuità.
    Puoi negarlo ?

  28. Gino Gremlin

    Non l’ho amato, non l’ho odiato.
    Coreografie ok per gli standard di 15 anni fa, ma assolutamente surclassate dalla new wave del cinema di mazzate.
    Mentre le guardavo pensavo proprio a The Raid – Redemption, senza nemmeno sapere della presenza di Iko Uwais – che evidentemente aveva bisogno di fare un bancomat.
    Ma anche a Undisputed III – Redemption (aridaje) che è un ottimo e dimenticato film carcerario di mazzate.
    Insomma, è troppo patinato e ‘danzato’ per i miei gusti: ormai dopo i suddetti titoli dove attori e stunt sembra che si stiano DAVVERO facendo malissimo mal digerisco tale eleganza formale e leggiadria tersicorea.
    La trama e la retorica le lascio perdere, roba scaldata e scotta nonostante il semi-twist finale. Ma in un omaggio ci può anche stare. Quello che non mi è piaciuto è il fatto che il film sembri indeciso, non sa se vuole spingere l’acceleratore sul puro film di mazzate (sarebbe stato meglio a mio avviso, restare nel mezzo è una pericolosa terra di nessuno), sull’action o sulla menata new age pseudo-pacifista.
    Inoltre non gli perdono il pressapochismo con cui tratta il Taijiquan.
    Il taiji nasce nel 1600 nel villaggio Chen come arte marziale, o meglio come insieme di princìpi, di tecniche ed esercizi mutuati dal wushu, dalla medicina tradizionale e dalle pratiche taoiste della lunga vita e fu creato ad appannaggio dei militari.
    Quindi costruire un intero film su stereotipi da karateka quindicenne – ‘tutti pensano che il taicì è roba da femminucce in menopausa, convincerò il mondo che può essere potente’ – mi pare un erroraccio che potrebbe essere smentito da una ricerca di venti minuti sul web. Una cosa che un regista-sceneggiatore dovrebbe decisamente fare.
    La regia, come debutto, potrebbe pure essere interessante: concordo sulla mano ferma, sia nelle scene d’azione sia nel generale tono posato e cadenzato del film, senza mai grosse salite né cadute di ritmo. Freddina forse, impersonale ma a suo modo carismatica. Proprio come la presenza di scena di Reeves, dopotutto, che sarà pure un cane ma alla fine stiamo sempre a guardarlo come ipnotizzati.
    Sul piano della recitazione ho apprezzato molto la sbirra, davvero ganza ed espressiva. Meno il protagonista, carismatico come una coppa di riso bianco.
    Keanu che combatte, beh, io credo che sia un autoironico fan service bello e buono. Si vede che non si prende sul serio nemmeno un po’, ma si diverte come un bambino.
    Il suo trademark, il Sacro Calcio Brutto di Chianurìvs, eseguito con la schiena più rigida di un settantenne con la spondilite anchilosante, è un legittimo meme in movimento.
    Ho trovato ridicolo se non irritante il ripetere ossessivamente alcune battute, più che una cosa voluta sembrava davvero un errore di scrittura o di montaggio (‘I will not fight you’ – ‘You owe me a life’)
    Il mio responso: Meh of Tai Chi

  29. @dikotomiko, ma io mica nego che Matrix abbia avuto un grosso impatto, anzi, mi lamento proprio di quello. Come scrivo sopra: ci sono stati dieci anni di action rovinati di CGI per pura immotivata imitazione. Se proprio ci vuoi aggiungere anche orde di adolescenti fulminati da concetti vecchiotti, fa pure. Io pero’ avevo gia’ 22 anni e, storia vera, mi ci sono addormentato in mezzo.

  30. Gino Gremlin

    Ah, parentesi: l’incidente con la macchina che pare uscito da una cutscene di un gioco per la playstation 1? Imperdonabile…

  31. @Cobretti
    anch’io mi sono assopito alla prima visione, ma era il sonno della ragione…

  32. @gino gremlin: si’, quella CGI era abbastanza criminale. Ricambio pero’ con la scena bellissima del tizio che si presenta a Tiger Chen con la mossa della gru di Karate Kid e lui, ovviamente, gli spezza la gamba.

  33. Biscott Adkins

    @Schiaffi di sicuro ha la passione nelle vene se è andato fino in cina a girare il film, dubito che ci sia andato di sua spontanea volontà, ed è da lodare per questo; comunque rimane una prima donna che non è capace di mettersi da parte lasciando il final fight a uno che combatte veramente.

    • Axel Folle

      No ecco qua bisogna essere ciechi. Non è che si sia ritagliato la parte sa figaccione del film, tanto per dire le prime donne del cinema si sarebbero rifiutati di SPOILER buscarle malamente FINE SPOILER lui lo ha fatto mettendo in luce quelli che sono anche i suoi limiti della vita reale, sa che non sarebbe stato credibile in uno scontro alla pari e si sacrifica. Poi se il film è il suo, ci mette soldi e cuore e vuole starci dentro con un ruolo di rilievo io lo capisco è anzi lo apprezzo ancora di più che l aver buttato dentro un marzialista tosto random. Non che non mi dispiaccia l aver sprecato la presenza di Iko eh, ci sono rimasto malissimo e infatti si sarebbero potute fare entrambe le cose, comunque a me i combattimenti hanno soddisfatto.

  34. Vin Diesel30€grazie

    Ma sbaglio o Keanu recita anche in un altro film di calci di prossima uscita?

  35. Michael Jail Black

    @Cobretti Ma siamo sicuri che sia’ proprio tutta colpa di Matrix?

  36. Ciobin Cipster Combo

    È agghiacciante.
    Ogni volta Kunanan Reeves riesce a farmi venir voglia di bruciare un cinema con dentro un suo film.
    Capitolo Matrix. Due palle spaziali, e in più lui che palesemente era inetto, più che eletto. Una fighetta che dava pugni e calci da far morir dal ridere. Al suo livello, solo Uma Thurman in Kill bill, che soltanto un emerito cervello marcio come Tarantino poteva metter su a fare a botte contro 88 avversari. Sono davvero simili, Uma e Kunanan, nel settore botte, ma anche nel settore monetine da raccogliere. Non sai se ridere o dormire, quando li vedi sullo schermo.
    Ecco, ora il top of the scum è: trovarsi Kunanan villano finale, all’ultimo quadro del videogame. Trovarsi Uma Thurman come osso duro, al livello finale, che si rimbocca le maniche e ti guarda storto. Da cui la mia domanda finale: il senso del ridicolo da comicità involontaria, esiste ancora ?
    Ma più che altro non vorrei trovarmi nei panni di chi macella (giustamente) Matrix ma incensa (o anche solo trova potabile) Kill Bill. È una posizione scomoda come quella dell’omino di Altan che si trova un ombrellino infilato su per il culo e scopre, con sconcerto e con stupore, che la mano che ce lo ha piazzato è la sua.

  37. Scusate non ho visto il film e quindi vabbe’, ma di preciso quali sarebbero le rivoluzioni e le categorie di pensiero e le cose nuove che Matrix portò al cinema?
    Non valgono le idee di dieci anni prima rimasticate for dummies.

  38. Ciobin Cipster Combo

    Sulle novità di Matrix, la risposta è semplice e univoca: la tecnica. L’uso del green screen con le 36 fotocamere in modo da congelare il movimento nell’action. E il verde come colore chiave nei mezzitoni. Magari non ve ne eravate accuorti, ma ha fatto tendenza abbestia. E il verde merda di cammello ce lo abbiamo ancora oggi tra le palle. Qualcuno dirà: beh, mi pare poco. Certo, ma se quella tecnica se la fosse inventata Orson Welles, oggi chi scrive di cinema ci avrebbe fatto su la tesi e starebbe a pontificare sulla transustanziazione postmodernista del piano sequenza.

  39. Sì ma non parlavo di innovazioni tecniche ma narrative, che pare ci siano anche quelle da qualche parte.

  40. Michael Jail Black

    @Stanlio Nessuna, visto che il Cyberpunk era gia’ pieno di roba del genere da anni (Ghost in the Shell? Johny mnemonic? Nirvana???) ma resta comunque un filmetto niente male. Comunque se a interpretarlo fosse stato Brandon Lee oggi tutti a lodarlo.

  41. Schiaffi

    @ciobin se ben ricordo l’unica cosa che si salvava di kill bill erano i combattimenti pezzenti proprio perchè li faceva la controfigura. Che poi uma turman con la faccia lunga di shumacher faccia cagare e che il progetto fosse una pila di merda sciolta travestita da filmetto per signorine e paesani attratti da “tarantino presenta”, è un altro discorso.

    @gli altri nn capisco tutto l’astio verso matrix quando nonostante le troppe parti parlate si tratta di un film con grandissime scene d’azione. Quando lo passano in tv, visto in compagnia scorre via che è un piacere e fomenta gli animi, non so voi boh che fisse avete invece o che avete da restare sul divano imbruttiti.
    Il combattimento in metropolitana poi secondo me raggiunge picchi di soddisfazione (nn parlo di tecnica, ma di esaltazione personale) superati soltanto dal final fight di the raid.
    I tragici sequel e le parruccate di jet li che ci siamo dovuti sorbire fino al tardo 2003 lo so, non hanno scusanti ma la colpa penso sia da cercare altrove

  42. Michael Jail Black

    @Schiaffi Batti il cinque.

  43. Imperator

    #teamschiaffi

  44. Past & Fasul

    Che ne pensate di a scanner darkly?

    Comunque sono pro-man of tai chi, il film in se si lascia guardare però almeno reeves ci prova, si mette in gioco, rischia con un prodotto che effettivamente non si è filato nessuno…quando potrebbe a fare tranquillamente film più facili e vendibili come fanno tutti gli altri, respect! E’ uno che nella sua carriera ha detto tanti no da milioni di dollari.

    Concordo poi con chi dice che il problema non è Matrix in se che rimane un filmetto godibile ma quello che gli sta intorno…i sequel ,i vari cloni che ancora oggi imperversano ( resident evil, underworld ecc…)e tutto quel sottobosco di minchiate che accompagna qualsiasi film di successo popolare tipo il gladiatore,300 e TDK e che quindi ti portano ad odiare il film alla fine dopo tutto…

  45. Ciobin Cipster Combo

    @Schiaffi Kill bill l’ho rivisto in parte qualche sera fa e non ho notato in nessun momento qualcosa di diverso dalla totale inettitudine della biondazza. Apprendo da te dell’esistenza della controfigura.
    Sui combattimenti di matrix, il vero problema è un altro. È come quando nei film di vampiri sparano ai vampiri con la pistola, sapendo che tanto non muoiono. È una cosa deprimente.
    In Matrix, uguale. L’agente smith le botte non le sente, non è umano. Punto. Le botte non fanno male. Non muore nessuno. È solo un mulinello di capriole e salti e calci e pugni e pistole che non fanno un cazzo di niente a nessuno.
    È tutto finto al 1000 per mille, e proprio per ragioni intrinseche al film.
    Matrix è un film autoanestetizzato, sul piano della violenza.
    E in più, atleticamente rendono quanto dei cani con la diarrea.

  46. La colpa del CGI nelle scene di botte post-Matrix è di Matrix. Di chi altri? Chi altro c’era? No perché se come prova vi servivano anche gli spolverini in pvc e il bullet time spesso mettevano pure quelli per essere sicuri che la gente capisse che stavano copiando Matrix.
    E sì, se proprio riteniamo importante ribadire l’ovvio, credo – perdonate il selvaggio azzardo ipotetico – che se come protagonista mi avessero sostituito uno che non sa menare (Keanu Reeves) con uno che sapeva menare (Brandon Lee) non mi sarei lamentato che il protagonista non sapeva menare.

  47. Lazy Robi

    @Schiaffi ti voglio pagare una birra, mandami le tue coordinate bancarie.

  48. Follia Omicida

    @Ciobin
    Ma in Matrix se tizio a caso veniva sparacchiato sulle palle con conseguente esplosione di quest’ultime,non moriva anche nella “realtà”…

    Si era una morte “cerebrale” e non gli saltavano “realmente” le palle,ma moriva comunque,resta molto meh..ma meno meh del “tanto sono tutti invincibili”.

  49. Follia Omicida

    Ho scordato un “?” ma si capisce..forse.

  50. Michael Jail Black

    Io darei la colpa ai registi di Hollywood che sono un gruppo di idioti copioni che riciclano idee. Secondo questa logica dovremmo incolpare Resident Evil di aver ridato vita ai film inutili sugli zombie. O pure il remake di Dawn of the Dead di aver dato il via al filone cardiozombie.

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