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Ricercati Ufficialmente Morti: RONIN (1998, John Frankenheimer)

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1999:

Leggo regolarmente Ciak.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Beh, avete qualcosa anche voi da nascondere, ditemelo, dai. FILMCRITICA? DUEL? Una collaborazione non pagata con qualcuno di questi? Lettere al direttore? Ok, Ciak non era una bellissima rivista e a livello critico non esisteva, ma aveva tutto questo fascino del ROTOCALCO e conteneva un sacco di foto di attrici e ti spiegava qualcosa dei film, anche qualche spoilerino magari. Ok, allora è stato su Ciak che ho letto tutta la storia di Ronin. Di base: un film di macchine dove ancora spaccano le macchine. Ai tempi gli stuntmen sembrano già una specie protetta. Ronin sulla carta è un film perfetto: per prima cosa c’è Robert De Niro.

 

Inciso. Io esisto anche (con uno pseudonimo ridicolo) nel mondo vero, e anche se mi vergogno un po’ a dirlo ho TRENTASEI ANNI. Ok? Questa cosa non la dico così a cazzo, ma se avessi avuto venticinque anni e a ventidue avessi detto “per prima cosa c’è Robert De Niro”, intendendolo come una cosa positiva, qualcuno degli altri ragazzi dei Calci sarebbe venuto a casa mia con il bastone a farmi un TSO peggio di quelli che venivano fatti a Bongiorno Miike nel 2011. In realtà in questo Ronin è il punto di rottura, nel senso che fino ad allora Robert De Niro ha girato sicuramente film di merda, ma che in qualche modo non erano previsti esserlo. Non so se mi spiego. Tipo Frankenstein di Mary Shelley, o che so, Sleepers. Ti leggi il copione e ti viene qualcosa su, il personaggio è buono, la situazione è figa, eccetera. poi il film magari fa pure cagare ma le ciambelle non ti vengono tutte col buco. Il film successivo a Ronin, nella filmografia di RDN, è Terapia e Pallottole, ancora visibile in un’ottica costruttiva (è di Harold Ramis) ma già rivelatore del bisogno di iniziare a essere lo spoof di se stesso; e da lì in poi inizia una sequenza di film brutti impressionante e del tutto inspiegabile se non nell’ottica del LOL. Fine inciso.

 

SODONE

SODONE

Dicevo, il 1999 è un anno in cui gli uomini sono ancora uomini. I documentari sulla realizzazione dei film in cui sfasciano le macchine e montano le telecamere sulle auto sventrate in due te li vai a vedere affanculo: quello che ti è permesso è un servizio su Ciak, il blaterare sul cinema analogico che è già una fissa di svariati critici old skool, vedere il film al cinema e noleggiarti la VHS. Il DVD esiste già, ma con lettori e dischi a prezzi comici. La maggior parte di noi non rimpiange quel mondo perché siamo, diciamo così, sani di mente, ma c’è qualcosa di magico in questo flusso di informazioni incomplete. Tanto per dire, nel servizio di Ciak si parla del fatto che David Mamet è stato assunto al fine di incasinare il plot. Ci sono telecamere sulle auto, telecamere di fianco, sotto, in culo, gente che sbatte da mane a sera, stuntman very e tutto il resto. Vedere le foto di un cameraman attaccato allo specchietto di una Peugeot, di per sè, è già un po’ carpire i segreti del magico mondo del Cinema con la C maiuscola. Come quando leggi Il cinema secondo Hitchcock, non so se hai presente. Su Ronin, insomma, ho aspettative. Mi figure in testa un fantomatico ritorno del cinema Americano degli anni settanta, un genere a cui ai tempi non so far risalire nessun film a parte Il braccio violento della legge e I tre giorni del condor. Magari è una cazzata, mi dico, auto-spegnendo le mie aspettative e creando quell tipico cortocircuito tra esaltazione e depressione, insomma, sai.

 

Ronin lo vedo in tre cinema. Il primo è il Capitol di Cesena il giorno dell’uscita. Il Capitol non sta proprio a Cesena ma tipo a Martorano, che sta a Cesena più o meno come Rogoredo sta a Milano (a Martorano ci sono le industrie, la DUREZZA, i drogati e la sede dell’ARCI).  Al Capitol di Cesena c’è un impianto audio che devasta, lo so perché ci ho visto il Soldato Ryan e mi sembrava di stare sotto le bombe. Io non ho trovato nessun compare e sono venuto da solo la prima sera. Esco dalla visione che sono devasato. Per tutto il primo tempo sono indeciso se Ronin sia un film di attori o piuttosto una roba tipo diobò il cinema classico diobò il cinema classico. Poi iniziano ad andar via le macchine e ti ubriachi. Volumi a palla. La seconda e la terza volta sfrutto le seconde visioni a Gambettola: ci porto il mio amico Mario, il quale sta attraversando una pericolosissima fase Dziga Vertov; e poi il compagno fisso Michele con cui non sono riuscito a combinare nessuna delle due visioni precedenti. La classifica degli attori: Sean Bean, poi il vuoto, poi il deserto, poi la Classe, poi Robert de Niro, Jean Reno, Stellan Skarsgard, Natascha McElhone. Gli inseguimenti sono una roba che l’ultima volt ache li ho visti così è stato in Vivere e Morire a Los Angeles, nel 1999 -senza alcuna altra possibilità- il film che ho visto più volte nella mia vita, qualcosa come ottanta, più o meno. Non son tanto gli inseguimenti, sono le facce degli attori durante gli inseguimenti (i quali sono meravigliosi, sia chiaro, e sono tanti). Robert De Niro quando guida gli spuntano tre doppi menti e ha il terrore negli occhi; a un certo punto Natascha McElhone ha una faccia che sembra sia uscita fuori da Crash. Nel 1999 se dici Crash non ti chiedono quale dei due. John Frankenheimer è un gigante. Per il resto dell’anno parlo di Ronin a chiunque: studenti, amici, parenti, bibliotecari, baristi, mamma e papà. Mio fratello ha i coglioni che gli rotolano ancora per terra. Aspetto il giorno dell’uscita in VHS per rinoleggiarlo, lo riguardo qualcosa come dieci volte in cinque giorni e lo riconsegno in forte ritardo. Dopo un po’ mi viene lo smago e smetto di pensarci per anni. Lo smago è un termine romagnolo: quando ti viene su lo schifo per una cosa, tipo un dolce, perchè ne hai mangiato troppo.

 

SODINA

SODINA

2013

Di Robert de Niro abbiamo detto. Dispiace davvero. Jean Reno è diventato la statua di sale di se stesso e continua a fare IL FRANCESE, più o meno come Stellan Skarsgard continua a fare LO SVEDESE o IL NORVEGESE – non ho chiara nemmeno io la differenza, figuriamoci a Hollywood. Posso prendermi un secondo per ridere col caps loco? Imparo solo ora che il vero nome di Jean Reno, la quintessenza de IL FRANCESE, insomma, sì, il vero nome di Jean Reno è JUAN MORENO Y HERRERA JIMENEZ. Vi scoccia? AHAHAHHA HAHHA HAH AHAH AHAHHA HAH AH HAHHA HAHAH AHA HAHA HHA HAHA HAHAH AHAH AHAH  AHAH HAH AHAHAHAH HAH AHAHAHAH HAH AHAHAH AHAH HHHA HAH AHH HAH AHAH AHA HAH AHA HAHHAHH AHA HAHH AHAHA HAHA HAH AHH AAHH HAHA HA (scusate). Natascha McElhone passa una fase in cui, sostanzialmente, insomma il suo titolo più di successo è tipo il remake di Solaris. Ha gli occhi grandi e un viso interessante, quelle ragazze di cui ti innamori; ricompare ai miei occhi dieci anni dopo Ronin, in Californication, nel ruolo della donna più bella del mondo. È piuttosto brava ad interpretare la donna più bella del mondo. David Mamet continua a fare la sua roba, io dopo Redbelt non lo odio più a prescindere. John Frankenheimer realizza Trappola Criminale e qualche tempo dopo muore, seguito a brevissima distanza dal cinema Capitol. Ho trovato il DVD di Ronin due o tre anni fa, forse era nei cestoni dei film a mezzo euro di Blockbuster. Più o meno nello stesso periodo ho smesso di guardare i film in DVD. Confesso: è vero. Voi siete dei talebani della qualità dei film? Io me ne frego assai, purtroppo: rimedio i divx dei film e li faccio partire, così a cazzo. Il motivo principale è che non devo settare le lingue e i sottotitoli, quello secondario è che posso risparmiare la tomella del RUBERESTI MAI UN’AUTO?, che sta all’inizio dei DVD. Non di quello di Ronin, ma ci siamo capiti. RUBERESTI MAI UN’AUTO? Vaffanculo, sì che la ruberei. Non ho un euro nel conto in banca, me li sono sputtanati tutti al cinema, non mi riesco a comprare neanche una Panda a rate. Con Ronin, insomma, temporeggio. Non posso vederlo con Thornetta perchè lei non ama gli inseguimenti d’auto nei film, le sembrano dei riempitivi e le danno il nervoso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Beh, anche la vostra morosa avrà qualche difetto. Così nei ritagli di tempo, una volta ogni tanto, mi riguardo una scena di Ronin. Due settimane fa ho una brutta serata, butto via l’archivio dei miei film, spulcio i DVD e decido di riguardarmelo tutto. Lo vedo sul computer, rigorosamente in italiano, rigorosamente in cuffia a volume alto allo scopo di ubriacarmi di inseguimenti. È meraviglioso.

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64 Commenti

  1. AVV.

    ma Ciak aveva una pagina con dei cartoncini dei poster dei film? erano una figata che me li attaccavo sul diario alle medie.

    a me piace tuttora sleepers….mi beccherò sta TSO

  2. jena123

    @SCHIAFFI ahahahahaahahahahahahahahahah,oddio lo spot antipirateria dello sfigato mi ha quasi fatto cadere dalla sedia.

  3. LiDongAn

    In seguito a ripetute visioni del film,uno dei miei amici fraterni aveva impostato sul T9 del suo cellulare dell’epoca la parola “roninata”: quando ti mandava un sms e diceva “sto passando a prenderti per una roninata”, significava che si andava sgommando alla sala giochi a giocare a Thrill Drive 3 (guida spericolata) e poi un altro videogame di sparare che non mi ricordo.
    E anch’io ho 36 anni, quindi non eravamo proprio dei bambini.
    Scusate, solo per dire che è un film cult del mio giro di amici.

  4. Rainer Werner Fassbender

    Filmone.
    Classicismo.
    Mac guffin.

    Ecco, io ce l’ho catalogato sotto a queste cose qui.

    Che poi mi ricordo che andai al cinema a vederlo, guidavo io, c’era un botto di gente e lasciai lì il mio amico per andare a parcheggiare.
    Torno e lui ha fatto un solo biglietto, il fenomeno. E quando arrivai io i biglietti erano finiti.
    L’ho lasciato lì ed è tornato in taxi: Gli è costato quanto girarsi il film in giardino. Gli sta bene.

  5. Marlon Brandon

    @Poisoned Ivy Mi hai anticipato…

    Comunque sto film mai visto…ma dopo la recensione me lo vado a recuperare

  6. Woody Alien

    So che non accettate recensioni su commissione. Me lo faceste notare quando proposi un memorie del pesce rosso per il film SUper Mario Bros.

    anche se una rece su Super Mario Bros del 93 sarebbe sempre gratita.

    ma visto che se ne parlava anche a proposito delle varie recensioni di Thor, fare una recensione su Frankenstein di Brannagh?

  7. BlackMask

    Notevolissimo… il duellazzo bmw/ peugeot.
    E Soprattutto

    SPOILER

    Sean Bean non muore

  8. Paul SkyWalker

    Filmone che devo rivedere per forza di cose almeno 1/2 volte l’anno.
    De Niro che aveva ancora voglia di recitare: da antologia i dialoghi nel capannone per fare il breafing della missione.
    Inseguimenti in auto da paura, doppi giochi, sparatorie…

  9. AnnaBionda

    RONIN!!! Ronin è un filmone che spacca culi dall’inizio alla fine, senza se e senza ma. Da pulzella appassionata di cagat… film d’azione, amo e amerò sempre Ronin. De Niro è perfetto, Bean meglio ancora, gli inseguimenti sono una figata, c’è LA Mercedes, a me piace e tutte le volte che lo danno in tv me lo guardo. Qualsiasi sia l’alternativa.

  10. cinepathia

    ma in almeno uno dei tre cinema in cui l’hai visto, Ronin era decente? O alla fine era sempre 20 minuti di inseguimenti fighi contornati da 100 minuti di schifo? Io l’ho visto tre volte in cassetta e mi ha sempre triturato le palle. comunque di anni ne ho 32 e praticamente l’unica roba di cinema che abbia mai letto sono i calci. Ha, no: pure Mereghetti; diobono che nervoso…
    PS: (sopiler)

    Sean Bean non morirà, ma fa comunque una fine di merda presto. Ma presto sul serio: ripeto, io al cinema non l’ho visto ma ora della fine di merda di Sean Bean son pronto a scommettere che le maschere fossero ancora tutte in sala. Maschere… Quand’è che si sono estinte?

  11. Leoni Da Narnia

    gli inseguimenti per le vie (dov’era, Montecarlo?) erano da brividi veri.
    mi è sempre piaciuto e prima di leggere la re(eeeeeeeeeeeeee)view ero già pronto a farmi sentire in caso di stroncatura.

  12. axel folle

    gli iseguimenti sono solo la ciliegina di questo filmone grosso grosso. Attori in palla, sparatorie fighe, montaggio serrato, regia fatta come Dio comanda, plot figo con una poetica spruzzata di melville e un’estetica che ricorda il poliziesco italiano anni ’70. FIGATA, roba che oggi sarebbe giustamente oro colato.

  13. jax

    Dalla pagina Wikiquote:

    “La mappa non è il territorio”.

    “Uno va dove conosce”.

    “Sam: Conoscevo della gente che voleva vivere soltanto per aprire un bar.
    Jean-Pierre: Se fossero vissuti l’avrebbero aperto? Si sono risparmiati la delusione.
    Sam: Sì, infatti”.

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