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Carrie (1976): things they change, my friend

SIGLA! (Sottotitolata in spagnolo per puro spirito natalizio di fratellanza)

Alzi la mano chi non si è mai, mai, MAI sentita un po’ come Carrie durante l’adolescenza. Ah ecco, mi pareva. Ve le ricordate, le fighe della scuola? Le fighe della scuola sanno aprire la bustina di un preservativo, voi le guardate di sottecchi ma poi pensate “tanto a me quando cazzo capita?”. Le fighe della scuola ascoltano gli 883 e voi tentate invano di farveli piacere apparendo perciò ancora più sfigate. Le fighe della scuola si ubriacano di vodka alla pesca mentre voi vi dannate perchè non capite niente di stechiometria. Di solito le fighe della scuola finiscono per sposarsi presto, figliare presto, togliersi presto la maschera e apparire per quello che sono in realtà: convenzionali (che per me è un insulto molto peggiore che troia succhiacazzi, sia chiaro).

Qui le stanno cantando "Brutta" di Alessandro Canino

Qui le stanno cantando “Brutta” di Alessandro Canino

Carrie non è esattamente la figa della scuola. È quella che Paolo Vallesi definirebbe una “persona inutile”. Non ho letto il libro di Stephen King ma a quanto ho capito la Carrie originale è obesa; quella di Brian De Palma perde i chili ma non la goffaggine: è un ragnetto sgraziato con un musetto in bilico fra il carino e lo spaventoso, e due occhi giganteschi che guizzano incontrollabili. Non c’è niente da fare, Sissy Spacek è perfetta: dopo essersi fatta le ossa in Badlands, il personaggio di Carrie le viene di una naturalezza inquietante. La scheletrica fissità del suo corpo durante la carneficina, opposta ai movimenti folli degli occhi (non a caso il sottotitolo italiano era “Lo sguardo di Satana”, anche se Satana in sé non c’entra molto), regalano alti vertici di terrore. Chiunque abbia pensato di far interpretare il remake dalla sorella maggiore di Jenna Jameson si era appena fatto una sega e una lobotomia. Non so in che ordine.

Detto questo, visto adesso il film di De Palma mi è sembrato invecchiato peggio di De Niro. Sarà che personalmente non ho un grande feeling col cinema americano degli anni ’70, esclusi vari capolavori conclamati; sarà che il dramma di Carrie mi sembra troppo intimo e fiammeggiante (letteralmente) da sopportare le continue intrusioni stilistiche del regista; ma i continui ralenty, split screen, effetti flou, camera roteante, entr’acte a doppia velocità e via esagerando mi hanno fatto spesso crollare la tensione. Sembra quasi che De Palma sia più interessato a vincere il Senior Prom delle seghe del cinema d’avanguardia che a dirigere il film stesso. E visto il materiale incandescente e perversissimo che si trova fra le mani, è davvero un peccato. Ogni tanto mi sono ritrovata a pensare che quasi quasi un remake ci starebbe pure*; magari con qualche bella spennellata di satira sugli odierni teocon americani e la madre di Carrie come una fan sfegatata di Sarah Palin.

"Dov'è il tuo Dio ora?" "Ti ho detto che si chiama L. Ron Hubbard"

“Dov’è il tuo Dio ora?” “Ti ho detto che si chiama L. Ron Hubbard”

Poi bisogna ammettere che la gioventù americana idiota è dipinta bene, quando va a fuoco il palazzo del Prom in effetti fa piacere. Il fatto che muoiano malissimo anche gli innocenti come Tommy Ross e la signora Collins aggiunge complessità a una tragedia già disturbante. Ma il preside arteriosclerotico che continua a chiamare Carrie “Cassie”, la signora Collins che prende a sberle e insulti le ragazze e la caratterizzazione ipersessuata e aggressiva della cattivona Chris sembrano delle sonore prese per il culo fatte col pennarellone Uni Posca sulla Smemo. Eddai.

Certo, i duetti fra Carrie e sua madre sono tesissimi; Piper Laurie fa sfoggio di 50 sfumature di sadismo per poi orgasmare selvaggiamente mentre muore trafitta come San Sebastiano e Carrie si tappa le orecchie per non sentirla urlare. Favoloso! Eppure lo scarto di tono fra la carneficina e il finale domestico non è molto convincente: prima vediamo Carrie furente e assassina, poi placata mentre si fa il bagno come se niente fosse; poi le scappano ancora di mano i poteri magici e le casca un mattone in testa. Un po’ sbrigativo, no? Non sto dicendo che sia un brutto film , ma un personaggio bellissimo e complesso come Carrie avrebbe meritato di più.

*POSTILLA DOVEROSA: ciò che ho visto sul tubo della versione nuova fa tornare il film di De Palma nell’Empireo da cui l’ho appena tirato giù. Ma porca di quella Ma santa patata Ma come si fa a pensare che Non dico altro e passo la palla al capo che ve ne parlerà l’anno prossimo.

Ah no?

Ah no?

 

DVD-quote:

“Il Senior Prom delle seghe del cinema d’avanguardia”
Cicciolina Wertmüller, i400calci.com

>> IMDB | Trailer

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42 Commenti

  1. Past & Fasul

    Concordo film fatto bene per tanti aspetti ma invecchiato male, per dirne una: ‘ultima volta che lo vidi quando l’insegnate mette la classe in punizione a fare ginnastica, con quella musica li mi aspettavo che spuntasse lino banfi da un cespuglio!

    La spacek era a suo modo perfetta, ho sempre pensato che avesse una lieve forma di mongolismo nel film, poi la madre, lo stanzino col crocifisso, la strage finale roba che non si scorda!

    Il remake poteva anche essere una buona idea, ma dopo quel casting…non è che se prendi una figa e la vesti coi cestoni della Caritas diventa cessa, e’ solo una bella che si veste male.

  2. Per me invece un film ancora orgasmico, con De Palma al solito in equilibrio tra rozzezza exploitation e funambolismi d’autore. I ralenty, gli split screen, i flou, le camere roteanti non sono per nulla inutili, ma creano quel clima onirico e “altro” che rende coerente ed accettabile una storia altrimenti ad altissimo rischio di ridicolo involontario (come immagino dimostrerà il remake).

    La carneficina finale di “Carrie” occupa nel genere genere horror un posto simile al massacro finale del “Mucchio selvaggio” nel western. Per lo spettatore un perfetto mix di orrore per quello che vede accadere, ma anche un’inquietante catarsi liberatoria con pochi uguali in fatto di appagamento.
    La Carrie svuotata che arriva a casa è appunto un personaggio appagato.

    Ma poi veramente mi state criticando un film 1976 perché troppo sensazionalista e sopra le righe invece di essere (se ho ben capito) più intimista e sobrio? Che è, doveva dirigerlo Cassavetes?

  3. Il remake fa cagare in generale, il casting è l’ultimo dei problemi.
    No, OK, non è l’ultimo dei problemi, ma insomma.

  4. Satan Claus
  5. Nel libro Carrie non è proprio obesa, è più quel tipo di ragazza uno po’ sfatta e cicciottellina che si tiene malissimo e quindi sembra una racchia senza speranza. Proprio per questo io chloe non ce la vedevo male a patto che l’ha imbruttissero un po’ con brufoletti etc, cosa che dal trailer non pare proprio abbiano fatto. Lacosa che disturbò anche me nel film di de palma è il ritorno a casa sotto la doccia che fa crollare definitivamente quella tensione creatasi col massacro nella palestra. Il remake quindi avrebbe avuto un senso anche nel far vedere questa volta Carrie che mette a ferro e fuoco la città in una fiera Di corpi bruciati da cavi elettrici e pompe di benzina esplose. La speranza di un bel film è comunque già morta, i Nanni ha già fatto capire quanto sia lammerda questo nuovo Carrie. Peccato.

    PS:il finale del libro è un pelo più struggente e lo preferisco di gran lunga a quello spaventerello di de palma.

  6. @satan mi hai rallegrato la giornata, queste feste non saranno più le stesse. Commovente.

  7. samuel paidinfuller

    anni che non me lo rivedo ma me lo ricordo fighissimo, inquietantissimo, potentissimo e miserrimo (questo l’ho messo solo per buttarla in cuolo al nazi grammar che ha bacchettato nanni qualche gg fa)
    e poi signori cè lo split screen di tutti gli split screensss

  8. Uscì Carrie degli Europe, io innamorato vano a guardare quella str. di compagna di classe che ballava con un figo altro, i miei amici con i fazzolettini di carta arrotolati infiliati nelle orecchie a mò di corna cornute che mi facevano il coro: “things they change my friend”.
    Secchiate di sangue di maiale su tutto.

  9. Credo che fondamentalmente si vada a squadre. DePalma e’ un formalista che tende a costruire film attorno a virtuosismi stilistici invece che il contrario, e che si salva perché – a differenza di un Bekmambetov a caso di sticazzi – e’ un fuoriclasse che sa calibrarli al millimetro e ipnotizzartici. Ma certi virtuosismi stilistici, per la loro stessa natura, sono implacabilmente destinati a invecchiare male.

    @tommaso: personalmente continuo ad amare Carrie anche se concordo con i difetti che ci vede Cicciolina. Il problema sta nel fatto che Carrie e’ un personaggio intrigante, in cui ci si identifica facile, potenzialmente sfaccettato, e non so nel libro come funzioni ma posso capire che qualcuno rimanga un po’ frustrato quando DePalma invece che affondare nella caratterizzazione si faccia distrarre dalle (bellissime, per me) coreografie di macchina. Come in ogni cosa, la risposta giusta non e’ nei due estremi ma nell’equilibrio.

  10. Per me invece è proprio il contrario: più questo film invecchia più migliora, come il vino.
    Tra lo score di Donaggio, le interpretazioni della Spacek e della Laurie, quel terrificante San Sebastiano e quel devastante, prolungatissimo indugiare sulle mani della stronza della scuola, la corda, il secchio, i volti dei presenti… mioDDio, brividi!
    Dopo Shining credo sia la migliore trasposizione di un romanzo di King, la sola idea del remake mi fa scattare il conato automatico…

  11. @babol81: e’ anche vero pero’ che fra le trasposizioni da King c’e’ pochissima gara…

  12. Lo dico? Lo dico: è una grandissima trasposizione di King anche perché il romanzo originale non è uno dei migliori di King, anzi.
    Ora lapidatemi, ma ricordate che io sono uno di quelli che se potesse farebbe lobbismo per dare un Nobel per la letteratura al Re.

  13. È che Depalma, come dice il Nanni è tutto un virtuosismo che a volte invecchia male (gli split screen ed alcune girandole di sto film sono proprio l’esempio lampante) a volte è una roba immortale che ancora oggi non ci si crede (io penso sempre alla mossa del biliardo di Carlito’s Way, ma ce ne sono altre).
    Carrie a a me sapeva già vecchio quando lo vidi la prima volta (era il 90′ o giù di lì), pur trovandolo un film ottimo ancora adesso, non digerisco la gente vestita anni 70. Che ci volete fare, è una mia fisima.

  14. Sarà che per me quella di accusare un film di “invecchiare” è una cosa un po’ assurda, visto che prima o poi qualsiasi prodotto culturale invecchia e il fatto che ciò possa essere considerato o meno un fattore negativo dipende unicamente delle mode del momento.
    E comunque la penso come Babol81: che un film esprima in pieno l’estetica e il linguaggio della sua epoca è se mai per me un pregio, non vedo perché dovrei chiedere ad un film del 1976 di “parlarmi” come un film odierno.

    Pur essendo il film narrativamente molto fedele al romanzo, il personaggio di Carrie nel film se lo sono quasi “inventati” de Palma e la Spacek. Nel libro Carrie è un personaggio distante ed estraneo al lettore, perché raccontata solo attraverso i vari punti di vista dei personaggi (se non ricordo male il libro è costruito attraverso una finta documentazione fatta di verbali, pagine di diari, temi scolastici), inoltre è un personaggio più patetico (la sua morte arriva quasi come una pietosa liberazione) e per certi versi molto più sgradevole.

  15. @tommaso:

    > qualsiasi prodotto culturale invecchia

    Beh, no, c’e’ roba che dopo anni funziona ancora e altra no, ed e’ questione di mettere sostanza sotto alla facciata. E’ il motivo per cui il vocoder nelle canzoni da discoteca ha funzionato solo nel ’98-’99. Dopodiché considerare questo aspetto rilevante o meno e’ un altro discorso.

  16. samuel paidinfuller

    @nanni
    bè il miglio verde non è male…quel povero gigante buono accusato ingiustamente…lui le bambine le voleva solo aiutare

  17. Imho, le migliori trasposizioni di King le ha fatte tutte Darabont. Senza nulla togliere allo shining di kubrick (capolavoro, ma che col testo originale non c’entra moltissimo) o a questo carrie, trovo che Darabont abbia fatto un lavoro migliore sul versante trasposizione dell’opera da libro a film. Se confrontiamo invece i film in sè e per sè ovvio che vincono prima shining e poi carrie.

  18. Schiaffi

    A me ha sempre dato idea di dilungarsi troppo in stronzate e finire all’improvviso proprio quando diventava interessante. Stesso discorso per il remake con la differenza che l’originale lo guardi tutto senza troppi problemi mentre per quello del 2013 il tasto forward è assolutamente d’obbligo.

  19. Past & Fasul

    Concordo su darabont, ma Rob reiner con misery e stand by me merita di essere menzionato.

  20. Dave

    Ma avevate mai notato che Tommy, il biondo ricciolone con cui Carrie va al prom, è Ralph Supermaxieroe?

  21. @dave: certo, anche se e’ truccato da Roger Daltrey

  22. vespertime

    Un certo tipo di autori difficilmente si danno al pubblico ma si danno, principalmente, a se stessi. Può succedere che nel loro voler far gli autori finisci per capirti solo tu e fare film sostanzialmente di merda o riuscire ad essere davvero bravo e a farti apprezzare dal pubblico. Questo succede con Shining e succede anche con questo Carrie. De Palma è un po così, tutto una carrellata e un movimento di macchina ed è figo per questo. Basti guardare gli Intoccabili o Omicidio a luci rosse o Omicidio in diretta col parrucchino di Cage (che ho rivisto recentemente casualmente e me lo ricordavo peggio). Tutto un carrellone e trovate registiche. Può succedere che in quegli anni Brian abbia pensato “o raga facciamo sto movimento di camera che secondo me è troppo l’innovazione dell’avanguardia” e qualche anno dopo si sia rivelata na cagata. Ci stà. Io sono dalla sua e trovo il film bello bello.

    Sul fattore invecchiamento però vorrei aggiungere che il problema sta principalmente nel contesto che ha il film Quando fai un film “scolastico” finisci per forza di cosa di “vestire” (anche letteralmente) i personaggi e le situazioni con le mode di quegli anni li altrimenti i giovani che vanno a vedere il film si prendon male che sono suscettibili. Così facendo tutte quelle mode li rivedendole ora finisce che ti sembra tutto ancora più vecchio. Questo succedeva anche a Scream che all’inizio era super ok e poi, per qualche anno, a rivederlo ti sembrava invecchiato malissimo mentre ultimamente grazie al revival anni 90, almeno quì a Milano funziona così, a rivederlo non ti sembra più così vecchio. Poi magari no e mi sto facendo viaggi inutili.

  23. Capitan Impallo

    Scusate, già che ci siamo dovete togliermi un dubbio tecnico chè qui ne sapete senz’altro tutti più di me: avete presente la scena dei maschietti che scelgono i vestiti per il Prom, in cui mentre stanno lì a parlare c’è quel brevissimo avanti veloce? Qualcuno me lo spiega?

    Per quanto riguarda le trasposizioni cinematografiche kinghiane, beh, Stand By Me film della VITA

  24. @Capitan Impallo, è quello che ho definito “enr’acte a doppia velocità”. Secondo me è un’altra sega di De Palma che per farci capire quanto sono mortalmente noiosi questi tre cicisbei ci risparmia le loro chiacchiere. Ecco, per me questa è un’intrusione registica molto arrogante: taglia la scena e basta, piuttosto! Ma mi rendo conto che sono gusti. Carlito’s Way per esempio mi era piaciuto tantissimo nonostante le pirotecnìe.

  25. Capitan Impallo

    @Cicciolina grazie mille carissima…immaginavo una svarionata registica in effetti, però è un po’ un cazzotto nell’occhio nonchè un grosso WTF per i non esperti.

    OH, fermo restando che questo è un filmone

  26. mska

    The running man non è in corsa come miglior adattamento di un libro King? (joking)

  27. Per me Carrie (il romanzo) è come Dracula, lo stesso Stephen King in On Writing dichiara senza problemi che la scrittura è piuttosto grezza, però il personaggio è talmente iconico che la legnosità stilistica passa subito in secondo piano (come in Dracula, appunto).

    Nel film è lo stesso, alcuni oggi possono trovare fastidiosi i virtuosismi di regia – anche se non sono MAI gratuiti bensì sempre finalizzati a costruire il senso preciso di ogni scena, e del resto il fast forward lo usa anche Kubrick in Arancia Meccanica e a lui nessuno è mai andato a ravanare il cazzo – però la figura di Carrie è così potente che sventra subito l’immaginario e si eleva sopra qualsiasi meh. Ad esempio io ho visto Badlands solo molti anni dopo e lì malgrado il personaggio di Sissy Spacek sia quasi l’opposto, a me sembrava di vedere lo stesso ancora Carrie.

    Sulla scelta di Chloe Moretz per il remake – di cui le rece buone dicono Lo Sbaglio e quelle severe Lo Sbaglio Assoluto – è come Leslie Nielsen quando fa Dracula, solo che in questo caso la parodia è involontaria.

  28. @Darkskywriter: scusa, cosa c’entra Kubrick? È un regista diversissimo da De Palma e fa un uso diversissimo del fast forward. Allora diciamo pure “del resto il fast forward lo usa anche Benny Hill in tutte le sue comiche e a lui nessuno è mai andato a ravanare il cazzo”. Poi secondo me Dracula ha uno stile letterario meraviglioso, la legnosità abita da tutt’altra parte…

  29. Barone Meshuggah

    Personalmente considero Carrie un capolavoro, ed i virtuosismi stilistici di DePalma sono proprio quello che resiste al tempo e lo hanno fatto diventare un classico. Come dice Nanni, sa calibrarli al millimetro e ipnotizzarci. Non rallentano la tensione, ma la accentuano. Dal punto di vista visivo è spettacolare, non a caso scene come quella con lei coperta di sangue alla festa della scuola o la madre che muore nella posa di San Sebastiano sono diventate da enciclopedia del cinema. Lo stesso dicasi per le sue coreografie di macchina e l’aver visto il remake (Codroipo…) rende ancora più evidente cosa è un fuoriclasse e cosa no. Secondo me, eliminando quei virtuosismi e calcando la mano, Carrie sarebbe rimasta allo status di cult nel cinema di genere, invece di entrare in quella ristretta cerchia di titoli, come anche L’Esorcista per esempio, che sono considerati pietre miliari al di là del genere (qualcosa di simile nella musica sono gli Iron Maiden). Le scene del bagno dopo la carneficina e del crollo della casa, dopo che sua madre ha tentato di ucciderla, io le ho viste come la versione cinematografica del comportamento che può avere una persona sotto shock (una persona con in più un notevole bagaglio ESP). Il segno del tempo si sente magari in scene tipo quella dell’insegnante o di Chris, che nel 2013 risultano un pochino datate.

  30. @Cicciolina

    in generale hai ragione su molti punti, però mi dà fastidio quando dici che De Palma è uno che si fa le seghe, quando invece è sempre molto rigoroso nella scelta di inquadrature e tecniche di ripresa e montaggio, non fa mai a casaccio come molti altri babbei fomentati dall’avanguardia, è sempre consapevole dell’effetto che vuole ottenere, è costantemente al servizio della narrazione (infatti non a caso è il fanboy numero uno di Hitchcock).

    Esempio principe: lo split screen al ballo visualizza alla perfezione sia la mente devastata di Carrie sia la realtà stessa che viene sconvolta dal suo potere, come se la pellicola stessa appunto si “spezzasse” letteralmente in due… ecco io qui non ci vedo niente di pretenzioso o barocco, c’è solo la consapevolezza di voler trasmettere qualcosa e la scelta quasi chirurgica del mezzo migliore per farlo.

    Poi vabbeh magari io sono un po’ di parte perché alle medie le VHS dei suoi film degli anni 70/80 sono tra quelle che mi hanno fatto innamorare del cinema e ho stravisto fino alla morte, quindi è come toccare uno degli affetti più cari.

  31. @Darkskywriter: immaginavo che ponendo dei dubbi su Carrie avrei toccato dei nervi scoperti, ma non ho mai detto che De Palma “fa le cose a casaccio”; ho detto una cosa ben diversa, ho detto che “si fa le seghe” nel senso che “mette il proprio ego registico davanti alla materia trattata”: questo non contraddice il rigore stilistico, anzi in questo caso lo presuppone. La tua lettura dello split screen è interessante ma ahimé, non mi convince. Resteremo di due pareri diversi, cosa ti devo dire? Anche a me ha dato fastidio quando hai dato del “legnoso” a Bram Stoker ;-)

  32. Hayao Mikakazzi

    #TeamDePalma tutta la vita, Carrie meraviglioso, con tutti i suoi difetti, e meno male che ci sono. Remake? Non lo vedrò, ho già perso tempo con quello di Evil Dead, e sto ancora cercando di dimenticare Marcus Nispel. Basta.
    Inutile soppesare ogni scena, attacco/stacco del film, dire che “si poteva fare meglio” e “troppi virtuosismi”, per quanto il pezzo di Cicciolina sia impeccabile. Senza i modi barocchi di de Palma, cosa sarebbe Carrie? Probabilmente somiglierebbe al suo remake. Come da “Postilla Doverosa” di Lina.

  33. @Hayao Mikakazzi: no, non hai idea. Ti giuro, non hai idea. Qui c’è un embargo per cui non posso parlare del remake, ma diciamo che in confronto a quel che ho visto, De Palma diventa Dreyer.

  34. LannoscorsoaValVerde

    Pur considerando Reiner come il migliore degli adattatori di King sul grande schermo (andare alla voce “Stand By Me” e “Misery”) non ho dubbi sulla bravura di De Palma nel filmare Carrie. Sinceramente non mi da affatto la sensazione di “invecchiato”;un po come Scarface da l’impressione di un “period piece” ambientato in quegli anni.E poi c’e’ il commento sonoro di Pino Donaggio che vince su tutto.

  35. Onan Polanski

    Kubrick troppo “autore” (tradisce completamente lo Shining di King), Darabont e Reiner troppo “artigiani” (fedeli illustratori un po’ impersonali). Carrie di De Palma é stata una grandissima via di mezzo: rispettosa del romanzo e allo stesso tempo inventiva e personale. Per me, quindi, la migliore trasposizione di King che si possa concepire.

  36. Stanlio Kubrick

    @Onan: per me la forza di Reiner e soprattutto Darabont è proprio di essersi fatti da parte e aver fatto largo al Re, mettendoci del loro il giusto (Darabont di più, pensa al finale di The Mist che per me resta un colpo di genio) e facendo brillare le invenzioni di King invece delle loro. Considerata la forza visiva e il respiro che hanno i suoi romanzi per me è il modo migliore che esista per adattarlo.

  37. Poggy

    Sono d’accordo che Carrie non sia il romanzo migliore di King su un’ipotetica scala di valori oggettiva, però ammetto che a livello affettivo è probabilmente il mio preferito; quando lo leggi alle medie da ragazzina magari non sfigata come Carrie, ma nonfiga sì, è quasi inevitabile che lasci il segno. Il film di De Palma tradisce un po’ la caratterizzazione di Carrie nel libro, forse anche per l’impressione di fragilità che proietta la Spacek, e anche perché non abbiamo accesso al mondo interiore della ragazza, dove – e questa è una cosa che ho sempre amato – King invece di farne un agnello sacrificale la rende realisticamente capace di sentimenti poco nobili ma assolutamente umani di rancore, invidia, astio (@tommaso: sì, molto del libro sono finti verbali, memoriali, articoli, eccetera, ma c’è anche narrazione “normale” dal punto di vista di Carrie). E il “colpo di scena” del finale mi ha sempre lasciata un po’ col “maccosa” ma non un maccosa di quelli belli, ecco. Però lo reputo comunque un adattamento efficace, e poi come dice Nanni l’approccio di De Palma alla regia o piace o non piace alla base, e io ammetto di avere un debole per i formalisti.

    E se abbiamo già detto del miscasting di Chloe Moretz, vogliamo parlare della madre interpretata da Julianne Moore? Che è una grande attrice e mi fa dubitare della mia eterosessualità, però non è esattamente la prima scelta che farei se dovessi scegliere l’interprete per una maniaca religiosa invasata che probabilmente non è mai stata dall’estetista perché lo reputa uno strumento del demonio. E’ chiaro che si è preferito rendere le cose più patinate e appetibili piuttosto che mettere al centro della storia della gente che sembra DAVVERO disadattata, mentre quelli fighi sono gli altri.

  38. Sharlito's Way

    Il Carrie di De Palma e’ un filmone. E riesce anche ad avere momenti in cui genera paura, chiaro non oggi alla ennesima visione ma alla prima sicuramente e non mi riferisco allo spaventerello finale a alle atmosfere opprimenti di casa al fanatismo della mamma. Guardero’ il remake con molta calma senza alcuna aspettativa…

  39. Hayao Mikakazzi

    @Cicciolina: ma pure qui gli embarghi? Ma il remake è prodotto dalla Disney?
    :-)))
    P.S. mi curioserebbe sapere, se non è un segreto fancalcistico: gli autori delle foto con le didascalie sono ogni volta gli stessi del pezzo, o c’è un gruppo redazionale a parte che se ne occupa?
    P.P.S. non so chi sia il miglior traspositore di King al cinema, ma il peggiore è sicuramente King.

  40. Capitan Impallo

    Ma come, nessuno nomina Christine del Maestro?

  41. Erri De Lucas

    Bravo Capitan Impallo, Christine è uno dei meglio remake da King, e secondo me anche uno dei capolavori di Carpenter, che un anno dopo gli “schifosi” effetti speciali/trucchi della Cosa compie l’operazione inversa per trasformare un rottame di Plymouth nella Raquel Welch delle auto. Ma vabè, Carpenter è più o meno un dio.

  42. Landis Buzzanca

    >> magari con qualche bella spennellata di satira sugli odierni teocon americani
    >> e la madre di Carrie come una fan sfegatata di Sarah Palin.

    Cicciolina profeticamente aveva torto E ragione allo stesso tempo, torto più per pavidità (?) ed incapacità della crew dietro al remake.

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