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Codroipo in translation: la recensione di Oldboy di Spike Lee

Luotto’s cut: questa era la recensione che volevo mettere io.

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DVD-quote suggerita:

CODROIPO (Luotto Preminger, i 400 calci.com)

>> IMDb|Trailer

E basta. Inoltre, nelle mie intenzioni la scritta “CODROIPO” era anagrammata.

Poi è successo che il capo Nanni, comprensibilmente, mi ha suggerito di argomentare. Ora, dovete sapere che quando il capo Nanni chiede di argomentare, l’unica cosa che puoi fare è argomentare. E quindi ecco una recensione argomentata del nuovo film di Spike Lee. Fatemi un favore, però: mentre la leggete, pensate “CODROIPO”. Pensate al fatto che la città di Codroipo è stata insignita, nel 2011, del premio Comune Riciclone («Comuni Ricicloni per il legno: un importante riconoscimento che premia Codroipo come primo comune del nord Italia per il riciclo del legno»). Pensate a tutte le grandi personalità legate a Codroipo:

• Francesco Arnaldi, docente universitario di Letteratura latina nell’Ateneo di Napoli
• Antonio Bacchetti, calciatore
• Giovanni Battista Candotti, compositore
• Onorio Cengarle, politico
• David Marchetti, produttore discografico, compositore e cantautore
• Nino Marchetti, attore e doppiatore
• Alice Mizzau, nuotatrice
• Moira Orfei, circense e attrice
• Gustavo Zanin, organaro
• Enrico Mattia Zuzzi, garibaldino

Lo sapevate che Moira Orfei è di Codroipo? Io non lo sapevo. Qual è la prima cosa che vi è venuta in mente appena l’avete letto? Esatto: «CODROIPO!». Pensate Codroipo e vedrete che vi aiuterà.

Saranghaeyo

Saranghaeyo

La recensione un po’ più lunghina

Allora, non si può dire che io non ci abbia provato. Ci ho messo tutta la buona volontà del mondo per cercare di guardare a questa operazione con obiettività, e qui lo dico e qui lo ribadisco: anche se il primo Oldboy è uno dei film DELLA MIA VITA e anche se ho LA MORTE nel cuore a dovermi riferire al primo Oldboy chiamandolo “il primo Oldboy“, io non ho nessun problema con i remake. Non credo nella lesa maestà, non credo che il secondo Oldboy sostituirà il primo, ho smesso da tempo di atteggiarmi a quello che ne sa del cinema di nicchia e che sotto sotto non vuole che la massa dei multisala gli contamini l’orticello bio con i popcorn. Spike Lee ha fatto dei buoni film; con quella trama e quei personaggi poteva uscirne qualcosa d’interessante.
Non ne è uscito niente d’interessante. Ho visto il film, ne ho preso atto, sono andato a chiedere la cittadinanza onoraria di Codroipo e poi me ne sono tornato a casa tranquillo – anzi, semmai con tanta più voglia di rivedere IL PRIMO OLDBOY, che nel caso debba ripeterlo è uno dei film DELLA MIA VITA. Anzi, ve la dico tutta? Mercoledì scorso dovevo scrivere l’articolo DELLA VITA sul film DELLA VITA come prodromo all’odierna recensione del film di Lee. Non ce l’ho fatta per cazzi miei, me ne dispiaccio, rimedierò. Rimedierò con rinnovato amore, rinnovato ottimismo, rinnovato codroipo, e tutto grazie a questo codroipo d’un remake e a quanto fa merdare. Quindi diciamo grazie a Spike Lee e senza neanche una virgola vi agevolo la trama dell’Oldboy di Spike Lee:

Ohdaesu bevuto alcol sulla via del ritorno a casa da me in inglese senza sapere che catturò 15 anni confinato in una piccola stanza . Dopo 15 anni , senza sapere perché lo stesso , che ha esportato ohdaesu confinamento confinamento e perché hai bruciato per vendetta , e lui in gabbia entro 5 giorni di Lee , Woo – Jin è mostrato tranquillamente indietro per la strada se sanno perché ohdaesu kkeungetda out la parte della propria vita ad un’offerta . Ohdaesu risolvendo enigmi incontrati durante il gusto giapponese per amore a casa , e quindi laici . Ohdaesu poiché i suoi ex-alunni del liceo di Lee , Woo – Jin era il fatto che , prima del suo trasferimento a Seoul , Lee , Woo – Jin Lee , Woo – Jin è il rapporto inadeguato con una sorella e putt senza pensare che il fatto che Lorca aveva lasciato mi ricordo. Se stesso completamente dimenticato nel corso degli anni , ma ha detto una parola per immaginare Lee , Woo – sorella di Jin s ‘ rimasta incinta intorno annegamento velisti non vinceranno la sensazione era in . Per trovare la risposta a tenere ohdaesu Lee , Woo – Jin trovare un posto per fare acquisti , che non viene mostrato nel fatto che ci ohdaesu Lee , Woo – Jin è la figlia dei suoi due uomini a cadere in amore con l’altro ipnosi piedi per scoprire hayeoteum non forzata. In altre parole , il coraggio ohdaesu 15 anni di carcere è stato liberato lo stesso motivo che l’incesto era destinato ad essere molteplici modi . Non è dimostrato che questi scioccante per notificare il ohdaesu Lee , Woo – Jin è cercando di coprire la propria lingua jareumyeo Espiazione , e la vista di Lee , Woo – Jin heotalhan questi ohdaesu suicidio il sorriso sul suo volto .

Non ho capito

“Non ho capito”

Ti spiego: è la trama dell’Oldboy di Park tradotta con Google dal coreano all’italiano. Lo so, suona male. Qualcosa è andato perduto nella traduzione. Non so bene cosa sia. Certo è che la scena in cui “rimasta incinta intorno annegamento velisti non vinceranno la sensazione era in” me la ricordavo piuttosto diversa. Cliccate qui per una foto della sede del comune di Codroipo.
Il guaio è che il remake di Oldboy (da qui in avanti: “CODROIPO: THE MOVIE”) fa esattamente questo: traduce il suo materiale di partenza con lo stesso amore per il proprio lavoro che potrebbe avere l’algoritmo di Google Translate, oppure quel minorato ripescato dai bidoni della Caritas a cui hanno fatto tradurre in italiano le pubblicità del Decathlon e lui ha tradotto il francese “SOIE” con “SOIA” così ora in tutti i Decathlon c’è scritto “CALZINI INVERNALI COMODI E CALDI GRAZIE ALLE PROPRIETÀ DELLA SOIA”. LA SOIA. CRESCERÀ LA SOIA A CODROIPO. Vengo al punto: qualcuno vi dirà che il remake di Oldboy è “inutile” perché “fin troppo fedele”. E in un certo senso – la trama, l’intreccio, i ravioli – i due film sono quasi identici; una scelta non vituperabile di per sé, dato che son dieci anni che quella trama e quei personaggi e quei ravioli funzionano a meraviglia, e allora tanto vale giocare sul sicuro. Quindi in questo senso sì, il film è fedele. Eppure in un altro senso non lo è per niente. Ma proprio per un cazzo. Perché l’Oldboy di Spike Lee (da qui in avanti “IL SINDACO DI CODROIPO”) sbaglia completamente, sempre, il tono. Lee e lo sceneggiatore Mark Protosevich (da qui in avanti non pronuncerò più il suo nome ma lancerò ogni volta delle bottigliate di piscio contro la scuola di sceneggiatura presso cui si è diplomato, e attenderò ogni giorno il preside fuori dal portone per dirgli «Si vergogni. Si vergogni.») hanno deciso, bontà loro, di prendere la trama del film originale e farne un semplice, serioso, piatto thriller all’americana. E anche qui, guardate come sono buono e obiettivo, anche su questo non avrei in linea teorica da lamentarmi. Se Lee avesse dato sfogo al suo buon mestiere mercenario come in Inside Man, e se lo sceneggiatore fosse riuscito a trarne una storia tesa, cruda e asciutta come da tradizione del suo Paese, cosa avremmo avuto se non un bel thrillerone con una trama di consolidata brillantezza? Ma tutte le strade portano a CODROIPO, ed ecco che qui si lavora svogliatamente (Lee) o incapacemente (Protosevich) ed ecco che si traspone QUELLA storia, con QUEI dettagli, con QUEI personaggi, con QUELLE cose matte, in un thriller di media personalità. Il risultato, come dicevo prima, è uno scarto di tono mostruoso tra materiale di partenza e materiale d’arrivo. Il risultato è che dove prima c’era quell’equilibrio miracoloso tra tragedia e humour nero, tra grottesco fumettistico e melodramma lirico, qui è tutto ricondotto a un monocorde grigio thrillerume di vaga tensione. Era prevedibile? Certo. Forse. Quel che non avevo previsto è che gli elementi più bizzarri e sorprendenti del film originale, che lì funzionavano perché Park era l’amore della mia vita e perché la varietà di toni e l’ironia soggiacente li facevano funzionare, qui – presi di peso e calati nel monocorde grigio thrillerume di cui sopra – stonano come brutti calchi in una pessima traduzione, e risultano – un cazzo di paragrafo lunghissimo per arrivare a scrivere questa parola – RIDICOLI. Il film di Park era stile supremo al servizio di una trama intrigante: se riadatti un materiale del genere devi avere stile altrettanto supremo OPPURE l’umiltà di ammettere che certi elementi inaspettati (il sarcasmo nella tragedia, l’incredibile nel realistico e viceversa) tu non li sai gestire, e che se insisti a mantenerli rischi solo di farteli scoppiare in mano, e ritrovarti con un film che puzza di cazzo. Spiace ammetterlo, ma Protosevich sta nell’infinita schiera di quelli che di Oldboy hanno capito solo martelli e lingue tagliate e cose matte, e ha pensato che bastasse mettere un mohawk platinato in testa a Samuel L. Jackson per trasporne lo spirito. Mi spiego meglio:

Prendiamo Sharlto Copley, per esempio. Prendiamolo e BUTTIAMOLO NELL’UMIDO.
Ora, io non dico che Copley sia un cattivo attore, ma: ricordate come Woo-jin, sempre sull’orlo del villain macchiettistico, riusciva via via ad assumere una sua grandezza tragica, ritagliando e portandosi a casa la scena più scopertamente strappalacrime del film? Non era necessariamente merito dell’attore, era merito di un regista che aveva il coraggio di prendere un cattivone “da melodramma”, potenzialmente stereotipato, e costruirgli attorno, appunto, un contesto da melodramma larger than life perfetto per lui: così il personaggio si sposava a meraviglia con la vicenda, il suo arco narrativo diventava profondo e credibile, e gran pianti per tutti. Ecco, il villain del remake è la cartina tornasole perfetta del discorso che facevo prima: prendi quello che sulla carta è solo un cattivo da operetta, lo trucchi come un cazzo di pupazzo da ventriloquo a dimensioni umane, non gli dai un minimo di umanità ma lo fai agire sempre sopra le righe con lo sguardo matto estatico spiritato assorto, ed ecco che hai una nemesi totalmente irrealistica, bondiana e – giova ripeterlo – ridicola. In altre parole: lo prendi com’è sulla carta e lo lasci com’era sulla carta. L’ennesimo psicopatico che fa cose folli con una motivazione folle – che è ben diverso da uno che fa cose folli con una motivazione straziante. La differenza è tutta lì. Magari non è neanche colpa di Copley, che certo ci mette del suo, ma vorrei vedere voi costretti a recitare questa pantomima vestiti come Paolo Villaggio in Grandi magazzini.

I'm with stupid

I’m with stupid

«Luotto,» diranno a questo punto i miei piccoli lettori, «noi ti vogliamo bene e aspettiamo con ansia che le nostre figlie più graziose raggiungano la maggiore età per portarle da te a farle deflorare, però lasciacelo dire: non sarà che stai assumendo il classico livore di chi giudica il remake solo sulla base del confronto con l’originale?»
Vi ringrazio per la domanda. Allora, intanto fate così. Cliccate qui. Poi premete il bottone “indicazioni stradali”. Ora scrivete il vostro indirizzo nel campo “A”; nel campo “B” scrivete invece CODROIPO. Poi seguite le indicazioni, arrivate a destinazione e dite che vi mando io. Fatto? Bene. Amici cari, È OVVIO che chi ha visto l’originale non possa esimersi dal fare confronti. Ma secondo me non c’è affatto bisogno di sapere che questo film è un remake per rendersi conto che ha dei difetti macroscopici; conoscendo l’originale è più facile capire COME MAI l’Oldboy di Lee non funziona; non conoscendolo, si può comunque prendere atto del fallimento. Quello che ho visto io, quello che immagino possa vedere un occhio vergine, è un thriller nel migliore dei casi dimenticabile, nel più probabile stupidotto e macchinoso, nel peggiore ridicolo e baracconesco. Più o meno tutta la gamma di aggettivi che nessuno sano di mente avrebbe mai affibbiato al film di Park. Interessato solo ai TWIST e agli SHOCK, il DUUMVIRATO DI CODROIPO si dimentica completamente di farci immedesimare nei suoi personaggi, abbandonando Brolin a sbavare per terra e mettersi le mani tremanti davanti alla bocca, azzerando il coinvolgimento, cercando di tagliare la carne viva con dei coltellini di plastica – ove i coltellini di plastica sono una metafora della povertà di una scrittura che s’infogna in una detection da procedurale di terz’ordine (tutta la scena a casa della preside è un esercizio in MANCANZA DI TENSIONE), e nel ruolo dell’approfondimento psicologico abbiamo Protosevich che scrive TUTTI i dialoghi sotto forma di spiegoni e didascalie. Osservate come CROLLA TUTTO nel momento in cui Brolin, appena liberato, va dal suo amico Martufello e quello non fa una piega e inizia una tirata a base di «Sei stato imprigionato per vent’anni, roba da matti! Sarai certo desideroso di scoprire chi è stato» che nemmeno nelle più pedestri sceneggiate ambientate a Camino al Tagliamento (a pochi chilometri da CODROIPO).

Vi aspetto dopo la DVD-quote

Aggiungiamo poi:
(1) Un finale, che – grazie all’unica grande divergenza di trama rispetto all’originale – riesce ad annullare ogni ambiguità, ogni abisso di incertezza, ogni disperazione strozzata, proponendo (SPOILER) una redenzione facile e posticcia, con tanto di agghiacciante effetto “filmino delle vacanze proiettato sulla parete”. L’ultimo sguardo in macchina di Brolin è lo sguardo di Protosevich, soddisfatto per aver tirato fuori dal suo cilindro di letame il fantoccio di una dirittura morale recuperata per i capelli fuori tempo massimo. Brolin si è redento, ha sofferto, si sacrifica per la felicità di chi ama. Protosevich, e l’incesto ti passa in un momento.
(2) I momenti in cui il regista di Miracolo a Sant’Anna si ricorda di quanto sappia essere un campione di ridicolo involontario ogni volta che ci si mette d’impegno, come nella scena (SPOILER) in flashback col padre di Copley che spara a tutta la famiglia scoperina e la figlia muore come Graham Chapman in quello sketch.
(3) La ciliegina sulla torta di un doppiaggio italiano che sembra quei doppiaggi polacchi con la voce monotona sovrapposta, con in più una cinese che parla come la puttana di Full Metal Jacket e Samuel L. Jackson che quando viene torturato insulta Brolin dicendogli MANGIAMOCCIOLO.

Per tutti questi motivi e altro ancora, Oldboy è un brutto film e un pessimo remake. O forse un brutto remake e un pessimo film. Quel che è certo, però, è che Spike Lee non ha leso la maestà né infangato la memoria di un bel niente. Anzi. Mostrandoci come un film così simile all’originale possa venir fuori così FALLIMENTARE e brutto, Lee ci ha ribadito quanto fosse GENIO il nostro coreanone, quanto miracoloso nel maneggiare una storia simile e trarne non soltanto un ottimo thriller o un ottimo dramma o un’ottima commedia nera, ma un capolavoro a tutto tondo. Pensavamo – io stesso lo pensavo – che con quel materiale di partenza fosse dura tirar fuori un brutto remake. Niente di più falso: era facilissimo. E a conti fatti, questo Oldboy non è mica inutile: serve a ricordarci come mai abbiamo amato per dieci anni il film di Park. Il primo Oldboy, l’unico Oldboy.

Seconda DVD-quote suggerita:

Carino il primo, merda tutto il resto.
(Luotto Preminger, i400calci.com)

>> IMDb|Trailer

oldboy

PS: Come promesso, due paroline su Elizabeth Olsen. Sarà che ogni volta che compariva le facevo i cuoretti con gli indici e i pollici, ma mi è sembrata l’unica a dare un peso al suo personaggio. Ed era da un sacco di tempo che non vedevo al cinema un fisico così carnoso e agguantabile come il suo quando le va giù l’asciugamano e resta nuda: le sue tette tonde delle porta accanto sono – lo dico senza ironia – l’unico squarcio di vita e autentica umanità in un film che rimane tutto piattamente in superficie. Con quel fisico lì, e con il rimescolamento tutto carnale e niente affatto patinato che provoca, Lizzy porta la scena di sesso a un livello più intimo, com’è appropriato che sia nell’economia della storia. È uno dei pochi momenti che funzionino davvero, forse l’unica scena più riuscita che nel film originale. Tette di Elizabeth Olsen = io che faccio i cuoretti.

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78 Commenti

  1. Silvia

    @Cicciolina in quel di Oporto
    solo con il tuo commento ho Visto la Luce, grazie.
    L’ho capita tardi, ma mi ha fatto molto ridere.

  2. BellaZio

    vabbè ma con quella postilla finale vado al cinema ORA per forza e mi filmo la scena col telefonino per averla a casa per sempre con me la cara Lizzie!

  3. @John Random della colonna sonora ci avevo fatto caso pure io, e nella mia recensione l’avevo messa proprio tra gli aspetti più negativi del remake. Stranamente Spike Lee non si è affidato come di consueto al jazzista Terence Blanchard, che gli aveva firmato le colonne sonore di quasi tutti i suoi precedenti film. Questa cosa mi fa pensare che fin dall’inizio non abbia avuto grande potere decisionale e autonomia. Fatico a credere che il film l’avrebbe voluto fare veramente così.

  4. Jax

    @luotto: guarda a oldboy ho preferito Don Jon e direi che ci ho guadagnato.

    Ma Elizabeth Olsen è la prossima Wanda Maximoff? Sosstorie proprio….

    Mo vado a Codroipo

  5. Prima che me ne dimentichi… magari ero distratto, magari ero in paranoia, magari stavo pensando all’originale e non ci ho fatto caso. Ma nel film viene spiegato come Copley sia riuscito a organizzare l’incontro e l’innamoramento tra Brolin e la Olsen? In quello di Park tutto si spiegava con l’escamotage dell’ipnosi, che Lee invece non usa. Così come a differenza dell’originale non ho capito perché Brolin si faceva i tatuaggi sul braccio, né il motivo per il quale il film si chiama Old Boy.

  6. Luotto Preminger

    Stefano: beh, gli old boys sono gli ex allievi di una scuola maschile, quindi il senso rimane lo stesso… e anche per i tatuaggi direi che cambia poco: servono per tenere il conto degli anni come si farebbe sui muri di una cella.
    L’escamotage di Sharlto Colpey invece non è chiarissimo, ma sembrerebbe che faccia sempre in modo che loro s’incontrino: la prima volta gli fa seguire la tipa fino lì alla clinica dei senzatetto, poi boh, devia tutte le chiamate su di lei ogni volta che serve un infermiere, o qualcosa del genere…
    Certo che il loro innamoramento è un po’ sulla fiducia

  7. Max

    Sto soffrendo.
    Sto soffrendo molto.
    Codroipo.
    Porco Bio.
    Credo che ne vedrò solo un pezzetto.
    Non mi voglio così male.
    Torno a una notte di pioggia in Corea, a “Ridi e tutto il mondo riderà con te”, torno a neve, lacrime, sangue e rivelazioni, tragedia e poesia, martelli, perdita della voce, con la perdita della voce l’abbandono delle parole, con l’abbandono delle parole la rinuncia alla verità (?)… Ma hai detto “tette della Olsen”?
    Ho capito bene?

  8. Cristoforo Nolano

    @samuel paidinfuller

    De gustibus, tre film buoni (Malcom X, La 25esima ora e Inside Man) su un mare di cacca per fratelli e un atteggiamento da primo della classe lo relegano nella mia lista di registi mediocri (che è comunque molto più breve di quella dei registi che mi fanno cagare… ma tant’è).

  9. Poisoned Ivy

    Nuo.
    Io Old Boy Muddaffaggah non ce lo vado a vedere, perché ricordo ancora il giorno che il mio amico mi ha detto “devivedereassolutamente quel film del tizio che piglia tutti a martellate bellobellobellobello.

    Ci ho dei ricordi da preservare. io.

  10. Lenny Nero

    Lo screenshot con quella scritta in paint mi ha quasi commosso. Caro Luotto, quanti bei ricordi.

  11. Old Boy di Mister Corea era un film indimenticabile.
    Quello di Spike Lee suscita due tipi di reazione:
    -T’incazzi (hai visto l’originale)
    -Te lo dimentichi (non hai visto l’originale)

    Sono andato al cinema con due amici che il primo non sapevano neanche cosa fosse. Sono usciti dicendo: vabbè.. insomma.. meh… nulla di che.

    Confermo però il like al tag TetteDellaOlsen. Unica cosa che ricordo.

  12. Luotto Preminger

    @ Lenny Nero: cuori per te: <3 <3

  13. Il Reverendo

    visto un’ora fa. chevvedevodadì, a me è piaciuto. ok, l’originale è molto più potente. ok, alcune cose sono un po’ forzatelle (la scena del martello), ok, alcune cose non hanno senso (ombrello con disegnati i suoi tatuaggi !?!?), però resta comunque proprio un bel filmetto violento, dove dicono le parolacce e fottono. e il twist finale cambia un pochino e mi è piaciuto quel cambiamento.

  14. gaetano

    Io non so se avete la minima idea di cosa voglia dire recensire o criticare. Sputare, vomitare, dire bestemmie anagrammate e lanciare palle di sterco, sono sicuro non faccia parte del mestiere dello speculatore intellettuale, di colui che guadagna grazie al lavoro che fanno altri, che distrugge anche quando ama, che (cioè del critico) guardandosi allo specchio e vedendo che non vale nulla non può fare altro che cercare di far somigliare il mondo a se stesso; così si sente meno solo…tante cretinate per dire che un film non è piaciuto e si perchè di questo si tratta, sempre di opinioni. In qualsiasi forma d’erte non c’è verità, non c’è canone, non ci sono regole. Bello e brutto sono parole vuote che spesso riempiamo con la nostra stupidità. E l’autore dell’ articolo potrebbe apparire sul vocabolario accanto alla voce ebetismo (dato l’alto livello credo anche congenito). E pensare che al Dams ho fatto battaglie contro la critica dell’analisi o degli assoluti in favore dell’ermeneutica, ma non pensavo che si potesse arrivare così in basso. Sarò un folle ma sono abituato a esaminare le cose senza infilarci le mie convinzioni o presunte leggi artistiche e soprattutto se non mi piace semplicemente non ne parlo. Non sono religioso e proprio per questo considero stupido, inutile e gratuitamente volgare bestemmiare. Infine mi piacerebbe vedere come reagirebbe Spike se avesse di fronte l’autore di un simile articolo… fossi io, primo gli spacco la faccia e poi semplicemente gli chiederei ma chi cazzo sei? cosa vuoi? che fai nella vita oltre a sparare cazzate e dare aria al culo? a si dimenticavo, il remake Oldboy non mi è piaciuto. A si dimenticato leggetevi il manga e capirete molter scelte di Lee.

  15. Sarò un folle

    @gaetano: ti rispondo perché hai la costanza di insistere, e perdonami se mi sforzo di farlo educatamente nonostante le tue pretese di intavolare una discussione partendo da una raffica di insulti. In sintesi: 1) dai la netta impressione di esserti fermato agli anagrammi e di non aver letto/capito il resto, e 2) una recensione scritta con i concetti che esprimi tu e’ nel migliore dei casi completamente inutile e nel peggiore senza il minimo senso. Mi fermo qui pero’: a volte e’ ostico persino confrontarsi con persone ragionevoli, figurarsi con uno che parte riconoscendo di essere folle. Buona giornata.

  16. Woody Alien

    Di Spike Lee oltre ai film citati salvo anche l’ottimo He Got Game con un monumentale Denzel Washington, pellicola dedicata al mondo della palla a spicchi del quale Spike é un grande appassionato.
    Sotto una diapo del “sobrio” regista mentre fa il tifo per i suoi Knicks…

    http://www.nicekicks.dev.auctollo.net/2013/04/25/celebrity-sneaker-stalker-4-25-2013/9/

  17. Ermeneutica è la mia nuova parola del giorno.

  18. Ciobin Kaiju Combo

    Che poi, tra l’altro, ci sarebbe il capitolo Miruacolo a Sant’Anna, tra ciccioni spruzzamerda nera e favini alla brace.
    http://www.youtube.com/watch?v=qmCSU6rT70E

    Notare il finale della clip: tetta + baionetta e suono “plotch”. E la “recitazione” del nazi all’inizio. Si può essere più amatoriali di così ? Non ci è riuscito neanche Zampaglione con Tulpa. Il regista del Miracolo è il nuovo paradigma peracottaro-spastico della regia cinematografica, ma senza la poesia che certi incapaci lasciano nei loro film maldestri. Non intendo vedere il suo Oldboy così come ogni altra creazione del suo apparato escretore.

  19. Schiaffi

    Aò ci mancava solo il papa-boy viulento qua, mò si che abbiamo la collezione di dementi completa

  20. Steven Senegal

    E pensare che io in mensa ho fatto battaglie contro la pasta fredda

  21. S. Rubik

    c’è gente che viene mantenuta al dams per fare battaglie a favore dell’ermeneutica? fatemi capire…

  22. Hunter

    Che poi questo dovrebbe essere ‘il terzo Oldboy’.
    ‘Il secondo Oldboy’ e’ quello bollywoodiano: “Zinda”
    http://www.imdb.com/title/tt0488906/

  23. Botte & Costello

    si, lo so che sono passati mesi da questa recensione, e oltretutto mi ero ripromesso di non guardare mai questo film, ma sono caduto nella tentazione e ora devo sfogarmi.
    La verità è che un po ci credevo in questo remake di uno dei film della vita. Un po per Spike Lee, che apprezzo, un po per gli attori. Certo, la recensione del Luotto era chiara, ma mi ero sforzato di fingere di non aver capito ciò che preannunciava. E invece… mio Dio, quanto mi pento di averlo visto!
    Ci ho messo tutta la buona volontà per godermi il film senza pensare all’originale, ma una volta che vedi IL capolavoro è impossibile dimenticarlo… per tutta la durata del film non ho fatto altro che pensare: codroipo!
    Ero così incazzato che non mi sono nemmeno goduto le tette della Olsen. Per dire.

  24. Marlon Brandon

    arrivo stratardi, oggi mi sono visto sia il remake di oldboy che quello di robocop. E devo dire che molto meglio Robocop. Questo filmetto di Spike Lee veramente passa via leggero leggero mentre quello di Park mi ha lasciato quella bella pesantezza tipica dei migliori film koreani. Robocop preso come un film di sparatorie e un po’ di classica satira minchiona sulla politica americana alla fine ha molta piu ragione di essere.

  25. Natale 2016. Io che spiego ad una conoscente – che ha visto l’Oldboy originale e lo considera uno dei suoi film preferiti – che tizio e tizia sono padre e figlia. Non l’aveva capito. Faccio la figura del pervertito che vede cose strambe ovunque.

    Al prossimo Natale verifico se ha colto il twist del Sesto Senso.

  26. Bud Spacey

    Codroipo. Comunque brava Elizabeth Olsen, brava

  27. BohBeh

    Leggere la trama tradotta dal coreano e guardare i filmati di Joel di Vinesauce sul tubo mi ha provocato lo stesso effetto: ridere come un ritardato.

  28. Luotto ma poi non l’hai più fatta la recensione dell’originale, l’unico Oldboy?

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