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Diavologia: Häxan o La stregoneria attraverso i secoli

“Diavologia”, o di quella volta che dopo Lords of Salem abbiamo sentito il dovere di fornirvi modelli di demònio più attendibili o quantomeno più interessanti; per dilettarvi, educarvi o dimostrarvi come sull’argomento sia stato detto tutto-e-meglio al primo colpo.

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Innanzitutto, sigla.

Questa volta facciamo un grosso passo indietro, andiamo proprio alla radice della filmografia del demònio e in un certo senso ci rivolgiamo alla madre di tutte le exploitation. Prestate attenzione quindi, anche se il film è del 1922 e so che vi sembrerà strano trovarlo qui.

Se il diavolo al cinema era già apparso con l’Inferno” de “La divina commedia” del 1911, Häxan è il primo film a trattare esaustivamente il tema su tutti i fronti: dal diavolo, ai riti e alla stregoneria, attraverso sì il folklore e la documentaristica a tema ma anche con l’intrattenimento puro e fine a se stesso, e quindi con make-up prostetico, scenografie, effetti speciali e quant’altro. Inoltre -cosa non da poco- per la sua parata di nudità, blasfemie e torture, venne vietato dalla censura americana. Non male per un nonnetto, no?

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Nonnetto ‘sto cazzo comunque, eh

Nel 1922  il film di Christensen fu a tutti gli effetti un blockbuster, ed è difatti a tutt’oggi il più costoso film muto mai prodotto in Scandinavia grazie a un investimento di due milioni di corone svedesi, una sommetta oggi ma un’enormità per l’epoca.

Guardandolo però si capisce l’impresa economica da quanto non si risparmia ed è sontuoso: è diviso concettualmente in quattro parti, ognuna delle quali portata in scena con sfoggio di costumi e scenografie ed ognuna delle quali si concentra su di un aspetto dell’analisi sociologica della superstizione a sfondo demoniaco. Dalle antiche storie e miti alla loro rappresentazione, fino alle considerazioni antropologiche e sociologiche su quanto queste cose siano attuali a tutt’oggi (cioè nel 1922, ma azzarderei dire anche oggi nel 2013), il film passa in rassegna tutto l’argomento.

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Diciamo anche oggi, dai

La prima parte, introduttiva, discetta sul ruolo dei demoni e delle evocazioni nelle culture primitive prima e medievali poi, documentando il tutto con animazioni, dipinti, incisioni e sculture. Molta della documentazione sul tema è tratta dal famoso Malleus Maleficarum, all’epoca una delle più grosse fonti di prima mano accademicamente riconosciute sull’argomento, ma dove immagini e documenti ufficiali non arrivano, arriva la fantasia macabra del regista.

La seconda parte illustra l’agire del debosciato Satana (interpretato dallo stesso regista) che seduce donne, perseguita dei fratacchioni, distribuisce denari a chi gli si affida. Qui addirittura appaiono creature in stop-motion di fattura pregevole!

La terza parte mostra una storia di stregoneria e persecuzione, inclusa una ricostruzione di un sabba raccontata attraverso le confessioni estorte sotto tortura ad una vecchia accusata di stregoneria. E qui c’è la vera sarabanda di capri, sacrifici, blasfemie sangue dei regazzini morti, scheletri e tip-tap ballati sulla croce.

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“What is this that stands before me? Figure in black which points at me”

La quarta parte torna nei ranghi, chiosa con un’ analisi sulla contemporaneità di certe credenze e traccia un parallelo tra la condizione psicologica delle streghe nel medioevo e  l’isteria femminile come veniva percepita dalla psicanalisi del 1922.

Il film con questa sua struttura si situa quindi a metà strada tra la fiction e il documentario e, come un “mondo movie” ante litteram, approfitta della base storiografica, scientifica, antropologica e quindi generalmente divulgativa per mostrare cose all’epoca impensabili in un’opera di puro intrattenimento.

Exploitation, quindi, ma di una classe inarrivabile.

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“La classe inarrivabile”

Visivamente la pellicola ha una resa cinematografica che fa tesoro del meglio dell’iconografia sul tema: affiorano qua e là Dorè, Bosch e Füssli così come certo barocco macabro italiano, il tutto però reso austero e vibrante come un’acquaforte dal rigido bianco e nero della pellicola.

Senza tutte queste considerazioni da studentello gobbo però, il punto è fondamentalmente che Häxan è un’enorme gioia da vedere e già solo per questo va visto, aldilà dell’importanza nel cinema o delle referenze colte ascrivibili.

Ancora oggi il suo insatanimento, il suo umorismo nero, la sua eleganza e la sua visionarietà hanno uno smalto che Lords of Salem (e molti altri con lui) non ha manco se piange lacrime di sangue ballando il limbo sotto le natiche di Astaroth.

Davvero: praticamente è  tutto composto da tutto quel poco di carino che Lords of Salem butta qua e là per pochi minuti validi a fronte di moltissimi altri di noia e nulla: qui il surreale, il grottesco, il gotico, il visionario hanno uno screentime quasi del 100%. Ovviamente, non raccontando una vera e propria storia, oggi come oggi il suo gusto principale sta nel goderselo nell’insieme di immagini tetre e musica, un po’ come “Una notte sul Monte Calvo” in Fantasia quando eravate bambini.

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…ninna-ò questo bimbo a chi lo dò.

Un discorso a parte merita la colonna sonora, perché essendo il film muto essa è parte cruciale del tutto. Anzi: parliamo delle colonne sonore, perché ne esistono due come del resto esistono due versioni del film. Ora vi faccio un po’ di chiarezza.

La versione originale del 1922, dal titolo Häxan, ha una durata di 110 minuti e una colonna sonora che  presenta brani di musica classica tra cui composizioni di Schubert e Beethoven. Pensate che alla premiere del film questa venne eseguita in sala dal vivo da un’orchestra di 50 elementi della filarmonica di Copenhagen. Altro che black metal.

Nel 1968 però il film, rititolato La stregoneria attraverso i secoli, venne editato con un consistente taglio di minutaggio riducendosi ad una più digeribile durata di 77 minuti, alla quale venne abbinata una nuova colonna sonora composta appositamente dalla band di jazz sperimentale Art Zoyd, e venne aggiunta una voce narrante ad opera nientemeno che di William S. Burroughs.

In anni recenti il film è uscito per la prima volta in DVD restaurato nella prestigiosa Criterion Collection, che presenta ambedue i minutaggi e colonne sonore.

Nonostante non sia un film facile per ovvi motivi di fruizione dovuti al gap generazionale (ma non è neanche così ostico, sia ben chiaro) una volta fatta la bocca al suo gusto particolare è però un film che amerete alla follia e vi scoprirete a rivedere periodicamente, per intero o per pezzi scelti. Fidatevi dello zio Darth ché di film del diavolo ne sa una più del medesimo.

DVD-Quote suggerita:

“Satan’s finest”
Darth Von Trier, i400Calci.com

>> IMDb|Trailer

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20 Commenti

  1. Milos Corman

    E bravo Darth, se lo trovo me lo guardo il pomeriggio di natale, per togliere il sapore di messa di mezzogiorno d’obbligo…

  2. John Matrix

    Ottimo! Non conoscevo il film e credo recupereró. “Symphonic Black Metal a lot before it was cool!”

  3. fart

    filmone da vedere assolutamente!!

  4. Visto con la colonna sonora classica in una location d’eccezione: un manicomio ottocentesco abbandonato. Seratona.

  5. Terence Hell

    Mai visto un Satana migliore, sono commosso di averne la conferma qui sui 400. Per la colonna sonora, quella roba li che scopro ora essere jazz sperimentale rende tantissimo. In alternativa Burzum.

  6. KuroFawa

    Best rubrica ever (dopo fascinema).

    5 altissimo per i Coven in sigla.

  7. Enea

    un altro 5 alto per la citazione dei Black Sabbath!

  8. Steven Senegal

    Oh ma che delirio è il trailer? Pezzo molto suggestivo che intercetta i turbamenti bimbini proprio alla Una notte sul monte Calvo (di mio ci aggiungo pure una roba della rai in b/n su Hansel E Gretel che mi levò il sonno e il rapimento con la carrozzina volante in Ghostbusters2). Non so perchè poi, credo per reminiscenze scolastiche, ma mi ha fatto strano leggere che hanno pescato dal Martello e non da quell’altro protestante

  9. Steven Senegal

    draghi pacchiani che ingoiano cristiani, ascensioni, girotondi, accenni di fellatio (mi piace credere che sia così dal trailer), torture, vecchi con la faccia scavata nel legno marino, diavoli che suonano strumenti musicali, feti messi a sgocciolare sangue nelle ciotole, orge, gente che bacia il culo al dimonio, arsi vivi, blasfemie varie, frati nani percossi e suore picchiate con una clava. Ma veramente, è da vedere a Natale con la famiglia

  10. Rocco Alano

    Visto a pezzi su youtube. Filmone!

  11. Past & Fasul

    E complimenti sinceri, che avete cacciato fuori, bel pezzo e filmone da ri-scoprire!

    I fessi (rob zombie) che oggi giorno si apprestano a fare film su sto tema, se lo dovrebbero riguardare di 10 volte frame x frame, prima di mettersi all’opera!

  12. Minchia che ritorno! In verità alla foto del barattolo di spinaci grande quanto un deposito industriale di carburante ho temuto il peggio.
    Del film non sapevo nulla, manco della sua esistenza. Ma da immagini e trailer sembra davvero da recuperare.
    Come tutto quello che esce si Diavologia. Almeno Lords of Salem è servito a qualcosa.

  13. da

    c’è su youtube. si guarda tutti insieme alla vigilia

  14. Lars Von Teese

    Ma grandi gli Art Zoyd! Se non ricordo male credo cominciai ad ascoltarli proprio dalla colonna sonora di Haxan, fu amore naturalmente a primo ascolto, ormai temo saranno un 15 anni buoni. Il film lo devo ancora vedere. Comunque cinque alto Darth, un signor pezzo

  15. samuel paidinfuller

    per diavologia io tifo sempre per l’ultima profezia con uno dei migliori walken di sempre, elias koteas prima di denirizzarsi e viggo as satana himself

  16. Erri De Lucas

    I 400 Calci educational. Voto 10.

  17. vespertime

    Siete i meglio.

  18. Grazie. Grazie. Grazie (io avrei messo ‘Coven in Charing Cross’, però). Modesta proposta per la prossima puntata:Il Grande Inquisitore di Reeves.

  19. cinepathia

    chapeau per la scelta dei coven.

  20. Il_peccatore

    Visto con colonna sonora dal vivo degli Zu al Nova Cinema di Bruxelles, una cinquina di anni fa. Ancora c’ho i brividi

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