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Ricercati Ufficialmente Morti: The Skulls (2000)

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«FOIA FRAI!».

a.D. 2002

Non ho neanche vent’anni e credo in Rob Cohen.

Non è vero. Manco so chi è Rob Cohen, né ho l’età e l’IMDb e la voglia di sbattermi per scoprirlo. E neanche avrei mai collegato il suo nome a Dragonheart, più che altro perché al tempo non facevo uso di segale cornuta. So solo che, durante l’a.D. 2002, mi capita di vedere un film che si apre con Vin Diesel in moto che irrompe in una discoteca dove stanno suonando i Rammstein, ed è in quel momento che decido che il cinema può anche chiudere i battenti per sempre. Potrei aver cambiato idea con il tempo, ma non ne sono convinto. Fatto sta che quell’anno xXx è per me una specie di epifania: non che non mi fosse piaciuto Fast & Furious, anzi, e non che avessi idea che il regista era lo stesso, non mi ero mai posto il problema. È che quando vedo xXx la prima volta mi dico e ripeto ossessivamente che «è da qui che bisogna ripartire».

Cioè, sono seriamente convinto che xXx sia la nuova frontiera dell’action, e mi innamoro in particolare della completa dedizione alla causa del prendersi sul serio e dello spaccare tutto che Rob Cohen applica a un film fondamentalmente molto stupido. Divertimento fracassone senza un’oncia di ironia: questo è il mio ricordo di xXx, che nel 2002 è l’archetipo di quello che speravo avrebbe invaso le sale da lì in avanti.

Poi è uscito il sequel di xXx e io ho smesso di credere in tutto.

Un salto indietro: a.D. 2000

Continuo a non avere neanche vent’anni e ricordo con estrema chiarezza di quando quasi-vidi The Skulls, il film di Rob Cohen – che io allora non sapevo et cetera – precedente all’esplosione con Fausto & Furio. Ricordo di essere entrato all’Odeon quando ancora era l’Odeon, di aver dato uno sguardo alle locandine e di aver deciso di tentare la fortuna con questo presunto thriller/horror che parla di società segrete massoneria illuminati rettiliani e movimenti stellati. Ricordo di aver controllato meglio e notato la fazza di Joshua Jackson sulla locandina, e di essere andato da Ricordi a comprare un disco dei Morbid Angel.

Ricordo, insomma, che sono i tempi in cui vedere un attore di Dawson’s Creek nel cast di un film equivaleva a vederci Leo DiCaprio, quindi automaticamente un repellente per ratti e il ratto sono io. È una questione di principio e di odio di classe. Poi The Skulls me lo vedo comunque, su tiro a indovinare Italia Uno, ma tipo tre o quattro anni dopo l’uscita. Scopro che è di quello di xXx e smetto definitivamente di capirci qualcosa: e i Rammstein? Comunque, archivio il film nella categoria “L’ho fatto, tiriamo avanti”, e continuo a crivellare di freccette il poster di Joshua Jackson che mi sono appeso in camera a fianco di quello di Mark Owen.

La sigla: a.D. 2013

Sigla!

a.D. 2013, qualche minuto dopo

Domenica è morto Paul Walker. Mi (ci) è dispiaciuto un casino. Si voleva bene a Paul, che era un po’ il Luca Antonini del cinema: un gregario non particolarmente talentuoso ma totalmente dedito alla causa e con una vita pubblica così modesta e sotto le righe da ispirare necessariamente simpatia. «Un bravo guaglione» l’ha definito il Capo, e basta guardarsi un paio di interviste per capire cosa intendesse. Che poi non è che la sua carriera sia stata così deprimente, voglio dire: OK Fausto & Furio, ma il ragazzo ha pure recitato per Clint Eastwood ed è stato molto vicino al culo di Jessica Alba in diverse occasioni. E d’altronde pure Antonini ha vinto uno scudetto.

(nel frattempo Rob Cohen è diventato un signor nessuno, una mummia del cinema che ha smesso di contare qualcosa credo all’altezza di Stealth)

La scomparsa di un membro fondante della FAMIGLIA spinge tutti noi dei 400 calci a farci delle domande: possibile che per ricordarlo non si possa fare altro che citare quella saga lì?

(nel frattempo Joshua Jackson me l’ha messa nel culo dimostrandosi attore pazzesco, e sì mi riferisco soprattutto a Fringe ma non solo. Né Dawson’s Creek significa più nulla nel Grande Schema delle Cose)

E quindi mi riguardo The Skulls, al grido di «è probabilmente la migliore prestazione di Walker al di fuori di F&F». Non è un grido comodissimo da gridare ma ci si arrangia.

«Zi' ma Katie Holmes era cessa eh...».

«Zi’ ma Katie Holmes era cessa eh…».

Lo ricordavo come un giallo un po’ horrorino in salsa teen nato dall’onda lunga di Scream, e invece The Skulls è un Fincher del discount, un thriller su diversi livelli di paranoia che parte da un presupposto complottista di quelli che poi nei commenti qui sotto ci troviamo i rettiliani che urlano «NON CAPITE E’ TUTTO VERO SVEGLIAAAAAA!!!», e cioè: ad Harvard c’è una società segreta che si chiama “Come il titolo del film”, una roba tipo quella puntata dei Griffin dove Chris entra in una società segreta, e questa società segreta, che è segreta, controlla sostanzialmente tutto il mondo, si riunisce in luoghi sotterranei e pieni di cappucci e saii e candele e lapidi per decidere le cose della finanza e della politica, fa i festoni ricchissimi con le puttane e la cocaina, anche se la cocaina nel film non si vede. Chi entra nella società segreta, che è segreta, talmente segreta che l’amico nigga di Joshua Jackson sa pure dove si riuniscono in gran segreto, non ne esce più: certo ti coprono di soldi, ma se sgarri ti fanno fuori agli amici alla famiglia al pesce rosso e alla fine pure a te.

Ovviamente Joshua Jackson ci vuole entrare a tutti i costi.

Ovviamente ci entra.

Ovviamente è lì che conosce Paul Walker, all’epoca al suo secondo ruolo in due anni a fianco di un reduce di Dawson’s Creek. Ho appena formulato una teoria e cioè che il declino dei Novanta gentilmente penetrante nei Duemila è marcato dai tentativi dei quasi ex dawsoniani di entrare a far parte della Hollywood che conta, per raggiungere il quale obiettivo decidono tutti di puntare sull’horror/thriller, che in quegli anni è di derivazione scream-iana il quale Scream a sua volta era di derivazione beverlyhills-iana/dawsonscreek-iana, il che significa che tra un Abandon e l’altro sia Katie Holmes sia James Van Der Beek si sono scavati la fossa da soli. Sto divagando.

Sopra: anzi, sotto.

Sopra: anzi, sotto.

Joshua e Paul, cioè Lucas e CALEB MANDRAKE – OK, ora ci fermiamo un secondo e riflettiamo sul fatto che il personaggio di Paul Walker in questo film si chiama CALEB MANDRAKE. Che ovviamente è un ragazzo di buona famiglia, voglio dire, con quella faccia, anzi di più!, la famiglia MANDRAKE è una delle più potenti all’interno degli Skulls; pensate che il padre di Caleb, Litten, è Craig T. Nelson. E quindi c’è un non particolarmente interessante sottotesto di lotta di classe: MANDRAKE è quello che arriva a bordo di un macchinone circondato di puttane (lui, non il macchinone), mentre Lucas è un proletario che vive con due coinquilini, il nigga e la biondina, e che si è pure permesso di dimenticare i suoi amici poveri di quando era povero perché ormai fa l’università e quindi è un figo. E la sua scalata sociale, e il suo prezzo, sono i temi, gli unici, del film: Lucas entra negli Skulls e fa casino, il suo amico viene accoppato, la biondina che lo ama comincia a odiarlo perché SEGRETEZZE! BUGIE!, e quindi al povero Peisi Didoson Cric non resta che provare a sovvertire l’ordine costituito ribellandosi da solo contro la più potente società segreta americana.

Ora tornate un secondo all’

a.D. 2002

e provate a immaginare come Rob Cohen possa dirigere una cosa del genere.

Fatto? Bene. Torniamo all’

a.D. 2013

e no, “Fincher da discount” non è sufficiente; The Skulls, per dire, si apre con una mezza citazione da Momenti di gloria, una lunga sequenza di “canottaggio universitario” accompagnata da soavi musiche di pianoforte e luci smarmellate al tramonto. Cinque minuti ed è già chiaro che Cohen è uno che la finezza non sa neanche dove stia nel dizionario (alcuni l’hanno visto cercare sotto la “L”), e se gli affidano un film fatto di momenti di pace a cui è sottesa una tensione costante e crescente lui deve fare di tutto per trasformare le scene più quotidiane e normali in piccoli cortometraggi intitolati: Tamarro. L’iniziazione degli Skulls diventa occasione per montare una sequenza action in cui al posto di armi da fuoco e pugni in faccia ci sono adolescenti che scalano facciate di palazzi alti pochi metri. Manca un bel montaggio anni Ottanta su Joshua Jackson che si lava i denti, ma la tentazione è quella.

A meno che l’ipercinesi non sia un modo per mascherare la pochezza del film; non è brutto, The Skulls, solo anonimo, almeno per la prima ora abbondante. Il nostro Paul fa una parte da pilota automatico: bello e un po’ maledetto, seducente ma anche amicone, succube del padre e della sua volontà di potenza. L’evento centrale e scatenante non è tanto l’ingresso di Peisi negli Skulls, quanto la morte del suo amico ficcanaso: è stato davvero MANDRAKE a ucciderlo o c’è qualcosa di più grosso sotto?

«Un brindisi alle pannocchie in culo!».

«Un brindisi alle pannocchie in culo!».

L’accelerata arriva quando Lucas decide di scoprire la verità vera e di mettersi quindi contro la più potente società bla bla. Lo dico senza pudore: gli ultimi quaranta minuti di film mi hanno incollato al divano.

Segnalo in particolare uno strepitoso inseguimento in auto privo di colonna sonora – un mio personale feticcio, fosse per me bisognerebbe eliminare le colonne sonore dal 90% dei film in circolazione, operazione che in The Skulls avrebbe anche il benefico effetto collaterale di togliere di mezzo una delle soundtrackz più CESSE e fuori luogo che abbia mai ascoltato in vita mia, nel senso, ci sono anche i Creed.

E segnalo ancora più in particolare l’immancabile “duello finale”, che incredibile dictu è esattamente un “duello finale”, tipo ci becchiamo all’alba prendete le pistole dieci passi e sparatevi. Cioè: in un teen thriller un po’ all’acqua di rose in cui regista e attori si impegnano il triplo del dovuto per dare peso e gravitas a eventi altrimenti noiosi e anonimi con il risultato di dare vita a una serie di scene involontariamente comiche tanto si prendono mortalmente sul serio, il confronto decisivo coinvolge due adolescenti bellocci che si sfidano all’OK Corral. A proposito di divertimento senza ironia (v. a.D. 2002 poco sopra).

Il vero, grande peccato di The Skulls è che Leslie Bibb non esce le puppe tutta la storia della società segreta è asservita alla dinamica Lucas/CALEB MANDRAKE e in seconda battuta ai messaggi del film sulla libertà, l’amicizia e l’indipendenza. OK, gli Skulls controllano la vita pubblica degli Stati Uniti e probabilmente del mondo, ma noi questo lo sappiamo perché a) loro continuano a ripeterlo ossessivamente, e voglio dire io conosco gente che è convinta di essere Napoleone ma questo non basta a renderli Napoleone, e poi b) tra i membri della soc. segr. c’è William Petersen che è un senatore e incidentalmente forse il padre di Lucas. Un po’ più di attenzione al dettaglio e di approfondimento sulla faccenda, un po’ di metaforica apertura dell’inquadratura insomma, avrebbe giovato, quantomeno per farci prendere un po’ più sul serio tutta la storia della societàsegreta che alla fine della fiera si riduce a poco più che una faida tra i control freak (MANDRAKE) e i liberal (il senatore). Sarebbe stato bello saperne di più. A riguardo esistono se volete ben due sequel. Non assicuro nulla.

Ciao Paul, insegna agli angeli gli addominali.

«Bam! Tutti gay».

«Bam! Tutti gay».

 

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64 Commenti

  1. Steven Senegal

    @Zambo: ho rivisto due settimane fa xXx e ti posso garantire che la sobrietà è morta lì

  2. Calvin Clausewitz

    Della Holmes ricordo due zinne niente male nel film quello che avete recensito da queste parti qualche tempo fa, quello con Keanu e Cheit Blanshe’.

  3. @Stanlio

    guarda sei scorrettissimo, come se stessimo parlando di Scarlett Johansson e per sostenere che è una cozza uno postasse la foto dove ha la cellulite sulle chiappe… che poi a ben vedere il botox e la cellulite sono dati oggettivi, mentre lì Katie ha solo la faccia stanchina e chi l’ha fotografata in quel momento è una persona molto brutta e merita che la reflex gli cada in un tombino trascinando giù anche lui con la tracolla

    aggiungo che per me quando Katie esce le tette in The Gift è una delle scene più belle di uscita tette del cinema tutto (nota superflua: il film no), e se potessi farlo mi porterei l’internet a casa per evitare che la gente esprima opinioni diverse in merito

  4. Alex9

    @Dembo: molto meglio kelly…

  5. Dévid Sfinter

    Cazzo che mostri!!

  6. Pado

    A me i creed piacciono però…

  7. Jax

    Io me lo ricordo tutto sommato passabile, classico filmetto di fine anni 90 inizio 2000.

    Dell’accoppiata Paul/Dawson Creek ricordo con più affetto Varsity Blues (siamo in quegli anni eh)! Grandissssssimo film col cattivissimo Jon Voight.

    Per restare in tema ex Dawson, direi anche un nuovamente grandissimo Van der Beek in Le Regole dell’Attrazione.

    Cmq Walker sti film(etti) li centrava in pieno!

  8. Ciobin wth a Shotgun

    Eh, no cazzo !
    Adesso dovete proprio starmi a sentire branco di democristiani del cazzo.
    Grazie ai commenti di Dembo e Mezza Segal ho finalmente compreso perché mi avete insultato tanto. Cioè, secondo VOI, quello che ho scritto su PeeWee Walker l’ho scritto perché mi faceva piacere saperlo morto. Oppure perché, indipendentemente da questo, faceva fico scriverlo.
    Ma allora siete dei SOMARI !
    È tutto assolutamente FALSO.
    Io ho solo fatto una battuta sul suo essere un attore di merda, e l’ho portata all’estremo. Il mio “non importa come” è solo cinismo allo stato puro, è soltanto l’estensione di quello che aveva scritto Nanni e di tutti voi che gli siete andati dietro con battute a cazzo di cane. Non c’è nessuna differenza rispetto alle vostre battute da vecchi democristiani morti dentro, se non il moralismo da gesuiti infami che vi contraddistingue. Se voi ci avete visto molto di più è solo perché VOI siete delle merde umane che hanno gioito VERAMENTE per la morte di quel ragazzo e avete usato me come capro espiatorio. Certo, è comodo dare la colpa a me come mostro mentre voi vi divertire a sfottere il cadavere ancora caldo con tutte queste battutine che nel vostro cervellino marcio sono innocue.
    Ma questo gioco è evidente, ed è sporco. Raddoppiate le pillole per il cervello, va.
    Alla faccia dell’ipocrisia da vecchia DC, siete un branco di stronzi cagati da un cane malato.

    A questo punto la cena-raduno dei 400 Somari è ancora più necessaria per poterci confrontare di persona e non più stando soltanto dietro ad un Pc (Mi hai sentito mezza seagal ?). Il mio intervento sarà proprio su PeeWee.

    Cordialmente, Ciobin Cipster McChopper

  9. Mezza Seagal

    Grande Capo Estiqaatsi non capisce attinenza con “ipocrisia da vecchia DC”, né comprende significato “capro espiatorio”, ma suggerisce a uomo bianco with a shotgun assunzione:

    – Tavor 1 mg compresse, due volte al giorno
    – Zyprexa 5 Mg Compresse Rivestite, dopo ogni pasto

    Ripassi tra una settimana, vedrà che va meglio!

  10. vespertime

    La Holmes l’ho sempre trovata un cesso a pedali (quindi sono con Stanlio) di cui facevo un imitazione che faceva molto ridere gli amici. Lei e Dawson dovevano morire male. Non capivo perché tutti la volessero invece di bombarsi tranquillamente Michelle Williams che, secondo me, è un gran bel pezzo (e quì non sono con Stanlio).Comunque Dawson si è preso molto in giro in bla bla Apartment 23 dove mi faceva ridere. Solo lui. Anche se la Ritter è bona. Ma sto divagando. Su O.C., rispondendo a Schiaffi, Adam Brody qualcosetta l’ha rimediata e Rachel Bilson (bona) ha una serie tutta sua che però fa schifo al cazzo.

    Finita la lista dei casi umani posso dire che io questo film lo ricordo carino. Quei film di cui 10 anni dopo ricordi solo qualche sequenza e che a raccontarlo dici “quel film con quello la di dosoncreek che non era doson ma quello ciccio”. Quindi vuol dire che non era una cagata. La recensione mi pare giusta e, aggiungo, molto divertente in alcuni passaggi.

    Quando Stanlio nei commenti ha chiamato cartonato “Pouuocca” mi son piegato dal ridere.

  11. Scusate leggo solo ora.

    @ciobin: quindi non mi stimi piu’?

    @dembo: non e’ stata una scelta mia, mi hanno chiesto direttamente se potevano pubblicare la mia rece

  12. Ciobin Cipster WestW

    @Nannibellula Certo che ti stimo, resti il mio critico cinematografico di riferimento. Ti ho soltanto un po’ ridimensionato a ragion veduta.

    Cordialmente, Ciobin Cipster WestWeinsteiger

  13. Axel Folle

    Negli anni l ho visto distrattamente più volte, ieri ce stato l ennesimo passaggio su MTV e dato che in tv non c era una mazza me lo soNo rivisto con piu attenzione. Confezione televisiva mediocre a partire da una fotografia che pare veramente quella di un settimo cielo o Dawson Creek, la regia in generale pare quella di un film tv ( ma magari lo è, non ne ho idea), inspiegabilmente il film tiene botta decentemente e l interesse con la visione cresce.

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