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Abbiamo sfidato la legge dei remake, e la legge dei remake ha vinto: la rece di RoboCop

In cui ci incazziamo in modo proporzionale a quanto abbiamo provato a crederci.
E in quattro.

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Casanova Wong Kar-Wai

Il problema è forse che il giorno prima mi ero visto questo bel momento di televisione in cui Federico Buffa spiegava a noi comuni mortali l’importanza di Michael Jordan. Forse la fotta mi arrivava da quella bella storia, da com’era raccontata, dal modo cui l’epica si sposava perfettamente alla vita di un vero supereroe che ha cambiato per sempre il suo sport e il nostro mondo. Forse la colpa è stata di Buffa. Forse la colpa è stata mia che mi lascio prendere spesso da facili entusiasmi. Fatto sta che alla fine sono andato alla prima di Robocop con molte speranze. Il perché ve l’ho spiegato in un lungo post in cui vi parlavo di come mai José Padilha mi sembrava la scelta più giusta per girare un remake di un film che, ufficialmente, ci ha cambiato la vita. Di come la sua visione della politica, degli Stati Uniti d’America, della polizia, della corruzione e dei criminali, esposta perfettamente nei suoi film brasiliani, fosse la perfetta continuazione di quello che un regista come Verhoeven fece all’epoca arrivato negli Stati Uniti. Invece non è andata così.

Tutti i timori che avevamo cominciato a maturare dall’uscita del primo trailer sono stati sfortunatamente confermati. Il nuovo Robocop non è che una blanda ed inutile imitazione dell’originale. Anzi, non è neanche un’imitazione: è proprio un’altra cosa. Una cosa piuttosto inutile. E quello che più ferisce è come sia proprio Padilha a uscirne con le ossa rotte. Del suo tocco, della sua capacità di saper raccontare di più di quello che semplicemente viene messo in scena, qui non c’è ombra. Anzi, ancora peggio:  c’è una sceneggiatura che butta lì due o tre elementi – ma neanche! – due o tre frasi pronunciate dal personaggio di Samuel L. Jackson (un anchorman che sembra uscito dalla penna del cugino scemo di Frank Miller) che si limita a dire cose “Noi americani democrazia scemi guerra perché resto mondo male poveri schifo!”. Così, senza manco i verbi. E attendi allora che si vada a parare da qualche parte, che si scelga l’action pura, che si cominci a parlare della commistione macchina e uomo, che si parli della società in cui viviamo, della violenza, di qualcosa. E invece non c’è niente. C’è poco di tutto e, quello che fa più male, senza mai un guizzo che sia uno. Il nuovo Robocop è un filmetto piuttosto noioso. E da José non me l’aspettavo proprio.
Fun Fact: nella fila dietro la mia, all’anteprima del film, c’erano i Club Dogo.

"Si direbbero mani grandi e forti, non vi sembra?"

“Si direbbero mani grandi e forti, non vi sembra?”

Stanlio Kubrick

L’ultima scena di RoboCop, un film di un regista ma senza attori rilevanti in cui succedono alcune cose, ha un unico protagonista: Sam Jackson, qui nel ruolo di “incarnazione dello spirito di tutti i sedicenni del mondo che okkupano il liceo e vanno in manifesta per bigiare”. «Ci hanno bocciato la legge che se useno i robbo’ per le strade! ’Sti comunisti! Ma noi non ci faremo piegare, e la nostra democrazia ce la esporteremo all’estero alla fazza del Congresso! ’MURICA!»: questo il senso del suo discorso, esposto in un fintotelegiornale che è anche la gag ricorrente di RoboCop, nello squallido tentativo di imitare la ferocia satirica dell’originale di Polveronen, uno che su fintitelegiornali e fintispot e verapresaperilculo ci ha costruito una carriera. È una scena inutile, posticcia e irritante: sembra di vedere un bambino ricco che gioca a fare il comunista che gioca a fare il bambino ricco allo scopo di prenderlo per il culo. La profondità delle argomentazioni, poi, è un’imbarazzante concessione alla retorica del “noi vs. loro” che fa da vera spina dorsale al film – multinazionali cattive vs. famiglia buona, capitalismo cattivo vs. amore buono, giustizia sommaria cattiva vs. elemento umano buono.

In un film che si contraddistingue per la sua assoluta piattezza, rispecchiata nel design ultrasleek e ultranonimo di Ogni. Singolo. Dettaglio. e nella faciloneria con cui si risolvono i presunti dilemmi morali («Sono uomo? Sono macchina? Boh qui serve che sparo e quindi sparo») del protagonista, le sequenze – sono più di una, sì – con Sam Jackson hanno quantomeno il merito di scuotere dal torpore e far salire la rogna contro chi ha prodotto il film. Più che rasoiate contro un sistema in cui politica, corruzione, violenza e bella faccia pubblica vanno a braccetto, queste scene sembrano bigini di SVEGLIAA!!!1!!1111!, piccoli video di Youtube postati da una qualche scrausa fanpage grillina, pensati e realizzati da un gruppo di grigissimi uomini in grigio che hanno studiato gli account Twitter dei rappresentati d’istituto di un qualche liceo pubblico del Missouri e ne hanno tratto SLOGAN POTENTI E STAFFILATE DURISSIME CONTRO L’ESTABLISHMENT. Dopo Elysium, l’incubo dei Pulp si è definitivamente realizzato.

“SVEGLIAAA!!!1!!111! MOTHERFUCKERZ!».

«SVEGLIAAA!!!1!!111! MOTHERFUCKERZ!».

Jackie Lang

Robocop c’ha i poteri. Sappiatelo.
Praticamente la maniera in cui nel 2014 si è deciso di rendere il fatto che Robocop è più efficiente degli agenti normali è dargli dei poteri. Ricorderete che nell’originale la logica era stringente: è di ferro dunque resiste alle pallottole (ma è pesante), è collegato al database della polizia dunque ha informazioni in tempo reale. Fine. Nella chiusa era anche determinante il fatto che tra lui e l’ED-209 ci fosse un salto evolutivo che consentiva ad uno solo di salire e scendere le scale senza problemi (ah! quanta ingenuità il cinema di una volta…).
Ora invece Robocop è sovrumano come se avesse un costume, come se fosse uno dei molti supereroi in giro. E a me l’idea che sia stata questa la molla per riportarlo al cinema non la leva nessuno. Perchè io le ho viste le scene con lui che, appena attivato, corre e “testa” i poteri, salta superando muri, marcia velocissimo (allora che senso ha mostrarlo “pesante” nelle interazioni quotidiane??) e praticamente non ha limiti.

Non ha limiti… Bella cazzata!
Robocop guarda le persone con le scrittine in sovrimpressione. Se l’era inventato Cameron per Terminator, l’aveva ripreso Verhoeven e qui la cosa viene mescolata con poteri mutanti.
I dati di realtà aumentata che Robocop riesce a sovrapporre a ciò che vede non sono semplicemente informazioni, riconoscimento facciale avanzato o picture in picture, ma anche una specie di lettura del pensiero che gli consente, guardando il figlio triste (povero…) di concludere con tanto di grafica in sovrimpressione la percentuale di “trauma” del soggetto inquadrato.
No ma di che stiamo parlando!?!?
Che alla fine si scontri con tre ED-209 (uno non basta no!) in un tripudio di pallottole sparate per far casino e tenere sveglia la gente che stava dormendo tanto bene, con agilità in CG totalmente scollata dal resto del film e che nella scena in cui lo provano contro uno squadrone di androidi stupidi ci sia una base rocckettara per fomentare tutto come fosse l’Uomo Ragno che testa la ragnatela, passa quasi in secondo piano di fronte all’esaltazione generale per quello che, ve lo ricordo, una volta era fatto per turbare i sonni.

E ora fa anche le scale!

E ora fa anche le scale!

Nanni Cobretti

Che volete che vi dica, almeno c’ha provato.
Voi non ci credete, ma a Hollywood le provano davvero tutte pur di succhiare soldi a chiunque: persino i film intelligenti.
A questo turno hanno preso un classico che sotto la confezione da fumetto supereroistico nascondeva un forte messaggio politico/satirico, e nel progettare il remake che hanno fatto? L’hanno convertito in una commercialata pacchiana alla I, Robot? L’hanno ridotto a uno showcase di vuoti effetti speciali alla Total Recall? L’hanno trasformato in un fumettone per bambinoni come gli Avengers, o in una buffonata alla Iron Man?
No: hanno davvero privilegiato la componente sostanziosa e adulta.
Con tutti i videoclippari che ci sono al mondo, sono andati a pescare un regista brasiliano i cui film erano inequivocabilmente violenti e incazzati, di forte denuncia, e girati in un modo energico ma assolutamente sobrio.
Hanno lasciato perdere l’uscita estiva in mezzo ai blockbusteroni, e hanno lasciato perdere il 3D.
Certo, poi si sono confusi in fase di marketing, hanno buttato fuori il design aggiornato senza spalmarvi prima di vaselina per cui sono riusciti a farvi incazzare e farvi sembrare tutto una gran stronzatona prima ancora che vedeste le buone intenzioni.
E quindi, invece di darvi un film per cui tifare, un film pensato per accontentare la vostra presunta sete di intelligenza, vi hanno dato un ennesimo nemico.
Con l’aggravante, più equivoca che realmente necessaria, del PG13.
Questo, devo ammetterlo, mi ha un po’ intristito. Anche perché a me il design nuovo in realtà non dispiaceva.

Ma l’unico problema che ci interessa davvero è che aldilà delle intenzioni questo nuovo Robocop non funziona per un cazzo.
Dà peso agli stimoli giusti: la bioetica, le differenze tra uomo e macchina in ambiti delicati come la giustizia, frecciate alla politica e alle super-multinazionali. E lo fa con idee che sulla carta erano interessanti: l’armatura come grossa protesi biomeccanica medica, gli accenni cyberpunk, la coscienza e l’emotività di Murphy ancora presente al 100% ma “modificabile” in caso di emergenza. Lo fa con visibile impegno e con lo sforzo di farti identificare nel trauma di un uomo (questo Joel Kinnaman non è niente male) ritrovatosi di colpo ad essere una macchina in balia di esigenze politico-commerciali di dubbia moralità, e lontano dalla famiglia.
Ma Padilha purtroppo non ha la mano solida, e il signor “Joshua Zetumer” in sceneggiatura ce l’ha persino meno, e il risultato è quanto descritto qui sopra dai miei colleghi.
Tu quindi pensi che rimedieranno ai cali di brillantezza con qualche scena d’azione spettacolare, e che se questo Robocop deve correre e saltare che lo faccia e che regali un minimo sindacale di tamarrismo e fuochi d’artificio, e invece ti ritrovi due sparatorie in croce confuse, girate senza un guizzo uno e concluse in un batter d’occhio, chiaramente pensate per non disturbare una storia che in realtà non decolla mai.
Si chiude con un anticlimax spaventoso e con la faccia tosta di mettere i Clash sui titoli di coda.
E si dimostra ancora una volta che il miglior film di supereroi della storia del cinema – l’unico a unire alla perfezione la componente sostanziosa/adulta a quella epica/spettacolare – è del 1987, è diretto da un olandese di nome Paul Verhoeven, e si chiamava Robocop prima di te.

Born to be RoboWild

Born to be RoboWild

DVD-quote:

“Robonoioso”
i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

BONUS: lo sapevate? C’è un altro remake di Robocop in città, ed è probabilmente il miglior fan movie di tutti i tempi. Qui una scena a caso (not safe for work):

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105 Commenti

  1. Erri De Lucas

    Grazie per avermi evitato un giro inutile al cinema.

  2. Colin Farth

    Se avesserero scelto un regista diverso, non ce lo saremmo mai cagati.

    Così invece fa ancora più male, perché alla beffa di un remake for dummies si aggiunge la tristezza di dire: “Poteva essere…”

  3. Sly Raccoon City

    Ci ho sperato fino alla fine…ovvero fino alla vostra recensione di stamani. Niente via…

  4. Cleaned

    E boicottaggio sia. Se prendi un piatto dai sapori forti e lo riproponi insipido, te lo magni tu.

  5. Ciobin Cocister Rh-

    E chi l’avrebbe mai detto, eh? Possibile sia più noioso di Iron Man 3 ? Davvero esiste qualcosa di robotico più noioso di Iron Man 3 ?
    Se esiste, lo voglio vedere.

    Cordialmente, Ciobin.
    CEO at Cocister Cinema & TV Forecasting 100% granted

  6. Past

    Iron man 2 e’ immensamente più noioso di iron man 3 almeno per me, nel secondo stanno solo a ciarlare, la versione logorroica del primo.

    Comunque grazie, noi ci abbiamo provato e loro hanno fallito, al prossimo classicone da rovinare insomma…fuga da New York? Il film di akira? Vedremo…

  7. Ryan Gossip

    non poteva che finire così…
    Già il primo indizio me l’aveva dato la foto di Kinnaman nel costume, con la visiera alzata. Sembra semplicemente un uomo dentro un’armatura. Cazzo l’altro Robocop senza elmetto era DISTURBANTE. Sono anche queste piccole cose che fanno la differenza. Se poi mi dite che ci sono anche i tg che fanno il verso a quelli dell’87 allora diventa irritante.
    Se non si salvano nemmeno le scene d’azione non mi prendo il disturbo. Sono curioso però di sapere qualcosa sugli incassi…

  8. Ryan Gossip

    una parola sul fan movie: impressionante. Oltre alla scena in se, spassosa, è fatto proprio con amore

  9. zak

    Che tristezza. La rece dico, non il film. Cosa non si fa per non persere lettori…

  10. Onore a voi per non aver tirato fuori la storia del bravo regista che va Hollywood per girare capolavori e non lo lasciano lavorare. Se vai a lavorare a Hollywood il minimo che ti devi aspettare è che ti chiedano di girare film hollywoodiani, o no? Quindi se non hai le palle di ritagliarti i tuoi spazi (come ha fatto ad esempio un Blomkamp: nel bene e nel male Elysium è comunque un film suo) era meglio se stavi a casa tua, a fare quello che sai fare.

    Detto ciò: chissenefrega del film, io voglio sapere TUTTO del fan movie. Porca miseria mi sono piegato in due dal ridere (e dal dolore vicario)! E per me in genere queste operazioni-simpatia sono nerdate solo patetiche.

  11. Cosa non si fa per non perdere lettori? Sono curioso…

  12. Onestamente dispiace anche a me perché con tutti i limiti di ritmo che per me ha il film del 1987, comunque caga dalla troposfera in testa a questo coagulo di noia e roba forzatissima e buttata lì alla cazzo di cane.

    Che poi secondo me parte anche benino. Sempre senza troppo disturbare le anime candide e il mercato dei fedeli di Allah, fornendoci la versione più politically correct dei kamikaze islamici (praticamente delle specie di Jan Palach con cintura esplosiva), ma almeno dandoci un motivo per sperare in qualcosa di buono.

    Invece niente. Niente di niente. Le domande che dovrebbe porre secondo me sono quelle giuste, più di quelle legate alla bioetica, che forse è il tema che ne esce un po’ meglio, però mi aspettavo una critica un po’ più incisiva (sempre nell’ambito di un blockbuster da Coca Cola e pop corn, chiaro) all’eccesso di controllo. Soprattutto visto chi stava alla regia.

    Ma anche ammettendo che la realtà aumentata mi abbia alle volte preso bene e che mi abbia fatto piacere ritrovarmi come per incanto con il casco che mi fa vedere il passato di Deja Vu, ho provato enorme fastidio per una sceneggiatura che credo sia inferiore a Robocop 2 e 3. E lo dico senza nessuna iperbole.

    I problemi di scrittura sono enormi, giganteschi. Come gli spoiler che sto per fare.

    SPOILER

    SPOILER

    Come riesce Robocop a riacquistare emozioni? Nel primo seguiva un certo percorso, qua questo passaggio viene saltato completamente.
    Che stronzata è inserire il l’archivio della pula con i filmati di tutti i crimini, facendo collassare Murphuy che rivede la sua morte in loop tipo tre minuti prima di presentarlo alla cittadinanza alla presenza del sindaco?
    Hai un dispositivo che ti permette di spegnere Robocop e lo metti estraibile? Ma dai, fammi il giochino che lo metti fuori uso battendo tre secondi su una tastiera olografica. Almeno è più credibile.
    Ma la connessione tra il capo della polizia e il ricco imprenditore quale sarebbe? A un certo punto si preoccupano tutti di sta cosa ma perché? Padilha che in Tropa de elite e nel suo sequel ha spiegato perfettamente come ruota una rete di complicità e connivenze dov’era quando si leggeva il copione?
    Il programma di Jackson è una cosa infame, alla fine davvero non si riusciva a fargli articolare un discorso schifosamente reazionario ma almeno di senso compiuto?
    E potrei continuare.

    Il tutto in film che ha preso tutto ciò per cui quello di Verhoeven viene ricordato e lo ha sostituito con una moglie biondina e un figlioletto dai morbidi capelli castano chiaro.

  13. @Stanlio, lascia perdere. Con diversi nick, questo sta imperversando da giorni con la stessa “teoria” ovunque ci sia una stroncatura di questo Robocop (ovunque se ne parli quindi). Spero per lui che almeno sia pagato dai distributori del film.

  14. Gozzer il gozzeriano

    Si si dovrebbe essere lo stesso che ha cazziato il Doc Manhattan per lo stesso motivo :D

  15. Steven Senegal

    I presagi c’erano tutti ed erano veramente troppi per essere sopravvanzati dalle timide speranze. E lo stesso Padilha aveva lasciato intuire nelle interviste il grado di sfiga a cui lo avevano costretto (e lui si era fatto costringere). Alla fine non t’incazzi nemmeno tanto. Oddio, se anche preso come film a sè è un fail…
    Ma quindi la banda di balordi non c’è? Sapevo dell’attentato di mafia con l’auto bomba (gesto vile per carità) ma ho come l’impressione che rimanga anonimo per gran parte del film e non ci sia quella caccia all’uomo/ricerca della vendetta che poi era la cosa che a me piaceva di più. Tipo come se fai I spit on your grave senza lo stupro e la banda di supratori da prendere a calci in culo

  16. Biscott Adkins

    Io faccio il gesto dell’ombrello al film e le 2 ore le spendo per vedermi due volte il video di MJ (grazie Casanova!).

  17. Il Presidente

    Non prendo i remake con tutto questo astio, anche perché non è che mi rovinano l’originale…
    Per questo avevo aspettative così basse (credevo fossimo a livello del nuovo Dredd, come sforzi profusi) che non mi aspettavo certo un budget da 100 milioni, quindi beh almeno non era una poverata.
    In generale il film non funziona, no no, il PG13 è come un bel paio di scarpe di cemento per una nuotata…e poi si prende TROPPO sul serio e con un Robocop decisamente emo e mai davvero minaccioso o tosto.
    Ci sono un paio di cose che salvo:
    -Il tentativo di renderlo contemporaneo con i militari in medio-oriente, la produzione in cina…
    -Il fatto che ci sia un sorta di ‘zona grigia’ con il personaggio del dottore in bilico tra il ‘bene'(?) e il ‘male'(?)
    -La regia di un paio di scene d’azione non era male.
    -Ho trovato forte -e memorabile, sì- la scena della ‘scomposizione’ con i polmoni, la mano e la fazza…

    Detto questo, comunque, il voto si riassume in due lettere: N O

  18. Ammetto che con Padilha ci avevo creduto fortissimo.
    Ma è la dimostrazione che Hollywood il talento se lo magna e se lo risputa triturato.

    Aggiungerei che la “carriera” del povero Zetumer (non avevo controllato chi fosse prima dell’uscita del film…) non deponeva a favore di un bel film: primo film che gli producono, ha riscritto parzialmente Quantum of Solace DURANTE le riprese, e ha appena finito di sceneggiare anche un remake di Dune. Potrebbe essere uno di quegli sceneggiatori che amiamo odiare…

  19. Steven Senegal

    E cmq per riprendere un po’ il discorso di Tommaso, io avevo capito che il PG13 gli era stato proprio ritagliato sopra a posteriori. Lui aveva detto una roba tipo che la violenza sarebbe stata tutta quella che piaceva a lui/noi e che poi a cose finite se ne sarebbe fottutto perché tanto il rated non era una cosa che lo “riguardava”. Non penso che salvi la baracca, ma avete avuto la sensazione che “no questo lo lasciamo nel dvd”?

  20. Sono l’unico essere vivente sulla faccia dell’internet a cui sto remake è piaciuto.

    Ho paura.

  21. Confermo che “zak” e il “Walter” dell’altro giorno sono la stessa persona.

  22. @cobra verde: ma guarda, io l’ho trovato sbagliatone ma non tragico. Ammetto che con due scene d’azione fatte bene l’avrei quasi salvato, ma niente, stanno a zero. Ci sono belle idee che svaniscono nel nulla, e niente a rimediare. Hollywood spesso sbaglia per pigrizia/supponenza, qua per me l’hanno pensato giusto e sbagliato per pura incapacità.
    Sicuro come l’oro che ora vorranno venderci l’unrated in dvd e che non sarà comunque un passo avanti.

  23. Tommaso: “Se vai a lavorare a Hollywood il minimo che ti devi aspettare è che ti chiedano di girare film hollywoodiani.”
    Ma qualche film hollywoodiano bello c’è, eh. ;-)
    [comunque così si va OT]
    [mi unisco ai ringraziamenti per aver fatto risparmiare i soldi del biglietto.]

  24. Marfi

    Investire in qualcosa di nuovo ormai non gli conviene più, maledetti!
    Peccato, sarebbe bastato lasciare un po’ più di carta bianca a Josè, invece ci mettono il naso troppe persone, e per stare nella zona di aurea mediocritas che attrae più pubblico si manda tutto a xxx.

    Se si azzardano a toccare ancora uno dei nostri, Carpenter , o Raimi, o chicchessia, giuro che vado a Hollywood con le mazze!

  25. Calvin Clausewitz

    Non sopporto i “te l’avevo detto” ma ancora non ho capito cosa ci fosse di buono nei trailer e in genere nella marchettizazione del prodotto prima dell’uscita. Satira sociale? Si capiva che si prendeva troppo sul serio gia’ dal cast.. Ultraviolenza? Sparita per far largo al PG13. Realismo? Ma no, mettiamogli l’armatura di Iron Man. Tragedia della macchina che prova a ritrovare la sua umanita’? Bastava la scena del trailer col ragazzino. Insomma a me sembrava chiaro che volessero avvertire proprio i fan dell’originale che “no ragazzi, non c’entra un cazzo, state alla larga”. Ribadisco, se non lo chiamavano Robocop ci guadagnavano e basta, magari cambiando un po’ la sceneggiatura ci usciva anche un film caruccio.

  26. Pronto MacReady

    quindi niente scena tipo “è dick jooooooooones!!!”?
    scusate se sono ripetitivo, ma almeno ci speravo che facesse volare qualcuno come clarence/kurtwood.
    difficilmente sarei andato al cinema, ma comunque grazie per avermi fatto (ri)scoprire tropa de elite.

  27. Absynthed

    @ :A:
    NOOOOO! TIPREGONOOOO!
    Ho verificato, e quello che dici è orrendamente VERO!
    L’imbecille che è almeno co-responsabile di Quantum of Solace e questo “RoboCOPROS” ha preparato la sceneggiatura del remake di DUNE!!!
    L’idea di un remake con la storia a firma Zetumer mi soffrire come se scegliessero Robert Pattinson per la parte di Paul Atreides.
    Ma fortunatamente leggo su Wikipedia una meravigliosa notizia: “Paramount finally dropped plans for a remake in March 2011”.
    Sono salvo. Per ora.

    Completamente fuori tema:
    Io vivo in un mondo tutto mio in cui Jodorowsky non ha mai interrotto la produzione del SUO Dune e sta finendo la postproduzione grazie ad un trust a fondo perduto intestatogli da Bill Gates INSIEME a Steve Jobs.
    Naturalmente con tutti i collaboratori che sono in plancia fin dall’inizio: Salvador Dalì (ops), Moebius (ops), i Pink Floyd di Roger Waters (ops), Dan O’Bannon (ops), e Frank Herbert Stesso (ops). Mi sa che restano “vivi” solo H.R.Giger e Jodorowsky stesso.

  28. Rocco Alano

    Stima per Stanlio.

  29. Jena Pilsen

    A parte che si scrive SBELIAAAAAA1111 (Casanova Wong Kar-Wai preparati ad essere crocifisso sul SacroBlogghe)
    Grazie per la recensione. Due ore e 16 euri risparmiati. Effettivamente dopo aver visto il trailer mi risuonavano in mente le immortali parole del sommo vate(r) “mmmmm..che prufumino..che hai cucinato di buono oggi? Pulpette di medda??”

  30. @:A:… figurati se non sono d’accordo.
    Per me Hollywood è in crisi nera da almeno la seconda metà dei 90, ma rimane comunque la più grande fabbrica di cinema del mondo.

    Resta il fatto che le sue regole le conosciamo tutti.
    Un regista che sa il fatto suo trova il modo di fare il suo cinema infrangendo quelle regole, o aggirandole, o convivendoci, o usandole a suo favore. O rispettandole, ma facendo comunque bei film.
    Ma quella del bravo regista che va a Hollywood e scopre SOLO ALLORA che ci sono i cattivi produttori che non ti lasciano fare i bellissimi film che vorresti è una favola che non si può più sentire.

    Nel caso specifico, secondo me o Padhila ad un certo punto si è rotte le balle, non vedeva l’ora di tornarsene a Rio de Janeiro e ha mollato ogni pretesa e velleità autoriale, restando ad incassere la lauta pagnotta invece di andarsene sbattendo la porta (più che legittimo eh), o ci troviamo davanti al classico caso di un regista che ha imbroccato due film più grandi di lui per via di tutta una serie di fortunate circostanze (tipo vivere a Rio de Janeiro e avere per le mani storie, facce e situazioni tutte esplosive che nessuno aveva ancora raccontato). Io spero la prima opzione, ma temo la seconda.

  31. Non sono sorpreso, si sentiva che era una merda da km e dispiace perché i due tropa mi son piaciuti da matti, regia, violenza, tensione e quel pizzico di epica che ti fa vivere il film in bilico sulla sedia, con un antieroe come nascimiento trai piu cazzuti e meglio caratterizzati degli ultimii anni. Con queste premesse come sia stato possibile tirare fuori una cosa cosi indecente per me è un mistero, ma a giudicare dalle vostre recensioni il tocco di padilha è impercettibile e quindi mi viene sinceramente da mandarlo a fanculo perché se sei uno cazzuto vai a hollywood, ti imponi e tiri fuori un film che con qualche compromesso almeno è é tuo, senno rimani in Brasile a girare il terzoo ttropa che io son più contento.

  32. Il video bonus è un fottuto capolavoro

  33. Sabrina

    Domanda: sto povero cristo aveva perso un braccio e una gamba. C’era bisogno di togliergli tutto. E quando dico tutto, intendo tutto? :)

  34. Aran

    La Prossima volta la diamo a te la regia vedremo che capponavo partorisci

  35. TJ Rembrand

    Avrei preferito pagare per vedere “our robocop remake” piuttosto che sta poverinata.

    ZAK WALTER puppa

  36. Ammetto di non saper cucinare i capponavi. Me la cavo con le scaloppine ai funghi però.

  37. Oscar Wilder

    Fuck Padilha’s Robocop. Hail “Our robocop remake”.

  38. Poisoned Ivy

    Ecco, quindi, nell’ordine mi riguardo Tropa e poi, se fate la grazia di passare il link di RoboSventrapaperi, guardo quello.
    Grazie (per non avermi fatto perdere ore al cinema)

  39. Gabbareto

    Io la sparatoria interna con scambio frenetico visione notturna/visione termica l’ho trovata interessante; detto questo, quello che mi rattrista molto è
    1) il pg-13 che incide sulla sceneggiatura ( del tipo ‘no qui facciamo a schiaffi coi droni, cosí niente sangue; no qui andiam di taser, cosí niente sangue…)

    2) il fatto che mi son detto ‘bè dai almeno non infanga l’originale’: segno che la mia soglia si è abbassata di brutto

    3) vorrei farmi di brutto la sig.ra Murphy

  40. Imperator

    Scusate, sono davvero stanco e solo dopo un’oretta ho avuto una folgorazione, riconoscendo la citazione di “I fought the law” nel titolo della recensione, che suppongo sia il brano con cui si chiude il film…

    Grazie, ero curioso e ora so che se proprio sono in vena di farmi male faccio partire un “acquisto” on-line.

  41. Magari

    ciao,
    visto il film – e anche con soddisfazione, devo ammettere.
    Posso capire buona parte delle critiche, visto che non si tratta di un capolavoro assoluto, ma lo valuto comunque come un buon film.

    – Samuel Jackson è effettivamente una macchietta repubblicana, così come le critiche al sistema ammeregano sono piuttosto abborracciate e per niente sottili.
    – la trama action può lasciare a desiderare e i combattimenti non sono nulla di trascendentale
    – ho sentito molto la mancanza delle lotte corporative, delle connivenze tra corporazioni e malavita. Dello spirito cyberpunk del primo Robocop, in una parola.
    – il protagonista non ha un grammo della recitazione fisica del predecessore. non l’avevo capito subito, ma ho passato tutta la visione a rimpiangere il genio dell’attore del primo Robocop (nome non pervenuto al mio cervello in questo momento)

    Ma (SPOILER!!!)

    – Ma il tema si è spostato in linea con l’ottica del regista: la dicotomia uomo-macchina è diventata una scusa per riflettere sulla opposizione uomo-poliziotto. È cyberpunk di seconda scelta, ma è comunque pregevole come pippa mentale – e si porta dietro una riflessione sul sistema della polizia più interessante delle smenate repubblicane.
    – Ma la scena cervello-cuorepolmoni-mano è una gran botta di vita
    – Ma i combattimenti e le sparatorie, per quanto spicci e tirati via, hanno una telecamera ferma e sono chiari e puliti: si capisce tutto. Negli ultimi 2 anni i miei standard sono stati abbassati talmente tanto che questo mi basta per essere soddisfatto.

    (FINE SPOILER)

    credo gli darò una seconda visione (alimentata a popcorn). Chissà che non si confermi un giudizio positivo – e una nuova speranza per un futuro di film action o semi action a voto sufficiente

    Taglio

  42. dino riise

    ad ogni modo io capisco che tu studio vuoi alzare più soldi possibile e vai incontro al pg 13, anche se mi fa arrabbiare, ma non comprendo veramente la ragione a monte. sminuire la violenza anestetizzandone le conseguenze non è un problema e un po’ di sangue in più sullo schermo sì? penso non solo al film originale ma anche, che so, al tempio maledetto: un film che ha come target dichiarato i ragazzini tanto da infilarne uno insopportabile a forza nel film, e poi strappano il cuore a uno con la mano.

    boh, prima o poi passerà.

  43. Random

    Alle prossime voto Motherfucker5Stelle.

    Comunque a quanto pare, i film di Verhoeven non riescono proprio a rifarli (anche se Robocop devo ancora vederlo, per ora mi fido della rece).
    Who’s next? Starship Troopers?

  44. @dino riise: secondo me tutto sommato la fissa sul PG13 e’ irrilevante. Per me hanno puntato alla tombola e cercato di imbroccare una specie di nuovo Batman Begins, ovvero un film che riuscisse ad essere serio e adulto senza bisogno di essere violento. Che gia’ comunque le scene a polmoni e cervello aperto sono belle forti per essere un film per pischelli. Semplicemente non ci sono riusciti, ma e’ perché regia e soprattutto sceneggiatura sono deboli/incerti, non perché mancano sangue e parolacce.

  45. Ho rivisto recentemente “Total recall” per evitare di vedere il remake.
    Onestamente, il livello di splatter accettato nel mainstream all’epoca è impensabile oggi. E’ proprio cambiato qualcosa.
    Non so se passerà presto. E’ un momento di riflusso sociale e culturale, oltre che economico.
    Meno male che c’è il cinema del Far East. u.u

  46. Rocco Alano

    @Nanni, siete riusciti a “persere” lettori? Cosa dicono i sondaggi?

  47. dino riise

    @ nanni

    sì sì hai ragione, era più uno sfogo da vecchio brontolone al tavolino di un bar. un film può riuscire benissimo anche così, ma è proprio la ragione della norma in sé che non capisco molto.

  48. Vin GPL

    Mah, sarà che non avevo aspettative galattiche, ma a me in fondo ‘sto RoboCop non è dispiaciuto. Non può essere confrontato con l’originale di Verhoeven (a parte alcuni omaggi qua e là), e la storia ha tratti in parte più inquietanti: il fatto che Murphy non perda la memoria, ma venga volutamente disumanizzato per renderlo più efficiente, è sicuramente interessante.

    Le scene d’azione non sono niente di eccezionale, ma ho apprezzato che non siano state esagerate togliendo spazio ai personaggi. Menzione speciale per la sparatoria al buio, in cui si capisce bene che RoboCop non è per niente invulnerabile.

    Quel che resta, comunque, è l’impressione che tutte le buone idee del film sarebbero potute essere sviluppate meglio. E la cosa più brutta è forse il fatto che sia tutto troppo pulito: a partire dal look generale high tech, per finire con la famigliola perfetta di Murphy… così perfetta che è davvero difficile provare empatia.

  49. @Nanni ma quindi per te qui padilha è proprio incapace, ci sono grandi colpe da parte sua o è stato pesantemente castrato? Mi pareva che nei due Tropa avesse dimostrato enorme talento.

  50. Boh, a questo punto vado a vederlo senza alcuna pretesa, non sia mai che con aspettative cosi’ basse riesca anche a non addormentarmi.

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