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Per quello che ha da fare, fa il militare: Capitan America – The Winter Soldier

Prendetevela comoda, e guardatevi l’ultimo episodio dell’Uomo Tigre:

Piaciuto?
Pensateci: è stato fatto nel 1971.
Quarantatre (43) anni fa.
All’epoca gli hipster si chiamavano ancora solo “hippie” (e trombavano molto di più, ma è un altro discorso).
In Italia, paese che ospita il Vaticano, venne trasmesso in tv nel 1982, originariamente su Rete4 e poi su svariati noti circuiti di canali locali. Fu commissionata una sigla ai mitici Cavalieri del Re, furono ingaggiati i migliori doppiatori del circondario (su tutti Nino “Mr. X” Scardina e Bruno “Baba” Cattaneo), e venne piazzato – assolutamente intatto – nella fascia pre-pomeridiana, lo slot di punta dei programmmi per bambini.
Riguardatelo. Fascia oraria per bambini.
Non facciamo discorsi psicologici – io sono cresciuto con l’Uomo Tigre e poi da grande ho fondato i400Calci.com, che non è necessariamente una cosa sana che una madre si augura – e limitiamoci al puro dato storico.
Oggi, se lo raccontate in giro, non vi crede nessuno. Vi dicono “sì, come no, e magari la sera trasmettevano giochi a premi in cui lo scopo era spogliare le vallette”.
Oggi una cosa del genere verrebbe vietata ai minori di 14 anni alla terza inquadratura senza che nessuno batta ciglio. Anzi, peggio: negli USA verrebbe etichettato “R” (Restricted), che significa che i minorenni possono entrare solo se accompagnati dai genitori.
La categoria di pubblico più commerciabile invece, quella a cui tutti gli studios si riferiscono quando producono i film più grossi e vogliono sperare di indovinare uno dei maggiori incassi dell’anno, si chiama “PG-13” (Parental Guidance – 13). Significa che è fortemente consigliata la presenza dei genitori per i minori di 13 anni, mentre i regazzini delle superiori possono fare il cazzo che vogliono. E lo sapevate? La categoria “PG-13” compie 30 anni quest’anno. Fu inventata infatti nel 1984 su suggerimento di Steven Spielberg, dopo che diversa gente protestò che PoltergeistGremlins e Indiana Jones e il tempio maledetto erano indirizzati a un pubblico di ragazzi ma contenevano scene che potevano impressionare i più giovani. Le scena di Mola Ram che strappa cuori a mani nude qui in Gran Bretagna (paese distante circa 1500km dal Vaticano) è stata censurata fino a ieri l’altro, giuro. Un mese fa un amico mi raccontava di come da bambino giocasse a fare Mola Ram con suo fratello e PAM! gli tirava semplicemente una manata sul petto e il fratello fingeva di star male senza motivo, come se fosse il colpo delle cinque dita di Kill Bill. Ha scoperto la cosa del cuore strappato perché gliel’ho detta io.
Ma erano comunque tempi in cui il botteghino a fine stagione veniva vinto da Rambo 2, e gradualmente le cose sono peggiorate.

Ve lo sto dicendo col cuore in mano

Ve lo sto dicendo col cuore in mano

Ad esempio nel 1990 Paul Verhoeven gira Atto di forza, infilandoci liberamente tutta la violenza esagerata che piace tanto a lui e a noi, con il suo solito spirito satirico. Qui il suo bersaglio erano appunto certe fantasie liberatorie tipiche degli action americani, soprattutto nella scena della sparatoria in aeroporto in cui la coreografia indugia sui civili innocenti crivellati dai proiettili vaganti del fuoco incrociato tra Schwarzenegger e i cattivi. Qual è la reazione del nostro eroe al riguardo? Si preoccupa? Si dispiace? Macché: impassibile, prende su uno dei cadaveri e lo usa come scudo. In tre minuti, c’è tutto quello che sette anni dopo provò a ripetere Michael Haneke in un film intero infinitamente più didascalico e spocchioso.
La trollata purtroppo funziona:il film spacca il botteghino in due, i giornali iniziano a lamentarsi della violenza nei blockbuster. L’anno seguente quel mocciosetto stronzo di John Connor ordina a Terminator di non ammazzare nessuno: il film in questione non è ancora esattamente all’acqua di rose, ma l’ufficio stampa diffonde la trovata, i giornali ci si agganciano e inizia il conto alla rovescia. Verhoeven ridicolizzerà anche il sesso con Basic Instinct: otto anni di Clinton faranno il resto.
Precisiamolo: sottoporre un film all’MPAA (Motion Picture Association of America), l’organo ufficiale che si occupa di queste cose, NON È un obbligo di legge. Semplicemente, se non ti adegui fai brutto. Se non ti adegui e non fai etichettare il tuo film, i gestori delle grandi catene di cinema non si fidano e nella maggior parte dei casi si rifiutano di programmare il tuo film, così come sa loro un po’ fatica programmare pellicole etichettate R perché per pura demografica incassano meno nelle proiezioni pomeridiane infrasettimanali.

I morti non protestano

I morti non protestano

Ma cosa serve oggi ad un film per rientrare nella categoria PG-13 e non sforare nel Restricted?
L’MPAA è molto restio ad emettere pubblicamente regole ufficiali precise: un po’ per filosofia, per lasciare i suoi membri liberi di interpretare il feeling di una scena a sentimento, e un po’ per evitare litigi infiniti su presunte contraddizioni. Esiste un simpatico documentario al riguardo. Fondamentalmente è la mancanza di obblighi legali a permettere loro di cavarsela con queste assurdità, trincerati dietro al “se non vi garba, nessuno vi obbliga”. Il cavillo stronzo consiste nel fatto che è invece legalmente obbligatorio segnalare se un film è stato appunto sottoposto o meno al visto censura, e con quali esiti. Questo lo dobbiamo alla vecchia usanza di alcuni film sfigati, tra cui notoriamente I Spit On Your Grave, di contraffarre l’etichetta dell’MPAA con falsi rating.
Comunque, alcune indicazioni di massima sono note: niente sesso, niente fumo, niente droga, niente parolacce, pochissimo sangue (dal ginocchio graffiato in giù). Sono concessi solo topless maschili e – sembra una presa per il culo ma non la è – si può utilizzare la parola “fuck” UNA volta, a patto che sia esclamazione e non verbo.
Dopodiché ci sono accorgimenti diffusi, cose che i produttori hanno imparato a forza di vedersi tornare indietro i report dettagliati (quelli sì) dell’MPAA, e a furia di leggersi il feedback del pubblico alle proiezioni di test. Perché sì, prima che l’indignazione vi salga oltre i livelli di guardia, sappiate che le persone su cui queste misure sono state tagliate esistono davvero. L’altro giorno ad esempio un conoscente mi diceva “Vorrei portare i miei figli a vedere il film dei Lego, ma non ho capito se è o meno per bambini”. Io l’ho guardato stortissimo, eh? “Eh ma sai quante volte capita che un film sembri per bambini e poi invece ci sono scene un po’ troppo…” e qui ho compassionevolmente cambiato argomento prima di scoprire a cosa si riferisse. Ok, liberissimi di pensare sia un caso particolare, ma intanto esiste. Un’altra cosa che esiste sono le proteste e gli sfottò su quanto l’MPAA sia particolarmente intransigente nei confronti di sesso e parolacce ma, in proporzione, stranamente accomodante verso la violenza. Ora, secondo voi, se protestate che l’MPAA non tratta a pari merito sesso e violenza, come volete che rispondano? Diranno “oh accidenti, avete ragione, siamo degli stolti bigotti ipocriti, dovremmo smetterla di essere così intolleranti nei confronti di un atto così sano, bello e naturale come il sesso”, o diranno piuttosto “avete rotto il cazzo, ok, censureremo maggiormente anche la violenza”?

E se con quell'arpione ci sbudellasse qualcuno?

E se con quell’arpione ci sbudellasse qualcuno?

La trovata più recente, nonché quella che ci riguarda più da vicino, riguarda quel morbo per cui la stragrande maggioranza delle scene action nei film PG-13 degli ultimi anni sono diventate di colpo inguardabili.
Ce ne siamo accorti tutti subito: prima abbiamo dato la colpa a tentativi falliti di imitare Paul Greengrass, poi a un modo goffo per camuffare stunt non perfetti, poi a generica incapacità.
E invece no: sono precisi ordini dall’alto.
È la trovata hollywoodiana per smorzare la violenza: si lascia intuire il gesto, si confondono le meccaniche, si nasconde l’impatto. Si va da A (le intenzioni) a B (il risultato) gettando fumo e nebbia su tutto quello che sta in mezzo. I più sensibili non si spaventano, i più deboli non imitano, e i concetti passano ugualmente mentre le coscienze dormono. Lo spettacolo lo si fa intorno: eventuale slow motion nei momenti coreografici innocui e focus sul catastrofico. La parola chiave è: “non realistico”.
Non guardatemi così: è un’idea che ha più buchi di un groviera ma non me la sono inventata io. Vi incoraggio, anzi, a segnalare eventuali approfondimenti e/o correzioni.
E di nuovo: nessuno li obbliga, e non è regola stretta. Poca gente però ha voglia di rischiare di perdere tempo e soldi a dover sottomettere un film a ripetizione finché non viene fatto stagliuzzare il giusto.
Di fatto c’è che sono passati 30 anni e il PG-13 è passato dall’essere inventato apposta per permettere ai ragazzini di vedere cuori strappati a mani nude al precludere sul nascere un eventuale film su Nonna Abelarda. Tutto questo mentre in Italia, paese che ospita il Vaticano, la stragrande maggioranza dei film etichettati R non vengono nemmeno vietati ai minori di 14 anni.
Questo ci porta a Captain America: The Winter Soldier (gran titolo. Davvero. Poi cosa uscirà, “Batman: Joker”?).

7SlILk2WMTIPer circa un minuto e mezzo ci ho creduto: Cap si tuffa da un aereo e sale su una nave per dare la caccia a George St. Pierre, e inizia a correre e tirare scudate a destra e a manca con inquadrature da videogame a scorrimento orizzontale, ed è bellissimo. Ogni Avenger ha il suo stile: Iron Man vola e spara i laser dalle mani, Thor fa il gradasso a martellate, Hulk tira schiaffoni a mano aperta, a Cap avanza il ruolo dell’agile e scattante che corre, salta, e tira calci in fazza come se avesse imparato il krav maga nel ’43. La cinepresa puntualmente si “emoziona”, ma la controfigura di Chris Evans riesce a infilare qualche mossa pregevole, qualche salto inaspettato. Poi entra in scena George St. Pierre che lo sfida a mettere giù quello scudo da timidone, e per un istante mi sono distratto e ho sperato. Del risultato finale, salvo circa un’inquadratura ogni tre. Inquadrature action che salvo nel resto del film, helicarrier che crollano esclusi: zero.
La situazione odierna è paradossale: mentre la tv si avvicina al cinema, e i videogame si avvicinano al cinema, il cinema di colpo a suo modo si riavvicina ai libri. I film PG-13 sono film emozionanti che hanno paura di emozionare troppo, perché chi si emoziona potrebbe agitarsi, chi si agita potrebbe farsi partire un embolo, e a chi parte un embolo o muore denuncia la Disney (o entrambe le cose). E allora le scene d’azione sulla carta vengono scritte alla grandissima, ma regia, fotografia e montaggio di colpo vanno contro ogni logica e si impegnano attivamente per farti intuire cosa sta succedendo senza fartelo davvero vedere, inquadrando da vicino, staccando rapidamente, pasticciando i movimenti. Di conseguenza, come per un libro, ti tocca riempire i vuoti con l’immaginazione.

Sembra The Raid ma non è

Sembra The Raid ma non è

Intendiamoci: ormai l’usanza è diffusa ed è stata resa plateale da Man of Steel, in cui di colpo anche Zack Snyder – fino a quel momento il campione mainstream della coreografia pulita grazie a 300 e Watchmen – cedeva alla camera a mano agitata. Da vero professionista riusciva però ancora a camuffarla e spacciarla come precisa e coerente scelta di stile.
Questo Captain America inoltre è tutt’altro che l’esempio più clamoroso/negativo, ma è un esempio in cui il procedimeno salta particolarmete all’occhio per scarto di tono, per via del grande impegno dimostrato in tutto quello che circonda le scene d’azione. È tutto impeccabile, misurato, persino sobrio, poi di colpo l’azione diventa concitata, goffa e incomprensibile ed è come se all’improvviso al timone ci fossero dilettanti senza cognizione. È pura autocastrazione. È l’equivalente blockbuster dei porno giapponesi con i genitali pixelati.
Dispiace il doppio perché la situazione era promettentissima.
Il progetto ad ampio raggio della Marvel è indubbiamente il più concettualmente interessante degli ultimi anni, per il modo in cui sono riusciti a trasportare al cinema elementi di serialità rischiosissimi e una volta appannaggio soltanto di tv e fumetti. Nel creare diverse storie parallele che periodicamente confluiscono in un unico film, è importante che ognuna delle diramazioni sia capace di sopravvivere indipendentemente, cosa che ottieni con il giusto mix di qualità e furbizia. E se Iron Man si sta risolvendo in un progetto vanesio di Robert Downey Jr e Thor se l’è giocata di inerzia e interventi a caso di Loki, Cap era indubbiamente quello uscito in modo più insipido sia dal primo capitolo in solitaria che dall’ammucchiata generale. Per salvare lui, toccava scrivere davvero un bel film. La mossa tattica è stata quella di affiancargli fissi i comprimari più in vista (Nick Fury e Black Widow) e riversargli addosso tutta la situazione post-New York che gli altri due film hanno volontariamente tralasciato, rendendolo di fatto – insieme all’altrettanto debole serie TV sulla S.H.I.E.L.D. (lo dico per sentito dire) – il vero semi-indispensabile ponte fra il primo e l’imminente secondo film degli Avengers.

"Piacere, mi hanno detto che poteva far comodo un po' di extra-carisma"

“Piacere, mi hanno detto che poteva far comodo un po’ di extra-carisma”

La sorpresa maggiore è quindi che i fratelli Russo, registi di gran parte degli episodi della serie comica Community, infilino il film Marvel in assoluto più serioso di tutta la saga.
Sorprende meno, viste le premesse di cui sopra, che il film duri più di due ore e si prenda tutta la calma necessaria per raccontare una storia solida con i tempi giusti, e che capitalizzi sulla situazione del nostro eroe Steve Rogers – ibernato nei ’40 e risvegliato oggi – per dargli lo spessore necessario a fargli guadagnare il terreno che lo distanzia dalla popolarità cinematografica dei colleghi.
A tal proposito è carina la gag con cui hanno localizzato la lista di Cap delle cose da recuperare, apparentemente diversa per ogni nazione: in quella italiana ad esempio compare “Vasco Rossi”, che può ovviamente sembrare una cazzatissima nazional-popolare ma in redazione preferiamo pensare che sia un consapevole omaggio al fatto che la backing band del Vasco dei tempi d’oro fosse appunto la Steve Rogers Band.
C’è il tempo insomma per mostrare il nostro protagonista alle prese con i problemi più ovvi, lo spirito con cui affronta, la visita all’ormai 90enne Peggy. C’è la sua voglia di farsi un nuovo giro di amici fidati come desiderio ben più urgente del ributtarsi in un qualsiasi tipo di rapporto sentimentale. Ci sono i suoi riusciti duetti con Scarlett Johansson, chiaramente da curriculum il punto di forza dei Russo. C’è il suo idealismo rimasto ovviamente intatto. Torna l’indimenticabile Smilzo Rogers in un paio di flashback.
L’aspetto forse più riuscito in assoluto è la grandissima battaglia strategico/tecnologica fra la S.H.I.E.L.D. e i cattivi del momento, come dimostrato nell’assalto all’auto di Nick Fury e al continuo inseguirsi di mosse e contromosse in cui da entrambe le parti paiono averle pensate davvero tutte e di più e fino all’ultimo non hai davvero idea di come verrà sbrogliata la situazione.
La serietà non diventa mai eccessiva profondità o pretenziosità, il che aiuta a tapparsi il naso quando volano i maccosa più grossi (tipo quando Cap nasconde una preziosissima chiavetta USB in un distributore di merendine).

"Più di così non potete chiedere. PG-13."

“Più di così non potete chiedere. PG-13.”

Volevo però aprire un’altra parentesi: io inizio ad avere serie difficoltà con i cattivi del ventunesimo secolo.
Una volta i cattivi erano cattivi: lo erano per il puro gusto di esserlo, per brama di potere o per sadismo personale che si traduceva nella versione distorta o totale mancanza di etica e morale. Col tempo si sono fatti sempre più sfaccettati, e sempre più credibilmente convinti di essere nel giusto. Si è arrivati a dar loro motivazioni comprensibili ma a condannarli per l’eccessiva foga con cui nell’inseguirle perdevano di vista il quadro generale della situazione o sfociavano nella pazzia. Ultimamente però le cose mi sembrano essere sfuggite di mano. Sempre più spesso mi capita di sentire piani pseudo-malvagi che al contrario mi sembrano più che ragionevoli, almeno concettualmente.
Voglio dire, prendete il villain di questo film: a un certo punto dice espressamente “Uccideremo 20 milioni di persone per salvarne 7 miliardi”. Come fai a non essere almeno stuzzicato dall’idea? Parliamone, ragioniamoci. Il problema è che i buoni contrappongono esclusivamente il solito valore di purezza ideologica. Non hanno vere alternative che non siano “la mia mamma mi ha insegnato che è sbagliato”. A volte non hanno nemmeno quelle, a volte ammettono pubblicamente la loro inferiorità al discorso generale. A volte lo sceneggiatore trolla e presenta eroi che fanno del bene generico senza sapere perché, accontentandosi di una coscienza pulita secondo i parametri più generico-superficiali, ammettendone implicitamente l’ipocrisia a favore del lieto fine, o meglio del bene più immediato che tanto quello che succede dopo i titoli di coda non ci riguarda.
Boh, amici, non so voi, ma se a me uno dice “vorrei uccidere 20 milioni di persone per salvarne 7 miliardi” io come minimo mi siedo comodo e gli dico “spiegati meglio”. Gli eroi di questa avventura invece non solo si oppongono con un NO secco, immediato e irremovibile, ma non spiegano nemmeno il perché. È questo che mi sta sul cazzo: perché, di grazia? Solo perché da una frettolosa inquadratura sul monitor avete visto che uno dei bersagli è Tony Stark? Dai su, non ve n’eravate accorti, non vi credo. E anche se fosse: a me è sempre sembrato un instabile e pericoloso squilibrato, non mi sembra un’idea campata completamente per aria e forse siete di parte perché è vostro amico. È perché il metodo con cui vogliono uccidere quei 20 milioni di persone è sproporzionatamente costoso, fa molto brutto e sotto sotto è anche piuttosto ingenuo? Ok, su questo punto non avete tutti i torti, ma il concetto rimane e ci si potrebbe ragionare insieme e trovare una soluzione migliore. Diobono Nick Fury, sei il capo della S.H.I.E.L.D., figurati se non ti viene un’idea migliore.
Cazzate a parte: sono contento che i cattivi siano sempre più credibili e meno scemi, ma bisogna che i buoni siano altrettanto convincenti nelle loro ragioni o il pathos va un po’ a farsi fottere.
L’ultima lamentela che ho è su Falcon: finora stava andando tutto bene in termini di fedeltà ai costumi originali, dovevano rovinare tutto e mettere la classica porcata neutro-moderna proprio con Falcon che aveva uno dei costumi più belli di tutti i tempi?
Guardate che meraviglia:

Falcon_001

Ma a parte questo ribadisco le belle cose dette prima. Questo sequel di Captain America doveva risultare eccezionalmente solido affinché il franchise continuasse ad aver senso di esistere: la missione è stata compresa e portata a casa con successo. Relativamente alla saga generale Marvel, escludendo il primo Thor che rimane un commovente capolavoro per motivi tutti suoi, siamo di fronte al film più solido, più convinto e più rappresentativo del tono generale che queste storie vorrebbero tenere.
Rimane il problema delle scene d’azione autosabotate (e nemmeno tantissime, a ripensarci): il risultato di una società che, in barba alle centinaia di film pessimisti e apocalittici di cui il cinema distopico è pieno imballato, si sta pericolosamente avvicinando al futuro ultrapuritano descritto da quel cult profetico sottovalutato che è Demolition Man.
Il PG-13 odierno è probabilmente la più grande e nociva calamità che abbia mai colpito il mondo dell’arte.
E, se lo chiedete a me, vi conviene iniziare ad esercitarvi con le tre conchiglie.
Sigla:

Poeti.

DVD-quote suggerita:

“Voglio una vita spericolata, voglio una vita come Steve Rogers”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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150 Commenti

  1. @samuel: secondo me li’ si sfora su miliardi di altri fattori e si va pesantemente off topic. E’ da almeno due o tre anni che nella classifica di fine anno di Billboard ci finiscono appena tre dischi con la chitarra su 200, includendo rock di qualsiasi tipo, dal metal al folkettino per timidi. E’ proprio tutto un altro discorso.

  2. LordHyo

    POTENZIALI SPOILERONI

    Parlando del piano dei cattivi, quello che mi ha colpito è che al netto della tecnologia fantascientifica necessaria per “sporcarsi le mani” (helicarrier con millemila cannoni al posto di roba più normale), qui c’è una critica mica tanto velata alla situazione reale ed attuale…
    In pratica, quello che definisce la posizione come “da cattivi” è solo il modo di settare i parametri per la scelta di quei x milioni di vittime; se, al posto di un generico “antinazista potenziale”, sostituisci “filo islamico” o “antiamericano”, cadiamo molto vicino allo scenario post 11 settembre nella vita vera. Concordo in pieno con Nanni, Fury si trova per forza senza argomentazioni! Senza contare che l’organizzazione “cattiva” è a tutti gli effetti una agenzia ufficiale del Governo USA, e ricordiamoci tutti i vari scandali recenti per quel che riguarda schedatura, limiti alla privacy e via dicendo…
    Una cosa del genere in un film Marvel, davvero, non me la sarei aspettata, ed è stata una bella sorpresa.

  3. Ciak Norris

    Già 100 commenti per un tizio in calzamaglia mentre Escape Plan è fermo ancora a 67…. E vado stanco e impolverato e dietro a me resta esitante la giovinezza, china il capo e non vuol più seguirmi avanti…hesse…

  4. Angus Lee

    @LordHyo
    SPOILER?

    Beh, da quel punto di vista IronMan3 era molto ma molto più esplicito nella critica alla politica americana post 11 settembre.

  5. LordHyo

    @ Angus Lee
    SPOILER

    Ok, anche in Iron Man 3 c’era una critica a molti lati della politica USA degli ultimi 10 anni, ma il tono generale del film era molto meno serio.
    E, cosa importante, il cattivo era comunque un “privato”… Qui si punta il dito direttamente contro l’equivalente Marvel di CIA + NSA, e non è difficile per nessuno fare la trasposizione. Per non dire che i metodi di schedatura sono esattamente quelli di cui si sente parlare giorno dopo giorno. La differenza, secondo me, sta qui…

  6. Steven Senegal

    Arrivo lungo e avete già detto tutto in lungo e largo. Ho apprezzato abbastanza, con nota di merito per il winter soldier che ad un certo punto compare pure in mezzo alla carreggiata alla joker in tdk caricandomi. Roba che invece Cap ti rimane sempre abbastanza indifferente. Ecco, magari spingere di più su sto duello urbano (con più tempo sullo schermo per il villain) avrebbe giovato ancora di più. E forse, dopo quel bel inizio, il film rallenta un bel po’ nella parte centrale ma va benissimo così: nettamente il più apprezzato tra questi film.

    fun fact sulla lista di Cap nell’adattamento italiano, il tizio davanti a me ha chiosato sornione con gli amici che era figlia della permanenza di Evans adolescente in italia quando vi giocava il padre. Credo che questo simpatico coglione si confondesse (e non riesco ad immaginare perchè) con Kobe Bryant. Resta da stabilire perchè la presunta esperienza italiana di “Kobe Evans” si dovesse tradurre in script.

    OT: sono orgoglioso della mia protetta Miley Cyrus, mi sta dando soddisfazioni immense e presto trascinerà tutta mtv in una corsa al massacro e poi tutti dritti nel baratro

  7. John Matrix

    Commento fresco fresco di visione. Credo come altri che hanno scritto prima di me che sia il miglior film Marvel uscito finora, se escludiamo forse la gloriosa mezzora di Avengers.
    Per la serie “The Avercenes”, questo Cap è stra promosso.

  8. marco

    Voglio dire, prendete il villain di questo film: a un certo punto dice espressamente “Uccideremo 20 milioni di persone per salvarne 7 miliardi”. Come fai a non essere almeno stuzzicato dall’idea? Parliamone, ragioniamoci.

    direi di no, i 20 milioni di persone che vogliono uccidere sono possibili futuri problemi per il dominio totale dell’hydra, non problemi per l’umanità.

  9. Zavits

    Contributo odierno al discorso sulla censura. Giusto di oggi.
    http://www.radio.rai.it/podcast/A45614274.mp3

  10. Lars Von Teese

    no vabbe` ma ci sta pure GSP? Davvero? Cazzo e` pieno di spoiler torno a commentare dopo averlo visto, maledetti!

  11. samuel paidinfuller

    dove si compra la maglietta con scritto “the avercenes”?

  12. Manuel

    Comunque secondo me a sto punto ci sono problemi di fuoco in qualche cinema: nella mia visione tutte le scene d’azione erano ultradettagliate e precise, nessuna confusione. Siccome non è la prima volta che mi trovo a godere di scene belle che le voci dicevano confuse bisogna capire da dove parte il problema.

  13. Cecco

    Comunque a sto punto The Avengers 2 sarà tutto basato su una riunione tra di loro che si rinfacciano a vicenda “dov’eri quando sono morto? non hai manco portato du fiori sulla tomba!”, cioè non si cagano manco di striscio i ragazzi se non stanno tutti nello stesso film.

  14. Jadhead

    Aspettavo ansiosa la vostra recensione: il film mi è piaciuto tanto, e sapere che è piaciuto anche a voi mi fa sentire parte della famiglia… Grazie per la spiegazione sulla censura, e per la puntata dell’uomo tigre! A me la storia è piaciuta e anche come si sviluppano i personaggi, il mio cuore di ragazza ha avuto un sussulto nel vedere che Natasha portava una collanina con la freccia,unico riferimento ad Occhio di falco, mentre Iron man e Hulk vengono nominati un paio di volte…

  15. John Matrix

    @Samuel: la maglietta di The Avercenes la trovi nei migliori negozi di “film che non gli avresti dato due lire visti i precedenti e invece”…

    Ps: a me era piaciuto anch il primo Cap, ma non quanto questo.

    Pps: ho sempre odiato i suv, ma adesso voglio quello di Nick Fury.

  16. Ciobin Thomahawk

    Che poi, oh.
    Il ragionamento di Nanni sui 20 milioni per 7 miliardi è lo stesso che fa John Travolta in Codice Swordfish. E lui è uno che lavora con Vinnie Jones, mica con Salvini.
    In pratica si tratta di avere il cosiddetto immaginario quantitativo. La logica del “tanto è meglio di poco”. Che poi è la logica che consente agli immaginari qualitativi di farsi pagare con convinzione da quelli quantitativi.
    Al netto di questo, la problematica del pg13 era già pienamente compiuta nell’avventura americana di Woo con Cruise, laddove le pistolettate erano diventate improvvidamente buone. Ma non è che per questo MI2 non fosse un film della madonna come mai ne rivedremo.

    Sul Cap avrei una domanda sullo scudo, che rimbalza davvero molto bene ed è resistente il giusto. Non è che si potrebbe fare una scena con Aaron Paul che passa di lì per caso per beccarselo dritto in fronte ?

    Cordialmente,
    Ciobin McCocister
    Chief Analyst at Cocister Corp. LTD

  17. @manuel: ma è molto semplice. Hai presente quel trucchetto neurologico per cui se prendi una parola e ne mescoli tutte le lettere a caso tranne la prima e l’ultima il cervello la intuisce al volo lo stesso? Ecco, tu hai l’impressione di aver capito tutto benissimo, ma in realtà hai visto Cpaaitn Aiercma.

  18. Giovi 88

    Il film ancora non l’ho visto, ma sono contento che risulti tra i migliori film Marvel realizzati finora. Soprattutto considerando un Iron Man 3 deludente e un Thor the Dark World passabile e nulla più. Devo dire che fin dal primo trailer ero convinto che sarebbe uscito qualcosa di buono.
    Ora un po’ di considerazioni sul PG-13: Sabotage si è reso protagonista di un flop enorme al box office USA questa settimana, il punto più basso nella carriera di Schwarzy (proprio il signore che negli anni 90′ usava scudi umani). Sinceramente speravo che facesse molto meglio, sia perché c’era Ayer alla regia sia perché non è stata ancora annunciata l’uscita Italiana. E a questo punto farà la fine di un altro film rated R recente: Dredd… ovvero non lo vedremo mai in Italia salvo sorprese. Ma la cosa che mi fa incazzare di più è quando sono andato a leggere alcune recensioni, ora non sono un esperto in inglese ma molti critici lo hanno affossato in quanto “iper-violento”, “ai limiti dell’horror”, “troppo sangue” ecc ecc.
    E qui possiamo capire, e non c’era bisogno di aspettare Sabotage per dirlo, che Nanni ha ragione in tutto il suo discorso sul rating e che l’America ha definitamente perso la retta via da un bel po’ di tempo. Ormai il futuro, anzi il presente da alcuni anni direi, nel campo dell’action è diviso in tre categorie: supereroi, Fast&Furious, e i film di Liam Neeson (grande attore, ma Arnold è un’altra cosa). Tutti rigorosamente PG-13 e con grandi incassi alle spalle…
    Li salvo, per lo meno i primi due, per le esplosioni e le scene spettacolari, ma l’anima dei film con cui siamo cresciuti e che avevamo ritrovato con il primo The Expendables si è dissolta per sempre. Non solo l’anima ma ormai è proprio la regia a fare indispettire, non ne posso più della telecamera che fa su e giù e di questo montaggio frenetico… Meno male che ancora qualcosa di buono uscirà nei prossimi mesi, penso a The Raid 2 e lo stesso EX3. Ma quanto potranno durare ancora?

  19. Anakin Rossi Stuart

    Proprio ieri sera ho rivisto Demolition Man, ho pensato la stessa identica cosa sul PG-13 e mi sono depresso… poi è esploso qualcosa e mi è tornato il sorriso, però…

  20. Toni Già

    @Senegal esatto se il film si intitola: The Winter Soldier e fammelo vedere un pò di più sto soldato d’inverno, è ridotto a personaggio quasi di contorno.
    Spero di non essere l’unico che quando guardo sto genere di film si perde una buona metà delle chiacchiere aspettando la prossima scena d’azione.
    Infatti non so come mai avevo capito 10 (dieci) MILIONI… e non 20!
    Forse così era più accettabile?

  21. Insane78

    E poi ti vedi un episodio di Walking Dead dove un tizio prende a morsi un altro tizio strappandogli la giugulare prima di uccidere a coltellate, svariate coltellate (di cui la prima sotto il mento dal basso verso l’alto), un terzo tizio che si voleva violentare il figlio.

    Montaggio lento, inquadrature precise, chiare, dettagliate.

    e pensi che che ormai il “vero cinema” sta su Sky Atlantic e Netflix (se mai arriverà qui in Italia), o più semplicemente sui torrent.

  22. Gigiake La Mottola

    non credo di essere l’unico ad essersi visto tutti i 20 minuti della puntata dell’Uomo Tigre a inizio articolo.
    Temo di essere l’unico ad esserene visti poco dopo altri 20 minuti, quando il Capo ha ordinato “rivedetelo”.
    Giuro.

  23. samuel paidinfuller

    @insane78
    in tv spingono quanto gli pare perchè non esiste un vero sistema di parental control a parte quelle cacate tipo bollino rosso o altre funzioni TV che nessun genitore si incula.
    stesso discorso per gli altri esempi che hai fatto.
    la vera anomalia è il settore dei videogiochi dove cè un sistema di classificazione dei contenuti ma i 2 più grossi successi del 2013 al cinema beccherebbero minimo una R.

  24. C’e’ che al cinema un bravo cassiere ti blocca all’ingresso, ma nessuno ti vede usare il telecomando o Amazon

  25. samuel paidinfuller

    che poi è anche il motivo per cui ormai ci sono casi (sempre di meno ormai ahimè) di film che passano inosservati al botteghino (anche per il rating del MMPA) e poi diventano cult dopo che arrivano all’home video (dove il rating non se lo incula nessuno e i pischelli se lo comprano)

    un’esempio per tutti: TRUE ROMANCE

  26. Gigiake La Mottola

    più che walking dead io citerei le botte di Banshee.

  27. Insane78

    @samuel&nanni

    right, ma infatti il punto dove volevo arrivare è quello li: per una serie di ragioni che meriterebbero un trattato a parte, la produzione cinematografica di qualità si sta spostando sul piccolo schermo.

    sia per una mera questione contenutistica come quella di cui stiamo parlando adesso che per un fattore puramente economico. in una intervista di qualche tempo fa il direttore di HBO dichiarava chiaramente come per un canale tematico a pagamento come il loro l’audience di riferimento della singola serie non sia un dogma per la sua sopravvivenza, perchè la base installata gli permette di cullarsi anche un programma da 200.000 spettatori a puntata.

    Co nNetflix, Amazon e le altre che si mettono a produrre contenuti originali da loro, direi che tanto più il bicchiere si restringe in campo cinematografico, tanto più si allargherà in campo televisivo, spostando l’audience di chi cerca un certo tipo di prodotti dal cinema alla tv.

    una roba come banshee, di cui tra l’altro si è già parlato di qua, è talmente calciabile da meritarsi una recensione per puntata, o al limite per stagione.

  28. samuel paidinfuller

    sono d’accordo però non è che produzione con sesso&violenza diventa automaticamente produzione di qualità.
    banshee non l’ho visto ma walking dead non la considero assolutamente robba di qualità, anzi rispetto al potenziale è decisamente deludente se togli lo splatter.
    Un vero esempio di produzione di qualità in TV è True Detective che al momento ha caratteristiche uniche (es. attori con i veri controcoioni e che producono pure, stesso regista per tutte le puntate, ecc) ma che potrebbero diventare lo standard del futuro per i serial…da alcuni punti di vista mi ricorda Twin Peaks

  29. Insane78

    non portavo TWD come esempio di qualità eccelsa in ambito seriale, quello era un esempio più in topic rispetto alla possibilità di portare violenza a schermo senza incorrere in censure\critiche\problematiche di vario genere.

    voglio dire, tra l’altro, non è che tutta la roba prettamente calcistica sia roba di qualità.

    banshee non può essere paragonato a True Detective in senso stretto se parliamo di qualità, ma certamente è una roba calcistica, piena di botte fatte bene e tutto quello che serve.

    D’altronde anche True Detective dista anni luce da un Breaking Bad o The wire, eppure è una signora serie.

    il punto fondamentale è che negli ultimi 10-12 anni in TV è passata tanta di quella roba “da vedere” che il cinema (almeno per me) sta perdendo di interesse. Al cinema ci continuo ad andare perchè è casa, ma di fatto le cose più belle ormai si vedono in TV, sia che parliamo di intrattenimento\azione\cazzeggio puro sia che parliamo di qualità.

  30. Steven Sieg Heil

    Mah, io per me se non vedo il sangue mi viene da vomitare. Qui di succo rosso nisba, film di merda a prescindere. Roba da andare a vedere col nipotino se finisce la scorta di cartoni animati cgi. Ma vaffa anche alla Marvel. La moda del “finto figo”.

  31. Magdalena

    Va beh. A parte i talebani del sangue rosso e non verde di House of the Dead, devo dire che a me è piaciuto molto. Moltissimo. Tipo il miglior film Marvel che mi ha fatto quasi chiedere scusa al mio ex di quando gli dicevo: Marvel merda, o similari.
    Non sono espertissima ma anche io nelle scene di azione notavo il cambio di focus, ma non mi ha disturbato troppo, se non ricordo male in Punisher la situazione era molto più drammatica (e sì, parlo anche di War Zone).

    Non che i cattivi siano esattamente imprevedibili, ma almeno non fanno finta di esserlo e di volerti piazzare twist dove non ci stanno; direi che come film sia l’esatta incarnazione di Capitan America: uno che ci crede tanto e che per farcela deve sgobbare più degli altri perché non è nato fortunato, con i soldi e un padre geniale o con un gene X.
    E così, a dispetto di Thor che neanche ci prova e la butta sulla macchina da fanfiction Loki, a dispetto di Iron Man che… boh? Scimmiotta Bale e Nolan? Comunque sia, a confronto con loro finalmente ci si impegna per fare un film che non debba poter finire anche nel The Superhero Squad.

    Spoiler (?)

    Un abbraccio, Bucky.

  32. Marlon Brandon

    @insane78 non mi azzarederei a dire che true detective dista anni luce da breaking bad…per ora sono imparagonabili, in tutti i sensi, ma come qualita’pura true detective da’ punti a quasi tutti

  33. Ciobin Cocister Rh+

    (L’agente di Aaron Paul al telefono)

    Allora, sì Aaron. Per Capitan America 3, vorrebbero fare qualcosa di molto diverso dai primi due. Narrare l’infanzia di Capitan America, sai per quella storia del PG5. Quindi tutto il film sarà dominato da Smilzo Rogers. Sì, sì. Hai capito bene. Il 3 sarà tutto su Capitan America bambino. Ecco, e qua entri in gioco tu: ti andrebbe di fare il Teschio Rosso bambino ? In pratica la storia si svolge tutta tra i banchi di scuola, o meglio nei cessi, dove Smilzo viene picchiato regolarmente mentre al Teschio bambino ci viene inficcata la testa nel cesso, con altrettanta regolarità. Così nasce il sodalizio tra sfigati, nei cessi della scuola. Tipo che Smilzo dolorante per le botte ricevute trova ancora la forza per liberarti la fronte incastrata nel cesso, tirandoti per i piedi. Scene così. L’amicizia dura finché la tua testa di Teschio rosso bambino diventa troppo grande per turare i cessi e il Cap bambino non ha più motivo di soccorrerti, avendo contemporaneamente scoperto l’esistenza della t.o.p.a. (). Da grandi amici ad eterni nemici.
    Figata, neh ?

    (OT: True Detective ci ha un finale, e mi riferisco a come prendono il tipo, che nemmeno nei film Sergio Martino. )

  34. Steven Sieg Heil

    Ma scarlet johansson poi…me la ricirdavo bella topolona. Qui fa cacare a spruzzo (il look é quanto di piú ridicolo e improbabile si sia visto di recente), ma forse é una cosa voluta, per alleggerire la visione ai bimbominkia…fortuna che ero distratto dal gore estremo delle scene di lotta…

  35. Campio

    Ancora a cercare violenza, sangue e drammoni nei film dei supermutandoni?
    Basta dai…cresciamo ragazzi…
    Cercare altrove cristo.

  36. Jax

    Tornato adesso dalla visione. Bella bombetta cazzo! Storia di una solidità inaspettata attori tutti in palla e una prima parte di spionaggio ad altissimo livello. Sono veramente molto colpito, me lo riguarderei subito

  37. Poisoned Ivy

    Appena visto.
    Ho letto tutto ma non mi addentro in questioni già ben dibattute. Do solo la mia impressione: io il Cap non l’ho mai amato, ma quello che di questo film apprezzo è quello che definirei “effetto Die Hard 3”. Cioè non mi sono accorta che è passato il tempo e me lo sono bevuta tutta d’un fiato. Quando, per dire, negli altri film Marvel escluso Avengers aspettavo trepidante l’intervallo per fare pipì.

    Ergo per me, nonostante il mal di mare maledetto sulle botte, cinque non dico alto ma sopra la spalla si

  38. Il Reverendo

    Beh io questo film l’ho trovato una bomba. Bella la storia, fighissime le scene d’azione, spettacolare il rapporto speculare tra cap e il soldato d’inverno.

    Ed è una delle rare volte in cui non concordo con la rece. Cioè, concordo con le cose positive che dice sul film e concordo con la tirata iniziale sul rating presa a se, ma giusto così su due piedi modo vengono in mente almeno una dozzina di film nelle cui recensioni avrebbe avuto molto più senso una tirata del genere, COMPRESO fast6. E le scene d’azione io non le ho trovate confusionarie per niente. Anche qua, mi vengono in mente un sacco di Rrated molto più shacky CAM, tipo gamer o il primo expendables.

    Questo sarà pure pg13 ma non mi è pesato per un cazzo. La gente muore sparata in gran quantità, non vedi il fondo di sangue alla veorheven ma li vedi comunque schiattare. E c’è uno che vola in un rotore, uno che si becca una pugnalata in una mano.. Cioè proprio una bombetta per me.

  39. buon film dai. direi che l’esaltazione derivi più dalla mediocrità dei marvel precedenti che non dall’ effettiva qualità di questo. Sono praticamente in linea con l’analisi di steven, ho riscontrato qualche calo di ritmo al limite della noia nella parte centrale, ma discrete scene d’azione, soprattutto quelle col winter soldier che invece dei soliti poteri di harry potter usa lanciagranate, mitra, coltelli e cazzotti in dalla fazza.

    Cmq va bene essere un cinecomic ma certi maccosa come la chiavetta nel distributore o le voragini create in due secondi nell’asfalto per scappare sono al limite della barzelletta, non ci vuole tnt ad inventarsi qualcosa di un minimo decente via.

    • BohBeh

      Per me (e secondo mio padre, grande appassionato di cinecomic Marvel), il momento “maccosa” numero uno del film, è il “fugone” di Falcon verso la fine del film. Per dire una roba simile l’ho vista fare solo in Resistance 3 (un cacchio di VIDEOGIOCO) e anche in Avengers 2 in un certo senso c’è qualcosa di simile.

  40. Will Gaiman

    Bello, il migliore dei Marvel Studios al di là di Avengers. Peccato per la parkinson cam che non dona la giusta visione delle belle scene di azione. Rimane comunque assurdo che per il bordello di morti che succede non si siano problemi a mostrare mentre le scazzottate vadano boicottate. Boh, vabbè.

    La cosa migliore è però vedere che tra gli obiettivi dell’Hydra ci sia Silvio Berlusconi.

  41. Attenzione SPOILER!

    Non ho letto tutti i commenti, ma non mi pare giusto che nessuno abbia citato:
    1) che sulla tomba di Nick Fury c’era quella grandiosa scritta “Ezechiele 25:17” per cui ho detto grazie ai registi e 2) la presenza di Danny Pudi “Abed” di “Community” tra le gloriose comparse durante il momento della rivolta.

    Comunque detto questo affermo anche io che il film è assolutamente godibile…il resto lo avete già detto bene voi.

  42. Anakin Rossi Stuart

    @Nanni & Munky: ho finito ora di recuperare la prima pagine di commenti: riguardo a Hellboy II
    SPOILER!!!SPOILER!!SPOILER!!! (il film è vecchio ma non si sa mai)
    il “cattivo” era il figlio erede al trono di un re autoesiliatosi per evitare una guerra con gli umani e lasciando a questi la Terra. Nel corso dei secoli gli umani si sono scordati di non essere i legittimi proprietari della terra e hanno iniziato a sfruttarlo e inquinarlo facendo incazzare il principe che ora vuole riprendersi il regno e salvare la Natura (anche lui vedeva i Puffi da bambino).
    Per tutto il film si sottolinea quanto in fondo abbia ragione ma sbagli nel metodo fino al finale in cui Hellboy lo sconfigge, ma volta anche le spalle all’umanità crudele e inquinatrice che non smette di vederlo come un demone, aprendo a un apocalittico terzo capitolo finale, se mai si farà (mapporc…)

    fine OT

  43. Ubik

    Oh, visto ieri. A me è piaciuto, intrattiene, bella storia, si fa carico di portare avanti il macchinone dei Vendicatori mentre il norreno e l’uomo di ferro si son fatti beatamente gli affari loro (salvo dire due o tre volte “la battaglia di New York”), tanta action “patinata” ma sempre action che fa bene e con almeno una morte memorabile.

    Ma a parte tutto, anzi, SOPRATTUTTO: lo splendido omaggio a Pulp Fiction che c’è alla fine del film cosa non è???

    Solo x quello a ‘sto filmetto gli si perdonano tutti i difetti. Grandi!

  44. Taccagno

    Ho seguito il film con l’espressione più asettica possibile, forse ho battuto ciglio solo durante l’intifada contro Nick Fury. Per il resto noia totale, sarà il fatto che è raccontato in modo più serio rispetto agli altri (e di serio non c’era niente), sarà che non hanno inserito nemmeno un colpo di scena, o sarà che ce l’ho ancora con voi per la recensione-truffa di Need for Speed. Resta il fatto che non mi ha lasciato proprio niente.

  45. Genco Olive Oil
  46. Ingram Bergman

    L’Uomo Tigre… ricordo scene favolose come il lancio di due secchi di metallo in aria da parte del protagonista (ancora “heel”) seguito da un salto del medesimo per indossare in volo ai piedi i secchi in questione, onde rovinare sulle facce degli avversari in un tripudio di emoglobina. Un maccosa in anticipo di decenni sulle cose a venire. Winter Soldier visto solo oggi. Saranno davvero casuale frutto del brodo di idee postmoderno tutte le somiglianze con la saga di Metal Gear? La sequenza sulla nave; Winter Soldier/null/gray fox cui viene resettata la memoria ad ogni missione; il piano per il controllo della libertà individuale illustrato con immagini storiche di repertorio, ecc. ecc.. E comunque la pulcherrima agente Hill con un decimo delle inquadrature per me vince sulla Scarlett.

  47. Giovi 88

    Sarà perché un po’ mi sono stufato di questi cinecomic, che negli ultimi anni sono aumentati a dismisura e tolgono spazio a film ben più meritevoli, ma devo dire che questo nuovo Captain America mi ha davvero sorpreso. Già dal trailer avevo sensazioni positive, ma dopo un deludente Iron Man 3 e un discreto Thor 2 non c’erano enormi aspettative. Ma invece il film mi ha soddisfatto in pieno: trama solidissima e con i personaggi giusti al posto giusto, giusto tono da thriller consumato (tranne alcuni momenti ridicoli buttati lì giusto per ridere) e soprattutto tanta azione.
    E di quella ben fatta con la A maiuscola. E questo non me lo aspettavo dato che i due registi hanno fatto solo delle commedie prima di questo, e mi ero messo anche a ridere quando hanno detto di essersi ispirati a The Raid per le coreografie. Ovviamente di The Raid c’è poco perché hanno tirato fuori solo le spettacolari acrobazie e la freneticità degli scontri corpo a corpo, ma il brutale realismo e il sangue non c’è per le chiare questioni di rating. A proposito dell’odiato rating, qui devo fare davvero un applauso al regista: le scene di azione sono pulitissime e l’atmosfera è cazzutissima (CGI poca fino all’epilogo), solo un po’ di shaky cam piazzata qua e là per tenere intatto il maledetto PG-13. Con un risultato apprezzabile e simile, se non migliore, a White House Down.
    Insomma il film va davvero oltre le aspettative e devo dire che nonostante i miei pregiudizi su gli ultimi cinecomic innocui e fatti con lo stampino (ad eccezione del grossissimo The Avengers) siamo in presenza di uno dei migliori film Marvel in assoluto.

  48. Fra X

    “Verhoeven ridicolizzerà anche il sesso con Basic Instinct: otto anni di Clinton faranno il resto.”

    :lol:

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