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Il cane, il gatto, io e Darren Aronofsky: la recensione di Noah

Voi volete sapere se Noah meriti di essere visto.
Anzi, azzardo: voi in teoria non avreste alcuna intenzione di andare a vedere Noah (per tutta una serie di ragioni, tra cui: la Bibbia, la Bibbia, lo spauracchio di The Fountain e la Bibbia), eppure in un angolino della vostra testa risuona ancora quel trailer così svergognato ed emmerichiano e ora – anche se non lo ammettereste mai – siete disposti ad aggrapparvi a qualunque parere vagamente positivo che vi legittimi a spendere degli euro per vedere il film dove il babbo di Superman interpreta il babbo di Sem, Cam e Jafet.
Insomma, volete qualcuno a cui dare la colpa quando uscirete dal cinema saturi di diktat vegani e Eden superkitsch e vi chiederete Ma chi cazzo me l’ha fatto fare.
Volete che io – è toccata a me questa croce – sia il vostro capro espiatorio.
Volete che io risponda alla domanda di tutte le domande: «Merita?»

E io vi rispondo.
Vi rispondo che se a voi interessa solo un semplice sì o no, allora io vi dico . Andate a vedere Noah, e poi date pure la colpa a me quando uscirete con la fronte che duole per i facepalm.

Certo, se poi mi chiedete anche di spiegarvi PERCHÉ Noah meriti una visione, allora è un altro paio di maniche. Perché io Noah l’ho visto più di una settimana fa e ancora non ho ben capito cosa diamine fosse e perché lo fosse. Sono in grossa difficoltà. So bene che se provassi (e ci proverò) a raccontarvi cosa c’è in Noah, se provassi a descrivervi certe scene, certi personaggi, certe scelte, certe trovate visive, certe smitragliate di Antico Testamento, con ogni probabilità voi rubereste un cavallo e fuggireste al galoppo il più lontano possibile da ogni sala che proietta Noah. Eppure Noah ha un fascino che non so spiegare. Ci provo. Non è detto che ci riesca, eh. Probabilmente non ci riesco. Però ci provo.

Sigla? Sigla.

La storia di Noè la sappiamo, no?
Il patriarca a cui Dio comanda di costruire un’arca e di metterci tutti gli animali del creato in modo da salvarli dall’imminente diluvio universale e allora Noè tutto ligio dice OK e si mette di buona lena a costruire un’enorme arca facendosi aiutare dai tre figli e da una schiera di enormi creature di roccia chiamate Watchers che sembrano dei Transformers fatti coi sassi? QUESTO NON LO SAPEVATE, VERO?
Ve l’avevo detto.
Cominciamo dal principio:

In principio era il Verbo, e questo verbo era «andare», e il complemento di moto a luogo era «a fare in culo», e il soggetto sono io e il complemento di vocazione è DARREN ARONOFSKY, e la data è il 2006 e io sono a Venezia, dove ho appena visto The fountain, il film che mette l’«odio» nella frase «il mio rapporto di amore/odio con Darren Aronofsky». The fountain a Venezia è stata la prima e unica volta in vita mia che ho letteralmente URLATO BUU a proiezione terminata.
Chi di voi ha visto The fountain? Non ho intenzione di dedicargli nemmeno un aggettivo, ma se l’avete visto sapete di cosa può essere capace Aronofsky quando ci si mette.
Aronofsky l’eccessivo, Aronofsky il new age sfacciatamente pacchiano, Aronofsky il privo di freni e di misura, Aronofsky il senza vergogna. Sembrava, vivaddio, che ce ne fossimo liberati, di quell’Aronofsky lì. Credevamo che fosse riuscito a incanalare il suo furore kitsch in due film bellissimi che incidevano due ritratti umani facendo virtù della totale assenza di mezzi termini del loro autore: Il cigno nero era il caso più lampante, capace com’era di costruire un mezzo capolavoro sulla letteralizzazione assoluta della dicotomia più semplice del mondo; ma anche The wrestler non è che andasse tanto per il sottile, se pensate che per illustrare il concetto di “caduta” ci andava giù di dita nelle affettatrici e vetri sfracellati nelle carni.
Stavolta però siamo su tutt’altro piano; e secondo voi, in un film che ha tra i suoi personaggi IL CREATORE ONNIPOTENTE DI TUTTO QUANTO, un film dove l’universo mondo nasce e l’universo mondo muore e poi rinasce, secondo voi, quale Aronosfky è tornato a fare capolino?

Bisce

Bisce

Già. Una delle due facce della medaglia di Noah è proprio quella del “film d’autore”, ove per autore s’intende un Darren Aronofsky al massimo delle sue manie di grandezza e della sua tendenza a puntare ai SIGNIFICATI più alti possibili. E cosa c’è di più GRANDEZZA e di più ALTEZZA che LA BIBBIA? Noah è il più serio e impavido kolossal biblico veterotestamentario-bombardone che vi possa venire in mente, serio impavido e kitsch come una copertina di Torre di Guardia, zelante e zelota nel suo illustrarci con pennellate di fiamme e catrame tutta la potenza del Creatore, tutta la grandezza del Suo Creato, tutto il percorso dell’Uomo dalla nascita alla distruzione alla salvezza e altro giro altra corsa, e ricordatevi che si parte sempre da Peccare.
Si inizia con tre minuti assolutamente incredibili, incredibili nel senso di WHAT IS THIS I DON’T EVEN, tra didascalie d’oro in un atroce font finto-antico e visioni di un Eden fosforescente con tanto di serpente digitale e mela-cuore pulsante. Visioni, visioni, visioni dappertutto. La visione della terra primordiale vasta e nera e irreale (è la solita Islanda, ormai set prediletto di tutti i film del mondo, da Thor 2 a Oblivion a Game of Thrones a Into DarknessInterstellar al nuovo Star Wars, col risultato che in centro hanno demolito il Faktorý per tirar su l’ennesimo albergo – e vedremo per quanto ancora durerà l’effetto novità quando tutti i pianeti della fantascienza avranno la stessa sabbia nera e le stesse spianate laviche). Le visioni di Russell Crowe che, costantemente accigliato, riceve l’annuncio del diluvio imminente. La terra si fa sangue, i fiori sbocciano in un istante e gli abissi si riempiono di cadaveri. Se Dio non conosce le mezze misure e vuole far piazza pulita dell’umanità intera, si chiede Aronofsky, chi sono io per andarci giù leggero? E allora ogni concetto diventa un dogma, e ogni dogma diventa un aut-aut indiscutibile e per chi lo discute c’è solo morte certa, la morte giusta di tutti gli ingiusti. Vale per ogni cosa, dalla distruzione di un’umanità che se lo merita all’inutilità delle donne sterili; vale anche per l’intoccabilità degli animali, che nella visione über-vegetariana di Aronofsky, ai limiti del pro-life animalista, sono TUTTI indistintamente creature pure e immacolate – una visione persino più intransigente della Bibbia stessa, dove Dio imponeva di imbarcare «sette paia per ogni animale mondo e un paio per ogni animale immondo». E nella prima scena, Russell Crowe non si fa scrupoli ad ammazzare tre cacciatori rei di aver ucciso un CANE-ARMADILLO, il cui cadavere verrà prontamente messo su una pira e onorato con tutti i crismi. Sì, la visione di Aronofsky è una visione in cui Antico Testamento e animalismo vanno d’accordo. È una visione in cui vanno d’accordo persino creazionismo ed evoluzionismo, come ci mostra una pazzesca (in tanti sensi) sequenza in stop motion a metà film, in cui assistiamo a tutta la creazione (in sei giorni, come da copione), ma secondo una linea evolutiva diciamo scientifica di invertebrati-pesci-anfibi-rettili (c’è persino un dimetrodonte) fino ai mammiferi e poi alla scimmia e infine – udite udite – all’uomo, che però è Adamo ed è uno degli alieni di Cocoon. Mi seguite? Ve l’ho detto che non era facile.

E questa è una delle due facce della medaglia di Noah.

«Avevo appena lavato la macchina»

«Avevo appena lavato la macchina»

Poi c’è l’altra faccia, dal titolo «Ho 130 milioni di dollari di budget e non ho paura di usarli». Il fatto è che Aronofsky, pur credendoci tantissimo, sa bene di avere per le mani il franchise fantasy di maggior successo della storia dell’uomo, e quindi non si fa problemi a costruire proprio questo: un blockbuster fantasy fatto e finito, il fantasy più serioso e con più cadute di ritmo che io abbia mai visto, ma un fantasy comunque. Ed ecco i Transformers di sasso di cui vi parlavo all’inizio: sono gli angeli caduti che Dio ha scagliato sulla terra come meteoriti e si sono trasformati in creaturone goffe e forti, Mordiroccia biblici della più grande Storia Infinita mai raccontata. I Transformers aiutano Noè a costruire l’arca e, come tutti ricorderete dal catechismo, difendono Noè dall’attacco delle tribù cattive capeggiate da Ray Winstone in una gigantesca scena di battaglia uscita dritta dritta dalle confessioni di Peter Jackson, con i mostri che roteano mazze e falciano marmaglia, e la calpestano coi piedoni di sasso.
Ed è puro disaster movie – com’è giusto che sia, per Dio! – il diluvio, quando «eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono», e Darren Aronofsky si fece Roland Emmerich e pompò tutta la CGI dell’universo e il respiro epico si allargò su tutta la pellicola per quaranta giorni e quaranta notti.
È assurdo, ed è privo di misura, certo, ma il bello (prendetemi sempre con le molle quando dico «bello») sta proprio nel fatto che le storie bibliche come questa sembrano fatte apposta per gli eccessi catastrofici di questo tipo di cinema ad altissimo budget: del resto è QUI che tutto ha avuto origine, è stato il diluvio universale della notte dei tempi a ispirare gli inferni di cristallo e le avventure del Poseidon e le albe del giorno dopo di quest’ultimo secolo, e allora perché lamentarsi? Integralisti rabbiosi a parte, c’è qualcuno che pensa che Ray Winstone spietato capotribù o i giganti di pietra tolkieniani DANNEGGINO LA CREDIBILITÀ di una storia che parla di un cataclisma divino e di un tizio che ficca tutti gli animali del mondo in una megacassapanca galleggiante perché gliel’ha ordinato DIO IN SOGNO? E allora! Che volino le mazzate ed esplodano i mordiroccia, che piovano meteoriti e che Anthony Hopkins si renda ridicolo bevendo tè allucinogeno e passando i secoli a raccogliere le bacche da terra. È la Bibbia, bellezza.

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Un angelo caduto

Insomma, capite la mia difficoltà? Del resto, se andate a vedere il regista di The Fountain che dirige la storia di Noè, è matematico che vi beccate una roba del genere: sproporzionata, manichea, senza gusto e senza misura, una storia di deliri di onnipotenza raccontata necessariamente in un delirio di onnipotenza. Ecco perché, se voi mi chiedete «Noah? Y/N», io vi rispondo: Y. Non è che vi CONSIGLI di andarlo a vedere. Ma se siete in dubbio, fatelo. Perché pur con tutti i suoi difetti, i suoi MACCOSA inauditi e le sue ridicolaggini, questo è il primo kolossal biblico che ha capito non solo che Antico Testamento e fantasy catastrofico possono convivere; ma che sono, da che mondo è mondo, una coppia perfetta. Che in realtà hanno SEMPRE convissuto. Perché tutti i disaster movie vengono da qui, e qui ritornano. E Aronofsky è la persona giusta per officiare il PACS, perché è abbastanza integralista, opportunista e allucinato da credere forte in entrambi gli elementi, e nella loro unione. Prende un progetto inevitabilmente votato all’eccesso e alla derisione e ha il coraggio e la passione necessari a portarlo fino in fondo. Con tutto il bene e tutto il male che ne conseguono.
Non credo che rivedrò mai Noah, ma è stato WTF finché è durato, e rispetto Aronofsky per averlo fatto.

Il film finisce come Gravity e Snowpiercer, con l’umanità che torna a muovere i primi passi su un territorio vergine e monti e valli s’illuminano del sol della speranza di un nuovo inizio. Per la precisione l’arca arriva a Vik, sulla costa sud dell’Islanda; il cinema in cui mi trovavo era pieno di islandesi e le due signore davanti a me hanno saltellato tutte contente.

E chiamatelo col suo nome, no?

E chiamatelo col suo nome, no?

DVD-quote suggerita:

«Un progetto tipo Il principe d’Egitto, ma con l’estetica e la mancanza di ritegno di The fountain»
(Collezione messaggistica privata di Luotto Preminger, i400calci.com)

>> IMDb|Trailer

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113 Commenti

  1. Jax

    Bene Luotto, io sono lo spettatore che descrivi a inizio articolo e aspettavo un articolo di questo tipo per essere convinto a vedere Noè.
    Thanks.

  2. matteo

    Guarda, da cattolico praticante l’unica cosa che mi fa (farebbe?) incazzare e l’infilarci il pippone pro-vegan giustificandolo con una rilettura fantasiosa della Bibbia. A sto punto meglio don Camillo che almeno andava a caccia. Per il resto, sono tra quelli che hanno visto The Fountain. Lo metto tra i tre fipm PER ME più brutti di sempre, assieme a “Domino” e “Hard candy”.

  3. non ho dubbi: non vado a vederlo. Un po’ perche’ mi fa antipatia il fatto che il film in Italia si chiami Noah (Noe’ dovrebbe essere un personaggio abbastanza conosciuto), un po’ perche’ RusselCrowe non mi ispira piu’, ed infine perche’ se devo vedere un film action-oriented sulla Bibbia, ai giganti di roccia preferirei degli angeli guerrieri che fanno a fette i diavoli (che a loro volta divorano gli angeli).

  4. Bread Beat

    Di base è un film che non mi interessa affatto ma la recensione ha instillato in me un seme potente di curiosità. Vediamo poi se germoglia.
    L’analisi logica di “In principio era il Verbo…” è da standing ovation.

  5. Pronto MacReady

    dopo “in principio era il Verbo…” non ho capito più niente! :D

  6. Cazzo che stronzi, avete spoilerato il finale! [ahr ahr ahr]

    Mah, gli unici film biblici che mi tornano sono quei tuonanti filmoni hollywoodiani in technicolor degli anni 50 che vedevo coi nonni durante le vacaze di pasqua trent’anni fa. La teatralità degli attori e la pittoricità delle immagini gli conferiva un che di ieratico e fuori dal tempo corente con la materia.

    Questi film di adesso, grigetti, visivamente “realistici”, con gli attori che neanche ci provano a fingere di essere persone di un’altra epoca per me non hanno atmosfera, magia, coerenza.

    Il Mosè di Charlton Heston che dopo aver parlato con Dio gli vengono i capelli fonati e con la permanente era un kitsch buono, perché in larga parte involontario.
    Il kitsch consapevole, ricercato e calato dall’alto dell’Autore con la maiuscola invece mi sta sulle palle.

  7. Ace Sventura

    Ye, sta cosa della vegan-bibbia mi fa vomitare incenso; cazzo siam cattolici, non vegani!

    Ma il dubbio più forte, caro @luotto è: si pronuncia Aronofski o Aronofskai?

  8. Past

    credo che lo vedrò…comunque la bibbia di storie fighissime se ha a bizzeffe, certo bisognerebbe uscire dall’ottica del catechismo…

  9. Dan Ko

    A me the fountain è piaciuto un botto. Sarò frocio, ma è un film stra dolce. E poi la colonna sonora è un capolavoro assoluto con clint mansell e i mogwai che ti scoppiano nelle orecchie nel finale.
    Comunque non sono frocio.
    E questo lo vedrò perchè aronowsky è bravo, anche se si parla di dio.

  10. Il problema di The Fountain non era il tono con cui il Darrenone sciorinava il pippone cosmico/metafisico, quanto il fatto che si rifacesse all’accozzaglia di tendenze ed ispirazioni new age piuttosto che ad una religione o ad una mitologia in particolare.

    Noah lo guardo stasera, ma ho P A U R A !!!!!!!

  11. Rocco Alano

    Dunque un film da vedere con un bel piatto di costolette di maiale davanti! Gli animalisti sono un po’ come le femministe: gente nata per farsi prendere per il culo.

  12. Rocco Alano

    E la New Age la piazzo una tacca sopra Scientology e il M5S. Preferisco le persone gratuitamente malvagie a chi si prende eccessivamente sul serio.

  13. Bucho

    Madonna le bestemmie che lancerei in sala se andassi a vedere ‘sto film. Così. Tanto per.

  14. withered eye

    lo spoiler di snowpiercer, diosporco.

  15. Angus Lee

    Pensa che l’unico film visto in sala che, finito, mi ha fatto alzare e sbottare “che merda” a voce alta è stato il cigno nero.

  16. Il Presidente

    Ha avuto pure il marchettone del Papa…
    Gli americani impazziranno per sta roba e la faranno vedere pure nelle scuole…

  17. Angela

    La cosa bella delle recensioni dei 400calci è che rendono interessanti anche film che, in condizioni di intendere e volere, non considererei mai.
    Non andrò a vedere Noah per non rovinarmi la recensione.

  18. Poisoned Ivy

    No vabbè, per me è no. Non credo sopravviverei…

  19. Urca, vedo che state gia’ dando il meglio di voi

  20. Steven Senegal

    è la cosa più insensata e la trollata più grande che sono disposto a vedermi al cinema e lo farò.
    Spero che qualcuno in sala esca di testa e inizi a borbottare che è uno schifo e poi in un crescendo di disgusto abbandoni la sala: gente che si aspetta una proiezione didattica di rete 4 o che agita il pugno allo schermo dicendo “ma non è così il racconto biblico”. Gente che si lamenta dell’interpretazione data ad un racconto millenario tramandato per il quale forse s’è fatta la gara all’interpretazione di comodo.
    Grande Aronofsky, lavali tutti con la trollata, fai uscire aneddoti di proiezioni chiuse per cinema allagati, buttaci dentro tutto quello che ti pare dal tofu e greenpeace, fai il film d’autore al posto del catechismo illustrato, vendilo ai ragazzini che vanno a vederlo perchè la promozione chiedeva “sei più fan di emma watson o di coso jackson? Cambia la foto del tuo profilo mettendo quella di uno dei due per farcelo sapere” (true story)
    Tolto aronofsky e il suo film, auspico che il fantasy biblico diventi un genere da un film al mese. Ha potenzialità infinite e cafonissime e io purtroppo non ricordo nulla in tema (forse appena appena baudolino? Non ricordo, l’ho letto perchè costretto e so soltanto che era una gran rottura di coglioni ma forse aveva i mostri/umani modellati sulle base delle convinzioni religiose).
    Possono essere film che si vendono soltanto dal titolo facendo affidamento sulle reminiscenze confuse della domenica mattina e a naso ci sono storie pazzesche. Ci infili uno o due attori giusti per tutte le stagioni e andranno a vederli a spinte e ne uscirà turbata perchè ci troverà dentro chili di variazioni in cgi a caso.
    Voglio le catastrofi con il voice over tutto grave e serioso, la pacchianata vergognosa, gli integralisti che si scannano e imdb che lo cataloga anche come fantasy e non soltanto action history adventure drama

  21. @steven dove è la tua chiesa o pastore mio? Guidami. Amén.

  22. Milos Corman

    Ma l’episodio in cui il protagonista dorme nudo ubriaco fradicio dopo aver inventato il vino, l’hanno lasciato?

  23. Steven Senegal

    @presidente: da quello che sapevo io il regista fremeva per farlo vedere in proiezione privata al buon francesco ma poi non s’è fatto più nulla. Penso fosse o una mossa pubblicitaria o il tentativo di portare la trollata al max livello. Oppure ancora prima hanno detto di sì e appena hanno saputo com’era il film a qualcuno è caduto lo smartphone di mano

  24. Del “problema” del titolo ne ho parlato anche io, ovviamente, http://doppiaggiitalioti.wordpress.com/2014/04/07/titoli-italioti-noah-cioe-noe/
    ma nel film il personaggio viene chiamato Noah o Noè? Abbiamo già sentito “Captain America” nel doppiaggio italiano quindi non mi sorprenderei di niente.

  25. Vaaal

    ma perche’ cazzo dovete spoilerare il finale?! Ma che gente oh.

  26. Darren Aaroneckart

    Come suggerisce il nome stravedo per il buon Darrenofsky…Quando avrò visto Noah saprò se la mia teoria nella quale l’uomo in questione sforna, secondo una criptica sequenza numerica, due film da orgasmo e poi uno da sega mentale è corretta. Che poi da quello di “PI – Il teorema del delirio” ci si può’ benissimo aspettare che la qualità dei suoi film segua un andamento matematico basato su Fibonacci o chi per lui. Gli ho perdonato The Fountain, me lo sono pure fatto piacere (perché si, in amore impari ad apprezzare anche i difetti del partner, altrimenti a guardare solo i pregi son buoni tutti e non sarebbe più amore), quindi credo che mi farò piacere pure questo. Perché ogni due film della madonna un film del cazzo con metaforoni impenetrabili buttati a cazzo in mezzo a mari di effetti speciali superkitsch ci sta dai… Aspetterò con ansia il settimo film, anche se è un numero che un po mi preoccupa.
    Ma la cosa più importante è che mi hai dato qualcuno da incolpare quando usciti dalla sala, i miei amici mi diranno “ma che film del cazzo ci hai fatto vedere?!?”.
    Grazie!

  27. samuel paidinfuller

    ma la scena di quando colpisce la palla in mezzo alle gambe cè?

  28. Darren Aaroneckart

    Cmq il commento del secolo è di @withered eye.
    Ma quoto anche @Rocco Alano, @Dan Ko e @Steven4president!

  29. Oscar Wilder

    Una prece per il regista di “Pi Greco- Il teorema del delirio”, dopo il quale o paraculate, o deliri di onnipotenza, o entrambe le cose.

  30. Werner Washington

    Bibbia (cose assurde) + Disaster dei giorni nostri? Allora avranno i miei soldi in sala Imax. Credo che se avessero avuto le tecnologie di oggi negli anni 40/60 ai tempi dei film biblici avrebbero fatto esattamente questo tipo di film.
    Porca pupazza, Noè è il Disaster Movie originario per antonomasia. Ha ragione Steven Senegal, non vedo l’ora di sentire i soliti imbecilli perbenisti bigotti in uscita dalla sala.

  31. Donnie Harlin

    Mmmh…ma quindi sembra un film diretto a sei mani da Mel Gibson, Roland Emmerich e Michael Bay? …quasi quasi il buon Aronofsky potrebbe avere i miei soldi!
    A me Black Swan e The Wrestler sono piaciuti assai, Requiem for a Dream aspetto il momento giusto per guardarlo (probabilmente non arriverà mai, il DVD è là che mi guarda con aria speranzosa…) e Pi mi manca proprio…merita? The Fountain non è proprio roba per me, ma per essere “artsy” l’ho trovato comunque assai meglio (seppur privo di ultraviolenza calcista) di Only God Forgives e Valhalla Rising, giusto per citare un paio di pacchi a caso visti in questi ultimi anni…
    Posso postare il link a un sito che contiene una recensione (in inglese) fantastica (sto ancora ridendo) di “Noah” o per ritorsione il Nanni spedirebbe un T-1000 nel passato per eliminarmi quando ero ancora un giovane sbarbatello e non riuscivo manco a fare una trazione alla sbarra?

  32. Mah. Sono indecisa.
    Prima viene il Grand Budapest Hotel di uno dei pochi veri Dei cinematografici rimasti.
    Poi, semmai, il diluvio universale 2.0.

  33. @babol: lo so che quando si parla di religione la gente tende a infervorarsi, ma niente bestemmie per favore

  34. Ceramiche Kobayashi

    Cavolo questa recensione non ci voleva, adesso mi toccherà andare a vederlo! Questo approccio alla “ci credo tantissimo e non me ne frega niente di nessuno” ha un fascino irresistibile per me. Poi vabbè, sono riuscito a tollerare pure the fountain quindi il più è fatto…

  35. Dévid Sfinter

    Ma quindi; più biblico della bibbia, con robot di roccia e battaglie sanguinose. Praticamente “Noah, Antico testamento e troll”. Sembra un’operazione stile Seth Grahame-Smith in grande.

  36. Jean Pieri

    aronofoski (secondo nome più storpiato dopo shamalaian) mi ha già purgato diverse volte e ora è il momento di dire basta: quindi per me è un “no(ah) grazie”

    comunque approvo l’idea di Steven Senegal: voglio una serie di film tratti dalla Bibbia, roba cafona stile Van Helsing, che però si incastrino l’un con l’altro come i Vendicatori della Marvel. qui si che spenderei bei soldi

  37. @Nanni
    Non posso farci nulla, ho la trinità: Padre Scorsese, Figlio Tarantino e Spirito Santo Anderson (che coi 400 calci c’entra poco, lo so, ma in fondo sono una fanciulla!) XD

  38. MKI

    Non credo lo andrò a vedere, non è proprio il mio genere..

    Ma l’ultimo film di tony jaa è uscito?

    per chi ogni tanto tira fuori il M5S: IO per ora preferisco un movimento simil scentology che un PD (e company) che ci fotte il futuro (praticamente niente più pensioni fino alla morte); partiti in cui attività politica serve solo a preservare il loro (dei politici) status quo.

  39. Past

    aggiungo solo che il film è tratto da una GN…quindi le varie divagazioni, mostroni in primis, non sono farina del sacco del buon darren…

  40. @MKI: questo non e’ il luogo per fare discussioni politiche, grazie

  41. Manzanarre Mazzacane

    Ma nel film lo chiamano NoE’ oppure NoA’ ?

  42. Insane78

    @Babol

    evviva la Trinità. Anderson è DIO. e un posto vicino agli altri due se lo merita tutto, pure se non è calciabile.

  43. Che bello, un altro spottone pro vegan dopo Cloud Atlas.

    Ne sentivo proprio il bisogno.

    (addenta un cosciotto di agnello)

  44. Steven Senegal

    @werner: in realtà secondo me il pubblico che si fa portare da questo film al cinema in maniera inconsapevole è proprio quello religioso all’acqua di rose. Ma che poi si impunterà su cose che nemmeno conosce bene, compreso il regista.
    In tutti i casi è un progetto mediamente folle e ben venduto (?)

    @jean pieri: appoggio la tua idea però come mega villain voglio Erode iperviolento che ti uccide lanciandoti contro decine di feti morti al minuto. Se non esce rated r non se ne fa nulla

  45. Il Rated R che ha incassato di piu’ nella storia del cinema, se la memoria non mi inganna, e’ ancora The Passion of the Christ.

  46. Io il Bible Fantasy al cinema lo vedrei volentieri. Tipo, un bel film su Sodoma e Gomorra ci starebbe DADDIO

  47. @munky: non ho capito, hai detto che fanno un film su Sodoma e Gomorra con la DADDARIO???

  48. Hayao Mikakazzi

    Frugivoro ‘sta ceppa!

  49. @nanni credo che qualcosa del genere esista già, sai?:D

  50. Luotto Preminger

    @ Milos Corman: sìsì, la scena di Noè nudo ubriaco c’è eccome. DRUNK NOAH BUTT SCENE

    @ Doppiaggi italioti & Manzanarre Mazzacane: purtroppo non so come abbiano tradotto il nome di Noè perché l’ho visto in inglese…

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