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Out of the Furnace: like a Severgnini

Locandina

Sono stato a Boston. Oh, tutt’abboston? Non avete idea di quante volte ho detto questa frase mentre ero lì. Che ci volete fare: sono molto simpatico. Comunque, sono stato un po’ a Cambridge, un po’ a Boston. Due giorni e mezzo in tutto. Ho mangiato l’aragosta, sono stato alla public library, ho visto il bar di Cin Cin. Il terzo giorno ho affittato una macchina e, canticchiando, mi sono fatto un giro nel New Hampshire. Sono anche stato a Salem che è la città delle streghe. Pazzeschissimo. Poi, ho preso un Greyhound e sono andato a New York. Non avete idea! Oh, raga, è tutto grande a New York! Cioè, le macchine, i palazzi, gli incroci, i morti che tieni, gli hamburger, i cocktail, gli hipster. Tutto più grosso. C’è la metropolitana che ti sembra che da un momento all’altro possano arrivare la gang sui pattini a rotelle de I Guerrieri della Notte, la libreria dove c’è la libraia fantasma di Ghostbuster, i tombini che fumano, l’Empire State Building senza King Kong, il ponte di Brooklyn senza inseguimenti… Tutte quelle cose pazzeschissime di New York, che veramente è una città pazzeschissima. Ci sono stato quasi quattro giorni. Ho sfiancato la mia fidanzata Franziska Liz Sherman in Kar-Wai che, poverina, a New York c’era già stata altre quattro volte (pazzeschissimo!) e le ho fatto fare tutte le cose che si possono fare a New York in quattro giorni. Questo per dire cosa? Che ho una vita a 2000? Che praticamente la vostra vita è come la mia, ma in versione poverinas e io sono la versione deluxe di quello che fate voi? Sì, certo. Ma anche per dire che io adesso sono appena tornato dagli Stati Uniti. Questo significa che io capisco TUTTO meglio di qualsiasi altra persona al mondo. “Scusi, ma TUTTO in che senso?”, mi chiede una studentessa dai capelli color foglia di Sycamore tree, quando in autunno nel Massachusetts diventano di quel tipico colore lì.

Ne so più di Don Buro.

Ne so più di Don Buro.

Mi prendo tutto il tempo per risponderle. Appoggio le mani al mio leggio, mi slaccio un poco la cravatta, sbuffo e poi dico: “Bè, vedi Rhonda, in questo momento io sono pieno della luce degli States. Hai presente la vecchia pubblicità dell’AIZ che c’erano quelli che s’erano fatti le siringate di drogaina e avevano preso il virone? Ecco, quelli lì c’avevano l’alone viola di aiz, no? Io ho invece l’alone Red, White & Blue degli States. In questo momento io vivo nell’onniscenza di tutto ciò che è americano. Voi tutti conoscete i più grandi pensatori dei nostri giorni: Beppe Severgnini e Guido Bagatta. Loro sono SEMPRE appena tornati dagli Stati Uniti. Da talmente tanto tempo che ormai loro l’alone degli States ce l’hanno eterno. Il mio, sfortunatamente, è solo passeggero. Tra poco svanirà e tornerò ad essere una persona normale, uno come voi. Loro invece vivono questa condizione in modo permanente. E infatti cosa fanno? Ti spiegano sempre la rava e la fava di tutto ciò che succede negli Stati Uniti. Anche se vivono a Bresso, e la sera invece di andare allo Spotted Pig a mangiare l’hamburger sono stati a casa a mangiare il passato di verdure e a guardare Controcampo. Ne sanno di sport, di cinema, di cultura, di musica. Ne sanno di televisione, di politica, di cucina, di consumi, dei morti che tieni, di tutto. Se succede qualcosa di rilevante negli Stati Uniti (e.g. le elezioni),  loro si sentono chiamati in causa e dicono la loro su twitter. Non importa dove, Rhonda. Se succede qualcosa in Texas o in Nebraska, loro ne comprendono a pieno il significato intrinseco. E sai perché? Perché hanno pagato il taxi con la carta di credito. Perché sanno che di mancia al bar si lascia tipo, più o meno, il doppio delle tasse. Perché hanno fatto la coda per salire sull’Empire. E io, come loro, in questo momento della mia vita, so tutto degli Stati Uniti. Hai capito, Rhonda. Come dici? Ti chiami Rosalba… Veramente? Pensavo Rhonda.”

newyork

Ed è con questo spirito che mi sono guardato, appena tornato dagli Stati Uniti, il nuovo film di Scott Cooper, Out of the Furnace. Vi racconto la storia. Siamo a North Braddock, in Pennsylvania. Una volta sono stato in un aeroporto negli Stati Uniti d’America dove molto probabilmente c’era almeno una persona che veniva dalla Pennsylvania, per cui possiamo dire che io la Pennsylvania la conosco piuttosto bene. La cara e vecchia North Braddock: si tratta di un posto molto brutto, depresso, con le case in legno un po’ marcio, le bandire degli Stati Uniti un po’ sgualcite che penzolano stanche fuori dalle finestre e i Pearl Jam di sottofondo. Cioè, siamo in una zona degli Stati Uniti talmente presa male che ci sono i Pearl Jam in sottofondo sui titoli di testa. Gente che va in nell’unica fabbrica del paese, la vecchia acciaieria di North Braddock, a spaccarsi la schiena per pochi dollari. Ci va con un pick up che ha visto giorni migliori, ci va con quei jeans un po’ largoni che indossano quelli di North Braddock, hanno il doppio turno e poi arrivano a casa stanchissimi, dopo un passaggio al bar dove hanno bevute una Miller Lite in bottiglia seduti al bancone del bar. I Pearl Jam ci dicono che tra questi sani lavoratori c’è anche Christian Bale, con i capelli longhe e la faccia di quello che nella vita ne ha passate talmente tante che non sto qui nemmeno a perdere tempo e a dirti quante, perché veramente, guarda. Tante.

Scorretto.

Scorretto.

Christian Bale lavora tutto il giorno ed è fidanzato con Zoe Saldana, che lo pressa che vuole essere ingravidata. Lui si passa una mano tra i capelli e dice: “Ho il doppio turno in acciaieria…” e poi si baciano dolcemente tra delle lenzuola bianche, ma bianche tipo l’innocenza della gente di North Braddock. Gente umile, forse anche un poco grezza, ma vera. Loro hanno inserito il filtro magico degli Stati Uniti in tutto quello che fanno. Qualcuno mai stato negli Stati Uniti d’America potrebbe dire che sembra di stare a Pantigliate, ma non è così. Pantigliate è triste squallida. North Braddock è triste con i Pearl Jam in sottofondo. In quell’amarezza c’è tanta di quella Vera Verità che tu neanche te la immagini. La possiamo intuire io, Guido e Beppe che mi hanno avverito adesso con un sms che sono appena tornati dall’America. Tra l’altro North Braddock è un posto orribile e depresso come pochi altri al mondo a causa di tutti quegli eventi della recente storia degli Stati Uniti d’America che avete letto sul twitter di Beppe, ma ha come abitante medio maschile ha Christian Bale e abitante medio femminile ha Zoe Saldana. Ma attenzione: con la coda del terzo giorno. Non con il capello sciolto e bello pettinato di uno che abita a Manhattan. Qui siamo a North Braddock. Comunque diciamo che la media è alta. I Nordbraddochiani come i Masai? Può essere. Infatti lo zio di Bale è Sam Shepard, mentre il fratello è Casey Affleck. Tutti bellissimi. Ma presi male. Molto male.

eeeeeeeeeeeeeeee siamo al top.

eeeeeeeeeeeeeeee siamo al top.

Bale lavora in fabbrica come abbiamo già detto. Il padre sta morendo perché ha un tumore brutto che gli è venuto perché ha lavorato tutta la vita in fabbrica. Ma che ci vuoi fare? Così va la vita, scriverebbe qualcuno. Comunque, ragazzi, non vi preoccupate: ci pensa lo zio Sam Shepard appapà, mentre siete fuori. E Casey che fa? Casey s’è fatto crescere dei muscoletti bellissimi da vedere e fa il marine. O meglio: il marine preso malissimo. Ne ho visti un po’ di marine negli Stati Uniti. M’è capitato di vederne un paio in aeroporto. Non erano come Casey Affleck con la fazza di uno preso male e i muscoletti tutti belli definiti. Erano più delle persone normale, un po’ sovrappeso. Ma Casey invece no. Egli è tutto preso male, perché L’ORRORE DELLA GUERRA!!!! e infatti è un po’ un coglione. Ha dei debiti per delle scommesse che ha perso, con uno con cui è meglio non avere dei debiti (Pier Paolo Pasolini aka Willem Dafoe) e lo vedi che sta per fare una cazzata. Ce l’ha lì. Adesso la fa. Guarda. Adesso la fa. Occhio, eh? Stai attento… L’ha fatta.

Occhio, eh? Stai attenzione... fatta!

Occhio, eh? Stai attenzione… fatta!

Siccome ha i debiti e L’ORRORE DELLE GUERRA!!!, Casey comincia a fare degli incontri di bare knuckle boxe. Lui è forte, ma il mondo è un posto brutto e cattivo e ogni tanto per portare a casa il risultato bisogna saper scendere a compromessi e, se te lo chiede Pasolini, devi andare giù al tappeto senza troppe storie. Ci sono dei soldi in ballo. Soldi che tu devi a me, e che io devo a qualcun’altro che fa ancora più brutto di me, Casey. Sai chi? Woody Harrelson nella parte di Reggie Ledoux di True Detective. Brutto, sporco, cattivo e tutto drogato, Woody Harrelson è in forma smagliante e lo capisce dall’incipit (che è forse la cosa più bella di tutto il film). Mena come un fabbro (uomini e donne), se ne va in giro con la sua scucchia (parte sotto della bocca sporgente rispetto a quella superiore) sempre più arrogante, beve, pippa, ha degli amici ancora più sporchi di lui. E fa schifo. Ma schifo vero. Una volta ho visto lo schifo negli Stati Uniti. Io lo schifo lo conosco e e lo capisco. E Woody è esattamente così: fa schifo e lo vedi che è pericoloso. Abita là, sulle montagne, dove non ci va nessuno a ameno che quel qualcuno  abbia bisogno di comprarsi dei cristalli di meth o abbia voglia di assistere a un incontro di bare knuckle boxe più violenti di quelli, già violenti, che si tengono a North Braddock. Oppure puoi scegliere di finire sparato in testa tra i boschi perché devi dei soldi a Woody Harrelson. Vedi tu.

Non vale: Leo è il produttore del film.

Non vale: Leo è il produttore del film.

Ora, in questo schifo di società che ci manca solo che compaia Bruce Springsteen a scrivere un disco intero sulla povera gente di North Braddock, cosa accade? Io ve lo racconto, ma sappiate che ci sono degli SPOILER. Cioè, potrei anche fermarmi qui con la storia, perché gli elementi sono già tutti in campo e, se anche voi siete stati almeno una volta negli States, avete già capito tutto. Vado con gli SPOILER, occhio. Bale finisce in prigione perché una sera, mezzo ubriaco, investe una donna e un bambino. Viene lasciato da Zoe Saldana, che si mette con Forest Whitaker e rimane incinta dopo 3 minuti. Gli muore il padre. Il fratello cretinetti continua a maturare debiti. Tra l’altro adesso non c’è più suo fratello che fa il turno doppio in acciaieria per dargli una mano coi soldi. E le cose prendono una brutta piega. Ti prego, Willem Dafoe, fammi fare un incontro contro quei buzzurri capitanati da Woody Harrelson. Uno solo, Willem. Così metto posto tutto e posso tornare a stare in veranda con mio fratello, che è uscito ieri di prigione, a piangere per la morte di nostro padre mentre parliamo di battute di caccia e sotto passano i Pearl Jam. Casey non dice nulla a nessuno e ci va. Ma ovviamente finisce ammazzato male insieme a Willem. Bale non la prende bene e, insieme a Sam Shepard, cerca vendetta. E la ottiene. FINE SPOILER.

"Ed è lì che poi andiamo ad inserire del disagio, no? Avete capito?"

“Ed è lì che poi andiamo ad inserire del disagio, no? Avete capito?”

Scott Cooper è uno strano regista e sceneggiatore. Fa anche l’attore ma chi se ne frega. Ve lo ricordate Crazy Heart? Il film country con Jeff Bridges? L’ha diretto lui. Non male. Per questa sua seconda regia s’è messo in tag team con, occhio, tale Brad Ingelsby. Non vi dice nulla? Strano. Brad Ingelsby è colui che scriverà la versione americana di The Raid, quella che verrà diretta poi da Patrick Hughes, già regista di Red Hill, che non era male, e The Expendables 3, che sarà male. Scott Cooper e Brad Ingelsby sanno quello che fanno. Out of the Furnace è un film che al secondo minuti sai che le cose andranno male, molto male, e che prima della fine sarai scoppiato a piangere. Ma grazie a quel pianto sarai diventato anche più uomo, perché i veri uomini non si vergognano di piangere. Te l’ho detto: i ragazzi sanno quello che fanno. Ma se la menano un po’ troppo. Si ha, in conclusione, l’impressione di essere di fronte a un film che si diverte a portare tutto verso una matematica conclusione per poi fare stilisticamente l’opposto. Quando si dovrebbe semplicemente mettere il pilota automatico e procedere come Iddio ci ha insegnato, qui si cerca l’anti spettacolarizzazione. Si va a togliere, quando invece bastava aggiungere una fetta o due. Il risultato è un film che voi non potrete capire non essendo mai stati negli Stati Uniti, ma io che ho capito ho trovato frustrante. Non brutto, eh? Per nulla. Ma un po’ frustrante.

Dvd-quote:

“Quanta amarezza che il mio sensibile animo, aware degli States, ha colto in questo film”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDbTrailer

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24 Commenti

  1. Jax

    Uelcom bek Casanova! Curioso per questo film pieno di fazze da cinema di serie A.

    Severgnini è la noia e Bagatta il portasfiga per eccellenza nonchè la morte di qualsiasi sport che commenti.

  2. ok, ma visto il film che Woody Ledoux vede al Drive -In nel mentre sfracassa pupa ed estranei ? E’ The Midnight Meat Train !

  3. Bread Beat

    @Casanova: ma quindi Olivia Wilde Won-Kar Wai è tornata libera e disponbile?
    Comunque Bale+United States sfigati è un’accoppiata che mi compra subito

  4. @Dikotimiko: bravo! volevo controllare poi mi sono dimenticato…

    @Brad Beat: ti devo spiegare la differenza tra moglie e fidanzatina?

  5. Solero

    Anche Ringo è appena tornato dagli States. In moto.

  6. umbem

    almeno ora ho capito perchè l’abbi atrovato di una noia al di là di ogni ragionevole altro tipo di noia – è che non sono mai stato negli states..

    whitaker deve davvero avere un sacco di debiti perchè è un attore della stramadonna i cui 3/4 di film sono inguardabili e/o inutili.

    è una fiction su una famiglia di Taranto girata con a disposizione il pil del belgio.

    a questo punto, sul tema fratelli sfigati che si occupano di fratelli scemi perchè “la famiglia è la famiglia e comunque che ne sai tu di cosa vuol dire [riempire a caso] con un padre che [è morto/sta morendo] e una madre che [è morta/se nè andata]”, molto ma molto meglio blood ties, che peraltro ha comunuqe zoe saldana e rilancia con mila kunis e marillon cotillard (e mezzo petrachi).

  7. Steven Senegal

    Portato a roma e niente uscita italiana? Comunque me lo immagino così: recitato in punta di overacting

    anche Lars ha l’alone dell’aiz, però è verde-bianco-rosso e al contrario: vive nell’onniscenza di tutto quello che è italiano e soltanto lui ne comprende il significato in negativo

  8. @Umbem: Guarda, ho pensato la stessa cosa. Poi mi sono preso male perché subito dopo ho immaginato i vari Vendola, Fitto e tutti gli altri amici loro che si indignavano perché no, le acciaierie lì non crepano la gente, non si fanno i combattimenti di boxe clandestina, le mogli non lasciano i mariti bianchi per prendersi un nero e mi sono depresso.
    Un po’ come quando leggo Severgnini che mi fa capire quanto io sia troppo più in basso di lui.
    Bagatta mai sentito, non commentava i video della gente mangiata dai coccodrilli su Real Tv? Che ora sia diventato un tuttologo mi mancava.
    Però voglio dire, anche voi che lo seguite su Twitter, ma che colpe avete da espiare?

    @Solero: oggi niente foto di ragazze che leccano cazzi sborrati? Che è successo, sei diventato frocio?

  9. Ryan Gossip

    mai pensato di poter vedere Severgnini e Bagatta quassù. Fortuna che avevi piazzato l’antidoto poco prima (la foto di Vacanze in America) e sono riuscito a continuare.

    La rece mi conferma la stessa sensazione che mi dava il trailer: un film sul DISAGIO che corre su binari sicuri (le cose vanno male, peggiorano, vendetta finale). E’ quel tipo di sicurezza che però mi spinge a vederlo anche se ho letto gli spoiler.

  10. samuel paidinfuller

    ma la foto ve l’ha scattata pascal vicedomini vè?

  11. blueberry

    Severgnini, bagatta, ringo (grande solero!)
    ogni rece qua è una garanzia

    grazie di regalarmi momenti felici

  12. Su Pascal Vicedomini sono caduto dalla sedia.
    L’uomo che veniva mandato a coprire gli eventi più inutili nel mondo, tipo gli Awards del Principato di Monaco (spesso presentati da Van Damme, il motivo per cui li conosco).
    Severgnini va gambizzato prima che diventi una sottospecie di uomo immagine dei tifosi dell’Inter e Prisco si rivolti nella tomba.

  13. Will Gaiman

    Io ricorderei anche quel cretino di Gianni Riotta, che ogni settimana torna dagli States dove millanta di aver studiato giornalismo.
    Gente al livello di quelli che dicono di essere nati in India, di vivere a Vattelapesca, paesino di tendenza sul lago Michigan, e poi li trovi a Casalpusterlengo a giocare a bocce con i gusci delle lumache.

    Sul film non capisco se il film è azzoppato dal messaggio o dallo stile. O forse entrambi?

  14. samuel paidinfuller

    @nanni
    fai al volo un google immagini su pascal e ti cascano le palle

  15. Botte & Costello

    Bale badass hero vs Woody bad bad motherfucker… e non esce nemmeno al cinema!? eccheccazzo
    Comunque al “You let me worry about who’s a nasty son of a bitch” di Bale sono saltato in piedi sul poltrona!

  16. LiDongAn

    Concordo con Will Gaiman su Gianni Riotta -uno dei più inutili cialtroni prodotti dal giornalismo cialtrone di questo paese- e rilancio:quale oscuro rapporto tra la scucchia di Woody Harrelson e quella di Beppe “so-tutto-degli-Usa-mi-lamento-autoironicamente-perché-sono-interista” Severgnini?

  17. Estathe

    Cazzo hai contro Severgnini ?

  18. Io negli States ci sono stato, però appoggio lo stesso umbem quando afferma che questo film è palloso ai limiti dell’inumano.

    Ci mette UN’ORA a iniziare e vabbeh fino a lì tieni duro perché pensi che nella seconda metà si metterà a picchiare duro, invece niente altre mestolate di drama al ralenty e poi tutti a casa che è ora della merenda. Tra l’altro ho letto più di un minchione che l’ha paragonato a Il Cacciatore e ho ancora le mani che mi prudono per l’accostamento.

    Mi stupisce pure trovare la rece qua. Ad esempio – chi l’ha visto lo sa – The Lego Movie è 100 volte più genuinamente calcistico di questa tristonata su celluloide, in attesa di The Raid 2 miglior action uscito finora nel 2014 (sono serissimo).

  19. pasqualobianco

    Tu: Sono stato a Boston. Oh, tutt’abboston?
    Io: Tutt’aboston qui, tranguillo!
    Io: Non venire mai a Chicago pero’!
    Tu: Sarebbe a dire?
    Io: Per caso hai sentito sulla Ditroit?
    Tu: No, perché?
    Io: Bruttacosa e/o robalesa!
    Tu: Guai a te, non fare lo zombi loco PFP!
    Io: No fratella, faccio solo lo piegone tipo… front form freek”!
    (Sorry again)
    http://vimeo.com/87666508
    (mort d’un street-artist)

  20. samuel paidinfuller

    ma leggendo la rece chiedo: che c’entra col blog?
    (a parte a autorizzare casanova a mettere in nota spese il bilglietto del cine e la granita blu elettrico a forma di cono che sè preso all’intervallo)

  21. Werner Washington

    Visto, a me è piaciuto anche se non si tratta di un film calcista nonostante le facciacce brutte e sporche. Anche se lento ha un certo ritmo del montaggio che lo fa sembrare veloce. All’inizio avevo pensato Pearl Jam + Cazzo di Periferia trucida americana = Sundance “c’ho problemi di famiglia” Festival. Ma poi ingrana la marcia giusta, sempre bassa sia chiaro, e succede quello che deve succedere. La differenza, e si vede, la fanno gli attori, come quando Batman esce dal carcere e incontra il Caseina muscolato, ho trovato la scena particolarmente riuscita e vera.

    SPOILER con domanda:

    Il finale è un chiaro omaggio al finale del Padrino parte seconda, anche se non ho capito cosa cazzo aveva sul braccio, è una roba per i tatuaggi? Qualcuno mi illumina?

  22. StEeL ChAiR

    No ma… la foto di Vacanza in America!

  23. David Kronenbourg

    Ma poi perchè hanno fatto la locandina uguale a quella di “killing them softly”, apparte Bale che spara ad uno già per terra?

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