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The Raid 2: recensione giusta ufficiale

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Sapete qual è uno degli effetti collaterali più ovvi della censura?
Più si abbassa il limite del consentito, più qualcuno rinuncerà a starci dentro e, una volta oltrepassato, si sentirà libero di fare quello che gli pare e piace e persino incoraggiato a premere sull’acceleratore.
Per cui è del tutto ovvio che, se da una parte la Disney si auto-censura pure gli schiaffi sul coppetto, dall’altra hai un Gareth Evans che, nel momento in cui decide che è assolutamente indispensabile mostrare una persona che infila un coltello in una parte del corpo a caso di un’altra persona, finché c’è glielo fa rigirare e tirare fuori a strappo per squartarlo meglio.
E tu, spettatore che ultimamente hai dovuto prendere la Xamamina per sopportare un Captain America pensato per i centri di recupero per iperansiosi, davanti a questi gesti ti commuovi.
Sigla (puppa la fava Barry Lyndon, questa adesso è nostra):

Ripassiamo la genesi del film a beneficio di chi è ancora in convalescenza per nausea da PG-13.
Gareth Huw Evans, gallese alto 1 e 90, è nel bel mezzo delle riprese di Berandal, il suo terzo film (il secondo in Indonesia con l’amico Iko Uwais), quando di colpo ha un’intuizione: ma se invece, per esempio, girasse direttamente il miglior film d’azione del nuovo millennio?
Per cui interrompe, e butta fuori The Raid.
Le conseguenze diventano ovvie: la gente richiede il sequel.
Per Gareth è quindi sufficiente riprendere in mano lo script di Berandal, ritoccarlo alla luce dell’esperienza acquisita e delle sue nuove possibilità artistico/economiche, aggiungere una scenetta di collegamento all’inizio e pronti via.
Questo ha portato ovviamente a conseguenze inquietanti, ovvero: QUESTA VOLTA C’È LA TRAMA.
Ci si è quindi divisi in due squadre: da una parte chi temeva peccati di presunzione, dall’altra chi comunque si rendeva conto che un altro film identico, basato su una (riuscitissima) gimmick, non avrebbe avuto molto senso. In mezzo, a tranquillizzare almeno parzialmente, l’episodio Safe Haven all’interno di V/H/S 2, un delirio horror girato in coppia con Timo Tjahjanto, a dimostrazione che il nostro ha ancora ispirazione da vendere e nessuna particolare mania di grandezza.

Segni d'affetto

Segni d’affetto

The Raid 2 ha la trama, dove con “trama” intendiamo qui un canovaccio che non si può liquidare in un solo spiegone del sergente nel furgone della SWAT diretto verso il condominio della morte.
Rama (Iko Uwais) è sopravvissuto al massacro del primo film e, su suggerimento del fratello, ha immediatamente incontrato Bunawar e gli ha consegnato i nastri con le prove sui poliziotti corrotti.
E credeva di scamparsela così, ma ovviamente sbagliava.
Tama, il boss in canotta e ciabatte del primo capitolo, era solo una cellula come tante, parte di un’organizzazione ben più grossa e potente che di certo non gliela lascerà passare liscia.
L’unico modo per sopravvivere è diventare un film di John Woo.
E insomma, è vero che senza saremmo stati tutti un po’ più tranquilli, ma un po’ di trama, di per sé, non ha mai ucciso nessuno. Si tratta sempre di affrontarla con lo spirito giusto. I film di John Woo ce l’avevano e nessuno si è mai lamentato.

Ordinaria amministrazione

Ordinaria amministrazione

Ci sono dei grossi vantaggi a utilizzare come sequel di un film uno script pre-esistente: niente blocchi di ispirazione, niente forzature, niente paranoie sul come portare avanti la storia.
Berandal è la classica storia di gangster alla orientale: c’è il poliziotto infiltrato che non può fidarsi di nessuno, ci sono le famiglie rivali, c’è il figlio del boss testa calda, l’incomodo indipendente ambizioso, tanta carne da macello e gli adeguati power-scagnozzi di fine livello.
Non è esattamente minimale, ma è anche giusto così: Evans a questo turno voleva fare un film normale, senza né i limiti né i vantaggi di un cosiddetto “high concept”, ma questo non significa affatto che volesse di colpo fare il dramma autoriale intimista. Perché se da una parte è vero che Evans si sforza di allargare ulteriormente le sue abilità di filmmaker con sequenze ambiziose e ci sono abbastanza inquadrature fighette da poterci montare un trailer intero che lo faccia sembrare un film di Refn, specialmente una fissa per i primissimi piani sugli oggetti piccoli e per composizioni geometriche con forti botte di colore, dall’altra gestisce tutto benissimo e fa molta attenzione affinché le parti dialogate siano puro contorno e rincorsa emozionale verso l’indiscutibile obiettivo numero uno del film: mostrare le scene d’azione più fottutamente intense che si siano mai viste.
The Raid 2 è ambientato in un mondo che, rispetto al normale film di gangster, chiede un solo extra-sacrificio alla sospensione dell’incredulità, ovvero la scarsa propensione dei suoi protagonisti a servirsi di armi da fuoco. È un mondo, insomma, dove il caro vecchio Mad Dog (“uccidere con una pistola è come mangiare al fast food”) era solo il filosofo principale di un trend evidentemente diffuso. Un mondo in cui se c’è da giustiziare una persona si mandano dodici scagnozzi a mani nude, o una ragazzetta armata di martelli, piuttosto che un pirla che prema semplicemente un grilletto. Non credo che nessuno di voi lo consideri un grosso ostacolo, comunque.
Accettato questo, è tutta discesa: preparatevi ai massacri più cazzuti che si siani visti su grande schermo da tanto, tanto, tanto tempo.

Delicatezza e sportività

Delicatezza e sportività

Fondamentalmente non esistono scene di riscaldamento: fin dallo scontro iniziale nel cubicolo di un cesso – la scena già girata prima di The Raid e rifatta per l’occasione – è roba per cui ogni film d’azione moderno pagherebbe oro.
La megarissa nel fango nel cortile della prigione fa sembrare i Crows Zero di Takashi Miike un film della Marvel: vorresti gridare alla scena più incredibile dell’anno ma siamo appena al minuto 15 e a fine film sarà solo una delle tante.
In due ore e mezzo di durata c’è un solo momento in cui si potrebbe forse accusare Gareth di forzare un pochetto la mano e cedere al fan service, ed è la sottotrama dedicata a Prakoso, ovvero Yayan “Mad Dog” Ruhian. Nell’economia dell’intreccio è importante, ma forse non tanto da dedicarci tutto quel tempo, e c’è addirittura il rischio di confondersi se si riconosce l’attore ma non si intuisce che si tratta di un personaggio diverso rispetto a quello del primo film. Però, onestamente, come si fa a rinunciare a Yayan? Come si fa a dire che non si ha voglia di vedere Yayan da solo contro mille? Come si fa a non godere quando si arma di lungo machete ma non lo usa, e procede invece con il piglio di un terminator massacrando chiunque gli si pari davanti esclusivamente con piedi e mani, per poi finalmente infilzare con un colpo secco colui che era dal principio il suo unico vero bersaglio? Quanto cazzo ce n’è, in questa sola scena che non ha bisogno di didascalie di conferma, di quello stesso inscalfibile rigore etico-morale che ci aveva fatto innamorare di lui nel primo film?
Dopodiché, siccome Evans ci teneva a fare un’opera tutto sommato equilibrata – siamo più vicino a un dramma stilizzato iperviolento come A Better Tomorrow 2 che a un altro esercizio di stile come Hard Boiled – è toccato tagliare fuori per pure ragioni di ritmo sequenze incredibili come questa:

Capito?
Quanti film avete visto negli ultimi anni in cui una roba così sarebbe stata di gran lunga la scena migliore?
Impossibile contarli.
E invece il Gareth si può permettere di sbatterla via.
Perché ha di meglio.
Perché ha un film imballato di gente che si fa malissimo: coltelli rigirati e tolti a strappo, mascelle che si frantumano contro gradini, fazze brasate su piastre, machete, uncini e il solito squadrone di stuntmen kamikaze.
Perché non nasconde niente, e usa la cinepresa per movimenti dinamici atti ad esaltare le coreografie invece che smorzarle.
Si rischia il fumetto con personaggi come Hammer Girl e Baseball Bat Boy, ma entrambi zittiscono nell’istante stesso in cui entrano in azione: la prima conquista per il modo in cui usa due martelli alla volta da entrambi i lati, frantumando ossa con la parte che pianta chiodi e accoltellando e squartando con la parte che li estrae; il secondo ha la mia scena preferita del film quando stende un tizio sparandogli in faccia una palla da baseball e gli chiede di ridargliela, e questo rantolante a terra usa invece le sue ultime forze per lanciarla via per spregio, come se farsi impallinare fosse significativamente peggio che farsi prendere direttamente a mazzate.
E c’è anche l’incontenibile Epy Kusnandar, già vincitore del Sylvester come Miglior Matto per V/H/S 2, qui nei panni di un altrettanto matto produttore di film porno.
Come nel primo film, il nostro protagonista Iko diventa secondario all’insieme: ci mette l’intensità giusta per non sfigurare, e non gli viene mai chiesto niente di eccessivo a livello drammatico, per cui ha tutta la calma per brillare nelle scene di botte, in cui di nuovo la spettacolarità non è data dal lato acrobatico/circense ma da quello tecnico e brutalmente efficace ai limiti dello splatter.
Il nuovo boss finale è Cecep Ahrif Raman, bassetto ma dotato di quel tipo di carisma controllato che trasuda classe ed esperienza come nella tradizione dei grandi classici del kung fu.

Hobo with a machete

Hobo with a machete

Sì insomma, ci sarà anche qualche pausa in più tra una portata e l’altra, ma i piatti rimangono abbondanti e di primissima qualità.
Si esce stremati, commossi e consapevoli che l’asticella per i film action si è alzata a livelli a cui oggi, a Hollywood, nessuno può nemmeno sognarsi di sfiorare.
E se tutto va bene, stavolta per vederlo in Italia dovremmo aspettare un po’ meno: liberate un posto nello scaffale dei classici.

DVD-quote:

“Il nuovo film da battere nella categoria action”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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194 Commenti

  1. Dr. Stranamorte

    @Gaiman: anche io ho avuto l’impressione che la battuta finale si riferisse anche al fatto che non ci sarà un terzo capitolo. Vedremo.

  2. Botte & Costello

    Sono le ore 5 e non riesco ancora a dormire. Ho terminato la visione del Film più di 2 ore fa e non c’è modo che mi passi la botta di eccitazione. Che botta cazzo! Che scene d’azione ragazzi! Tipo… tutte. e poi LA SCENA DELLA CUCINA! la fottuta scena della cucina con le fottutissime lame ragazzi…

    Si, forse a mente fredda dirò che il primo mi aveva gasato ancora di più per via della trama meno “impegnativa”…però ragazzi si parla sempre di 2 bombe assolute.

    #TeamMazzeIncastonateNeiDenti

  3. sebach

    Il terzo capitolo si farà, non fasciatevi la testa. Nelle interviste Evans ha detto che comincia 2 ore prima della fine del secondo. E ricordate che Goto è rimasto vivo, e ora ha tutta Jakarta in mano.

  4. John Matri

    Io non copisco cosa voglia dire che the raid 2 ” sia più cinema”. Ha una narrativa più complessa, dove nel primo era ridotto all’osso ,funzionando benissimo, ma mica vuo dire che sia migliore. E anzi, in un più di momenti(il karaoke,yayan e la moglie ecc…) si aspettano proprio le botte, che puntualmente arrivano e sono gigantesche.
    Spero però che nei prossimi film Evans abbia l’umiltà di farsi aiutare alla sceneggiatura, come troppi registi spesso non fanno.

  5. Ryan Gossip

    ho notato una recente ondata di commenti da queste parti, pertanto mi aggiungo.
    Premessa: niente ripcam, ho aspettato qualche buon’anima che ha riversato in rete il film in ottima qualità ed una altrettanto buon’anima che ha pubblicato sottotitoli perfetti. Detto questo, sarò tra i primi a comprarlo non appena uscirà in bluray, e non lo scrivo così tanto per, lo farò e basta.
    Impressionante il montaggio dei primi 20 minuti: si va qua e là con le varie vicende montando la tensione per arrivare alla prima scena di botte, quella nei cessi del carcere, nel frattempo ricucendo la storia con il primo capitolo.
    Epocale lo scontro nel cortile del carcere, anche qui tensione in salita e poi esplosione di violenza.
    La parte centrale rimane in effetti la più debole, sia perchè perde un po’ le fila del discorso (la famiglia di Rama, la vendetta per il fratello…) sia perchè la vicenda del nostro amico Yayan/Prakoso (nome dell’anno) è effettivamente spinta un po’ di forza. Ma perchè lamentarsi? Come se vederlo in azione fosse un peccato…
    Ma i difetti finiscono qui perchè arrivano i 40 minuti finali, tra inseguimenti (altra cosa che Evans sa girare molto bene) e combattimenti dubito che qualcuno possa raggiungere certe vette nel prossimo futuro, se non lo stesso Evans…
    Una parola sullo scontro finale con “baffetti”: magari rispetto al predecessore è meno coinvolgente dal punto di vista emotivo (ma guarda cosa mi tocca scrivere) ma tra regia, coreografia, montaggio e ambientazione ne esce fuori una cosa talmente bella che si mangia tranquillamente il 99% degli scontri finali che vedrete nella vostra vita.
    Per me siamo nel tipico caso in cui i pregi superano di gran lunga i difetti e li oscurano, non è la perfezione ma di sicuro c’entra il suo obiettivo. Inutile paragonarlo con il primo direi, qui si entra nel campo della valutazione soggettiva.
    Concludo con un piccolo spoiler: ma quant’è bella la legge del contrappasso? Se un nemico usa un’arma, stai tranquillo che morirà tramite essa.

  6. Schiaffi

    Tutti sempre con sto minchia di yayan in testa santa madonna. Senza mettere in discussione le sue abilità atletiche esattamente come tutto il resto del cast (quindi non capisco chi ha deciso che lui spicca + di altri), nell’1 funzionava perchè con 2 frasi in croce e pochi gesti semplici tipo quando fa cenno ai fratelli di allargarsi, era caratterizzato di bestia, il villain che pesta per passione. Top player assoluto. Nel 2 che cazzo è, un deficiente con la parrucca di branduardi che vive da barbone senza motivo e sposato con un ladyboy thai che gli dà dello sfigato a tavola per 10 minuti. Minchia che carisma oh. Poi vabbè i combattimenti…na scimmietta che salta mentre 200 cristiani gli corrono intorno. E’ un dato di fatto che è un tizio cortissimo e se nell’1 funzionava alla grande vestito da h&m in scontri 1vs1 e 1vs2, nel sequel fa cagare mentre schiva 1000 persone e per di + vestito con un cappotto + lungo di lui. Boh io non distinguevo il petto dai piedi, mi sembrava un blocco unico senza articolazioni e cmq se avessero tolto quei suoi inutilissimi 20 min, il film ne avrebbe giovato in ritmo e non sarebbe cambiata una virgola della trama.

  7. John Matri

    schiaffi, a me sembra che tutti si siano lamentati del fanservice della sua apparizione e della tristezza del suo look (sbarbato,capello corto e vestito bene sarebbe stato moooolto meglio), però le sue 2 scene di pizze sono belle, roba che in un film minore si giocavano negli ultimi minuti.Poi io gli avrei dato il ruolo del consigliere,se proprio.
    E a proposito di look, quanto cazzo è triste il villain con gli occhiali da sole e il bastone?

  8. Steven Senegal

    No regà, non scherziamo: Bejo è forse il mio personaggio preferito di questo 2º film. È totalmente fuori luogo, si fa beffe dei suoi alleati, quando è a tavola e gli casca il bastone tira fuori un mannaggia la madonna totalmente gratuito che non puoi non volergli bene.
    È l’anima del film. Le cose succedono grazie a lui.

  9. Il Reverendo

    visto anche io grazie a quell’anima pia che l’ha condiviso in qualità altissima. che dire? a me è piaciuto più dell’uno. appena esce al cine corro a vederlo.

    fotografia e effetti digitali di sangue e spari, che erano i difetti del primo, qua sono migliorati abbestia. la violenza diventa ultraviolenza gratuita. la trama è una ficata. come in snowpiercer anche qua si prende quel che di buono c’è nel cinema orientale e vi si aggiunge quel che di buono c’è nel cinema occidentale.
    sui personaggi io non ho trovato alcun difetto. fighissimi dal primo all’ultimo. tutti caratterizzati alla grande, assolutamente videogiocosi ma credibili nel ruolo che interpretano.

    difetti (roba da poco):

    SPOILER

    -la scena di prakoso al locale, il modo in cui il locale si svuota in mezzo secondo, m’è parso una minchiata. tutti se ne vanno in perfetto silenzio? vaccata. bastava pochissimo per evitarsi sta scemata, invece si vede che il buon gareth ci teneva ad inserire la cosa anni ’70 con i cattivi che entrano di corsa dalle porte nel locale vuoto. evabbè. la si perdona per la fichezza della lotta che segue
    -sempre in quella lotta però c’è quel pezzo dove ficcano tipo 20 mazzate nella schiena a prakoso e quello non solo non si fa nulla, ma non sembra neanche accusare il colpo. roba che manco i monaci shaolin..
    -il tizio con la mazza da baseball che lancia palline con la precisione di un cecchino. beh che a onor del vero ne ammazza uno solo con la pallina, però..

    ma son tutte piccolezze! filmone della madonnona proprio. pure iko col capello corto è mille volte più credibile. la scena tagliata in cui sparano al ragazzino han fatto bene a tagliarla. non che non fosse figa come idea, ma l’effetto di quello sparo è una merda rispetto agli squib di sangue che ci sono nel resto della pellicola.

    non dico ai livelli di hardboiled ma pochissimo ci manca. ottimo!!

    unico dubbio, SPOILER:

    ma il tatuaggio sul polso del cattivo con bastone e occhiali, che era lo stesso tatuaggio di quello che lui stesso fa ammazzare a uco, ma che cazzo significa? che ha tradito la sua banda? serve solo a far dire a uco ”anvedi che questo non mi ha detto tutto” che lo porta a pensare che gliel’abbia messo lui il microfono nel portafoglio?

    ah, altro SPOILER

    ma la scena prima del finale, dove rama je mena con il tizio con i coltelli curvi, ma che bella è? una violenza pazzesca! e arti marziale fichissime!! ora non vedo l’ora esca il tre!

  10. John Matri

    @steven: vero, e adoro lo smadonnamento spropositato per il bastone(e sempre a tavola, ma quanto cazzo è bello Uco che prima di afferrare il fucile perde tempo con un ultimo boccone?). Però c’ha un look dimmerda(mi riferivo a quello, non al personaggio in toto).
    @reverendo: io la scena i prakoso l’avevo vista come lui che si aliena guardando la foto del figlio.
    Sulla scena col tatuaggio, Gareth nel commento audio dice che voleva far vedere come bejo sacrificasse i suoi uomini per guadagnare la fiducia di uco, e come questi si sacrificassero per lui.
    Un difetto che nessuno ha fatto notare:ma che cane è il figlio del boss giappo ?

  11. Il Reverendo

    @John Matri
    si, hanno senso entrambe. che si alienasse l’ho pensato anch’io, anche perchè da inizio film gareth ne fa un bel po’ di salti temporali di quel genere, però buh.
    sul tatuaggio ci sta come spiegazione. in alternativa poteva essere una roba che spiegheranno nel 3, ma così è meglio.
    su goto junior hai ragionissima. tra l’altro è lo stesso che nell’ultimo samurai faceva l’imperatore. la sua faccia da coglionazzo annoiato mi è rimasta impressa!

  12. Steven Senegal

    @matri: sì ha quel look sobrio ed una vaga somiglianza con quel tale che mi pare si chiami mengoni

    @matri & reverendo: io ricordavo che
    SPOILER
    bejo facesse passare i tizi come quelli che volevano fare il culo a Uco in prigione. In pratica erano il “regalo” di Bejo per sancire l’alleanza.
    Giustamente quando Uco scopre che in realtà erano uomini di Bejo (stesso tattoo della banda) fa uno più uno e si rende conto che ha venduto il babbo a quell’infame (e che Reza, l’altro al tavolo che dovrebbe riconoscere in lui il nuovo leader della famiglia bangun, lo tratta a merda) e giustizia tutti
    Così avevo capito ma potrei sbagliarmi che era cam + sun eng ballerini

  13. Steven Senegal

    E sempre a proposito di bejo, come già dicevo, io uno spin off su di lui e il suo scagnozzo Cecep me lo vedrei volentieri. Ma anche uno su Uco e il babbo e su bangun vs goto. Ma pure il film con strapon girl quando arrivano iko e uco versione cravattari

  14. Il Reverendo

    @Steven
    no hai ragione! ha ancora più senso, perchè così si spiegherebbe anche perchè il tizio col tattoo fosse tanto incazzato quando viene ammazzato!

  15. John Matri

    @steven: ma non è mica quello che ho detto io ? Bejo sacrifica i suoi uomini per guadagnare la fiducia di Uco, e questi stanno zitti.Infatti l’ultimo lo guarda in cagnesco, però non dice nulla.

  16. Steven Senegal

    @matri: sì, sì, mancava giusto il passaggio del fatto che li spacciasse come infami della prigione

  17. John Matri

    Quello lo davo per scontato, pero hai ragione.
    Ma m’è venuta in mente una cosa: Ico a aveva quell’adorabile dente storto che fa tanto regazzino sfigatello anche nei momenti più drammatici anche nel primo?

  18. Secondo me questo film lo vedi davvero solo la seconda volta, la prima – abbastanza legittimamente – desideri troppo un remake di The Raid e te ne esci pensando che sarebbe stato meglio tagliare (quasi) tutto fra una scena di mazzate e l’altra.

    Alla seconda visione invece percepisci la cura con la quale è costruita tutta quest’epica criminale e la ferocia di ogni singola inquadratura, non c’è un minuto uno nel quale non potrebbe scattare una violenza inaudita in qualsiasi contesto ci si trovi. E spesso infatti scatta, ma per me il senso di minaccia non si abbassa mai, l’ho rivisto praticamente tutto in apnea.

    Quindi film dell’anno senza se e senza ma, Sylvester già chiuso, miglior action regia manzo atleta fight scena spaccattutto e naturalmente pettinatura (Yayan).

  19. sebach

    Condivido TUTTO quello che ha scritto Darkskywriter. Siamo di fronte al film dell’anno, all’action-movie del decennio, al sequel che eguaglia e supera di giustezza il primo capitolo. Al secondo episodio di una trilogia che ci farà versare lacrime perchè non sappiamo quanto mancherà prima di vedere la conclusione.
    Riguardatelo e godetene tutti.
    E a Settembre accattatevi il blu-ray, che se non li finanziamo noi a quei poveracci della Movies Inspired, ci scordiamo anche il terzo film al cinema…

  20. Marlon Brandon

    Appena visto, capisco le seghe mentali di qualcuno anzi no, non le capisco, posso solo dire che e’ un film della madonna e consigliarlo a tutte le persone cui voglio bene!

  21. mefisto

    visto in lingua originale e sottotitolato ita, tecnicamente perfetto ,i combattimenti meglio di così li riprendeva solo la buonanima di Lau Kar Leung,scene veloci e fotografia perfetta,però la sceneggiatura è debole e ti dimentichi di Rama e del perchè appare ogni tanto; i 2 killer da dimenticare , lei è inguardabile ,ah la scena iniziale è un palese omaggio a Scorsese e a Joe Pesci,vi ricorda qualcosa?cmq nel complesso è uno dei migliori film d azione e il regista ha un potenziale mostruoso,staremo a vedere se crescerà ancora

  22. Ciao, l’ho visto ieri sera (al cinema, beata Francia) e poi mi sono riletto la recensione e tutti i commenti. Ce l’ho ancora durissimo e penso proprio che tornerò a vederlo perché (1) al cinema quando mi capita più e (2) voglio dare soldi al Gareth.

    Per me film meraviglioso, bellissimo nel suo essere diverso dal primo, altrettanto cazzuto quando deve esserlo. Forse, rispetto al primo, ho trovato un pelo meno coinvolgenti le mazzate (anche quando magari realizzate meglio) per un mix di musiche che miravano un filo meno al crescendo di fotta (e che in realtà per lo più non c’erano proprio), personaggio di Iko un po’ esterno ai fatti (nel primo il legame col fratello faceva il suo e comunque era nella merda fino al collo, qua sembra appiccicato con lo sputo, come del resto è) e cattivi che per quanto poi ottimi quando si danno da fare non hanno il carisma di Mad Dog (e su questo ha ragionissima Schiaffi nelle cose che menziona riguardo al personaggio nel primo film).

    Una nota, per Steven e John: ditemi se sbaglio, ma ho l’impressione vi sfugga un dettaglio sulla questione “scagnozzi sacrificati”. Sì, sono scagnozzi di Bejo sacrificati per fare la messa in scena, lo si capisce da subito per lo sguardo incarognito dell’ultimo ucciso e viene poi confermato dal tatuaggio, ma NON vengono spacciati come infami della prigione: SONO loro. L’ultimo ucciso, quello su cui Uco si sofferma e si gusta meglio l’uccisione e che appunto lancia lo sguardo al capo, è esattamente quello che quasi riusciva a farlo fuori e su cui Iko si getta all’ultimo durante la rissa nel fango. Rimane da chiedersi se già all’epoca fosse tutto parte della pantomima o se effettivamente due anni prima l’idea fosse di ucciderlo, Uco.

  23. Steven Senegal

    @giopep:
    SPOILER:
    ma sai che hai ragione? No, pantomima non credo (se così fosse, bejo da mio preferito diverrebbe direttamente l’uber villain tra tutti invillain portatori di handicap). In realtà, visti i suoi tentativi di scalare posizioni nella mala di jakarta, ci sta benissimo che all’epoca tentasse di accoppare uco per far scoppiare la guerra coi giapponesi. E che poi, da istrione qual è, abbia sfruttato la cosa inculando i suoi stessi uomini e cedendoli a Uco (infatti l’ultimo sgozzato lo guarda carico di risentimento).
    Rimane da capire piuttosto perché non urlino a Uco che già l’epoca era bejo che li mandava.
    Povero iko poi in gabbia per 2 anni random poi
    In generale, e sonk d’accordo con il revere’ mi pare, i salti temporali non sempre son gestiti benissimo

  24. Credo non urlino a Uco per una questione di fedeltà al codice, all’onore, al capo e a tutte ‘ste minchiate fino all’estremo. Oppure, banalmente, il capo ha fatto presente che se non fanno i bravi stermina tutti i parenti reperibili. :D

  25. Pronto MacReady

    A me è piaciuto! Se è vero che nella testa Evans ci sia una trilogia -per me- è un gran film di collegamento. Immagino i fuochi artificiali del prossimo!
    Dai a questa gente gli vogliamo bene, quindi il fan service di mad dog ci sta!
    Avrei invece subito messo in carcere Rama, senza far vedere la moglie, senza farlo andare al funerale del fratello, ma in fretta e furia per cercare di agganciarlo al meglio come infiltrato. Lui – e lo spettatore- si sarebbe trovato ancora più confuso, solo, senza un attimo di respiro.
    Ennesima delusione per la mancata distribuzione nei cinema. Comprerò di sicuro il dvd e come per il primo spero ci siano extra interessanti!

  26. Non lo so, mi è sembrato di vedere uno dei tanti film fracassoni di Hollywood. Sicuramente ben girato, ma decisamente troppo lungo, gli attori non sono abbastanza bravi per sostenere una simile trama in modo credibile e verosimile.
    Un deciso passo indietro rispetto a THE RAID, che ritengo un vero capolavoro.

  27. sebach

    @Ivan: ma dai, ci sono differenze abnormi, sia a livello tecnico che di azione nuda e cruda tra questo film e i “fracassoni” hollywoodiani. Nel film di Evans è tutto portato al limite, il sangue e la violenza li puoi toccare con mano, e la regia in diversi punti raggiunge vette che un regista a hollywood per ora si sogna…

  28. Ripeto che tecnicamente (quindi anche come regia) Raid 2 è ottimo, ma a mio modesto parere non raggiunge la frerschezza e l’efficacia del primo. Ho avuto l’impressione che si sia voluto troppo esasperare un qualcosa che era già stato portato al limite. Quando si “esagera troppo” si ottiene l’effetto contrario, ovvero noia.

  29. sebach

    In realtà il primo non era al limite, ma “limitato”, dato che era un action-movie frenetico ambientato in un’unica location in cui si combatteva per oltre 1 ora non stop. E proprio per questo era il primo capitolo quello che da alcuni era ritenuto troppo monotono.
    Nel sequel Evans ha voluto aggiungere altri elementi (e una trama) per dare un ampio respiro e distinguersi dalla formula utilizzata in precedenza.

  30. Benedict Moriarty

    bombone senza se e senza ma, quelle 4 concessioni “stilistiche” alla fine non sono pesanti te le sorbisci in silenzio aspettando il combattimento successivo. ok lo scontro finale non è ai livelli del primo, ma insomma non lamentiamoci, siamo in ogni caso su livelli altissimi.

  31. sebach

    Che poi in realtà il combattimento finale è inferiore solamente dal punto di vista “narrativo”: qui si vede che i due sono quasi sullo stesso livello, mentre nel primo era quasi una lotta impari con Mad Dog. Però come coreografia è UNA BOMBA.

  32. sbronzonella

    Ma perché nel bluray americano hanno messo l’immagine di Iko vestito da Swat come ai bei tempi?

  33. Per me si è persa tutta la “plausibility” che aveva il primo capitolo (pur presentando scene davvero “incredibili”).
    Non esiste che una sordomuta cieca (o quello che era) sia quasi più letale della Black Mamba di Kill Bill.
    O che uno possa prendere tutte quelle botte e rialzarsi.
    Anche il primo era “esagerato”, ma perlomeno il ritmo incalzante e il continuo susseguirsi di scene d’azione ti impediva di “ragionarci sopra”. Il secondo capitolo, a mio parere, è un bellissimo “esercizio di stile”, ma non ha nulla a che vedere col primo, che reputo davvero un capolavoro.

  34. sebach

    Ma veramente stiamo a parlare di plausibilità in un film del genere? Come dice il Cobretti, bisogna già rendersi conto fin dall’inizio che in questo film non esistono le esecuzioni con armi da fuoco (o comunque sono limitate) perchè è tutto votato alla più assurda e goduriosa ultraviolenza..

  35. Sì certo, concordo su questa cosa, ma forse non riesco a spiegarmi: mentre nel primo capitolo il ritmo e la “brevità” dei vari combattimenti non ti permettevano di pensare “maccosa”, in questo secondo tempo la durata delle scene d’azione e a loro ulteriore “esagerazione” mi ha portato a dire di continuo “maccosa???”… Insomma capiamoci: mi sta bene che una recluta prenda a calci 4 persone di cui due armate e le metta KO in meno di un minuto (anche perchè in simili situazioni o risolvi subito o sei morto), ma sinceramente nel due assistiamo a scene per più che esagerate, e abbiamo tutto il tempo per rendercene conto…
    Sordomute cieche che abbattono decine di sicari con un semplice martello, maestri di coltello che con due coltelli a lama ricurva non riescono a sopraffare il povero protagonista che è a mani nude e ha appena sterminato 50 persone (e quindi dovrebbe essere esasusto), barboni che hanno in mano un macete e non lo usano fino all’ultimo “bersaglio”, gente che fa voli della madonna e si rialza senza nemmeno una tumefazione… Se il primo era esagerato, il secondo a tratti mi è sembrato un pelino fantascientifico. E se perdo l’immedesimazione della storia e comincio a dirmi “maccosa”, non siamo più di fronte a un capolavoro, per quanto ben girato e ricco di coreografie. Il problema è che sono troppo ricche le coreografie stavolta, simili scene le potrei “tollerare” solo se il protagonista fosse Kenshiro di Hokuto!

  36. Mi scuso per gli errori ortografici sopra, sarebbe carino poter fare delle modifiche ai propri messaggi per correggere gli errori di digitazione, sorry.

  37. sebach

    Comunque non è cieca Hammer Girl, quello si che sarebbe stato un maccosa enorme xD
    Per me la sospensione dell’incredulità regge anche nel 2, vero come dici tu che c’è più tempo per rendersi conto delle esagerazioni, ma il livello è sempre quello: dici che Rama esausto non poteva battere l’assassino finale con le due lame, ma nel primo lo vediamo fare la stessa cosa (Mad Dog non ha le lame ma è molto più forte del boss di TR2); le tumefazioni io le vedo eccome, e sono molto più crude, la cinepresa si sofferma molto sui particolari più cruenti.

  38. John Matri

    Va beh ragazzi , lamentarsi di ‘ste robe è come andare a fare i calcoli sulla potenza della bomba atomica di Godzi…ah, niente.

  39. Palmiro Tognazzi

    Film incredibile! Il premere l’acceleratore su estetica, ritmi e combattimenti folli lascia senza fiato. Evans cavalca perfettamente il genere senza deludere le aspettative che, per me, dopo il primo The Raid erano senza dubbio altissime. Insomma un picchiapicchia con tutte le lettere maiuscole, uno di quei film che ti lasciano il sorriso paretico almeno per una buona mezz’ora dopo essere usciti dalla sala. Evviva!

  40. Jeffbuck

    Vi leggo. Mai commentato, ma vi leggo. Spesso. L’ho visto! Non potevo astenermi dal commentare anche questa volta. E’ IN ASSOLTO il film con i migliori combattimenti, le migliori coreografie, il pathos, le inquadrature, la fotografia. Ha tutto cazzo. Non si possono fare paragoni con Raid 1 o altre cose “sperimentali”, perché questo E’ un film vero e proprio, con tutti i crismi del caso. Unico paragone che non ho letto … “Man from nowhere” … l’uso dei coltelli nello scontro finale memorabile in entrambi (non allo stesso livello, per carità), il cattivo stessi baffi e stesso taglio di capelli … io una citazione l’ho vista, magari sbagliandomi.

  41. Werner Washington

    Preso il Blu Ray, peccato non ci sia il commento dei 400. Ma allora la organizzate una proiezione speciale o no per festeggiare l’uscita italiana anche se solo in Dvd/Blu Ray?
    Metto a disposizione la mia copia originale per la visione e pretendo l’autografo di tutti quelli che durante la proiezione si pigliano a schiaffi col vicino.

  42. John Matri

    Visto per la quinta volta(dall’inizio alla fine, che se conto solo le scena d’azione andiamo a doppia cifra).
    Prima mezz’ora\atto buono, anche se la scena della visita in prigione è un po’ meh) e potevano tenere la scena cancellata con la morte del membro dello swat.
    Ora e mezza dopo noiosette, storia gangster che aspira a tanto ma non convince.Scene col buon Yayan con un look imbarazzante evitabilissime ,potevano dargli tranquillamente un altro ruolo.
    Inseguimento e tutto il finalone da storia del cinema.
    L’avere atleti al posto di attori ha i suoi indubbi vantaggi nelle scene d’azione, ma problemi nel resto(rivisto anche il primo, joe taslim ha una collezione di faccette mica da ridere, ma mad dog conquista e ico convince, meno nel secondo).
    Steven Senegal mi deve perdonare, ma Bejo è ridicolo e dimostra come le ambizione del Gareth come narratore siano mal riposte, nonostante il grandissmo talento da regista.Al prossimo giro mi auguro lavori su sceneggiature di altri
    Comunque Sylvester 2014 ,sia chiaro.

  43. Ace Sventura

    Visto per la prima volta due sere fa.
    Nonostante avessi letto e capito da voi che il film aspirasse ad un hard boiled e essendone felice mi ha spiazzato. Talmente spiazzato che mi ha anche annoiato; anzi, no, sono arrivato stanco alla fine.
    Sia il primo che il secondo li ho visti tra le 10.00 e la mezzanotte e dove il primo, vuoi per la natura claustrofobica, vuoi per la musica atta ad aumentare la tensione e sempre incalzante, mi tenne sveglio e adrenalinico, il secondo mi ha tenuto sì sveglio, ma assonnato.
    Apprezzo moltissimo il taglio del regista, super attento ai particolari (la vite, il taglio sulla guancia, il secondo taglio sul vecchio taglio sulla guancia, la gente che si rotola dal dolore dopo mezz’ore, iko che picchia una sagoma e lascia il sangue esattamente nella testa come suo fratello ma senza sagoma, il tatuaggio, il pensiero stupido di Uco sul tatuaggio e la ricetrasmittente).
    Dall’altro credo abbia esaregato con i rimpalli di dialoghi e minacce ove vi sono alla fin fine scene già viste e non aiutate da dialoghi particolarmente evocativi e/o taglienti.
    Scene come quelle di iko che mette la telecamerina per vedere l’assassino di suo fratello sono totalmente gratuite e contribuiscono solo ad appesantire il film.

    DETTO CIO’: Evan è comunque un regista in crescita, non dimentichiamocelo.
    E un regista non è automaticamente uno sceneggiatore, per cui ove non arriva lui potrebbe farsi aiutare da altri.
    Sul lato attori: sinceramente non mi dispiacciono, iko ha un suo carattere e sue movenze che lo contraddistinguono, i vari figli dei boss e i boss stessi sono accettabili, yayan è yayan, peccato per la polizia corrotta che si vede pochissimo e per la guerra non iniziata tra bande.

    Anche tutto ciò lascia spiazzati.

    Spero di rivederlo entro la settimana, in orari più consoni.

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