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GODZILLA: LA RECENSIONE

Disclaimer: non ci saranno spoiler clamorosi ma, qua e là, due dettagli sui mostri li sparerò. In ogni caso nulla di quello che scriverò vi rovinerà la visione. Degli spoiler tosti invece ne discutiamo nei commenti, statene lontani. Cercherò di ripetere il meno possibile quanto già detto nella mostrologia dedicata e nella recensione del primo film. Ciao.

Spanish_Godzilla_2014_PosterLa sfida dello scrivere e girare un Godzilla adesso, 60 anni dopo la sua nascita, 10 dopo la sua ultima apparizione, e tra l’altro in America, stava tutta nel riuscire a fare giustizia all’eredità e alla leggenda senza però cadere nei soliti territori dei blockbuster più facili, senza finire nel piattume di chi se ne frega del cinema e preferisce ruttare mentre esplodono le cose. In altre parole, era importante approcciarsi al soggetto partendo da quello che è stato e non da quello che avrebbe potuto essere. Il punto fondamentale dell’operazione era prendere un genere inflazionato come quello dei monster movie e ricordare alle persone che anche quello è un cinema che, quando fatto a dovere, non dovrebbe avere nulla da invidiare ai film tanto esaltati come d’arte e d’autore; che proprio una saga come quella di Godzilla, nonostante i sequel a tratti ironici, sbulacconi e a volte ridicoli, è nata dall’urgenza di fare qualcosa di nuovo, spettacolare, serio e dal messaggio socialmente significativo. Godzilla nasce da un’avanguardia cinematografica con pochi precendenti, da una tecnica sconvolgente e da una narrativa che prendendo il punto di vista umano e mettendolo a confronto con quello della natura stessa è finita per diventare la madre di tutte le metafore quando ancora le metafore potevano essere usate senza sembrare facilonerie letterarie per i poveri di gusto. Per riuscire a tornare a queste idee e in qualche modo ripartire, ridando al mostro un contesto e una forma al passo coi tempi, era necessario lasciare il progetto nelle mani di qualcuno che capisse profondamente il significato di un mostro come Godzilla e che avesse un visione distruttiva chiara, precisa e fatta di quei dettagli che fanno la differenza tra il finto e il reale.
Un soggetto come quello di un Godzilla qualsiasi, alla fine, dovrebbe essere facile da trattare. Come si fa a sbagliare un film in cui un mostro atomico gigante deve combattere con altri mostri atomici giganti mentre le città e le persone ai loro piedi vengono spazzate via nelle più spettacolari delle distruzioni? Come si può dopo così tanti anni, prove fallite ed esempi da cui trarre ispirazione? Sì può, perché sulla carta, Godzilla, ha sempre aggiunto un clausola in piccolo, là nell’angolo, facile da tralasciare. Diceva più o meno sempre la stessa cosa: FILM DRAMMATICO – PERSONAGGI AL CENTRO DELLA STORIA. NO MOSTRO. RIPETO. NO MOSTRO. Nonostante il caps-lock si leggeva poco comunque e la gente ha iniziato a dimenticarsene. Nella cultura popolare di chi non ha mai visto un film di Godzilla si dà per scontato che le sue storie girino tutte intorno a dei mostri grossi sempre più buffi ma spesso e volentieri è proprio il contrario. Ci sono dei concetti grossi quanto il mostro per cui l’uomo è causa del proprio male, e tralasciarli sarebbe come andare al cinema e dimenticarsi come ci si siede. In tutto questo nasce il problema di trovare un regista adatto che sappia gestire sia il lato umano che il lato mostruoso della storia senza trattarli come fossero due cose diverse, e chiunque abbia visto Monsters ha capito subito che la scelta poteva essere solo una.

Godzilla-2014-Roar

LA VISIONE

Passato: Gareth Edwards gira Monsters con 15mila dollari e un bagaglio tecnico della madonna, facendo capire a tutti che il futuro del cinema di mostri fosse tutto lì. Forse non se ne accorse nessuno ma, già allora, il regista gridava “GODZILLA” da tutte le parti. Il tono, il messaggio, i personaggi e la computer grafica erano al loro posto. Bastavano solo qualche milione di dollari in più e un mostro gigante.
Presente: Gareth Edwards gira Godzilla con 167 milioni di dollari, spazzando via qualsiasi esempio di mostro in CGI e ponendo le basi per un futuro fatto di mostri che sembrano esistere davvero.
Futuro: Gareth Edwards è il capo dell’universo.
Capisco chi non ha amato Monsters: è una storiella d’amore, a tratti ripetitiva e stagnante, che mostra il suo potenziale più alto solo nelle sequenze finali. È un film che nelle premesse inganna, fa venire il nervoso, e alla luce di questo capisco, fino a un certo punto, chi non ha amato Godzilla o chi è sempre stato scettico. Questo Godzilla parte dal presupposto che per girare un buona storia ci sia bisogno di raccontarla creando un contesto adeguato, cosa che, inevitabilmente, richiede del tempo. Capisco quindi chi è andato al cinema ancora pieno di Pacific Rim aspettandosi la stessa esuberanza e lo stesso tipo di spettacolo. Capisco, quindi, chi aveva voglia di vedersi il solito blockbuster con le cose grosse e, per lo stesso motivo, capisco anche che chi si aspettava qualcosa del genere non aveva alcuna idea di cosa fosse Godzilla e cosa comprendesse il suo immaginario. La differenza, sostanziale, è che Godzilla non è e non è mai stato il vostro solito film con il mostro grosso. È sempre stato qualcosa in più, che fosse nell’esagerazione o nella serietà.
Quello che leggerete da tutte le parti è che Godzilla ci mette un vita ad arrivare. È vero, la prima ora è tutta storia, una storia che funziona perché pulita da tutto l’esuberante che il cinema d’azione ama. Nulla è raccontato per il semplice piacere di farlo così come nessuna azione è mostrata per il piacere dello spettacolo. Non vediamo militari sparare razzi a caso distruggendo più città dei mostri perché sono belle le cose che esplodono. Non vediamo azioni insensate dirette da dei generali che sembrano usciti da Avatar. Non esiste, qui, lo stereotipo action dell’azione militare arrogante, della scienza lasciata per ultima, dell’eroe in quanto unica persona a capire davvero cosa stia succedendo. Non esiste, a dirla tutta, alcun stereotipo sui generi. A far da padrona qui è la ricerca quasi maniacale del realismo e, di conseguenza, del giustificato, con l’unico obbiettivo di immergere gli spettatori in un mondo talmente verosimile da non permettergli di sospendere l’incredulità quando entrano in gioco dei mostri atomici giganti, qui giustificati da un contesto nucleare in cui la nostra dipendenza da quella energia non è differente dai bisogni biologici dei mostri risvegliati. Gli unici difetti, quelli più evidenti, vengono da una scrittura forse troppo legata all’immaginario americano per cui il trasporto emotivo verso un giovane militare dalla famiglia perfetta, qui gran protagonista, è dato per scontato. Non è un personaggio estramemente approfondito, come del resto tutti gli altri, ma in ogni caso vengono mostrati i giusti dettagli per comprenderne la posizione nella storia e le motivazioni, senza ripiegare su trame parallele insignificanti per aumentare dell’empatia non necessariamente richiesta. La tanto ricercata carica emotiva verso i protagonisti è riuscita in almeno un paio di occasioni, tutte nella prima ora, e inizia a fallire solo quando Godzilla diventa il grande protagonista della storia. Lì tutto si carica sulle sue spalle, la missione dell’eroe diventa la sua missione; tutte le emozioni e le aspettative vengono sfogate in un unico, lunghissimo, ruggito.

20823568_godzilla

Questo.

Gareth Edwards, nel frattempo, fa miracoli. La sua visione della distruzione è chiarissima, precisa e satura di dettagli. Ogni immagine, ogni relitto, ogni paesaggio desolato e ogni palazzo in rovina è un dettaglio che si aggiunge a un altro. La ricerca maniacale del realismo di cui prima è qui sfogata nella più precisa e minuziosa devastazione che abbia mai visto su uno schermo. Il cinema di Gareth Edwards è un cinema di dettagli, di cose apparentemente piccole e inutili ma che nell’insieme creano un mondo che esiste davvero. La precisione nel mostrare uno sfondo, un punto in lontananza, una televisione accesa, fa in modo di dare vita a un mondo che potrebbe benissimo essere il nostro. Non c’è, nella sua visione, alcuna sbavatura, alcuna ricerca dell’esagerato, solo la grande ambizione di riprendere cose che non esistono come se ci fossero sempre state. È un processo di continuo perfezionamento della finzione verso il realismo che il cinema ha iniziato nel momento in cui è nato e che ora sta ottenendo i suoi risultati più spettacolari.
Concentrandosi sui dettagli Edwards fa in modo che l’azione sia limitata in momenti ben precisi, costruiti nel tempo con la minuziosità di chi vuole che questi abbiano effettivamente l’importanza che si meritano. L’apparizione di Godzilla, le sue caratteristiche più conosciute, le sue mosse più iconiche; tutto viene mostrato dandogli un peso ben specifico, garantendo spettacolo e stupore nonostante l’ovvietà di quello che sta succedendo. Descrivere un mostro nella sua più classica delle forme riuscendo comunque a lasciare a bocca aperta è forse la più grande conquista del regista. Questo, e la grafica dei mostri.
Appena lo vediamo Godzilla è talmente grosso da non stare, letteralmente, nell’inquadratura. La prospettiva umana diventa lo strumento principale per descriverne la possenza e solo in lontanza, sullo sfondo, il mostro può essere visto nella sua interezza. Edwards ci mostra lui e i due MUTO (le cui teste dal design quasi robotico mi sono piaciute più del dovuto) concentrandosi prima su dettagli e parti del corpo, ostendando inquadrature per lunghi secondi che, semplicemente, urlano “guardate come sono bravo”, per poi lasciarsi andare in sequenze di assoluta calma in cui le creature, ferme, vengono mostrate con tranquillità, con la coscienza di non aver sbagliato nulla. Non s’erano mai viste in un monster movie sequenze silenziose in cui gli unici protagonisti sono due personaggi e una gigante testa di mostro, né inquadrature lunghe e statiche su due mostri intenti a uccidersi.
Le scelte riguardanti Godzilla, nello specifico, oltre ad azzeccatissime sono state anche molto coraggiose. Qui non è quell’invincibile creatura che si potrebbe credere, qui è un animale scritto in quanto tale, mosso da istinti primordiali che lo portano a volere solo una cosa, la sua preda, e poco importa quindi se mentre nuota verso l’America una flotta di portaerei lo sta praticamente scortando. In qualsiasi altro film, in qualsiasi altro film americano, Godzilla le avrebbe prese e usate come stuzzicadenti, ma qui, dove regna la ragione, non avrebbe avuto senso. Godzilla è un animale, un animale grasso e pesante, e gli animali faticano, si stancano, combattono fino a non poterne più e, come tutto, hanno dei limiti. Quando Godzilla le prende soffre, incassa, e sul suo volto il dolore è evidente. Godzilla qui è costretto a combattere, risvegliato e governato da un istinto più vecchio di lui, costretto ad esaurire le sue forze e a usare ogni arma in suo possesso. Questo Godzilla, una volta esausto, crolla a terra sotto il peso della sua forza. È anche un Godzilla palesemente scazzato, infastidito a morte dalla presenza di queste due creature che non vede l’ora di rimandare da dove sono venute.

Elizabeth Olsen

Io, al cinema (se fossi una figa).

La sequenza più iconica della pellicola vede un’inerme Elizabeth Olsen ritrovarsi in mezzo ai due mostri, ribaltando la premessa di Monsters per cui erano gli alieni ad essere finiti tra gli umani. Qui sta il film, i suoi concetti; un’inquadratura dal basso, due mostri imponenti; un epico mezzogiorno di fuoco, e noi là sotto, come al cinema, a guardare.
Questo Godzilla, come il film, è l’esempio di mostro più vero e filologico che sia mai sbarcato al cinema. Questo Godzilla, come il mostro, ha posto degli standard tecnici e narrativi che, per ora, solo Gareth Edwards potrà soddisfare.
Forse il film più coraggioso da un po’ di tempo a questa parte, pieno di scelte controcorrente che faranno incazzare tantissima gente ma che, se tutto andrà bene, cambieranno un po’ la faccia di questo tipo di cinema. Il futuro comincia anche un po’ qui, e chissà che non sia il caso, come nel 1965, di aspettare la risposta di Gamera per vedere smuoversi ulteriormente le acque.

DVD-quote:

“Più grosso, più bello, più scazzato”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>>IMDb | Trailer

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366 Commenti

  1. @giopep: a livello simbolico è tutto perfetto, come dici tu, Madre Natura gli ha dato quei ruoli e loro li rispettano. Il problema (che io/b> ho col film, quantomeno) è che il concetto stesso di Madre Natura è discordante con la pseudoscienza iniziale (probabilmente hanno sbagliato a citare il discorso preda-predatore, senza quello forse mi sarei infastidito meno).

    Mi spiego meglio: non c’è nessuna Madre Natura. L’evoluzione procede del tutto a caso, nel senso che, in ogni singolo istante, l’organismo più adatto all’ambiente che lo circonda si riproduce di più degli altri, senza un qualche ordine superiore/preesistente a guidare il processo. E quindi, gli organismi viventi non operano secondo alcuno schema premeditato, non esiste alcun equilibro che debba essere continuamente mantenuto, eccetera. L’equilibrio è solo la risultante di un processo che premia il compromesso più vantaggioso (o meno dispendioso) tra tutte le forze in campo, ma non è una legge immutabile, anzi, la rottura di un equilibrio e il susseguente cambiamento (a volte cataclismatico, almeno per gli organismi coinvolti e alla loro scala) è cosa relativamente frequente e del tutto normale, se non il motore stesso dell’evoluzione. L’universo è dominato dal caos (e dalle leggi della termodinamica) ;)

    Sì, mi rendo conto che tutto questo discorso vada ben al di là delle intenzioni del film, e che possa essere un po’ complicato da capire (lo è per me molto da spiegare :D).

  2. spitefix

    Ripeto quello che hanno detto in molti: Monsters mi è piaciuto tantissimo per i pochissimi mostri funzionali ad una storia scritta, recitata e girata molto bene; Pacifi Rim mi è piaciuto tantissimo perchè la storia era una mezza vaccata e gli attori cagnacci ,ma si trattava di un giocattolone talmente esagerato ed autoironico che non puoi non volergli bene. Godzilla, purtroppo, non mi ha esaltatato: i mostri sono “alla mosters”, e mi sta benissimo, ma la trama è inesistente, buonista e mielosa da diabete, gli attori piatti e la sospensione dell’incredulità fa troppe volte a botte con i buchi di sceneggiatura.
    Scopro qui che detta sceneggiatura (purtroppo?) non è di Edwards: speriamo in un sequel dove abbia un po’ piu’ di voce in capitolo sulla trama.

  3. vespertime

    @giopep: secondo me hai più o meno centrato il punto. La questione dell’equilibrio non è tanto etica quando una questione di ruoli. Non capisco perché un predatore debba cacciare la propria preda esclusivamente per mangiarla sopratutto quando lo fa per mantenere un equilibrio o, se vogliamo dirla più semplicemente, perché l’unico mostro che ci deve stare sul pianeta è Godzilla stesso quindi se ne arrivano altri li prende a calci nel culo. Credo che sia anche per questo che i Muto vengono un minimo “umanizzati” con la scena delle effusioni e con la questione delle uova. Quelli vogliono solo amarsi e moltiplicarsi solo che facendolo il pianeta andrebbe a schifo e allora qualcuno deve prendersi gli schiaffi. In tutto questo Godzilla non ha nessun interesse nello sfasciare cose per il semplice fatto che per lui non abbiamo molta rilevanza. Se siamo in una spiaggia e ci sono dei bambini che giocano e fanno castelli di sabbia a meno che non siamo degli stronzi non andiamo la a buttar giù tutto di proposito e a rompergli i coglioni, sono bambini, falli giocare. Godzilla se ne fotte proprio, nuota sotto, schiva le navi ecc ecc poi ovvio che se deve prendere a schiaffi qualcuno e c’è un palazzo di fianco alza le mani e se si spacca amen.

  4. vespertime

    @Obi-Wan Kitano: e qui ti sbagli. Un equilibrio per i giapponesi c’è. E’ un concetto forte nel loro essere. Per loro tutto a un equilibrio e tutto a un anima, uomini, animali e piante. E’ una cosa che ha a che fare anche con la religione, per questo in quelle produzioni li (citavo Miyazaki non a caso) hanno sempre tutti quei metaforoni sul rapporto uomo-natura-terra. In Godzilla è un po la stessa cosa. Potrei osare tantissimo dicendo che Godzilla ha alcune cose in comune con Totoro ma quì dovrei scrivere pagine lunghissime di spiegoni che non ho voglia di fare. Tutto ovviamente PER ME eh.

  5. Schiaffi

    @cinepatia nn so cos’hai visto te ma nella versione che ho visto io, quando i mostri non si legnavano c’erano soldati americani che saltavano per aria, treni/aerei/carri armati che gli cascavano in testa, molta gente che moriva male. Nessun dramma familiare, bambini usati il minimo sindacale, ottimo ritmo generale, succedono una cifra di cose una sempre diversa dall’altra, johnson credibilissimo nel ruolo, ultimi 30 min mazzate e esplosioni da tutte le parti…boh chi s’è addormentato o s’è lagnato è solo perchè nn ha potuto darsi il famoso gomitino per 2 ore consecutive come con quella merda per dementi di pacific rim.

    Endorsement d’eccezione a jean claude e i 400calci che come al solito si ergono dalla solita massa di merda sciolta web/cartacea e come sempre tirano fuori l’UNICA recensione degna di essere letta, veritiera e che capisci subito non l’ha scritta il classico sfigato del cazzo con l’action figure ficcata su per il culo che non sa manco lui di cosa si sta a lamentare.

  6. Schiaffi

    Ma poi dico io, che ve frega se quello i muto se li mangia o se li incula? Minchia oh pare che sò andati a vedersi quark assieme al cadavere di piero angela questi

  7. Yasujiro Uzi

    Godzilla 2014: un film di porte.

    Ma quante porte che si aprono e si chiudono ci sono in questo film?
    Ci sono più inquadrature di porte che del giovane protagonista (scelta saggia vista la maggiore espressività delle prime).

  8. Biscott Adkins

    FILMONE senza se e senza ma però con 5 minuti in più di mazzate (girate come sono girate quelle che ci sono) avrei gridato al miracolo verso gesù cristo.

    SPOILER

    Quando prende quella brutta puttana della femmina e le vomita il plasma in bocca scena della vita forever

  9. Kairos

    Da appassionato del lucertolone, l’ho trovato soprattutto rispettoso. Non concordo del tutto con le pretese di realismo invocate da Jean-Claude, ma neanche con le critiche di chi, al contrario, gli rimprovera un eccesso di WTF e il sottoutilizzo del mostro. E’ vero, i WTF ci sono, ed è vero, i personaggi umani sono dei non-personaggi: Johnson in particolare è solo un punto di vista, una specie di avatar della cinepresa. Ma a parte il primo, che fa ancora storia a sé, non è che gli altri film della serie fossero molto diversi: storia semplice, personaggi piatti, militari buoni solo a far la figura dei boccaloni. Le scene coi mostri però avevano sempre una marcia in più, anche nelle versioni più bambinesche. Anche quando dietro Godzilla e la sua cumpa non c’era il simbolo, c’era pur sempre il fascino immediato di quelle buffe creature che distruggevano città in miniatura. Da ragazzini non le percepivamo come gigantesche, anzi: capivamo perfettamente che la loro scala era la nostra, e per questo ci immedesimavamo con loro. Che belle quelle città giocattolo, quanti pomeriggi ci avremmo passato, che figata poter distruggere tutto!
    Anche questo mi ha lasciato qualcosa: non mi ha inquietato come il primo, non mi ha intrigato con metafore ambientaliste, non mi ha raccontato una storia interessante, non mi ha fatto appassionare ai suoi personaggi, ma sinceramente non gli chiedevo nessuna di queste cose. Quel che gli chiedevo era di emozionarmi come quando ero un bambino, e c’è riuscito, anche se per il motivo opposto: mi ha fatto percepire quanto fottutamente GROSSO, quanto dannatamente ENORME possa essere Godzilla con i suoi compagni di merende. Loro lassù a menarsi, ed io sotto, minuscolo, a guardare, con la meraviglia negli occhi. Ad oggi, i migliori mostri mai visti al cinema, punto.
    E allora capite come film avrà pure dei difetti, ma come film di Godzilla non potevo chiedere di più.
    Promosso.

  10. @vespertime: no, non mi sbaglio, è la scienza che ce lo dice :P
    Ma scherzi a parte, capisco quel che intendi e sono anche d’accordo. Nel finale il film trasuda sol levante, e posso capire (e rispettare) la scelta. Ma continuo a vedere uno scollamento con l’inizio del film, che è meno giapponese-spirituale e più occidentale-realista, e la cosa mi ha infastidito, non so che farci.

    Ma tagliamola qui che è un discorso da cui non si esce. ;)

  11. vespertime

    Secondo me ha ragione @Schiaffi.

  12. MasterPaskua
  13. Biscott Adkins

    Sto leggendo un po’ di commenti a casaccio e minchia neanche una parola sull’audio! MINCHIA L’AUDIO! io un sonoro così sfruttato l’ho sentito poche volte al cinema (e il film l’ho visto in una sala un gradino sopra a quelle parrochialli)

  14. Aldo Jones

    @Magdalena
    Scusa se arrivo un po’ in ritardo. Per tutto il film i Kaiju assorbono radiazioni, quindi pensavo fosse palese che Godzilla si riprenda perché assorbe le radiazioni della bomba. Nell’ economia del film a quello serve l’esplosione e il mancato disinnesco. Avrebbero potuto anche metterci Watanabe a spiegare la cosa alla fine del film, magari con una frase ad effetto, ma qua quando ci sono gli spiegoni vi incazzate e quando non ci sono li volete. Mettetevi d’accordo.
    Probabilmente l’obiezione sulle radiazioni avrebbe avuto più senso se la si fosse correlata contestualmente alla morte dei M.U.T.O. Infatti per 15 anni il M.U.T.O. maschio ha assorbito le radiazioni di Janjira e non lo hanno ucciso per paura che le rilasciasse ammazzando tutti. Però, anche in quel caso, si può tranquillamente sostenere che, invece, i timori degli scienziati fossero infondati e una volta morti i M.U.T.O. non rilasciassero proprio nulla.
    Per quanto riguarda il disinnesco, non solo avrebbe avuto assai poco patos come scena ma, anzi, sarebbe stata abbastanza ridicola, dato che, essendo un innesco ad orologeria, il nostro grandissimo ed iper-espertissimo geniere non avrebbe dovuto fare altro che ficcarci un cacciavite in mezzo e bloccare le rotelle del count down.
    Per l’eventuale onda anomala generata dall’ esplosione della bomba, beh… non so quanto avrebbe dovuto essere alta ma nessuno dice che, nella scena finale, l’onda non sia arrivata e poi ritiratasi. Ci sono un mucchio di gabbiani in giro. Forse per il pesce spiaggiato. Chi lo sa. Credo che dopo il casino generato dallo scontro tra i titani metterci un altro tsunami sarebbe stato come farsi una sega dopo aver partecipato ad una gang bang ( scusa il francesismo, ma l’esempio calza ).
    Stessa storia per la tanto criticata scena degli spioncini. Non c’è scritto da nessuna parte che i militari non sapessero già che il mostrone femmina aveva lasciato il bossolo e che non fossero già pienamente al corrente del buco nella montagna. Si vede solo una piccola squadra di soldati che vanno a ispezionare i depositi di scorie. Purtroppo vi fissate troppo sul fatto che ogni personaggio debba per forza avere un ruolo centrale nella vicenda e vi scordate che una squadra di militari mandata lì a controllare l’entità dei danni, avrebbe agito esattamente seguendo il protocollo mostrato nel film e cioè, ispezionare stanza per stanza ed avanzare una volta verificata l’assenza di pericoli. Ma che c’è di tanto assurdo ? Edwards ha utilizzato la cosa per ficcarci in mezzo una scena d’effetto ( lo spalancare la porta sul nulla ) che è stata strumentalizzata da tutti i detrattori come una minchiata ma che minchiata non è.
    Ultimo appunto sul M.U.T.O. volante e i satelliti. Lo dicono chiaramente che il M.U.T.O. lancia tanti di quegli EMP da renderli totalmente ciechi. Non credo che i satelliti vadano a vapore, così come le strumentazioni che ne rilevano i dati.
    Poi, oh… se vai a fare la barba alla pulce allora qualche imprecisione scientifica si trova. A me però non è sembrato tutto questo insulto all’intelligenza. Non parliamo mica di Pacific Rim ;o).

  15. micene

    @Stanlio: “Almeno, così è com’è passata a me l’idea: impotenza assoluta e quindi azioni che, a noi spettatori, sembrano tra l’idiota e il patetico. Ma oh, sai, là fuori c’è il lucertolo gigante.”

    Perdonami Stanlio e quindi tu dici che l’idea migliore sia di far vedere tutto il tempo tutte queste cose idiote espletate in maniera idiota senza uno straccio di pathos o di empatia?
    Poi oh, di robe a casaccio ce ne sono quante ne volete: dalla sequenza porta-montagna (a mio avviso trascurabile se fosse un caso unico o limitato), all’inutile sottotrama col bambino sul metro, al rapporto padre-figlio solo accennato, a Watanabe che diventa una specie di scienziato pazzo che dice solo minchiate (cioè stiamo parlando di uno scienziato, non di uno scemo qualunque; non possiamo etichettarlo solo come “so giapponesi, loro ce credono ai mostri”), all’inutile moglie infermiera fino alla storia della bomba:

    – usiamo la bbomba
    – OK!
    (5 minuti dopo)

    – capo i mostri si sono inguantati la bomba.

    Mah…

  16. Magdalena

    @Aldo: long story short, mi sa che siete voi che la fate più grande di quello che è da stamattina, come se vi avessimo ammazzato le madri :P
    Per quanto riguarda invece le tue risposte, sono esattamente quello che tipo mi aspettavo dall’inizio e si vede che era destino arrivassero dopo una giornata.
    Non sono un ingegnere nucleare come non sono un ingegnere in generale, ma credo che se l’impulso EMP della creatura potesse arrivare così in alto… altro che spegnere la città. Poi io non so a che altezza voli quel coso, sia chiaro.

    Il resto che mi hai detto è verosimile, tranne la storia della squadra che, posta in questi termini, potrebbe essere una squadra che va a vedere prima che qualcuno dica loro qualcosa. Ma, posta in quel modo, l’avevo interpretata come una conseguenza della scena prima, non come una scena slegata della serie “Meanwhile in Nevada”. Non c’è modo di capire che si tratti dell’intervento di una squadra interna, non c’è niente che ce lo faccia capire, lo si deve dedurre. Ok niente spiegazioni forzate, ma un elemento di collegamento lì avrebbe fatto comodo. Se c’è e me lo sono dimenticato è un altro discorso.

    Per quanto riguarda il fatto che il Muto non rilasci radiazioni ne ero praticamente certa da quando l’ha detto, non mi sconvolge e non mi impensierisce. Per l’ultima volta, che poi oggi avrei dato, ripeto che non è una questione di insulto all’intelligenza, ma di premesse. Se me lo presenti come un film realistico (e tutto il resto al seguito). Sicuramente chi ne è uscito esaltato ha avuto una visione più indulgente, chi come me è uscito perplesso invece ci ha ragionato sopra talmente tanto da aver cercato di far combaciare alcuni pezzi. Come sopra, non è comunque l’attinenza scientifica il mio (personalissimo) problema, e trovo gran parte delle tue soluzioni soddisfacenti ai miei dilemmi.

  17. @Obi
    Butto solo lì una cosa: e se non fosse scollamento ma semplicemente parte dell’evoluzione del racconto, che vede gli americani provare a più riprese a “gestire” e prendere gli schiaffi perché poi a dominare è la visione orientale?

    Vedi anche l’uso dell’atomica, Watanabe che sconsiglia e tac. Alla fine un po’ tutto il film sembra dire “pensate funzioni così, ma non c’avete capito un cazzo”. E poi la presa per il culo finale di Godzilla che si alza e se ne va senza cagarsi nessuno mentre la gente pensa che sia l’eroe che li ha salvati perché è tanto caro.

    Detto questo, c’è il nuovo trailer del procione, a me piace troppo. :D

  18. Toni Già

    @Biscott: e sì l’audio è spaventoso. Io l’ho visto in un cinema con impiano 7.1 ma in 2D e penso che valga molto più la pena un audio potente che il 3D.
    Chi l’ha visto in 3D che dice? Solita inutilità o merita di più del solito?

  19. Barga

    Sto applaudendo fortissimo Schiaffi.

  20. Sauro Gojira

    Oh comunque i primi link messi sopra alla rece potevate pure leggerli così un minimo di idea del Gojira amico degli umani ve la facevate.

  21. Aldo Jones

    @Magdalena
    Hai toccato un tema chiave: l’indulgenza. In fondo una cosa la puoi giustificare o smontare allo stesso identico modo, senza venirne a capo.
    Per me Pacific Rim è stato così una merda che non ho fatto altro che contare i difetti per tutto il film. Questo Godzilla invece mi ha così preso che, probabilmente, voglio trovare spiegazioni logiche a trovate che sono semplicemente delle mimmate, chi lo sa ? Se però qui se ne discute, io cerco di dire la mia ;o).

  22. licio jerrels

    allora nel film abbiamo un mostro rigenerante che spara raggi radioattivi a volontà ma che sente la fatica del combattimento e il peso della vita. Ok che siamo nella fantascienza ma un minimo di linearità sulle logiche da seguire….

  23. Oboewithashotgun

    Schiaffi è il Godzilla dei 400, arriva mette apposto tutti e se ne va sbattendosene le palle. Bene così.

  24. @giopep mmm, io il titolo del telegiornale sul “salvatore dell’umanità” l’avevo preso sul serio, fosse volutamente perculatorio potrei rivalutare un po’ il finale. :D

  25. @bravo Biscott: audio della straMadonnissima!

  26. Solero

    @Obi-wan Kitano, il titolo è: “saviour of out city?”
    Cmq salvano kickass dalla barca ma il militare resta giù, magari pigliano labbomba con un altro elicottero e la portano via, chissà, io ce provo

  27. rash

    l’unico vero difetto è la totale mancanza di carisma di kick-ass. ma tipo che cerco di ricordarmi il volto nelle sue scene e mi appare solo un ovale bianco. da un po’ fastidio perché alla fine sembra che stia a ricoprire il ruolo di perry mason ai suoi tempi (protagonista bianco), occupando minutaggio a scapito la coppia Watanabe-Hawkins più interessante e più adatta.
    per il resto figata. la scelta di fare un genuino film di Godzilla, aggiungendo solo qualche centinaio di milioni in più alla formula originale(e una regia elegante) è molto coraggiosa nella sua semplicità.
    davvero qualcosa a cui la generazione maledetta degli orci, dei lindelof e compagnia ci aveva disabituato.

  28. Lenny Nero

    Madonna certi commenti mi fanno venire la morte nera. Ma se il vostro sense of wonder è finito giù dallo scarico del cesso che cazzo andate a fare al cinema??? Ok che per apprezzare il film uno non dovrebbe essere per forza un profondo conoscitore della saga del lucertolone, però approcciarsi a un film che rispecchia a pieno lo spirito dell’originale, un film che riesce a rendere plausibili mostri atomici di 60 anni fa, un film dove mostri alti 100 metri se le danno di santa ragione, e fargli le pulci a caso mi fa cascare i coglioni. Il paragone con Jurassic Park ci sta tutto, è chiaro come il sole che Edwards i film Amblin da ragazzino se li mangiava e che alcuni tocchi di regia – regia della madonna, tra l’altro – siano chiara derivazione Spielberghiana (pure il MUTO tenuto a bada coi cavi d’acciaio elettrificati
    mi pare una citazione). Se guardando una roba del genere invece di farvi venire i crampi alla mandibola a furia di tenerla spalancata dallo stupore vi viene da pensare ai kilotoni delle bombe mi spiace per voi.

  29. Trapador

    Film piacevole . niente di più ( per me ) . Ma i versi delle bestie … perché ? Chi ,sentendo quel rumore ,ha deciso che poteva fuoriuscire da un animale ? Mah .
    Sbaglio ho gli animali nell’arena dell’attacco dei cloni facevano gli stessi versi . é colpa di Lucas ?

  30. Marfi

    Questo film è assolutamente assurdo e campato per aria. Lo sanno tutti che i mostri non esistono! (Anche se…)

  31. Magdalena

    La sospensione del dubbio non implica la soppressione totale della logica e della coerenza, ma un loro adattamento in base al tipo di opera a cui va applicata. In alcune situazioni la spettacolarità di alcune scene è spesso subordinata alla loro scarsa credibilità. È il caso, ad esempio, delle scene d’azione in cui l’eroe protagonista riesce a sconfiggere un’intera squadra di avversari che, pur essendo adeguatamente armata e addestrata, soccombe senza mai riuscire a colpirlo. Vi possono essere situazioni in cui la sospensione dell’incredulità si rende necessaria per poter accettare soluzioni cinematografiche che, a loro volta, nascono da esigenze tecniche. Un esempio frequente è quello per cui i finestrini anteriori delle auto vengono tenuti costantemente abbassati per evitare che il vetro rifletta la luce o addirittura la troupe che sta filmando la scena, anche se questo implica che l’auto rimanga aperta anche durante i parcheggi o in pieno inverno. Tuttavia, l’abuso costante della sospensione può portare alla creazione di cliché che, sebbene siano spesso funzionali all’opera, spesso ne diventano un indice di bassa qualità, essendo oggetto di ironia e parodia.”

  32. Magdalena

    Preferisco uno che mi dice “Guarda che non hai capito un cazzo tu, il senso c’è: la bomba deve esplodere per rigenerare Godzilla” che magari neanche è vero ma almeno mi dà una chiave di lettura, del solito che arriva e “Oh my God, un tempo era tutta campagna ed eravamo tutti sognatori”.
    Per il bene di tutti d’ora in poi risponderò solo ai primi.

  33. Sauro Gojira

    Direi che è pacifico che la bomba schioppa solo per ricaricare le batterie a Godzilla :D

  34. Magdalena

    Esatto Sauro. Ed è una cosa – come molte altre del film – a cui da sola non ero arrivata. Me le hanno dovute spiegare qui, le ho capite ed è inutile dire che ho rivalutato di molto il tutto e sono convinta che la recensione abbia ragione. Diciamo che sono molto più convinta di prima. Ma se invece di dirmi per tre pagine che ero pignola e che la bomba non contava me l’avessero spiegato prima, vi sareste risparmiati molti miei inutili commenti :P
    Adattatevi al fatto che non tutti sono esperti come voi e provate ad accettare che qualcuno cerchi di avvicinarsi a questo mondo, prendendo le sue cantonate, ma quantomeno imparando qualcosa.

  35. Ace Sventura

    Per quanto riguarda Watanabe, non è così campato per aria il suo cambiamento. Giapponese, shintoista, scienziato.
    Giapponese: http://it.wikipedia.org/wiki/Giappone
    Shintoista: http://it.wikipedia.org/wiki/Shintoismo
    Scienziato: http://it.wikipedia.org/wiki/Scienziato

    Quando uno scienziato giapponese shintoista vede un cazzo di Kami ( http://it.wikipedia.org/wiki/Kami ) che esce dall’acqua gli fa pensare “fanculo scienza, ho un kami che mi guarda negli occhi! Ehi ‘mmerigans puppate la fava, vi si fa er culo!”

  36. Insomma, anche questo thread di commenti è arrivato al lieto fine con la gente seduta sul retro della camionetta della polizia che si punzecchia accendendosi il sigaro.

    @Obi
    Guarda, non sono l’unico qui ad averla vista così e la cosa almeno in parte mi conforta (:D), ma sì, secondo me quello è proprio il sigillo sulla questione “non ci state a capire un cazzo”. Godzilla si è fatto gli affari suoi, di salvare gli umani nello specifico non glie ne fregava molto.

  37. micene

    Comunque quando leggo cose come “regia della madonna” riferito a questo film ho delle grosse perplessità.

  38. Solero

    Beh, scusa ma certe inquadrature, certe soluzioni, certe scelte son da cappello giù, senza se e senza ma..
    (scena lancio dall’aereo, la bistrattata scena nel deposito in nevada, lo stacco all’aeroporto con immagini del combattimento al telegiornale, scena col muto sul ponte e i due minuscoli sdraiati, l’autista nigga che pulisce il vetro e il riflesso della schiena di G. coi i mocciosi dietro che sgranano gli occhi -amblin!- ETC ETC ETC)

  39. Solero

    certi campi lunghi sul combattimento finale…

  40. Werner Washington

    @ Biscott Adkins

    Vero, il sonoro. Microdettagli a manetta, anche nelle esplosioni si sentiva la differenza con una gamma media davvero oltre la media. Vero che io l’ho visto all’IMAX di Sesto San Giovanni, che già di suo ha un impianto di qualità superiore anche alla sala Energia di Melzo, ma in questo caso ho sentito nettamente la differenza rispetto agli ultimi film che ho visto in quella sala tipo Captain America o La Desolazione di Smaug.

  41. Rocco Alano

    Madre Natura pensa sempre a noi / con Gozzila puoi aiutarla se lo vuoi

  42. Sauro Gojira

    @Magdalena: ma sì guarda, pur essendo rimasto assai soddisfatto dal film, ad alcune critiche fatte mi unisco molto volentieri. Dal nick avrai capito che sono uno di quegli otakumerda che si è subito tutti i filmazzi giappi del Gozzillasauro, ma nonostante ciò la pedanza con cui ti spiegano tutto lo spiegabile nella prima parte mentre nella seconda tutto è dato da chi ha seguito la serie vecchia è uno sbaglio. E lo dico pur sapendo tutto io eh, pesa comunque. Però, anche per questo nel mio primo messaggio ho scritto che una letta ai due link citati pre-rece (mostrologia su Gojira e rece del primo film storico) ve le potevate leggere eh :)

  43. Ceramiche Kobayashi

    Ieri ho letto finalmente la recensione GIUSTA e sono andato a vedere il film con il giusto carico di aspettative. Nessuna delusione, tutto gestito molto bene, non mi ha annoiato neanche per un secondo.
    Questione minutaggio di Godzilla: secondo me assolutamente perfetto, niente mi toglie dalla testa che vederlo di più in azione (emblematica la scena alle Hawaii con i suoi stacchi ad arte) avrebbe tolto molto dell’epicità dello scontro finale.
    Questione WTFs: è vero, ci sono, ma sono meno gravi di quello che i detrattori vogliono far credere e soprattutto sono in secondo piano rispetto alla magnificenza di un impianto non del tutto realistico ma a suo modo molto verosimile.
    Questione personaggi: concordo sul protagonista tonno ma come dicevano altri, può essere anche una scelta voluta quella di dargli la mera funzione di “punto di vista umano” senza l’intento di farci interessare particolarmente alla sua storia/personaggio.

    Ha ragione schiaffi, pur senza essere perfetto, Godzilla caga in testa Pacific Rim senza tanti complimenti.

  44. micene

    @Solero: in parte si, cioé non voglio dire che ci sia una brutta regia o che non si veda che Gareth Edwards sa girare, ma neanche nulla per cui strapparsi i capelli.
    Per me saper girare una scena è diverso da realizzare un buon film. Troppo scollamento, sospensione a manetta, gestione dei tempi di apparizione, insomma per me sono tutte cose in un modo o nell’altro imputabili a Gareth.

  45. Magdalena

    @Sauro: leggere una cosa non vuol dire poi ricordarsela necessariamente né capirla al primo colpo, né tra l’altro necessariamente concordare. Non diamo per scontato che un articolo di un blog, per quanto argomentato, diventi La Bibbia. E comunque, se Godzilla 2014 è un film solo per appassionati… alzo le mani, è una scelta legittima, anche se poco condivisibile.

  46. Sauro Gojira

    No no ma ocio che io ti dò ragione eh. Anzi ho odiato proprio lo stacco netto tra prima parte iperspiegone e seconda parte ad uso e consumo dell’otakumerda.
    E l’ho odiata pur facendo parte della categoria otakumerda pedditte.
    Però, se poi uno vuole analizzare pure i peli del culo di Godzilla dopo, è giusto che un attimo due cose se le legge per evitare di fare le figuracce no? (non sto parlando del tuo caso eh, ma in generale)

  47. vespertime

    Raga come dice @Lenny vi state veramente facendo le domande sbagliate. E i campi LUNGHI nelle scene d’azione con un mostro alto 100 metri ce le devi mettere se no non si capisce un cazzo.

  48. Lenny Nero

    Sì ma se uno le cose non le capisce si riguarda il film o se non gli va di spendere soldi legge in giro sugli internets o mal che vada, ma proprio mal che vada, è un’ipotesi che mi guardo bene da consigliare, si scarica il cam e cerca di analizzare le cose. Non si mette a dire che il film è imballato di stronzate senza capo ne coda. Eh.

  49. cinepathia

    @schiaffi: direi che più o meno abbiamo visto lo stesso film (più o meno perché in quello che ho visto io c’è una scena penosa da 20 minuti con un bambino che sembra esser messa lì tanto per allungare il brodo). comunque dicevo: direi che abbiamo visto lo stesso film che appunto non c’azzecca una mazza con Monsters. Monsters era un film di forma e sostanza. parecchia sostanza, Godzilla è un film di forma e basta. E’ un po’ come se romero avesse girato rec. bel film di zombi rec, ma se vado a vedere un film di romero cerco qualchecosa di differente.
    a dirla tutta degli spruzzi di sostanza li trovi anche in Godzilla: le scorie in nevada, i mostri che se ne battono dell’umanità, l’affetto tra i muti. però sono appunto spruzzi, buttati qua e là che non si toccano mai e non formano mai un fiume di idee e appunto sostanza. poi puoicitarmi pacific rim quanto vuoi, scrivo su un altro sito, pacific rim l’ho recensito e non è che ne abbia poi parlato così bene, anzi… di sicuro se qualcuno mi chiede: meglio che mi guardi pacific rim o Godzilla” gli consiglio il secondo, poi lo spornerei a guardarsi Monsters e a cominciare a guardare film decenti.

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