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Ricercati Ufficialmente Morti: Pulp Fiction

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1994
Ho chiuso con una scuola media piena di gente per bene e sono arrivato in un liceo di gente meno per bene, conosco pochissime persone, alcune usano magliette del neodefunto Kurt Cobain per definire se stesse in maniere che non comprendo benissimo nè mi interessa comprendere, Jurassic Park al momento è il mio film preferito ma tutti parlano di un altro film che è pieno di violenza e bisogna andare a vedere. Organizzo tutto con gli amici della scuola media da cui mi sono separato nel passare al liceo e mentre guardiamo gli orari su un quotidiano di carta e siamo al telefono per decidere l’orario (mio Dio sono cresciuto nel cazzo di medioevo!) uno si accorge che è vietato ai minori di 14 anni. Io li farei tra poco, gli altri già li hanno fatti, vengo da una scuola per bene io e quindi nemmeno ci provo ad andarci lo stesso. Loro ci vanno e io no. Non li rivedrò più. Ora non so nemmeno che fine abbiano fatto, da Facebook avevo intuito che non sono finiti benissimo. Se state leggendo sappiate che oggi mi sono rifatto stronzi e che a mio parere non siete finiti bene per niente. Per niente!
All’epoca bene o male me ne poteva fregare pochissimo, ero giusto un po’ curioso ma ci erano andati i miei e mi avevano detto che “Non è niente di che”. Che lungimiranza i miei.

20 anni fa

Party a cui 20 anni fa non ero invitato

Solo un anno dopo lo recupererò in VHS in compagnia di amici del liceo e mi ci ammazzerò dal ridere pensando che i miei amici del liceo sono molto meglio di quelli delle medie (si, mi avete sentito, erano e sono molto meglio di voi!). C’era John Travolta cosa che non mi faceva strano per niente, per me era uno famoso e quindi faceva il protagonista, tutto a posto. C’era Bruce Willis, e anche lì niente di strano, e poi una serie di persone che non conoscevo, più quello coi baffetti che risolve problemi che è il massimo. A tutti piaceva la scena in cui ballano e la imitavano, anche in tv. A me non diceva niente.
Non avevo notato niente. Niente. Nemmeno che sui titoli di testa c’era il nome di Danny DeVito tra i produttori (porello, si battè come un leone per farlo comprare da tutti ma oggi nessuno glielo riconosce), nemmeno la più stupida delle citazioni avevo notato. Niente. Ma mi era piaciuto. Senza impazzire eh (che pure io ero lungimirante!). Ma mi era piaciuto.

Quello che è poi successo è stato che ho rivisto Pulp Fiction a spezzoni qualche altra volta in quegli anni, ho finito il liceo, mantenuto qualche amico, fatto l’università, sono andato in erasmus (dove l’ho rivisto e dai sottotitoli ho scoperto che “Fuck” in finlandese si dice “Vittu”), ho finito l’università e cominciato a lavorare, tutto mantenendo un pugno d’amici e aggiungendone pochissimi altri.
Parallelamente Quentin Tarantino con quel film si staccava dalla cricca degli indie di cui faceva parte a tutti gli effetti, si sposava con i Weinstein che a loro volta non erano più produttori indipendenti, diventava il salvatore del cinema contemporaneo, girava un film fantastico che nessuno capì all’epoca come Jackie Brown (io in primis), si chiudeva in casa a scavare nella sua passione cinefila ma stavolta coi soldi (il che significa farsi inviare pizze di film introvabili solo per sè) riemergendone anni dopo per dichiarare che dopo tanto scavare non aveva trovato quasi niente di interessante (true story). Girava Kill Bill, confermava a tutti di essere il n.1 e che il resto del mondo aveva fatto bene a seguirlo nell’esasperazione del citazionismo postmoderno, vinceva altri Oscar per la sceneggiatura, si affermava come il principale esperto di cinema di serie B italiano, organizzava retrospettive a Venezia, presiedeva la giuria di Cannes facendo vincere un film bruttissimo, poi presiedeva Venezia facendo vincere un film di una sua ex e infine portava al cinema due film revisionisti stupendi.

2014
Sono passati 20 anni tondi dalla vittoria della palma d’Oro a Cannes. Venti anni di più per loro e per me. Li vedo da lontano (molto lontano) che fanno il tappeto rosso e si divertono a celebrare quello che ora so essere il momento in cui il cinema degli anni ‘90 è cambiato. Stasera il film viene proiettato su un megaschermo montato sul mare, uno che si vede stando in spiaggia. Ci vado.

Tipo così

Tipo così

Quando arrivo trovo una cosa come una 200ina di persone, il 70% delle quali al di fuori del limitato numero di sdraio sistemate come sedili davanti allo schermo. Stanno ai lati o dietro, sulla strada, tanto lo schermo è immenso e si vede uguale e io che sono arrivato all’ultimo secondo mi metto lontanissimo seduto sulla sabbia che se c’è una cosa che mi dà fastidio è stare sulla sabbia quando sei vestito normalmente. C’è un gran casino nelle prime file, roba di flash e videocamere. Dev’essere arrivato lui.
Buio. Tim Roth fa il suo monologo al termine del quale parte Misirlou. Ovazione.

L’avrò sentita un miliardo di volte (ad un certo punto nei primi anni 2000 avevo un gruppo e la suonavamo pure e credevo fosse un pezzo messicano) ma solo stavolta mi ricorda il 1994. Suggestione…

La prima cosa impressionante nel vedere su uno schermo vero quelle clip che so a memoria è la fotografia, lontana anni luce da quella più ricercata del Tarantino di oggi, molto più piegata sugli standard del cinema indie, con pochissime ombre (arrivano solo in scene ben determinate) e uno smarmellamento generale che non fosse per le inquadrature ricercate e i colori pastosi sarebbe pietoso. E poi il montaggio! E’ montato malissimo e non me lo ricordavo. Ci sono diversi stacchi fuori tempo che rendono l’insieme meno fluido di quanto potrebbe essere. Ovviamente tutto questo non influisce manco per il cazzo, è tutto bellissimo. Però chi se lo ricordava…

Best friends 4 ever

Best friends 4 ever

Con il senno di poi quando dopo il lungo dialogo di Tim Roth (che all’epoca ricordo aveva la faccia dello scemotto e oggi invece collego a personaggi furbi e intelligenti) e il lungo dialogo di Jules e Vincent arriviamo al momento in cui entrano nell’appartamento per prendere la valigetta mi rendo conto di quanto la struttura somigli al cinema indipendente che poi sarebbe venuto. Ma la cosa più sconvolgente è che non ricordavo questa presenza della musica. Cioè che ci fosse lo ricordavo ma tutti questi brani ormai notissimi, buona parte dei quali all’epoca dimenticati e quindi rilanciati dal film, sono continuamente in primo piano e non come sottofondo, ogni 10 minuti dialogo parte una canzone. Per gli standard di oggi mi sembra un musical, in realtà è solo lo stile Sergio Leone riadattato da Quentin.

Vincent Vega e Mia Wallace sono al ristorante ora so che li serve Steve Buscemi, che in realtà sarebbe mr. Pink sotto mentite spoglie dopo il colpo fallito in Le Iene; ballano e il pubblico si alza a ballare. Non mi piaceva ieri, non mi piace oggi. Con tanta di quella bella roba che c’è in questo film non capirò mai la fissa per questa scena la cui unica goduria sta nel fatto che il ballerino cinematografico per eccellenza degli anni ‘70 e ‘80 si mette d’impegno per ballare male. Con quella scena Travolta si è rivalutato tutto d’un colpo. Oggi è qui Cannes e di nuovo non è nessuno. Neanche Tarantino ce l’ha fatta. Uma Thurman pure si barcamena come può e vederla giovane, palesemente giovane, apertamente 24enne me lo fa venire duro. Solo per l’età.

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Foto d’archivio con Nanni Cobretti

Rispetto a tutto il Tarantino successivo è un altro mondo, nel senso proprio di universo. Manca la passione per l’Asia e quella scioltezza che ha poi sviluppato nel gestire ispirazioni e sceneggiature ed è molto più inquadrato su soggetti e storie che da lì in poi non ha più trattato. Tantissima droga e molta Los Angeles, i riferimenti di Vega ad Amsterdam mi fanno ridere oggi che so che Tarantino prima di Le Iene non era mai uscito dalla California e che ad Amsterdam ci si era ritirato per finire questa sceneggiatura, mettendoci così dentro le cose che notava in maniera naive.
Quando finalmente Mia Wallace si fa male la droga parte un minimo d’azione fino alla scena presa dal monologo di American Boy di Scorsese, ma ormai non se ne sente nemmeno più il bisogno.

Nero. Entra Christopher Walken, anche lui giovane (se mai lo è stato) e mi pare I cancelli del cielo. Non avevo mai notato le smorfiette che fa durante il racconto dell’orologio, era l’ultimo giorno di riprese quello in cui ha fatto la sua scena, non andava a nessuno, era mattina e si era presentato vestito di tutto punto, anche Tarantino era svogliato. Ha fatto praticamente da solo 3 take e in un paio d’ore aveva finito. I professionisti.
Una cosa invece me la ricordo a memoria, mi aveva colpito pure 20 anni fa: “E ora questo orologio io lo do a te” GONG!! e Bruce Willis si tira su. Una vita intera in due momenti. Nessuno lo decanta mai ma quello stacco per me è come quello osso/astronave di 2001 Odissea Nello Spazio. Uno dei più fondamentali di sempre.

GONG!

GONG!

Willis sta in fase pre Die Hard III, si vede proprio, languiva nelle difficoltà di non aver saputo trovare film all’altezza di Trappola di cristallo da troppo tempo e aveva accettato questa roba indipendente (praticamente tra lui Travolta e Keitel si erano potuti permettere solo gente bollita da unire a sconosciuti tipo Samuel L. Jackson, Tim Roth e Uma Thurman), è incredibile a dirsi ma l’hanno beccato nel suo momento di forma migliore. Il dialogo in macchina con Esmeralda Villa Lobos non ricordavo che avesse i trasparenti palesi, come in un film anni ‘40. Oggi mi pare una citazione ingenua da morire, soprattutto non ricordavo quanto Esmeralda fosse arrapata dal fatto che Butch avesse ucciso un uomo. Dettaglio stupendo. Certo che a 14 anni non capivo un cazzo…
MARIA DE MEDEIROS!! Ma chi si ricordava che era lei Fabienne, chissà perchè nei miei ricordi era un’altra. Pure lei praticamente morta ad oggi.

Quando Marsellus Wallace scopre l’accaduto arriva Vincent Vega e saluta Mia (me lo ricordavo) ma non avevo mai notato che a quel punto ha un un nuovo compagno, un altro nero che un po’ somiglia a Jules ma se non sbaglio è il barista del locale dove Marsellus tratta con Butch. Dopo la morte di Vincent (punto nel quale Harvey Weinstein smise di leggere la sceneggiatura, chiamò Tarantino e gli disse che, a meno che il protagonista che aveva appena letto morire non tornasse in vita nelle pagine successive, il film non si faceva) segue uno dei più clamorosi ribaltamenti di questo film tutto fatto di diverse storie che iniziano in una maniera per il solo gusto di essere ribaltate e finire in una opposta e imprevedibile. In uno scantinato con l’immenso Zed e una serie di idee che non sapremo mai se sono di Tarantino o di Avary, dalla cui sceneggiatura “Pandemonioum Reigns” che Tarantino sostiene di aver pesantemente rimaneggiato è tratta tutta questa parte. Di certo ha il sapore della roba aromatica di Quentin, il passo lento con cui Butch si attrezza per la vendetta (con il senno di poi un vero classico), testando varie armi e poi (ma questo lo ricordavo) quando guarda la katana parte “TAPA TAPA TA! TAPA TAPA TA! TAAA!!”.
È come se Tarantino stesso guardasse nel suo futuro.

Avete visto lo stacco dopo l’apertura della porta? E poi ditemi che non è montato malissimo….
Largo al mito. Tocca a The Bonnie Situation in cui, dopo aver preso la valigetta contenente quelli che un serio e stimato professionista del settore sa essere i diamanti di Una vita al massimo, già rubati in Le Iene (e non l’anima di Marsellus Wallace come mi dicevano i compagni del liceo 20 anni fa), Vincent Vega fa esplodere il cervello di un ragazzo con un colpo di pistola. All’epoca scena eccessiva, dura che impressionava e valse a Tarantino (già famigerato per l’orecchio di Le Iene) l’etichetta di regista iperviolento. Non mi impressionava ieri, non mi impressiona oggi. Io questa storia di Tarantino violentissimo non l’ho mai capita e secondo me (porello) manco lui.

Jules e Vincent a questo punto sono nella merda e chiamano LUI. Non mi ricordavo i dettagli del party elegante in cui Mr. Wolf risponde alla telefonata, un happening che non si capisce se sia iniziato di mattina o se fino a quell’ora ci si sia trascinato. Ad ogni modo una sequela di frasi incredibili dopo questo personaggio, che solo pochi anni fa ho scoperto essere preso da Ashes of time (uscito tipo 20 minuti prima della fine della sceneggiatura di Pulp Fiction), porta tutto ad una specie di redneck che gestisce uno sfasciacarrozze e se ne va, lasciando Jules ad un monologone che sa di serie tv sul kung fu. Anche questo non l’avevo apprezzato come dovevo, mi faceva solo ridere il fatto che lui fosse più duro di tutti e si consentisse la digressione filosofica. Anche qui vedo in controluce Kill Bill.
Musica finale, tutti in piedi, applausi e a casa.

"Immagina: 10 anni di citazionismo senza senso solo per colpa nostra"

“Immagina: 10 anni di citazionismo senza senso solo per colpa nostra”

INFORMAZIONI DI SERVIZIO:
Di tutti quelli coinvolti in questa storia, dopo 20 anni solo Tarantino, Harvey Keitel, Samuel L. Jackson, Bruce Willis, Tim Roth e me stanno messi meglio. Per gli altri quel film è rimasto l’ultimo grande fuoco, per alcuni invece l’unico. Pure Cannes stessa non ha più riproposto un altro film così determinante e capace di incidere un solco nella storia del cinema.
A me alla fine non è entrata troppa sabbia nelle scarpe.
I miei amici delle medie (quelli della scuola per bene) se non sono in galera o racchiusi in una misera esistenza è grasso che cola, quelli del liceo che non frequento più hanno avuto vite iperboliche (in mezzo ci sono poster boys del Gay Village, riusciti uomini d’affari, attori falliti, un poliziotto del reparto celere ora addetto agli sgomberi e un montatore che fece la Scuola Nazionale di Cinema e continuo a cercare senza successo nei titoli di coda di ogni film italiano).
A suggellare l’anniversario, Pulp Fiction uscirà di nuovo nelle sale italiane giovedì 5 giugno.

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84 Commenti

  1. Gigos

    Ah, vè’ mo’ il Capo come li conosce i film di Muccino! Si ricorda anche il Cast! Mo è proprio un esperto! [gomitino-gomitino e ammiccamenti agli altri nel bar]

  2. L’ho visto qualche anno dopo l’uscita, ero troppo piccola, ma i vari amici e mia sorella mi avevano talmente rotto le palle con ‘sto Pulp Fiction che alla fine ho “dovuto” guardarlo.
    Mi ricordo che alla fine mi son sentita come se m’avessero dato un ceffone. Bam!! E ho capito cos’era un film. Cosa doveva essere un film. Poi l’ho rivisto un sacco di volte e ho apprezzato tante cose che non avevo nemmeno notato la prima volta, mantenendo sempre il fatto che io quando guardo Pulp Fiction mi diverto. Tantissimo.
    E Jackie Brown credo sia il film di Tarantino che mi è piaciuto di più, secondo me è perfetto.

  3. @gigos: ogni tanto ho un bisogno talmente disperato di violenza che mi accontento di gente che urla senza motivo…

  4. Botte & Costello

    niente, solo per dire che le scene del risveglio di Willis(con annesso incontro di boxe) + quella in cui Bruce decide di recuperare l’orologio sono tra i momenti preferiti di sempre, per come mettono perfettamente in scena i concetti di orgoglio e onore. Ogni volta mi alzo in piedi urlando come un invasato “VAI BRUCE CAZZO!… GRANDEEEE”
    Quanti ricordi comunque, tipo che fu uno dei primi 3 film che noleggiai non appena feci la tessera di Blockbuster, e da quel momento non ho più smesso di guardare montagne di film…

  5. Pulp fiction capolavoro assoluto senza tempo, ma io scommetto che sotto sotto lo stesso Quentin lo odia un po’, in fondo dopo venti anni ancora viene identificato per quello e così sarà fino alla sua morte. Sapere in anticipo di non riuscire mai più a sfornare una pietra miliare di tale portata nella propria carriera deve dare i nervi…
    Jackie Brown è NOIOSO e chi dice il contrario è un fanboy)

  6. Gigos

    Però “serfie! morto serfie! pure troppo!” non suona ugualmente bene.

  7. Will Gaiman

    Pure a me la scena del ballo non dice nulla. Mai capito tutto questo clamore. Molto meglio quello che c’era prima, con Tarantino che cita Kill Bill, e dopo, con il monologo di Walken che è la parte migliore di tutto il film.
    Anzi, per me è la cosa migliore fatta da Walken insieme a La Scena di True Romance.

  8. bobby perù

    Grande film. Come sgamare uno dei pochi tabu’ rimasti nella cultura occidentale (anche se poi d’inculate ne ho viste parecchie al cinema). Sotto trip e seduti sulle scale del cinema dalla gente che c’era… chiedendoci fino alla fine se il quadrato l’avevamo visto solo noi tre fattoni!

  9. Ace Sventura

    @Nanni talkin’ to me? If so explain, please.

  10. tyus23

    Ragazzi ma è normale che Pulp Fiction al The Space settimana prossima lo sparino a 11 euri, 3 euri in più che tutti gli altri film? E’ così anche negli altri cinema?

  11. pasqualobianco

    Le magliette ragazzi, quante ne servono per girare una scena?

    Poi1; Tarantino fa gli splatter simpatici e li regge bene, più colonna sonora.
    Poi2; Se il cinema fosse un palazzo, PF saresse un mattone molto portante.
    Poi3; fuck a Naxos si dice suka.

  12. @ace: appoggiavo la tua tesi, agganciandomi anche al pezzo in cui Jackie dice “Io questa storia di Tarantino violentissimo non l’ho mai capita e secondo me (porello) manco lui”

  13. Ace Sventura

    @nanni avevo interpretato male il commento, grazie per aver chiarito.

    Eccomunque vi dedico queste cose perchè vi voglio virilmente bene:
    http://tinyurl.com/nrrubn5

  14. Lazy Robi

    Quindi c’avevo ragione! yeah!

  15. Biscott Adkins

    Visto un mese fa al cinema (perchè da me è già uscito?) e rimane ancora una bomba; Bruce Willis miglior figura paterna ever ed Esmeralda #wouldbang mondiale.

    sigla della serata:

    http://www.youtube.com/watch?v=mhGmH4ImFOk

  16. Biscott Adkins

    Rivisto un mese fa al cinematografo (perchè da me è già uscito?): Bruce Willis miglior figura paterna ever ed Esmeralda #wouldbang mondiale.

    sigla della serata:

    http://www.youtube.com/watch?v=mhGmH4ImFOk

  17. Biscott Adkins

    ma io il primo messaggio non lo avevo inviato… vabbè il video merita comunque due link

  18. Milos Corman

    Un bacio virile al buon Jackie che menziona la festa in cui si trova LUI al momento della telefonata, e che cazzo, saranno le 9 di mattina e LUI è in smoking ad un ricevimento? Un funerale (visto l’ambito lavorativo)? Un afterhour?
    Detto cio’, un plauso anche allo zoccolo duro di commentatori a questo meraviglioso sito, che non mancano mai di aggiungere interessanti postille ed aneddoti a post gia’ di loro superbi…

  19. John Matri

    Jackie , faccio il rompicoglioni e dico che in true romance ce sta la cocaina, non i diamanti

  20. vespertime

    Ricordo di non averlo visto al cinema (avevo appena 14 anni nel 94) ma la locandina mi rimase in testa a tal punto che appena usci in VHS lo presi a scatola chiusa senza saperne praticamente nulla. Da li in poi si faceva a gara con gli amici a chi lo aveva visto più volte sviscerandolo in ogni sequenza cercando qualsiasi citazioni fosse presente al suo interno. E’ stato uno dei miei film preferiti per diversi anni e ancora oggi è il miglior film (di pancia) di Tarantino (il migliore in assoluto NON di pancia rimane Inglorius Bastards). Per la cronaca da quegli anni masticai così tanti b-movie che arrivai a Kill Bill riconoscendo tutti i giochini del caso non considerandolo ancora oggi un vero film ma solo un divertimento per cinefili ben lontano dall’essere innovativo e capolavoro (ma non buttiamolo via eh). Non lo vedo da un sacco e se davvero ripassa in sala quasi quasi ci faccio un pensiero.

  21. vespertime

    La scena del ballo fece clamore per diversi motivi. La prima (e la più ovvia) per la sua iconografia, volente o nolente una delle più famose. Seconda cosa di quella scena si parlò molto per via della famosa lite con Godard. La scena cita palesemente quella di “Bande a Part” (li erano in tre a ballare), film di Godard molto amato da Tarantino (tanto che la sua casa di produzione si chiama proprio Band a Part. Citazione diretta). All’epoca Godard si prese molto male per la cosa additando Tarantino di furto (per la scena e per il nome della casa di produzione) arrivando mi pare ad una denuncia. Molti anni dopo ad un festival (Cannes? Venezia? Non ricordo) Quentin incontro Godard e si inginocchiò davanti a lui in segno di rispetto e scuse per sedare le tensioni ma Godard mi pare che gli lanciò un insulto e se ne andò via. Povero Quentin odiato da uno dei suoi miti cinematografici.

  22. Hill 937

    Anche io ho conosciuto questa perla con la raccolta Specchio. Ricordo che era il periodo dei primi pruriti alle parti basse e fu lo sguardo ammiccante di Uma a farmelo preferire al solito film di Aldo, Giovanni e Giacomo che rivedevo in continuazione in quel sciagurato periodo della mia vita. Alla fine Uma tutta ‘sta impressione non me la fece, il film mi fece ravvedere, ripudiare i film di Aldo, Giovanni e Giacomo e lasciò un marchio indelebile dentro di me. Ormai ero lanciatissimo, ci avevo preso gusto. Il pomeriggio successivo toccò a L.A. Confidential (perchè sulla custodia c’era quella venere della Basinger e lei sì che mi impressionò), poi Mission e ad oggi non ne sono ancora sazio.

  23. david

    mah, che tarantino sia piu abile per i dialoghi che per le scene d’azione è vero, tantè che preferisco dieci volte bastardi senza gloria rispetto a django, ma che la scena del KKK sia una bella scena, questo proprio no! Sembra presa da una puntata della premiata ditta o di scary movie, o ancora peggio di un regista esordiente che cerca di fare tarantino.
    P.S. jackie, ma gli amici tuoi non li hai piu rivisti dopo la mancata serata al cinema? ahaha pare una citazione di stand by me, con annessa brutta fine dei personaggi

  24. samuel paidinfuller

    @david
    se la scena del kkk deve proprio ricordare qualcuno ricorda 12.30 di fuoco

  25. david

    samuel, come vuoi, ma resta comunque una scena stupida e che non ha nulla a che vedere col resto del film

  26. Dott Gonzo

    ..dopo di lui, la parola “storpio” prese un significato diverso…col rumore delle dita che rimbalzano sulla pelle nera sopra i capelli….
    ..e quante serate negli anni successivi ubriachi in auto a sentire “you’ll be a woman soon”…
    leggenda, vetta mai piu toccata da quel maniaco mascelloso.

    devo pero’ dire che la valigia di true romance era piena di bamba….non diamanti.. :)

  27. @reverendo
    Però guarda che la videocassetta di Specchio era censurata. Lo ricordo bene perché io l’avevo visto (da diciassettenne) al cinema integrale e lo rividi tempo dopo proprio con quella cassetta comprata da mio cugino tirando tante bestemmie per quel motivo. Oh, poi magari c’erano due versioni pure di quell’allegato… :)

  28. AVV.

    è con questo film che è ripartita la carriera di willis “coi capelli rasati”?
    che poi è diventata una moda globale o l’ha lanciata qualcun’altro?

  29. Fra X

    Danny De Vito è tra i produttori di “Pulp fiction”!?! °_O Non lo sapevo o ricordavo proprio!

    ” ripudiare i film di Aldo, Giovanni e Giacomo”

    Manco fossero, con tutto il rispetto, cinepanettoni. Poi noto un po di atteggiosità. Comunque “Tre uomini e una gamba” e “Chiedimi se sono felice” sono bei film secondo me. Poi boh! Dal 99 ho cominciato a vedere un sacco di classici hollywoodiani, italiani, asiatici… ma non per questo ho ripudiato Al, John e Jack! XD
    Di Tarantino il mio film preferito è “Le iene”. Ma mi sono piaciuto anche PF e “Jackie Brown”. In parte “Kill bill”, soprattutto il secondo mentre “Bastardi senza gloria” è stata proprio una delusione. “Django unchained” una mezza delusione. Seconda parte un po così.

  30. Fra X

    Poi ripudiare è un termine un po forte. Diciamo allontanarsi.

  31. La recensione più bella della storia!

    http://librisottoalcuscino.webnode.it/blog/

  32. Hayao, mikakazzi!

    Poteva essere un buon pezzo, ma smerdato da diverse fesserie, il montaggio è un capolavoro, tra le cose migliori del film, i raccordi al cinema (20 anni fa io c’ero, stronzetti) li ricordo perfetti e nel mio blu-ray sono esattamente come li ricordavo. Il dvd targato cecchigori è un disastro, un crimine contro l’umanità, censurata persino la scena della sodomia (jackie, che cantonata, e poi ‘sto arrampicarsi sugli specchi.. “era un esempio”, ma che cazzo stai a dì.. hai scazzato pesante), comunque quella scena tagliata, assieme a quella del suicidio di cicciobomba in Full Metal Jacket (Mediaset) e quella di Conan (quello di Milius) che affetta la testa di un tipo nell’arena(sempre Mediaset), sono i tre principali motivi per cui ho smesso per anni di guardare i film in TV. Oggi va molto meglio, giovani fortunati.
    Ragazzi, vi voglio bene a tutti, siete bravissimi e avete i coglioni, ma se avete visto l’ultimo film di Sorrentino, (sticazzi se non vi è piaciuto) ripensate a quello che dice Jep alla performer con la fica dipinta sovietica, “Io scrivo per lo zoccolo duro”. E se allo zoccolo duro dici “i tagli fatti male non li ho trovati”, lo zoccolo duro ti manda dritto affanculo.
    infine, due cose. Una: consiglio KILLING ZOE di Avary uscito poco dopo PF, un film che ti fa capire bene quanta percentuale dello sceneggiatore ci fosse in PF.
    Due: “nella valigetta c’è l’anima di marcellus wallace. Sulla sua nuca, il cerotto copre il punto da dove gli hanno estratto la ghiandola pineale” (cit. The Invisibles, romanzo grafico USA edito in italia da Magic Press). Una leggenda diffusa, quindi. Ovvio che la sceneggiatura originale non ne fa menzione, ma chissenefrega, quella valigia serve a una cosa sola: serve a fare del cinema (cit. gli ultimi fuochi, MonroeStahr/Robert de Niro)

  33. Jackie Lang

    Hayao: si è montato spesso male, certi tagli gridano vendetta. Non sei daccordo? Ok. Vuoi le parti esatte? Col cazzo. Non è la testata del centro sperimentale

  34. Wurstel Allen

    La risposta di Jackie è fenomenale. Mi ricorda il commento della vecchietta seduta dietro di me che alla fine del film rivolgendosi al marito disse: ma si sono sbagliati, John Travolta era morto a metà film.
    Non so cosa abbia pensato il marito in quel momento, ma non ha proferito parola.
    Comunque approvo questa idea di scrivere recensioni a caso su film-capolavoro denigrandoli con cose tipo “Tarantino è un coglione”. Ah sì ? e perché ? “Boh, non mi ricordo”. Ma almeno fai un esempio. “C’è quel taglio lì fatto a cazzo”. Ma veramente è fatto dalla censura. “Ah, sì ? Non ci avevo fatto caso”. Beh, si vedeva lontano un miglio. “È un coglione lo stesso anche se ora non mi ricordo bene perché l’ho scritto”. Forse perché volevi farti notare ?

    È meraviglioso. Grazie.

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