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Transformers – L’era dell’estinzione: la recensione che bramavi di leggere

Transformers-Age-of-Extinction

Buongiorno.

IL TRANSFORMIUM.

Lo sappiamo tutti che i Transformers sono per bambini.
Nei primi film ce n’eravamo dimenticati: il culo di Megan Fox, le battute sulla masturbazione, i cani che si inchiappettavano, il robot con le palle penzolanti, il culo di Rosie Huntington-Whiteley…
Quasi (quasi) tutta roba che non ci credo fosse frutto della mente di uno sceneggiatore che poi vuole trovare altri lavori pagati.
Io non ho problemi ad ammetterlo ragazzi, quella per me era colpa di Michael Bay.
Non ho le prove, ma erano schizzi talmente fuori registro che mi sento che è così.
In questo film invece la nozione che il target principale abbia un’età a malapena a doppia cifra ti schiaffeggia violentemente in fazza due volte:
– quando scopri che Mark Wahlberg fa L’INVENTORE;
– quando viene pronunciata la parola TRANSFORMIUM.

Ci arrivo con calma.
Partiamo dalle premesse di questo quarto capitolo.

Senso della misura.

Senso della misura.

Michael Bay dirige tre film sui Transformers.
Tutti e tre incassano miliardi di fantastilioni di paperdollari MA attraggono critiche.
La maggior parte di esse sono deliranti (“il plot pare meno complesso di quelli di David Mamet e i dialoghi meno sferzanti di quelli di Aaron Sorkin!!!1! E in più le trasformazioni non sono realistiche” e cose simili), ma alcune vengono accolte.
Ad esempio, tutto il mondo all’unisono è ormai d’accordo sul fatto che Shia LaBoeuf abbia rotto le palle: Michael, per non sbagliarsi, lo ha sostituito con colui che oggi più di chiunque altro è l’incarnazione dell’eroe americano, ovvero Mark Wahlberg (inizialmente si vociferava di Jason Statham, poi devono aver visto la scena di Parker in cui tenta l’accento texano).
Poi qualcuno ha preso coraggio, si è presentato nell’ufficio di Michael Bay con otto guardie del corpo e backup a portata di auricolare, e gli ha detto “ecco, uhm… JOHN TURTURRO IN MUTANDE NON FA RIDERE!”. A quel punto, con otto pistole di colpo puntate alla testa, Michael ha riappoggiato la granata sulla scrivania e risposto “Bastava chiedere”.
Infine sì, Michael Bay si è rassegnato al fatto che il resto del mondo non ha i suoi stessi occhi bionici, e ha acconsentito di ritoccare il design dei robot per renderli maggiormente distinguibili l’uno dall’altro.
Tutto giusto e ineccepibile.

Dov'è il tuo LaBuffone now?

Dov’è il tuo LaBuffone now?

Si inizia con una rivelazione incredibile: furono i Transformers a causare l’estinzione dei dinosauri.
La volta scorsa ci avevano raccontato che c’erano i Transformers sulla Luna e poi ci avevano messo Buzz Aldrin in persona a confermarlo, ma qui… Boh? Non voglio dare a Michael Bay del bugiardo, ma onestamente puzza un po’ di bufala.
Se fosse vero però, questo assolverebbe Steven Spielberg.
Poi appare Mark Wahlberg nel ruolo di “Cade Yeager” (il cognome è stato scelto per confondere ammorte i fans di Pacific Rim).
Il Mark si presenta in un cinema dismesso per comprare cianfrusaglie e, dopo aver frugato ovunque, sceglie un camion. Che magari a qualcuno di voi suona un po’ strano, ma io sono una persona abitudinaria e, se per circostanze avessi parcheggiato il mio camion DENTRO alla sala invece che fuori nel parcheggio, vi garantisco che me ne sarei dimenticato pure io.
Cade Yeager è un buzzurro dal cuore d’oro che figliò troppo presto e ora si ritrova single con figlia 17enne a carico (anche se Marky ha 43 anni per cui ci starebbe tutto): i suoi sensi di colpa lo portano a dedicare la sua intera vita a fare in modo che lei possa andare al college, possibilmente vergine; il suo piano per guadagnare soldi è inventare cose meccaniche senza neanche uno straccio di background tecnico (e con la faccia di Mark Wahlberg, per di più) e che invariabilmente non funzionano.
Niente più Megan Fox meccanico sexy con le chiappe in primo piano: ora c’è Mark Wahlberg buffo inventore strampalato, tipo il padre dei Gremlins palestrato, e con al massimo la t-shirt sporca.
È il chiaro messaggio che, per proseguire, si consiglia di ri-settare il cervello all’età di 9 anni. Esatto, a quando le invenzioni dei film che non funzionavano non si limitavano a non funzionare ma facevano pericolosissime scintille, e tu invece che preoccuparti ridevi.
Comunque, per non sbagliarsi, Michael Bay fa un primo piano anche alle chiappe della figlia 17enne di Marky Mark (interpretata da Nicola Peltz, di anni 19 secondo il pubblico ministero).
Il partner di Cade Yeager invece, Spalla Comica, per la capacità mostruosamente istintiva di Michael Bay di circondarsi di persone insopportabili è interpretato dal tizio che reggeva la telecamera in Cloverfield.

"I think we just found a Transformer!!!1!"

“I THINK WE JUST FOUND A TRANSFORMER!!!1!” (frase dell’anno)

In ogni caso, salta fuori che il camion trovato al cinema era (ATTENZIONE!!! SPOILER!!!) Optimus Prime (FINE SPOILER).
La situazione è che trattasi di vero sequel, in cui ci spiegano che sono passati cinque anni dalla distruzione di Chicago, ancora sotto shock dall’invasione degli uomini scoiattolo, ma i protagonisti dei film precedenti non vengono nemmeno nominati (forse perché Shia LaBoeuf non è più famoso).
Di conseguenza gli Autorobot si sono nascosti in giro per gli USA e se ne sono rimasti per un po’ buoni e spenti.
Optimus ad esempio era andato a vedere il remake di Robocop, e si era addormentato lì.
Il governo però, con l’aiuto di un cazzutissimo Transformer cattivo cacciatore di taglie, li sta cercando per sterminarli definitivamente, anche perché un tizio che dovrebbe essere l’imitazione di Steve Jobs (interpretato da Stanley Tucci, semi-irriconoscibile nei panni di un eterosessuale) dopo aver raccattato parti di robot morti in giro per Chicago è riuscito a scoprire il segreto per creare dei Transformers in laboratorio.
E il segreto è una particella molecolare metallica aliena di cui tutti i Transformers sono fatti.
Questa particella si chiama…

TRANSFORMIUM

(zan zan zaaan…)

Il Transformium, porca miseria ladra.
IL TRANSFORMIUM.
Imposto il cervello ancora più indietro, all’età di sette anni e non ci penso più.
Questo mi permette di reggere la scena di dimostrazione del Transformium, in cui uno scienziato simpatico palleggia un mucchio di molecole per aria come se fosse uno Slinky e, senza uno straccio di spiegazione, lo trasforma da una radio a una pistola con la pura forza del pensiero.
È una sequenza talmente priva della minima vergogna che pare sia stata ideata apposta per provocare quelli che poi scrivono stroncature interamente basate sui buchi di sceneggiatura (ed è comunque mille volte più accettabile e onesta di qualsiasi buco di sceneggiatura della trilogia di Dark Knight).

"Ok, io ora ti passo questa provetta, e tu da bravo mi fai un po' di Transformium..."

“Ok, io ora ti passo questa provetta, e tu da bravo mi fai un po’ di Transformium…”

Un’altra cosa che non ho ben capito è perché, se Steve Jobs voleva costruire un Transformer buono da pubblicizzare come paladino della giustizia che sostituisse Optimus nel cuore della gente, l’abbia chiamato Galvatron.
Cioè, non so a voi, ma a me il nome “Galvatron” ricorda più “Megatron” che “Optimus”. No? Mi sbaglio? Mi sfugge qualcosa?
Secondo me il fatto che per costruirlo abbia effettivamente usato parti rubate a Megatron è quasi secondario.
Forse gli era andato un po’ di Transformium nel cervello.
Ma tornando a noi: il governo scopre che Mark Wahlberg ha trovato Optimus e lo va a prendere, Optimus si sveglia, arriva anche il moroso della figlia di Wahlberg (Paul Walker da giovane Jack Reynor) e tutti insieme scappano appassionatamente: la scena chiave di questa sequenza è il momento in cui si scopre che il moroso della figlia ha 20 anni, Marky Mark minaccia di chiamare la polizia e lui non solo svela che in realtà stanno insieme da quando pure lui era minorenne ma – a beneficio credo degli spettatori italiani per i quali questo argomento è delicatissimo e di stretta attualità – cita con precisione la legge e l’articolo relativo dello statuto del Texas (la cosiddetta “legge Romeo e Giulietta“). Tutto molto interessante.
Pian pianino vengono recuperati gli altri Autorobot e scopriamo il magico trucco di Michael Bay per renderli distinguibili: c’è Bumblebee, poi ce n’è uno verde con lo spolverino, uno giappo vestito da samurai e doppiato (non scherzo) da Ken Watanabe e uno ciccione con la barba doppiato da John Goodman.
Funziona, niente da dire.

Anche tu una barba perfetta con il TRANSFORMIUM

Anche tu una barba perfetta con il TRANSFORMIUM

Questa parte è il vero termometro del nuovo corso della saga, e ci sono dei miglioramenti ovvi.
Non si tratta più di buttare Shia LaBoeuf nella mischia insieme ai suoi insopportabili genitori e a John Turturro e chiedere loro di improvvisare qualcosa per andare avanti, qualcosa che si risolveva quasi sempre in un nevroticismo diffuso da parte di tutti, urla, tic, stronzate a caso, e a turno i vari Anthony Anderson, Ken Jeong e persino John Malkovich ad amplificare il non-sense e portarlo diverse volte al livello “unghie sulla lavagna”.
Qualcuno di voi considera ancora il primo film come il migliore della serie per via di essere forse l’unico che contiene scene riuscite che non sono action, ovvero la scena spielberghiana del robot che sveglia la bambinetta e quella geniale di quando si nascondono goffamente intorno alla casa della famiglia Witwicky. Pochissima roba se chiedete a me, cancellata tranquillamente dalla nonna di Bernie Mac che mostra il dito medio, da Anderson che va in overdose di ciambelle e da Bumblebee che piscia su Turturro, e niente che arrivi anche solo a solleticare l’incredibile finale del terzo capitolo che dovrebbe essere mostrato in tutte le scuole.
Qui si ritorna ad avere una trama da seguire e dei personaggi da presentare, e quindi a dare più importanza al copione.
Per molti di voi le bambinate saranno comunque troppe e non ho nulla di significativo da obiettare, ma è innegabile che si respiri molto di più.
Persino Stanley Tucci, uno a cui sarebbe facilissimo chiedere di smitragliare una serie di faccette in libertà per tornare ai soliti eccessi, è in realtà contenutissimo.

Michael Bay rilassatissimo sul set

Michael Bay rilassatissimo sul set

Dire che la storia “coinvolga” è troppo, ma per la prima volta almeno non ci si ritrova costretti a distogliere lo sguardo e/o tapparsi le orecchie spazientiti.
Il messaggio lanciato dalla produzione è chiaro: zero problemi con le scene action, e zero problemi con il lasciare ai robot una personalità da barzelletta, ma il contorno è migliorabile e si può rendere ancora più appetibile e universale.
Questo ovviamente non impedisce comunque a Michael Bay di dare il peggio di sè.
In un certo senso è facile lodarlo per la sua prova in Pain & Gain: non era un kolossal action pieno di effetti speciali, ma era pur sempre una storia esagerata piena zeppa di personaggi eccentrici e situazioni assurde, il che si sposava alla grandissima con il suo stile costantemente sopra le righe. Era probabilmente l’unico tipo di storia che è capace di girare efficacemente senza bisogno di far saltare qualcosa in aria, e gli va dato atto in questo senso di conoscere benissimo se stesso e saper individuare il materiale che fa per lui anche fuori dai soliti schemi.
Qui invece sembra a tratti che proprio non possa farcela, che non senta il ritmo della storiella pseudo-spielberghiana che gli hanno di nuovo imposto.
Si procede con una fretta mal camuffata, e ogni tanto esplodono inquadrature dinamiche a casaccio, la cui apoteosi per quel che mi riguarda è nella scena in cui Marky Mark minaccia con la mazza da baseball i potenziali acquirenti della sua casa indebitata e Michael gridando “AAARGH CHE NOIA!!!” attacca la cinepresa alla portiera della loro auto che se ne sta andando.
Per non parlare di quando a volte pompa talmente i colori che nelle inquadrature in cui non ci sono umani pare di vedere Cars della Pixar.
Ma capisci perché girano voci che lui voglia cedere il timone senza necessariamente finire la nuova trilogia.
E in un certo senso aumentano le speranze per Bad Boys 3.

Non una scena dal film , ma la vera statua di Optimus Prime a Hong Kong

Non una scena dal film , ma la vera statua di Optimus Prime a Hong Kong

Poi, circa a metà film, inizia il finale.
Il finale di questo Transformers è lungo abbastanza da fare tranquillamente un lungometraggio da solo.
Considerando che il film intero dura quasi tre ore secondo me potevano dividerlo in due e mandare le due parti nei cinema a un paio di settimane di distanza tipo Nymphomaniac, anche se ora che ci ripenso probabilmente nessuno sarebbe andato a vedere la prima parte.
Stilisticamente, Bay la gioca facile: con i capitali cinesi che impongono di ambientare il finale a Hong Kong, ci sono a disposizione location incredibili come i palazzi dell’ex città murata di Kowloon che permettono giochi geometrici spettacolari.
La grossa novità però è che Michael rallenta il montaggio, fa grande uso di slow motion e inquadra spesso i robot da lontano o comunque a figura intera.
Di conseguenza – tenetevi stretti, stento a credere anch’io a quello che sto per scrivere – l’azione è comprensibile.
Forse ci manca la singola immagine iconica sradica-mascella come nel terzo capitolo quando i grattacieli di Chicago iniziano ad ammosciarsi l’uno sull’altro come mottarelli al sole, ma si tratta comunque di un’ora filata di money-shots consecutivi, e per una volta sono tutti perfettamente distinguibili da occhio umano.
Come ai tempi d’oro di The Rock o Armageddon.
L’assalto sensoriale di questo quarto film è esattamente ciò che avevamo sperato di vedere fin dal 2007, o forse da vent’anni prima quando giocando in cameretta con l’originale linea di giocattoli gli facevamo fare esattamente le stesse mosse.

E questo è niente

E questo è niente

C’era da superarsi, e Michael Bay l’ha fatto di nuovo.
Ci ha messo l’astronave dei Transformers.
Ci ha messo Optimus che va in armeria a scegliere il suo enorme spadone fra una serie di opzioni una più esaltante dell’altra.
Ci ha messo un megacalamitone gigante perché a un certo punto gli stavano strette anche le leggi di gravità.
Ci ha messo roba che a confronto Pacific Rim pare già Robojox.
E quando qualsiasi altro film normale avrebbe chiamato i titoli di coda da un quarto d’ora abbondante, lui fa entrare in scena i Dinobots e tira ancora dritto dove – per coreografia, dinamismo, impatto visivo, dimensioni e cura maniacale dei dettagli di ogni singola, densissima inquadratura – nessun altro può arrivare.
Per Michael Bay, coordinare un’ora di esseri giganti metallici e distruzioni su larga scala ormai è naturale come andare in bicicletta.
E sì, è estenuante, è una roba che a un certo punto annichilisce il cervello, ma non parlatemi di overdose. Non ci credo.
Non esiste fare overdose di sesso, e in seconda battuta non esiste fare overdose di robottoni che, finalmente, si menano così.

No, davvero, cosa devo spiegare?

No, davvero, cosa devo spiegare?

Il finale aperto, QUEL finale aperto che hanno avuto il coraggio di mettere dopo un’ora di battaglia, è assolutamente ridicolo.
Più ridicolo di quando Optimus rimase ingarbugliato mezzora in una serie di cavi.
Ma va bene così.
Il quinto film può aspettare un pochetto, ho da riguardarmi questo almeno altre due o tre volte.

Poster alternativo per il circuito d'essai

Poster alternativo per il circuito d’essai

DVD-quote:

“Per il robottomane che è in te”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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121 Commenti

  1. @affro/vespertime: se ho afferrato quello che state dicendo, e’ piu’ o meno quello che dicevo anch’io nell’intro della rece di Transformers 3:

    http://www.i400calci.com/2011/07/tate-modern-presenta-transformers-3/

  2. samuel paidinfuller

    ho appena scoperto che la hasbro sè piegata a bay e nella linea di giocattoli ispirata al film la trasformazione è tipo “one-click” (tiri due leve e si fa in un paio di secondi)

    ghezzi ne potrebbe parlare fuori sinc almeno una 40 minuti

  3. Affro

    @Nanni: sì, in realtà potevo scrivere anche solo sono d’accordo, ma ho preferito fare il creativo, AHHAHAHAHAH ehm ehm.

    In effetti avevo tentato di ripassare da bravo allievo del Kobra Kai e rileggere quattro volte la recensione del 3 per intero per prepararmi spiritualmente al commento, ma l’iPad mi ha tradito ogni volta crashando ignomignosamente, quindi sono riuscito a fare i compiti solo dopo. Mi fa ridere molto che vista con attenzione la rece già risponde al 90% dei commenti qui fatti nel bene e nel male, buchi di trama e deretani di patate inclusi.

    Ammetto che il periodo di soggiorno a Valverde vorrà pur dire qualcosa anche quando non me ne accorgo, secondo il noto principio di inculturazione spontanea noto come “pizze in da la fazza”.
    Però è anche vero che la mia parabola del gradimento è andata crescendo spontaneamente da film in film, con il primo, quello riconosciuto “con più trama” che mi ha fatto più cagare degli altri, segnando un netto percorso verso l’alto a colpi di “sì beh”, “ma qui?” e “però dai”.
    Quindi o è solo che mi piace vedere attori noti in ruoli umilianti o qualcosa si è mosso davvero e ha cambiato almeno la mia posizione.

    Poi magari è discutibile che adessp mi avvicino a Transfomer più come a una grande Concept Art da gurgulioni di dollari, che ad un film, quindi più come a una roba che mi appendo a Pinterest che qualcosa da vedere in sala, ma anche chemmefrega, alla fine…

    PS: il destino da inserimento nel canone delle storie del cinema di Transformer era già segnato nel 1986 con l’ultima interpretazione di Orson Welles nel film animato. Courtesy of Tansformer Wikia, l’unica a <perculare attivamente l’argomento di cui parla.

  4. @Vespertime: sì, poi in realtà sono con te, e ho quasi i sensi di colpa perché credo, con quello che ho scritto, di avere un ritratto di Dorian Gray hipster in camera a cui sono appena cresciuti un paio di occhialoni con la montatura grossa, e infatti non mi sento “innamorato” dei Transformers, però dai che ti dai di film in film ho aggiunto progressivamente qualche teschietto in più nella scala Davidoni.

    Alla base mi rendo conto che il discorso non è capire se piaccia o meno in ragione del fatto se sia un film un po’ scemo, ma se sia un (tipo di) film un po’ freddo, come sono proprio certi film di autore (ma con meno metaforone sull’utero sparse a cazzo).

    Sul valore “integrità dell’autore” spezzo una lancia comunque sul fatto che non si abbia avuto paura di uccidere uccidere e uccidere ancora, quando sullo stesso target e sullo stesso tipo di produzione ormai il diktat è “smorza evita nascondi”.

    “Sono in una relazione complicata” con Michael Bay.

  5. Eppure tutti quelli che dicono che bisognava aspettarsi un film per bambini non li capisco.

    Nel primo c’era LaBeouf al liceo con tutti gli echi spielberghiano del caso, negli altri due film cresce ma alla fine rimane sempre un ragazzetto sfigato (a parte con le fighe, inspiegabilmente) anche uscito dal college.

    La più grossa novità del 4 invece è Mark Wahlberg, ragion per cui mi sembrava lecito supporre un tocco più adulto nell’approccio generale e non certo il contrario.
    Che poi alcune sequenze (SPOILER il tizio del governo che minaccia la figlia con la pistola alla tempia, l’amico carbonizzato, il tizio dell’esercito che viene menato e defenestrato FINE SPOILER) sono in effetti piuttosto dure e stridenti rispetto ai combattimenti innocui e giocattolosi fra i robot, ma sembrano piazzate lì giusto per trollare chi appunto si aspettava un pg-13 al rialzo e non al ribasso riguardo a tensione, ritmo e violenza. Pur sempre nei confini di una saga tratta da giocattoli, beninteso, non dico che mi aspettavo Transformers di Cronenberg pre ultime cagate (ah che sogno bagnato impossibile…)

    Per coerenza allora come protagonista mettici un teenager nuovo di pacca, la presenza di Wahlberg ripeto mi sembra solo una megatrollata di gusto come Optimus che gira in astronave per tutto il film e poi alla fine vola nello spazio per i cazzi suoi. E trollata dopo trollata, diciamo la verità, poi si finisce in pieno territorio Asylum per buona parte del film, se gratti via i milioni di effetti digitali.

    Sapete che vi dico? Il regista ideale per il prossimo Transformers per me sarebbe Emmerich, che garantirebbe immenso spettacolo ma anche solidità senza stronzate.

  6. udokier

    dai TJ Miller non è male, e poi in silicon valley dice una delle battute più tranze di sempre
    https://www.youtube.com/watch?v=cpuexiPFgnY
    “you brought piss to a shit fight”, impagabile.

  7. Kevin Pancetta

    Ho avuto la disgraziata idea di pagare il biglietto intero per lo spettacolo 3D, grandissimi effetti speciali, 3D da paura, robottoni magnifici e combattimenti da spavento.
    Fin qui tutto ok ma la storia? Dov’è? Da dove saltano fuori i cavalieri della tavola rotonda? Chi diavolo è il robottone che li caccia e vende i tocchetti ai terrestri per ricavarne transformio? Dove sono spariti tutti i decepticon e da quale buco son saltati fuori i nuovi autobot?

    La triste conclusione è che se si vuole assistere ad uno spettacolo visivamente esaltante il film ha tutti i presupposti per soddisfare lo spettatore, se invece ci si aspetta un pochino di storia, magari anche comprensibile e con un briciolo di continuità, si comincia ad affondare nelle sabbie mobili.
    Sembra quasi che abbiano pensato “abbiamo tante belle nuove tecnologie per farvi vedere cose mai viste ma non sappiamo cosa imbastire, quindi beccatevi l’inventore pazzo e le sue folli creature, la gnocca di turno e la storiella d’amore stomachevole che non manca mai. E giù botte da orbi.”

  8. Genco Olive Oil

    Appena visto, film indegno, la NOIA dopo i primi 15 minuti, Mark Wahlberg personaggio insopportabile. É tutto così brutto che passa in secondo piano persino la sceneggiatura scritta con le righe di coca e poi fotografata con lo smartphone per girarla subito ai renderisti.

  9. Lainen

    ma solo nel cinema dove l’ho visto io un sacco di stacchi facevano cagare? tutto pieno di puntini ed in alcune scene sembrava addirittura ingrandita l’immagine in post.. se questo è il top della tecnica mi sembra che non ci siamo proprio..ok gli effetti speciali ma le riprese sono di una qualità imbarazzante. Magari l’hanno proiettato così solo nelle sale thespace, ma con altri film di effettoni e distruzione non mi era mai capitato.. Qualche altro riscontro?

  10. Lars Von Teese

    Premesso che ancora non l’ho visto

    Premesso che secondo me guardarsi un film del genere in camrip e poi parlarne male in giro e` un po’ come fare un buco nel muro, scriverci sopra “Megan fox” col pennarello, metterci dentro l’uccello, e poi la sera andare a lamentarsi con gli amici che Megan Fox c’ha la calce nella figa

    Premesso che dite quello che vi pare ma e` un fatto che un anno dopo siamo ancora qui che diciamo cose su Pacific Rim

    Premesso che Ciobin Piotta puo` e soprattutto DEVE DARCI DI PIU`

    Premesso che un film con montaggio di merda, fotografia di merda, trama di merda, gag di merda, sospensione della credulita` da bambini cerebrolesi di merda, eccetera di merda MA con effetti speciali superlativi, non so voi (e mi rivolgo a quelli che “devi spegnere il cervello” e a quelli che “ma a Ghezzi e` piaciuto”), ma questo a casa mia ragazzi si chiama, con tutto il bene che vi voglio, un film di merda. L’unica cosa in grado di salvarlo dall’inferno del cazzo e della merda sarebbe un ritmo indiavolato, ma da quello che leggo qui mi pare che fino ai fuochi d’artificio del finale si dorme un’ora e mezza buona di film

    Premesso tutto cio`, devo dire che nutro sempre una speranza nei confronti di Bay ogni volta che sta per uscire un suo film.

    Avete presente quell’amico metallaro che suona la chitarra, credo ne esista uno cosi` in media ogni 8 amici del 400calcista medio, insomma l’avete capito, quello che si mette nell’angoletto e mentre la gente intorno fa cose come bere birra e commentare la calce nella figa di Megan Fox, egli si spara seghe a due mani con gli accordi di quarta diminuita in minore contornati da scale sminchiatoniche frigiane con la schecter a 8 corde accordata alla maniera di Tosin Abasi.
    Ecco, ce l’avete presente? ESATTO, QUELLO LI`
    Michael Bay, ragazzi, e` il vostro amico metallaro virtuoso della chitarra. Incrollabilmente convinto del fatto che fare assoli di 35 minuti sparando 280 note al secondo facendo tapping con i gomiti sia il raggiungimento dell’orgasmo supremo. Questo e` Bay. Il Michael Angelo Batio del cinema.

    Ecco, la speranza che ho ad ogni suo film e` che becchi uno sceneggiatore appena decente che gli metta in mano uno script in grado di dare un senso alle sue incommensurabili maragliate, perche` poi diciamocelo, tecnicamente Bay ci sta dentro eccome, ha solo bisogno di qualcuno che tenga sui binari il suo ego. Con Pain & Gain il miracolo e` avvenuto (a me e` piaciuto parecchio). La saga di TF sfortunatamente fa parte del lato piu` tazzorro dell’anima di Bay, e quindi pur non avendo ancora visto TF4 (ma avendo visto gli altri capitoli), sono purtroppo pessimista.

    In questo video comunque potete ammirare la risposta di Michael Bay ai suoi detrattori:

    http://www.youtube.com/watch?v=iQ8ml7eENuI

  11. to1295m

    ma quante cavolate sono state scritte

  12. felipe

    io, io, non ho parole, non saprei da dove cominciare per esprimere il mio stato d’animo dopo averlo visto, sono basito, ho dovuto fare uno sforzo sovrumano per vederlo tutto, è indecente, non si salva nulla, comunque stabilisce dei nuovi parametri come film di rara bruttezza, con cui, tutti, da ora in poi, se la dovranno vedere.

  13. Toni Già

    Arrivo lungo, visto solo ieri in 3D.
    Prima una nota: hanno mandato il trailer di Hercules in 3d prima e per 2 minuti continua a uscire roba dallo schermo a manetta; o hanno concentrato tutto in quei 2 minuti o vederlo in 3D è una figata.
    Tornando all’argomento principe: supermegafigata di film sto T4. Il momento più fastidioso sono SPOILERINO i dialoghi tra Stanley Tucci e la cinese a Pechino o erano già a Hong Kong? Boh! Comunque la scena dell’ascensore col cinese già dentro che aspetta: irritante! FINE SPOILERINO.
    Per il resto molto meno irritante del solito (senza LaBuffa, cani e genitori), molto più comprensibili le scene di lotta e il finale? Il finale? Per comprendere tutto quello che succede nell’ultima mezz’ora bisognerà guardarlo almeno 20 volte… e poi ancora.
    Ma a chi non è piaciuto chiedo: dopo 4 film tutti più o meno simili con lo stesso regista e la stessa produzione dove l’azione è andata lievitando esponenzialmente cosa pensavate di vedere? Una commedia? Un film con dialoghi intelligenti? Sarà sempre la solita roba con robot nuovi, azione che cambia location e tonnellate di esplosioni e distruzione.
    ARISPOILER Spero che in T5 Optimus torni dalla missione contro i creatori e li porti involontariamente sulla Terra e poi, preso dai sensi di colpa, si sacrifichi definitivamente per gli umani… tanto si sa che la morte nei film è solo temporanea e tornerebbe in T6.

  14. Toni Già

    Ah dimenticavo: il samuraibot è troppo poco utilizzato io gli avrei fatto affettare molti più nemici

  15. mki

    visto anch’io..per me no…dura troppi minuti per un fim di questo genere..introduzione di una mezzoretta fastidiosissima in cui non succede nulla ma proprio nulla, troppo spazio agli attori in carne ed ossa (la cagnetta è veramente fastidiosa) e mancanza di un antagonista ad optimus abbastanza “cazzuto”.

  16. alex9

    Visto oggi al cinema in 3d. All’epoca vidi il primo, sempre al cinema. Mi annoiò così tanto che per anni li ho ignorati. Questo l’ho visto per lo sfizio del 3d: che dire, spettacolo visivamente sublime. Mai un attimo di noia. Non posso che citare Nanni: in effetti ci sono 100 minuti filati buoni di moneyshots, e a un certo punto, sul finale, senti davvero il cervello spegnersi e perdersi in un’estasi dei sensi. Meraviglioso.

    La trama fa un po’ schifo ma secondo me, e qui sono in disaccordo con la rece, ci sta il lato comico bambinesco: le battute, i personaggi di Wahlberg e Turturro super calcati, il transformium serve tutto a far capire che insomma, ragazzi non vorrete mica prenderci sul serio? Alla fine sono due ore di scene action incredibili raccordate da qualche buffa scena comica molto sopra le righe… e penso che chiedere di più sia davvero impossibile ad un film su camion che si trasformano in robottoni.

    Non si poteva davvero pretendere di più.

    P.S.: Incomincio a pensare che il motivo per cui il primo non mi piacque fosse LaBuffone… mai visto un solo (dico uno) film bello con quello lì! Come qualcuno l’abbia definito il nuovo Tom Hanks credo faccia parte delle domande a cui non siamo destinati a dare una risposta (Optimus docet).

  17. Lars Von Teese

    @alex9

    ti consiglio “Guida per riconoscere i tuoi santi”

    Labeouf purtroppo ha imboccato un’onda rosso fuoco di interpretazioni veramente di merda (oltre vabbe` alle varie figure da fesso che colleziona ogni volta che esce di casa anche solo per andare a comprare le sigarette), ma continuo a pensare che abbia talento. Forse ha solo bisogno di cambiare agente, oppure di qualche calcio nel culo da parte del regista giusto.

  18. alex9

    @Lars: Me lo sono segnato, il film pare molto apprezzato e vanta un buon cast che, nel caso peggiore, compenserebbe una brutta performance di Shya. Chissà.
    Comunque io ho visto un sacco di suoi film purtroppo, di genere piuttosto vario e non mi ha mai convinto: dal thriller adolescenziale distrubia, al blockbuster tranformers, un thrillerone noiosissimo (!) dal titolo eagle eye (l’unico film a mia memoria che abbia mai cancellato dal mio hard disk cineteca-HD) in cui riesce a farti calare l’interesse persino per quella figa della Monaghan, e ha persino cannato wall street 2 diretto non proprio da uno sconosciuto. Insomma a meno che in Guida per riconoscere i tuoi santi o in nymphomaniac abbia fatto il miracolo, l’opinione che ho di questo “attore” è davvero a livelli critici…

  19. berto

    @schiaffi: la verità è che non ti piace NIENTE del genere. pure su pacific rim e gozzilla hai criticato alla grande e sai perchè? perchè a te questo genere non piace più ma non lo vuoi ammettere. la tua parte BAMBINA ogni volta ti fa muovere il culo e andare al cine (un tempo ti piacevano) salvo poi tirar fuori invariabilmente commenti al vetriolo. basta non ti piacciono più non li vedere più! the avengers t’è piaciuto per dire?

  20. Kevin Pancetta

    @alex 9: un bel film con LaBuffa c’è, ovviamente non è protagonista, Constantine

  21. Giovi 88

    Sono molto molto in ritardo… Posso dire che trovo molte affinità con The Expendables 3, so benissimo che i due film con centrano nulla tra di loro ma c’è un qualcosa che gli unisce. Cioè sono entrambi film validi ma potevano essere qualcosa di più visto che si erano ripromessi di migliorare le lacune dei precedenti, e Transformers 4 lo fa migliorando il design dei robot e di conseguenza la pulizia delle scene di azione e mettendo dei personaggi decisamente superiori ai vecchi odiosissimi interpreti. Ma come EX3 (che aveva migliorato il tono del film e altri fattori) si sono perse alcune cose per strada, vuoi per la stanchezza generale della saga vuoi per scelte sbagliate.
    Qui infatti tranne qualche scena e nonostante il finalone (praticamente metà del film, incredibile) l’ho trovato poco memorabile nonché la sagra del “già visto”. I Dinobot, Mark come protagonista, il concetto dei creatori dei Transformers che verrà ampliato probabilmente negli episodi precedenti, e persino l’idea del “Transformium” sono tutte cose che salvo, ma il resto sinceramente mi ha annoiato e non poco rispetto al terzo film e quei suoi ultimi venti minuti scolpiti nel marmo della storia dei film di azione. C’è proprio la sensazione che dopo il terzo ci sia poco o nulla da raccontare in più, a meno di stravolgimenti importanti. A mio avviso lo stesso Bay non ne può più, e nonostante il mio grande rispetto per lui credo sia arrivato il momento di lasciare e pensare ad altro. Perché come visto in Pain and Gain ha ancora tanto da dare, come quel Bad Boys 3 che aspetto da dieci anni ormai!

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