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Non c’è cosa più divina: la rece di Ironclad: Battle for Blood

C’era una volta, tre anni fa, un signore di nome Jonathan English, che non era Rowan Atkinson in compagnia di Natalie Imbruglia ma un giovane regista con una missione onomastica: usare il cinema per raccontare la storia del suo cognome. Fu così che Johnny, fino ad allora autore di un metafilm sulle rapine in banca e di un inspiegabile fantahorror con Tom Hardy, decise di pescare a caso dalla Lista degli Avvenimenti della Storia Britannica per trovare la corretta ispirazione.

Ne uscì la carta con scritto “Prima guerra dei baroni“, che English si risolse di illustrare in un film intitolato come un’armatura di Dark Souls 2, o come un’ipotetica brutta band power metal tedesca degli anni Novanta. Nella sua pellicola, che per motivi oscuri vedeva un cast composto da Paul Giamatti, Kate Mara, James Purefoy, Brian Cox, Jason Flemyng, Derek Jacobi e Charles Dance, English dipinse la vicenda del sanguinario assedio al castello di Rochester, tramite il sapiente uso di: Parkinson Cam per non far capire un cazzo della sua insipienza registica, tanto sangue finto, di amputazioni, Paul Giamatti che lega un tizio a una catapulta e lo scaglia contro un muro, un discreto ritmo, abbondante ironia portata dal suddetto Giamatti e dalle sue faccette, Kate Mara.

Sopra: e i Monty Python.

Sopra: e i Monty Python.

Più di ogni altro trucchetto, però, Ironclad quasi-funzionava perché non perdeva tempo a fare null’altro che non fosse far vedere lo scontro tra gente barricata dietro quattro mura di mattoni spessi e gente fuori dalle mura che li vuole passare tutti a fil di spada. Immaginate l’assedio di Le due torri, solo tutto sfocato, con più sangue e senza “il lato umano” o “i momenti di calma”.

Di assedi, peraltro, la storia inglese è piena, e English lo sa. Quale modo migliore per tornare al cinema, dunque, se non inventandosene uno da zero, ricalcando la struttura del primo film ma spogliandola di ritmo, originalità nella costruzione di (alcuni) personaggi, credibilità, aggiungendo però in compenso un’inutile sottotrama romance e peggiorando la confusione delle scene d’azione fino al livello “filmino amatoriale di una grigliata tra amici”? Nessun modo migliore, amici! Evviva Ironclad 2, il sequel che fa tutto sbagliato! Sigla!

Si capisce che qualcosa puzza prima ancora dei titoli di testa, quando English infila una sequenza di eventi montati rapidissimi e dei quali non si capisce un cazzo. Sembra di leggere uno di quei fantasy tipo di Terry Brooks o R.A. Salvatore, che si aprono con due o tre paragrafi scritti in corsivo/in prima persona e narranti episodi onirico/incomprensibili il cui significato verrà svelato solo centinaia di pagine più in là, dopo una lunga fase di costruzione della vicenda. Solo che nel film di English questi eventi non hanno alcun cazzo di interesse perché lo sceneggiatore – guarda caso ancora il nostro Johnny! – si è dimenticato di costellarli di suggestioni e spunti a cui aggrapparsi per dare loro un costrutto o una collocazione.

Assistiamo a una rissa da bar che diventa assedio di un gruppo di barbari con la faccia blu a un villaggio a caso, poi compare la versione sfigata di Bob di Twin Peaks che sarà il cattivo di turno, una di Game of Thrones e tanta, tanta shaky cam. Fa quasi tenerezza il modo in cui English si tarpa le ali mostrando fin dall’inizio quanto sia peggiorato il suo stile di regia, che soprattutto nei corpo-a-corpo decide di disinteressarsi di qualsiasi parvenza di chiarezza, tanto che quando volano le mani pare di vedere un dilettante a cui è stato imposto di «girare le scene di botte come fossimo in un PG-13». Il tentativo di avvicinarsi alla brutalità del succitato GoT, ormai riferimento imprescindibile per chiunque giri qualcosa con le spade, incontra l'(in)sensibilità di un Olivier Megaton qualsiasi.

«Voglio fucchiare il tuo fangue».

«Voglio fucchiare il tuo fangue».

In questo senso, fa riflettere che una cosa come il secondo Capitan America sia diventato lo standard e un film come 300, che quando uscì pareva dovesse ridefinire il modo di girare gli action di cappa e spada, sia ormai dimenticato e la sua influenza abbia prodotto, a conti fatti, solo altra roba di Snyder e quell’obbrobrio di Immortals. La chiarezza quasi anatomica delle mazzate che volavano in 300 non ha attecchito, in favore piuttosto del groviglio incomprensibile e perfettamente innocuo di membra e armi bianche che è poi il motivo fondamentale per cui questo Ironclad 2 è già, prima ancora di averci fatto incontrare i suoi protagonisti, un film fallito.

Tutto quel che succede dopo queste prime, profetiche sequenze non fa altro che confermare le impressioni a caldo.

Sopra: Medieval Garmonbozia on my mind

Sopra: Medieval Garmonbozia on my mind.

Voglio dire che, se in un film di botte anestetizzi tutte le botte girandole come fossero The Blair Witch Project virato al blu, non lasci allo spettatore alcun appiglio per arrivare vivo alla fine di quasi due ore. Succede che, per farla breve, c’è una tribù di barbari blu che assedia un castello inglese, e al figlio del re, uno con una rara faccia da ciula che pare la versione da discount di Todd di Breaking Bad, viene affidato un compito importantissimo; il re, infatti, per spezzare l’assedio, ha trovato una soluzione incredibile: chiamare a suo cuggino.

Il quale è un sopravvissuto della battaglia del primo film (ah! Come giustificare un sequel!) che, avendo visto troppe atrocità, ha abbandonato la via della spada per seguire quella dell’alcool BLA BLA BLA. È pure innamorato di sua cugina, gira in compagnia di Morse di Alien 3, viene reclutato per sconfiggere Bob, ancora una volta BLA BLA BLA. Qualsiasi svolta, qualsiasi evento, qualsiasi colpo di scena vi venga in mente è, da qui in avanti, assolutamente prevedibile, dalla presa di coscienza del nostro protagonista («Non sono un mercenario, lo faccio per CHIAVARMI MIA CUGINA!») ai sacrifici gloriosi di personaggi non abbastanza principali da meritarsi di vedere i titoli di coda, passando per decapitazioni (poche ma soddisfacenti), amputazioni (molte e soddisfacenti), morti (parecchi), urla di dolore, generica confusione. E la cugina da chiavarsi.

Sopra: un'inquadratura standard tratta da Ironclad 2.

Sopra: un’inquadratura standard tratta da Ironclad 2. Non nella foto: la cugina chiavata.

Non so come altro dirlo: questo film fa schifo. È la noia incarnata. È un orrore continuo. È uno sforzo titanico. Puzza. Puzza di cazzo. Puzza di gorgonzola, solo che il gorgonzola in realtà ha un ottimo profumo ed è in offerta all’Esselunga. È brutto – il film non il gorgonzola. È tutto sbagliato. Si salvano giusto un paio di morti violente e la gloriosa scena della guerriera pazza che violenta il figlio del re faccia da pirla perché boh, perché le piace il cazzo.

Sopra: l'attenzione al dettaglio di Jonathan English, Autore.

Sopra: l’attenzione al dettaglio di Jonathan English, Autore.

Poiché non ho null’altro di interessante da aggiungere su quello che non esito a definire un disastro su tutta la linea, vi lascio con quello che per me è l’elemento più inspiegabile di questo pasticcio: siamo al minuto 1:15, e Ironclad 2 ci regala un inutile recap del film precedente. IN ITALIANO.

Questo quadro postmoderno si intitola: Io boh.

Questo quadro postmoderno si intitola: Io boh.

DVD-quote suggerita:

«Al banco formaggi hanno il gorgonzola in offerta allo stesso prezzo di questo DVD».
(Stanlio Kubrick, consiglipergliacquisti.com)

«Il gorgonzola è buonissimo e questo film puzza di cazzo».
(Jonathan English, autocritiche.it)

IMDb | Trailer

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8 Commenti

  1. Past

    Il primo mi era piaciuto, nulla di che ma faceva il suo dovere, cast ottimo e i pochi soldi a disposizione spesi bene.

    Il secondo invece fa pena, cast scarsissimo tanto che molte scene che dovrebbero essere drammatiche risultano ridicole e il comparto tecnico/artistico risulta assai ridimensionato, quindi consiglio di fermarsi al primo e non perdere tempo con sta robaccia.

  2. Donnie Harlin

    A me il primo Ironclad nel suo piccolo sarebbe addirittura piaciuto (ho un debole per i film “d’assedio”), se non fosse stato per l’odiosissima Parkinson Cam (qui nel massimo del suo splendore) che rendeva del tutto incomprensibili le truculente scene di combattimento, come già sottolineato da Stanlio.
    Già è detestabile un simile approccio in un film PG-13 (e comunque, per fare un esempio, in confronto ad Ironclad il buon Captain America: TWS è un capolavoro di chiarezza), ma che senso ha in un film Rated R, dove comunque si vedono fiotti di sangue a profusione, arti amputati e gente che muore male (ma non si capisce come)?!
    @Stanlio, grazie per la rece in sacrificio per noi, eviterò accuratamente questo film!
    Per restare in tema trucido/medievaleggiante/gente sporca & cattiva che si mena con spadoni, a me il citato Black Death è garbato assai, tanto che me lo sono pure rivisto di recente.

  3. John Matri

    No, ma mi stai dicendo che c’è l’intro in italiano nella versione inglese?
    Comunque la parkinson cam dovrebbe essere abolita, con Greengrass che va in giro col permesso speciale.

  4. Il recap mi ha subito fatto pensare ai miei anni migliori spesi a far massacrare l’orda e l’alleanza nei vari capitoli di Warcraft.

    http://www.mobygames.com/images/shots/l/105963-warcraft-ii-tides-of-darkness-dos-screenshot-mission-objectives.png

    Per il resto mi sa che per vedere qualcosa di buono medieval/fantasy non mi resta che GOT o Vikings. Amen

  5. Steven Sieg Heil

    Concordo con la rece, tutti i difetti segnalati ci sono e sono ENORM. Tuttavia é un bmovie coi fiocchi, mi ha divertito molto. Vedere questi attori cani che si prendono a mazzate é una figata, anche se non ci si capisce niente. Se questo fa schifo cosa dovremmo dire di knight of the ded?

  6. samuel paidinfuller

    sè citato di tutto a sto punto citiamo pure in tema witcher 2 per i nostri amici videogiocatori possessori di una xbox

  7. Nicolas Gabbia

    La citazione di Dark Souls mi ha fatto bagnare copiosamente…
    A quando una sezione videoludica de I 400 calci? Se servisse una mano…

  8. Daniele

    Ahahahahahahahahah puzza di cazzo è bellissima… La usavo da piccolo coi miei amici

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