Crea sito

Rieducational Channel presenta: Lucy

lucy-poster

Che Luc Besson sia tornato alla regia, e con una certa regolarità, ormai me ne sono accorto. Però no, non ho visto un solo film suo dai tempi del Quinto Elemento. E quindi no, non ho la più pallida idea di come si sia progressivamente tolto la ruggine dopo aver diretto l’ambizioso quanto improbabile Giovanna d’Arco con Milla Jovovich e fondato una redditizia e altrettanto improbabile scuola di action francese, che ha lanciato la carriera di Jason Statham, reinventato quella di Liam Neeson, spalancato le porte di Hollywood a sbarbatelli come Louis Leterrier e Pierre Morel, e in generale tenuta viva la bandiera della tamarraggine contro qualsiasi tendenza.
Ma come faceva anche Golan con la sua Cannon, Besson tiene per sé i progetti più ambiziosi.
Lucy parte da quella leggenda metropolitana secondo la quale noi umani usiamo solo il 10% del nostro cervello (vera quant’è vero che i vaccini causano autismo e l’Italia è invasa dall’Ebola) e ci racconta di Scarlett Johansson, giovine regazza americana residente a Taiwan, che viene rapita per essere trasformata in un corriere della droga. Ma non una droga qualunque: il CPH4, una specie di ricavato dalla placenta (“il succo della vita stessa!”). Siccome però su di lei viene commesso un atto di violenza sulle donne (= viene menata), i sacchetti della droga che porta nello stomaco si aprono e le entrano in circolo, aprendole il cervello (in senso chimico) e trasformandola in un supereroe.
Quello a cui il trailer non prepara è che no, questo non è un tentativo di Besson di aggiornare Nikita per il pubblico Marvel, ma il Luc è davvero intrippato duro con questa storia del cervello espandibile.

Qui ad esempio sta guardando le foto di Facebook di uno che non conosce anche se sono settate su "solo gli amici"

Qui ad esempio sta guardando le foto di Facebook di uno che non conosce anche se sono settate su “solo gli amici”

La prima mezzora è a suo modo affascinante: in misure praticamente uguali, un terzo è svolgimento della trama (che va dritta al sodo presentandoci a malapena il personaggio), un terzo è Morgan Freeman che spiega agli spettatori le teorie scientifiche su cui si fonda il film come in un episodio di Quark, un terzo è composto da una quantità largamente sproporzionata di filmati di repertorio della più svariata natura, direttamente dalla collezione provata di Alberto Angela, a sostegno didascalico/metaforico sia degli avvenimenti che degli spiegoni.
È un continuo alternarsi tra l’ammirazione per la concentrazione con cui asciuga la premessa al minimo indispensabile e la mascella che casca per la faccia tosta con cui fa cose pacchiane tipo montare in parallelo la scena della Johansson catturata dagli spacciatori e l’antilope nella Savana cacciata dal coguaro o il cazzo che erano.
E in mezzo gli spiegoni di Morgan Freeman che tira pipponi su cosa potrebbe fare il cervello umano se fosse spinto al massimo, pipponi che lui stesso si affretta a definire “ipotesi” nonostante il suo personaggio ci abbia dedicato tutta la vita e li stia ora esponendo in un’aula universitaria.
Pipponi che includono la mia scena preferita:

Studente secchione con la mano alzata: “Mi scusi Signor Professore ma cosa potrebbe fare il cervello umano se raggiungesse proprio il 100%?”

Morgan Freeman – e qui si vede la stoffa del grande attore – che riesce a fare la faccia sorpresa di quello che non ci aveva mai pensato fino a quel momento: “Non lo so… Non lo so.”

Ma è anche da questo che si capisce la scaltrezza di Besson: chi può tappare buchi di sceneggiatura trasformando discorsi scemi e improbabili in analisi profonde e credibili unicamente con la propria presenza meglio di Morgan Freeman? Ce l’ha lo spettatore medio il coraggio di mettere in dubbio l’autorità di Morgan Freeman? Io dico che gli ci vuole almeno un minuto o due. E a Besson, quel minuto o due di vantaggio, serve tutto.
Perché il gioco di Lucy è proprio questo: non è un normale film d’azione, ma un enorme “what if”.
Una documentario di Discovery Channel con ricostruzioni deluxe.
Un articolo di Focus con gli inseguimenti.

Qui diventa cintura nera di ombre cinesi

Qui diventa cintura nera di ombre cinesi

Scarletta guadagna poteri da supereroe ma non c’è bisogno di definirli nè di vederli sfruttati in modo ragionato, perché il gioco del film è aumentarli ogni minuto – gioco esplicitato dal comparire progressivo sullo schermo delle percentuali di espansione del cervello.
Certo, c’è una trama scheletrica, quella in cui Lucy vuole vendicarsi di chi l’ha messa in questa situazione (nientemeno che Choi “Oldboy” Min-Sik, saggiamente lasciato a parlare solo coreano), ma più si avanza meno interessa – anche a Lucy stessa.
L’esperto trucco di Besson è quello di tenere il piede sull’accelleratore e non mollarlo mai, ovvero di far seguire ogni cazzata con una cazzata ancora più grossa senza soluzione di continuità, rendendo impossibile ogni definizione di coerenza interna, del cosiddetto acquario. Non c’è spazio per ragionare su concetti come logica o plausibilità, perché le regole cambiano di continuo, e ogni volta che provi a riflettere su quale dei poteri fin lì visti potrebbe essere utile a Lucy, ecco che se ne scopre uno più grosso che rende i precedenti obsoleti.
Non c’è spazio per mettere Lucy in pericolo, perché Lucy ovviamente non lo è mai, e quando si trova davanti un’armata di mafiosi che le puntano il mitra c’è solo l’imbarazzo della scelta per come sbrigarsela e infondo una soluzione vale l’altra.
Il tutto diventa quindi un’adrenalinica corsa a un finale inevitabilmente metafisico e piuttosto definitivo: il senso dell’operazione sta nello sfoggio delle teorie para-biologiche di cui Luc Besson si era evidentemente infoiato duro, non quindi una storia ma una specie di veicolo per ispirare discussioni da aperitivo e/o viaggi tudofadi (e sottolineo “ispirare”, che in 89 minuti Besson si guarda saggiamente bene dallo strafare e approfondire).
Non rimane quindi che lasciarsi travolgere dal ritmo, ammirare qualche dettaglio riuscito qua e là (tipo l’immediata perdita di moralità), apprezzare il gran mestiere nelle scene d’azione, sorridere alle sottili autocitazioni (il bazooka usato per sfondare la porta di un appartamento che fa tanto Leon) e divertirsi con i dialoghi di Scarletta composti interamente da supercazzole “basate su vere teorie”.
In alternativa, se questi discorsi non vi solleticano, urlate pure “è sciemo!!!1!” e rimanetevene direttamente a casa che la violenza non manca ma tette zero.

"Ma chi li spingeva a farlo?"

“Ma chi li spingeva a farlo?”

DVD-quote:

“Un articolo di Focus con gli inseguimenti”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

“Sembra il prequel di Lei
Un anonimo fancalcista che non vuole ammettere pubblicamente di aver visto Lei

>> IMDb | Trailer

Tags: , , , , , , , , , , , ,

73 Commenti

  1. John 4°Di Milius

    @Ace
    Credo che aspetterai parecchio da quanto ne so!
    …che per come la vedo, il canovaccio di quel film poteva benissimo essere usato per un film sulla vedova o elektra,senza troppe menate invadenti sulla continuity marvel.
    p.s. comunque se ampliassero le spettro,tipo lei contro altre gnocchedoppiogiochisteletalirusse(nel secondo)e gnocchedoppiogiochisteletalidel restodelmondo(nel terzo),il tempo di guardare la TRILO ce lo spenderei tranquillo!

  2. Zavits

    A proposio di Min-sik Choi, vedo che l’utente Rash mi ha precedtuo ma anche io avrei la curiosità di sapere qualcosa di questo film. Ho visto che ne parlavano infoiati su Arirang non solo come il film coreano che aveva incassato di più in patria ma anche quello che aveva riacceso l’interesse per qeul periodo storico tra i giovani e addirittura ha rilanciato il “business” dei modellini navali!
    http://www.imdb.com/title/tt3541262/?ref_=nm_flmg_act_1.

    PS
    Dopo il trailer ho perso ogni interesse su ‘sto Lucy…e il Post non ha perso occasione per farci un(a raccolta di) articolo serio!

  3. Visto ieri sera e c’ho speso pure quattro euro. A me ha ricordato parecchio quella palla di Trascendence, sia per il finale che per Morgan Freeman che interpreta praticamente lo stesso ruolo. Va beh che negli ultimi dieci anni fa sempre quello ma in questo caso l’ho trovato particolarmente simile. Le scene d’azione, poi, sono tutte nel trailer e non mi è dispiaciuta solo la guida spericolata per le vie di Parigi, troppo corta però. Per il resto noia.

  4. Freddy

    E dopo Ridley Scott ecco un altro regista che tramonta definitivamente…. Che tristessss !!!

  5. Jo (from work)

    Lucy = tubgirl.jpg (fatevi un favore, se non l’avete capita NON cercatela)
    Crishto (.cit Peter Venkman) che insulsa perdita di tempo.

  6. Poisoned Ivy

    Alla fine l’ho visto.
    Devo dire che anche io alla fine mi aspettavo che sulla SPOILER

    chiavetta ci fosse scritto “42”. La cosa avrebbe avuto un senso meta molto più riuscito. Per altro, come finale, sfioriamo davvero i pipponi più assoluti /Scarlett che diventa una chiavetta USB? Really? Peggio poteva andare solo se si trasformava in una pagina Facebook).
    PERO’ la cinepresa è abbastanza salda, e quando c’è da affondare le mani in qualsiasi posto la Lucy me le affonda.
    Alla fine sono contenta (se non altro per Choi che parla koreano.)

  7. Arianna

    Secondo me – con Lucy e solo Lucy – avete preso una cantonata pazzesca. Io l’ho trovato volutamente e orgogliosamente tamarroparafilosofico, ma anche realizzato da dio, quindi geniale.

  8. @arianna: la recensione è positiva…

  9. Arianna

    E’ che ho percepito poco entusiasmo. Ho come avuto l’impressione che volessi rimanere un po’ nel mezzo. Solitamente ti trovo meno misurato.
    Oppure mi sta venendo il ciclo.

  10. No beh, un conto e’ apprezzare, un altro avere voglia di riguardarlo.

  11. Arianna

    Ah ecco, allora “ci ho letto giusto”…
    No, io l’ho proprio trovato proprio geniale. Difficile tenere insieme tante frescacce raggiungendo una tale compiutezza compositiva. Roba in cui riesce solo Terrence Malick, che infatti rappresenta la sua controparte impegnata, drammatizzata e poeticizzata. Alla fine tendiamo ad accogliere certe licenze solo quando si inseriscono in determinati generi o settori cinematografici, ma in realtà (e ce lo dimostra molto cinema asiatico) un’indagine dissacratoria può avere toni diversi.
    Trovo che il film sia fin troppo calibrato per essere involontariamente spassoso, e penso che il disorientamento prodotto dal Lucy dipenda, in gran parte, dallo spirito di osservazione e dall’ottima capacità di selezione e assemblaggio di Besson.

  12. No no frena, invece avevi letto bene e nel pezzo mi pare di evidenziare in piu’ punti che e’ tutto chiaramente voluto. Pero’ cose come l’assenza di vera suspance, pur programmatiche e sensate nel contesto, non reggono una seconda visione.

  13. Di base temo di aver scritto cose fraintendibili con sarcasmo ma che in realta’ non erano sarcastiche.

  14. Arianna

    Ok, ora tutto torna.
    Forse.

  15. Sabatux

    A me sinceramente mi lasciano un pò strano i film dove il protagonista si ritrova invincibile per qualche motivo come Lucy e Limitless; ho preferito il secondo perchè più coerente a se stesso: studiava per sapere le cose, Lucy no: mi è sembrato che il film confonda intelligenza con conoscenza. Praticamente Lucy l’ho trovato come un continuo “cosa gli posso far fare di più spettacolare di un minuto prima?” e per questo noioso. Limitless è più variegato come trama e, anche se non mi è piaciuto troppo il finale, lo rivedrei; Lucy mi è piaciuto solo l’inizio con il misto tra documentario,trama e spiegazione; da quando comincia l’effetto della droga e la gravità và a farsi benedire è quasi pellicola buttata

  16. L'Onesto

    Possiamo concludere il film con
    “ed e’ cosi’ che nacque Siri”

  17. PAOLOTTO

    Filmino,ma la Scarlett si guarda sempre volentieri… ;9)

  18. PAOLOTTO

    è mai possibile???? :O+

  19. Lars Von Teese

    Oggi non avevo un cazzo da fare e l’ho guardato.

    Allora, Lucy sta ad akira piu` o meno come topolino sta a guerra e pace, ma in effetti non si puo` negare che almeno una sbirciatina ad Akira, Besson l’abbia data. Secondo me il paragone con Tetsuo ci sta, seppur tutte le complesse riflessioni di Otomo siano ridotte a metaforacce prese a calci in culo e urlate in faccia allo spettatore che manco un pescivendolo al mercato di mazara del vallo.
    La tamarraggine di Besson e` a livelli tali che probabilmente e` convinto che un alettone di 4 metri quadrati con le fiamme aerografate e le borchie montato su una Aston Martin sia un tocco di gran classe.

    Il finale SPOILER fa moltissimo il tagliaerbe, con l’unica evoluzione della chiavetta (chi l’avrebbe mai detto, il segreto dell’universo sta su un rarrone da 16gb…). Gli attori fanno il loro porco dovere, Oldboy coso li` ci sta super dentro, Morgan Freeman sarebbe capace di convincerti che e` biondo con gli occhi azzurri.

    Come dice Nanni il film e` sostanzialmente un unico grande maccosa di 90 minuti, ma bisogna dare atto a Besson che si lascia guardare. La Scarlett non esagera nemmeno con le faccine ma soprattutto non esce le minne, e questo e` il vero grande difetto del film.

    Akira manga definitivo, interi volumi sono del tutto incomprensibili ma resta un’opera epica

  20. axel spinelli

    No, per me sto Lucy è una roba inslvabile senza sconto. Voglio dire, io sono uno che le cagate le accetta in un film action nel momento in cui sul lato dell’azione mi soddisfi ma qua da salvare c’è ben poco. Non che Besson non sappia girare scene accattivanti, anzi qualche sequenza è veramente riuscita ma è veramente troppo poco per poter mandar giù sta cazzatona che ha dei problemi alla base, non nel plot scemissimo che ripeto potrei accettare come premessa ma come Besson porta vanti questo discorso. Non ci si emoziona mai per una Lucy che non è mai in pericolo e già con questi presupposti il pathos si ammazza e il cercare di dare una profondità concettuale al tutto è patetico, insomma il problema di Lucy non è tanto la premessa cretina quanto che questa poi si prenda sul serio. Sarebbe stato bello sì se invece Besson avesse aggiornato Nikita al livello supereroistico con tanta azione e nulla di ste cazzate, come il capo accennava nella rece, invece è uscito questo abominio.

  21. Enrico

    I film che parlano dei limiti del nostro cervello e del 10% che ne usiamo, finiscono tutti uno peggio dell’altro.
    In limitless non era altro che un riferimento all’uso delle droghe, che migliorano momentaneamente le nostre capacità, come la cocaina per esempio, che negli anni 80-90 (ma anche oggi)era la preferita dei broker di wall street, ma ha un finale totalmente stravolto, che per me è stato appiccicato alla fine e non era neanche quello originale.
    In questo Lucy il film parte benissimo, ma si perde già dopo mezz’ora, diciamo da quando esce dall’ospedale dove si fa togliere i contenitori di droga, alla fine è il peggio del cinema francese e americano messi insieme, se si fossero accontentati di meno…tra l’altro fa il verso al peggiore dei Kubrick, ma senza essere Kubrick.
    Salvo solo Analeigh Tipton in un piccolo ruolo, infatti è un attrice che seguo da un po’ e mi sembra molto promettente, del resto seguo da anni anche Emma Stone

  22. jax

    Visto ieri sera, una cazzatona ma veramente passa liscio come un bicchier d’acqua. Non lo rivedrei però.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.