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All’inizio c’era… Howard (e il destino del mondo)

LO SAPEVATE? Steve Gerber, creatore di Howard the duck, lavorò anche ai primi numeri dei Guardiani della Galassia quando, nel 1976, furono promossi da personaggi secondari a protagonisti di avventure tutte per loro.
Per questo motivo (e nessun altro che mi venga in mente) oggi, mentre finalmente esce anche in Italia il film di James Gunn che vi abbiamo già recensito tre mesi fa, vi raccontiamo di questo famoso/famigerato film dedicato a Howard nel 1986 da un’idea di George Lucas in persona.
Buona lettura.

Cartel-Howard

Il contesto fumettistico, di Darth Von Trier

Orestolo il papero, perché così annomato arrivò nelle mie mani da bimbetto, fu uno dei più grossi squarci del fumetto mainstream statunitense sull’underground che da qualche anno imperversava nei fumetti statunitensi che di fatto stava rivoluzionando molti canoni tradizionali, nicchia dopo nicchia, tenendosi ben lontano dal Comics Code Authority.
C’era un gran proliferare di animali antorpomorfi nella grafica della controcultura della fine degli anni sessanta e dei primi settanta, spesso prendendo ovviamente di mira l’establishment Disney per ribaltarne i contenuti: da Alice rivista in chiave lisergica fino ai fumetti erotici clandestini con Biancaneve e i sette nani. Fritz The Cat di Robert Crumb è forse l’emanazione pura più celebre di quella ondata.
Orestolo nasce da Steve Gerber, lo stesso che più tardi ribadirà quanto non abbia mai toccato uno spinello in vita sua curando i primi numeri dei Guardiani della Galassia nel 1976.
È in tutto e per tutto un papero disneyano, un cugino pusillanime, pieno di vizi ed intriso di sarcasmo da knickerbockers di Paperino. Un Walter Matthau dei paperi, ecco.
Non arriva agli eccessi di sesso droga e alcol di Fritz, siamo pur sempre alla Marvel, ma costituisce nel 1973 una piccola rivoluzione culturale come tanti suoi colleghi animali antropomorfi più marci e scassoni: Orestolo infatti, oltre a portare la controcultura dei suoi anni nel mainstream. segna la nascita dell’autoparodia da parte del colosso editoriale di New York, che poi proseguirà con una vena più o meno demenziale per decenni a seguire trovando il culmine con gli spassosi What The…?! a fine anni ottanta.
Il nostro eroe piomba sul nostro mondo da una dimensione di paperi, non ha alcun potere straordinario ­anzi è uno smidollato cronico,­ ma il fatto che sia strano su un un pianeta popolato da supereroi fa credere a tutti che lui abbia qualcosa di speciale, deve avercelo per forza, quindi si trova suo malgrado a vivere avventure da eroe, trascinato dal caso o da altri supereroi in imprese che vanno dal ridicolo, al surreale, all’avventuroso. Questi all’inizio sono ovviamente principalmente pretesti per mettere alla berlina i cliché e gli status del fumetto supereroistico, usandone tutte le carte ­da quelle grafiche a quelle narrative­ ma ribaltandole, creando uno dei personaggi più sovversivi, folli e divertenti della Casa delle Idee e che negli anni troverà una sua dimensione ed importanza al di là della sua chiave parodistica, diventando un personaggio di tutto rispetto nel cosmo Marvel senza mai abbandonare il suo umorismo.

Dal prestigioso 1976: Orestolo e gli autoadesivi

Dal prestigioso 1976: Orestolo e gli autoadesivi

Il contesto filmico, di George Rohmer

Dopo cotanto sfoggio di cultura fumettistica tenterò di mettere in evidenza un dato su cui pochi si soffermano: Howard e il destino del mondo fu il primo film tratto da un fumetto Marvel apposta per essere distribuito al cinema, se escludiamo un serial di Capitan America uscito negli anni ’40.

Prima di allora, gli eroi Marvel erano già stati trasposti in versione live action, ma solamente in televisione. Il primo ad approdare sul piccolo schermo nel 1977 fu The Amazing Spider-Man , seguito da L’incredibile Hulk e dai pilot di Dr. Strange e Captain America (con Reb Brown). Tutti partoriti da un accordo tra Marvel e CBS, tutti rigorosamente falliti tranne il fortunatissimo Hulk. Una striscia negativa che non può che essere attribuita a chi stava a capo dei progetti alla CBS: era un’altra epoca e mancava totalmente il rispetto per la fonte, i fumetti erano giudicati intrattenimento per bambini e perciò traditi o semplificati all’eccesso. Pensate che nel pilot di The Amazing Spider-Man non c’era alcun accenno allo zio Ben, una svista colossale che la dice lunga: chiaramente alla CBS non volevano “tediare” il pubblico a casa con risvolti deprimenti o drammatici. Fa strano pensare che, nello stesso periodo, la rivale DC portava con successo al cinema Superman, mentre la Marvel era relegata alla televisione…

Cito Nanni Cobretti perché in un recente scambio privato ha colto alla perfezione il momento storico: “In quel periodo Marvel vendeva Spider-Man e Capitan America alla Cannon, quando Lucas ha chiesto Howard secondo me hanno festeggiato per due settimane in stile Wolf of Wall Street”. Con tutto il bene che possiamo volere a Menahem Golan, se scegli una nota casa di produzione di B-movies per produrre i film dei tuoi due personaggi-bandiera, vuol dire che stai sbagliando qualcosa. Persino i diritti dei Fantastici 4, il primo fumetto dell’era Marvel, vennero dati via a una compagnia tedesca nel 1983 per appena 250.000 dollari (e da quella disgraziata transizione sarebbe poi nato, nel 1994, il film prodotto da Roger Corman e mai distribuito). Flashforward a trent’anni dopo, quando la cifra ipotetica che Marvel/Disney dovrebbe pagare alla Sony per riavere i diritti cinematografici dell’Uomo Ragno si aggira intorno ai due miliardi di dollari.

In tutto questo, Howard fu il punto di non ritorno, ma forse anche a causa del suo insuccesso i personaggi Marvel ci avrebbero messo un’altra decina d’anni prima di cominciare a popolare le sale, se escludiamo il Punisher del 1989, quello con Dolph Lundgren (da noi Il vendicatore), e il Capitan America del 1990, fedele sulla carta ma scadente nei risultati. C’è da aspettare il 1996 prima che, con Blade, inizi l’era dei Marvel Studios. Ora l’unica cosa che separa la Marvel dalla conquista del mondo sono quei due contrattini capestro stipulati con Sony e Fox, che li privano di due universi fondamentali come quelli di Spider-Man e X-Men. Ma già nel primo caso si parla di possibili accordi.

Vedremo mai un altro film su Howard? Qualche anno fa avrei risposto sicuramente di no, ma se c’è una cosa che il successo di Guardiani della Galassia ha dimostrato una volta per tutte è che la Marvel di oggi può permettersi di scommettere su personaggi sconosciuti e vincere il jackpot. Tanto ormai non conta più il singolo film: conta il brand.

Rock'n'Roll

Rock’n’Roll

La recensione, di Nanni Cobretti

“Ma non capisci, è un papero che si comporta come una persona!!!1!”

Dev’essere così che reagiva George Lucas a chiunque gli chiedeva di cosa si volesse occupare dopo la trilogia di Guerre stellari e i primi due Indiana Jones e, davanti alla risposta “Howard il papero”, si esibiva nello stesso sguardo perplesso/frastornato che avete voi ora che vi ho ricordato la vicinanza temporale con appunto Guerre stellari e i primi due Indiana Jones.
Ed è questo che Lucas deve aver capito di Howard/Orestolo, a giudicare dalle mostruose differenze tra il suo film e il fumetto di Steve Gerber.
Eppure ci credeva a pacchi. E con lui la Universal, che gli affidò un budget di 35 milioni di dollari (un termine di paragone? Appena tre anni prima, Il ritorno dello Jedi ne costò 32).
Howard e il destino del mondo nasceva spacciato per un motivo ben preciso: il pupazzo faceva abbastanza cacare.
Non c’erano le tecnologie necessarie per renderlo credibile, punto e basta.
All’epoca te la potevi cavare con alieni semi-muti come gli Ewoks, perché nessuno aveva pretese o particolari riferimenti, ma Howard doveva ricordare un papero, doveva muoversi, chiaccherarsela ed essere espressivo come un umano, e in più era completamente bianco, non si potevano metterne in ombra i difetti. Era troppo.
La Industrial Light & Magic era l’azienda leader dell’Universo per questo tipo di missione, ma nel 1986 questo superava anche loro: messi alle strette, se la giocarono con un trappolone di costume dentro al quale si alternavano otto nani capitanati da Ed Gale (che si becca il nome nei credits), più una maschera semi-meccanica capace di qualche abbozzata espressione.
E il problema, puro, semplice e insormontabile, è che se non ti bevi il costume ti fotti almeno il 60% del film. E se hai più di otto anni, bersi quel costume è un’ardua impresa. Non ardua quanto bersi Benigni che fa Pinocchio, ma quasi.
L’altro grosso problema è che Lucas aveva un’idea del target che cozzava completamente sia con i problemi tecnici di cui sopra, che di base con la sceneggiatura che aveva fatto scrivere ai fidatissimi Willard Huyck e Gloria Katz, ex-compagni di Università (lo stesso corso da cui uscirono Milius, Coppola e compagnia) a cui aveva già affidato lo script di American Graffiti e Indiana Jones e il tempio maledetto, e che lui ricambiava regalando a Huyck anche la regia di questa tragedia annunciata.
Guardate come lanciarono il film:

E il trailer seguente insiste sul lato adulto (“passatempi preferiti: sigari e sesso”) senza mai mostrare il protagonista in faccia.
E in più, Howard fuma dritto nel poster.
Immaginate quindi un adulto che va al cinema aspettandosi una specie di live action di Fritz il gatto misto a Star Wars e si trova davanti invece una strana versione di E.T. che al posto dell’alieno ha un nano a disagio vestito da papero smargiasso, e al posto del bambino una cantante new wave mezza scema.
Perché alla fine è così che se la giocano: una grande avventura super easy della domenica pomeriggio per tutta la famiglia, in cui ogni occasione è buona per doppi sensi papereschi tipo “sono cintura nera di quack-fu”, e ogni tanto si strizza maldestramente l’occhio agli adulti non con canzonette e citazioni pop stile Shrek, ma con schizzi di brutale inappropriatezza tipo papere in topless, preservativi trovati nel portafoglio e un’intera scena ambientata in una sauna per scambisti. È come vedere un episodio delle Winx in cui a un certo punto, così, en passant, e senza cambiare di una virgola il tono del racconto, le dolci fatine vanno a pigliarsi un cocktail in un locale di striptease.
Ad aumentare il disagio, il fatto che i personaggi di contorno non sappiano come reagire a Howard: chi urla e scappa, chi non ci fa caso, chi lo scambia per un bambino, chi per un adulto eccentrico, chi addirittura lo tratta come un comunissimo papero nonostante l’abbia appena sentito parlare e ragionare.

Howard il papero e il futuro regista di Dead Man Walking

Howard il papero e il futuro regista di Dead Man Walking

E sapete qual è il punto? Il punto è che se bypassate tutte queste (gravissime) cose – il brutto costume, gli sbalzi di target – Howard e il destino del mondo è un film tanto convenzionale quanto infondo onestissimo e realizzato con seria competenza.
Lea Thompson era una delle giovani attrici più spigliate della sua generazione e infila il giusto equilibrio fra simpatia, ingenuità e tocchi sexy a tradimento, facendo letterali acrobazie per rendere vagamente credibile la sua progressiva infatuazione per Howard; Tim Robbins, allora emergente, ce la mette tutta e dimostra il suo talento comico nei ruoli dell’entusiastico tontolone; Jeffrey Jones divora le sue scene di competenza accollandosi una sequenza di possessione spaziale retta unicamente dalla sua mimica e dai suoi sbalzi di voce, e resa ulteriormente (e volutamente) esilarante dall’assenza di qualsiasi effetto speciale; Howard stesso, limiti meccanici a parte, è recitato con la giusta dose di carisma per reggere il film da protagonista (la voce originale è di Chip Zien, quella italiana di Vittorio Stagni).
Non è esattamente la sceneggiatura più ispirata dell’Universo, ma c’è un team di professionisti impegnato a realizzare il miglior film possibile chiudendo entrambi gli occhi sui grossi problemi di sospensione dell’incredulità riguardanti l’eroe della vicenda e filando dritti, spediti e sicuri come se tutto fosse normale. E la loro coraggiosa faccia tosta paga definitivamente nel secondo tempo, praticamente un’unica impeccabile, energetica, divertente sequenza action non-stop che va dalla distruzione di una tavola calda a un inseguimento terra/aria al finale nel mega-laboratorio spaziale chiuso da uno splendido mostrone in stop-motion.
Il flop a suo tempo fu memorabile, e portò alle dimissioni forzate del CEO della Universal. Ma il film rimase nel cuore di chi all’epoca aveva sia l’età giusta per fottersene di un costume da papero inverosimile, che genitori abbastanza svegli da non fare una tragedia sulle scene equivoche mentre i loro figli diventavano grandi anche grazie al glorioso sedere di Lea Thompson.

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La vostra prima erezione

(sì, il finale di articolo mi piace così)

DVD-quote:

“Fossero davvero questi i ‘film più brutti della storia’, vivremmo in un mondo meraviglioso”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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81 Commenti

  1. Past

    Il miglior pezzo da tanto tempo…il quote finale e’ ottimo ma io avrei messo: george lucas odia questo film!

  2. Che è assurdo, che se c’è un film su cui potrebbe divertirsi a mettere le mani e ritoccare di CGI quanto vuole senza che nessuno lo insulti è proprio questo…

  3. Past

    Ma forse è propio quello il punto…che gusto c’è se non mandi ai matti milioni di nerd nel mondo…?

  4. Q

    Visto da piccolissimo solo perché i miei, normalmente puritani come Solomon Kane, pensavano fosse un film su Paperino. All’epoca mi aveva fatto impazzire, e anni dopo sono rimasto sconvolto nello scoprire grazie al Mereghetti che era stato un floppone paura schernito dalla critica. L’ho rivisto di recente, e, al netto del pupazzo da papero (proprio ‘nammerda, ma far meglio 30 anni fa non si poteva), mi piace ancora: il mostrone finale è ancora oggi una figata, e anche Lea Thompson, sulla quale mi sono fatto le pugnette prima di sapere cosa fossero le pugnette.

    • Fra X

      Si, lo scienziato posseduto e poi l’ aspetto originale del mostro erano veramente inquietanti! XD

  5. Con questa “cosa” ci sono cresciuto, da bambino lo guardavo anche due volte al giorno.

    Il punto è: Lucas ha frainteso tutto del fumetto, non ha capito lo spirito goliardico di Gerber; è questo è chiaro a tutti; ma chi avrebbe potuto davvero portare su schermo Orestolo? Un solo uomo: Lloyd Kaufman; e infatti il prologo, con le moto-lesbiche e i ragazzetti slinguazzoni che tentato di schiacciare il papero sembra uscito da Toxic Avenger; e mi immagino Jennifer Baptist al posto della Thompson (che, è bene dirlo, all’epoca aveva anche delle belle tettine a punta:)

  6. Ace Sventura

    Lo vidi da piccolo, figata.
    Lo vidi da grandino, meh.
    L’ho rivisto 2 settimane fa. Lammerda.

    Ottima recensione, pur da amante del fumetto, come vettore di intrattenimento/arte, ancora non sono arrivato all’underground, mi ci avvicinerò a Lucca quest’anno, mi sa.

  7. Sly Raccoon City

    Uno dei fondamentali della mia infanzia. Ho ancora la VHS registrata da Italia 1 che portai dal videotecaro per farmi togliere le pubblicità, riversando il film e perdendo ancor più qualità.
    Ma la scena dell’accendisigari sul camion non sono mai riuscito a vederla, nemmeno da film rippati da DVD: è presente in qualche extra?

  8. Rocco Alano

    Di recente, l’argomento “Howard” uscì fuori con le mie sorelle (da piccoli, l’avevamo visto almeno 3 volte), per scoprire che ne avevamo un ricordo totalmente diverso: per me era un buon prodotto dell’epoca, pur con tutti i suoi limiti. Per loro una cagata agghiacciante!

  9. Vi metto un pugno di TRIVIA qua che non volevo rovinare il finale di articolo:

    – inizialmente doveva essere un film di animazione, ma alla Universal serviva un blockbuster estivo e Lucas disse “usate Howard, non fa differenza”
    – il ruolo di Lea Thompson era stato inizialmente affidato a Tori Amos, allora sconosciuta
    – le musiche sono di John “007” Barry, le canzoni di quel matto di Thomas Dolby

  10. Marlon Brandon

    L ho visto solo da piccolo ma veramente non ricordo niente altro che memoria del pesce rosso, a parte che mi lasciava sempre un po’ di confusione, cioe’ il papero finto boh…ero troppo innocente per guardare al lato sexy…sono maturato tardi. Da riguardare se non altro per onorare la vostra recensione…

  11. BlackPorkismo

    Lea Thompson meritava tanto all’epoca ,pensate quando faceva la mamma di Marty Macfly in Ritorno al Futuro.

  12. Ace Sventura

    Ecco, grazie @nanni ho capito cosa mi da fastidio di sto film.
    Che un paperodemmerda abbia così tanta figa attorno.
    Fanculo Howard “C’ho la figa che me sbava dietro” The Duck.

  13. Poisoned Ivy

    Ho un solo commento.
    Il papero era orribile anche quando l’ho visto al prima volta.
    MA non mi toccate Howard: io da piccola pisciavo E.T. per Howard, e quando mia mamma mi chiedeva perché mi dicono che la risposta fosse “Beh, E.T. fa piangere, Howard fa ridere, mamma, secondo te cosa scelgo?” o cose simili…

  14. Fr.lli Edgar Wright

    L’ho visto l’ultima volta circa 20 anni fa, e ricordo un film figo. Lo vorrei rivedere oggi. Comunque all’epoca il pupazzo Howard non mi sembrava ‘sto schifo che descrivete…

  15. Al Bacino

    oserei dire… PRIMA erezione allora e PRIMA erezione di stamani…

  16. Djenco Unchained

    Lo vidi in un periodo indefinito tra elementari/medie su Italia 1 (e dove sennò?) e ricordo che mi divertì molto, ma non mi sento tanto temerario da riprenderlo.
    Complimenti in particolare a Darth per la cesellatissima ricostruzione fumettistica.

    • Fra X

      Io ogni tanto l’ ho ribeccato sui canali Mediaset ormai trasmesso o il pomeriggio o la mattina. XD Continuo a non trovarlo male nonostante le cadute di tono qua e la.

  17. John Olmos

    Lo vidi da piccolo e mai più. Ho ricordi infantili da filmone, mi innamorai di Lea Thompson (che ai tempi rivaleggiava con Ambra Angiolini, nel ruolo di donna della mia vita, e avevo 8 anni circa) e devo al Jeffrey Jones posseduto dagli alieni almeno tre settimane di difficoltà a prendere sonno. Mi chiedo perchè, tra tutti i film anni ’90 che Italia 1 periodicamente tira fuori al sabato pomeriggio, questo sia uno dei più ignorati. Il quote finale è una grande verità dell’universo (Marvel e non).

  18. Piccole puntualizzazioni da precisino della minkia quale sono:

    – Blade è della New Line/Warner Bros. e non dei Marvel Studios, nati per il primo Iron Man

    – La Fox ha un altro franchise molto grosso che è I Fantastici 4 che rovina i piani Marvel in quanto comprende anche i Kree e gli Skrull. Per questo la Marvel nel primo Avengers ha dovuto optare per i Chitauri che non conosceva nessuno.

  19. “La vostra prima erezione”: mai didascalia è stata più intrisa di verità, vita vera e neorealismo.

    I miei erano abbastanza puritani, ma questo film stramente me lo facevano vedere senza problemi. Non avevo problemi con l’animazione del papero, che anzi trovavo credibile – con la curiosa cosa che per via del doppiaggio di Stagni continuavo a pensare che da un momento all’altro il papero potesse uscirsene con “Guerrieriiii, giochiamo a fare la guerra?” – ma il film mi sembrava fiacco e sostanzialmente privo di interesse.

    Invece mi interessava (molto) e avevo dei problemi (tanti) con il personaggio di Lea Thompson, che davvero ha rappresentato per me uno dei primi sconvolgimenti ormonali, insieme alla molto simile Susanna Hoffs delle Bangles.
    E a 40 anni fatti due giorni fa quella gif, “smuove” in me ancora “sentimenti” di una certa “elevatura”.

  20. giammin

    quotone sul finale…

    leggo il titolo del post è mi si riapre un mondo quasi sopito e mi viene subito voglia di rivederlo poi arrivando alla fine del post… forse è meglio che mi tenga il ricordo…

  21. Ciak Norris

    Nella mia memoria lo associo sempre a
    corto circuito nr.5.
    entrambi piacevoli ricordi.

  22. Matteo

    Un classico della mia infanzia. Ero particolarmente impressionabile, ma ricordo che aveva un finale almeno per me un bel po’ traumatico. Se non ricordo male il cattivone finale non era altro che un personaggio secondario, tipo un amico di lei che per tutto il film è simpatico e buono che poi si trasforma in una specie di tetsuo e la molesta pure con i suoi tentacoli di ferro. E’ così? Mi inquietava tantissimo, proprio per il fatto che prima era un buono.

  23. Ryan Gossip

    Bravi tutti!
    Teniamocelo stretto questo Howard perchè è effettivamente sbagliato in partenza (complimenti per aver ricostruito la campagna pubblicitaria che ci fa capire un sacco di cose) però all’epoca potevi permetterti di azzardare di più, non come adesso che censurano anche i diti medi.
    Ed anche a me il mostrone finale faceva molta paura.
    Peccato per Jeffrey Jones, che ho sempre adorato soprattutto nei film di Hughes, che qualche anno fa è stato condannato per possesso di pornografia minorile.

    • Fra X

      “che qualche anno fa è stato condannato per possesso di pornografia minorile.”

      Veramente!?! -.-

      “però all’epoca potevi permetterti di azzardare di più, non come adesso che censurano anche i diti medi.”

      Già!

    • Fra X

      “perchè è effettivamente sbagliato in partenza (complimenti per aver ricostruito la campagna pubblicitaria che ci fa capire un sacco di cose) però all’epoca potevi permetterti di azzardare di più, non come adesso che censurano anche i diti medi.”

      Già! Vedi anche battutacce in film come “I goonies” e “Scuola di mostri” o “Mamma ho perso l’ aereo”! All’ epoca poi avere parolacce era nella media. Oggi vengono bandite e si creano opere ad hoc come “Deadpool” che 20-30 anni prima sarebbero stati nella media per il linguaggio.

  24. Barone Meshuggah

    Come non amare un film in cui un buttafuori scambia Howard per un bambino “e quindi” lo lancia fuori dal locale, buttandolo direttamente sull’asfalto in mezzo ai sacchi della spazzatura? E poi c’è ritmo, trovate divertenti ed originali… E, se penso che le reti Mediaset all’epoca lo passavano spesso, come film per la famiglia, mi viene la nostalgia.

  25. Johnny FortKnoxville

    Il fumetto di Howard lo consiglio anche ai profani, è una bomba di rara fattura.
    Per i più navigati in materia fumetto consiglio la mini disegnata da Glenn Fabry in cui prende allegramente per il culo Preacher e tutta la Vertigo degli ultimi 20 anni.
    Dal punto di vista del personaggio in sè, Howard soffre la sindrome del Punitore: in una serie singola, e anche in una sorta di mondo tutto suo, il personaggio spacca; mettilo assieme agli altri e diventa ridicolo o poco credibile (sì, lo so che è di un papero antropomorfo che parliamo).

  26. Past

    @ciak norris

    MARONNA corto circuito…che poi non so ma davano sempre il secondo infatti la scoperta dell’esistenza di un primo l’ho fatta solo di recente…comunque quanto mi dispiaceva quando lo sfasciavano di mazzate e quanto godevo quando si vendicava tutto incazzoso in modalità punk…

    • Fra X

      Ah, ah! Come ci rimanevo male per la scena delle botte! -.- Poi però vestizione stile Rambo! XD A me è capitato con “All’ inseguimento della pietra verde”. Beccavo solo “Il gioiello del Nilo” e solo dopo ho scoperto il primo capitolo!

  27. BlackPorkismo

    Ma visto che prima o dopo raschieranno il fondo del barile ,perchè non fare il reboot di Howard con il papero in cgi?
    Un altro film dalla storia travagliata fu il Signore degli Anelli di Boorman,con sceneggiatura con elementi sessuali espliciti rifiutata(giustamente),poi confluita nel bellissimo Excalibur,o del mai fatto film delle crociate di Verhoen con Schwarzy.

  28. Dévid Sfinter

    Film pieno di improvvisi momenti imbarazzo. Tutta la famiglia in salotto, si ride si scherza, momento di silenzio imbarazzato, si ricomincia a ridere e scherzare. Bello. Ah comunque c’è chi si è preso la briga di fare una top 10 al riguardo:

    https://www.youtube.com/watch?v=u6hDf5cCUJw

    Film azzardatissimo.

  29. Cristoforo Nolano

    Sarà che invecchiando si diventa nostalgici ma… avercene di film come questo. Playduck 4 life!

  30. bella

    La scena della bestiality lei/papero sotto le coperte adesso coi vari pg non sarebbe neanche stata concepita. Bei tempi

  31. Past

    Stiamo parlando di ammiccamenti interracial…manco a serbian film…xD

  32. Schiaffi

    Non capisco comunque il successo di quella merda buonista di Ted e il flop di questo capolavoro senza tempo

  33. Matt De Mona

    Eureka con Orestolo il papero ce l’ho! E scusate l’erezione giovanile, noncurante dell’impossibile rapporto piume-pelo.

  34. annaMagnanima

    (purtroppo) da bambina ero sofisticata e quando vedevo quel pupazzo in tv facevo la stessa faccia di quando guardi la buzz-cola invece della coca-cola e non mi sono mai convita di vedere questo film.
    ora, mi sento in colpa anche solo di aver scritto questo commento in mezzo ai vostri.

  35. Altro TRIVIA: Vittorio Stagni doppiava anche la mamma Fratelli nei Goonies. LA MAMMA.

  36. George Rohmer

    @McChreddy: blade è new line ma fu il primo film a essere prodotto dopo la nascita dei marvel studios. All’epoca anche se esistevano non producevano film da soli ma preparavano il “pacchetto” e lo vendevano agli studios. La distinzione tra film marvel studios – quindi legati all’universo – e film su personaggi marvel prodotti da altri è nata dopo. E comunque anche oggi i marvel studios sono presenti nei titoli di testa di TUTTI i film tratti da personaggi marvel, anche quelli sony e fox.

  37. Sciò Ellis

    Altro TRIVIA: “In 2003, [Jeffrey] Jones was arrested for possession of child pornography and accused of soliciting a 14-year-old boy to pose for pornographic photographs.”

  38. Gatsu io Gatsu io

    Ahhh dolci ricordi della mia prima erezione

  39. Marco (valori.m60)

    (Adoro i Trivia).
    Vittorio Stagni avrebbe doppiato la stessa attrice dei «Goonies», Anne Ramsey, anche nel successivo «Getta la mamma dal treno» di Danny DeVito; oltre a Carlo Imperato, il teenager Danny Amatullo, nel serial «Saranno famosi» (sempre di quel periodo).
    Straordinaria versatilità vocale e interpretativa.

  40. E allora andiamo fino in fondo e diciamo che sua figlia Ilaria e’ la doppiatrice di Bart Simpson, Bastian della Storia Infinita e Kevin di Mamma ho perso l’aereo. Una famiglia metrosexual.

  41. @George Rohmer, sì che il logo Marvel ci sia ovunque è vero. Però gli F4 in mano alla Fox rugano alla casa delle idee non poco. Infatti pare stiano tentando di affossare i fumetti.

    Blade è stato in mano alla Warner fino ad agosto di quest’anno. Che ci fossero dietro già i Marvel Studios non lo sapevo. :)

  42. George Rohmer

    Sìsì so che vogliono chiudere F4. Ridicoli ormai, non sono più guidati da menti creative ma da manager senza cervello. Come si può chiudere la prima testata Marvel perché fa “pubblicità” a un film?

    I Marvel Studios come entità esistono dal 1996. Poi certamente il primo film da loro realizzato senza aiuti esterni è Iron Man, ma Avi Arad (che adesso è alla Sony ma allora era capo dei Marvel Studios) è stato fondamentale nel portare al cinema Blade, X-Men e da lì tutto il carrozzone.

  43. samuel paidinfuller

    se pensate che orestolo aveva delle potenzialità, aspettate di vedere la comparsata di PIP il troll in uno dei prossimi marvel movies

  44. Gigos

    Mitico Pip! Ma speriamo. Io vorrei al cinema tutta l’Infinity Watch più che i Guardians.
    Per inciso, secondo me tra Pip e Dragoluna ce n’era, anche se lei non lo ammetterebbe mai. Anzi per la vergogna è passata all’altra sponda.

  45. jena123

    Ragazzi vi voglio bene. Finalmente la recensione di Howard,una rece che rispecchia perfettamente il mio pensiero. Film della vita tra gli 8 e i 10 anni,poi vidi Terminator 2 e non c’è ne stato più per nessuno.Che tempi gli anni 80. Di questi tempi son cosi rigidi sul sesso e il fumo che vedendo da adulto Howard mi ha propio sorpreso,fuma,beve,doppi sensi sessuali…,tutta roba che oggi in un film per ragazzi te la sogni. Unica pecca,la reazione intimidita alle avance di Lea Thompson,a parte i momenti in cui si sente spaesato appena arrivato sulla terra viene caratterizzato come un tipo sicuro di se,e quindi la reazione intimidita non te l’aspetti. Comunque a parte la Thompson,la ragazza dello scienziato Robbins era gnocca forte.

  46. Django & Cash

    Lorraaaine… sono il tuo delfinooo

  47. Marco (valori.m60)

    @ Al Bacino

    “Oserei dire… PRIMA erezione allora e PRIMA erezione di stamani…”

    Forse è proprio quello a cui pensavano gli Oasis, nove anni dopo, quando intitolarono il loro secondo album «(What’s the Story) Morning Glory?».

    Di sicuro, anche per me (già allora ben lontano dalla pubertà), è l’immagine più indimenticabile di tutto il film.

  48. BlackPorkismo

    Do in’idea per un’altro film mitico anni ’80 Il mio nome è Remo Williams.
    Trivia:il maestro cinese di Fred Ward e doppiato da Mino Caprio (Peter Griffin)

  49. vespertime

    Beh il reboot degli F4 è bello che in cantiere ed è già in calendario il seguito (con data di uscita) anche se dipenderà molto da quanto incasserà il reboot.

    Detto questo Howard da bambino mi faceva impazzire, lo disegnato tantissimo e la cosa che era adulti e pieno di figa mi gasava e mi faceva sentire super adulto “fanculo la disney”. Poi quel mostrone finale mi ha formato tantissimo. Ho paura a rivederlo per non rovinarmi il ricordo incredibile Lo trovavo pure credibile, Howard. Lea tra questo e Ritorno al Futuro lacrime amare e molto, motissimo amore.

    • Fra X

      A me invece da gusto rivedermi film che non vedo da anni. Voglio vedere se sono belli sempre. Sennò che gusto c’è! XD I ricordi per me sono il periodo. Il film deve essere eterno!

  50. annaMagnanima

    comunque, prima che questo 2014 finisca, ci vuole almeno un’altra 400tv.
    fossa anche solo per vederci una cosa tipo il video di thriller fatto da john landis che dura un quarto d’ora e ci passa la paura.

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