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Non sono state uccise dame nella realizzazione di questa rece: Sin City – Una donna per cui uccidere

adame_posterCosì a naso, a me non è che me ne vengano in mente tanti, di sequel usciti nove anni dopo il primo capitolo.
Alla facciazza delle “produzioni travagliate”, un Sin City 2 in arrivo era cosa data per certa dal minuto esatto in cui uscì la prima recensione che acclamava Sin City come il film dopo il quale nessuno avrebbe più avuto il coraggio di portare un fumetto al cinema: ho sempre trovato un sacco divertente che, delle due profezie, ognuna sbugiardasse l’altra ed entrambe avessero finito per non avverarsi — poi, a sorpresa, quando chiunque si era ormai scordato che questo progetto fosse veramente in corso, A Dame to Kill For è uscito veramente.

Perché è questa la cosa bella di un sequel che esce a quasi un decennio di distanza dal film originale: metà della gente a cui è indirizzato corre il rischio di essere troppo giovane per aver visto in sala il primo capitolo, mentre l’altra metà — aneddoto vero raccontato dal collega George Rohmer — ti guarda storto e ti dice va là, ma che cazzo dici, guarda che è già uscito. E in un certo senso questi ultimi hanno ragione, Sin City 2 è giù uscito: è Sin City.

L’ho già ammesso in altre occasioni e mi vergogno relativamente poco di ribadirlo, io col primo ci cascai con tutte le scarpe, ma al di là di gusti personali sul film o sul fumetto di partenza, non si può negare che l’aver fatto recitare una dozzina di attori davanti a un telo verde e integrato con una quantità di CGI mai vista prima sia stato un momento piuttosto interessante per il Cinema: nel 2005, anno fondamentale per l’evoluzione del cinecomics in quello che è oggi (ovvero un procione col mitra, Iron Man diretto da Shane Black e finalmente un film degli X-Men guardabile), Rodriguez firmava la cosa più vicina che si fosse mai vista al concetto di “fumetto filmato” e di questo bisogna dargliene atto anche al netto di tutti i disagi che ciò ha generato — cioè, in ordine sparso:

  • un’estetica copiata tanto al chilo, riproposta decontestualizzata e senza cognizione di causa in mille altri film che non avevano alcun motivo di farne uso o, più semplicemente, non avevano alcun motivo di esistere;
  • sdoganamento del termine da fighetta “graphic novel” per sentirsi più importanti quando si parla di fumetti;
  • Mickey Rourke invitato a eventi in abito scuro per la prima volta in 15 anni, si presenta con in braccio il cane;
  • Frank Miller convinto di essere un regista.
Segnali dell'apocalisse imminente

Segnali dell’apocalisse imminente

Il difetto che salta più agli occhi di Sin City 2, ma non l’unico e nemmeno il peggiore, è che di quella ventata di novità che continuo ancora oggi, che sono cinico e disilluso, a difendere, a nove anni di distanza se ne sciacquano tutti beatamente le palle, tanto il pubblico quanto i libri di Storia del Cinema, e hai voglia, Robbie, a parlare di quanto la tecnologia si sia evoluta e come gli attori che prima erano tutti impacciati siano ora fichissimi e disinvolti di fronte al green screen: l’unica cosa che ti tiene dal pensare di stare guardando un sacco di scene eliminate dal primo film, è che all’improvviso gli attori sono tutti inspiegabilmente più grassi.

Più grassi, più fiacchi, e meno interessanti. Perché quando le immagini perdono il potere di riempirti gli occhi e monopolizzare la tua attenzione, non puoi più fare a meno di notare quanto sia vota, sciocca la storia che stai guardando. A Dame to Kill For, che poi è solo uno dei 4 episodi che compongono il film (altro aspetto mutuato dal precedente capitolo, comprensibile in quel caso, stiracchiatissimo in questo), è “un omaggio alla grande tradizione del noir”, che credo sia un modo elegante per giustificare un soggetto insulso e vagamente misogino in cui Dwight (Josh Brolin al posto di Clive Owen) si fa convincere da Eva Green con le tette al vento ad ammazzarle il marito ricco — seguono complicazioni perché lui è un inguaribile romantico e le donne sono tutte troie. Just Another Saturday Night è il mini-episodio che precede i titoli di testa e apre il film: Marv (il solito inestimabile Mickey Rourke) sta dando la caccia a un gruppo di stronzetti che si divertono a dare fuoco ai barboni, ma nel mezzo prende una botta in testa e non si ricorda più cosa stava facendo; divertente, anche se dalla raccolta di racconti brevi da cui è tratto ne ricordo di ben più incisivi, più “emblematici” dello spirito della serie — questo è al massimo simpatico. The Long Bad Night è la storia di come Joseph Gordon Levitt non sia in grado di conciliare la passione per il gioco d’azzardo e le sue daddy issues, highlights dell’episodio sono una prostituta fatta a pezzi così tanto per e i cameo di Christopher Lloyd medico senza licenza ed eroinomane e Lady Gaga cameriera dal cuore d’oro che recita UNA battuta.

Lady Gaga, con tutti i sacrifici che ho fatto per farti studiare...

Lady Gaga, con tutti i sacrifici che ho fatto per farti studiare…

Chiude il film Nancy’s Last Dance, che è un po’ una chiosa senza molta convinzione di That Yellow Bastard, l’episodio con Bruce Willis e Jessica Alba del primo Sin City: sono passati 4 anni dalla morte di Hartigan (Bruce Willis compare letteralmente in 4 frame sotto forma di fantasma: sono pronto a scommettere dei soldi che non ha mai lasciato casa sua per giarare le scene) e la spogliarellista Nancy è molto triste e molto ubriaca; progetta di vendicarlo ma non ha il coraggio, poi si taglia i capelli, si automutila e si veste di pelle, gesti comuni che nel linguaggio universale della cattiva scrittura significano che una donna “è pronta”, e finalmente lo vendica uccidendo il megaboss finale di Sin City, l’inutilmente spietato senatore interpretato da Powers Boothe.

Sbalordisci di fronte al volto dell'emancipazione!

Sbalordisci di fronte al volto dell’emancipazione!

Gli ultimi due episodi, poco ispirati dal punto di vista narrativo (il primo serve praticamente solo a ribadire un tot di volte quanto è cattiva La Città, l’altro è una grossa scusa per far fare a Jessica Alba almeno altre tre lap dance — il pubblico ringrazia) ma soprattutto molto, molto poco cinematografici, non hanno neanche la scusa di essere tratti da storie preesistenti, perché sono stati scritti da Miller apposta per l’occasione, cosa che contemporaneamente tradisce la ragion d’essere del film e conferma che per Miller, nonostante in barba allo status di leggenda del fumetto americano, le regole del Cinema e dei suoi tempi drammatici continuano a essere un mistero. Vi ricordate quando scrisse RoboCop 2 e la produzione gliene bocciò il 99% perché ne sarebbe venuto fuori un polpettone irrealizzabile lungo 9 ore e lui se ne andò sbattendo la porta e urlando “io sono un genio voi non capite un cazzo”? Quantomeno ora è più sintetico.
Rodriguez, dal canto suo, compare nei titoli di testa e si è fatto da bravo il tour promozionale di interviste assieme all’amico Frank, ma mi venga un colpo se ho visto qualcosa di suo (diciamo pure “di un regista qualunque”) in tutto il film. Prontissimo ad essere smentito, ma per me siamo tra “pilota automatico” (già visto in tanti altri film, la serie di Machete su tutti) e “ho messo il mio nome solo perché dopo The Spirit a Miller nessuno gli dava neanche i soldi per l’autobus”. L’impressione generale è che sul set si sia presentato minimo a giorni alterni.

"Quanto ci divertiamo quando giochiamo ai films"

“Quanto ci divertiamo quando giochiamo ai films”

Non posso esimermi da una veloce panoramica sul cast, resa indispensabile dalla quantità di gente coinvolta in questa pagliacciata, onde non alimentare false speranze tra i fan di questo e quell’altro: il Robbie replica la formula Machete Kills in cui chiama letteralmente chiunque avesse in rubrica (strano, in effetti, non aver visto Banderas e Trejo) per farli recitare in parti insulse 10, 15 minuti top.

Josh Brolin per me ha sempre avuto il carisma di una libreria Ikea, francamente trovo che il confronto con Clive Owen lo ammazzi (fun fact: Clive Owen sarebbe dovuto comparire nella seconda metà dell’episodio per interpretare Dwight con la faccia rifatta, ma non ha potuto perché sta facendo un telefilm per HBO/Cinemax e alla fine Miller+Rodriguez si sono tenuti il Brolin con la parrucca e il naso finto) ma alla fine non gli si chiede niente di più di fare la faccia incazzosa; discorso simile per Joseph Gordon Levitt, che mi sta pure simpatico, eh, ma la cosa più carina che posso dire di lui in questo film è che porta con gran disinvoltura le orecchie a sventola. No comment su Fantasma Willis, non fosse che recita anche due battute, direi che hanno usato direttamente scene di repertorio dal primo film. Rosario Dawson dice una battuta con una maschera sadomaso e una senza maschera, e poi fa vedere il culo; Jamie Chung sostituisce Devon Aoki nel ruolo di Miho nell’indifferenza generale; Christopher Meloni tanto per cambiare fa il poliziotto; Juno Temple da sdraiata non si nota che è tanto bassa e io una botta gliela darei; cinque alti dal reparto caratteristi per Ray Liotta (uomo d’affari frstrato), Dennis Haysbert (che sostituisce il defunto Michael Clarke Duncan nel ruolo di Manute), Jeremy Piven (altro sbirro, sostituisce Michael Madsen che evidentemente era sotto la doccia e non ha sentito il telefono), Stacy Keach che sfoggia il trucco più pazzesco di tutti, Powers Boothe che ha un nome da Premio Jimmy Bobo a vita e una risata cattivissima, e Christopher Lloyd, il più simpa e il più ubriaco della compa.

"Sono bellissima, ma sono anche spietata"

“Sono bellissima, ma sono anche spietata”

Per un film in bilico tra “odio le donne” e “amo le donne, sono dei soprammobili carinissimi” è interessante che a tenerlo in piedi alla fine siano le due protagoniste femminili: Jessica Alba deve essere stata conservata nel ghiaccio tra lo scorso film e questo, perché in nove anni non è cambiata di una virgola (al massimo ha imparato qualche nuova mossa), mentre Eva Green è di una bellezza che toglie il fiato, nuda o non nuda (ma nuda è una cosa da applausi a scena aperta e non me ne frega un cazzo se avete già visto quella palla al cazzo di The Dreamers), monopolizza il film ogni volta che è nell’inquadratura.

A mangiarsi tutto il resto, oggi come allora, è sempre il Marv di Mickey Rourke, anche se ora è così gonfio che sembra che la sua faccia debba sbrodolare fuori dal trucco da un momento all’altro. Incassa con dignità la retrocessione a personaggio di supporto e persino come alleggerimento comico regala gran momenti. Il problema, alla fine, è lo stesso notato quando affrontammo The Expendables 2: se di un film che promette violenza, sesso e azione, senza sconti e senza compromessi, le parti che fanno ridere sono quelle che ricordo meglio, qualcosa deve essere andato tragicamente storto.

Facce ride', Marv!

Facce ride’, Marv!

DVD-quote:

“E’ proprio valsa la pena di non aspettarsi un cazzo.”
Quantum Tarantino, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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76 Commenti

  1. ammaMagnanima

    ma io spy kids mica dico che è brutto? anzi, nel suo genere, come dice nanni, è ben fatto, soprattutto il primo (come tutti i primi di tutte le serie, tolti rocky e nightmare).
    certo, gli spy kids non sono al di sopra dei ricordo che ho de “i goonies” o di “navigator”, più propriamente dei film di aventura della mia infanzia.

  2. Dr. Stranamorte

    Certo che se mi dite che gli episodi non sono stati selezionati dalle storie a fumetti e che Marv da super-mega-badass diventa un personaggio da alleggerimento comico, allora fanculo il mondo!
    Ci voleva veramente poco per accontentarmi con questo sequel – presto o tardi non mi interessava – ovvero tette, storie con Marv che entra a gambe tese e una divertente violenza gratuita. Vedremo se riuscirò a divertirmi lo stesso.

  3. John Matri

    Il primo a me non erapiaciuto, l’ho trovato una roba pigra che scimmiottava il fumetto, senza neanche sforzarsi di intrecciare le storie(nonostante avessero una struttura simile). E proprio perla struttura simile con i fumetti mi ero fermato soddisfatto ma sazio al bastardo giallo, quelle dopo valgono?
    Io comunque desperado l’ho rivisto poco tempo fa , e dopo la sparatoriona nel bar alla Woo(senza arrivare a quei livelli) il film perde parecchio, diventando una scusa per farci vedere le zinne di salma e sprecando i buoni bushemi e Trejo.

  4. Lotton the Wizard

    @John Matri Puoi fermarti lì:Family Values è divertente ma nulla più,To Hell and Back fà cagare come il 90% della roba di Miller post 300.

  5. Ace Sventura

    SI MA LE TETTE

  6. Michael Mannaro

    @John 4°: ok, ma così sdoganiamo tutti, pure quelli che fanno le parodie del filone del momento tipo 300 o twilight con la gente che fa i rutti. non chiedevo il perché l’industria gli dà credito, chiedevo il perché VOI gli date credito.

    @tutti: boh. no, ma veramente: boh. a me pare uno che se la canta e se la suona, uno che fa film perché si diverte a farli e pensa che gli altri si divertano a vederli tanto quanto o anche di più, se lui esagera di più, come un bimbetto di 3 anni che fa una cosa buffa, gli adulti ridono, ed allora la reitera più urlata e più sguaiata per una mezz’ora, finché qualcuno imbarazzato lo cazzia.
    Questo ha imbroccato un filone che se non usciva Pulp Fiction era a servire da Pollos Hermanos e NON perché se lo è meritato. E per farmi cambiare idea dovrete essere bravi. Di Mariachi col cavolo gliene fregava a qualcuno se non era partita la bambola del cinema di “Serie B” dopo Pulp Fiction. Chi l’aveva visto prima del ’95?
    Poi è diventato amicone del Quentin e lì si sono aperte le porte a un tot di film tutti uguali a sé stessi.
    Sin City fa eccezione. Spy Kids forse pure, ma la saga non l’ho vista la ripescherò sicuramente fra 4-5 anni.
    Per me è fuffa. Divertente se preso a piccole dosi ma fuffa.

  7. annaMagnanima

    @ Michael Mannaro: tarantino come gus fring? ma no, dai, tarantino non sarebbe in grado di un tale livello.

    @redazione: ma stanno comparendo nuove immagini ad illustrare meglio la recensione o sono pazza?
    (sono pazza!no non sono pazza. si sei pazza: ti parli da sola in prima e seconda persona!state zitte voi due!!!)

  8. @michael mannaro: se ti convinci solo con una tesi dettagliata di 50 pagine rinuncio in partenza, pero’ personalmente vidi El Mariachi appena usci’ in VHS (se ne parlava bene su tutte le riviste del settore, incluso il banalissimo CIAK) e per Desperado ero di conseguenza in sala in prima fila. In quel periodo Rodriguez aveva una pacca che non aveva nessun altro, faceva film con invenzioni creative (anche ovviamente derivative) ai mille allora e li intingeva di quella messicaneria spinta che li rendeva persino personali. Era divertimento puro, quindi di base non c’entra un cazzo con Tarantino, pero’ tanto per dirne una il suo episodio di Four Rooms era il migliore del film di almeno due spanne, schiaffeggiando quindi anche il suo futuro migliore amico (scherzetto che gli riusci’ pure in Grindhouse). Poi si e’ progressivamente ripiegato su se stesso e amen.

  9. david

    Che a Rodriguez siano riusciti gli episodi migliori nel duo con tarantino è verissimo, ma anche qui, vale fino ad un certo punto se poi i film di Tarantino valgono il triplo di quelli di Rodriguez ( e il budget non c entra una mazza)

  10. Vin Diesel30€grazie

    Il primo Sin City (al pari di Cabin Fever) è stata la mia peggior seconda visione in assoluto, mi sono francamente sentito preso per i fondelli: all’uscita dalla sala ho gridato al miracolo, capolavoro dei capolavori (eppure non ero manco troppo pischello). Definirlo brutto è sbagliato, però ho salvato solo l’episodio di marv (con un villain degno di nota) e il finale con l’evirazione gialla.

    Rodriguez mi pare solo un grosso divertissement.

    Ot: per ragioni sportive comunque boicotterò la visione in sala del secondo episodio.

  11. Michael Mannaro

    No, macché 50 pagine, mi ci vorrebbe un mesetto per leggerla e finirei per dare ragione a chiunque per fatica.
    Mi ricordo che si parlava del Mariachi anche su Ciak (che leggevo pure io) ma mi ricordo pure che se ne parlava sulla scia di Tarantino. Poi, oh, magari mi ricordo male. E su Mariachi poi non ho da dire neanche tantissimo perché all’epoca lo consigliai anche ai ciechi, ma già desperado lasciava un po’ a desiderare e pure Mariachi rivisto in seguito funzionava meno. Poi su C’era una volta stendo un velo: feci fatica a rimanere al Cinema fino alla fine.

  12. Ceramiche Kobayashi

    Dopo aver visto ieri sera il il secondo (per il giudizio concordo con la recensione) sono andato a rivedermi qualche scena del primo più che altro perchè non ricordavo che Marv avesse un trucco così ridicolo e volevo vedere se avevo una memoria distorta del primo capitolo: a quanto pare ricordavo benissimo, questo seguito è a dir poco sciatto e scialbo sotto tutti i punti di vista, a partire da sceneggiatura, regia e interpretazioni per finire al trucco e agli effetti speciali.

  13. Gualtiero Bianchi

    @Mannaro
    Mi sembra strano che su quel numero di Ciak si parlasse di El Mariachi sulla scia di Tarantino, perchè nel 1993, quando El Mariachi ha vinto al Sundance Film Festival, Tarantino era solo un altro buon esordiente, visto in campo solo con Le iene, film comunque molto diverso dallo stile di Rodriguez… nulla toglie che dopo l’espolosione di Tarantino tutti i suoi amici o miti d’infanzia abbiamo avuto un destino comune, nel bene e nel male… ovvero la frase “è piaciuto a Tarantino!” usata pure sui rotoli di carta igienica, pur di venderne di più…

    Per il resto, in generale mi sembrate tutti un po’ troppo severi con il primo Sin City, concordo sul fatto che già alla seconda visione perda parecchio, ma, non so se a causa della mia ignoranza cinematografica che non mi fa cogliere appieno tutti i difetti, una volta ogni tanto il dvd me lo riguardo volentieri. Peccato che questo seguito sembri davvero inutile e dannoso…

  14. Michael Mannaro

    Gualtiero, mi ricordo che ne parlavano più per il fatto che era diretto da questo Messicano tutto pazzo che aveva racimolato i 10k dollari facendo da cavia a non so che medicinale più che per meriti artistici (a dire il vero non ho mai sentito nominare nessun vincitore del sundance su ciak né altrove, per fortuna).
    Poi oh, che sia arrivato prima o dopo tarantino cambia il giusto, senza l’amicone per me stava a fare altro.
    E c’era una volta in Messico non si guarda.

  15. John Olmos

    Visto ieri, e mi è sembrato un more of the same del primo (che ai tempi avevo gradito parecchio) molto pigro nella realizzazione e scialbo nelle storie. Salvo solo Dea Green e i balletti di Jessica Alba, il resto è fiacco in ogni suo aspetto: recitazione, casting (non amo molto le sostituzioni in corsa, e la più decente è l’unica “obbligata”, ovvero Haysbert-Duncan), messa in scena.
    Con uno sceneggiatore più adatto al mezzo (e meno scoppiato) del Frank Miller attuale, secondo me, Rodriguez potrebbe tirarci fuori una serie tv sicuramente migliore di questo film.

  16. Djenco Unchained

    Appena visto al , concordo su tutti i punti con la recensione, non mi sembra necessario sprecare più righe di quelle contenute nella sceneggiatura del film per esprimere il mio parere. Su Rodriguez ho letto in questo thread giudizi un po’ ingenerosi e anche decontestualizzati dal suo percorso, penso abbia avuto alti e bassi ma che la street cred se la sia ampiamente meritata di sua mano. Chiusa necessaria: io sono molto più #teamAlba che #teamGreen (davvero molto brava la sua costumista, va detto).

  17. Arnold Spazzaneve

    concordo con la recensione: passabili le due storie originali, letteralmente buttate là le altre due (con quella con gordon-levitt/boothe che sta in piedi grazie a loro due) e i vari fan service sparsi qua e là (tipo quello di lady gaga).

    argomento miglior gnocca: tre nomination su cinque dei prossimi sylvester devono andare a sin city 2 e punto il mio cent su rosario dawson (ok le sise di eva green, ok la alba, ma tutta la sequenza finale dell’episodio che la vede protagonista è illegale).

  18. Lars Von Teese

    A proposito di Rosario Dawson ho questo dubbio che mi attanaglia: 3-4 anni fa credo di aver visto lei o sua sorella gemella tutta sola in metropolitana a Londra di notte, e il fatto di non sapere con certezza che fosse lei probabilmente perseguitera` i miei sonni fino alla tomba. Comunque se davvero era lei, dal vivo e` una cosa fotonica, bellissima.

    Ho visto il film un paio d’ore fa: il solito “meh”, praticamente ricalcato dal punto di vista tecnico su quello del 2005 (e questo non e` esattamente un bene), gli episodi non tratti dal graphic novel sono abbastanza una poverata, si sente che Miller e` (ormai da anni, ahime`) con la lancetta in piena zona riserva. Marv/Mickey Rourke il migliore del cast indiscutibilmente.

    A proposito: sostenere che il primo Sin City abbia “sdoganato” il termine “graphic novel” in Italia nel 2005, caro Quantum, con tutto l’affetto possibile eh, ma e` abbastanza una puttanata.

    Per quanto riguarda il discorso “misoginia”, mi stupisce che sia stato perfino tirata in ballo: ci troviamo di fronte a un classico esempio di hardboiled, e negli hardboiled ci sono due tipi di donne: le puttane e le puttane stronze. No dico, che ti aspettavi Quantum? La Boldrini in abito da sera?

    Capitolo sgnacchere: tra protagoniste e comprimarie, di figa a sto giro ce ne hanno caricata una tonnellata, per me la bocca e il culo della Alba battono le tettone della Green, ma insomma, e` un duello fra titani.

    Il film, come il primo, comunque si lascia guardacchiare nonostante i difetti. A mio parere pero` sarebbe ora che i cinematografari si rendessero conto che l’animazione *per adulti* (e non sto parlando di hentai), con gli autori e i mezzi tecnici attualmente a disposizione, sia ormai una strada assolutamente percorribile per il grande mercato. I tempi sono maturi per liberarsi di questa cazzo di ristrettissima visione americana che “siccome e` un cartone animato e` per bambini”. Sin City 2 mostra tutti i limiti grotteschi degli attori sul greenscreen, laddove una animazione tout-court, ricalcando lo stile Milleriano il piu` possibile (che i suoi picchi li raggiunge per forza di cose quando le tavole sono completamente statiche, se avete mai letto un suo fumetto converrete con me) avrebbe giovato al film. Il mio sogno sarebbe un film d’animazione su Sin City. Forse riuscirebbe a dirigerlo dignitosamente perfino Frank Miller…

    A proposito del povero Miller, cristo, ormai e` prossimo a diventare l’incarnazione del suo personaggio “Bastardo Giallo”. Spero si riprenda perche` di sto passo ce lo giochiamo assai prima di Stan Lee.

  19. Marlon Brandon

    Che brutta fine che ha fatto David Palmer!

  20. Past

    visto…e niente…na mezza merda…paragonato al primo na merda totale…concordo sul fatto che basta analizzare il passaggio di marv da questo al primo film per capire l’involuzione totale che ci è stata.

    dopo il primo sintomo (machete kills) e la conferma della diagnosi (sin city2) si può confermare che il paziente rodriguez ha contratto il morbo timburton…fare sempre le stesse cose ma sempre peggio.

  21. John 4°Di Milius

    @Lars Von Teese
    Sei stato + fortunato di me.
    Io nel 2004 in un locale di(forse soho)dividevo un tavolo da 4,con 6 persone,una delle quali (quasi sicuro)una, non ancora, lady gaga.

  22. Woody Alien

    Sin City 2: A Dame to Fap For.

    Comunque di film usciti 9/10 anni dopo il primo capitolo mi vengono in mente “Son of The Mask” e “Mr. Bean’s Holiday”, non esattamente dei buoni auspici per questo SC2…

    Miller poteva restare a fare il Goddamn Batman se questi sono i risultati.

  23. hai voglia, io sono un superfan del goddam batman di miller
    è l’unica cosa sua relativamente recente che mi fa sorridere.

  24. FC
  25. Bobby Han Solo

    Marv/Obelix hahahah è vero!!!

  26. ben steel

    Visto adesso, anni dopo il fatto che sia uscito anni dopo il primo film.
    Piaciuto? Si
    Ha un punto di vista estetico chiaro? Si
    Queste due cose bastano a definirlo una figata? Non so
    Ma se aggiungiamo Eva Green?
    Si, figata!

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