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#400tv e il pazzo, pazzo, pazzo mondo di Demolition Man

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Tutto iniziò con Brave New World (1931).
Viene ovviamente da lì l’idea di questo mondo super pulito, pacifico, senza violenza nè parolacce.
Perché azzardo addirittura un “ovviamente”, manco fossi nella testa dello sceneggiatore? Beh, per esempio perché il personaggio di Sandrona Bullock si chiama Lenina (come un personaggio di Brave New World) Huxley (come l’autore di Brave New World).
Poi altrettanto ovviamente è venuta la canzone Demolition Man (1981), composta da Sting e incisa prima da Grace Jones e poi dai Police, a regalare il titolo. Perché azzardo un “ovviamente” pure qui? Beh, perché hanno chiesto a Sting di re-incidere il pezzo (malissimo) per la colonna sonora del film. È gente tutto sommato semplice, quella di Hollywood. Genuina e trasparente.
Poi in teoria viene uno scrittore ungherese di nome Istvan Nemere. Nel 1986, l’amico Istvan scrive un libro chiamato Holtak harca (= “La lotta dei morti”, secondo Google Translate): il libro parla di un terrorista e del detective che gli dà la caccia che, dopo una vita passata a combattersi, vengono criogenizzati e risvegliati in un lontano futuro ripulito da ogni forma di violenza. Il pacco è che Istvan scopre di Demolition Man solo nel 1993 quando ci si imbatte al cinema. Lo guarda, e dichiara che è identico al suo libro tipo al 75% (potete controllare di persona, se sapete l’ungherese), ma non fa causa alla produzione perché non se lo può permettere.
Infine arrivano Peter M. Lenkov e Robert Reneau, quest’ultimo già sceneggiatore di Action Jackson: la firma sulla storia è loro, e gli vorrò un bene eterno perché non importa dove abbiano preso l’ispirazione (né quanta ne abbiano presa altrove), ma vendere un progetto del genere nel 1993, uno strambo mix di action old school e satira distopica, per un film da $60 milioni di budget, è stato un colpaccio mica da ridere. O meglio: il progetto giusto nell’unica minuscola finestra di tempo giusta, quel periodo in cui – complice l’amministrazione Clinton che faceva del suo buonismo estremo la sua arma di punta – l’opinione pubblica iniziava senza un motivo plausibile a rivoltarsi contro il dominio al botteghino degli action violenti. Era la delicata fase di passaggio: quel momento in cui le star d’azione avevano capito che il modello fin lì vincente necessitava di un ritocco, ma ancora non si capiva fino a che punto. Schwarzenegger, convintissimo di aver trovato la quadratura del cerchio, annunciava in pompa magna Last Action Hero, una versione autoironica di se stesso surreale e pesantemente metacinematografica nonché soprattutto il suo primo action PG-13, e sappiamo tutti com’è andata: in breve, un flop leggendario (meno in breve? Storia interessantissima, grazie per averlo chiesto, un giorno ve la racconterò). Demolition Man viene approvato più o meno in quel periodo, quando i suoi autori stavano cercando di farne un film con Steven Seagal e Jean-Claude Van Damme e non solo stavano fallendo perché quei due si odiano peggio di Liam Gallagher e Damon Albarn, ma anche molto ovviamente perché nessuno voleva fare il cattivo. Sylvester Stallone, che aveva passato gli ultimi cinque anni della sua carriera a cercare inutilmente di ricalcare grossomodo le mosse del rivale Arnie, si imbatte nello script e – fresco dell’imprevedibile e incoraggiante successo di Cliffhanger – ci vede la sua pronta risposta a Last Action Hero (sempre meta/autoironica/surreale, ma non PG-13). Prontamente cerca un rivale carismaticamente alla sua altezza ma con poteri contrattuali nettamente inferiori: chiede prima a Jackie Chan, che ovviamente gli risponde qualcosa tipo “macheccazzo ti sei fumato”, poi assume Wesley Snipes (sottovalutandolo: Wesley cagherà comunque il cazzo e i due sul set approfitteranno delle scene di lotta per menarsi sul serio).

For real

For real

Come tutti i film “rischiosi” ovviamente la produzione non sa di preciso cosa vuole, e lo script di Lenkov e Reneau affronta numerose revisioni, alcune anche in fase di post-produzione.
Inizialmente viene chiamato il nostro caro amico Fred Dekker, il quale fra le altre cose aggiunge la scena iniziale ambientata pre-congelamento, poi viene affidato tutto a Daniel Waters, esploso con Schegge di follia e reduce da Hudson Hawk e Batman – Il ritorno.
In mezzo, mille versioni: in una si scopre che il personaggio della Bullock era la figlia di Sly, in un’altra la figlia di Sly è invece una delle ribelli underground, ma entrambe vengono scartate anche se quest’ultima era già stata girata (durante la sparatoria nei sotterranei si vede Sly che protegge l’attrice in questione). Viene tagliato inoltre – per motivi ignoti ma sicuramente sbagliati – un combattimento tra Sly e Jesse Ventura, il cui personaggio nella versione definitiva si nota solo nella scena in cui Snipes gli passa la pistola per fargli ammazzare Cocteau. La Bullock stessa era stato un rimpiazzo dell’ultimissimo per Lori Petty. In compenso compare a caso un giovane Jack Black.
Ma la cosa più spettacolare di Demolition Man sta nelle previsioni che indovina.
Non c’è solo la brillante ripresa del modello di Brave New World, oggi la più vicina alla realtà e all’epoca in totale controtendenza con qualsiasi visione distopica cinematografica dei precedenti quindici anni, e non ci sono solo le invenzioni tecnologiche tipo l’iPad e il GPS, sicuramente frutto di consultazioni con le aziende giuste: fra le coincidenze più incredibili c’è “il grande terremoto del 2010“, e il prigioniero criogenizzato Scott Peterson.
E sì, a suo modo anche la gag sulla Biblioteca Presidenziale Schwarzenegger, ma se è vero che Arnold non si era ancora lanciato ufficialmente in politica è altrettanto vero che già dalla fine degli anni ’80 era un noto amico e consulente della famiglia Bush, per un certo periodo persino ambasciatore ufficiale per la promozione di attività inerenti l’educazione fisica, e già si vociferava che un giorno avrebbe puntato a mollare la carriera cinematografica per tentare la corsa alla Casa Bianca. E se lo sapevo io a 15 anni dall’Italia senza l’internet, figurarsi Stallone che era amico suo.
In compenso però, come vogliamo commentare questa foto apparsa sulla pagina Facebook di Schwarzy neanche una settimana fa?

Coincidenze? Non credo

Coincidenze? Non credo

Sul resto cosa c’è da dire?
Esplosioni giganti, battutissime a ripetizione (“Ci vuole un pazzo per prendere un pazzo”), due protagonisti in forma smagliante, ritmo impeccabile, e le multiple revisioni allo script si notano molto meno che in Last Action Hero. Poi certo, Sandrona è irritante e qualche trovata è un po’ troppo cartoonesca, ma a parte questo non si può ovviamente obiettare nulla.
Perché azzardo addirittura un “ovviamente”?
Perché martedì sera l’abbiamo guardato insieme per #400tv, e ci siamo spaccati alla grande come al solito.
Qui alcuni esempi random:

Gli imbarazzi della produzione proseguirono comunque anche in fase marketing: temendo un fiasco in stile Last Action Hero, depistarono subito distribuendo foto hot di Sly con il suo Stallone di fuori, che vennero pubblicate principalmente in Italia (CIAK, in evidente fase di profonda insicurezza, gli diede addirittura la copertina). Determinante o meno, il film incassò più che decorosamente.
Dopotutto, Demolition Man non pretendeva davvero di cambiare il mondo.
La satira c’è, è voluta ed è azzeccata (e io punto £20 che la prossima profezia indovinata sono i jingle pubblicitari in testa alle hit parade), ma il discorso di Sly sul finale è inequivocabilmente deresponsabilizzante: “Il controllo totale è sbagliato, l’anarchia totale è sbagliata, ci vuole una via di mezzo, io non la so, trovatela voi, fottesega, io vado, ciaoooou”.
E alla fine va bene anche così.

Un grazie enorme a chi ha partecipato sia allo sfortunato pomeriggio di sabato 15 in Santeria che alla serata #400tv di martedì.
Siete sempre i migliori.
Alla prossima!

Avete fatto il nostro Demolition Test per scoprire il vostro talento innato?

Avete fatto il nostro Demolition Test per scoprire il vostro talento innato?

P.S.: sì, Dennis Rodman iniziò a tingersi i capelli dopo aver visto Wesley Snipes in azione

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26 Commenti

  1. Djenco Unchained

    Comunque anche ai jingle pubblicitari hit ci siamo arrivati già quando 2 anni fa ho visto su un canale generalista il Pinguino della Vodafone interpretato evidentemente da un nano cantare in playback davanti ad una piazza che faceva il coro in festa in un programma che presumibilmente aspirava a fregiarsi di essere “musicale”. Se poi si tiene in conto che si parla di includere le suonerie del telefono nei dati di vendita, e che molte di queste suonerie sono jingle, taac. Fine digressione.

  2. AndreaGnarluz

    Altra colonna del quattrocentocalcismo, Demolition Man si situa agli stessi livelli di Robocop e Atto di Forza come cassandre dell’avvento di alcune invenzioni dell’attuale mondo; un plauso a nanni per averci edotto rispetto allo scritto di Istvan (questa chicca non la sapevo!) e delle menate tra Stefano RagazzadiMare, GianClaudio DelDam, Silvestro Stallone e InUnCampoAdOvest Beccaccini! e aspetto ansioso la sua disamina di last action hero

  3. @Djenco, never forget:

    http://youtu.be/k85mRPqvMbE

  4. Rocco Alano

    All’epoca lo vidi al cinema. Il regista mi pare sia italiano- che fine ha fatto dopo?

  5. Rocco Alano

    P.s. e vogliamo parlare della scelta “buono-bianco vs cattivo-negro ossigenato” in piena epoca politically correct?

  6. BlackPorkismo

    Un film profetico a azzecato anche che Wesley Snipes finisse in galera,speriamo solo che non si avverino le conchigliette (ahiaaaa!!) e gli hamburger di topo(esistono gia).

  7. bella

    Da talentuoso annusatore di carta di libro che sono vorrei dire che Arnold e Karzai insieme non si possono guardare, ma qui si parla di film e quindi #granteam3conchigliette

  8. Guillermo Deltoide

    Mi vengono in mente anche il cane e l’ippopotamo. Possano perire fra le fiamme dell’inferno

  9. Onestamente? Me lo ricordavo meglio. Ma probabilmente è una di quelle distorsioni create dai 22 anni di tempo intercorsi fra una visione completa e l’altra.
    Altro film di cui ho un ricordo bellissimo è Last Action Hero, ma anche questo non l’ho mai rivisto sul serio.
    Invece di tutto questo antefatto non ne sapevo nulla, specie dei problemi fra Snipes e Stallone che credo siano stati ampiamente superati dal momento che appena Snipes è uscito di galera Stallone ha seccato l’altro negro degli expendables.

    Per chi chiedeva del regista Marco Brambilla c’è il suo sito marcobrambilla.com
    dove si possono vedere una serie di collage atroci fatti con dei fermo immagine di vari film e alcuni video arty che fondono musica anonima con immagini banali.
    Lui che riesce a vendersi attraverso questa roba è ovviamente un genio.

  10. AndreaGnarluz

    ma c’è stato, all’atto della visione di questo film, un brainstorming sull’origine e funzionalità delle tre conchigliette?

  11. Capitan Impallo

    HAI LA BENZINA SOTTO LE PALLE E IO TE LE FACCIO FLAMBE’ miglior one-liner degli anni ’90

  12. Bucho

    “P.S.: sì, Dennis Rodman iniziò a tingersi i capelli dopo aver visto Wesley Snipes in azione”

    http://fandomania.com/wp-content/uploads/2011/09/13/demolitionmanbob.jpg

    idem malgioglio?

  13. AndreaGnarluz

    @Bucho gelato al cioccolato?

  14. HIROSHI TAKEMURA

    @Djenco Unchained comunque “l’aranciata del gigante” non si batte !!!! epic win !!!!

  15. annaMagnanima

    devo dire che mi sono proprio divertita l’altra sera a guardare sto film con voi. ci tengo a raccontarvi che quando lo vidi al cinema mi ci portò il mio fidanzato culturista col quale mi ero fidanzata (se così si può dire) durante la visione di total recall (quello vero) e da lì in poi fui iniziata a cose tipo mister olimpia e spaccata sagittale, birinbao o non so ancora come si chiamasse lo strumento dei capoeristi e dopo tanti anni insieme a voi ho avuto un tuffo nel passato. grazie, amici. i fidanzati cambiano, ma l’amicizia è per sempre.

  16. AndreaGnarluz

    Signori, il commento sul pezzo citato di Hiroshi merita un’ennesima visione:
    https://www.youtube.com/watch?v=8-i9CBkIadk

  17. l’ho rivisto di recente nella mia personale retrospettiva Stallone, e me lo sono goduto come la prima volta.
    E poi John Spartan e’ il miglior nome da duro di sempre.

  18. sick a Rio

    il regista ha fatto questa roba, che per me è abbastanza grossa

    https://www.youtube.com/watch?v=L53gjP-TtGE

    notare il raffinato uso dell’oro

  19. Anche ^ Te ne pentirai per il resto della tua vita: più o meno 2 secondi ^ è una battuta che mi porto appresso da quando avevo 13 anni…

  20. John 4°Di Milius

    Oddio!!! Si orgasmo assoluto Van damme cattivo in Demolition Man,ma matto come in exp2!

    alzi la mano con me ,chi non ha pensato prima del tempo dei prequel; Voglio il film action anni80 di john spartan!
    p.s questo è l’unico film dove sandra bullock mi appare fica!(cool n nel senso volgare)

    p.s.
    o.t.
    mi confermate che Face Off prevedeva Swarzy e Sly nei due ruoli principali?,se si chi era chi?

  21. rash

    L’insicurezza pagò, quel numero di Ciak fece il botto; certo non era il pubblico abituale…

  22. John Who?

    Tutto molto bello, ma speravo rispondessi a una domanda che mi assilla da vent’anni: da dove era uscito fuori e che fine ha fatto Marco Brambilla?
    Marco Brambilla’s Demolition Man…. un po’ come il Dracula di Coppola…

  23. Past
  24. Enrico

    Infatti all’epoca undicenne e cinefilo, mi aveva colpito che il regista fosse italiano, strano che non ha avuto successo tutto sommato se l’era cavata bene.
    Invece per quanto riguarda Arnold che faceva promozione alle attivita sportive sotto Bush padre, avevo visto un documentario dove si mostrava la rivalità tra Stallone e l’austriaco e di come quest’ultima avesse soffiato questo posto più che altro pubblicitario proprio a Stallone, del resto all’epoca erano in rivalità su tutto.
    Comunque Stallone quando dice che Schwarzenegge era diventato presidente era uno scambio di favori, infatti nella realtà parallera di in The last action hero, il ruolo di Terminator era interpetrato da Stallone.
    Per finire un’altra cosa che mi aspetto è la schiuma “al cannolo” al posto dell’airberg nelle macchine.

  25. Ringhioni

    “La satira c’è, è voluta ed è azzeccata (e io punto £20 che la prossima profezia indovinata sono i jingle pubblicitari in testa alle hit parade)”

    Il Pulcino Pio vale? Se sì, qualcuno ti deve 20£

  26. Enrico

    Comunque questo film dimostra anche come i film di fantascienza e quelli horror, funzionano bene quando hanno una sottotraccia sociale o di denuncia, che anche se questa non venisse carpita dallo spettatore medio, serve a dare sostanza a tutto il film, qui per esempio abbiamo il futuro dispostico e politicamente corretto e ipocrita,mentre appunto esisto profonde differenze di classe tra i ricchi e i poveri che sono trattati come criminali, anche se cercano solamente di sopravvivere.
    Cosa che The last action hero per esempio non aveva, era il solito film d’azione con qualche pessima macchietta stereotipata sugli italo-americani, che essendo stereotipati e ridotti a macchietta anche nei film “seri”, in quel film che era una presa ingiro di “certi film seri” finivano per essere una macchietta della macchietta.

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