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Clown AKA la recensione del film che non vedrete mai

Innanzitutto lo scherzone:

Divertente eh?! Lo ha pensato anche Eli Roth che con la profonda competenza e conoscenza del linguaggio filmico che lo caratterizzano, una volta visto questo video ha chiamato i proprietari del canale e gli ha proposto di fare un film. Cosa dalla quale capiamo che Eli Roth propone di fare un film a chiunque.
La sorpresa a questo punto è che il film risultante, Clown, sia buono oltre ogni speranza. No sul serio. Io lo so che non ci credete ma lo è, è un bell’horror indipendente, teso e incattivito.

Quindi in 3 anni questo finto trailer diventa un film che esce ora tipo in pochissime sale e in un paese solo (ED È IL NOSTRO!!!), almeno preliminarmente. Ma è un buon film, davvero.
Non è passato per nessun festival dell’orrore. Ma è buono. Sul serio. Ora davvero non mi credete più e neanche io mi credo. Eppure non è male. Voi non lo vedrete mai perché sui circuiti pirata non c’è (visto che non esce che qui), quelli legali non sapete nemmanco che esistono e in sala passerà per così poco che non farete in tempo a camminare dal botteghino al vostro sedile che sarà già stato smontato. Probabile pure che non ci sprechino mai soldi per un edizione Home Video (che pregiudicherà anche futuri torrent come una maledizione perpetua). Eppure è un buon film!
Si può fare ancora un film, l’ennesimo, sul clown dell’orrore senza fare delle schifezze? C’è ancora qualcosa da dire? Pensavo di no e invece si, anche perché (non ve lo starò qui a nascondere) Clown non sfrutta davvero l’immaginario legato alla “letizia” dei pagliacci per ribaltarlo e renderlo terrificante come faceva IT (l’unico ad aver capito davvero come funzioni questo contrasto), ma è un film di mutazione, un bel film di mutazione e massacro di bambini che se non avesse avuto un clown al centro ma un altro costume era uguale, ma volete mettere il clown?!?! No. E neanche io.
Ora quindi vi racconto il film che non vedrete mai ma che vi piacerebbe.

Vi piacerebbe

Vi piacerebbe

Con una finta tranquillità iniziamo con un pover’uomo con famiglia a carico il cui figlio pianta una scenata perché il clown che doveva venire alla sua festa ha dato forfait, e gli amici che sono peggio di lui lasciano la festa perché manca il clown. Cioè lo voglio ripetere: sei un bambino, vai ad una festa e ti alzi e te ne vai perché si scopre che non ci sarà il clown, come se fossi andato ad un concerto (ma poi come tornano a casa i bambini?? Chi li accompagna??). Insomma mentre si materializza questa tragedia il papà ha la grande idea di farlo lui il clown e per riuscirci fa quella cosa che si faceva sempre nei film dell’orrore degli anni ‘80, rimedia un costume in un polveroso magazzino, lo tira fuori da un luogo dal quale nessuno prenderebbe nulla senza chiedere il permesso. È vecchio e polveroso ma fa il suo lavoro e la festa è salva. Già qui mi piace perchè recuperare la figura del clown delle feste che poi è l’origine vera di tutta la storia dei clown sanguinari: Pogo, il vero clown (cioè iscritto all’albo dei clown che sul serio c’è) che davvero era un serial killer e davvero stuprò e uccise 33 vittime tra uomini e bambini negli anni ’70, ben prima che il cinema cominciasse a lavorare sui “clown de menare”.
Ad ogni modo come avete capito dal trailer, una volta indossato il costume non si leva più, è diventato parte di lui, cioè è come se fosse parte della sua carne, i capelli fossero veri capelli ecc. ecc.
Ora ne sarete certi, non è un buon film. E invece no, lo è.

Fun fact: Pogo, il clown sanguinario che li ha ispirati tutti, ha davvero stuprato e ucciso 35 donne

Fun fact: Pogo, il clown sanguinario che li ha ispirati tutti, ha davvero stuprato e ucciso 33 vittime

Perché proprio quando ti stanno spiegando che questo costume non si leva il film lascia il sottogenere che aveva appena calzato (il teen horror anni ‘80) ed entra in un’altra categoria, quella del body horror. La moglie cerca di aiutarlo a levare questo costume e nel tirare il naso rosso gli strappa parte del vero naso. Dunque non solo è vestito da clown e non se lo può levare ma ha un naso sfigurato, gira alla ricerca di una soluzione con abbondante cappotto per nascondere il vestito ma lo stesso è sempre più ridicolo e senza via d’uscita.
Dunque con una premessa che più classica non si può (“c’è un oggetto maledetto che passa di mano in mano ed è arrivato a questo protagonista”), inizia una specie di film cronenberghiano in cui la pelle si apre, la carne muta e si trasforma. Ovviamente in peggio. Dopo qualche giorno arriva infatti “la fame” e il clown comincia a desiderare di “mangiare bambini”. Sul serio. Il clown ha fame di bambini, in questo film si ammazzano bambini, li si sventra e il sangue schizza.

Introducing "quello che sa tutto della maledizione" mentre si informa sulla stessa

Introducing “quello che sa tutto della maledizione” mentre si informa sulla stessa

Se siete bravi a questo punto avete capito a chi tocca entrare in scena. Tocca a “quello che sa tutto della maledizione”, qui interpretato da Peter Stormare con calzante esagerazione. Ritorniamo negli anni ‘80 e mentre da una parte “quello che sa tutto della maledizione” rilascia un po’ di informazioni su ciò che accade con fastidioso didascalismo, dall’altra il clown si trasforma, con il passare del tempo gli crescono i piedi nella scarpa, gli si allungano le mani e via dicendo.
Non vi starò qui a dire i perché e i per come, nemmeno a fare il riassunto delle origini del male che si incrociano con le origini dei clown, non avete bisogno di tutto ciò (ma nel film c’è, lo dico per completisti), sappiate solo che, sempre più dolorosamente deforme, deve mangiare 5 bambini e non esita a farlo. Inizialmente li uccide per sbaglio, col proseguire del film e della mutazione comincia a cercarli.
Ora non storcete il naso, non mi venite a dire “Già visto” perché non è quello il punto e non avete capito gli anni che vivete. Le storie sono state già raccontate tutte, il cinema è più che maturo, il suo linguaggio l’abbiamo interiorizzato e canonizzato, non siamo pionieri, siamo maratoneti possiamo gestire il patrimonio di storie dei 100 anni che abbiamo alle spalle per consolidare questa forma d’arte e mescolarle per crearne di diverse. Non originali ma che funzinino.
E John Watts mescola alla grande.

SPOILER: Il bambino che è un coglione più di tutti si salva

SPOILER: Il bambino che è un coglione più di tutti si salva

Con la struttura di Gremlins, la spietata cattiveria di un film slasher indipendente e la passione per la paura che il corpo venga violato, in qualsiasi maniera, Clown rivolta come un calzino il luogo comune del clown spaventoso, lo abbandona e fa solo quello che vuole. Non è infatti il pagliaccio pulito e preciso dei tempi di IT nè quello lercio e barbone di La casa dei 1000 corpi ma uno demoniaco, una bestia dai denti aguzzi che col tempo perdere quasi ogni caratteristica clownesca.
John Watts ad un certo punto centra anche la rovesciata da centrocampo in una sequenza in cui adempie alla missione ultima dell’horror, cioè prendere le immagini, i luoghi, le figure e le certezze che abbiamo e distorcerle direttamente nella nostra testa, per cambiare la percezione che abbiamo di esse. Prima non lo notavi e invece da ora in poi quella cosa ti ricorderà il sangue, la paura e lo schifo.
In un parco giochi per bambini riesce a mettere in scena una specie di lentissimo inseguimento nei tuboni colorati che sembra la versione malata di quello tra Tom Skerrit e lo xenomorfo di Alien nei condotti d’areazione. Piazza macchie di sangue alle spalle dei personaggi, fa trascinare via i bambini e li fa sgozzare con ampi schizzi di sangue sui colori pastello della plastica.

Una pausa dal duro lavoro di mangiabambini

Una pausa dal duro lavoro di mangiabambini

A questo punto il clown è totalmente diventato un demone, non ha nulla di umano e rimane spazio solo per il grande showdown finale. “Quello che sa tutto della maledizione” ovviamente è morto e rimangono moglie e figlio del protagonista. Il piccino è l’ultimo dei 5 da mangiare, la moglie ciò che sta tra loro due.
Io non vi dirò qual è l’ultima scena perché confido che abbiate capito ormai come è stato fatto il film, che struttura segue e quindi com’è logico che si chiuda ma una cosa ve la voglio dire. Alla fine di tutto non avevo più paura di prima dei clown, avevo più paura di prima di tagliarmi o farmi male, più paura che mi si aprisse la carne.

Fonte d'ispirazione #1

Fonte d’ispirazione #1

Dvd-quote suggerita:

“Se solo questo Dvd esistesse qualcuno lo potrebbe guardare”
Jackie Lang, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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61 Commenti

  1. Questa recensione mi ha eccitato sessualmente.

  2. pasqualobianco

    che non vedrete mai… giustappunto prima di morire!
    (The Serial Klown)

    • critico

      Ma che vuoi dire? questo film è bello e spassionato, le cose le fa capire… non avete capito nulla tutti quanti di questo film. mah! volete sangue pgni scena…. il film dev’essere calibrato e poi sembra che chi ha scritto l’articolo non abbia manco visto il film….

    • critico

      che vuoi dire scusami? questo film è studiato bene nei minimi dettagli! i gorgoglii al ventre sono una trovata gneiale!

  3. PAOLOTTO

    Martyrs ancora mi mette i brividi! :P

  4. PAOLOTTO

    Ma è lo stesso? O è un remake???

    https://www.youtube.com/watch?v=3iw4ZeNoTbg

  5. John Belusnowboard

    Chi sa spiegarmi perché se un film esce solo nello stivale allora sarà impossibile trovarlo in streaming o download???

  6. John Belusnowboard

    Ci sarà qualcuno in Italia che lo caricherà… No?
    Se no come sarebbe possibile che molti film italiani si trovano nel cicuito pirata?

  7. AndreaGnarluz

    altro film sui clown assassini: https://www.youtube.com/watch?v=xTCRc4Y9rxM

  8. Aldo Jones

    Visto stasera e mi rendo conto che solo tu lo hai veramente capito e apprezzato, Jackie, insieme a me e altri pochi. Mi ci sono davvero divertito.

  9. Zen My Ass

    Non per dire, ma il regista di questo film dirigera’ il nuovo Spider-Man…

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